Puntata di "Notiziario del mattino" di martedì 16 giugno 2026 condotta da Sonia Martina .
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Sono le 9 punto apriamo la prima edizione del notiziario di radio radicale studio, Sonia Martina e Piero Scaldaferri alla regia, parleremo in questa edizione del notiziario della riunione dei leader del G7 a e Fiom e della riunione dei ministri degli Esteri in Lussemburgo. Ancora parleremo delle possibili ricadute delle decisioni del G7 su Giappone e Asia. Parleremo del pacchetto di primavera del semestre europeo e i dati sull'Italia parleremo del memorandum d'intesa firmato da Stati Uniti e Iran, poi della situazione interna in Iran,
Parleremo della corte d'appello di Parigi e la decisione del 7 luglio sull'ineleggibilità di Marilù Penn la riforma della legge elettorale in Italia, le reazioni alle dichiarazioni di Vannacci contro il.
Reato di femminicidio e poi chiuderemo con la pillola di Adapt a cura di Valeria Manieri, allora, visti i temi che vi ho detto in apertura, noi abbiamo già in collegamento David Carretta e allora eccoci qua, David buongiorno buongiorno voi i lavori del vertice del G7 di e vi ho entrano nel vivo questa mattina tra poco ci sarà la prima sessione dedicata all'Ucraina, alla quale parteciperà anche il presidente ucraino Volodimir Zelenskij ieri, incontrando EmmanuelMacron, dopo il suo arrivo in viola, il presidente americano, Donald Trump ha detto che forse si può fare qualcosa nei negoziati tra la Russia e l'Ucraina
Cosa intendono fare gli europei che in questi ultimi quattro mesi, con Trump distratto dalla sua guerra in Iran, hanno vissuto un momento di calma relativa sul dossier ucraino, cosa che, tra l'altro permesso di far avanzare alcune?
Alcuni elementi della strategia europea di sostegno a Kiev cosa intendono fare gli europei evitano fondamentalmente a cercare di convincere Trump che è Vladimir Putin ad essere il perdente in questa guerra in Ucraina, non Volodimir Zelenskij, fargli cambiare idea su quali sono i rapporti di forza sul terreno anche perché Trump detesta e disprezza quelli che considera come I perdenti ieri Macron in un'intervista televisiva ha spiegato che,
Il suo obiettivo è fare in modo che gli americani dicano siamo con voi, continueremo ad aiutare l'Ucraina, metteremo più pressione sulla Russia.
Macron, però ha aggiunto, l'Ucraina resiste molto meglio di quanto si pensi, nonostante gli attacchi delle ultime ore e in particolare l'attacco contro Kiev della scorsa notte, l'Ucraina si trova ora in una posizione di forza, ha detto il cancelliere tedesco Friedrich Merz, la Russia non può vincere militarmente la sua economia, inoltre è indebolita e prese di posizione simili sono state espresse anche da Ursula von der Leyen a presidente della Commissione. L'economia di guerra di Putin non è mai stata così debole. Zelenskij prima di partire per
Ginevra, dove atterrano gli aerei dei leader che poi si recano avviò in Francia ha rivelato di aver invitato Vladimir Putin ai viola per sedersi al tavolo con Trump con i leader europei.
Il Cremlino non ha risposto e Zelensky ha detto che l'attacco devastante contro Kiev di domenica notte è fondamentalmente la risposta negativa di Putin, che non vuole la pace nei negoziati di pace, l'altra sessione importante di questo G7 è quella dedicata alla Cina, anche se il titolo è un po'diverso riguarda le le le questioni.
Economiche, gli squilibri a livello mondiale Cina anche su questo gli europei tenteranno in qualche modo di convincere Trump a fare gioco di squadra anziché lanciare guerre commerciali, come ha fatto lo scorso anno e come, tra l'altro, è tornato a minacciare di fare dopo l'accordo con l'Iran dicendo che la Francia deve,
Cancellare la sua digital tax, altrimenti lui imporrà dei dazi del 100% sui vini francesi, la stabilità della relazione commerciale che era stata promessa.
Con l'accordo dello scorso luglio non si è ancora concretizzata quanto alle riunioni di ieri a Lussemburgo ministri degli esteri, ma non solo, c'è stata anche una doppia conferenza intergovernativa con l'Ucraina e con la Moldavia, che è stata definita un passo storico dal presidente del Consiglio europeo Antonio Costa perché perché sono stati avviati formalmente i negoziati sulla prima serie di capitoli negoziali cosiddetti cluster il primo è quello sui fondamentali democrazia, stato di diritto, lotta alla corruzione,
Comincia dunque il percorso verso l'adesione dell'Ucraina e della Moldavia, un percorso che Kiev Cisi Now vorrebbero rapido.
Per aderire.
Entro il 2030 gli europei sono molto più prudenti, tanto è vero che, malgrado la raccomandazione della Commissione di aprire tutti i cluster tutti i capitoli fondamentalmente negoziali, alla fine per ora si è deciso di procedere con uno solo la commissaria all'allargamento Marta costi ieri ha detto di sperare di sbloccare gli altri cinque cluster entro la pausa estiva.
Ieri però, a Lussemburgo c'erano anche i ministri degli Esteri, uno dei temi oltre all'Ucraina è stato quello.
Di Israele con Gaia Callas, l'Alto rappresentante per la politica estera, che ha confermato che non c'è l'unanimità necessaria per adottare sanzioni contro il ministro per la Sicurezza di estrema destra, Itamar Ben Gvir, una richiesta che, tra l'altro era stata presentata dall'Italia dopo le immagini dei maltrattamenti degli attivisti della flottiglia per Gaza.
Antonio Tajani e il ministro degli Esteri italiano ieri ha detto che insisterà su questa richiesta di sanzionare Ben Gvir, c'è un altro tema che è quello della, dando sui prodotti degli insediamenti israeliani illegali in Cisgiordania, Francia e Svezia hanno chiesto alla alla Commissione fondamentalmente di agire, Kaya Kallas ha trasmesso questa Commissione, questa questa richiesta alla Commissione. Più volte la Commissione di Ursula von der Leyen si è rifiutata finora di presentare una proposta. Si tratta di politica commerciale, basta la maggioranza qualificata,
Ieri la proposta è stata ieri, la richiesta è stata di nuovo avanzata da una maggioranza di Stati membri dell'Unione europea, Kallas ha detto che vorrebbe ottenere delle opzioni da parte della Commissione per.
Misure commerciali, comprese misure volte a impedire l'importazione di merci provenienti da insediamenti illegali per ora è tutto sono le domande, ti restituisco la linea.
Grazie grazie a David Carretta, il G 7, il presidente francese intende porre l'accento sugli squilibri economici mondiali sono connessi, secondo il presidente Macron, all'attuale situazione delle grandi economie di Stati Uniti, Cina e Unione europea, la Cina produce troppo, gli Stati Uniti spendono oltre misura, accumulando deficit, e l'Unione europea investe poco secondo il professor Paolo Guerrieri, docente di Economia chance, Po si tratta di un triangolo infernale di cui l'Europa fa le spese, soprattutto a causa dell'eccesso di produzione cinese che, trovando ostacolano i dazi statunitensi, si riversa sul nostro continente. Allora ascoltiamo il professor guerriere nel corso della rubrica il mondo a pezzi con Ada Pagliarulo sul tavolo. Macron metterà anche, come dire, una ricetta, una strategia possibile che gli è stata poi confezionata da un team di prestigiosi esperti economici, che però è una ricetta che conosciamo, perché già il Fondo monetario internazionale, nell'ultimo anzi negli ultimi due Outlook lo aveva in qualche modo confezionata e che dice questa ricetta, quello che ognuno di questi grandi attori dovrebbe fare a casa sua. Innanzitutto,
Cioè la Cina dovrebbe alimentare consumi e domanda interna per diminuire questa dipendenza dalle esportazioni e gli Stati Uniti invece che spendere e accumulare deficit pubblici e commerciali dovrebbero mettere sotto controllo la spesa pubblica e quindi anche alle importazioni, e l'Europa dovrebbe usare il proprio risparmio più per finanziare gli investimenti interni, il il mercato unico, la la la, la propria base industriale che non per gli sport, questa è una ricetta che naturalmente ognuno dovrebbe portare avanti e, se coordinata e si Trouble, si tradurrebbe in grandi benefici per la crescita dell'economia mondiale, perché,
E appunto uno degli effetti deleteri di questi squilibri e che deprimono le potenzialità di crescita del resto del mondo, oltre che delle tre grandi attori e il problema però qual è un'agenda, come si dice, una una terapia che in fondo potrebbe appunto tutto razionale che però è avversata dalle 2 superpotenze su e dalla Cina e dagli Stati Uniti per ragioni diverse la Cina perché,
Per ragioni politiche non può modificare a questo punto un proprio modello di crescita, non vuole, perché poi aumentare la domanda interna in Cina significa?
Dare anche, come dire, avvio a una redistribuzione di reddito, cioè bisogna dare più salari, più politiche sociali, più potere a quella che è la società, però non è solo la Cina, perché anche gli Stati Uniti non hanno alcun interesse a questo modello di aggiustamento perché dovrebbero cominciare come dire ah ad avere una politica fiscale,
Che rimettersi a posto i conti mentre invece tratta sposato la tesi che sono, come dire il Ladies, sono gli altri e l'Europa sono la Cina che approfitta degli Stati Uniti, per cui in taxi sono visti a questo punto come lo strumento per risolvere il problema del fondo.
Sappiamo che non è così, lo stiamo vedendo perché i dazi non possono aumentare risparmio americano e ridurre il risparmio cinese, cioè non possono incidere su quello che è un problema innanzitutto macroeconomico, non è un problema di competitività e basta.
Restiamo sul tema del G 7. Adesso ascoltiamo le riflessioni del professor Mario Baldassarri, economista e presidente del Centro studi economia reale nella sua rubrica, capire per conoscere e sta di fatto quindi che il G7, forse per abitudine, Cottino riunirsi però ogni volta deve invitare tanti altri Paesi.
E non a caso in questa occasione gli invitati sono i Paesi del Golfo, cioè quelli che sono protagonisti in mezzo alla guerra tra Iran, Turchia, Iran e Stati Uniti e Israele.
E d'altra parte è invitato anche Zaleski, che ovviamente è nel pieno del mezzo della invasione russa dell'Ucraina, quindi questa è la controprova che il G7 di per sé, se non coinvolge altre grandi aree del mondo ha scarsa capacità di decidere e soprattutto di fissare regole che poi gli altri non sono tenuti a rispettare. Questo è il punto debole del G7, non da oggi, ma da quasi vent'anni sostanzialmente è il che vuol dire che è una riunione dalla quale possono anche emergere buone idee.
Ma queste buone idee devono essere poi calate nelle decisioni e le decisioni, di fronte alla scelta del bilateralismo di Donald Trump, le decisioni vere possono essere assunte in termini bilaterali, per esempio da questa bozza eventuale di tregua e trattativa successiva.
Tra Stati Uniti ed Iran, per cui il punto chiaro per ora è che forse si riapre subito lo Stretto di Hormuz e quindi petrolio, gas e altre merci CUP riprenderanno a defluire attraverso lo Stretto di Hormuz, dopodiché però le parti hanno 60 giorni per discutere i temi veri e quindi il nucleare iraniano il MES,
A lunga gittata e così via, ecco.
Come abbiamo detto tante altre volte, quindi, il G 7 è una bella conferenza dove si discutono vari temi, ma le capacità decisionali in termini di governo del mondo e governo delle crisi sono assolutamente deboli, fragili.
E prive di sostanza operativa,
9 15 minuti siete all'ascolto del notiziario di radio radicale, andiamo avanti sulle prossime eh, scusate sulle possibili ricadute delle decisioni del G 7 su Giappone e Asia, sentiamo adesso il nostro corrispondente dall'Asia. Francesco Radicioni, Francesco buongiorno, buongiorno, Assessore, buongiorno a chi ci ascolta. Sì, non c'è alcun dubbio davanti alle molte sfide internazionali a lei incertezze nelle catena delle forniture. Il messaggio che il premier giapponese Snake attacca i ci porta al suo debutto al G7 è assolutamente chiaro, e cioè che la sicurezza del fronte euroatlantico è quella del fronte dell'Indo Pacifico. Sono interconnesse e inseparabili
Lo sappiamo, il Giappone deve far fronte contemporaneamente alle sfide per la propria sicurezza rappresentati dalla Cina, dalla Russia e dalla Corea del Nord, mentre una crisi nello stretto di Taiwan, oppure nel Mar cinese meridionale e minaccerebbe la stabilità delle rotte energetiche e commerciali che sono assolutamente fondamentali per la seconda economia dell'Asia e insomma così Sonia Tokyo sta,
Per un verso o aumentando le spese per la difesa, mentre contemporaneamente rafforza anche la cooperazione sulla sicurezza, sia nel fronte Indo-Pacifico. Ne abbiamo parlato qui, dai microfoni di Radio Radicale, con le intese fatte con Australia, Filippine e Corea del Sud, ma anche con l'Europa intese accordi, questi che sono tarati, tra l'altro, confermati ieri durante l'incontro a Roma, tra Giorgia, Meloni Sanae Takahiro, ci si va dal più cappe, cioè dal programma tra Italia, Giappone, il Regno Unito, per la creazione di caccia di sesta generazione, alla cooperazione tra Tokio e Roma e nello spazio e nell'Artico fino alla ricerca su scienza anti su tecnologia, ma non solo Sonia, infatti, la premier giapponese arriva questo G7 di
Vivian, anche con una proposta molto concreta volta a rafforzare il tema della sicurezza economica e cioè la creazione di un meccanismo comune del G 7 per la creazione di scorte di minerali.
E critici minerali critici, comprese le terre rare, chi sia in grado che siano in grado queste scorte di garantire almeno 90 giorni di forniture, l'obiettivo di Tokyo è assolutamente chiaro, cioè rispondere alla coercizione economica della Cina che, lo sappiamo, gode praticamente di un monopolio globale e soprattutto sulla raffinazione di questi ma minerali strategici che sono fondamentali per la,
La produzione di qualunque apparecchio tecnologico e che
Coercizione economica che leva economica, che Pechino ha già usato diverse volte come arma di pressione politica, è così probabile che Sanese arcaici porterà proprio al summit del G7 anche le restrizioni sulle esportazioni.
Di terre rare in Giappone, che sono state imposte dalla Cina negli ultimi mesi, e cioè quella che è una delle misure proprio coercizione economica imposte da Pechino dopo che a novembre la premier giapponese aveva detto che un attacco contro Taiwan rappresenterebbe una minaccia esistenziale per Tokyo, oltre a queste misure ci sono tra l'altro c'è anche un aumento che continua ormai da da mesi della retorica sui media di Pechino, proprio contro quello che la leadership cinese definisce la militarizzazione del Giappone.
Ma queste restrizioni sulle esportazioni di terre rare, che tra l'altro ci ha spiegato nelle scorse ore un portavoce della diplomazia di Pechino, potrebbero avere delle conseguenze non solo per il Giappone, ma anche sulle sulle esportazioni mondiali di macchinari medici, soprattutto,
Giapponesi, come, per esempio degli scanner per la risonanza magnetica, di cui a con cui il Giappone è uno dei principali produttori a livello mondiale, ma lo abbiamo detto, se il Giappone è l'unico Paese dell'Asia che è membro a pieno titolo del G7 e il presidente francese Emmanuel Macron ha voluto confermare anche quest'anno l'invito al vertice.
E Diana?
Per i leader di Corea del Sud e India, come inevitabile tra l'altro, in queste ore sui media indiani, molto si specula su un possibile faccia a faccia nelle prossime ore tra Donald Trump e il primo ministro indiano Narendra Modi una possibile occasione, questa per provare a ricucire le relazioni.
Tra Washington e Delhi, relazioni che, lo sappiamo, negli ultimi mesi sono state segnate dalle tensioni economico commerciali, ma anche dal riavvicinamento tra Stati Uniti e Pakistan fino alla crisi dell'ultima settimana, cioè quella operazione militare americana nello stretto di Hormuz contro una nave commerciale che ha provocato la morte di tre marinai indiani e chi sta provocando una.
Un'ondata di indignazione in India, soprattutto appunto per quella che è stata la assenza di empatia, così spesso viene descritta da parte proprio del dell'Amministrazione americana, diciamo, non ha neanche fatto un riferimento pubblico rispetto a la morte di questi marinai indiani, un tema, questo che con ogni probabilità anche per pressioni di politica interna Narendra Modi solleverà con Donald Trump nelle prossime ore Adriana staremo a vedere, per il momento è tutto se non ha domande linea allo studio.
Grazie grazie a Francesco Radicioni ora.
Torniamo a parlare del pacchetto di primavera del semestre europeo, che fornisce orientamenti di bilancio degli Stati membri e ieri ne ha parlato il professor Tiziano Treu vi ricordo che è professore emerito di Diritto del lavoro all'Università Cattolica di Milano.
E allora sentiamo Tiziano Treu.
L'analisi del semestre europeo, che viene fatto ogni anno e che è fatta da insomma, in modo molto, come dire, tecnico.
È fatta in generale per tutti gli Stati europei e ogni Stato ha una serie di raccomandazioni sulle cose più importanti, e è fatta con molta attenzione, allora.
Credo che sia importante proprio perché così vi vediamo, quali sono i punti, non tanto quelli contingenti delle politiche del lavoro, in questo caso, ma proprio quelli su cui da più tempo anche diciamo e che che sono sempre un po', come dire, più trascurati infatti, una delle cose che che dice chiaramente,
Questa indicazione Iraq del rapporto sul sudditi sull'Italia è che noi abbiamo una una situazione di staticità.
Proprio nelle innovazioni necessarie e siccome diciamo tutti ed è vero che questo è un periodo di grandi cambiamenti e le 2 transizioni o le 3, perché c'è anche quella demografica, e qui invece quella cosa che il fondo che viene segnalata e che invece noi sulle cose fondamentali che sono provocate da queste cose siamo fermi, cioè non ci sono modifiche significative
No, siccome qui appunto non è polemica auspicio, ma che si è fatto poco per innovazione ed è un punto dopo la conferma, allora facciamo degli esempi concreti che ci Solbes primo è il PNR, ancora una volta perché ormai siamo praticamente finito formalmente no, perché era certo a metà 26,
Eh eh, ecco, gli ultimi dati avvia proposito, non solo non ci sono innovazioni, ma perdiamo in parte i i treni che che ci vengono offerti celeri le occasioni di questo caso del PNR, noi abbiamo ancora 159 scadenze da completare, scadenze vuol dire proprio formali, poi,
Poi, quelle concrete effetti concreti e, peggio ancora.
I fondi spesi.
Praticamente finita là, sono ancora al livello del 58%, quindi noi metà quasi metà di questa grande opportunità, anche finanziare, non l'abbiamo utilizzata.
E insomma, questo è quindi non solo no, non rinnoviamo, ma questi dati indicano che siamo.
Non cogliamo le le cose che passano sotto il tunnel che passa a proposito della occupazione, cosa dice il semestre europeo, prende atto dell'aumento dell'occupazione, ma un un of ecco farmaco, no, non fa tanto, che fa anche un accenno alla precarietà, ali alla qualità del lavoro però dice, guardate che a proposito di impatto su,
Su sua crescita e tutto il fatto è che il più grande aumento dell'occupazione.
Stranamente, stranamente, perché non dovrebbe non migliora la crescita quantitativa e qualitativa dell'Italia
Noi abbiamo sempre detto anche noi no lavoro, il fattore principale dello sviluppo delle persone e delle e delle
Il Paese e se qui ci dice no voi continuate a dire che aumenta l'occupazione, però non ha effetto su perché dice perché non solo è di bassa qualità.
Ma questa bassa qualità è perché?
Non si è,
Pinto sulle imprese innovative si è solo è troppo spinto sulle aree a basso valore aggiunto, di questa è una cosa di fondo strutturale molto specifica.
Ecco così il professor Tiziano Treu e adesso vi do un po'qualche aggiornamento sul, diciamo su questo accordo memorandum d'intesa, insomma, come lo vogliamo chiamare tra Stati Uniti e Iran.
Perché perché innanzitutto Trump il presidente Trump ha?
Ha comunicato su Truth ha annunciato su Truth che l'Iran ha accettato di non dotarsi mai di armi nucleari.
E sembra riferirsi a una clausola del memorandum d'intesa che è stato firmato appunto domenica, e in cui l'Iran si impegna a non dotarsi mai di armi nucleari.
E così ha messo su Truth, però, è Axios riporta.
Che la Cia ha raccolto informazioni di intelligence che sollevano seri dubbi sulla disponibilità dell'Iran a concedere alle aperture chieste dagli Stati Uniti in un eventuale accordo definitivo, perché vi ricordo che.
Ci sono la firma, voglio dire, di questo accordo riapre lo stretto di Hormuz, però poi ci sono i 60 giorni per definire, per delineare voglio dire quelli che sono i punti e del rock dell'accordo, comunque, e questi dubbi e dell'intelligence americana lo l'IRIF lo di,
Eccoli, riporta al capo della Cia.
E a Donald Trump e altri funzionari delle amministrazioni.
E il capo della Cia non è comunque l'unico scettico, anche il Segretario di Stato Marco Rubio e il capo del Pentagono hanno sollevato timori ed è spesso preoccupazioni Sur l'Iran.
E mentre Jeux de Vence intervistato dalla Nbc e dice Israele, alla fine Sos sosterrà questo nuovo accordo tra Stati Uniti e Iran, nonostante permanga.
Sono divergenze tra Washington, Netanyahu, sul percorso per porre fine al conflitto.
E noi sappiamo che questo accordo renderà Israele più sicuro,
Ha riconosciuto anche che di Stati Uniti e Israele non sono sempre stati allineati, credo che fondamentalmente gli Stati Uniti abbiano i propri interessi, abbiamo anche interessi convergenti, ma a volte ci troviamo in disaccordo su alcune questioni e credo che sia assolutamente ragionevole.
D'altronde anche i nelle sue prime dichiarazioni pubbliche sull'accordo, il premier israeliano ha affermato che lui e il presidente Trump non sempre lo pensano allo stesso modo.
E questo forse si poteva anche desumere da quella telefonata no che ci è stata raccontata dai quotidiani, tra Trump e Netanyahu di qualche giorno fa.
E poi?
Ancora su Truth, il presidente Trump diranno accettato, devono dotarsi mai di armi nucleare, inoltre, la storia secondo cui gli Stati Uniti starebbero pagando a Teheran 300 milioni di dollari una fake-news diffusa dai democratici
E queste diciamo sono un po'
Ecco Axiom, che poi precisa il Memorandum d'intesa fra Iran e Stati Uniti, prevede che l'Iran mantenga lo status quo del proprio programma nucleare finché proseguiranno né i negoziati e, da parte loro, gli Stati Uniti non imporranno nuove sanzioni né schiereranno ulteriori forze nella regione via sanzioni e truppe americane in 30 giorni con accordo sul nucleare con,
L'Iran,
Il leader dei repubblicani, intanto, in della maggioranza repubblicana al Senato americano, chiede all'Amministrazione Trump di fornire più dettagli sull'accordo con l'Iran, perché dice, non ne sappiamo abbastanza per esprimerci nel merito e si augura di avere informazioni prima della giornata, prima della firma di venerdì.
Dice dei dettagli dell'accordo, forse resi noti prima della firma di Chet Trump potrebbe decidere di rendere pubblico l'accordo.
Prima di venerdì dice sempre invece gite Vance, questa volta Fox News
In vista appunto della firma del memorandum d'intesa che è prevista venerdì a Ginevra
Allora
Proprio su questo memorandum.
Sentiamo le consecutive le considerazioni del deputato di Fratelli d'Italia, Gianluca Calovini, componente della commissione Esteri della Camera, partiamo dalla dalla prima considerazione, i fino al venerdì, che dovrebbe essere la data in cui si sanciva in modo definitivo la tregua, effettivamente possono passare ancora tanti giovani quattro o cinque giorni abbiamo visto come cose imprevedibili nell'arco di poche ore possono capitare.
Dopodiché mi sento di dire osservatore in qualche modo, che tutti sono abbastanza ottimistiche, questa sia la volta buona, lo hanno detto entrambe le parti mediatore lo hanno ampiamente confermato e poi dopo. Non da ultimo, anche le reazioni dei mercati sembrano comunque sarà molto positiva. C'è stato un rialzo importante dei mercati azionari, c'è stato un ribasso invece del prezzo del greggio e quindi sono sicuramente segnali che stanno dando un'indicazione che quello di venerdì potrebbe essere un accordo che fortunatamente e finalmente mi sento di dire si concretizzerà. Dopodiché Klee nella domanda fa una osservazione sul fatto che verrà firmato in Europa che dal punto di vista geografico è corretto, ma in un qualche modo, invece, la firma appare che sarà a Ginevra. Quindi, sotto un certo aspetto mi viene da dire che l'Europa non nell'Unione, in Europa e un'altra in Europa geografica
Bocciato all'epoca praticamente è corretto, però c'è un po'di dispiacere che forse l'Unione Europea avrebbe potuto avere un ruolo un po'più attivo all'interno di questa tregua, anche se comunque è chiaro che ormai gli interlocutori a livello internazionale sono altri come si diceva viene firmato fisicamente a Ginevra ad annunciarlo sono stati anche i pachistani che hanno avuto un ruolo di mediazione della scorsa settimana e pare che parallelamente ci possono essere in Qatar.
Eventuali altri accordi o comunque incontri paralleli prima di arrivare a definizione, e quindi è un po'un dispiacere che l'Unione europea sia stata così secondario dall'altra parte del TG 5. Fa piacere che si vada verso quella direzione, terza considerazione al dibattito parlamentare, è chiaro.
E si crea un dibattito parlamentare per comprendere quale ruolo invece avrà l'Italia, in questo caso, per cercare di rendere di portare insicurezza allo Stretto di Hormuz il fatto che si concluda un conflitto durato qualche mese non vuol dire automaticamente che tutto è ampiamente risolto, anzi, il presidente Meloni che stamattina è intervenuta con una nota per specificare, oltre alla da Hans Adam, felicitazioni di questa di questo accordo, anche il fatto che l'Italia avrà un ruolo determinante per la messa in sicurezza dello stretto di Hormuz ci sarà probabilmente un dibattito parlamentare, a capiremo in quali termini e capiremo quale direzione avrà il vostro Paese.
E ora sfruttiamo le riflessioni del presidente della commissione Esteri, del Senato, Maurizio Gasparri, di Forza Italia, al microfono di Lanfranco, Palazzolo io, di fronte a questi annunci sonori della lista, questa volta pare che la cosa abbia una sua consistenza e abbiamo un ferme nelle varie realtà che si contrappongono vediamo quindi che sia effettivamente,
Una intesa che possa riaprire lo Stretto di Hormuz, far cessare uno scontro che ha avuto riflessi anche sull'economia del petrolio. Prezzi dei carburanti in Occidente in tutto il mondo, fertilizzanti bloccati quindi sicuramente è una svolta positiva, però giudicheremo i fatti nelle prossime ore e nei prossimi giorni si apre una fase, peraltro il summit internazionale, importante G7 vertici europei vedremo insomma come procederanno le cose. Dobbiamo essere fiduciosi e sperare che ci sia anche un rimbalzo della economia internazionale, dopodiché restano i problemi perché
E Iran preparava l'Iran, preparava una bomba atomica per distruggere Israele, non è che questa crisi sia aperta per ragioni così casuali o di bizzarria, quindi auguriamoci che anche l'accordo garantisca una situazione, come posso dire, pacifica Mussi, è un termine esagerato visto il contesto ma di non minaccia come quella che appunto l'Iran ha avanzato nei confronti di Israele. Per quanto riguarda l'Italia, noi abbiamo una ottima Marina Militare e meriterebbe più risorse per investimenti che ha delle navi che possono, diciamo servire a sminare lo stretto di Hormuz, immagino in collaborazione con Atm per prudenza.
Queste navi si sono già spostate verso l'area interessata solo nel Mar Rosso, se non sbagliamo la missione Aspides S, che è quella che, scorta alle navi mercantili nel Golfo del canale di Suez, dove gli Huthi armati da gli iraniani minacciano il libero commercio parliamo la missione Atlanta nell'Oceano Pacifico, quindi c'è già una presenza oltre in quell'area e quindi queste navi sono nel quadro di queste missioni già note autorizzate dal Parlamento, una eventuale missione, dormono, non è stata ancora codificata. Primo, ci vogliono
Le seguenti condizioni, primo, una tregua effettiva nell'area secondo, un quadro internazionale, ma non so se sarà l'uomo, sarà un gruppo di nazioni e voglia collaborare per lo sminamento, e questo deve essere formalizzato nelle modalità che la diplomazia e i rapporti internazionali, come dire, dettano poi se tutte queste condizioni di pace e di collaborazione internazionale si realizzeranno, il nostro Parlamento si deve pronunciare. Remo l'ennesima operazione di pace, un'operazione tesa a togliere le mine, e io sono convinto che il nostro Parlamento dirà sì, ma la procedura è questa, quindi c'è una disponibilità, ma non c'è una decisione presa perché le regole della democrazia impongono il passaggio aumenta
Infine, ascoltiamo l'analisi del professor Andrea Margelletti, presidente del Cesi ancora con Palazzolo, e io ho fatto un ritengo che alla fine di questo conflitto, semmai questo conflitto si sia.
Raggiunto, diciamo, la fine intorno al la luce intorno al in fondo al tunnel, questo conflitto ha portato un indebolimento dell'immagine degli Stati Uniti nel mondo e in particolare in Medio Oriente è un dato oggettivo, no, credo che Israele, non avendo raggiunto il suo punto fondamentale che era il cambio di regime e l'impossibilità che l'Iran possa un giorno,
E ottenere un uno strumento nucleare non sia assolutamente soddisfatto e continuerà, come molto ha fatto in questi mesi, ha con iniziative unilaterali per poter conseguire quello che per Israele e l'obiettivo strategico ritiene che in qualche in qualche modo.
La diciamo, l'apertura di di Hormuz rimetterà a posto in quasi immediatamente la situazione dei mercati, o ci verrà, ci vorrà tempo, dipende da come verrà aperto Hormuz e Hormuz verrà per come prima, se Hormuz diventerà una sorta di canale di Suez, dove nella vi dovranno pagare un pedaggio all'Iran dipende da quanto terra questo accordo, quindi vi sono una serie di variabili che è ancora,
Sinceramente impossibile poter valutare a fondo.
Allora restiamo su questo memorandum di intesa Usa- Iran, ascoltiamo adesso in diretta dalla Turchia, Mariano Giustino, che ovviamente si sofferma, come sempre anche sulla situazione interna all'Iran. Mariano buongiorno, buongiorno a voi, beh, possiamo dire, per essere realistici, questa fase, che sancisce una tregua di 60 giorni, non possiamo considerarla un momento di celebrazione. È semplicemente una potenziale pausa di una guerra calda ed un ritorno alla guerra fredda. Gli USA sono stati costretti dai pasdaran a fare un passo indietro. In realtà, Trump elude la questione nucleare con accordo provvisorio con l'Iran, che viene accolto dai Paesi del Golfo con cautela, mentre Hezbollah si congratula con Teheran. Dai commenti di ieri del vicepresidente Banz sembra che l'obiettivo dell'Amministrazione Trump non sia negoziare semplicemente un accordo sul nucleare con l'Iran, ma un grande patto per trasformare le relazioni Usa- Iran. Nessuna Amministrazione USA dal 1979 aveva raggiunto questo obiettivo. Ha sottolineato Bands è una strategia che possiamo dire a bassa probabilità ad alta ricompensa se l'Iran mantiene aperto lo stretto di Hormuz interrompe l'arricchimento dell'uranio per vent'anni è ferma l'esportazione della sua rivoluzione potrebbe guadagnare centinaia di miliardi di dollari. Sostiene Evans. Non è un caso che il testo del memorandum of understanding sia di sole poche pagine, in contrasto con il testo di 159 pagine dell'accordo congiunto sul programma nucleare iraniano del 2015, quell'accordo mancava, come sappiamo, di mordente sbloccato navi, sbloccò miliardi di fondi. L'anticipo lasciò intatte tutte le strutture di arricchimento nucleare iraniano e le centrifughe aveva una clausola di ispezione, ma la l'Iran, la violata ripetutamente ha ritardato le SPES, le Ispe e ispezioni fino a 24 giorni. In alcuni casi è la clausola di scadenza 10 anni sari e c'è quella
Chi che ha visto poi il il 2015?
La fine del dell'accordo sul nucleare, il direttore della Cia Ratcliff ha detto al presidente Trump e ad altri funzionari che le informazioni raccolte dagli Stati Uniti sollevano seri dubbi sulla volontà dell'Iran di fare le concessioni nucleare di gli Stati Uniti, stanno cercando in qualsiasi accordo finale.
Si dimentica spesso che uno dei fondamenti della Dottrina della rivoluzione khomeinista è far diventare la Repubblica islamica una potenza nucleare, con memorandum di possiamo dire di incomprensione tra Stati Uniti e Iran, perché?
Il a Washington, da una parte Teheran, dall'altra parte, dichiarano cose completamente opposte per Washington l'Iran ripristinerà lo stretto di Hormuz come via d'acqua internazionale sicura, farà significative concessioni nucleari e potenzialmente abbandonerà la sua ideologia rivoluzionaria, inclusa la sua opposizione agli Stati Uniti a Israele e il suo sostegno ai proxy regionali in cambio di importanti investimenti degli stessi Paesi del Golfo che sono stati appena bersagliati da migliaia di missili e droni iraniani.
L'accordo provvisorio non fornisce risposte alle donne a tutte queste domande e domande chiave, compreso, è quella sul programma nucleare a più di tre mesi dalla dichiarazione che non ci sarebbe stato alcun accordo con l'Iran se non la resa incondizionata, il presidente Donald Trump ora si accontenta di un di di dichiarazioni che lascia irrisolta. Lasciano i risolte tutte le questioni, compresi in primis la questione del programma nucleare iraniano. Il testo del memorandum d'intesa raggiunto domenica non è stato reso pubblico, consentendo così a entrambe le parti di elaborare le proprie interpretazioni. Trump ha dichiarato che verrà pubblicato molto presto, dopo la cerimonia
Della firma che avverrà in Svizzera, venerdì, la Repubblica Islamica dicevamo, sostiene cose completamente diverse da quello che sostiene tra Trump, al momento sappiamo che la Repubblica islamica ha solo di avrebbe solo dei vantaggi, gli Stati Uniti accetterebbero di non imporre nuove sanzioni all'Iran,
Fino al raggiungimento di un accordo definitivo, gli Stati Uniti sospenderanno le sanzioni petrolifere contro l'Iran per un periodo specificato, consentendo a Teheran di vendere petrolio e ricevere entrate, gli Stati Uniti accetterebbero di sbloccare i 25 miliardi di dollari di beni iraniani congelati, anche tramite trasferimenti diretti di denaro, cooperazione tra Paesi regionali e linee di credito finanziari,
Teheran è ancora arroccato dietro le sue linee rosse. Crede che continuerà a controllare lo stretto di Hormuz, che riceverà decine di miliardi di dollari in alleggerimento immediato delle sanzioni di Ben is congelati? Dichiara che non farà concessioni su missili droni e proxy è il programma nucleare per l'Iran, come dicevamo, è parte della sua dottrina, mentre potenzialmente offrirà di sospendere l'arricchimento dell'uranio per il periodo di tempo necessario per ricostruire le sue strutture militari nucleari bombardate. Si tratta di posizioni. Come vedete che restano opposte, non vi è alcun al momento alcun segnale di convergenza. Il balletto di Trump sulla fragile tregua, decisa ad aprile, hanno rafforzato la posizione del regime iraniano, che ha condotto abilmente la e trattative e con una strategia di negoziazione nota come stile del bazar, che significa contrattazione continua, instancabile fino ad ottenere il massimo al minor prezzo possibile. Questo non accordo non accordo, rafforzerà ulteriormente la mossa della Repubblica islamica sul proprio popolo e non eliminerà la capacità dell'Iran di continuare a minacciare gli interessi degli USA nella regione. Quelli di Israele e quelli dell'Occidente in generale. È pur vero che un accordo è meglio di una guerra.
Ma dopo un conflitto così distruttivo contro l'Iran, USA e Israele non hanno raggiunto alcun obiettivo prefissato al momento sul programma nucleare, sui missili balistici, su sostegno ai proxy e persino sul controllo dello stretto di Hormuz. L'Iran si aspetta di poter controllare lo stretto di Hormuz. Non vi è alcun accordo, c'è un totale disaccordo su tutto e le questioni devono ancora essere negoziate. Questo non accordo non risolve sostanzialmente il conflitto tra USA e Iran, una guerra calda e potenzialmente è stata sospesa. Questo è vero, ma una guerra freddissima continua e continuerà il nodo spinoso. E infine, e ora in Libano, ovvero a Hezbollah, la Repubblica islamica ha fissato come sua linea rossa la fine del conflitto anche contro Hezbollah. Questo conflitto non può finire. Israele che, tra l'altro, non è parte dell'accordo, come invece richiesto dall'Iran. Non potrà mai porre fine alla guerra contro Hezbollah che minaccia quotidianamente la sicurezza di Gerusalemme. Il memorandum di intesa così come descritta dal Pakistan, principale mediatore prevede la fine delle operazioni militari su tutti i fronti, Libano compreso, ma è una bugia perché Hezbollah e la minaccia maggiore è diretta per Israele. Ieri, lunedì si sono verificati degli scontri a fuoco tra le 2 parti. I media libanesi hanno ribadito che un attacco di droni israeliani nel villaggio meridionale di Cft The Breath ha ucciso l'autista di un'auto presa di mira, mentre l'esercito israeliano ha dichiarato di aver intercettato diversi razzi lanciati da Hezbollah contro le sue truppe nel Libano meridionale. Dobbiamo tener presente che Hezbollah non è solo il tentacolo più potente della Repubblica islamica in Medioriente e in diverse parti del mondo quali l'America latina, ma è,
Parte del sistema delle forze Cuzzi, dei guardiani della rivoluzione porterà gli attacchi contro le aree del Libano controllate da Hezbollah, non possono più essere considerati un teatro di guerra separato e isolato dal coinvolgimento diretto dell'Iran Trump, quindi, è di fronte ad un regime che è allenato alla contrattazione infinita che ha nelle sue fondamenta e costitutive, alla guerra contro USA, Israele e l'Occidente. Una contrattazione contro il regime che per quasi 50 anni si è preparata a una guerra che Donald Trump prevedeva che sarebbe durata solo pochi giorni, ma ora, da Beirut a Bab el-Mandeb, a Hormuz Teheran ha scoperto la sua nuova strategia di deterrenza, e cioè la minaccia dell'utilizzo della leva dello sblocco dei distretti per tenere sotto scacco chiuse l'economia mondiale una deterrenza efficace quasi quanto quella
Nucleare Trump intende certamente sospendere la sua guerra con l'Iran, ma la sua, ma la guerra ideologica che la Repubblica islamica sta combattendo da 47 anni contro quello che definisce il Grande Satana, l'America e la sua bestia addestrati, e il regime sionista, per usare le recenti parole del vaglia trovandoci debba Khamenei Guida Suprema, continuerà senza soste. I negoziati tra strani di lira non porta né ha fiducia né assoluzioni. Non esiste uno scenario vantaggioso per entrambi le parti. Le ambizioni nucleari di Teheran, le minacce di chiudere lo stretto di Ruiz i gruppi armati regionali e i programmi missilistici continueranno a rappresentare una minaccia per il Medio Oriente per l'Occidente. Finché la Repubblica islamica esisterà, se questo memorandum andrà in porto, ciò rappresenterà la nascita di un nome di Oriente come propagandisticamente. Vuol far credere Trump. Sarebbe invece la rinascita del vecchio Medioriente. Questo memorandum
è semplicemente una necessità per Washington o, per meglio dire per Trump, che ha bisogno dell'intesa per uscire da un conflitto in cui si è impantanato materana ha bisogno il nemico permanente. Non chiamiamolo accordo perché fa un po'ridere. Si tratta di un memorandum. Qui non è stabilito nulla di concreto, se non una tregua di 60 giorni in Iran. Ormai le strade e le piazze sono occupate dai sostenitori del regime. La Repubblica islamica, con la feroce repressione dall'11 gennaio, grazie alla lunga tregua tra USA e Iran irrigidiva, ha completato la militarizzazione delle strade con il reparto Bassich, che da tempo funge da milizia di strada del regime impiegato per reprimere le proteste, intimidire civili e imporre il controllo ideologico con l'impiego di decine di migliaia di mercenari, fatti affluire dal Medio Oriente ed oltre, come per esempio gli iracheni di Kataib Hezbollah, le forze e dalle forze Cuts Bassir a queste milizie si sono uniti anche gli Hezbollah libanesi, le Brigate fatemi un afgani, le milizie sciite DURC Battisti, Pakistan, yemenite che stanno seminando il terrore anche di notte nelle città. I Guardiani della Rivoluzione Islamica hanno formato anche un corpo specializzato nella tortura sessuale e le condanne a morte continuano. Intanto altri due prigioniere Bellucci sono stati impiccati nel carcere di Bill Jade senza poter ricevere l'ultimo saluto dei familiari e ieri 4
Studenti, quattro studenti sono stati condannati a morte, infine, lo studente condannato a morte Amin Armin Murmo Hammadi rimane in una situazione di terrificante attesa del blocco del suo appello, vedremo se sarà impiccato nei prossimi giorni per il momento è tutto la linea a Roma.
Andiamo avanti con il notiziario di radio radicale al 7 luglio dalla Corte d'appello di Parigi, decide sull'eleggibilità di Marine Le Pen e di conseguenza, su chi sarà il candidato del Rassemblement National alle presidenziali del 2027, nell'attesa Jordan Bardella sta trasformando il profilo del partito e tra i suoi riferimenti c'è il modello di governo di Giorgia Meloni, ascoltiamo l'analisi di Marie gourmet, esperta di estrema destra francese con Roberta Jannuzzi, Giorgia Meloni è riuscita
Cosa che molti leader della destra radicale europea non hanno realizzato, cioè governare senza rinnegare la propria identità e su questo punto che cosa hanno in comune?
Il pragmatismo, perché Barbera adotta un tono più istituzionale, meno divisivo, ha così anche sulla la posizione europea e la credibilità economica, anche vinta con qualche troppo radicali, come l'uscita dall'euro e a posto per rassicurare elettori e i mercati, in realtà la vera vittoria del Rassemblement National negli ultimi anni e non solo elettorale perché il partito gli uscito assorbire gran parte dei temi d'élite,
Elettori anche di dire con chiarezza in Francia sul sul caso europeo, quando parliamo anche di Roberto Vannacci parlino, partiamo da un fatto concreto quando è stato creato un gruppo, qualsiasi tipo di Murat al Parlamento europeo Jordan Bardella, lei è diventato Presidente, mentre Roberto Vannacci ha ottenuto una vicepresidenza e pur in Francia Vannacci ancora poco conosciuto dal grande pubblico. Ma vi racconto un fatto curioso durante la campagna europea del 2024 sulla alla televisione francese, Pierre sentire Barbera è stato interrogato sulle dichiarazioni di Vannacci e la sua risposta è stata non so chi sia, non condivido le sue dichiarazioni e le condanne e quindi è veramente questa l'ambiguità, perché da un lato Vannacci fa parte della stessa famiglia politica europea, ma dall'altro Barbera da anni, lavora per costruire un'immagine governativa moderata e quindi come restare alleato con figure i radicali della destra europea, mentre si porta avanti una strategia di normalizzazione per conquistare gli elettori moderati francesi,
E soprattutto, fino a quando potrà mantenere questo equilibrio, la vera vittoria verrà quando von Hoffmann, negli ultimi anni, è stato di assorbire gran parte dei temi e degli elettori, dire coquette, basti pensare nel 2022 Eric Zemmour appariva come una minaccia seria per Marine Le Pen.
Oggi, nel 2026, la situazione sì quasi ribaltata perché Ruchat e recupero, che deve dimostrare la propria attività politica e il Rassemblement National, domina ampiamente lo spaccio nazionalista e identitaria in Francia.
Torniamo a parlare della riforma della legge elettorale oggi la via in Commissione Affari costituzionali della Camera delle votazioni sugli emendamenti, la maggioranza è determinata a portare in aula, entro il 26 giugno, la riforma. Dopo la scrematura preliminare da 771 a 731 proposte fatte dagli uffici della Camera, il presidente della commissione Affari costituzionali della Camera Nazario Pagano, ha informato i deputati che andranno in discussione solo 479 emendamenti. Gli altri sono stati dichiarati inammissibili o dal contenuto meramente formale. Il tema il nodo insomma, rimane quello delle preferenze. Ascoltiamo proprio il presidente della commissione Nazario Pagano che al microfono dirà Franco Palazzolo preannuncia una sorta di maratona del voto in commissione. Martedì cominceremo a votare gli emendamenti o so solo annunciare che ho inserito
Il programma,
Tu, ovviamente.
Orfani, che vivono tutti i giorni della prossima settimana, da martedì anche mercoledì, giovedì, ma anche venerdì, sabato e domenica, perché noi comunque lo devo ricordare entro il 25 giugno dobbiamo chiudere il percorso, diciamo, del procedimento legislativo e chiude con il voto del mandato ai relatori.
In esso mi auguro che tutto il procedimento si possa svolgere in modo ordinato e che si possa chiudere tutto per 25 in modo tale da andare il 26 giugno diceva poco fa il capogruppo di azione, che anche lui ha depositato un emendamento sulle preferenze, poi bisogna vedere,
Che vuol dire delle preferenze all'uso del suolo, preferenze capolista bloccato e poi preferenze ci sono varie modalità, bisognerebbe verificare che cosa è scritto in questi emendamenti e poi ovviamente i deputati valuterà ci sono degli aggiustamenti nei quattro emendamenti della maggioranza per perfezionare alcune cose del tipo per esempio la candidatura del del.
Presidente del Consiglio rispetto alle prerogative del Presidente della Repubblica, la doppia candidatura gialli destino gli sta proporzionale, sì, si è ritenuto di fare di alcune cose che sono state in parte anche suggerite segnalate da costituzionalisti, quella del Trentino-Alto Adige, alla coerenza con tutto l'impianto perché gli abitanti del Trentino Alto Adige e della Valle d'Aosta non potevano essere considerati come se fossero stati all'estero in un certo qual senso,
E che quindi incidevano il loro risultato sul risultato complessivo, così come la, come dire, si è voluto meglio precisare che l'indicazione del candidato premier su programma comunque non incideva neanche in minima parte sulle prerogative che la Costituzione sono affidate assegnati al presidente della Repubblica ha quindi lo si è meglio chiarito per quanto riguarda la doppia candidatura, anche quello è un suggerimento di alcuni costituzionalisti, non di tutti, e cioè che fosse il candidato riconoscibile all'elettore. È chiaro che se il candidato della lista diciamo così, bloccata e candidato anche nella lista proporzionale, dove invece incide la scelta della pesca del dell'elettore e allora diventa riconoscibile. Quindi anche questa modifica è legata, è dettata dalla suggerimenti di costituzionale
Ora sentiamo le riflessioni del deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Filiberto Zaratti, ma intanto bisogna dire che questo Governo, questa maggioranza sulla legge elettorale disabituata, tante, diciamo tanto inversioni di rotta prima l'hanno proposta, poi l'hanno fermata poi ripartita, poi è diventato un'emergenza nazionale in questo ultimo periodo non sembra che la prima è il primo obiettivo, la prima cosa da fare in assoluto per il centrodestra e fare la legge elettorale.
E della crisi internazionale e della crisi energetica nei salari più bassi d'Europa, del potere d'acquisto che si abbassano piuttosto che famiglie, questo non è importante, la cosa più importante è la legge elettorale, tant'è che i tempi che sono stati previsti in Commissione per la discussione e il voto della legge elettorale sono tempi strettissimi una mozione settimana tutti tutti i giorni compresi sabato e domenica saremo convocati non per risolvere i problemi dei cittadini,
Per risolvere il problema di Veronica è quello della legge elettorale, quindi
Siamo arrivati a questo coproduttore di certezze. Ora sembrerebbe che rintraccia le incertezze che mutino il cammino, perché, come cambia il, la situazione politica, ovviamente dal punto di vista della legge elettorale Meloni, cambia opinione, sembrerebbe, noi siamo qui, pensiamo che la priorità non è fare la legge elettorale, comunque ci batteremo contro questa legge elettorale perché è una proposta che è anche anticostituzionale, è una proposta che prevede alcune cose, insomma, che sono francamente indigeribili, come quella del gestore bloccato del premio di maggioranza, addirittura 70 deputati e 25 senatori, e non si permette ai cittadini di scegliere i loro candidati e di scegliere i propri rappresentanti. Quindi ci sono molte cose che non quadrano e soprattutto non quanto il fatto che Meloni vuole costruire una legge elettorale a sua immagine e somiglianza a quella che gli fa più comodo. Può darsi che, cambiando dalla base politica questa Regione di Re d'organizzato bene forse cambierà ancora
Adesso parliamo nuovamente di femminicidio dopo le parole.
Del Generale Vannacci durante l'assemblea costituente di Futuro nazionale. Il femminicidio non esiste, è un reato come tutti gli altri, questo ha detto Roberto Vannacci. Ieri intanto il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha detto assolutamente no all'abolizione del reato di femminicidio, reato che abbiamo voluto fortemente perché ha un connotato completamente diverso dall'omicidio, anche quello aggravato perché la donna è vittima in quanto tale non in quanto persona, allora su questo sentiamo le considerazioni del senatore di Fratelli d'Italia
Sergio Rastrelli che, tra l'altro, il vicesegretario in Commissione giustizia del Senato, ogni riflessione politica va sempre accolta con rispetto, soprattutto quella di un partito che adesso ha affrontato la fase costituente e quindi che il legittimata ad essere ancora alla ricerca di un inquadramento anche sui grandi temi fatto non soltanto di slancio ma anche di responsabilità.
è quella del generale Vannacci sul tema del femminicidio e una deriva inaccettabile, nel senso che fermarsi soltanto al tema della tutela della vittima della persona offesa significa soltanto parcellizzare una tutela doverosa.
Invece tiene conto nel debito rispetto di tutta una serie di implicazioni che hanno reso necessario codificare una fattispecie specifica all'interno del codice penale, peraltro varata con il sostegno di tutte le forze parlamentari, peraltro supportata anche dalla classe dei parlamentari che adesso si è schierata con il generale Vannacci 3 che, se qualcuno ha detto ha puntualizzato ma io l'ho sempre pensata così abbiamo visto qualche dichiara, questa è la fase dei distinguo ex post. La politica è fatta anche di responsabilità,
Di assunzione del titolo del proprio ruolo, questa è una fattispecie che correttamente, come ha definito anche la presidente Bongiorno, non deve permetterci di tornare a vecchie formule simili a quella dell'attenuante per il delitto d'onore, dobbiamo prendere atto della circostanza che è una fattispecie di reato insieme a tante altre quelle che riguardano il codice rosso la tutela rafforzata.
Delle donne che non tengono conto soltanto della tutela della vittima, ma delle condizioni attraverso cui questa tutela deve essere esercitata per la violenza, che giustifica, sia dal punto di vista statistico sia dal punto di vista della allarme sociale e questo tipo di reati, e purtroppo nella casistica anche in Italia.
Ha avuto nomini numeri in crescendo esponenziale che abbiamo il dovere di arrestare, quindi per me, fermo restando il rispetto e fermo restando anche la e intuizione miope dal punto di vista giuridico, è qualcosa che non può aver piedi, non può aver seguito.
Ancora adesso andiamo ad ascoltare sullo stesso tema, è il deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut, sempre con Lanfranco, Palazzolo sorpreso relativamente perché Vannacci si sta abituando la serie di.
Idee disparate che
Parate che sono anche lesive dello spirito della Costituzione, in questo caso non solo.
Sì, ci parla di femminicidio, si parla di un reato specifico che è stato introdotto nel codice penale, che determina delle aggravanti che contiene l'elemento della sopraffazione della donna uccisa dopo c'è l'elenco della sopraffazione fini sessuali ai fini di altro tipo quindi ci sono delle aggravanti c'è una specificità che l'ordinamento riconosce. Non riconoscerla significa stare fuori dall'ordinamento porsi fuori dall'ordinamento giudiziario, in qualche modo anche della costituzione di dei perché,
Si sfiora qua, si sfiorano.
Non c'è un'apologia di reato, ma quasi.
Come se si volesse dire che prima o poi, alla fine uccide una donna e cosa non può essere equiparata a qualunque tipo di omicidio, questo anzi ho detto così e questo è abbastanza grave e proprio una dichiarazione che che che che riesuma tutto un apparato ideologico mentale e questa società completamente superato ecco quindi abbiamo a che fare con un personaggio con una formazione politica,
Sulla quale bisognerà domanda, io mi domando spesso se non ci sono gli elementi per individuare tentativo di una ricostituzione del partito fascista, anche per la dinamica con la quale ci si muove.
E su questo link con CasaPound.
Cioè la ricetta comunque, di organizzare una destra estrema che la Costituzione mette fuori dall'ordinamento.
Sono le 10:07 minuti, siamo in chiusura del notiziario di radio radicale, ora andiamo ad ascoltare la pillola di Adapt a cura di Valeria Manieri.
Radio Radicale e ben ritrovati alla pillola con Adapt c'è, in collegamento con noi, Ilaria Armaroli, ricercatrice, Adapt, ben ritrovata.
Buongiorno, grazie a voi, approfittiamo di Ilaria Armaroli per fare il punto sul dodicesimo rapporto Adapt sulla contrattazione collettiva in Italia, che è stato pubblicato a ridosso della prima giornata dedicata proprio a questo tema, quindi, insomma.
È davvero recente e in questo rapporto si analizza l'evoluzione dei negoziati, appunto tra parti sociali, attraverso l'analisi sistematica di oltre 6.000 contratti collettivi, ovviamente facendo man bassa di tutto l'archivio e l'esperienza di A.P.T l'apporto è stato curato appunto tanto dalla Scuola di Alta Formazione Adapt,
Ci sono alcuni punti chiave di questo e di questi punti e parleremo appunto in questa pillola Ilaria
Grazie sì, proprio la sua settimana abbiamo pubblicato il dodicesimo Rapporto Adapt sulla contrattazione collettiva, che si concentra sul 2025, come tutti i nostri rapporti annuali, una prima sezione dedicata ai contratti collettivi nazionali e abbiamo analizzato 43 contratti collettivi nazionali rinnovati nel 2025 da Cgil, Cisl e UIL quindi abbiamo preso in considerazione i contratti collettivi maggiormente rappresentativi nel nostro nel nostro Paese che coprono circa 4,8 milioni di lavoratori.
Quello che abbiamo registrato nel 2025, anche grazie ai dati Istat che ci rileva sul punto, è che è diminuita la de la tensione contrattuale e quindi, in realtà, anche i ritardi dei rinnovi dei contratti collettivi nazionali che sapete è, diciamo un tasto dolente tendenzialmente in realtà si sono ridotti in quest'anno già a partire dal 2024 ma anche nel 2025 quindi la situazione è migliorata di migliorata anche rispetto alle retribuzioni contrattuali, è anche questo,
Anche su questo ci ha aiutato molto il importante database del dell'Istat. Quindi le retribuzioni stabilite dai contratti collettivi sono aumentate, anche se, ahimè, un recupero pieno del potere d'acquisto, soprattutto considerando il quinquennio 2021 2025. No, non possiamo attestarlo perché appunto, come sapete, c'è stata una c'è stata, diciamo, dell'inflazione. È molto, molto importante, però, effettivamente quello che possiamo dire per la contrattazione collettiva nazionale. 2025, che c'è stata una riduzione dei ritardi nel rinnovo del contratti, anche un recupero delle una ripresa delle retribuzioni contrattuali e quindi ci auguriamo, diciamo che questo trend continui anche anche in futuro e una seconda parte del decreto del nostro rapporto è dedicata invece alla contrattazione aziendale e su questo noi cerchiamo di raccogliere più contratti aziendali possibili. Sapete che in Italia non c'è un un archivio, diciamo onnicomprensivo dei contratti aziendali e quindi un po'ci muoviamo noi cercando dei siti, contattando direttamente le parti sociali. Abbiamo analizzato oltre 400 circa 424 accordi aziendali che sono stati sottoscritti da oltre 200 imprese e riguardano circa 600.000 lavoratori in Italia sulla contrattazione aziendale. Noi quello che continua a destare è che sicuramente è una contrattazione che permette di integrare quello stabilito dal contratto collettivo nazionale.
Anche in senso migliorativo e innovativo, purtroppo la contrattazione aziendale continua a scontare un limite di pervasività, diciamo, e per cui appunto continua a registrarsi nelle imprese di più grandi dimensioni, in determinati settori che sono quello manifatturiero, energia che le comunicazioni finanziario, assicurativo e purtroppo invece stenta un po'a decollare in in altri settori dove magari appunto c'è anche un certo tipo di contrattazione territoriale ma quella aziendale in realtà resta resta più liquidi.
E quindi come temi principalmente trattati dalla contrattazione aziendale, abbiamo il welfare, che addirittura arriva delle percentuali che superano la retribuzione e questo è un dato molto interessante è il trend di crescita del welfare, è partito già dal dal 2000 da post legge di bilancio per il 2016, quindi ormai sono già 10 anni che il Welfare sta crescendo, ma adesso c'è addirittura il sorpasso rispetto ai trattamenti retributivi, perché abbiamo una frequenza di welfare nei contratti aziendali che si attesta al 59% rispetto a un 48% dei trattamenti retributivi. Altro tema molto trattato, come abbiamo detto, il premio di risultato, quindi la retribuzione variabile e anche la partecipazione dei lavoratori ai processi decisionali dell'impresa
Che è di circa il 47%, tanto grazie davvero Ilaria Armaroli, ricercatrice Adapt per essere stata con noi, ci ha dato questa prima pillola e overview punto sul dodicesimo Rapporto sulla contrattazione collettiva a cura di Adapt noi ci torneremo, ovviamente, e intanto grazie e buon lavoro e buona settimana,
Sono le 10:12 minuti siete all'ascolto di radio radicale, evito una notizia, l'Istat conferma l'inflazione, a maggio sale al 3,2% era al 2,7 e nel mese di.
Aprile
Allora noi chiudiamo qui la questa edizione del notiziario di radio radicale, alle 11, ci collegheremo in diretta con la Camera dei deputati per lo svolgimento di interrogazioni, ma intanto, grazie alla regia di Piero Scaldaferri, vi facciamo ascoltare un po'di replica dei Stampa e regime curata da Roberta Jannuzzi.
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