La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 5 minuti.
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16:00 - Roma
9:30 - Santa Maria Capua Vetere (CE)
9:30 - Palermo
10:00 - Caltanissetta
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direttore scientifico dell'Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile
Buongiorno e benvenuti alla rubrica, scegliere il futuro. Homo Sapiens, Homo sapiens sapiens. Questa è la definizione che noi stessi abbiamo dato alla nostra specie, ma in situazioni come quelle che stiamo vivendo, con un cambiamento climatico che uccide, che blocca le attività economiche, che rende la vita di tutti un disagio crescente, la definizione di Homo sapiens sapiens sembra decisamente inadeguata, ma soprattutto drammaticamente sbagliata. Gli scienziati da anni ci hanno mostrato che la crisi climatica non solo è una realtà, ma sta accelerando e nei giorni scorsi le autorità scientifiche europee hanno dovuto riconoscere che la scelta dello scenario più probabile è fatta alcuni anni fa. Era sbagliata perché la crisi sta accelerando ulteriormente, ma lo vediamo nella vita quotidiana di tante persone, non solo la contabilità dei morti per caldo, ma anche il disagio e l'obbligo di rivedere l'organizzazione della nostra vita delle nostre società sono assolutamente evidenti in Europa, ma non solo. Dunque, cosa potremmo e dovremmo fare alla faccia dei negazionisti climatici che per tanto tempo e ancora oggi hanno spazio sui giornali, sulle televisioni, sulle radio, senza parlare dei social media, dovremmo ascoltare quello che la scienza ci dice e seguire le raccomandazioni delle organizzazioni internazionali, ad esempio,
A maggio I, la commissione creata dalla Organizzazione Mondiale della Salute proprio sulla relazione tra clima e salute nel continente europeo, ha formulato tutta una serie di raccomandazioni io ho fatto parte di questa Commissione e abbiamo ascoltato scienziati, ma anche amministratori, sia a livello nazionale che a livello locale per derivare le migliori pratiche ne sono derivate 17,
Raccomandazione agli Stati membri e non abbiamo nessuna notizia al momento su come l'Italia si sta attrezzando e se intende seguire queste raccomandazioni o meno. D'altra parte, ci sono voluti due anni perché il ministero dell'Ambiente e della sicurezza energetica riuscisse a creare la commissione di esperti e rappresentanti dei vari ministeri e delle
Degli enti locali proprio per sovrintendere al Piano nazionale di adattamento climatico, varato nel 2023. Ma ormai vecchio. Proprio per le ragioni che ho appena detto e dal momento della costituzione di questa Commissione, non si hanno notizie su che cosa si conta veramente di fare. Quali fondi verranno stanziati per sostenere le oltre 300 azioni che quel Piano indica come necessarie? Eppure, eppure fondi ci sarebbero
Non solo quelli attribuiti sul bilancio nazionale dalle varie leggi di bilancio ben pochi per la verità, ma soprattutto i fondi europei della programmazione. 2021 2027, che adesso sarà estesa in termini di capacità di spesa fino al 2029, che offrono molti fondi a in tutti i Paesi europei, compreso il nostro e la cui rimodulazione è stata fatta nei mesi scorsi nel silenzio assoluto del dibattito pubblico dal governo, dal le regioni, quindi, non abbiamo un quadro di come questi fondi potrebbero e potranno essere spesi per l'adattamento al cambiamento climatico, ma al di là di questo, abbiamo bisogno di accelerare anche le operazioni di mitigazione della crisi climatica, cioè la riduzione delle emissioni di gas climalteranti e di altri inquinanti
Che contribuiscono al fenomeno. L'Italia è indietro e le battaglie politiche, non solo a livello nazionale, ma anche a livello territoriale, stanno rallentando l'installazione di rinnovabili, che pure sono indispensabili anche da un punto di vista del vantaggio economico. Insomma, abbiamo bisogno di più sapienza come specie, ma in particolare nel nostro Paese, per prendere decisioni che veramente modificano, modifichino il presente per migliorare il nostro futuro,
Altrimenti a cosa serve la politica, a cosa serve l'opinione pubblica grazie e buona giornata a tutte e a tutti
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