diritti civili
Consiglio Generale del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale Transpartito (in italiano, inglese, francese, arabo)
Dal 22 al 24 luglio si è svolto a Tunisi il Consiglio Generale del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale Transpartito.
Le tre giornate di dibattito sono state tradotte integralmente in inglese, francese e arabo.
Consiglio Generale
Referendum regionali nel Lazio: 28, 29 e 30 luglio mobilitazione straordinaria
Manifestazione in Campidoglio per i diritti civiliLa riforma del titolo V della Costituzione, avvenuta nel 2001, ha riconosciuto alle Regioni la possibilità di dotarsi di referendum non solo abrogativi, come accade a livello nazionale, ma anche di propositivi. Ma l’unica Regione a Statuto ordinario che ad oggi prevede l’uso della “seconda scheda propositiva” è il Lazio. Gli articoli 61, 62 e 63 del nuovo Statuto del 2004 prevedono la possibilità di entrambe le consultazioni referendarie, attraverso la raccolta e il deposito di 50.000 firme di cittadini residenti nella Regione Lazio.
Minacce ai Radicali in visita agli accusati dello stupro di Guidonia. Istigazione anche su RaiUno. Gli interventi al Senato
La deputata radicale eletta nelle liste del Pd, Rita Bernardini (settima su 630 deputati per indice di attività parlamentare), ha visitato in carcere insieme al segretario di Nessuno Tocchi Caino Sergio D'Elia i sei romeni accusati di violenza sessuale e rapina aggravata, arrestati tra lunedì e martedì scorsi a Guidonia.
Il calvario di Eluana continua. I radicali denunciano il ministro Sacconi per violenza privata aggravata
"Interrompere nutrizione e idratazione delle persone in stato vegetativo persistente non è legale per le strutture pubbliche e private del servizio sanitario nazionale".
Con questo atto d'indirizzo inviato a tutte le Regioni il ministro del Welfare Maurizio Sacconi si è reso fautore dell'ennesimo blocco delle procedure che, dopo anni di battaglie legali, lo scorso 8 ottobre, avevano portato la famiglia di Eluana Englaro ad ottenere lo stop dell'alimentazione e dell'idratazione che tengono la donna in stato vegetativo da quasi 17 anni.
L'atto di indirizzo, sebbene giustificato dal Ministro come "laica" applicazione della Convenzione Onu sui diritti delle persone disabili e del parere del 30 settembre 2005 del Comitato nazionale di bioetica (secondo cui la sospensione della nutrizione "va valutata come una forma particolarmente crudele di abbandono del malato"), si trova in effetti in contraddizione con la sentenza della Corte di Cassazione in favore della Corte di Appello di Milano, che aveva autorizzato la sospensione dell'alimentazione per Eluana Englaro: se una qualsiasi struttura, nel rispetto della sentenza della Cassazione, autorizzasse infatti il distacco del sondino, "opererebbe contro la legge".
Eluana EnglaroL'atto del Ministro è giunto proprio nel momento in cui la lunga vicenda sembrava giungere a conclusione: una clinica di Udine si era infatti dichiarata disponibile ad accogliere Eluana per l'interruzione delle cure.
Ai giornalisti che gli hanno domandato se la Casa di cura friulana rischi di perdere la convenzione con il servizio sanitario nazionale eseguendo la sentenza della Cassazione, il ministro, laconico ha risposto: ''Certi comportamenti difformi da quei principi determinerebbero inadempienze con conseguenze immaginabili".
Immediata la replica del giudice Filippo Lamanna, estensore del decreto della Corte d'appello di Milano su Eluana: "Il decreto è definitivamente esecutivo (...). L'atto di indirizzo sembrerebbe avere solo un contenuto interpretativo equivalente a quello di una semplice circolare che, notoriamente, non impegna i dipendenti della pubblica amministrazione a darvi attuazione quando la stessa circolare sia contraria alla legge. Senza considerare che non può escludersi neppure un profilo di responsabilità, laddove si potrebbe cercare di imporre alle strutture sanitarie e ai medici comportamenti contrari ai loro doveri d'ufficio".
Di seguito, ripercorriamo le tappe del calvario di Eluana Englaro e di suo padre Beppino, il quale da quasi 17 anni si batte per vedere rispettata la volontà della figlia, che non avrebbe voluto essere mantenuta in vita artificialmente.
Il testo che l'Unione Europea presenterà all'ONU per la depenalizzazione universale dell'omosessualità
Il progetto di una depenalizzazione universale dell'omosessualità, presentato dalla presidenza di turno francese dell'Unione europea e accolta da tutti i 27 Stati membri, verrà diffuso anche tra gli Stati membri ONU ed esposto a dicembre durante i lavori dell'Assemblea Generale. Il testo, che chiede che orientamento sessuale e identità di genere non siano in alcun caso alla base di pene di qualunque natura o motivo di violazione dei diritti umani, ha già raccolto l'adesione di altri 53 Stati membri dell'ONU (tra cui Andorra, Argentina, Armenia, Bosnia, Brasile, Capo Verde, Cile, Croazia, Ecuador, Ex Repubblica Yugoslava di Macedonia (FYROM), Gabon, Georgia, Guinea Bissau, Islanda, Israele, Giappone, Liechtenstein, Montenegro, Norvegia, Nuova Zelanda, San Marino, Serbia, Svizzera, Ucraina, Uruguay e Venezuela), ma nuove adesioni potrebbero giungere nei prossimi giorni.
Immediato e secco il "no" della Santa Sede, secondo la quale, in caso di approvazione «gli Stati che non riconoscono l'unione tra persone dello stesso sesso come "matrimonio" verranno messi alla gogna e fatti oggetto di pressioni»
Di seguito, il testo della dichiarazione in italiano









