Veltroni
Il debito è di Berlusconi
BerlusconiArticolo di Piero Capone e Marco Pannella pubblicato da Europa il 26 novembre 2008
Il presidente Berlusconi, a proposito dell’attuale situazione critica del paese, lamenta oggi la pesante eredità che avrebbe ricevuta dal precedente governo in merito all’enorme debito pubblico. Ma la vicenda del debito pubblico italiano ha una storia lunga, che riguarda, anche e proprio, il quinquennio del secondo governo Berlusconi. Se vogliamo parlare di una damnosa hereditas ricevuta, allora non possiamo dimenticare quella, ancor più pesante, lasciata da Berlusconi alla fine del precedente mandato.
Oggi a Roma fiaccolata per difendere la delibera d'iniziativa popolare sulle unioni civili
foto di dumplife (Mihai Romanciuc) www.flickr.comDopo il deposito in Comune di oltre 10.000 firme sul Testo della proposta di delibera di iniziativa popolare, il consiglio comunale, secondo il Regolamento per gli Istituti di Partecipazione e di Iniziativa Popolare nel Comune di Roma, ha 6 mesi per prendere in esame questa proposta. I sei mesi scadono il 5 dicembre. I radicali chiedono con la manifestazione di domani il rispetto di tale regolamento. Appuntamento domani, martedì 4 dicembre, dalle 18 alle 20.30, in piazza del Campidoglio, per dare voce a tutti quei cittadini che non accettano che la politica sia dettata da scelte di potere imposte da oltre Tevere.
Quando Berlusconi e Veltroni erano per il maggioritario uninominale
foto da "Panorama"Confronto tra le posizioni di oggi e di ieri sul tema della legge elettorale da parte dei leader dei due maggiori partiti del paese.
Incontro Fini-Veltroni. Audiovideo delle conferenze stampa
Foto da Repubblica.it«Veltroni-Fini: accordo sul pacchetto istituzionale, lontani sulla legge elettorale»
Si è chiuso con soddisfazione per i comuni punti d'accordo, ma anche con il riconoscimento di posizioni distanti, il primo incontro sulle riforme fra Walter Veltroni, segretario del Pd, e Gianfranco Fini, presidente di An. Il faccia a faccia si è svolto alla Camera dei Deputati, ed è il primo di una serie che vedrà impegnati il leader del Partito Democratico e quelli di altri partiti, fra i quali Silvio Berlusconi (Fi) e Oliviero Diliberto (Pdci). Veltroni e Fini hanno convenuto su due punti decisivi: le riforme costituzionali e la formulazione di una nuova legge elettorale. Fra gli altri obiettivi condivisi, la necessità di salvaguardare il bipolarismo (pur abolendo il bicameralismo perfetto, definito «forzoso»), portare a termine il pacchetto di riforme costituzionali già approdato nell'aula di Montecitorio, rivedere i regolamenti parlamentari per impedire imbrogli dopo il voto (ovvero che si facciano liste elettorali unitarie di convenienza per poi dividersi in singoli gruppi parlamentari). In particolare, riguardo la riforma elettorale, Fini ha spiegato a Veltroni la sua indisponibilità a discutere del modello tedesco: «Lasciare i partiti con le mani libere significherebbe tornare indietro nel tempo, eventualità per noi deprecabile. Non abbiamo nulla contro il proporzionale. Quello che conta - ha puntualizzato il leader di An - è che l'elettore possa scegliere la coalizione, il programma e il candidato premier». Da Il sole 24 Ore







