02 MAG 2002

Droga: Presentazione del film «L'erba Proibita»

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 5 min

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Presto nelle sale un film sulla marijuana: tra i protagonisti, Marco Pannella che interpreta se stesso, il leader antiproibizionista Roma, 2 maggio 2002 - Da venerdi nelle sale cinematigrafiche sarà possibile assistere alle proiezioni de "L'erba Proibita", un film sulla marijuana che gli stessi produttori, Daniele Mazzocca e Cristiano Bertone, preferiscono definire un documentario "nato dalla volontà di portare alla luce il tema delle droghe spesso demonizzato".

Un film antiproibizionista"Ciò che ci sta a cuore - spiega Cristiano Bertone - è il fatto che l'uscita di questo film è alla
vigilia delle legge Fini sulle droghe, che rischia di portare in Italia un livello di proibizionismo come era negli anni 30".

Gli autori spiegano che il loro obiettivo è di allargare il più possibile la conoscenza sulle tematiche antiproibizioniste al di là di quelle realtà che già ne sono a contatto come ad esempio i centri sociali.

E dunque, alla conferenza stampa di presentazione dell'impresa cinematografica, si parla ampiamente di antiproibizionismo e - prendendo spunto dall'attualità - di marijuana terapeutica.

Infatti, i produttori del film, si compiacciono del fatto che in questi ultimi giorni sono stati fatti dei passi avanti, in particolare dopo la pdl passata alla regione Lombardia in materia di legalizzazione della marijuana terapeutica.Marijuana, il grande protagonistaIl dibattito si è a lungo soffermato sul protagonista principale del film: la marijuana.

E' stato infatti affrontato sia l'aspetto medico, che quello politico-legislativo che quello mediatico che accompagna il dibattito spesso ricco di mistificazioni e di polemiche sull'erba proibita.

"La cannabis - spiega - contiene dei principi attivi che portano a dipendenza e quindi possiamo definirla droga".

Il professor Gessa, però, tiene a spiegare che se deve essere stabilito "un grado di capacità nell'indurre dipendenza" rispetto alle diverse sostanze, da un punto di vista scentifico al primo posto va la nicotina.

Essa infatti, "aggancia di più" e subito dopo viene l'alcool, quindi la cocaina mentre più giù in questa classifica - aggiunge - e "con netto distacco viene il principio attivo della cannabis".

La marijuana terapetica "La cannabis - prosegue - è con l'uomo dall'origine dell'umanità, così come le altre, c'è sempre stata e l'uomo l'ha sempre usata, sia nel bene che nel male, soprattutto scoprendone le proprietà euforizzanti, antidolore, antivomito e recentemente anche nell'efficacia verso il glaucoma", sostenendo quindi l'utilizzo medico della marijuana.

"Questo principio attivo - spiega Gessa riferendosi al Thc - esisteva nelle farmacia in Gran Bretagna e in Usa e forse anche in quelle vaticane, ma i medici non se ne sono mai accorti e non l'hanno mai usata".

Non è un problema medico, ma ideologico Gessa conclude sostenedo che il problema che circonda il proibizionismo sull'uso farmaceutico delle sostanze derivate dalla cannabis, non risiede tanto nelle loro capacità mediche, quanto nel fatto che i medici temerebbero una possibile legge sulla marijuana terapeutica, spostando così la questione più su un piano ideologico che medico, visto che il Thc spesso è "più utile della morfina".

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