06 GIU 2001

La proposta di Berlusconi di istituire tre commissioni: "intimidazione" o "dovere di verità"? Le interviste di RR

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 11 min 22 sec

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Registrazione video di "La proposta di Berlusconi di istituire tre commissioni: "intimidazione" o "dovere di verità"? Le interviste di RR", registrato mercoledì 6 giugno 2001 alle 00:00.

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  • Pier Paolo Cento (Misto-Verdi-U)

    Tre commissioni di inchiesta parlamentare: su Tangentopoli, sul dossier Mitrokhin e sulla vicenda Telekom Serbia. E' questa l'iniziativa che ieri pomeriggio Silvio Berlusconi ha annunciato durante l'assemblea del gruppo di Forza Italia alla Camera. Vittorio Sgarbi, poco più tardi, rendendo pubblica l'iniziativa del presidente del consiglio in pectore, ne ha spiegato il significato politico: "Questa dovrebbe essere la risposta - ha detto il parlamentare di Forza Italia - a chi continua a chiedere un provvedimento sul conflitto di interessi". L'effetto è stato l'inizio di una nuova polemica, su cui questa mattina è intervenuta anche la magistratura. Dalle colonne di Repubblica, del Corriere della Sera e dell'Unità, il procuratore generale di Milano, Francesco Saverio Borrelli, lancia l'allarme. "Se l'intenzione è quella di mettere sotto accusa l'operato della magistratura, o di una parte della magistratura, o di qualche ufficio in particolare, - dichiara Borrelli al quotidiano diretto da Furio Colombo - allora sarebbe più opportuno chiamare le cose con il loro nome e parlare di ispezione straordinaria". Seguono i commenti dei procuratori di Mani Pulite, D'Ambrosio e Colombo, e del presidente dell'Anm, Giuseppe Gennaro, che parla di "un inizio di intimidazione". <p> Radio Radicale, in proposito, ha raccolto le opinioni di alcuni parlamentari. L'iniziativa di Berlusconi appare quantomeno "anomala", agli esponenti dell'Ulivo, che spiegano come "di solito le commissioni d'inchiesta le chiede l'opposizione sotto forma di controllo dell'attività della Maggioranza" (Paolo Cento, dei Verdi). Qualcuno solleva il sospetto che potrebbe trattarsi di "una proposta estemporanea" (Clemente Mastella, Udeur), il chè, se fosse vero, provocherebbe un sospiro di sollievo ai parlamentari che componevano il "larghissimo fronte contrario" sul testo presentato nella scorsa legislatura da Enrico Boselli. Mentre, in caso contrario, e se fosse "una minaccia fatta al Centrosinistra contro il conflitto d'interesse", costituirebbe "proprio la fine della politica" (Piscitello, dei Democratici). Resta fermo, comunque, che l'iniziativa di indagare su Tangentopoli non deve tendere a "delegittimare quel periodo, a operare ulteriori contrasti". Lo spiega Clemente Mastella: "Se ci siamo tutti lamentati che quel periodo è un periodo buio non vorrei che ritornasse in maniera diversa. Mario e Silla: una volta prevale Mario, una volta prevale Silla. Con il risultato che alla fine non c'è sanità per i cittadini". <p> Le ragioni del Centrodestra sono invece chiarite da Giorgio La Malfa, Gaetano Pecorella e Vincenzo Fragalà. "Fa parte delle attività parlamentari" - spiega La Malfa. "Mi soprende la dichiarazione di un'esponente Ds secondo cui 'sono cose che deve fare l'opposizione'. Se la maggioranza vuole valorizzare l'attività del parlamento, perchè non può? E poi mi pare veramente fuor di luogo che i magistrati si mettano a reagire con asprezza e a giudicare le decisioni del parlamento. Mostra la volontà di creare un incidente". Dello stesso parere Pecorella, di Fi, che sottolinea come queste siano "reazioni che non tengono conto del vero scopo di una commissione d'inchiesta di questo genere". "Non si tratta di processare nessuno" - rileva. "E' stato un fenomeno che ha cambiato degli assetti istituzionali è più che giusto indagare sui fenomeni sui quali si radicava la corruzione, se questa è stata effettivamente sradicata dall'intervento della magistratura e se nella magistratura si è fatto tutto quello che si doveva fare. Credo sia doveroso per il parlamento verificare un fatto storico di tale portata. Del resto, la questione era stata posta già nella passata legislatura e non vi fu nemmeno una radicale opposizione". Si tratta di "un dovere di verità che la nuova classe politica deve nei confronti degli italiani", aggiunge l'esponente di An, Vincenzo Fragalà. "Non possiamo mettere una pietra sepolcrale sul passato. E' un dovere di verità anche nei confronti di chi ha bene operato". <p><em>Le interviste sono a cura di Roberto Iezzi</em>
    0:00 Durata: 1 min 16 sec
  • Mario Clemente Mastella (UDEUR)

    0:01 Durata: 2 min 7 sec
  • Gaetano Pecorella (FI)

    0:03 Durata: 1 min 11 sec
  • Rino Piscitello (D-U)

    0:05 Durata: 2 min 28 sec
  • Vincenzo Fragalà (AN)

    0:08 Durata: 2 min 27 sec
  • Enrico Boselli (Misto-SDI), segretario Sdi

    0:10 Durata: 39 sec
  • Giorgio La Malfa (Misto)

    0:12 Durata: 1 min 14 sec