06 LUG 2001
intervista

Guai Telecom: Intervista a Marco Travaglio "Ecco perchè la Procura sta indagando su Colaninno & C."

INTERVISTA | - 00:00 Durata: 8 min 42 sec

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Roma, 6 luglio 2001 - Le voci circolavano da giorni, ma ieri le notizie sono trapelate con una insistenza che non ha lasciato più dubbi.

I vertici Telecom, Roberto Colaninno, Emilio Gnutti ed altri dieci dirigenti sono indagati dalla Procura di Torino per presunte irregolarità nell'operazione di fusione Seat-Tin.

Marco Travaglio, il giornalista di Repubblica che da tempo seguendo le inchieste della Procura di Torino sulla fusione Seat-Tin.it ed anche sulla vicenda  Telekom Serbia, risponde alle domande di Claudio Landi per chiarire la faccenda: un conflitto di interessi che avrebbe consentito
l'incasso di una plusvalenza di 250 miliardi e una mega stock-option di 150 miliardi a Pelliccioli sono nel mirino degli inquirenti.

Anche la società che valutò il 'concambio' tra le azioni Seat e quelle Tin al centro delle indagini, in attesa di nuovi sviluppi sul caso Telekom Serbia...

Qual è l'oggetto di questa nuova indagine della Procura di Torino?L'oggetto è plurimo.

Tutto ruota intorno alla fusione Seat-Tin.it avvenuta l'estate scorsa in vista dell'acquisto di Tmc.

Intorno a quell'operazione la Procura ha riscontrato alcune anomalie che sarebbero state confermate da due ex consiglieri di amministrazione che si sono dimessi alcuni mesi fa in palese contrasto con Colaninno.

Si tratta di Domenico Siniscalco e soprattutto Angelo Benessia, che poi è entrato nel CdA Fiat.

La anomalia numero uno è un grosso conflitto di interessi che si profila a carico di Gnutti e di Colaninno, cioè dei due soci forti della cordata che rilevò Telecom e che sono contemporaneamente soci di una società che si chiama Hopa che ha sede a Brescia e che, pare, nessuno nel CdA Telecom sapesse essere in socia Telecom e quindi indirettamente della Seat, dopo la fusione e che ha avuto in conseguenza di quell'operazione, una plusvalenza di circa 250 miliardi.

Quindi, grazie ad una società Colaninno, Gnutti & co.

hanno partecipato all'acquisto e alla privatizzazione di Seat e Tin.it, e dall'altro lato erano proprietari di Telecom che successivamente per incorporazione si è fusa con Seat e Tin.it?Esattamente, e il fatto che loro abbiano avuto una plusvalenza tramite la Hopa, che nessuno nel CdA sapeva essere coinvolta nell'operazione fa sì che venga contestato loro il conflitto di interessi.

Loro sostengono di aver informato il CdA, mentre alcuni consiglieri hanno sostenuto di non saperlo.

La Procura per il momento sembra propendere per la seconda ipotesi e infatti contesta tra i vari reati quello del conflitto di interessi.

C'è poi un'altra faccenda.

A Lorenzo Pelliccioli è stata riconosciuta una super stock-option nello stesso periodo in cui avveniva la fusione.

Pelliccioli sostiene di non avere nulla a che fare con l'operazione Seat-Tin.it e che era un vecchio impegno preso da alcuni soci privati che volevano acquisire la Seat poi onorato da coloro che hanno acquisito la Seat.

La procura sospetta che Pelliccioli sia invece coinvolto e vuole capire che fine hanno fatto tutti questi soldi perché una stock-option da 150 miliardi ad una sola persona, è comunque un fatto piuttosto rilevante Quindi c'è una stock-option di 150 mld e una plusvalenza di 250 mld...

Sì, la stock-option per Pellicioli come amministratore delegato di Seat-Pagine Gialle e il presunto conflitto di interessi con plusvalenza di 250 mld per Colaninno e Gnutti.

La terza cosa, la più grossa, riguarda la perizia che Kpmg, per contro del Tribunale di Milano, stilò lo scorso anno per valutare il 'concambio', il rapporto tra le azioni della Tin.it e della Seat-Pagine Gialle che andavano a fondersi in teoria a pari condizioni, per stabilire qual fosse il rapporto tra le azioni della prima e della seconda.

La Seat-Pagine Gialle è una società solida e di antica tradizione mentre la Tin.it è una società quasi appena costituita e con ancora tutto da stabilire, in quanto nella new economy tutto è molto aleatorio.

I consulenti privati delle due rispettive società, che sono 4 banche di affari internazionali, hanno stabilito che le due società valevano alla pari.

La Kpmg, per conto del Tribunale di Milano, ha aderito a questa impostazione stabilendo il concambio 1 a 1, cioè stabilendo che le azioni Tin.it valevano esattamente quanto quelle di Seat nella fusione.

La Procura ha contestato a lungo questa valutazione, sostenendo che Tin.it vale infinitamente meno di Seat.

Il Tribunale, però, non ha voluto entrare nel merito, ha dato l'omologazione rimettendo la congruità della valutazione al  mercato.

La Procura sostiene che se ci sono dubbi palesi sulla reale valutazione delle società che vanno a fondersi la magistratura può intervenire e negare l'omologa, mentre il Tribunale si è mantenuto su un'interpretazione più leggera e ha concesso l'omologa.

Ora la Procura sospetta che la perizia della Kpmg sia compiacente, cioè falsa, quindi ha indagato colui che l'ha firmata e ieri gli ha mandato la Finanza a perquisire la sua abitazione e la sede di Kpmg di NovaraUn bell'intreccio… È anche una cosa complicata da spiegare.

In ogni caso siamo di fronte ad un inizio d'indagine, ci sono state varie fughe di notizie, alcune delle quali totalmente infondate, due settimane fa in concomitanza con l'Assemblea degli Azionisti della Telecom. A questo punto, credo che opportunamente la Procura abbia deciso di mandare gli avvisi di garanzia, cosa che ormai non si fa più perché l'avviso di garanzia non è più obbligatorio all'inizio delle indagini.

Quindi gli avvisi di garanzia nei confronti dei vertici Telecom ci sono...Sì, sono stati inviati ieri, qualcuno li riceverà oggi affinchè tutti siano informati e soprattutto affinchè finisca lo stillicidio di indiscrezioni e fare in modo che sia gli indagati, sia i magistrati possano lavorare con calma senza ulteriori contraccolpi quotidiani in Borsa.

Dopo l'invio di questi avvisi di garanzia tutto si appianerà, conoscendo gli indagati e le accuse, loro si difenderanno e alla fine si tireranno le somme.

Mi sembra che tutto proceda nella maniera più correttaPeraltro questa non è la sola indagine della Procura di Torino su Telecom, c'è anche quella relativa al caso Telekom Serbia L'indagine su Telekom Serbia attende l'arrivo delle rogatorie.

Se il Parlamento nella scorsa legislatura avesse approvato quella famosa convenzione italo-svizzera per le rogatorie probabilmente sarebbero giunte in dirittura d'arrivo.

Non essendo stata approvata tutto rimane più lento e più complicato.

A quel che mi risulta la Procura di Torino ha fatto tutto ciò che era in suo possesso interrogando tutti i testimoni, gli indagati notoriamente vengono sentiti alla fine dell'inchiesta per contestare gli eventuali reati, e quindi sta aspettando di vedere le carte dalle rogatorie proprio per poter verificare la bontà o meno delle sue ipotesi accusatorie.  .

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