03 GEN 2016
rubriche

Conversazione settimanale di Valter Vecellio con Marco Pannella

RUBRICA | di Valter Vecellio - Radio - 17:00 Durata: 1 ora 59 min
Scheda a cura di Enrica Izzo
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Puntata di "Conversazione settimanale di Valter Vecellio con Marco Pannella" di domenica 3 gennaio 2016 condotta da Valter Vecellio che in questa puntata ha ospitato Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito), Valter Vecellio (giornalista e direttore di Notizie Radicali), Deborah Cianfanelli (membro della Direzione, Radicali Italiani), Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito).

Tra gli argomenti discussi: Partito
Radicale Nonviolento, Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 59 minuti.

Questa rubrica e' disponibile anche nella sola versione audio.

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  • Pannella sull'opera di Papa Francesco e sul "personalismo cristiano" troppo spesso dimenticato: "Sono termini che non emergono da nessuna parte, nemmeno da coloro che si potrebbe immaginare siano di quella sponda della storia cattolica. Lo sottolineo perché credo che dovremo fare i conti con una reazione intima, quindi apparentemente discreta ma profonda, di interpretazioni dell'opera, del pensiero e della storia di Papa Bergoglio"

    Valter Vecellio

    giornalista e direttore di Notizie Radicali

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e quello arrivato qualche giorno prima dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Le polemiche dell'Osservatore Romano sui programmi Rai della fine dell'anno. Sull'opera di Papa Francesco e sul "personalismo cristiano" troppo spesso dimenticato: "Sono termini che non emergono da nessuna parte, nemmeno da coloro che si potrebbe immaginare siano di quella sponda della storia cattolica. Lo sottolineo perché credo che dovremo fare i conti con una reazione intima, quindi apparentemente discreta ma profonda, di interpretazioni dell'opera, del pensiero e della storia di Papa Bergoglio". Pannella torna a citare Otto d'Asburgo, "personaggio significativo anche del Parlamento europeo", con la sua "presenza e dell'influenza politica che lui ha avuto e praticato. Non a caso credo di essere l'unico a citare continuamente l'Oman e a fare altre citazioni che non possono essere fatte senza ricordare il contributo di Otto d'Asburgo". Il collegamento tra Otto d'Asburgo e l'Oman, il piccolo sultanato arabo citato dal politico e nobile tedesco: "Non di rado mi diceva: 'Questi [dell'Oman] sono come noi e voi Radicali'". "Comunque viva l'Oman!"
    17:00 Durata: 20 min 9 sec
  • Se venisse candidato Roberto Giachetti (Pd) a sindaco di Roma, Pannella lo voterebbe? "A occhi chiusi! Nel senso che sarebbe troppo chiaro il significato di una fiducia alla sua storia. Perché noi siamo in genere soprattutto le nostre storie". I rapporti, nella storia, tra Radicali e Carabinieri

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il documento di Deborah Cianfanelli, per il Partito radicale nonviolento, sullo stato della giustizia italiana. Il Capodanno radicale passato nelle carceri romane di Rebibbia e Regina Coeli, assieme a Roberto Giachetti, vicepresidente della Camera del Pd e iscritto radicale. Se venisse candidato a sindaco di Roma, Pannella lo voterebbe? "A occhi chiusi! Nel senso che sarebbe troppo chiaro il significato di una fiducia alla sua storia. Perché noi siamo in genere soprattutto le nostre storie". L'intervista a Ennio Di Francesco, il commissario che arrestò Marco Pannella e che oggi si è iscritto al Partito radicale. I Radicali e i rapporti con le forze dell'ordine: "Io rispetto ai 'Caramba', da sempre, anche nel periodo universitario, spesso evoco il nome di un generale dei Carabinieri, il generale Mino. Ma poi potrei ricordare altri nomi della gerarchia dei Caramba, cioè dei Carabinieri, che mi è cara, perché spesso mi sono trovato ad avere dei rappresentanti sindacali nei Carabinieri che venivano in uno dei luoghi nei quali spesso ci trovavamo ad esprimerci… Ancora tre o quattro mesi fa mi sono visto venire a stringere la mano e a dimostrare simpatia da cinque giovani ufficiali che mi venivano a dire quanto loro, come generazione, mi e ci stimassero, e riconoscessero radici comuni". Mino disse a Pannella: "'Ho rifiutato e ho dato disposizioni di non usare in questo periodo l'elicottero'. Poi a un certo punto lo ha usato e sono riusciti in questo modo ad assassinarlo"
    17:20 Durata: 14 min 27 sec
  • Il collegamento con Deborah Cianfanelli, autrice di un documento per il Partito radicale nonviolento sullo stato della giustizia italiana

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Deborah Cianfanelli

    membro della Direzione (Radicali Italiani)

    Il collegamento con Deborah Cianfanelli, autrice di un documento per il Partito radicale nonviolento sullo stato della giustizia italiana. "E' diminuito il numero complessivo dei procedimenti [giudiziari pendenti] – dice l'avvocato – ma è aumentato il numero dei procedimenti più vecchi, quindi sono aumentate le cause antiche, ossia di durata irragionevole, ossia a rischio Pinto che vuol dire a rischio condanna di risarcimento da parte dello Stato". La denuncia del fatto che sia impossibile ricostruire il costo di questi risarcimenti per lo Stato italiano; all'inizio dello scorso anno si è parlato di un debito superiore ai 400 milioni di euro dovuto ai risarcimenti della legge Pinto. "Non credo che questo documento sia recepito tutt'ora da Radicali Italiani, lo è stato solo nella mozione del Congresso", dice Cianfanelli
    17:34 Durata: 23 min 9 sec
  • L'appello sulla giustizia al presidente della Repubblica Mattarella: "In questi giorni in cui non riuscivamo a vederci, non perché io non ti cercassi, insistevo moltissimo sul fatto che noi non siamo forza di opposizione vostra, dove per 'voi' intendo Giorgio Napolitano e Sergio Mattarella perché date in modo convergente un contributo straordinario alla ricostituzione - tecnicamente - nei fatti dello Stato italiano. Per cui l'essere servitori dello Stato, per un liberale quale mi permetto di dire sono sicuramente, è una proclamazione e non una ammissione"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito

    Deborah Cianfanelli

    membro della Direzione (Radicali Italiani)

    La questione giustizia dimenticata dalle autorità politiche nei messaggi di fine anno. La riforma della Pubblica amministrazione che decapita i vertici apicali della magistratura, con 1.500 posti ai vertici di Cassazione e simili che rischiano di lasciare dei vuoti. Cianfanelli: "Il metodo che sta prendendo campo è quello di ignorare i problemi veri. Agli italiani va fatto credere che tutto va bene. O al massimo si fa finta di nulla sui veri problemi, distraendo l'attenzione su qualche altro problemucolo. Renzi fa il gioco per cui va tutto bene e il bicchiere è mezzo pieno. Il Presidente della Repubblica ignora il problema giustizia, pur conoscendolo da massimo magistrato quale è". Pannella: "Direi che queste cose sono state, da noi e me compreso, messe a disposizione dello Stato italiano, attraverso la esplicita destinazione del lavoro di Deborah come l'essenza del contributo che noi possiamo dare a questa crescita delle capacità delle religiosità - come testimonia il Dalai Lama - di essere altro che rivendicazioni confessionali, corporative, di Stato vaticano. Di conseguenza quello che vorrei dire è che la dedica ai nostri massimi magistrati e di conseguenza a Sergio Mattarella è specifica, intenzionale e convinta. Nel senso di convinzione come vincere insieme". Pannella specifica che il messaggio è stato inviato a Mattarella: "E speriamo abbia presto la possibilità di leggere". "In questi giorni in cui non riuscivamo a vederci, non perché io non ti cercassi, insistevo moltissimo sul fatto che noi non siamo forza di opposizione vostra, dove per 'voi' intendo Giorgio Napolitano e Sergio Mattarella perché date in modo convergente un contributo straordinario alla ricostituzione - tecnicamente - nei fatti dello Stato italiano. Per cui l'essere servitori dello Stato, per un liberale quale mi permetto di dire sono sicuramente, è una proclamazione e non una ammissione". Il collegamento tra questo documento e la campagna radicale per la transizione allo Stato di diritto di cui rendere promotrice l'ONU e, in suo seno, in particolare l'Italia. Il documento è stato già inviato ufficialmente al presidente Mattarella: "Prendila come la prova che noi non siamo e non ti siamo opposizione, ma vogliamo concorrere nella direzione che fa parte della tua storia, di cattolico e democratico-cristiano". "Io ho fatto delle critiche a delle mancanze del tuo recente intervento e non sono state colte abbastanza nell'autentico significato, che sarebbe stato più fruibile se già fosse stato conosciuto il testo e i testi di Deborah Cianfanelli come testi della nostra storia e come elemento di consapevolezza dell'importanza al servizio allo Stato da parte di liberali come siamo"
    17:57 Durata: 29 min 9 sec
  • L'appello di Pannella all'iscrizione: "Credo di potere evocare l'importanza degli oboli, delle elemosine, dei sostegni che si danno alle cose cui si crede, che siano persone, partiti o paesi interi. Questo è quello che vorrei dire alla fine del mio intervento: iscriversi oggi, e dare l'obolo dei 200 euro l'anno, ne abbiamo credo grande necessità, non è un fatto psicologico. E coloro che mi mostrano, adesso sempre di più, affetto e riconoscenza nelle strade (…) allora onorino la parte di loro cui io, secondo le loro impressioni, do maggiore forza, e lo traducano con il sostegno immediato dell'iscrizione"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella sul motto "spes contra spem" fatto proprio dall'ultimo Congresso di Nessuno Tocchi Caino. La sede radicale "piena di manifesti di eventi in occasione di eventi anche religiosi: la marcia di Natale, la marcia di Pasqua… Così come le nostre citazioni: nessuno tocchi Caino, spes contra spem… non sono casuali. Sono - se usiamo il senso spagnolo del termine 'destino' - la destinazione cui stiamo dando ulteriore storia". La gravità dell'impossibilità, per i Radicali, di essere giudicati dall'opinione pubblica italiana in ragione dell'atteggiamento dell'informazione italiana. L'appello, nonostante ciò, ai Radicali: "Non distraetevi dall'obiettivo che sentite essere quello che può giustificare una mobilitazione di coscienze e di comportamenti". "Credo di potere evocare l'importanza degli oboli, delle elemosine, dei sostegni che si danno alle cose cui si crede, che siano persone, partiti o paesi interi. Questo è quello che vorrei dire alla fine del mio intervento: iscriversi oggi, e dare l'obolo dei 200 euro l'anno, ne abbiamo credo grande necessità, non è un fatto psicologico. E coloro che mi mostrano, adesso sempre di più, affetto e riconoscenza nelle strade (…) allora onorino la parte di loro cui io, secondo le loro impressioni, do maggiore forza, e lo traducano con il sostegno immediato dell'iscrizione"
    18:26 Durata: 32 min 37 sec