05 FEB 2016
dibattiti

Violenza domestica e malagiustizia. Combattere l'indifferenza della magistratura

DIBATTITO | di Diego Galli - RADIO - 13:03 Durata: 22 min 26 sec
Scheda a cura di Enrica Izzo
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"Spesso ancora da parte dell'autorità giudiziaria si sottovaluta la pericolosità dell’uomo violento: non si applicano le misure cautelari idonee a prevenire fatti di violenza più gravi di quelli denunciati.

Non è un caso che nella maggioranza dei casi le donne sono state uccise dai partner o ex partner dopo aver presentato la querela".

E' l'associazione Donne in rete contro la violenza a denunciare le prassi giudiziarie che abbandonano le vittime della violenza domestica.

Vittime che non sono solo le donne.

Federico Barakat viene ucciso dal padre a coltellate all'interno di una ASL.

Aveva 8
anni e mezzo e la madre, già vittima di stalking, minacce e aggressioni, aveva denunciato in ogni modo il pericolo che correva.

Antonella Penati, che ha creato un'associazione dedicata alla memoria del figlio, Federico nel cuore (www.federiconelcuore.com), si batte perché non ci sia più impunità e sta promuovendo un ricorso alla Corte Europea dei diritti dell'uomo, già accolto.

La psicoanalista Enrichetta Buchli, di recente testimone di un altro caso di malagiustizia, commenta insieme all'avvocato Manuela Ulivi di Donne in rete contro la violenza (www.direcontrolaviolenza.it), le conseguenze dell'indifferenza di troppi giudici ed operatori e della mancata preparazione degli uffici giudiziari in questo campo.

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riduci

  • Antonella Penati

    presidente dell'Associazione Federico nel Cuore

    Manuela Ulivi

    rappresentante della Casa di Accoglienza delle Donne Maltrattate di Milano

    Enrichetta Buchli

    psicanalista e professoressa

    Enrichetta Buchli è Docente a contratto presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
    13:03 Durata: 22 min 26 sec