E' accaduto il 19 gennaio, per due volte consecutive.
Atti di vandalismo sono frequenti e colpiscono spesso i memoriali delle vittime di Stalin, la cui figura è stata rivalutata nella Russia di Putin.
Un gruppo neonazista ha rivendicato il danneggiamento della targa in memoria della Politkovskaya.
E la redazione della Novaya Gazeta, la testata ormai chiusa per cui lavorava, ha connesso questo sfregio all'omicidio dell'avvocato Stanislav Markelov, ucciso proprio il 19 … gennaio, tre anni dopo.
Anche in quel caso l'omicidio fu ricollegato a gruppi di neonazisti.
Per la distruzione della targa della giornalista è stato condannato ad una multa di mille rubli, come 'atto di vandalismo minore', Alexander Filippov, che comunque nega di averlo fatto intenzionalmente.
Ma il colpo di scena è arrivato con l'autodenuncia di un'anziana signora che abita nello stesso stabile in cui viveva ed è stata uccisa la Politkovaskaya: ai microfoni della tv Dozhd ha rivendicato l'atto, definendo la giornalista una 'spia' e il presidente ceceno Kadyrov (da molti considerato il mandante dell'omicidio) una brava persona.
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