Sono stati discussi i seguenti argomenti: Cinema, Criminalita', Cultura, Diritti Civili, Diritti Sociali, Film, Societa', Usa, Violenza.
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 4 minuti.
Rubrica
Dibattito
09:30
Un saluto agli ascoltatori di radio radicale
Una figura ricorrente nel cinema americano particolarmente degli anni settanta e ottanta
è quella del ribelle fuorilegge di chi ritiene di aver subito un'ingiustizia per vendetta o per riparazione commette un atto criminale anche il pubblico clamoroso
è un personaggio in cui confluiscono da un lato il culto della violenza che nella società americana stando almeno alla sua rappresentazione cinematografica sembra più vivo che altrove
E dall'altro il mito dello spettacolo dell'esposizione di se stessi ai mass media considerata come un riscatto alla frustrazione nell'anonimato
Sono temi che si ritrovano nell'ultimo film diretto da casa al Santo
Che esce in Italia con il titolo il filo delicato ma il cui titolo originale più calzante & M su Ayala che significa il filo dell'uomo morto
I ribelli protagonista ispirato a una persona reale che ha inscenato la sua protesta criminale negli anni settanta
Ritiene di essere stato danneggiato da una società coglieva richiesto un mutuo egli avrebbe ostacolato la vendita di un Terrinoni includeva investito i suoi risparmi a una catena commerciale
Si tratta insomma di un rappresentante della classe lavoratrice che si scontra con una società presieduta da un magnate
Per entrare armato negli uffici della società sequestra il figlio del magnate lega al collo del fil di ferro collegato a un fucile che gli punta alla nuca
Il suo obiettivo è che il magnate lì presenti delle pubbliche scuse che il danno finanziario sia risarcito e che gli sia garantita l'impunità è significativo che nel racconto resti ambiguo sì gli abbiano davvero subito un'ingiustizia ciò su cui invece il racconto si focalizza e la dinamica della sopraffazione fisica che viene comunque praticata
Qui non ci sono perché non servono sottigliezze psicologiche
Se il figlio del magnate in un primo tempo sicuro di sé certo di ricondurre quelli siècle inquieto cliente alla ragionevolezza o alla rassegnazione una volta preso come ostaggio sente via via visibilmente venirli meno le forze e quando anche il padre gli nega quel sostegno che lui si aspetterebbe ci sembra di vedere gli stampata la morte negli occhi
A suo deperimento corrisponde il progressivo aumento di vitalità fino all'esaltazione del suo carceriere
è certo anche dovuta ha successo mediatico che incontrò la sua protesta ma il racconto rende anche palpabile come la sua animazione che anche corporea muscolare
Si nutra della resa sempre più sconsolata di quel privilegiato che ora è totalmente il suo potere
Il legame tra i due personaggi si intravvede insomma un aspetto segreto e perverso in un momento del dialogo viene perfino evocata scherzosamente la sindrome di Stoccolma
Fatto sta che si crea fra loro un'intimità inaspettata da entrambi così incresciosa o intollerabile che quando anni dopo si incontreranno forse anche per questo si riconciliano immediatamente
In un racconto incentrato sulla relazione tra i due protagonisti la qualità dell'interpretazione era fondamentale per la riuscita del film
Il carnefice e interpretato da Bill Skarsgard sapientemente in bilico tra un'esaltazione quasi folle l'ingenuità per il senso pratico necessario alla conduzione del piano
Dei tre Montgomery il ruolo della vittima rende molto bene il sopravanzare della rassegnazione alla morte e appare anche in un magnifico cameo al bacino nel ruolo del magnate
Si tratta di un film americano indipendente era stato presentato fuori concorso al Festival dei livelli Venezia e a mio parere un fine a vedere il figlio del ricatto dicasi Van Zandt un saluto da Gianfranco Cercone
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