10 GIU 2026
stampa

"Antifascismo illegale". La criminalizzazione dell'antifascismo in Italia e nel mondo

CONFERENZA STAMPA | - Roma - 14:30 Durata: 56 min 31 sec
A cura di Silvio Farina e Diego Galli
Player
L’antifascismo sta subendo un attacco di delegittimazione internazionale che punta a trasformarlo da pilastro democratico e "religione laica d’Europa" a mero problema di ordine pubblico.

Questo scivolamento concettuale è al centro del libro Antifascismo Illegale, curato da Mattia Tombolini (Momo Edizioni), che analizza come le destre radicali siano riuscite a occupare il dibattito pubblico e a criminalizzare il dissenso attraverso efficaci tecniche di contro-egemonia culturale, favorite anche da un vuoto organizzativo della sinistra.

Come dichiarato da Marco Grimaldi (Alleanza Verdi e
Sinistra) durante la presentazione del volume, siamo di fronte alla trasformazione della protesta in una questione di sicurezza nazionale.

Negli Stati Uniti, l’amministrazione Trump ha inserito "Antifa" tra le organizzazioni terroristiche — scelta criticata persino dall'FBI — e lo storico Mark Bray è stato costretto all'esilio in Spagna dopo la pubblicazione di un saggio sul tema.

In Europa la situazione non è diversa: mentre in Ungheria e Polonia le destre spingono per l'inserimento di "Antifa" nella lista nera del terrorismo, il "processo di Budapest" e la sproporzionata condanna a otto anni inflitta all'attivista Maja dimostrano come il dissenso politico sia ormai equiparato a una minaccia eversiva.

La repressione si muove anche per vie amministrative.

In Germania, alla storica associazione di soccorso legale della sinistra Rote Hilfe sono stati bloccati i conti bancari, un provvedimento mirato a sabotare materialmente la solidarietà e l'assistenza legale.

Attraverso interviste e dialoghi, il libro scava nelle derive autoritarie del governo Meloni, nel fenomeno MAGA statunitense e nelle tensioni che attraversano Francia, Spagna e Germania, dove si assiste a un preoccupante ritorno di gruppi neonazisti.

Infine, Tombolini evidenzia come questa svolta passi per una precisa manipolazione del linguaggio.

Un esempio emblematico è il termine "remigrazione": una formula burocratica usata dalle destre europee per rendere presentabile quello che, nei fatti, è un progetto di deportazione di massa.

Cambiare le parole serve a spostare il confine del dicibile, preparando il terreno affinché l'inaccettabile diventi, domani, ordinaria amministrazione.

leggi tutto

riduci