Tra gli argomenti discussi: Rassegna Stampa.
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 1 ora e 15 minuti.
Rubrica
Commissione
10:03 - SENATO
8:30 - Senato della Repubblica
8:30 - Parlamento
8:45 - Senato della Repubblica
8:45 - Senato della Repubblica
10:00 - Camera dei Deputati
10:40 - Camera dei deputati
11:00 - Camera dei Deputati
11:10 - Camera dei Deputati
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Bongiorno queste stampe a regime, la rassegna stampa di Radio Radicale e quotidiani di oggi, 21 domenica 21 giugno, un detenuto marocchino di 30 anni è morto ieri mattina nel carcere di Modena cause da accertare e il giovane sarebbe uscito tra poco più di un mese per fine pena a Modena era arrivato a marzo del carcere di Parma, dove aveva tentato più volte il suicidio e ancora venerdì, sempre nel carcere di Modena, un altro detenuto è stato portato in ospedale perché pro per protesta si era provocato dei tagli a un braccio e siamo a pagina 10 di
Avvenire per ricordare, con questa tragica notizia, un flagello che continua.
Di fatto silenziosamente, a colpire nelle carceri, nelle carceri italiane e prima di.
Avventurarci nella saga dei rapporti.
Meloni Trump e anche nelle difficoltà di attuazione dell'intesa americana e iraniana andiamo.
Su andiamo sul Giorno Nazione Resto del Carlino con Sofia, Ventura, l'omicidio dell'artista satirico russo dissidente Semion sacre pesche,
Non va d'arte Robert Kutuzov colf rifugiato in Polonia, dal 2021 è avvenuto lunedì scorso nella Polonia orientale, in prossimità del confine con la Bielorussia, quell'omicidio ci ricorda che il confronto, ormai scontro tra Europa e Russia assume molte forme, anche quella di un continente europeo reso insicuro si ricordano,
Gli episodi del passato, in particolare quello di Anna Politkovskaja, assassinata a Mosca nel 2006.
Il potere politico compie crimini in Russia per reggersi, esercitare il dominio e controllo si avvale anche di criminali in Europa molte azioni sono compiute sempre meno da agenti dei servizi russi, è sempre più da esecutori individuati localmente, piccoli criminali, hacker, estremisti o soggetti vulnerabili reclutati per denaro e così il mandante resta lontano.
E la satira denuda il potere, lo ridicolizza e quando il potere si regge sulla paura, questo diventa una minaccia per la criminalità organizzata, come per quei regimi in cui il confine tra potere e crimini non è più distinguibile, l'Europa non deve dimenticare conche regime, ha a che fare Sofia Ventura al giorno,
L'azione, Resto del Carlino
Su l'omicidio dell'artista satirico.
Russo dissidente in Polonia e vediamo naturalmente al
Alle prime pagine.
Da questo punto di vista.
Siamo titolo all'Ok Corral per il Corriere della Sera, a Trump Meloni, lo scontro finale
Trump bullizza ancora Meloni, secondo il domani è in crisi porre la mia amicizia e poi.
Il giornale Italia Fest la lezione di Georgia da Trump, attacchi insensati, il virgolettato sul Messaggero, Trump Meloni lite finale anche per Repubblica.
Ontano che sia finale i titolisti Dazzi e gas Meloni teme l'ira USA, secondo la stampa libero non si tiene, ma va fan Trump e il ciuffo insiste e insomma.
E sono sono cambiati i toni nei confronti di Trump.
Sarebbe un gioco facile andare a prendere un po'dall'archivio, in particolare di Libero, ma ma non solo Trump, Meloni secondo round, si amplia la frattura con gli USA e quindi, secondo il Giorno Nazione Resto del Carlino è un secondo round, ma nella pugilato ci sono ce ne possono essere.
Naturalmente.
Molti di più la verità Pata Trump Meloni le suona, il presidente USA è qui con tanto di fotomontaggio con Trump.
Con un occhio uno che in pronunciato.
In un occhio nero, Trump Belloni ormai è scontro totale sul manifesto, ma allora vediamo andiamo a prendere qualcosa.
Prendiamo in particolare.
L'editoriale sul Corriere della Sera di Fiorenza Sarzanini, perché?
E non è l'unica editorialista oggi, che invita insomma a non verrebbe da dire a mantenere la calma, ma il concetto è più.
È sicuramente più articolato, essere tua amica mi ha danneggiato ora basta l'ultimo post di Giorgia Meloni in risposta all'ennesimo attacco scomposto, insultanti di Donald Trump ha come obiettivo la fine di uno scontro che si è trasformato in una crisi diplomatica senza precedenti, non basterà.
Altri attacchi potrebbero arrivare, e questo appare evidente alla stessa premier che due giorni fa, al termine del Consiglio europeo, lo ha detto chiaramente, ma lei stessa sa che il momento di abbandonare la disputa è scesa sul piano personale è arrivato.
L'opposizione, sia pure con i distinguo che caratterizzano i diversi partiti, si è schierata dalla sua parte. I leader europei non solo l'anno spalleggiata, ma sono arrivati a chiedergli un selfie, una foto, mandando un messaggio chiaro al presidente degli Stati Uniti, il Capo dello Stato, Sergio Mattarella non le ha fatto mancare solidarietà e appoggio di fronte al nemico esterno. L'Italia e l'Europa hanno risposto con una sola voce, un risultato tutt'altro che scontato quanto basta per ritenere che questa fase così difficile deve essere chiusa, senza intaccare quegli equilibri internazionali già precarie, complicati dai conflitti in corso. Le relazioni tra Italia e Stati Uniti devono essere ristabilite. Adesso si deve capitalizzare il sostegno ricevuto per mantenere in cima alla lista delle priorità l'interesse del Paese, la rabbia di don altra. Sappiamo da dove arriva, dopo avere detto in campagna elettorale che avrebbe fatto finire tutte le guerre
Ne ha scatenato nuove e incomprensibili contabili, evidentemente sull'appoggio degli alleati storici, ma ha incassato numerosi no, è quello per lui inaccettabile, è stato proprio di Georgia l'amica che non credeva potesse mai contrastarlo, invece è successo ed è accaduto su quei dossier che per lui sono fondamentali i dazi,
E le armi?
Il governo guidato da Meloni ha fatto fronte con i partner dell'Unione europea per rispondere alle imposizioni economiche e ha rimesso in discussione gli stanziamenti per la difesa anche sfidando alcune resistenze interne, è stato l'inizio della fine culminato in quel no all'utilizzo delle basi militari che Trump deve aver vissuto come un vero e proprio affronto era la fine di marzo Crosetto negò ai bombardieri statunitensi di atterrare a,
Sigonella.
Visto che è Kohl Santerini, definisce quei rifiuti, è inevitabile perché non era pervenuta alcuna richiesta preventiva da sottoporre all'esame del Parlamento due mesi e mezzo dopo, nel leso post, dai toni dell'era anche contro Meloni, proprio di questo Trump ha voluto parlare è ha scritto non ci ha nemmeno permesso di utilizzare le piste di atterraggio o le basi aeree italiane creando un grande inconveniente logistico e questo nonostante il fatto che gli Stati Uniti contribuiscano con centinaia di miliardi di dollari all'anno per proteggere lei d'Italia e gli altri alleati della NATO così definiti.
Questo è il virgolettato di Trump, reazione scomposta che in realtà contiene una parola chiave, alleati, eccolo, il nodo l'Italia non è alleata di Trump, L Italia è alleata degli Stati Uniti, i rapporti non sono e non devono mai diventare una questione personale. Questo concetto, espresso dal Sarzanello, hanno espresso molti altri Stefanini sulla sulla stampa. Come dire, calma, sangue freddo, non lo scontro non è con gli Stati Uniti e Sarzanini cita Mattarella. Da questo punto di vista, è mio vivo auspicio che Stati Uniti Italia trovino sempre nuove opportunità per accrescere a tutti i livelli il capitale di fiducia che consente ai nostri paesi di promuovere, insieme con un efficace approccio transatlantico, la sicurezza internazionale dello sviluppo economico, il progresso sociale e sono dichiarazioni del 4 luglio 2018 4 luglio, la Festa dell'Indipendenza, un'altra epoca, soprattutto un altro Trump a non essere cambiata, però, è la natura del rapporto bilaterale, così come i trattati e le relazioni diplomatiche, ed è questo il capitale che bisogna difendere. In gioco ci sono gli interessi economici e quelli commerciali, ma anche il settore della difesa, la lotta al terrorismo internazionale, la gestione dei flussi migratori e la cooperazione in materia di giustizia e contrasto ai traffici illegali.
Credo che ormai attraverso i continenti, rompere le relazioni è un'opzione non prevista, ecco perché alle interpellanze intemperanze di un leader ormai fuori controllo si dovrebbero rispondere cambiando.
Completamente registro, riprendere le relazioni diplomatiche, confermando gli impegni già presi e poi annullati sull'onda emotiva del primo attacco del tycoon è il segnale concreto che l'Italia non implora né si umilia, ma anzi rilancia.
E sopra, è soprattutto la dimostrazione che l'Italia non accetta di diventare l'arma di distrazione di Trump nel giorno in cui, dopo gli annunci roboanti, si scopre che l'accordo siglato con l'Iran è già fallito.
È già fallito.
Scrive Sarzanini e tutto il mondo deve prendere atto che la riapertura del canale di Hormuz era soltanto un'illusione, un giudizio molto.
Netto ovviamente, che la riapertura del canale sia dolci sia di fatto stata, è un fatto oggettivo, ma è anche una qui una valutazione definitiva, l'accordo è fallito, secondo Sarzanini, e cosa possiamo andare a prendere, beh, intanto possiamo.
Andare a vedere.
Da parte prendiamo anche Vittorio Feltri sul Giornale perché?
È importante capire anche da destra il tipo di reazione be, alcune espressioni tipo, ma va fan Trump di Libero.
Danno un'idea abbastanza precisa di quale sia di che agli attivi
Vediamo, vediamo Feltre cosa ne pensa, Trump ha perso due guerre questa settimana, una grande e una piccola e la piccola dice tutto sulla misura vera di un uomo, la grande ha una storia precisa che vale la pena raccontare per mesi lui e Netanyahu hanno promesso al popolo persiano che se si fosse ribellato al suo clero è maledetto i Guardiani della rivoluzione loro avrebbero abbattuto il regime una promessa solenne, ripetuta amplificata,
42.000 iraniani ci hanno creduto e sono morti per questo l'aiuto si è risolto in un disastro, gli ayatollah hanno trattato da Ginevra come capi di Stato con il pallino in mano.
Riceveranno un risarcimento di 300 miliardi e l'uranio arricchito li ha appunto arricchiti, i regime è ancora in piedi, adesso Trump nega persino di aver mai pensato di farlo saltare, in realtà è già tanto che non sia saltato lui per errori strategici degni di Cadorna a Caporetto e insomma la lite.
La lite Trump Meloni ha rotto gli argini anche a destra perché Feltri scrive, anche ha firmato un memorandum da Kaká sotto lo stretto di Hormuz, resta semideserto meno di 29 del giorno, gli analisti israeliani sono disperati, l'idea di trovarsi davanti un nemico più forte di prima,
Ma Donald non è scemo, avverte, Feltri sa di aver perso punti nel campionato mondiale delle superpotenze con la Cina che se la ride è così per ripicca, ha scelto di picchiare Giorgia, Meloni a freddo come fosse la ragazza del clan, il vero capo di imputazione è che la Presidente del Consiglio non ha mandato le navi italiane a tappare i buchi della sua guerra e lui non gliela perdona e qui.
Cielo
Scambio.
Lo scambio sintetizzato.
Da Feltri.
Il manuale del damerino, quella feluca, avrebbe consigliato, in nome della realpolitik, di abbozzare, imponendo una telefonata chiarificatrice, Mara Lago, conclusa con il solito comunicato gonfio di ferma e profonda amicizia tra i nostri popoli, oltre che personale, qualche volta Parigi non vale una messa.
Ma io lo voglio parlarvi di una vittoria di George meno esperti e spettacolare, più durevole, la Presidente del Consiglio nella settimana appena trascorsa non si è infatti limitata stropicciare la chioma arancione di un bullo quasi in silenzio ha stravinto una battaglia che noi italiani interessa molto di più quella sui migranti ed è e sono le nuove norme sui rimpatri,
Che poi ora avranno bisogno di una serie di provvedimenti attuativi, una partita tutt'altro che chiusa, sulla quale però è indubbio che l'Italia abbia ottenuto.
Un riconoscimento della della bontà, della propria linea ex o comunque, che è stata accolta la propria linea, resterà da vedere sul lungo periodo, se un Paese che è quello di?
Di primo approdo, molto più di tanti altri Paesi europei abbia veramente interesse a norme che.
Certo consentono all'apertura di cosiddetti hub in altri Paesi, ma che poi contribuiscono a lasciare il tema nella dimensione, nella responsabilità degli Stati nazionali invece che di una solidarietà europea che, a dire il vero, non si è.
Mai ottenuta in questi in questi anni,
Restiamo però torniamo sulla vicenda.
Trump Meloni, per vedere che conclusioni ne trae anche Ezio Mauro sulla Repubblica.
Che scrive così, quello di Trump con Meloni contro Meloni non è stato affatto uno sfogo, ma un attacco calcolato per far capire è proprio a una leader di estrema destra.
Che nella nuova concezione del potere non ci sono alleati, ma solo sudditi.
A cui non è chiesta soltanto obbedienza, ma sottomissione, è questo che chiede l'impero, ne prenda atto Lac il presidente del Consiglio, quando salta la regola democratica di base, nulla ci tutela, siamo esposti alla mercé di un potere totale che non riconosce i limiti nemmeno negli Hybris, la tracotanza del sovrano che nella tragedia greca abusava della forza per umiliare gli altri irritando le divinità che rispondevano mandato sulla Terra, la Nemesi, dea della giustizia e della vendetta incaricata di ricostruire l'equilibrio cosmico violato oggi che l'Olimpo è vuoto, quell'equilibrio con buona pace della destra si chiama democrazia.
Questo Ezio Mauro su Repubblica che parla di attacco calcolato, ci sono anche ecco, ci sono interpretazioni molto politiche e anche interpretazione che
Lo sono molto meno, basta prendere.
L'intervista sul Corriere di Alice scaglioni alla nipote.
Alla nipote psicologa.
Di Trump, un misogino con un un misogino con uno stato mentale compromesso, non rispetta le donne a disturbi psichiatrici non curate, da decenni, è peggiorata con il tempo, dice la nipote e aggiunge il presidente, è un uomo insicuro.
E bisogna sempre essere prudenti quando nelle questioni politiche si introduce la chiave di lettura psicologica o psichiatrica, ma troviamo anche questo, e allora vediamo anche, però, le reazioni politiche credo che si erano più interessanti in questo caso.
Le reazioni di governo perché?
Prendiamo l'intervista.
Prendiamo l'intervista.
Ah Tommaso Foti, che non parte molto bene.
Luca Monticelli, interviste al ministro degli Affari europei e, dopo questi nuovi attacchi, lei andrà alla festa del 4 luglio all'ambasciata americana a Roma.
I Toti non risponde o meglio risponde così, intanto ricordiamoci che il 4 luglio la Festa dell'Indipendenza americana?
Non è il compleanno di Donald Trump, dopodiché non è una questione alla Ecce Bombo vado, così mi si nota di più o non vado per niente e il fatto è che siamo di fronte all'ennesimo attacco al presidente del Consiglio italiano, ingiustificabile sotto ogni profilo qui la risposta.
C'è la citazione di Ecce Bombo, ma poi tra il Bayern rombano no, e allora Luca Monticelli prova a insistere, quindi il governo non ha deciso se andare o meno e fuochi. Non dobbiamo fare un Consiglio dei ministri per decidere questo è folklore giornalistico. Le valutazioni si fanno alla luce del fatto che, quando si attacca reiteratamente il presidente del Consiglio, non per ragioni politiche ma con argomentazioni che fanno cadere le braccia, è evidente, è evidente, che tutto questo pesa e quindi la risposta non si trova.
Non si trova neanche qui, non ci sarà però un Consiglio dei ministri per decidere ci rassicura forti e a questo punto.
Luca Monticelli cambia.
Cambia domanda e Meloni, ha risposto con durezza e ha detto che non replicherà, più si attiveranno canali diplomatici, ma non so quali canali diplomatici si vogliono attivare, mi pare che la Presidente Meloni abbia tagliato la testa al toro dicendo che non si replicherà più.
E qui e quei fatti.
Aggiunge un livello di argomentazione che lascio a voi giudicare, aggiungo solo, quindi che cosa aggiunge su l'attuazione dei canali diplomatici.
Abbiamo visto le riflessioni di Sarzanini, che propone invece di rilanciare e di confermare tutti gli appuntamenti, il ministro pochi aggiunge solo che, se si guardano i social e ahia tra il 16 e il 20 giugno, gli account social di Trump crescono molto meno di quelli di Giorgia Meloni e ci dà anche,
Incredibilmente i dettagli, lui ha acquistato 60.000 follower, Meloni, oltre 600.000.
Ma non è una gag,
Va bene.
La questione è molto più seria, certo, se guardiamo i social idea quiz è ancora in vita, è Trump che dovrebbe preoccuparsi dei suoi consensi, la verità è che Trump ha sempre avuto di fronte un Presidente del Consiglio non a sua disposizione ha trovato una persona leale che ha condiviso le sue posizioni quando le riteneva giuste ha detto dei no con la stessa chiarezza quando non le condivideva se non accetta che un Paese sovrano e il suo,
Presidente del Consiglio possono decidere autonomamente il problema non è dell'Italia, ma di Trump.
Guardiamo i social.
E sull'utilizzo delle basi americane.
Ribadisce Foti che ci sarebbe stato un iter preciso da seguire, tra cui un passaggio parlamentare e, insomma, non si non si poteva
Teme ripercussioni, non temiamo alcunché risponde.
Risponde Foti che?
Rivendica e poi si chiede, ma perché Malt martellare l'Europa quando è evidente che la vera alternativa è rappresentata dalla Cina.
Con un disegno globale fortissimo, l'alleanza transatlantica dovrebbe restare un punto solido per chi crede nell'Occidente, nella libertà, nella qualità del lavoro e nelle sue tutele. Pensare di ammainare quella bandiera è fuori dall'orizzonte politico sensato, per quanto ci riguarda, continueremo a lavorare perché quella bandiera resti un punto di riferimento per i popoli che l'hanno sempre difesa
Ciriani.
Intervistato su militare, Repubblica, eccolo qua
E invece ha la risposta pronta alla domanda.
Che Foti ha accuratamente evitato ministro e ministro dei rapporti con il Parlamento viene definito colonnello di Fratelli d'Italia, va be'né.
Colonnello ministro, lei andrà a recepimento, lei andrà al ricevimento per il 4 luglio e.
Ciriani ci risparmia Ecce Bombo il Consiglio dei ministri e risponde, non ci vado, ci sono sempre stato, ma questa volta non c'è nulla da festeggiare e quindi questa distinzione tra.
La festa dell'Indipendenza pensa e il compleanno di Taranto, Ciriani, non la vuole fare, come spiega queste uscite, i toni di Trump contro Meloni può essere davvero un delirio, come dice apertamente Fazzolari, in effetti non riesco a darmi una spiegazione razionale se proprio devo trovarne una direi che forse si aspettavano al presidente del Consiglio più docile una signorsì.
Sempre a disposizione.
Invece si è scontrato con una leader che intende difendere l'Italia e l'onore del Paese non solo a parole, ha un carattere con un filo di ferro, direi, e non si è mai piegata, né lo farà in futuro, solo così riesco a ipotizzare questi falli di reazione senza senso siamo alleati degli USA, amici leali ma non sudditi.
E quindi e poi, per il resto.
Parliamo della missione navale a Hormuz.
I nostri cacciamine sono da tempo a Gibuti, quando programmate il voto in Parlamento, è presto per capire quale sarà l'orientamento sulla missione italiana, se e quando il governo deciderà di esserci, il Parlamento sarà pienamente coinvolto, sia la maggioranza che l'opposizione, ma alla luce di quello che sta avvenendo nessuno sa più cosa capiterà nel mondo però se la missione fosse prevista legame saranno informate.
E voteranno e poi ci informa che la legge elettorale approda in discussione generale alla Camera venerdì e che personalmente spera di non usare la fiducia a Montecitorio anche se Renzi la pose e il Senato.
Sì
Vedrà?
E poi Vannacci ha detto Meloni, se vuole parlare, mi chiami quando partirà il dialogo con futuro nazionale, parte nel giorno in cui il futuro nazionale smette di votare con la sinistra in Parlamento, se sei di destra non voti con la sinistra è molto semplice.
È molto semplice.
E questo ci introduce alla alla vicenda, appunto di Hormuz, che che non ha fatto in tempo a riaprire per essere immediatamente.
Rinchiuso
E qual è la situazione, ma intanto è il è il tema sul quale apre il manifesto che in prima pagina non mette lo scontro.
Trump Meloni come titolo principale, ma si vedono Trump e Netanyahu a colloquio e Trump che parla Netanyahu che parla.
Nell'orecchio di Trump e il Manifesto immagina le parole Ricordati di me.
Netanyahu, che dice questo Trump alla vigilia dei colloqui in Svizzera tra Iran e Stati Uniti, Israele tenta ancora una volta di sabotare il tavolo bombe senza sosta sul Libano, nonostante il cessate il fuoco raggiunto venerdì in due giorni, un centinaio di vittime, Teheran annuncia la chiusura di Hormuz perché Trump non ferma Netanyahu questo è il il manifesto che è l'unico quotidiano che decide di aprire,
Sul tema.
E allora prendiamo intanto l'aggiornamento con Privitera sul Corriere Greta Privitera, che parla del.
Diverse Ghali BAFF, che vanno a Lucerna.
E quali sono le prospettive da questo punto di vista?
Sono venuti qui per tenere in piedi un'intesa nata da appena quattro giorni, firmata in digitale da Trump e ZES Chiana, che ha già rischiato di saltare due volte e mezzo, come sempre i mediatori.
Premier pachistano Sharif, il capo di stato maggiore, Munir attesi alla sezione tecnica insieme ai qatarini il memorandum, prima ancora di entrare nella sua fase operativa, è stato messo alla prova sul primo articolo, la fine delle ostilità su tutti i fronti il Libano, compreso ieri tra me to Lenna Battier è andato di scena l'ennesimo scambio di fuoco tra Israele e Hezbollah. Secondo fonti libanesi, almeno 16 persone sono state uccise dai raid israeliani nel Sud dell'esercito di Netanyahu, ha contato più di 50 colpi delle milizie sciite
E ha risposto su obiettivi del movimento, mentre Hezbollah in un comunicato ha ribadito di rispettare il cessate il fuoco, ammettendo però un'imboscata contro la fanteria israeliana, che tentava di avanzare su una cima strategica e leggendo.
Queste informazioni, che vanno comunque, diciamo così, collegate alle fonti dalle quali provengono, però, sembrerebbe che.
E anche Hezbollah sta dando il proprio contributo per fare saltare l'accordo.
Da Teheran, il comando centrale.
Ha diffuso un comunicato durissimo, in cui accusa gli Stati Uniti di non avere imposto da Israele e il rispetto della tregua in Libano, denunce al massacro spietato nel sud del Paese e annuncia lassù la chiusura dello stretto di Hormuz al transito delle navi definendolo la prima misura in risposta alla violazione degli impegni. I guardiani della rivoluzione di avvertono che chi si avvicina allo stretto mette a rischio la propria sicurezza risponde Trump su Truth che per 60 giorni non ci saranno Pedace e pedaggi Armuzzi e che, se l'intesa dovesse saltare,
L'unico a poter chiedere denaro per i servizi resi saranno gli Stati Uniti dal Comando centrale americano arriva la versione speculare, l'Iran non controllo dallo stretto, assicura il capitano Hopkins spiegando che il traffico continua a scorrere e che le forze USA vigilano per mantenerlo aperto.
Dentro questo gioco diventa parallele Lucerna si ritrova capitale dell'accordo impossibile nella città sembra altrove 32 gradi.
E oggi, dietro le vetrate affacciate sul lago, dovrebbero cominciare i primi colloqui tecnici.
E questo leggiamo sulla cronaca di Privitera.
Sul Corriere.
E
C'è anche.
C'è anche.
Avevamo visto da questo, lo prendiamo dopo eh.
Tornando alla politica interna.
E parliamo di Lega perché si è tenuta la mobilitazione dei gazebo per le primarie della Lega per il sindaco di Milano, per la verità non sembra ci sia stata grande affluenza, così almeno riporta la Stampa di Torino.
Il punto c'era, chi addirittura ipotizzava un Salvini che si volesse candidare a sindaco di Milano.
Ma?
Salvini conferma che non sono quelli i suoi piani, però il tema Lega sì.
Magari lo affrontiamo partendo dai sondaggi
D e Ghisleri su Vannacci.
Il successo dell'eurodeputato ed ex generale Roberto Vannacci a bar appare sempre più come il sintomo di un disagio diffuso che cerca una rappresentanza politica dai dati di Ghisleri, il fenomeno non si esaurisce nel carisma del protagonista, né nell'efficacia della sua comunicazione, non è un fa atto di comunicazione e quindi ma di politica secondo,
Ghisleri, il 19% degli intervistati dà un giudizio positivo, quindi un elettore.
Su cinque e tra i simpatizzanti del centrodestra la percentuale sale al 34 e 1% e quindi.
Banalmente un elettore su tre, forse il vero significato politico del fenomeno Vannacci, non sta tanto nella possibilità di conquistare il governo del Paese quanto nella sua capacità di rappresentare un disagio ogni volta che una parte consistente dei cittadini ritiene che nessun interpreti le proprie preoccupazioni, emerge qualcuno disposto a occupare quello spazio e Vannacci sta facendo esattamente questo.
Lui convince il suo pubblico, non perché offra analisi più sofisticate, ma perché traduce temi complessi, i messaggi immediati, facilmente comprensibili e ad alto impatto emotivo. La domanda allora non è soltanto quanto crescerà futuro nazionale nei sondaggi la domanda è
Perché una quota crescente di italiani sia alla ricerca di una proposta che si presenta come alternativa all'intero sistema politico, perché i fenomeni politici passano, i leader cambiano tuttavia il malessere che le genera spesso rimane e quando la politica tradizionale non riesce a comprenderlo o preferisce liquidarlo come semplice estremismo rischia di trasformarlo da protesta episodica in consenso strutturale.
E questa analisi di Ghisleri è interessante.
Eh eh, avendola in mente, possiamo andare a leggere l'intervista a Molinari della Lega, ce ne sono due sul giornale, sulla stampa, prendiamo quella sul giornale.
Perché?
Si può leggere in questa intervista che tipo di possiamo chiamarle contromisure dalle parti della Lega se vogliono prendere rispetto a?
Vannacci, intanto.
Sono fiducioso che dal tavolo di domani si possa trovare una sintesi.
Ne è sicuro, Riccardo Molinari, capogruppo della Lega alla Camera, che guarda con ottimismo all'appuntamento che riunirà governatori, vice governatori, sindaci dei capoluoghi e i presidenti dei consigli regionali, è un tavolo di amministratori locali per recepire le istanze dei territori che aveva sollevato il problema dell'ascolto dei territori ha accettato di farne parte e questo è un segnale positivo.
E Molinari si riferisce a.
A Zaia, che aveva chiesto qualcosa di diverso, il modello del partito, diciamo così federale su base regionale, il modello bavarese della Cdu c'è su.
Ma ha ottenuto il tavolo di lavoro con gli amministratori locali e da parte di Salvini, ha accettato di farne parte, almeno quindi, almeno per ora, questa soluzione è una soluzione che non ha, non ha spaccato la Lega Michel de sì,
Chiede a il capogruppo alla Camera Riccardo Molinari, che momento sta vivendo la Lega, al netto delle questioni giornalistiche, sui nomi e Statuto, dopo l'uscita di Vannacci il calo di consenso, è necessario aprire un dibattito interno su come ripartire.
Agli elettori interessa capire dove la Lega vuole andare, quali battaglie vuole portare avanti, è importante rivendicare il fatto di essere un partito territoriale non di estrema destra, distante anni luce dalle posizioni di Vannacci che si è servito del nostro partito per costruire il suo.
E si può si può definire.
Vannacci, distante anni luce dalle posizioni del partito di cui era vicesegretario fino all'altro ieri e plebiscitato.
Il parlamentare europeo.
Con una campagna elettorale nella quale faceva coppia fissa con il segretario del partito Salvini, però Molinari così così così fa, lo definisce e definisce le posizioni di Vannacci distanti anni luce da quelle della Lega.
Dobbiamo raccontare meglio le tante cose che la Lega sta facendo, che spesso non passerebbe, vengono attribuite a Giorgia, Meloni e Fratelli d'Italia e le primarie per Milano, solo un modo per rafforzare Salvini no sono un modo per dare una scossa al centrodestra, la Lega vuole dimostrare di esserci e di dire la sua parola nella sua partendo dal basso.
Su Salvini e la Lega che gli chiede di tornare al ministero degli Interni.
Dobbiamo portare avanti le nostre battaglie e a questo punto Michel de sì, l'ultima domanda dell'intervista è quali battaglie e qui leggiamo quindi la risposta del Molinari.
E per reggere da parte della Lega il confronto, visto che nei sondaggi c'è chi dà addirittura il sorpasso, comunque ordini di grandezza, moltissimi molto simili tra futuro nazionale e la Lega, e allora quali battaglie per uscire da questa situazione o per arginare Vannacci?
I temi del Nord si difendono con le proposte, non con gli slogan o e allora vediamo le proposte, stiamo lavorando alle zone economiche speciali anche per il Nord e al ritorno delle province elettive, una richiesta forte dei nostri amministratori sono battaglie, che dovremo portare avanti con maggiore forza indipendentemente dal fatto che piacciano o meno agli alleati e quindi da questa intervista.
In chiave anti Vannacci troviamo due battaglie per il capogruppo della Lega alla Camera, le zone economiche speciali, anche al Nord, e il ritorno delle province elettive.
E si può avere qualche dubbio?
Possa funzionare, ma questo.
Questo è la Pro, queste sono le proposte, invece chi dalla Lega è già uscito.
E come Roberto Castelli?
Picchia sul tasto della scissione non resta che la scissione Giorgetti di enti guida del Nord.
Come vede la situazione attuale del partito, ho sempre detto che, se Salvini fosse finito sotto il 6%, avrebbe avuto grandi difficoltà, ora siamo alla resa dei conti, ecco giustamente Matteo Pucciarelli, domanda, ma perché il 6?
È una soglia psicologica che segna un po'la differenza tra lo stare a galla e la crisi, l'ultima vera Lega, la Lega Nord, quella di Bobo Maroni stava su.
Sopra l'8%.
E la gravità della situazione è tale che oggi i governatori hanno il dovere di intervenire, situazione figlia della stagione dei pieni poteri di Salvini che trasforma il sindacato del nord nel partito del centralismo, oggi il Sud per il quarto anno di fila cresce più di noi.
Drogato dei soldi del PNRR vi sembrerà di essere Cassandra che portava spiega, ma aveva ragione.
Cassandra portava sfiga secondo Castelli, non possiamo più tollerare questa situazione con questo residuo fiscale da miliardi di euro che regioni come Lombardia e Veneto lasciano a Roma, la Lega dovrà prenderne atto, se resta nazionale, è destinata a decrescere ancora.
E poi?
Chi deciderà le prossime liste gli uomini del Nord vogliono i loro mentre Salvini ha un potere che non vuole cedere.
La cabina serve a questo, a definire chi nomina i nominati, ma qui la partita generale è un'altra molto più importante, ma qual è la soluzione? Un partito federale, la storia dei due partiti non si è mai vista, è evidente che gli interessi dei nordisti non coincidono con quelli degli eletti al Sud.
Poi Castelli riferisce che lo fermano per digli, ma quando vi liberate di Salvini, anche se lui non è più della Lega.
Eh.
Non vorrei essere catastrofista, ma andando avanti così non resta che la scissione.
Quando un territorio esprime delle istanze, qualcuno r.l. Raccoglie Vannacci si carica quelle sulla sicurezza e lo dico senza esprimere un giudizio, quella del Nord, non la Lega attuale, perché Salvini pensa solo allo stretto e, insomma.
Queste, tra l'altro, sono le considerazioni.
Dell'ex, le considerazioni e quindi anche un po'intinte nel veleno, ma di Roberto.
Di Roberto Castelli.
Cosa cosa troviamo da altro ci sono, ecco, non avevamo visto.
Per quanto riguarda il tema sul quale
Abbiamo de qua, abbiamo già parlato all'inizio, non avevamo riportato anche un'intervista, diciamo così, di opposizione come quella a Lorenzo Guerini, secondo il quale.
Quello che è accaduto tra Trump e Meloni rende esplicito ciò che era chiaro da mesi il fallimento della scommessa di Meloni, la premessa era convinta che l'assonanza ideologica tra l'amministrazione Trump e il suo governo potesse consentire all'Italia di svolgere addirittura un ruolo di ponte tra le 2 sponde dell'Atlantico i fatti dai dazi alla guerra in Iran.
Che erano già incaricati di dimostrare che nessuna vicinanza politica sia in grado di superare le distanze ai danni prodotti dal presidente USA sugli alleati europei, adesso ci siamo messi pure noi.
E anche qui c'è la domanda delle 100 pistole da parte di Giovanna Vitale a Lorenzo Guerini, e lei ci andrà alla festa, all'ambasciata americana, se mi invitano farò quello che ho fatto tutti gli anni vado e quindi qui c'è un messaggio anche,
Per l'ambasciata americana, se Guerini e riceverà l'invito.
Andrà e poi?
La politica interna alle posizioni di Conte sono compatibili con le vostre e non nego le distanze a partire dal fondamentale il sostegno all'Ucraina, che per il Pd è una linea rossa, in Parlamento sono stati fatti passi avanti, però non bastano, occorre chiarire i punti chiave dell'Alleanza per le politiche per essere credibili,
Non possiamo permetterci ambiguità, ma il campo per adesso è stretto e ha fatto bene Schlein, a partire solo con Movimento 5 Stelle AWS, o doveva coinvolgere subito i centristi, ma, al di là della foto, tutti sono consapevoli che l'alleanza deve essere più larga e includere le varie realtà che gravitano in quell'area e credo anche che vada fatto con la giusta urgenza perché quando ci confronteremo sul programma pure loro devono sedersi al tavolo e portare un contributo.
Faticano a unirsi al centro come si risolve.
Ma non spetta a me dirlo risponde Guerini, posso solo augurarmi che iniziano a lavorare a una prospettiva di aggregazione, ma Franceschini spera che sia Silvia Salis, a federale e lei io non amo il casting e chi vuole dare una mano è ben accolto e ci sono tante figure in grado di farlo ma Giovanna Vitale non si arrende e insiste le faccio qualche nome alternativo Sala Ruffini Manfredi battezzare investiture specie dall'esterno rischia di essere controproducente.
Renzi è un ostacolo perché è troppo ingombrante, le alleanze non si costruiscono con i personalismi né con i veti,
E ancora vitale arresta rebus, leadership le primarie sono inevitabili, siccome bisogna fare i conti con la realtà, mi pare che tutto spinga in quella direzione il Pd le ha sempre fatte il centrosinistra, spesso e non bisogna averne paura potrebbero regalare una spinta per la vittoria.
Alla fine il centrodestra imbarcherà Vannacci chiede vitale al deputato Pd, presidente del Copasir, Lorenzo Guerini, che risponde mi pare che Vannacci sia un esperimento scappato di mano, l'alchimista, cioè Salvini, dopodiché l'alleanza con un filo putiniano dichiarato renderebbe la coalizione di destra poco credibile e aprirebbe un fronte soprattutto con Forza Italia.
Che è quello.
Che che molti, forse anche Guerini, sperano.
Eh.
Questo per quanto riguarda.
E questo per quanto riguarda non solo appunto il tema Trump Meloni, ma l'intervista a Guerini che si.
Amplia al tema dei rapporti anche nel cosiddetto campo largo.
Cosa c'è dall'altro sui quotidiani, la
Ah, sul centro segnaliamo solo un gustoso articolo di Fabrizio Roncone sul centro, ed è tutto giocato sul registro di affollare nomi, frasi battute di di di uno contro l'altro, per perché ne esca fuori il quadro del massimo caos possibile e in effetti l'operazione è riuscita e il racconto di Fabrizio ero ancora è godibile, il titolo è mosse dispetti e attesi e attese l'agitazione al centro fuori dalla foto dei quattro, da Calenda e Renzi ha onorato e Ruffini, con Salis, alla finestra, si muovono anche Spadafora e Marattin c'è chi pensa alla corsa di Gabrielli e, insomma,
Articolo denso di
Di nomi.
Toi.
C'è e si parla anche di Alessandro Onorato dei civici.
Gira voce che ha onorato stia pensando di stringere un'alleanza, chiamiamola così con gli europeisti di Riccardo Magi e i socialisti di Enzo Maraio.
E li avete contati fino a questo punto del racconto, nella famosa foto oltre ai leader del PD e 5 Stelle AWS ci sarebbero ci avrebbero dovuto, ci sarebbero dovuti essere pure.
Renzi onorato, Mag Maraio e poi andrebbe aggiunto Manfredi che è andato a benedire onorato e che si tiene pronto.
E insomma va bene
La lettura è Fabrizio Roncone, sul Corriere, ieri è stata aggiornata anche del Pride festa.
Festeggiare, lottare migliaia a Roma Pride, con la denuncia l'Italia sta arretrando, è il titolo sul domani.
La strana coppia del Roma Pride si materializza a pochi minuti prima della partenza del corteo da piazza della Repubblica, sono quasi le 4 del pomeriggio e, sotto il sole cocente, Mario Adinolfi e Francesca Pascale arrivano insieme tra le bandiere arcobaleno e le bolle di sapone, i cartelli più disparati e i 30 carri pronti a iniziare la parata lui storico oppositore delle rivendicazioni LGBTQIA+.
Con una bandiera israeliana sulle spalle, lei fresca di presentazione del movimento gay, conservatori e libera e liberali, colpito dalle critiche per aver escluso le persone transgender dare dalla propria proposta di legge libertà.
Rivendica però il diritto di esserci.
L'ideologia divide e non unisce dichiara ai giornalisti, mentre Adinolfi viene contestato e allontanato.
La piazza del Pride è inclusione, noi, nel nostro contesto di Gaic conservatori liberali, cerchiamo di aprire gli occhi a una destra ancora troppo ferma, dice Pascal, insomma.
Adinolfi allontanato dal corteo.
Perché indossava la bandiera israeliana alla presenza anche di Pascale, e questo è un po'il.
L'elemento, più notato di cronaca, dalla manifestazione, dalla manifestazione del Pride nelle cronache locali della stampa, proviamo anche conto della analisi sul.
Testamento biologico, le dichiarazioni anticipate di trattamento che l'Associazione Luca Coscioni ha svolto e negli 8.000 comuni italiani e
In questa settimana sulla stampa dopo una
Pubblicazione del report da parte del del Sole 24 ore anche la alle edizioni locali dei quotidiani riportano i dati più specifici sui territori, anche perché sono gli unici dati esistenti, perché il governo non fornisce, non ha mai fornito in sette anni di applicazione i dati sulla legge sulle Disposizioni.
Anticipate di Trattamento, ma andiamo a questo punto alla politica
Alla politica internazionale diciamo, degli aspetti che non abbiamo ancora affrontato.
Perché abbiamo già detto dei colloqui Stati Uniti d'America Iran e del problema dell'implementazione della dell'accordo e ora vediamo anche il tema della Russia perché?
C'è un'intervista.
Interessante su.
La strategia di Putin è un'intervista che Federico Fubini fa alla politologa e Caterina Shulman, da anni, attiva nell'opposizione democratica russa che per oggi ha lasciato il paese fra gli oligarchi e l'alta burocrazia moscovita, c'è malcontento per la guerra e credo di sì sia le élite sia la società civile e nutrono una crescente insofferenza per la popolazione. Ci basiamo sui sondaggi sui livelli di ansia, i consumi e le percezioni delle prospettive. Dalla primavera del 2025 registriamo una maggiorazione insoddisfatti e c'è una netta maggioranza in crescita per negoziati di pace o la fine delle ostilità
Vale anche per le élite che beneficiano del sistema, chiede Fubini, persino in un Paese diseguale, non democratico come la Russia, le élite non sono del tutto isolate dalla società, è una piramide, l'elevata burocratizzazione richiede un numero enorme di funzionali, al vertice c'è una leadership isolata dal sistema parla di Vladimir Putin, sì, parlo del divario tra chi emette gli ordini e chi deve eseguirli. Una frattura simile si era già vista nel 2022
La decisione di invadere fu inattesa, poi il sistema si è adattato, ma nel 2025 ha raggiunto i suoi limiti di adattabilità.
Situazione in Sos situazione sostenibile parliamo di un ingranaggio immenso come la Russia, niente è troppo grande per fallire, ma esiste l'inezia, serve tempo alla fine di Guerra e pace.
Per Zhukov commenta gli eventi dell'epoca dicendo.
Cose vanno così male che non possono continuare così lo zar sarebbe caduto più di un secolo dopo osserva e non è un'osservazione ottimistica, questa della politologa e Caterina Shulman Putin dispone di risorse sufficienti, i regimi politici non crollano quando consumano fino all'ultimo chicco di grano, l'Urss aveva risorse in abbondanza è crollata perché lo status quo ha smesso di soddisfare quasi chiunque, ciò che conta non è l'esaurimento delle risorse Henze, ma la perdita di una prospettiva di futuro. Il messaggio di Putin al sistema è avanti così
Eh.
Alla domanda, quindi, non si aspetta un cambio di rotta.
A settembre si vota un modo per garantirsi un trionfo elettorale. Sarebbe favorire un, c'è stato il fuoco o una sospensione temporanea delle ostilità. Alcuni miei colleghi ritengono che la questione del calo dei consensi sia in realtà una pressione esercitata su Putin dagli stessi responsabili della politica interna, allo scopo di spingerlo a interrompere o congelare il conflitto e potrebbero riuscirci. Putin è molto attento alla popolarità. L'amministrazione presidenziale accumula una mole impressionante di dati sugli umori dei cittadini. La logica mi dice che le valutazioni interne potrebbero indurlo a congelare la guerra, magari temporaneamente. Tuttavia, se si cominciasse che gli basta, solo un altro po'per la vittoria, allora potrebbe pensare
Che la linea dura gli garantirà un trionfo elettorale è così.
Con questa intervista sul tema della guerra di aggressione della Russia all'Ucraina.
I quotidiani danno rilievo al ritiro del passaporto alla consorte del premier spagnolo Sanchez è rinviata a giudizio.
A seguito di una inchiesta è il tema.
È di evidente rilievo, c'è poi un tema che riguarda l'Albania e lo troviamo attraverso una segnalazione.
Una segnalazione per la verità del.
Eccolo qua, no.
Del.
Azione di radio radicale delle delle rubriche di Radio Radicale siamo
Sulla lettura eccolo qua.
Sul supplemento del Corriere della Sera, la rubrica di Radio Radicale Albania italiano offra sta dedicando più di una puntata alla rivoluzione dei fenicotteri la protesta che dal 23 maggio porta, in piazza residenti delle province e giovani contro i cantieri della famiglia Trump nell'isola di Sarzana collegandosi con gli italiani residenti nel Paese il giornalista Arthur Nura racconta una pagina contemporanea le cui conseguenze sull'equilibrio europeo sono ancora ignote.
Questo troviamo sul supplemento, la Lettura del Corriere della Sera e poi due.
Vicende che riguardano il Sudamerica
Allora prendiamo.
Prendiamo da Avvenire.
Allora no.
Avvenire dedica un approfondimento.
All'Ecuador Noboa militarizzare l'Ecuador e schiera i soldati statunitensi in nome della, in nome della lotta alla criminalità organizzata imposto in gran parte del Paese, il decimo Stato d'emergenza in due anni e mezzo autorizza perquisizioni di ogni tipo e se questo il di beni, il conflitto armato interno come lo chiama il presidente ha causato l'anno scorso,
50,91 omicidi, ogni 100.000 abitanti in carcere muoiono, tre detenuti al giorno sono i dati che arrivano dall'Ecuador e che sono riportati da Avvenire, mentre.
Sul manifesto una nuova moto sega, ora trema, la Colombia e il riferimento è l'evocazione, è alla motosega del presidente argentino Milei ballottaggio per le presidenziali oggi in Colombia, l'uomo nuovo dell'ultradestra, Abelardo della Exprivia, favoritissimo su Ivan, se Pedà lì l'erede del leader uscente Petro stessa nidiata di Milei,
Bukele e prima Bolsonaro Trump nel cuore e il Maga come orizzonte può finire davvero male.
È l'osservazione
Le osservazioni del Manifesto e
Prendiamo come ultimi due temi l'intelligenza artificiale e la Brexit, sull'intelligenza artificiale per Luca Tremolada, mi pare, sul Sole 24 ore andiamo a prendere.
Andiamo a prendere il suo articolo sul Sole 24 ore, si trova anche l'editoriale di Sergio Fabbrini sul consiglio, sui risultati del Consiglio europeo di questa settimana e in particolare sullo scontro in atto sul bilancio pluriennale Fabbrini, insiste sulla necessità di rafforzare il bilancio dell'Unione che attorno all'1% del bilanci degli Stati nazionali e,
Ed è insufficiente a far fare fronte alle varie emergenze che.
Dead rispetto alle quali sarebbe necessaria un'azione dell'Europa, ma.
Prendiamo la lezione di Anthropic perché questo tema?
Ah, effettivamente conseguenze, anche politiche di rilievo, i fatti sono noti, scrive Tremolada sul Sole 24 ore.
Settimana scorsa il governo degli Stati Uniti, invocando ragioni di sicurezza nazionale, ha ordinato ad Anthropic di interrompere l'accesso ai suoi modelli più avanzati Febo 5 e mito 5 per tutti i cittadini stranieri, anche se residenti negli Stati Uniti e perfino a sei dipendenti della stessa azienda. A quel punto ci si sarebbe aspettati una reazione prevedibile. Bloccare gli europei, bloccare gli asiatici, bloccare chiunque non fosse americano e continuare a servire il mercato domestico. In fondo era esattamente ciò che chiedeva a Washington, nel centro appicca, ha scelto una strada diversa. Ha spento questi modelli per tutti, americani compresi, e qui è la vicenda diventa interessante, perché per anni abbiamo raccontato le big tech come entità più potente degli Stati e la crisi di Febo, il 5, e sembra raccontare il contrario. Quando una tecnologia viene considerato un asset strategico, lo Stato resta il soggetto che può imporre le regole del gioco, ma fermarsi a questa conclusione sarebbe un errore, perché la scelta di antropiche contiene anche un messaggio politico. L'azienda avrebbe potuto accettare la logica della frammentazione e costruire una versione solo per americani dei propri modelli. Non lo ha fatto. Ha preferito rendere evidente il costo della decisione governativa.
E ha trasformato un provvedimento contro gli stranieri in un problema per tutti i clienti, in altre parole, ha rifiutato di collaborare alla costruzione di una cittadinanza algoritmica, in cui l'accesso della conoscenza dipende dal passaporto, non è un dettaglio, è una forma di,
Dissenso e quindi, ecco attenzione, invita Luca Tremolada a leggere.
Il.
Il provvedimento americano è la risposta di Anthropic come.
Come?
Diciamo, come se smentisce il potere delle Big Tech piegata, in questo caso la decisione statale in realtà antropica avrebbe potuto.
Piegarsi, ma ha preferito.
Spegnere i modelli per tutti e far vedere al mondo le conseguenze di quella di quella scelta e quindi un vero e proprio scontro tra poteri verrebbe da dire tra poteri politici.
L'altra questione è la Brexit, i 10 anni della Brexit c'è un approfondimento su Avvenire tra rimorsi e tasche più vuote.
E l'ultima cosa che prendiamo questa rassegna stampa sul tema è proprio l'intervista Michael Cox, un politologo a 10 anni dal referendum sulla Brexit, le bandiere europee sono tornate davanti a Westminster ieri la National Regione e marce attraversato il centro di Londra fino a Parlament square, chiedendo il ritorno del Regno Unito nell'unione e contestando le conseguenze economiche e politiche.
Dell'uscita 1.500 manifestanti, quindi, non è stata una manifestazione.
Oceanica avevano magliette con su scritto
Cittadino di Europa.
C'è stata, per la verità anche una marcia negli ITS, nei giorni scorsi da Londra a Bruxelles abbiamo partecipato come movimento Youmans e quindi, insomma, si stanno iniziando a.
A creare eventi o a manifestare la volontà, almeno di parte dei cittadini britannici, di Andrea smontare, quella decisione che fu presa nel referendum di 10 anni fa è Cox, risponde sulla intanto sulla crisi di leadership, di Starmer la.
L'ottima possibilità che venga sostituito dal popolare sindaco di Manchester, Andy Burnham.
E poi però.
Rispondendo alle domande di Orlando Trinchi il l'esperto di relazioni internazionali, Michael Cox, dice cose molto interessanti la grande domanda nella politica britannica di oggi non è solo perché il partito laburista sia in difficoltà, ma anche perché lo siano i conservatori, di fatto, i due grandi partiti tradizionali non sono più popolari e stanno perdendo consensi a favore di riforme ok delle rispettive correnti interne e nel caso del Labour Day Verni,
Quali potrebbero essere le cause, esistono molteplici spiegazioni, la più evidente è la stessa che si riscontra in altri Paesi occidentali, la sfiducia nei confronti delle istituzioni, che è un po'quello che abbiamo trovato nell'analisi di Ghisleri sul fenomeno Vannacci, ma torniamo a intervista a Michael Cox sulla Stampa di Torino, nel Regno Unito si aggiunge la Brexit, che ha accentuato la polarizzazione. Diversi economisti ritengono inoltre che abbia accelerato il declino economico britannico. C'è poi un altro aspetto dell'attuale crisi politica
A cosa si riferisce in Irlanda del Nord, Scozia e ora anche in Galles, i partiti che si oppongono all'Unione fanno parte della maggioranza o guardano al futuro con crescente fiducia l'SLP che lo Scottish National party in Scozia, Plaid simbolo in Galles e Sinn Fein, in Irlanda del Nord,
Alcuni credono addirittura che stiamo assistendo all'inizio della disgregazione del Regno Unito.
Eh.
Questa è una legge molto importante e poi, ovviamente, che può essere che può essere contestata.
Nel nelle sue, nelle sue premesse, ma?
Che una delle conseguenze della Brexit potesse a lungo termine essere anche quella di spaccare il Regno Unito.
Magari proprio perché alcuni?
E alcune Regioni e alcune aree.
Vogliono tornare nell'Unione europea, ecco, questo è un elemento, un elemento di analisi, diciamo così, di lungo periodo, che è importante andare a vedere proprio nel decennale della Brexit la Brexit ha spazzato eh, scusate, la Brexit ha spezzato la Gran Bretagna, oltre a Starmer vacillano anche i partiti questo il titolo dell'intervista a Michael Cox sul sulla stampa con la quale chiudiamo la puntata di oggi di stampa Eric.
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