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Torino, 18 Ottobre 2002 - Epifani, neo segretario della Cgil, ha parlato, nel giorno dello sciopero generale indetto dalla stessa Confederazione, a Torino, capoluogo piemontese, simbolo di quella crisi Fiat che sta preoccupando molta parte dei suoi lavoratori a rischio licenziamento.
Piazza san Carlo era piena di gente.
Duecento mila secondo gli organizzatori.Le critiche al governoEpifani ha ribadito le accuse nei confronti delle ultime manovre del governo, dal Patto per l'Italia alla finanziaria, ree, secondo il segretario della Cgil, di avere in sé duri attacchi nei confronti non solo dei … diritti dei lavoratori, come nella previsione dell'abolizione dell'art.18 dello Statuto dei lavoratori, ma anche del welfare.
A danno del sistema pensionistico, e dei giovani in cerca di occupazione.«Il patto per l'italia era ed è sbagliato» - ha detto Epifani - «la finanziaria è ancora più brutta, è una finanziaria che non fa equità sociale ed istituzionale.
Ci sono 250mila posti di lavoro a rischio come effetto della finanzairaia e della congiuntura economica».
Un esempio? «Se passa» - ha detto il segretario della Cgil - «avremo 50mila posti in meno fra gli edili, ad esempio».Gli attacchi alla FiatEpifani si è poi soffermato sulla crisi Fiat.
Che da Termini Imerese in su rischia di mandare a casa migliaia di lavoratori senza un vero e propio piano industriale di riconversione o di rilancio.
«Se passa il piano della Fiat saranno almeno 50 mila che perderanno il posto» - ha detto Epifani - «Grande è la responsabilità dell'azienda.
Ma crede l'azionista della Fiat in quello che fa?» - ha chiesto - «Ci crede fino in fondo? E perché allora sbaglia modelli, non fa investimenti nella ricerca e non ha una rete efficiente per la distribuzione.
Se, come io credo invece, non ci crede fino in fondo, cosa vuole fare per il suo futuro?».«Noi vogliamo un tavolo di confronto col governo, vero» - ha dichiarato - «in cui il governo non abbia altri fini se non cercare di salvare l'auto italiana, con gli impianti e l'occupazione.
Noi vogliamo aiutare la situazione ad uscire da questo stallo.
Tutti devono sapere che la Cgil riteneva già a giugno e ritiene a Ottobre che il piano presentato dalla Fiat non era adeguato.
Il governo ieri ha detto, nell'incontro coi sindacati, che il piano Fiat va rifatto, e noi prendiamo per buona questa affermazione spero solo che il governo no dica domani il contrario di quello che ha detto ieri alle organizzaioni sindacali e ai lavoratori».«Noi chiediamo» - ha infine concluso il segretario della Cgil «che non si metta nessun lavoratore in cassa integrazione a zero ore e non si chiuda nessuno stabilimento.
Al nord e al sud».Uno sciopero degli italianiNel ringraziare le migliaia di lavoratrici e lavoratori e che hanno aderito a questo sciopero generale, Epifani ha sottolineato come l'iniziativa presa altro non sia che 'un atto di fiducia'.
«Ma riflettiamo» - ha esortato Epifani - «si governa dividendo le persone e con l'intento di dividerle e dicendogli rassegnatevi: noi non ci rassegniamo invece e per questo abbiamo chiamato qui questo sciopero degli italiani».E poi un monito ai compagni di Cisl e Uil: «Guardo questa piazza e penso: che peccato che non ci siano Cisl e Uil.
Avete perso un'occasione, ma non perdete altro tempo, non fate altri errori.
Tanto, come vedete bene, isolare la Cgil non porta da nessuna parte».
Piazza san Carlo era piena di gente.
Duecento mila secondo gli organizzatori.Le critiche al governoEpifani ha ribadito le accuse nei confronti delle ultime manovre del governo, dal Patto per l'Italia alla finanziaria, ree, secondo il segretario della Cgil, di avere in sé duri attacchi nei confronti non solo dei … diritti dei lavoratori, come nella previsione dell'abolizione dell'art.18 dello Statuto dei lavoratori, ma anche del welfare.
A danno del sistema pensionistico, e dei giovani in cerca di occupazione.«Il patto per l'italia era ed è sbagliato» - ha detto Epifani - «la finanziaria è ancora più brutta, è una finanziaria che non fa equità sociale ed istituzionale.
Ci sono 250mila posti di lavoro a rischio come effetto della finanzairaia e della congiuntura economica».
Un esempio? «Se passa» - ha detto il segretario della Cgil - «avremo 50mila posti in meno fra gli edili, ad esempio».Gli attacchi alla FiatEpifani si è poi soffermato sulla crisi Fiat.
Che da Termini Imerese in su rischia di mandare a casa migliaia di lavoratori senza un vero e propio piano industriale di riconversione o di rilancio.
«Se passa il piano della Fiat saranno almeno 50 mila che perderanno il posto» - ha detto Epifani - «Grande è la responsabilità dell'azienda.
Ma crede l'azionista della Fiat in quello che fa?» - ha chiesto - «Ci crede fino in fondo? E perché allora sbaglia modelli, non fa investimenti nella ricerca e non ha una rete efficiente per la distribuzione.
Se, come io credo invece, non ci crede fino in fondo, cosa vuole fare per il suo futuro?».«Noi vogliamo un tavolo di confronto col governo, vero» - ha dichiarato - «in cui il governo non abbia altri fini se non cercare di salvare l'auto italiana, con gli impianti e l'occupazione.
Noi vogliamo aiutare la situazione ad uscire da questo stallo.
Tutti devono sapere che la Cgil riteneva già a giugno e ritiene a Ottobre che il piano presentato dalla Fiat non era adeguato.
Il governo ieri ha detto, nell'incontro coi sindacati, che il piano Fiat va rifatto, e noi prendiamo per buona questa affermazione spero solo che il governo no dica domani il contrario di quello che ha detto ieri alle organizzaioni sindacali e ai lavoratori».«Noi chiediamo» - ha infine concluso il segretario della Cgil «che non si metta nessun lavoratore in cassa integrazione a zero ore e non si chiuda nessuno stabilimento.
Al nord e al sud».Uno sciopero degli italianiNel ringraziare le migliaia di lavoratrici e lavoratori e che hanno aderito a questo sciopero generale, Epifani ha sottolineato come l'iniziativa presa altro non sia che 'un atto di fiducia'.
«Ma riflettiamo» - ha esortato Epifani - «si governa dividendo le persone e con l'intento di dividerle e dicendogli rassegnatevi: noi non ci rassegniamo invece e per questo abbiamo chiamato qui questo sciopero degli italiani».E poi un monito ai compagni di Cisl e Uil: «Guardo questa piazza e penso: che peccato che non ci siano Cisl e Uil.
Avete perso un'occasione, ma non perdete altro tempo, non fate altri errori.
Tanto, come vedete bene, isolare la Cgil non porta da nessuna parte».
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