Puntata di "Rassegna stampa estera del 11 ottobre" di mercoledì 11 ottobre 2006 condotta da David Carretta .
Tra gli argomenti discussi: Corea Del Nord, Esteri, Russia.
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 19 minuti.
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Buon giorno le scottature di radio radicale mercoledì undici ottobre questo l'appuntamento con la rassegna di quotidiani internazionali a cura di David Carretta l'attenzione dalla stampa estera Nieri oggi tutta incentrata sulla Corea dell'ordine dal test nucleare effettuato nella notte Tim lunedì noi
Ne parleremo partendo dall'editoriale di via fidiamo là non proliferazione in scacco il titolo considerazioni analoghi le abbiamo trovate oggi sulle mondine un'analisi di Daniel Vernet in che parla della lunga pazienza
Della comunità internazionale nei dossier nucleari della Corea del Nord e dell'Iran pazienza che è stata quanto mai infruttuosa
E sembra proposito di diplomazia affronteremo il fallimento dei la dell'appeasement cinese nei confronti tra Corea del Nord con una incivile fidiamo
Editoriale di ieri di Libération
Quanto al che fare in generale diversi i quotidiani concordano occorre che Cina e Corea del Sud assumano un atteggiamento molto più duro nei confronti del regime di Pyongyang e a questo proposito riproporremo gli editoriali del Washington post e del Wall Street Journal Europe
In chiusura però apriremo una parentesi dedicata alla Russia l'assassinio di Anna Politkovskaja ieri ci sono stati i funerali a Mosca a cui ha partecipato anche Marco Pannella unico esponente politico italiano
Presente nuovi viaggeremo l'editoriale di oggi di le Monde dal titolo la questione Putin ma cominciamo dalla Corea del Nord dal teste nucleare di lunedì scorso
L figlia o titolava il suo editoriale ieri la non proliferazione anch'in ska con questo l'esito Della provocazione nordcoreana scrive
Il quotidiano conservatore francese del teste nucleare del regime staliniano della Corea del Nord e uno di quegli avvenimenti che segnano una svolta nella storia del pianeta
Se ha suscitato una condanna unanime e perché annuncia una destabilizzazione dell'Estremo Oriente ma anche soprattutto perché segna il fallimento del regime di non proliferazione su scala mondiale
Un fallimento che non è più possibile dissimulare scrive le Figaro innanzi alla bomba di Pyongyang rischia di far infatti fa scattare una corsa agli armamenti atomici tra Corea del Sud
Da cui capitale a portata di artiglieria nord il Giappone Taiwan e perfino la Cina eh sì appena dimostrati incapaci di moderare il suo alleato
Non possono ignorare la minaccia
Che costituisce la presenza alle loro porte di un regime paranoico che dispone di capacità nucleari ciascuno e ormai in diritto di premunirsi anche con armi nucleari contro un eventuale attacco il pericolo immediato non è limitato geograficamente e tenuto conto della propensione la Corea del Nord esportare i suoi armamenti sensibili
Che si tratti di missili balistici o di materiale nucleare il rischio di proliferazione decuplicato dal fatto che il regime non farà marcia indietro di fronte ad alcun traffico pur di ottenere il denaro necessario al sua sopravvivenza
Insomma scrivere finiamo l'accesso di Pyongyang a rango di non a potenze potenza nucleare mondiale è un evento di portata reale e simbolica le cui conseguenze si faranno sentire ben al di là del contesto regionale su tutti i continenti Paesi che aspirano a giocare un ruolo di potenza mondiale stanno salvando quel che accade quando si violano le regole del non proliferazione
L'Iran evidentemente il primo interessato se al di là delle condanne verbali niente verrà fatto per fermare la corsa di Pyongyang
Sarà difficile impedire alla Repubblica islamica di dotarsi a sua volta della bomba in altre parole il testo coreano e anche un test per l'Iran
Come altre capitali Teheran ha già potuto constatare che l'India il Pakistan non hanno sofferto a lungo dell'uscita dal Trattato di non proliferazione anzi Nuova Delhi si è vista proporre addirittura una cooperazione americana sul nucleare civile
Se il precedente nordcoreano resterà senza risposta fidanzata al prossimo paese al tre passare la soglia e altri seguiranno dopo di lui avverte prefiggiamo
Che aggiunge non è detto che siamo ancora in tempo per fermare questa folle corsa non una cosa è certa gli Stati Uniti non possono pretendere una soluzione negoziata continuando brandire al contempo la minaccia di un cambio di regime
Che non può che incitare a dotarsi di una dissuasione invincibile
L'opzione militare esclusa sia nel caso non coreano sia in quello iraniano
E dunque urgente ridefinire le regole del gioco prevedendo meccanismi di sanzioni incentivi applicabili quale che sia il Paese al fine di ristabilire la credibilità che ve ancora resta al regime di non proliferazione
Questo per l'editoriale di ieri di le figlia o e analoghi in concetti ritroviamo espressi sulle mondo di oggi in un'analisi di Daniel Vernet dal titolo Corea del Nord Iran da lunga pazienza
La comunità internazionale pazienza
Infruttuosa
Vediamo perché la causa della non proliferazione nucleare ha subito due rovesci lunedì la Corea del Nord ha proceduto a un test nucleare qualche giorno prima
I sei Paesi che si occupano del dossier iraniano avevano preso atto del rifiuto riterranno di sospendere la produzione di uranio arricchito
I due casi mostrano somiglianze che colpiscano la prima è senza dubbio la più inquietante che i tentativi di risolvere la questione attraverso negoziati
Non hanno dato alcun risultato malgrado la lunga pazienza manifestata dagli interlocutori dei coreani e degli iraniani
Tra loro ci sono gli Stati Uniti la Cina la Russia poi con la Corea del Nord vanno annoverati Corea del Sud e Giappone mentre con l'Iran Francia Regno Unito e Germania
La stessa preoccupazione in produce gli stessi effetti scrive le monde la comunità internazionale teme da una parte che regimi incontrollabili dispongono di mezzi di distruzione di massa e dall'altra che viene dal cattivo esempio i loro vicini
Per localizzazione della Corea del Nord potrebbe portare a quella della Corea del Sud del Giappone e dell'Australia sei Mullah
Avessero la bomba i grandi paesi arabi rischierebbero di lanciarsi nella corsa agli armamenti
In modo molto classico gli stati incaricati dei dossier hanno praticato la politica della carota e del bastone al tempo della presidenza Clinton gli Stati Uniti hanno cercato di addomesticare i nordcoreani con negoziati indiretti promettendo la fornitura di reattori per produrre energia elettrica ma non materia prima nucleare il regime staliniano di Pyongyang non ha rispettato i suoi impegni e l'amministrazione Bush non si è mostrata disponibile a discutere con uno Stato canaglia
Risultato la Corea del Nord si è proclamata stato nucleare gli Stati Uniti hanno deciso sanzioni marginali è braccio di ferro è continuato
Ogni volta le grandi potenze minacciano senza però passare agli atti che la Corea del Nord prosegue la sua corsa verso l'arma nucleare
Due decisioni avrebbero potuto farle cambiare idea sanzioni serie decise dalla Cina che assicura l'approvvigionamento in petrolio e aiuti alimentari alla Corea del Nord ma teme un crollo del regime che provochi un afflusso
I rifugiati e l'apertura di gruppo e dall'altra parte
L'altro l'altra decisione l'apertura di negoziati bilaterali con gli Stati Uniti coll'impegno non rovesciare il regime lo stesso scenario scrive poi venne si produce nel caso iraniano
Gli iraniani seguono con attenzione quel che accade nella penisola coreana
Anche loro cercano un dialogo diretto con Washington che equivarrebbe al riconoscimento del loro ruolo strategico in Medio Oriente
Anche loro vogliono premunirsi contro un cambio di regime teleguidato degli americani e considerano il gioco con il nucleare comune il tunnel grande scambio con gli Stati Uniti
Sì nordcoreani vanno fino in fondo sarà più difficile imporre sanzioni all'Iran tanto più che questo Paese dispone di mezzi indiretti di ritorsione in Libano e in Iraq allora avremo la prova
Che la comunità internazionale malgrado le sue dichiarazioni perentorie e incapace di fermare la proliferazione nucleare da due anni europei
A nome dei sei hanno moltiplicato le concessioni al regime dei Mullah nonostante i suoi rappresentanti avessero lui gettato le offerte precedenti
Europei non possono andare più lontano meno che di non perdere il sostegno americano l'avvio dei negoziati bloccata l'uso Della forza impraticabile insomma conclude le Monde il Trattato di non proliferazione e all'agonia
Avrete notato almeno lo avranno notato gli ascoltatori che hanno seguito ieri questa stessa rubrica che l'Hammond ha cambiato un po'rotta in un editoriale di ieri il quotidiano francese sostanza scriveva che
La crisi nucleare con la Corea del Nord era tutta colpa degli americani più in particolare dell'amministrazione Bush colpevole di non aver accettato negoziati diretti con Pyongyang oggi invece contro convenne
Con Daniel venne le colpe vengono parimenti distribuite un po'agli americani un po'i cinesi
Questo stesso atteggiamento lo troviamo su gran parte della stampa internazionale che però pone un accento maggiore sulle responsabilità della Cina a questo proposito vi segnaliamo alcuni in articoli dal figlio solo di ieri un'analisi di sono sacre mentre il per la Cina un fiasco diplomatico ma è poco probabile che Pechino accetti le dure sanzioni chieste da Washington in Tokyo
L'Herald Tribune ha una visione un po'diversa almeno quanto alle sanzioni in un in un'altra analisi dice che la Cina è arrabbiata qualcosina di più nei confronti della Corea del Nord e quindi assume una linea più dura rispetto al passato e poi Di Biasio alla Cina dedicava al suo editoriale di ieri dal titolo ricatto
Leggiamolo Kim Jong-il da figlio di suo padre si è speso per mantenere tra tutti i dirigenti del pianeta il ruolo di cattivo assoluto eccolo divenuto un cattivo ufficialmente atomico
Un po'ovunque si levano voci per chiedere all'impudente personaggio di fare marcia indietro e si sta disegnando un consenso all'ONU per adottare sanzioni contro la Corea del Nord il problema però è che la Corea del Nord vivendo un'autarchia che la rende praticamente immune da azioni punitive di questo tipo
Il primo Effetto tra nuova potenza atomica nordcoreana è proprio questo dimostrare a tutti
Fino a che punto il re e perfino tutti i re della terra sono nudi davanti al ricatto di Kim Jong il se la collettività internazionale non è riuscita a smorzare la minaccia e perché non ha potuto farlo constata libiche poi parla per l'appunto della Cina
La Cina che doveva calmare la Corea del Nord si vede ridicolizzata essendo la sola grande potenza che intrattiene relazioni strette con il dittatore di Pyongyang anche da sola
Che avrebbe potuto e potrebbe ancora concretamente penalizzarlo ma Hu Jintao il presidente cinese dopo una reazione severa da parte del suo ministro degli Esteri ha affermato che il suo Paese continuerà a ricercare una soluzione pacifica
Attraverso il dialogo e negoziato questa politica non cambierà ha detto comunque
In altre parole la Cina non farà nulla
E il resto del mondo fra finta di fare scrive Libération
A meno che dietro le porte chiuse del potere cinese alla fine si ammetta che il piccolo vicino e alleato è veramente tanto Tel cattivo quanto dice di essere e alla fine vinca anche la paura in Cina così Libération sul a che fare in generale diversi quotidiani concordano occorre soprattutto che Pechino S Ulla assumano un atteggiamento più duro nei confronti di Pyongyang
Lo dice per esempio Washington post nel suo editoriale di ieri risponderà la Corea del Nord è tempo che Corea del Sud Cina decidano sì tollerare un nuovo stato nucleare le loro frontiere il titolo
Scrive il posto l'obiettivo della Corea del Nord dopo su test nucleare sarà senza dubbio di costringere i suoi vicini al mondo d'accertarla come potenza nucleare
L'India il Pakistan hanno avuto successo evitando sanzioni conquistando sì la qualifica di partner strategici di Washington Kim Jong-il cercherà di fare la stessa cosa il suo successo dipenderà soprattutto da quel che faranno i governi di Corea del Sud e Cina i vicini della Corea del Nord e non gli Stati Uniti scrive il post portano la responsabilità della decisione di portare Avanti il test nucleare nordcoreano Pechino e Seul hanno alimentato e mantenuto in vita regime dispotico di Kim Jong il Bonaiuti energetici e alimentari
Ritenendo che la sua sopravvivenza fosse meglio di un collasso che avrebbe provocato un'ondata di rifugiati questa logica presupponeva che il programma nucleare del Nord fosse solo una fiche da giocare al tavolo con gli Stati Uniti e non una vera minaccia militare
Il teste di lunedì ha dimostrato il contrario
Entrambi i Paesi devono ora ripensare la loro strategia secondo il quotidiano americano devono decidere se accettabile un dittatura fuorilegge con l'arma nucleare
Se ritengono accettabile che Giappone Taiwan rispondano con un loro programma nucleare
Se sia più rischioso in termini di guerra il possibile collasso del regime di Kim oppure un tentativo da parte di questo stesso regime di usare la nuova arma atomica per estorcere concessioni al sud
Oppure raggiungere l'obiettivo dichiarato di comunque stare tutta la penisola coreana
Cosa più importante Cina e Corea del Sud devono decidere
Se gli aiuti che non sono riusciti a moderare la Corea del Nord negli ultimi anni saranno in grado di riporta alla alla ragionevolezza in futuro gli Stati Uniti hanno dunque ragione scrive il Washington post a chiedere nuove dure sanzioni da parte delle Nazioni Unite devono poi essere fatti altri passi per evitare che il Nord esposti la sua tecnologia nucleare
In assenza di opzioni militari che possono funzionare gli Stati Uniti probabilmente non possono costringere la Corea del Nord a rinunciare alla bomba nel rovesciare il regime ma le vere leve stanno nelle mani di Corea del Sud e Cina senza il loro continuo supporto materiale il regime di Kim Jong il non potrebbe sopravvivere a lungo Pechino e Seul hanno detto di non accettare la nutria realizzazione della penisola non coreana
In realtà devono scegliere tra due opzioni accettare un'arma nucleare della Corea del Nord oppure rischiare l'instabilità del Nord che finora hanno cercato in ogni modo di evitare così Washington post e la stessa opinione anche se espressa in toni in ancor più duri la ritroviamo sul Wall Street Journal Europe ieri la bomba della Corea del Nord titolo
Dell'editoriale secondo il quotidiano economico americano l'unica cosa da fare che la Cina ripensi il suo appeacement nei confronti di Pyongyang
Tagliare le forniture di energia gli aiuti internazionali contribuirebbe a mettere pressioni su Kim Jong-il perché nessun dittatore può governare uno Stato senza al denaro per pagare i suoi generali
La bomba nordcoreana potrebbe dunque cambiare i calcoli strategici di Cina e Corea del Sud la Cina teme una corsa agli armamenti nella regione in particolare con il Giappone
La Corea del Sud potrebbe comprendere che la più grave minaccia che ha di fronte
E la partenza dei soldati americani dovuta alla all'altra minaccia quella della bomba nordcoreana il teste di lunedì
Da parte di Pyongyang segna una nuova realtà che cambierà i calcoli di sicurezza in Asia e nel mondo
Come minimo Kim Jong il deve sapere deve essergli detto che qualsiasi uso dell'arma nucleare da parte del suo regime o da parte di chiunque altro possa essere in qualche modo legato al suo governo porterà al suo annientamento non saremo poi sorpresi di sentire appelli per negoziati bilaterali diretti tra Washington e Pyongyang scrive il Wall Street Journal appelli che sono già venuti da più parti potete leggere per esempio sul New York Times di ieri
Ma questo sarebbe un errore mettere sul tavolo altri Sordi soldi scartare le sanzioni sarebbe un premio per Pyongyang e per tutti quelli che vogliono sfidare il mondo costruendo una propria bomba nucleare
Il risultato sarebbero più paesi con la bomba atomica a partire dall'Iran scrive il Wall Street Journal io ho rapporti in ultimo e rapidamente vogliamo aprire una finestra sulla Russia l'assassinio di Anna Politkovskaja ieri ci sono stati i funerali a cui ha partecipato
Marco Pannella unico esponente politico italiano
Le monde di oggi dedica editoriale alla giornalista
Russa uccisa la questione Putin il titolo scrive il quotidiano francese era libera coraggiosa senza compromessi
Ma la giornalista Anna Politkovskaja era la sola in Russia a coprire senza sosta la guerra in Cecenia e il suo impatto sull'evoluzione della Russia
è stata assassinata sabato scorso tutto indica che il crimine mirava a eliminare una voce che dava fastidio
Il messaggio di Politkovskaja però ancora più forte questo messaggio accusava la Russia di essere sulla strada di un fascismo rampante fatto di xenofobia violenza impunità Politkovskaja descriveva una Russia in cui i metodi della guerra condotta da sette anni in Cecenia
Hanno finito col diffondersi in tutta la società una russa in cui quelli che danno fastidio al potere o appartengono al gruppo etnico sbagliato possono essere rapiti finire in campi di concentramento essere torturati o eliminati con una pallottola sotto le bombe
L'Occidente ha chiuso gli occhi sulla guerra di Putin scrive nel mondo
In Francia non aggiungiamo anche Italia si trovano voci che salutano l'opera di restaurazione dello stato dell'ex colonnello del KGB
Ma che genere di Stato l'assassinio di Anna Politkovskaja forse non può essere imputato direttamente a regime
Ma si scrive in un clima di violenza di non rispetto del diritto di intolleranza di quel governo Putin porta la responsabilità ed è tempo di prenderne le distanze così
Le mondo cose M già dette e scritte dallo stesso quotidiano da altre il problema è che i dirigenti europei
Sono particolarmente sordi a questi fare appelli sulla russi abbiamo concluso da David Carretta una buona giornata l'ascolto di radio radicale
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