La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 17 minuti.
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Buongiorno esportatori di radio radicale giovedì quindici febbraio questo l'appuntamento con la rassegna stampa internazionale a cura di David Carretta nell'edizione di oggi ci occuperemo a lungo di in Corea del Nord e in particolare del raccordo che è stato raggiunto a Pechino sulla denuclearizzazione della regime nord coreano
L'accordo secondo nel mondo di oggi suscita prudenze e Riserve leggeremo
Un'analisi di Filippo se poi riproporremo una serie di con menti il Guardian editoriale di ieri secondo cui comportarsi male funziona altri giornali europei che salutano in generale questo
Accordò l'Independent scrive che il ritorno del multilateralismo è benvenuto figlia o saluta al pragmatismo di Boucher
E poi leggeremo editoriali della stampa americana
Ignora il Times invita il Presidente americano a imparare la lezione del caso nordcoreano
Il Washington post è invece scettico quanto agli esiti di questo accordo molto critico infine Urso erigere nel Europe prova che crederà all'accordo solo quando il leader nordcoreano Kim Jong il consegnerà tutto il suo plutonio
In chiusura poi ci occuperemo di Russia lo faremo con le mondi oggi un articolo di Maria gergo che spiega che Vladimir Putin vuole offrire un'alternativa alla politica unilaterale di Washington e per questo è intervenuto nel corso del del fine settimana la Conferenza sulla sicurezza di Monaco staccando gli Stati Uniti e poi si è recato immediatamente in Medio Oriente per una serie iniziative che rischiano di essere in qualche modo destabilizzanti ma partiamo dalla Corea del Nord dalle mondo un'analisi di Filippo ossa d'accordo sul nucleare nordcoreano suscita prudenze e riservi del titolo
Scrive il giornale francese
Salutato dalla comunità internazionale come la fine dello stallo nei negoziati multilaterali sulla denuclearizzazione la Corea del Nord
L'accordo concluso martedì a Pechino quattro mesi dopo che Pyongyang aveva proceduto a un test nucleare sotterraneo
Suscita alcune riserve secondo il segretario di Stato americano Condoleezza Rice raccordo costituisce un buon inizio anche se prudente la stessa RAI precisa che non è la fine della storia
A Seul e Tokio questo compromesso e soprattutto percepito come una vittoria di Pyongyang è un passo indietro di Washington oscillano è costretta a fare concessioni per compensare attraverso un'apparente successo diplomatico nella penisola coreana
Le sconfitte in Medioriente siamo lontani dal permettere lo smantellamento completo irreversibile e verificabile del programma nucleare nordcoreano come esigeva
Precedentemente Washington dicono a Seul e Tokyo
Ed è precisamente questo che inquieta anche alcuni falchi americani come John Bolton ex ambasciatore di Washington all'ONU che attaccato questo accordo e si è detto molto preoccupato
Gli accordi precedenti come quello del mille novecentonovantaquattro non completamente rispettato dagli americani nemmeno dei nordcoreani col comunicato congiunto del settembre due mila e cinque che è rimasto lettera morta
Incitano di fatto alla prudenza secondo le Monde questa volta fissando scadenze concrete per le prime misure da adottare il processo sarà più stringente
Ma rimane comunque un processo complesso e il risultato incerto se le misure iniziali sono chiare il seguito cioè la effettiva dei blu denuclearizzazione della Repubblica Popolare Democratica di Corea
Il seguito resta problematico in sostanza poi la questione della mento nucleare non viene affrontato nemmeno il programma clandestino d'arricchimento dell'uranio
Che è stato la causa dell'inizio dell'ultima crisi nucleare con la Corea del Nord nell'ottobre due mila e due insomma scrive le Monde l'amministrazione Bush è stata costretta a ritornare allo schema d'accordo del mille novecentonovantaquattro concluso dal suo predecessore Bill Clinton cioè la disattivazione del operazioni nucleare in cambio di compensazioni
Termini di aiuti energetici e di una normalizzazione delle relazioni tra i due Paesi nel frattempo però la Corea del Nord ha rafforzato il suo arsenale nucleare e ha proceduto addirittura a un teste da questo punto di vista lascia intendere le Monde si tratta di un netta sconfitta per l'amministrazione Boucher
O per dirla con il titolo nell'editoriale del Guardian di ieri comportarsi male funziona
Scrive il quotidiano britannico di aria laburista la Corea del Nord ha avuto quasi tutto quello che voleva inizialmente cioè la normalizzazione delle relazioni con Washington gli aiuti la fine delle sanzioni e in più ancora la bomba
Guardian però lo diciamo subito è comunque ottimista
Saluta la vittoria del multilateralismo e poi raccordo dovrebbe mettere Pyongyang sulla strada che porterà al suo disarmo se gli ispettori internazionali confermeranno la chiusura del principale reattore nucleare entro sessanta giorni
La Corea del Nord dovrà poi dichiarare tutte le sue attività nucleari compreso il programma clandestino di arricchimento dell'uranio
Le lezioni della pessima gestione del caso nordcoreano da parte di Washington sono comunque molte secondo il Guardian
La prima è che parlare direttamente bilateralmente con il nemico può funzionare la seconda è che la pressione internazionale può essere applicata in modo multilaterale soprattutto il caso nordcoreano dimostra che non è necessario uno scontro militare con uno Stato canaglia per iniziare a disarmarlo questo giudizio
Del Guardian e altri giornali europei hanno salutato ieri questo accordò l'Independent trovato il suo editoriale benvenuto ritorno del multilateralismo
E anche qui si parla di lezione di messaggio nell'accordo c'è sicuramente un messaggio pre il presidente Bush nel suo attuale stallo con l'Iran
Per la diplomazia ci vuole tempo ma può funzionare anche in quelle che sembrano circostanze altamente spiacevoli e in più scrive l'Independent la diplomazia infinitamente
Preferibile alla sua alternativa cioè alla guerra lo citiamo il titolo dell'editoriale di ieri il pragmatismo di Bushehr scrive il quotidiano conservatore francese tra l'altro che solo un anno fa Washington non avrebbe mai accettato qualcosa di diverso da uno smantellamento senza condizioni
Tutte le installazioni dei materiali nucleari nordcoreani oggi dopo la sua sconfitta alle elezioni di metà mandato
E per meglio consacrarsi all'Iraq e al suo braccio di ferro con l'Iran
Bush ha bisogno di calmare la tensione con la Corea del Nord e di segnare un punto a suo favore
Nella non proliferazione in più l'accordo annunciato a Pechino è il segno che quando necessario la Casa Bianca è capace di dar prova
Del pragmatismo necessario così dunque le figlia o di lezioni come Guardian non messaggi come l'Independent parla anche il New York Times nel suo editoriale di ieri che potete leggere oggi sull'International Herald Tribune
La lezione della Corea del Nord è il titolo scrive il quotidiano liberal americano che la notizia dell'accordo benvenuta se tutto andrà come deve il mondo sarà più sicuro la questione la domanda più ovvia e sapere perché c'è voluto tanto tempo e se il presidente Bush a imparato la lezione da questo suo presunto successo
Insomma il punto secondo gli Ortensia sapere se Bush permetterà finalmente suoi diplomatici di cercare di negoziare e anche di far compromessi con altri governi che sono innegabilmente pericolosi
Bush ricorda il New York Times avrebbe ottenuto avrebbe potuto tenere questo accordo con la Corea del Nord anni fa solo che ha deciso di non dover parlare con chi non gli piace
Per anni la Casa Bianca ha rifiutato di negoziare nel frattempo più un Ganga prodotto plutonio ha compiuto un test nucleare
Quando i negoziatori americani è stato dato il permesso di mixare di mescolare le sanzioni a qualche incentivo si è arrivati infine ad un accordo ma ci sono molti altri cattivi nel mondo a cui Bush se rifiuta ancora di parlare l'Iran sta resistendo alle provocazioni della Casa Bianca
Bush farebbe invece bene a mettere alla prova a Teheran includendo lire a Roma una conferenza regionale per discutere su come contenere il caos iracheno le discussioni sul programma nucleare iraniano sarebbero facilitate se la Casa Bianca suggerisse di
Rinunciare ai suoi piani di un regime Cencio
Teheran
A favore di un riconoscimento diplomatico nel caso in cui l'Iran rinunciasse ai suoi appetiti nucleari e poi ci sono altri casi come la Siria che in cambio di giusti incentivi secondo il signor Times potrebbe essere persuasa a ripensare la sua amicizia con hezbollah e terranno c'è anche il caso di Cuba
Non ci non diciamo che tutti questi governi risponderanno positivamente l'offerta americane ma questa Amministrazione non ci ha mai trovato insomma ignota in spera che Bush impari la lezione più basilare del raccordo di questa settimana con la Corea del Nord qualche volta è proprio necessario parlare con i propri nemici anche a costo di digrignare i denti non la pensa così il Washington post che un po'più scettico nel suo editoriale di ieri dal titolo scambio nucleare entro sessanta giorni la Corea del Nord fermerà la sua produzione di plutonio dovrebbe fermare la sua produzione di Platone plutonio
E poi verranno testate le sue vere intenzioni
Per il posti il piano di azione sulla denuclearizzazione erano nordcoreana offre almeno il vantaggio di concentrarsi inizialmente su un solo Bargain un sullo scambio
Relativamente modesto
Entro sessanta giorni il regime deve chiudere il reattore nucleare di Yongbyon gap e fare entrare gli ispettori internazionali in cambio riceverà cinquanta mila tonnellate di petrolio
Otterrà la fine delle sanzioni bancari americane l'inizio dei negoziati bilaterali per l'anti normalizzazione delle relazioni con gli Stati Uniti se questa condizione verrà rispettata la produzione nordcoreana di plutonio per armi nucleari verrà fermata
Ma si tratta per il posto di un passo avanti benvenuto
Perché comunque molto molto limitato
Molto più duro uno dei giornali differimento dei falchi dall'amministrazione Bush Wall Street Journal Europe
In un editoriale critico della non proliferazione basata sulla buona fede questo il titolo ci crederemo solo quando Kim Jong-il consegnerà tutto suo plutonio
Scrive il Wall Street così dopo un paio di decenni di promesse non mantenute di lanci di missili e test nucleari Kim Jong il ha finalmente deciso di rinunciare alle sue ambizioni nucleare in cambio del riconoscimento diplomatico di aiuti stranieri
L'Amministrazione Bush sarà senza dubbio applaudita per aver finalmente deciso di essere ragionevole di riconosce per la realtà scrive con qualche ironia
Il Wall street journal of Europe che però si dice perplesso dalla non proliferazione basata sulla buona fede
Non coreana cosa succederà infatti se chi non rispetterà gli impegni uno dei pericoli di questi accordi e che la Corea del Nord ricominci il solito meccanismo di ricatti il dittatore nordcoreano potrebbe imporre un nuovo stallo gli Stati Uniti sarebbero costretti a fare ulteriori concessioni o comunque subire le pressioni in questo senso da parte della comunità internazionale
Ma il problema maggiore per il Wall Street Journal è che l'effetto immediato degli aiuti e delle promesse di riconoscimento diplomatico rafforzeranno il regime di Kim permettendogli di dire in patria che l'accordo è una vittoria ottenuta grazie al suo ricatto missilistico e nucleare
La scelta dei tempi e poi particolarmente ironica visto che la posizione di Kimi non è mai stata tanto precaria quale proprio grazie alle sanzioni finanziarie imposte dagli Stati Uniti contro la Corea del Nord
Il Wall Street Journal Europe poi sottolinea che c'è una differenza fondamentale con un altro colto raggiunto qualche anno fa quello con Gheddafi sulla suo rinuncia a tutti i programmi di armi di distruzione di massa in quel caso prima la Libia ha ha rispettato gli impegni ha rinunciato i suoi programmi e poi si sono attivati cosiddetti incentivi economici diplomatici
Forse Bush ritiene che questo sia il meglio che può temere negli ultimi giorni della sua amministrazione l'accordo con la Corea del Nord basato sulla buona fede
O forse e questa è l'interpretazione più favorevole Luigi vuole liberare la sua scrivania da questo dossier per avere più capitale politico per controllare le ambizioni nucleari dell'Iran
Ma il problema conclude tra l'altro l'URSS sui giornali euro perché l'Iran potrebbe guardare a questo accordo e concludere che ha poco da perdere alzando la posta nucleare
A proposito di Iran
Ideazione ieri pubblicava
L'intervista agli atti barra quella Tati portavoce della Guida Suprema Ali Khamenei
Dal titolo nucleare iraniano non ci sono limiti al negoziato sembra un'offerta di dialogo ma poi leggendo il testo dell'intervista si ha l'impressione che di runner in prenda al balletto delle dichiarazioni contraddittorie perché perché per esempio le porte sono sia per te un negoziato ma con il direttore dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica Al Baradei e non più con gli europei che erano stati incaricati dalla comunità internazionale di negoziare con Teheran
E su altre questioni delicate come presente l'Olocausto l'impressione netta e quella del doppio linguaggio
Accettiamo la realtà storica dell'Olocausto dice Alia barra B datati ma non deve essere utilizzata questa realtà per giustificare l'oppressione dei palestinesi
Poiché Israele non deve essere cancellato dalla mappa ma solo dislocato lascia intendere il portavoce della Guida Suprema Ali Camene in questa l'intervista Di Biasio Libération che però pubblicamente un altro articolo che dobbiamo segnalare di Ahmadinejad sempre più isolato anche tra i conservatori piovono le critiche sul presidente perfino la televisione iraniana totalmente controllata dal regime ha fatto del presidente iraniano un suo bersaglio regolare insomma
In qualche modo l'attuale situazione internazionale ha messo in crisi il presidente Ahmadinejad
Per chiudere ci vogliamo occupare brevemente di Russia lo facciamo con le mondi oggi un articolo una corrispondenza di Malice go Vladimir Putin vuole offrire un'alternativa alla politica unilaterale di Washington in sostanza viene spiegata con l'Al qual è la strategia del del presidente russo
Strategie a livello internazionale si parte da quanto accaduto nello scorso fine settimana Monaco appena Putin ha terminato la sua requisitoria contro l'unilateralismo americano la Conferenza sulla sicurezza di Monaco
Sì ricatto in visita di Stato nella zona di influenza degli Stati Uniti in Medioriente cioè in Arabia Saudita Qatar Giordania
Indossando gli abiti del rappresentante di commercio il presidente russo accompagnata i boiardi dell'industria nazionale ha proposto ai Paesi nella regione una cooperazione economica rafforzata
Campione del ritorno della Russia sulla scena globale il padrone del Cremlino è tenuto in Medioriente anche ricordare che il suo Paese può offrire un'alternativa alla politica unilaterale di Washington insomma ricorda un po'quella che era la politica
Sovietica di fatti che non scrive l'obiettivo di Putin e dimostrare che la Russia come tempi
Sovietici capace di tenere testa la politica americana su alcuni dossier in Qatar Giordania è stata rilanciata l'idea di una Conferenza regionale sul conflitto israelo palestinese
Nessuno dubita che la diplomazia russa insisterà per una partecipazione di Siria e Iran
Approfittando dell'indebolimento delle posizioni americano in Medioriente la Russia rivendica un ruolo di arbitro all'altezza delle sue ambizioni ma sottolinea le Monde il suo ruolo di mediatore non è privo di ambiguità come nel dossier del nucleare iraniano dove il suo intervento ha privato
Di sostanza la risoluzione adottata dal Consiglio di sicurezza dell'ONU e perché perché spiega ancora le montagne come ai tempi dell'Unione Sovietica la Russia difende i suoi stretti interessi economici politici economici perché si è messa a vendere
Armin nei sistemi missilistici difesa proprio all'Iran
In rotta con gli Stati Uniti bloccata con l'Unione europea per i pessimi rapporti con la Polonia
La Russia fa ostruzionismo ovunque pronta evitare sanzioni contro l'Iran e Hamas però non esita imporre sanzioni contro i Paesi democratici sui confini come la Georgia
L'Ucraina e la Moldavia
In questa strategia rientra anche la denuncia di Putin della russo fobia occidentale utilizzato dall'élite politico-militare rilanciato dei media l'argomento della Russo fobia permette di occultare le contraddizioni del sistema del regime Putin
Altra contraddizione il presidente russo che sulla scena internazionale denuncia l'unilateralismo mi fa ampiamente ricorso per far tacere all'interno le foci del dissenso così
Ma ricevo sulle mondi oggi non abbiamo concluso da David Carretta una buona giornata l'ascolto di radio radicale
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