La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 20 minuti.
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Tale sabato diciassette marzo questo l'appuntamento con la rassegna stampa internazionale accurati David Carretta in apertura questo oggi ci occuperemo di Europa la stima la prossima il venticinque marzo a Berlino i leader europei festeggeranno i cinquant'anni dei trattati di Roma e l'economista settimanale britannico uscito ieri nelle edicole europee
Ne approfitta per fare un po'il punto il bilancio della costruzione europea con un lungo dossier diversi articoli analisi anche numerosi grafici
Da leggere per chi è interessato ad approfondire questa questione vi proporremo l'editoriale dal titolo la crisi di mezza età dell'Europa per l'Economist questo è un club di Successo che celebra
I suoi cinquant'anni con uno spirito un po'triste un po'tetro parleremo poi della crisi dell'Occidente di fronte al disordine mondiale con un'analisi dal Financial Times di ieri di Philips Steffen
Dal titolo L'Occidente non può nascondersi de assumersi la responsabilità dei propri interessi che sono quelli di sempre cioè sport Tare la sicurezza las prosperità essicca anche i valori della democrazia liberale ci occuperemo poi di Francia delle elezioni presidenziali la notizia è che dovrebbero essere undici o dodici i candidati vedremo quali
Poi faremo il punto sui favoriti con nel mondo un'analisi di oggi di Pasqui chiusero se così by Rula battaglia decisiva questa secondo il quotidiano francese
E poi vi proporremo anche un commento da De Sica votiva Narew folla secondo cui Royale eBay su su rappresentano il Duo dei ben pensanti leggeremo il perché ma partiamo dall'Europa e dal cinquantesimo anniversario dei Trattati di Roma l'Economist pubblica un lungo dossier noi ci soffermiamo eminentemente solo sull'editoriale
Che ha lo stesso titolo della copertina la crisi di mezza età dell'Europa è un club di Successo che celebra il cit i suoi cinquant'anni con uno spirito un po'triste scrive
L'Economist chiunque raggiunge cinquant'anni detta riflette un posto successi e fallimenti e così fa anche l'Unione Europea che questa settimana festeggia il cinquantesimo anniversario della firma dei Trattati fondatori di Roma
I leader europei si ritroveranno Berlino dove pubblicheranno una portentosa dichiarazione
Ma i loro elettori potrebbero non rimanere tanto impressionati il fatto è che l'Unione Europea sta vivendo una crisi di mezza età al suo maggior problema è l'economia l'economia europea recentemente si sono un po'riprese ma la crescita ancora troppo bassa e la disoccupazione è troppo alta questo non è colpa chi retta dell'Unione Europea la responsabilità semmai dei governi nazionali
Ma la situazione non rende più facile l'affetto popolare per le istituzioni europea e invece i problemi economici rendono sospettosi gli elettori non solo sulla globalizzazione in generale
Ma anche su molti dei progetti europei come l'allargamento il mercato unico gli stessi elettori hanno contribuito a questa crisi con il no alla Costituzione europea dei francesi e degli olandesi nel due mila e cinque
E probabilmente gli elettori francesi avrebbero detto sia la Costituzione se il tasso di disoccupazione fosse stato al tre inoltre il dieci per cento
Ma quest'aria triste per l'Economist non significa che il progetto europeo abbia fallito al contrario questi decenni sono stati un successo spettacolare
I cinquant'anni che hanno preceduto il Trattato di Roma hanno incluso due guerre mondiali una grande depressione gli ultimi cinquant'anni hanno invece portato pace e prosperità
A un livello mai visto nella storia europea questo processo culminato nel due mila e quattro nella riunificazione in un continente diviso dalla cortina di ferro del comunismo e molti altri Paesi europei ora sognano di entrare nell'Unione il problema è che oggi la pace e dato un po'troppo presto con per scontata c'è poco entusiasmo per altri allargamenti anche se questo sì e dimostrato un modo brillante per allargare ampliare la democrazia liberale vicini all'Europa
E poi l'altro problema quanto che quanto alla prosperità i giovani europei si sentono molto meno sicuri rispetto ai loro genitori i due grandi compiti del leader politici riuniti a Berlino dovrebbero quindi essere chiari il primo è rinvigorire le loro economia questo richiede dolorose riforme per rendere il mercato del lavoro più flessibile per ridurre i generosi Welfare State
E per iniettare più concorrenza nei mercati in particolare nel mercato dei servizi che rappresenta i due terzi del PIL europeo fare tutto questo significa affrontare di petto i sindacati e gli altri interessi garantiti significa anche che i governi nazionali devono sostenere invece di screditare le regole del mercato unico europeo le politiche la concorrenza e non aiuta per niente al fatto che i politici nazionali adottino una linea che alcuni candidati alle elezioni presidenziali francesi hanno assunto cioè quella di dare la colpa all'euro per i loro fallimenti e attaccare la banca centrale europea
Il secondo compito per i leader riuniti a Berlino secondo l'economista di fare uno sforzo molto maggiore per per persuadere i loro elettori dei benefici derivanti dall'allargamento del club
Tutte le analisi indipendenti dell'ultimo allargamento ai Paesi dall'Europa centrale e orientale del due mila e quattro
Tutte le analisi dicono che i benefici economici non hanno riguardato solo i nuovi Paesi ma anche i vecchi Stati membri e questa è una delle ragioni dalla recente ripresa economica europea
E la cosa più rilevante che i benefici maggiori sono andati quei paesi che hanno aperto loro mercati in particolare il loro mercato del lavoro ai lavoratori migranti dei nuovi Stati membri cioè Regno Unito Irlanda Svezia
E altri benefici di questo tipo possono arrivare da altri futuri allargamenti
Invece e qui sta il problema secondo il settimanale britannico
La riunione di Berlino sotto la presidenza della cancelliera tedesca Angela Merkel si occuperà di tutt'altra questione e cioè come far resuscitare il Progetto di Costituzione europea
Merkel mi ha fatto la sua prima priorità il suo ragionamento che l'Unione non può funzionare nel modo appropriato senza una Costituzione
E che l'Unione europea non posso nemmeno funzionare da catalizzatore economico né allargarsi un tempo ulteriormente fino a quando un trattato costituzionale non sarà in vigore la Merkel si sbaglia scrive l'Economist che del resto lo ricordiamo aveva chiesto di buttare la Costituzione europea nel cestino quando questa venne approvata dalla Convenzione di Balleri
Giscard d'Estaing perché Merkel si sbaglia le istituzioni europee sono state disegnate per funzionare assai non a ventisette alcune parti della Costituzione potrebbero migliorare
Il funzionamento delle istituzioni ma non c'è accordo su cosa fare e su quale Costituzione avere alcuni Paesi vogliono un trattato più grande incentrato sul sociale altri un trattato più piccolo senza potere in più per Bruxelles
Altri ancora vogliono riaprire tutto il compromesso istituzionale
Le elezioni presidenziali francesi e l'imminente arrivo di un nuovo primo ministro nel Regno Unito ricordiamo
Corto ombra non molto più euroscettico rispetto Toni Blair rendono un accordo su un nuovo testo altamente improbabile e comunque l'Unione europea riesce a lavorare anche senza costituzione magari ci vuole più tempo per prendere le decisioni e ventisette
Rispetto che a venticinque
Ma non necessariamente questa è una cosa negativa
è vero che occorrono che occorre un nuovo accordo entro il due mila e nove sulle dimensioni della Commissione europea sui voti al Consiglio e sui seggi parlamentari per la Croazia ma questo può essere fatto con il Trattato di adesione della stessa Croazia e la pretesa che non ci possano essere nuovi membri senza la Costituzione
Una pretesa politica non legale è un pretesto usato da quelli che non vogliono che la Turchia entri nell'Unione Europea e stanno usando las la senza di una Costituzione come una nera scusate ad ogni modo il punto per l'Economist è che i cittadini europei disillusi non sono interessati a questi diatribe istituzionali loro non vogliono una costituzione ma una semplificazione vogliono avere più voce in capitolo nel processo decisionale a Brussel
Il che potrebbe portare a risposte più estremiste di quelle pensate nelle capitali europee
Significherebbe secondo settimanale
Abolire istituzioni inutili come il Comitato economico e sociale o il Comitato delle Regioni rimpiazzare il Parlamento europeo che non riesce a conquistarsi una vera legittimità
Magari con un Senato europeo fatto di parlamentari nazionali e poi restituire più poteri agli Stati-nazione
Ma quel che vogliono di più i cittadini europei dell'Unione sono benefici reali in particolare benefici economici Unione Europea che aiuti a restaurare la prosperità dei suoi membri
Potrebbe essere in grado di recuperare anche l'entusiasmo dei suoi cittadini insomma le riforme economiche insuccessi economici dovrebbero rendere più facili le riforme istituzionali
Dunque l'Europa può risolvere la sua crisi di mezza età sì e la risposta conclusiva dell'Economist ma condizione che si concentri sulle cose che contano di più invece di continuare a litigare sulla Costituzione la scelta è tra la riforma e la rinascita oppure il declino
La decadenza così dunque
L'Economist un punto di vista molto britannico ma c'è c'è molto anche di cui riflettere perché non ha tutti i torti il settimanale
Vogliamo parlare anche della crisi dell'Occidente rispetto a quanto sta accadendo nel mondo la tentazione di ritirarsi dall'Afghanistan la tentazione diritte di ritirarsi
Per quello che fa la voce al Times definisce il disordine mondiale in un titolo di un'analisi di Philip Stephens l'Occidente
Non può nascondersi scrive il columnist del quotidiano da siti
Gli europei sembrano leziosi di escludersi d'arresto del mondo
E sembrano voleva ex seguiti dagli americani ma i cani feriti dalla perdita di vite umane dal costo in termini di prestigio della guerra in Iraq
L'America anche con l'elezioni di Mitt ma sembrano voleva isolarsi rispetto al mondo esterno se di fronte al disordine mondiale imperativo strategico per l'Occidente rimane agli impegni internazionali in tutte le sue dimensioni dall'assistenza civile
Agli aiuti fino all'uso occasionale della forza l'attitudine nell'opinione pubblica è tutt'altra i sondaggi mostrano che una maggioranza degli europei credono che la pace venga prima di ogni altra cosa niente di male tranne il fatto che l'Europa e così relegata all'eterno ruolo di quella che sta sempre da parte cioè fuori da quanto accade
Nel mondo e a volte l'Europa non si preoccupa neanche come dimostra l'indifferenza per quanto sta accadendo nel Darfur altrettanto deprimente per il Financial Times è l'indebolimento della volontà dei governi europei di sconfiggere i talebani in Afghanistan
Il succo e il problema per il quotidiano da siti e questo gli interessi occidentali sono quelli che sono sempre stati cioè esportare la sicurezza la prosperità e si esportare i valori della democrazia liberale oltre le proprie frontiere perché solo così si potrà avere un mondo più ordina tanto questo il giudizio del Financial Times di fronte alla tentazione isolazionista dell'Occidente
Ci spostiamo in Francia l'attenzione incentrata sulle elezioni presidenziali del ventidue
Aprile la notizia giunta ieri sera e che dovrebbero essere undici o dodici i candidati dovrebbero partecipare a questa scadenza elettorale ieri sera è scaduto il termine per presentare le firme di sindaci necessarie a concorrere
Leggiamo chi sono sono questi candidati va be i favoriti li conosce Nicolas Sarkozy leader dell'UEPE di destra
Ségolène Royale nel partito socialista François Bayrou il il terzo uomo il candidato centrista delude se poi all'estrema destra cioè somali le penne Andrea connazionale Philippe de Villiers
Che è un cattolico della Vandea a destra c'è anche
Espressione di un elettorato più moderato Friedrich Minutes di Caccia pesca natura e tradizioni a sinistra invece c'è un po'Pack di mischia più pesante
Partendo da Olivier bisogna solo il postino della lega comunista rivoluzionaria poi c'è Mario George Buffet all'interno del partito comunista Arlette la ieri
Di Lotta operaia un altro comunista c'era Schivardi del Partito dei lavoratori che sembra essere sostenuto dei sindaci non sindaco di un piccolo villaggio e poi Dominique buoni dei Verdi
Il dodicesimo che incerto è l'alter mondi a lista lussuose Bove che ha presentato le firme
Ma non si sa se abbia raggiunto la soglia necessaria cioè cinquecento firme di sindaci ad ogni modo vorremmo fare il punto
Per la situazione per quanto riguarda i favoriti con le monde un'analisi di Patrick che Giau sarà così by Luca queste la battaglia decisiva secondo l'autore scrive il quotidiano francese cinque settimane dal primo turno
Interrogativi sono abbastanza semplici il primo è se fosse la Begu si è installato realmente in modo durevole nel gruppo di testa capaci di accedere al secondo turno in secondo e se Nicolas Sarkozy che non ha cessato di perdere terreno nei sondaggi nell'ultimo mese può perdere ancora
Il terzo si Ségolène Royale abbia stabilizzato la sua posizione il quarto e l'ampiezza della sottovalutazione del voto per Jean Marie le Pen insomma le Pen potrebbe ripetere in qualche modo l'exploit del due mila due quando arrivo al secondo turno ad ogni modo il presidente del Brescia François Bayrou approfittato finora di un doppio dubbio su Ségolène Royal una parte degli elettori che erano favorevoli alla candidata socialista
Si sono chiesti se veramente in grado di fare evolvere il partito socialista e si sono interrogati anche sulla sua attitudine la sua capacità ad assumere la funzione presidenziale
Bayrou è apparso loro come una soluzione di ricambio al contempo perché propone una forma di social-liberale Isma'che corrisponde ai loro desideri e perché vedono in lui una personalità politica più completa della candidata socialista
Ma nel momento in cui e ha cominciato a salire nei sondaggi Bayrou è diventato una scelta possibile anche per alcuni elettori di destra Nicola sarà così si è imposto come il padrone del suo campo
Ha unito nell'UE impegni attorno al partito inizialmente ha beneficiato dell'appoggio dei suoi partigiani ma anche di quelli che non erano sedotti io erano sedotti in misura minore in minor misura e che si rassegnava non votare per lui perché era il capo ma tra gli elettori di destra chiracchiano in ieri centristi dell'altro ieri c'è anche chi lo chi chi chi vuole sfuggire sarà così insomma ai loro occhi il ministro dell'Interno e troppo liberale troppo ammira Tivo degli Stati Uniti troppo favorevole Israele troppo tipico nel suo approccio alla diversità culturale sociale francese troppo disinibito nella sua ricerca del potere troppo impaziente troppo assetato di riconoscimento troppo rispettoso degli usi delle convenzioni delle ipocrisie
E delle menzogne in cui si riassume il conservatorismo forse perché sarà così così conservatore non è ad ogni modo
Bayrou attira così elettori di sinistra che temono che il Partito socialista impediscono vero cambiamento e elettori di destra che vogliono che nulla cambi o almeno il meno possibile
Ma l'alleanza di questo tipo suscita più o che qualche perplessità
Quando gli si chiede come avrà una maggioranza all'Assemblea nazionale
E come fa a formare un governo per per gestire da Repubblica in modo efficace il presidente deludente risponde profetizza hanno nientemeno che una un cambio di regime qualche cosa come l'installazione dei gollisti al potere nel cinquantotto la conquista della Repubblica da parte dei repubblicani alla fine degli anni mille ottocentosettanta
Le monde insomma si chiede se si possa immaginare che il candidato prenda largo raccogliendo altri elettori che si distaccano dalla sinistra e dalla destra e visto con il testo difficilmente restano le previsioni elettorali che permettono due ipotesi al secondo turno con François Bayrou
Se vince se Marilù riuscisse a superare Ségolène Royale e affrontasse al secondo turno Nicola sarà così potrebbe vincere solo riunendo tutta la sinistra dietro di lui
Ed è cosa difficile da credere per contro in un secondo turno contro la candidata socialista la destra non esisterebbe riunirsi attorno a Bayrou tuttavia per arrivare a questo occorrerebbe un tracollo al primo turno di Nicolas Sarkozy
E non ci siamo ancora conclude
Le monde l'altra analisi che vogliamo proporre canta più un commento del block notes di Van e Hugh folla sulle finiamo di ieri il titolo significativo Royale by RU due ben pensanti
Sì Ségolène Royal anzi Duo ben pensante vengono associati sì Ségolène Royal e François Bayrou si assomigliano stesso autocompiacimento stessa leggerezza stesso conformismo rispondendo a una coppa Nicolas Sarkozy al suo Progetto di ministero dell'immigrazione dei divi internazionali si sono caratterizzati soprattutto per il loro essere ben pensanti
Il problema è che i due si interroga testé ardiscono non vedere il malessere esistenziale del popolo francese
Sarà così ha ragione a mettere identità al centro del dibattito l'indifferenza che suscita tra le élite questo tema quello dell'identità quello del malessere francese ha rafforzato la sfiducia della gente per la politica questo concetto essenziale di New Folk
Noi ci fermiamo qui anche per ragioni di tempo
Un buon fine settimana all'ascolto di radio radicale
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