Tra gli argomenti discussi: Esteri, Libano, Medio Oriente, Politica.
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Rubrica
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Buongiorno agli ascoltatori di Radio Radicale sabato trenta giugno questo l'appuntamento con la rassegna la stampa internazionale accurati dava il carrettino apertura quest'oggi torneremo ad occuparci di
Medium Oriente parleremo innanzitutto di Libano dove secondo un allarmante rapporto del consiglio di sicurezza dell'ONU continuano ad arrivare
Armi siriane per hezbollah leggeremo l'editoriale dal New York Times ieri pubblicato oggi dall'Herald Tribune brindisina
Per la prossima guerra in in Libano il il titolo
Vedremo poi un'analisi
Di le monde perché cerca di approfondire quanto
Sta accadendo con la guerra lo scontro quanto meno tra l'esercito libanese ed esercito legittimo il gruppo terrorista nel fatta al Islanda
E poi di proporremmo un editoriale dal Boston Globe a proposito della
Nomina di Toni Blair a inviato del Quartetto moderatamente positivo il giudizio del quotidiano di Boston
Da Blair poi passeremo Gordon Brown alla politica interna britannica alla nomina di un nuovo Governo particolarmente
Giovane leggeremo i commenti della stampa inglese l'Independent perché parla di un Governo con volti nuovi che riflettono nuove priorità
Il Financial Times scrive che ci sono alcuni talenti nella squadra di Brown
Più critico invece il Times quotidiano conservatore che si chiede se non sia una sbandata sinistra il nuovo Governo essi bilanciato sul fronte interno ma una
Serie di errori in politicanti estera in chiusura poi ci occuperemo di Cina del decimo anniversario della retrocessione di un conto è l'ex colonia britannica anniversario che è stato
Che è festeggiato in queste stesse ore da dai dirigenti dai leader di Pechino vi proporremo
L'editoriale delle con un misto un Paese nessuna democrazia peccato che a un congruo non sia permesso di mostrare la Cina la strada politica come ha fatto con quell'altro
Economica partiamo però dal Medioriente
Dall'editoriale di ieri del New York Times pubblicato oggi dall'International Herald Tribune il titolo benzina sulla prossima guerra in Libano
E si commenta un rapporto normalità del Consiglio di sicurezza dell'ONU a proposito dell'arrivo in Libano di armi siriane per hezbollah
Scrive il quotidiano liberal americano se si vuole evitare un'altra guerra tra Libano Israele allora al traffico di armi di combattenti di Hezbollah attraverso la frontiera Siro libanese deve essere fermato
Questo è stato chiaro sin dalla fine dell'ultima ora un di combattimenti nove mesi fa quando il compito di monitorare la frontiera è stato affidato l'esercito libanese sostenuto da una forza dell'ONU con un mandato numero di uomini più importanti
Ma come dice chiaramente ora
Porto del Consiglio di sicurezza dell'ONU questo traffico di armi continua impunemente lasciare che le cose continuano in questo modo significa accettare l'inevitabilità di un altra devastante guerra il Consiglio di sicurezza il cui principale compito dovrebbe essere quello di prevenire le guerre deve muoversi rapidamente per aiutare il Libano
A controllare le sue frontiere e deve fare pressioni sulla Siria affinché finalmente decida di cooperare
Lo scorso mese ricordarmi Ortensio Nazioni Unite hanno inviato in Libano una squadra per indagare sulla
Sicurezza delle frontiere raccomandare
Miglioramento INDA rapporto di questa squadra e devastante
E nota
Che non c'è stata una sola confisca
Di armi da
Oltre nove mesi a questa parte il problema non è la mancanza di volontà da parte dell'esercito libanese il fallimento è dovuto alla mancanza di risorse e di esperienza nel pattugliare una frontiera che in realtà
Non è stata tale per decenni ha causato l'occupazione del Libano
Da parte delle truppe siriana per migliorare la situazione scrive il New York Times ci sono alcune cose ovvie da fare il governo libanese deve
Inviare forse meglio organizzate migliorare anche le sue capacità Intelligence si i Paesi europei che hanno preso la guida della forza di mantenimento della pace delle Nazioni Unite l'UNIFIL devono fornire
Attrezzature esperte addestramenti e Intelligence ma c'è anche bisogno della cooperazione essenziale della Siria anche Damasco ritirato anche se Damasco ritirato le sue truppe ricorda
Il mio al Times
Il presidente siriano Bashar Assad sembra determinato a impedire una piena sovranità del Libano Assad sembra credere che la posizione internazionale della Siria possa essere rafforzata da un Hezbollah ben armato e da un libico
Incapace di controllare le sue frontiere
Ma il Consiglio di sicurezza dell'ONU deve convincerlo che sì sbaglia così
Il diversità in missione editoriale di ieri per chi invece vuole approfondire quanto sta accadendo all'interno del Libano fare in particolare
Con la guerra o lo scontro tra l'esercito legittimo di Beirut del gruppo terrorista del Fatah al-Islam vi segnaliamo un'analisi pubblicata oggi dalle monde firmata da Mouna membra svolta tra il Libano e l'ho lp
Leggiamo la sostanza la guerra che oppone l'esercito libanese al gruppo del Fatah al-Islam nel campo di rifugiati palestinesi di Naro al Bared è una svolta a centottanta gradi
Che lo e le piccole nel Presidente dell'Autorità Palestinese Mahmoud Abbas frontaliero conosciamo sono mai battaglia Abu Mazen vogliono imprimere alle loro relazioni con Beirut occultata dalla sua esposizione delle operazioni militari
Questa svolta e comunque capitale nella storia delle relazioni molto agitate tra i palestinesi in Libano quelle il PD fatta e l'Autorità palestinese vogliono concludere con un vero tutto un nuovo contratto
Fondato sul rispetto della sovranità del Paese sulla totalità del suo territorio compresi dunque i campi rifugiati palestinesi così
Tra l'altro comune ma in su le monde di oggi
E sempre a proposito di Medioriente la notizia della settimana è la nominandi Toni Blair a inviato del quarte Tor quartetto che è formato da Stati Uniti Europa Russia Nazioni Unite che
Al compito in qualche modo di
Da guidare Israele e palestinesi sulla road map verso la pace anche se questa road map non ha avuto molto successo
Il Boston Globe o a un giudizio moderatamente positivo di questa
Scelta
Nel suo editoriale di ieri dal titolo la missione mediorientale di Blair
Scrive il quotidiano americano ci sono alcuni inconvenienti nella nomina di Toni Blair a inviato speciale del quartetto che dovrebbe monitorare l'implementazione della road map ancora incompiuta
Per un patto di pace israelo palestinese
Ma non si può negare che Blair abbia lungo riconosciuto la necessità di negoziare una giusta e durevole soluzione fondata su due Stati un conflitto che altrimenti può continuare ad essere usato come alibi delle dittature regionali e
Degli jihadisti in più la tenace la sottigliezza di Blair nel portare gli unionisti repubblicani non
Nordirlandesi a una soluzione pacifica del loro compito storico dimostra per il Boston Globe che l'ex premier britannico I numeri per ottenere una pace anche tra Israele e i palestinesi
Per avere successo però belle dovrà superare non solo le obiezioni di chi lo associa l'avventura irachena di Bush ma scrive ingloba anche il ricordo del colonialismo britannico che permane sia tra i palestinesi che tra gli israeliani
Vera avrà un altro limite il suo mandato molto ristretto l'extrema in potrà solo aiutare il presidente palestinese ammonta a bassa ottennero aiuti internazionali a costruire stabili istituzioni di Governo istituire
Lo stato di diritto a promuovere lo sviluppo economico ma il mandato di Blair non include un ruolo di mediatore nei negoziati
Per ora questa responsabilità riservata la segretaria di Stato americano Condoleeza Rice
Ma in realtà
Sono i diverte l'Arabia Saudita dall'Egitto della Giordania ad aver preso la testa della diplomazia non l'Amministrazione Bush questi regimi per il Globe sono spaventati dalla conquista da parte di Hamas della Striscia di Gaza
Vedono la mano dell'Iran ovunque come in Libano temono che gli esami si possono minacciare il loro potere e credono che dividere i palestinesi di Gaza da quelli della Cisgiordania se la formula
Giusta per perpetuare l'occupazione israeliana e prolungare un conflitto che li indebolisce non loro scontro con l'Iran questi leader arabi hanno capito secondo il globo che Hamas e i suoi sponsor iraniani sono in ascesa
Proprio perché Israele gli Stati Uniti non si sono mossi verso veri negoziati con la bassa forse il miglior contributo che Blair può dare al Medioriente dunque
Di comprendere i pericoli strategici di un fallimento nella ricerca di un accordo di pace negoziato e di convincere il suo amico Bousquet giunto il momento di sostenere le forze della moderazione questo il giudizio del Boston Globe in un editoriale
Di ieri da Blair passiamo a Gordon Brown alla politica interna britannica e al nuovo Governo annunciato dal nuovo premier
La cronaca di queste ore la conoscete brava ma in qualche modo è stato accolto da quello perché appare come un nuovo complotto terroristico
Noi però ci vogliamo soffermare
Sul giudizio rispetto al nuovo Gabinetto a partire
Dall'indipendente l'editoriale di ieri è abbastanza positivo un Governo con volti nuovi che riflettono nuove priorità il titolo e scrive il quotidiano britannico di area liberaldemocratica
Nel suo primo giorno come primo ministro Gordon Brown ha nominato un Governo fresco e formidabile ci sono diversi volti nuovi alcune importanti promozioni
Alcuni degli alleati più fidati di Brown e sono in posizione chiave
Ma anche alcuni Bleu rivisti sono stati premiati inoltre c'è un ex parlamentare conservatore
Margaret Becker per lascia al Ministero degli esteri ma un'altra donna entro gli interni in quello che potrebbe sembrare un nuovo approccio rispetto al disastro iracheno un ministro che si era dimesso dalla guerra è tornato al governo questo il quadro ma le due nuove le due nomine più impressionanti secondo l'Independent sono
Molto vicino al vertice e si tratta di Devid Miliband promosso il Ministero degli Esteri nonostante la sua giovane età
Mi ribalte conosciuto per aver criticato privatamente la guerra in Iraq
E il sostegno di Blera gli attacchi di Israele contro Libano la scorsa e state insomma per l'Independent la coppia Brown Miliband potrebbe produrre almeno un approccio più sottile meno evangelico in politica estera
L'Independent poi parla della seconda nomina impressionante
Già chi Smith al Ministero degli interni una promozione importante simbolicamente perché si tratta di una donna ma tutto questo però precisa quotidiano non significa che Brown guiderà un governo al mondo se il giudice successo né che questo rimpasto
Sia garanzia di un'implementazione efficace delle sue politiche l'Iraq la riforma del servizio sanitario e altre questioni chiave determineranno il destino di Breno di Brown
Ma per ora la formazione del suo primo gabinetto e almeno un inizio incoraggiante così l'Independent positivo anche il commento l'editoriale di ieri del Financial Times alcun talenti nella squadra di Brown anche in questo caso
Viene
Viene
Valorizzata la scelta di devi Miliband per il Ministero degli esteri
Scrive tra l'altro cucce onde da siti le scelte fatte da Gordon Brown per il suo nuovo Governo segnano una rottura con il passato indicano alcune nuove priorità
Diversi ministri delle alla Blair diversi pesi massimi diciamo sono stati allontanati le nuove nomine rendono la squadra di Blair più fresca la decisione più importante del mondo e quella di nominare devi Miliband Ministro degli esteri
Questo dimostra una certa sicurezza da parte del nuovo premierà soli quarantun anni mini banche una figura politica più di sostanza del suo predecessore Margaret Beckett
E visto che si tratta di qualcuno che
Almeno così si dice privatamente ha detto che dirà che è stato un errore la sua nomina dovrebbe aiutare Brown apprendere le distanze da quella decisione così tra l'altro il Financial Times
Meno positivo molto meno positivo il giudizio del Times che si chiede nel titolo nell'editoriale di ieri sì sì
Tratti di una sbandata sinistra perché il nuovo Governo è si bilanciato sul fronte interno ma seri errori in politica estera
Scrive il quotidiano sulla il Times i rimpasti di governo non sono mai stati l'elemento più forte di Toni Blair e Brown e sembra essere riuscito a costruire un Governo che rafforza la sua pretesa di essere nuovo anche
Se il nuovo Gabinetto e bilanciato politicamente sia in termini di generazioni che di fazioni insomma
Un'operazione diciamo un politica bravo lo scrive il Times apprezzato figure politiche familiari in alcuni ministeri chiave e promosso politici molto giovani
è indicato priorità di breve periodo come la riforma del servizio sanitario e preoccupazioni di più lungo periodo in questo senso il suo rimpasto è stato soprattutto astuto
Ma ci sono anche serie riserve la prima riguarda la politica estera Devid Miliband è indubbiamente abile ma a un entusiasmo innocente per l'Unione europea che lo rende
Il che non lo rende il miglior uomo per trattare con i partner britannici negoziati finali sul nuovo Trattato europeo
Un altro errore per il Times è stato nominare Marx ma lo Cobra uno come come sottosegretario che ha fra affiancherà Miliband agli esteri l'ex vice segretario generale dell'ONU ha fatto dichiarazioni molto dure contro l'Amministrazione americana
E sarà interessante sapere cosa scopriranno gli investigatori che stanno indagando sulla sua gestione dell'UE indi P. da questo punto di vista
La scelta di Brown è per il Times una sbandata a sinistra
Non apprezzata evidentemente da un quotidiano conservatore chiudiamo con
La Cina in Congo uscita o nell'ex colonia britannico per
Festeggiare i dieci anni dalla retrocessione di con con l'Economist dedica un editoriale
Non solo l'Economist ma anche altri quotidiani commentano
Questo anniversario per esempio wall street journal Europe di ieri
Un
Paese un sistema era il
Titolo del direttore del pagina in tintoria degli editoriali delle dizione asiatica del quotidiano economico meri chissà dove
L'Economist invece titola un Paese nessuna democrazia peccato che è un Congo e non sia permesso dimostrare che la Cina la strada
Politica come ha fatto con quella economica leggiamo quando la Cina ha ripreso la sua sovranità su un con dieci anni fa promise di preservare il suo UE io Flight il suo stile il suo modo di vita
La formula immaginata allora aveva due parti la prima era un Paese due sistemi il che significava che un conto è sarebbe rimasta capitalista mentre la Cina avrebbe continuato a pretendere di essere socialista
L'altra parterre che i cittadini di un congruo ebbero governato concrete ieri i leader cinesi sono arrivati nell'ex colonia britannica per festeggiare il decimo anniversario della retrocessione
Un comunque non è cambiata molto rispetto dieci anni fa anzi meno di qualsiasi altra città in Cina il suo sistema capitalista intatto ma sull'impegno di lasciare i cittadini di un Congo cover ma non con la Cina non ha mantenuto la sua promessa di autonomia e questo
è
Un
Disastro potenziale per un comunque è un'opportunità mancata per la Cina
La Cina scrive il settimanale britannico in questi dieci anni si è assicurata che le elezioni per il Parlamento per il capo dell'esecutivo diamo con dalla fine Russell o tutta vantaggio di candidati propri chino
Ma negare la democrazia non come un controsenso perché istituzioni forti un sistema giudiziario indipendente una stampa libera sono essenziali affinché l'ex colonia possa rimanere una città davvero globale e quindi a mantenere un ruolo primario per l'economia
Invece anche se è vero che sono sopravvissuti Stato di diritto e libertà hanno subito molte erosioni
Ma c'è un'altra ragione secondo l'Economist per cui il Governo di Pechino avrebbe dovuto accogliere positivamente la democrazia un Congo occorre lunga avrebbe potuto servire dallo laboratorio per il cambiamento politico in Cina come era servito precedentemente
Da modello economico un elemento cruciale delle riforme promosse da Deng Xiaoping e di quelle successive è stato riconoscimento che un conto aveva molto da offrire alla Cina dentro copio le libertà economiche
è un conguaglio questo punto di vista si dimostrò molto benefica per il resto del Paese ora un conto Trebbi giocano un ruolo simile in politica dove il Partito Comunista sta ancora esitando a proposito delle idee di riforma la Cina rimane una dittatura repressiva dunque
Le debolezze del Governo centrale vengono compensate da un esercizio ancor più arbitri agli o del potere da parte dell'autorità locali
Ogni anno ci sono decine di migliaia di proteste di manifestazioni questo non significa che ci sia una sfida diretta al Partito Comunista ma l'instabilità che il partito tanto teme un giorno all'altro potrebbe arrivare e un Congo conclude
L'Economist potrebbe essere il posto giusto per cercare un modello alternativo di gestione del dissenso abbiamo concluso
David Carretta una buona giornata l'ascolto di Radio Radicale
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