Tra gli argomenti discussi: Biden, Esteri, Gaza, Guerra, Hamas, Hezbollah, Israele, Libano, Medio Oriente, Missili, Nucleare, Rassegna Stampa, Russia, Stragi, Ucraina, Usa.
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Quel giorno gli ascoltatori di radio radicale sabato cinque ottobre questo l'appuntamento con la rassegna della stampa internazionale a cura di David Carretta anche oggi ci concentreremo soprattutto sul Medioriente la situazione
Complessiva dopo l'attacco dell'Iran contro Israele più di centottanta missili
E il proseguimento della Campania israeliana contro Hezbollah in in Libano
Leggeremo fondamentalmente due articoli anche per ragioni di tempo perché sono particolarmente approfonditi uno all'editoriale dell'Economist uscito ieri nelle edicole europei che tra l'altro pubblica tutto uno speciale sul Medioriente e l'anno che ha mandato in frantumi il Medioriente tra due giorni
Sarà passato un anno dal sette ottobre dall'invasione di Israele da parte di Hamas più di mille duecento persone uccise gli ostaggi e poi l'operazione condotta da Israele a Gaza che ha fatto decine di migliaia di morti per
Danneggiare minare le capacità di
Hamas uccidere o essere uccisi è la nuova logica della regione secondo l'Economist deterrenza diplomazia sarebbero molto meglio come strategia l'Economist però lo diciamo subito si dice favorevole a un eventuale attacco di Israele contro installazioni nucleari
Iraniane perché questa rappresenta una
E norme minaccia non solo per lo Stato ebraico e poi leggeremo le mondo editoriale di oggi sugli Stati Uniti che nella guerra in Medio Oriente sono ridotti al ruolo di spettatori e la ragione fondamentale
Jo by del che ritirandosi dalla corsa presidenziale diventato un'anatra zoppa ma non solo più in generale l'attitudine dell'amministrazione democratica fa sì che tutti questi hanno aspettando
Il voto delle presidenziali del cinque novembre scrive tra l'altro le mondo ovviamente ci sarebbero altri temi da da approfondire
Sull'Ucraina vi segnaliamo un articolo esce sul Financial Times di oggi una lunga intervista
Con il segretario generale uscente o meglio ex segretario generale della NATO Yankees stolto inverni che dice finora siamo andati a vedere il bluff di punti nelle sue riflessioni sono
Interessanti non solo sulla questione dei blog di Putin ma anche e soprattutto sulle carenze dell'Alleanza atlantica nel sostegno a Tierra
Partiamo però dal Medioriente e dall'editoriale dell'Economist in questa settimana l'anno che ha mandato in frantumi il Medioriente
Uccidere o essere uccisi è la nuova logica della regione deterrenza e diplomazia sarebbero meglio
Scrive il settimanale britannico da quando a Massa ha massacrato israeliani il sette ottobre due mila e ventitré la violenza si è diffusa a macchia d'olio
Un anno dopo il Medioriente a un passo da una guerra totale tra Israele e l'Iran labile decapitazione di hezbollah la milizia libanese sostenuta dall'Iran
Da parte di Israele ha spinto la Repubblica islamica a lanciare missili contro Israele il primo ottobre
Israele potrebbe reagire forse colpendo le strutture industriali militari o nucleari dell'Iran nella speranza di porre fine una volta per tutte alla minaccia che rappresenta la Repubblica islamica per lo Stato ebraico l'Iran scrive l'Economist e certamente una minaccia e l'uso della forza contro questa minaccia da parte di Israele
Ho dell'America sarebbe sia lecito sia se attentamente e calibrato saggio
Ma l'idea che un unico attacco decisivo all'Iran possa trasformare il Medioriente e pura fantasia come spieghiamo nella nostra sezione speciale prosegue l'Economist contenere il regime iraniano richiede una deterrenza e una diplomazia sostenute
Nel tempo a lungo termine la sicurezza di Israele dipende anche dalla fine dell'oppressione dei palestinesi scrive l'Economist
L'ultimo attacco diretto dell'Iran contro Israele è consistito in circa centottanta missili balistici
A differenza di un precedente attacco ad aprile questa volta l'Iran ha inviato pochi segnali di avvertimento ma come da aprile la maggior parte dei proiettili è stata intercettata la salva
Era la risposta all'umiliazione subita
Da hezbollah
Che opera per procura dell'Iran in Libano e che fino a due settimane fa era la milizia più temuta della regione nessuno dovrebbe versare lacrime per un'organizzazione terroristica che ha contribuito a trasformare il Libano in uno Stato fallito
Nell'ultimo anno Hezbollah bombardato Israele costringendo i civili ad evacuare la parte nord del Paese
Il contrattacco di Israele a differenza dell'invasione di Gaza era stato pianificato da tempo Israele ha fatto o un uso devastante
Dell'Intelligence della tecnologia della sua potenza aerea
Uccidendo i leader della milizia incluso il capo Hassan Nasrallah
Motivando i suoi combattenti con gli attentati con i cercapersone e distruggendo forse metà dei suoi centoventi mila missili e razzi
Questa umiliazione di Azimut et e hezbollah spiega l'economista a innescato una crisi di credibilità per chi per il suo sponsor cioè l'Iran
Per tre decenni in Iran ha cercato di intimidire Israele e gli Stati arabi e l'Occidente
Con un approccio fondato su un doppio binario da una parte e minacciare di correre verso una bomba nucleare dall'altra organizzare un asse di resistenza una rete di milizie che include Hamas Hezbollah gli utili nello Yemen
Ora quell'asse sta barcollando
Israele ha massacrato l'ala militare di Hamas a Gaza e ha superato in astuzia hezbollah improvvisamente il regime iraniano sembra troppo debole per aiutare i suoi compari e forse perfino per difendersi
I suoi missili balistici sicuramente non sono all'altezza delle difese di di Israele per Israele prosegue l'Economist ora il pericolo invece l'arroganza
Potrebbe esserci un'espansione delle operazioni in Libano con limitate incursioni di terra che si trasformano in una invasione completa un errore che Israele ha già commesso nel mille novecentottantadue e poi di nuovo nel due mila e sei
La imminente rappresaglia contro l'Iran pone rischi ancora maggiori
Un'opzione sarebbe quella di distruggere i centri di esportazione petrolifera dell'Iran paralizzando le finanze del regime scuotendo i mercati dell'Energia un'altra sarebbe quella di colpire
Impianti nucleari qualcuno in Israele vede una finestra di opportunità per ora la capacità dell'Iran di reagire tramite hezbollah è stata sminuita
Ma nei prossimi due anni diramava un forte incentivo a costruire la sua prima arma nucleare per ristabilire la deterrenza l'estrema destra della coalizione al governo in Israele incluso Benjamin Netanyahu il primo ministro sogna che un singolo devastante attacco all'Iran ora possa porre fine
A tutte le principali minacce alla sicurezza
Dei d'Israele per il prossimo futuro il problema è che questa visione e seducente ma pericolosa
è vero che il comportamento dell'Iran è peggiorato da quando l'amministrazione di Donald Trump decise di abbandonare l'accordo per congelare il programma nucleare
L'anno scorso l'Iran accelerato l'arricchimento dell'uranio armato gli Juti ha giustiziato centinaia di dissidenti in patria ha fornito un gran numero di droni alla Russia per uccidere gli Ucraini
Il nuovo presidente Massoud per eserciti en e definito un riformatore ma in realtà è un prigioniero dei conservatori
Eppure nonostante tutto questo l'Iran ne rimane imprevedibile il suo regime clerico militare e impopolare in patria
E ha di fronte il declino economico e una crisi di successione quando l'ottantacinquenne leader supremo Ali Khamenei morirà
Un attacco una tantum contro i suoi siti nucleari potrebbe destabilizzare il regime ma potrebbe non riuscirà a distruggere quelle strutture che sono sotterranee
E dunque incoraggiare i falchi a precipitarsi ancor più velocemente verso una bomba forse aiutati dalla Russia un modo più efficace per scoraggiare l'Iran potrebbe secondo me l'economista essere il seguente Israele è sostenuto dall'America dovrebbe minacciare in modo credibile di condurre ripetuti attacchi militari contro il programma nucleare per gli anni a venire per impedire all'Iran di ottenere una bomba l'America e suoi alleati dovrebbero imporre sanzioni più dure alle esportazioni di petrolio se l'Iran cercherà di Ri armare le sue milizie per procura
Inoltre dovrebbero esserci incentivi per aiutare i riformatori iraniani in diplomatico ci dovrebbero dire chiaramente che se l'Iran interrompe il suo tentativo di costruire armi nucleari e le le forniture di armi a a le milizie per procure alla Russia B in quel caso otterrà un il alleggerimento delle sanzioni
Sebbene il presidente John by Vienna abbia segnalato di non sotto sostenere un attacco frettoloso contro siti nucleari iraniani Netanyahu spera che un futuro presidente Trump
Sostenga un approccio più aggressivo ciò di cui Israele ha bisogno tuttavia è un sostegno bipartisan di lungo termine
Dell'America temperato questo sostegno da consigli di moderazione
C'è però un altro problema
Sottolinea l'Economist il sostegno americano e la moderazione israeliana
Saranno cruciali per affrontare l'altro grande problema di sicurezza di Israele i palestinesi
Netanyahu i suoi estremisti vogliono che gli israeliani e il mondo guardino altrove
Oggi dall'Iran perché questo permette di minimizzare le minacce Agasa dove Hamas
Praticamente schiacciato e
Cancellare in qualche modo la situazione in Cisgiordania
Eppure ricorda
L'Economist il giorno dell'attacco iraniano con i suoi missili sono morti più israeliani per un attentato a Tel Aviv Zola condotto con armi da fuoco coltello che per i missili iraniani
E la più grande perdita di vite umane israeliani in un in un anno di guerra è stata causata da chi da Hamas con l'invasione da Gaza
Una repressione senza fine dopo la morte di oltre quaranta mila abitanti di casa nell'ultimo anno genererà una nuova generazione di estremisti in Israele il movimento dei coloni e la sua politica tossica mettono a repentaglio i valori aperti che sostengono tra l'altro l'economia hi-tech del Paese qualsiasi riavvicinamento con l'Arabia Saudita
Che potrebbe tra l'altro con aiutare a contenere l'Iran dipende da un trattamento migliore dei palestinesi un'occupazione senza fine garantisce invece il più vivo violazioni dei diritti umani corrosione della società israeliana
E rischio rottura dell'alleanza con l'America
Le conclusioni dell'Economist sono queste mentre la guerra si intensifica in Medioriente il governo di Israele ritiene di avere un vantaggio forse così
Ma la sfida è quella di tradurre la prodezza militare dimostrata da Israele in questa fase in guadagni e strategici duraturi
E in ultima analisi in pace senza questo il sangue continuerà a scorrere per gli anni avvenire così tra l'altro l'Economist l'altro articolo che vogliamo leggervi le mondo editoriale di oggi sugli Stati Uniti ridotti al ruolo di spettatori si è perso il conto delle migliaia di morti palestinesi a Gaza
L'attenzione internazionale si è concentrata sul Libano dove Beirut continua a essere bombardata da Israele le truppe israeliane stanno operando anche nel Sud del Libano contro le milizie di Hezbollah
Prima che la risposta promessa agli attacchi missilistici iraniani del primo ottobre esposti nuovamente l'attenzione alimentando preoccupazioni purtroppo fondate su una possibile conflagrazione regionale
Da questo Cousin cui alcuni vogliono individuare il desiderio Israele di rimodellare il Medioriente con le armi e solo con le armi
Da questo caos emerge per il momento solo lo spettacolare la spettacolare impotenza degli Stati Uniti Washington è il più stretto alleato di
Belle l'arsenale da cui il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu attinge senza vergogna nei limiti
Eppure eppure non ha alcun ruolo significativo
Questa posizione privilegiata in passato aveva sempre reso gli Stati Uniti un attore capace di tracciare linee rosse oggi non hanno più questa capacità certo c'è il clima politico elettorale che contribuisce ma
Non è
Non è su loro questo sottolinea
Sottolinea l'Hammond
E proprio la politica di Jo Baier Medioriente uno dei Problemi
Oltre naturalmente a di Benjamin Netanyahu alla fine l'amministrazione americana da l'impressione di inseguire le scelte di Israele
A causa del multilateralismo ormai in coma non possiamo che deplorare la mancanza di volontà americana di influenzare il corso degli eventi in particolare utilizzando la leva dell'aiuto militare
I risultati dell'uso esclusivo della forza in Medioriente negli ultimi decenni dovrebbero infatti suggerire massima cautela così tra l'altro le mondo ci fermiamo da David Carretta una buona giornata con Radio Radicale
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