Sono stati discussi i seguenti argomenti: Elezioni, Est, Esteri, Gaza, Guerra, Hamas, Israele, Medio Oriente, Moldavia, Pace, Palestina, Rassegna Stampa, Trump, Usa.
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 17 minuti.
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Quel giorno gli ascoltatori di radio radicale giovedì due ottobre questo l'appuntamento con la rassegna dalla stampa internazionale a cura di David Carretta ardui temi di cui ci occuperemo quest'oggi
Innanzitutto il piano di Donald Trump la per Gaza vi proporremo diversi editoriali alcuni dei quali inizio non essere critici nei confronti dei venti punti
Di quello che c'è e anche quello che non c'è dentro questo piano e poi le elezioni di domenica scorsa in Moldavia una buona notizia secondo il titolo dell'editoriale di oggi
Di le mondo e concentriamoci però in apertura sul piano Trump per Gaza partendo dall'editoriale di ieri del Times o secondo il quale rimangono immense difficoltà per assicurare la pace a Gaza Donal Trump merita credito per aver affrontato un compito che nessun altro leader poteva sperare di realizzare ma gli ostacoli sono chiari scrive il quotidiano conservatore
Di di Londra due anni fa il sette ottobre i combattenti di Hamas e di altri gruppi estremisti
Utilizzando camion moto Delta Plani motorizzati presero d'assalto il festival musicale Nova e il kibbutz Tim adiacenti al confine di Israele con Gaza in totale mille cento novantacinque persone vennero uccise durante l'attacco del sette ottobre due mila e ventitré
Tra cui settecentotrentasei civili israeliani e settantanove cittadini stranieri altri duecentocinquantuno persone sono state rapite
Da allora la guerra a Gaza quella stretta striscia all'estremità meridionale del levante
è diventata il luogo più bombardato e colpito dalla violenza sulla terra con centonovantadue mila strutture distrutte o danneggiate alla miseria degli israeliani privati dei loro cari dall'atroce nichilisti con massacro di Hamas
Si è aggiunta la miseria dei palestinesi si stimati più di sessanta mila di loro siano morti molti dei quali sostenitori di Hamas
Ma molti di più vittime innocenti di una violenza incessante sarebbe bello commemorare quell'anniversario con l'inizio di una pace duratura una pace che escluda per sempre Hamas da Gaza
Permetterebbe l'inizio della sua ricostruzione garantirebbe essi alla sicurezza di Israele sia il diritto dei palestinesi all'autodeterminazione
Dall'altra per l'unico uomo che potrebbe realizzare un accordo di questo tipo il piano di pace pubblicato dal presidente americano lunedì
è audace per non dire di più richiede enormi concessioni da entrambe le parti e offre grandi promesse in cambio Hamas deve rilasciare gli ostaggi che rimangono del sette ottobre vivi o morti deve sciogliersi e disarmare la sua organizzazione
A sua volta Israele deve cessare le ostilità rilasciando centinaia di prigionieri palestinesi e realizzando un ritiro graduale delle sue forze
Questo sarebbe accompagnato da un afflusso di aiuti a Gaza per prevenire la fame e ricostruire le infrastrutture
Il controllo della Striscia sarebbe trasferito un'amministrazione internazionale supervisionata da un consiglio presieduto da Trump con Tony Blair cosa cruciale una forza di sicurezza multinazionale verrebbe dispiegata per prevenire un ritorno di Hamas e nel lungo termine aprire la strada a un'amministrazione palestinese funzionante
Gli ostacoli sulla strada verso la pace però sono immensi sottolinea il Times
Trump fondamentalmente sta affrontando ammasso con un ultimatum arrendetevi cedette le vostre armi e smantellate la vostra organizzazione oppure affronterete un rinnovato assalto israeliano probabilmente terminale sostenuto dalla Casa Bianca tra offerto il gruppo terroristico alcuni giorni per accettare il suo piano ma le sue scadenze sono notoriamente flessibili la domanda è chi comanda dentro Hamas
è la leadership politica che vive comodamente nel Golfo oppure sono i sostenitori irriducibili che controllano gli ostaggi nel labirinto di turno sotto casa
I fanatici che hanno resistito per quasi due anni si arrenderanno per salvarsi la pelle
L'esperienza suggerisce che questo non accadrà scrive il Times
Ci sono poi domande su Benjamin Netanyahu mentre si umiliava davanti a Trump scusandosi con il Qatar ha per un attacco aereo fallito contro la leadership di Hamas a Doha il premier israeliano a
Ha detto di non sostenere l'obiettivo di uno Stato palestinese
Tuttavia la sua accettazione generale del piano a immediatamente attirato le critiche degli ultranazionalisti che non mantengono al potere il collasso della coalizione di Netanyahu gli farebbe perdere per l'appunto il potere probabilmente per sempre come ad Havas in effetti viene chiesto Netanyahu di suicidarsi
Ci sono ampie possibilità dunque che il piano di Trump fallisca anche se è riuscito a reclutare grandi potenze arabe come Egitto Arabia Saudita
Non è chiaro chi fornirà la forza militare necessaria per stabilizzare Gaza israeliani ancora traumatizzati dal sette ottobre hanno il diritto di essere scettici
Nel frattempo Abbas deve decidere se morire combattendo oppure arrendendosi
Oppure fingere di arrendersi in attesa dei giorni migliori
Qualsiasi piano che non distrugga masse nella sua interezza e per sempre sfortunatamente e un piano destinato a non funzionare così il Times figlia o un quotidiano conservatore francese ieri avevo un editoriale dal titolo la pace a tre condizioni il Medio Oriente sotto la tutela di Trump questa è una delle tre condizioni
Questa volta Donal Trump non si è limitato a grandi proclami entrato nei dettagli ha messo sul tavolo un piano d'azione che potrebbe strappare Gazala fatalità della guerra e della distruzione era urgente era indispensabile si spera che l'attuazione di questo piano porti alla pace storiche Medioriente che già viene vantata dal presidente americano
Tuttavia abbiamo già visto accordi di pace molto più elaborati e minuziosamente negoziati
Andare in frantumi in Medioriente a causa della scarsa volontà delle parti o dei sabotaggi delle fazioni estremiste
Sarà quindi necessario soddisfare almeno tre condizioni affinché questa nuova scommessa abbia successo
La prima scrive le Figaro riguarda l'accettazione da parte di ANAS dell'ultimatum israelo americano perché l'offerta prendere o lasciare i leader islamici di Gaza non sono stati coinvolti nel negoziato del minimo della decenza visto che si tratta di un gruppo terroristico che ha massacrato oltre mille duecento israeliani il sette ottobre due mila e ventitré
Ma questo ci pone nella posizione di dover aspettare che Hamas accetti la sua sconfitta e si arrenda
Sebbene non sia la prospettiva più probabile non è totalmente esclusa Yasser Arafat si era verrà assegnato a lasciare Beirut
Invasa dall'esercito il israeliano nel mille novecentottantadue
Senza però ricordo le Figaro che questo mettesse fine al conflitto
La seconda condizione che Netanyahu giochi la partita lui che ha combattuto tanto contro il processo di Oslo nella soluzione dei due Stati
Fin dalle sue prime dichiarazioni in ebraico Netanyahu ha usato parole compiacenti nei confronti di Trump ha detto l'accordo permette di raggiungere i nostri obiettivi di guerra
E poi ha aggiunto se fallisse si tornerebbe alle maniere forti
Nessun limite gli è imposto riguardo alla colonizzazione in Cisgiordania non senza rischi per il futuro non c'è nulla su questo nel raccordo infine secondo le figlia o la chiave di volta dell'intero edificio non è altri che Trump spesso il capo della Casa Bianca dovrà impegnarsi come mai prima d'ora a sostenere il suo Progetto e mantenere la regione sotto la sua stretta tutela per molti anni Trump dice di voler ogni aiuto possibile sia dal Paesi arabi ossia da quelli europei il che non è una novità ma sembra consapevole della vorrei in più che lo attende è una condizione tra l'altro per quel Nobel per la pace che lui vuole a tutti i costi
Questa l'opinione di le Figaro su Libération ieri c'era un editoriale
Dal titolo scetticismo
Dal del gioco che si sta svolgendo questa settimana tra Stati Uniti Israele Hamas i paesi del golfo
Si possono trarre due certezze Donal Trump ha davvero voglia di porre fine all'annientamento in corso a Gaza
Non è tanto il destino dei palestinesi interessare duro quanto il clima d'affari che Trump vede seriamente compromesso dalla tragedia di casa
Secondo i paesi del Golfo sono più che stufi più che stanchi della follia guerriera di Benjamin Netanyahu
Bombardando il nove settembre un edificio Doha dove si riunivano a membri di Hamas il premier israeliano ha oltrepassato una linea rossa
Mettendosi contro non solo il Qatar ma anche la maggior parte dei leader arabi delle regioni che all'improvviso hanno capito che Israele non esisterebbe a colpire dove vuole non sono certo le scuse le promesse offerte luridi Aldo da Netanyahu sotto la pressione di Donald Trump a cambiare le cose la sfiducia ormai ben radicata
Tra la determinazione del presidente indicano e quella dei Paesi del Golfo esiste dunque una reale finestra di opportunità per far cessare il bombardamento di casa
Tuttavia Netanyahu come abbiamo visto nelle ore successive alla conferenza stampa di lunedì alla Casa Bianca non ha alcuna intenzione
Di farlo cioè di usare questa finestra di opportunità
Trump gli ha imposto questo piano mentre lui si sogna di completare il lavoro nella Striscia lo ha detto lui stesso consapevole con l'accordo di pace non servirebbe i suoi interessi
E anche Hamas nella stessa logica accettare l'accordo per Hamas significherebbe scomparire
L'incredibile imprecisione del piano elaborato dalla Casa Bianca dovrebbe consentire entrambi di guadagnare tempo o di giocare con le parole prima di riprendere le armi al primo pretesto utile
E mentre i leader del mondo di scorrono del loro destino e dei loro territori senza nemmeno coinvolgerli i palestinesi continueranno a essere le vittime
Dei coloni e dell'esercito israeliano così Di Biasio nel suo editoriale di ieri
Ci sono altri commenti che andrebbero segnalati per esempio sull'il mondo di oggi c'è una lunga analisi dice il Parini dedicata a quel che non è scritto nel piano tran-tran macchina comunque delle implicazioni molto significative però noi vogliamo usare nel mondo il suo editoriale di oggi per quella che nel titolo viene definita la buona notizia moldava le elezioni di domenica in Moldavia dove hanno vinto il Pro europea dei sulle sponde orientali dell'Unione Europea teatro di una virulenta battaglia di influenza traffico europei filo russi le buone notizie sono tanto apprezzabili
Quanto rare situata tra un'ucraina in guerra è una Romania appena uscita da un'elezione presidenziale
Resa drammatica da un forte progressione dell'estrema destra la Moldavia per ha confermato la sua volontà di impegnarsi nel lungo processo di integrazione nell'Unione Europea
Nelle elezioni legislative di domenica a Cina o questo appuntamento suscitava timori il campo procuro Peo rappresentato dalla Presidente Maya Saldutti aveva un voto di sanzione legato in particolare le difficoltà economiche che il Paese sta attraversando difficoltà
Che possono essere spiegate
In particolare dall'aumento dei prezzi dell'energia dovuto all'interruzione da parte del gigante russo Gazprom dell'approvvigionamento di gas
Che serve anche a a produrre gran parte dell'elettricità moldava poi le autorità hanno trovato margini di manovra
Grazie alla connessione alla Rete europea
Ma le elezioni si annunciavano così incerte che a settembre Manuel macro offre delle Mercer dono al Tuscolano devono ritenuto necessario andare a Cieszyn hanno per commemorare l'indipendenza del Paese
Senza una chiara maggioranza in parlamento il partito pro europeo azione solidarietà i
Effetti avrebbe dovuto formare una coalizione incerta con partiti d'opposizione questa instabilità avrebbe potuto sfociare in nuove elezioni anticipate
Rendendo impossibile le riforme necessarie entrare nell'Unione europea la moldava è stata oggetto di una massiccia campagna di disinformazione menzogne da parte della Russia
Accuse a cui si unità tra l'altro l'estrema destra romena nel frattempo i media indipendenti e le organizzazioni pro democrazia hanno perso i finanziamenti degli Stati Uniti
Le autorità moldave temevano anche acquisti di voto su larga scala per iniziativa di persone vicino al Cremlino un risultato serrato avrebbe potuto portare a contestazioni dei risultati teen
Strada
Del resto Lupo l'opposizione filorussa
Non appena sono stati annunciati i risultati ha gridato alla frode elettorale ma i suoi appelli a manifestare sono caduti nel vuoto pur perdendo voti rispetto al due mila ventuno
Il campo Prodi europeo rimane saldamente al timone accise in auto questa buona sorpresa tuttavia potrebbe essere rapidamente temperata
Dai risultati delle elezioni legislative che si terranno venerdì e sabato nella Repubblica Ceca
Dato per favorito il miliardario populista andrei Babić primo ministro dal due mila e diciassette al due mila e ventuno
Da tempo si è convertito a un sovra Nismo aggressivo
L'estrema destra di Orban per capirci
E si oppone a quel sia sì aiuto militare all'Ucraina insomma alla buona notizia moldava rischia di seguire una brutta notizia questa volta cieca
Così nel mondo non ci fermiamo da David Carretta una buona giornata con Radio Radicale
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