Sono stati discussi i seguenti argomenti: Esteri, Finanziamenti, Governo, Guerra, Informazione, Iran, Meloni, Parlamento, Radio Radicale, Rassegna Stampa, Russia, Ucraina.
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 17 minuti.
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8:30 - Camera dei Deputati
8:30 - Parlamento
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9:15 - Senato della Repubblica
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Voi giovani ascoltatori di radio radicale martedì ventiquattro febbraio riprende dopo una settimana di pausa la rassegna della stampa internazionale a cura di David Carretta iniziamo parlando non dei giornali esteri ma parlando di radio radicale la radio di Marco Pannella del partito radicale era radio di Massimo Bordin
La voce delle istituzioni e della politica in Italia anche in Europa
Radio radicale potrebbe chiudere tra poche settimane dopo la decisione incomprensibile del governo di dimezzare il corrispettivo per la convenzione
Per la trasmissione delle sedute parlamentari
Noi giornalisti di radio radicale lanciamo un appello a tutti via ascoltatori non lasciate che questa voce unica dell'informazione libera in Italia sia spenta
Nell'indifferenza o nel Silenzio dicono ci occuperemo quest'oggi innanzitutto ventiquattro febbraio quarto anniversario della guerra
Di Vladimir Putin contro l'Ucraina vi proporremo due editoriali uno dall'immonda all'altro da il mondo leggeremo anche un commento pubblicato da l'opinione firma
E ricche le Boucher che smentisce la narrazione sugli uomini forti efficaci
Gli imperi che
Calpesta hanno l'Europa debole e lenta ed esitante un punto di vista interessante anche fuori dal coro chiuderemo se avremo tempo con l'Iran nel la minaccia di un intervento militare americano
Lo figlio ieri avevo un editoriale dal titolo la scommessa azzardata della guerra il quotidiano conservatore francese si chiede se la strada iraniana sosterrebbe Trump
In caso di bombardamenti ma cominciamo dall'Ucraina
E dall'editoriale di oggi di le Monde Vladimir Putin prigioniero del sua logica di guerra il titolo dopo quattro anni di guerra contro l'Ucraina
La di Mirko Putin non ha ancora ottenuto la vittoria che sperava lanciando le sue truppe all'assalto del Paese il ventiquattro febbraio due mila e ventidue
Il padrone del Cremlino assicurava di voler tra virgolette Benazzi ficcare militarizzare una nazione di cui negava la stessa esistenza
Sette mesi prima di quel giorno Putin aveva svelato le sue ambizioni in un saggio intitolato sull'unità storica di russi e e ucraini quel testo pubblicato sul sito del Cremlino
Annunciava chiaramente la sua operazione militare speciale che avrebbe dovuto portare al cambio di regime a chi è vedi mostrare la grandezza della Russia eterna di fronte a un Occidente giudicato decadente
L'obiettivo è tutt'altro che raggiunto sottolinea le monde Volodymyr Zaleski il presidente ucraino ancora al suo posto e il sostegno europeo rimane incrollabile
La guerra ora entra nel suo quinto anno una durata più lunga della grande guerra patriottica mille novecentoquarantuno mille novecentoquarantacinque contro la Germania nazista
Che serve da riferimento alla propaganda russa per giustificare l'offensivo contro TR
La crociata non è andata come previsto la resistenza Ucraina e la mobilitazione occidentale hanno mandato in frantumi i piani di Putin
Quelli di una vittoria rapida e facile tagliato fuori dalla realtà isolato dopo un quarto di secolo al potere il padrone del Cremlino si trova dunque impantanato in una guerra di posizione che provoca devastazioni in termini di vite umane per guadagni territoriali limitati
Putin sperava di approfittare del ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca per concludere rapidamente
Un accordo di pace sempre tra virgolette e poi con la complicità di Washington risolvere ciò che lui chiama le cause profonde del conflitto
Incoraggiato dall'atteggiamento conciliante degli americani il presidente russo ha mantenuto le sue richieste massimaliste
Mosca continua a pretendere guadagni territoriali anche nelle regioni ucraine che sfuggono al suo controllo militare
Putin respinge l'adesione di chi ama la NATO e rifiuta la presenza di truppe occidentali per garantire la pace
Sono tutte pretese inaccettabili per di ucraini per preservare i suoi interessi
Putin si guarda bene dall'offendere Trump di cui il suo silenzio di fronte alle pressioni americane sul Venezuela Iran o Cuba
Putin offerto poco sostegno concreto a questi alleati storici ma lontani la sua priorità è l'Ucraina si tratta di guadagnare tempo fingendo di negoziare senza alcuna intenzione di arrivare a un accordo
A meno che quell'accordo non sia una capitolazione nel frattempo Putin continua a esercitare se accettare una pressione poliziesca e giudiziaria
Costante sulla società russa nel tentativo di evitare che si diffondano dubbi sul suo regime quanto all'economia inizialmente trainata dai bisogni stanziabili del complesso industriale militare sta scivolando nella stagflazione
Ed è duramente indebolita
Il regime secondo nel mondo non può ignorare del tutto questi segnali allarmanti
Delle sue difficoltà nel reclutare soldati senza una mobilitazione generale ma pontine rimane prigioniero della sua logica di guerra in una ricerca esistenziale di vittoria per giusto che giustifichi la sua visione storica le sue ambizioni militari una nuova offensiva su un altro fronte europeo
Sarebbe una via d'uscita irrazionale
Ma non più il razionale della sua decisione tragica di invadere l'Ucraina quattro anni fa così tra l'altro nel mondo nel suo editoriale di oggi
O il mondo di ieri c'era un altro editoriale più o meno sulla stessa linea Putin impantanato nella sua guerra perpetua il titolo la guerra in Ucraina avviata da Vladimir Putin in modo illegale illegittimo con l'eufemistica denominazione di operazione militare speciale il sotto il pretesto fallace di dei mezzi ficcare il Paese
Entra nel suo quinto anno il coraggio e la capacità di resistenza dimostrati dagli ucraini a partire dal fatidico ventiquattro febbraio due mila ventidue
Allo stupito il mondo nel frattempo la Russia a fallito i suoi obiettivi quelli che si era prefissata
Riuscito a spostare di poco le linee del pronte accumulato un milione di perdite tra morti dispersi e feriti gravi
E la sua economia eh stremata nulla giustifichi giustifica che il conflitto continui se non l'ostinazione di Putin
La minaccia per l'Europa scrive El Mundo è sempre più grande
Al momento prosegue il mondo l'autocrate russo vede in Donal Trump una figura utile ritiene di poter ottenere di più combattendo che negoziando veramente una pace incoraggiata dagli Stati Uniti
Finché questo processo incerto durerà l'Europa non può restare a guardare è obbligata a raddoppiare il suo sostegno concreto a chi erra e compra i Matisse mo'
Ma anche con fermezza nella difesa dei suoi valori l'Unione europea si gioca la propria sopravvivenza nel garantire che la fine della guerra sia giusta per l'Ucraina
Nonostante la propaganda di Mosca e la repressione che subisce la popolazione russa
Diventa sempre più evidente che ci troviamo di fronte a uno dei maggiori disastri militari della storia recente
Il bilancio per il Cremlino è disastroso dopo un conflitto che dura già più a lungo della partecipazione sovietica la seconda guerra mondiale
Le forze russe sono avanzate solo di sessanta chilometri nel don esca secondo indagini indipendenti le perdite sono il doppio di quelle ucraine in combattimento
Ogni progresso avviene un costo altissimo tra i settanta e gli ottantacinque morti o feriti gravi russi per ogni chilometro occupato
Inoltre l'economia russa mostra chiari segnali di esaurimento la spesa per la difesa assorbe l'otto per cento del PIL la popolazione deve affrontare un'inflazione crescente e difficoltà nel procurarsi beni alimentari di base nonostante tutto la Russia è ancora in grado di infliggere gravi danni all'Ucraina con costanti attacchi Erie blackout tra energetici
L'Ucraina dal canto suo continua ad attendere che Zaleski possa indire elezioni per l'inizio di maggio
Un'opzione che da giorni sul tavolo e che in ogni caso sarebbe condizionata
All'accettazione di una tregua da parte di Mosca
Le conclusioni del mondo la Russia era già una minaccia per l'Europa prima ma in questi quattro anni ha dimostrato che il suo imperialismo non ha limiti per poter difendere il proprio modo di vita
L'Europa ha una sola via d'uscita di armarsi immediatamente
E fare affidamento sulle sue enormi forze per diventare un vero attore geopolitico forte capace di influenzare un mondo dominato dalle potenze egemoni
L'Ucraina purtroppo e l'esempio devastante del fatto che l'unione europea deve sedersi al tavolo se non vuole finire nel menu così tra l'altro e il mondo
E a proposito di potenze egemoni e di uomini forti opinioni ieri ha pubblicato un commento di Riccardo Boucher
Dal titolo Cina Russia Stati Uniti il ritorno degli imperi zoppicanti un commento che va un po'in controtendenza rispetto all'opinione dominante
L'Europa e debole e lenta ed esitante
Timorosa artriti che ha e condannata di fronte agli imperi muscolosi rapidi di determinati
Nuovi eroi dell'era della forza che si è appena riaperta e ogni giorno ci si lamenta dell'incapacità di avanzare in ventisette delle divisioni nazionali insormontabili
Ed ho l'ossessione europea per il rischio nello spirito dei tempi la messa è stata detta
La democrazia liberale
Europea morta questa settimana però il Presidente americano è stato schiaffeggiato dalla Corte Suprema
Cosa che dimostra che il diritto sopravvive a Trump e che la democrazia liberale guarda un po'non è poi così mortale
Il presidente russo un altro atleta della dei rapporti di forza
Sta vivendo il quarto anniversario della sua guerra contro la piccola Ucraina che credeva di poter inghiottire in una settimana il presidente cinese ha dovuto fare un'epurazione tra i generali dell'esercito
Di liberazione popolare per oscure ragioni ma emergono due evidenti segnali di debolezza la corruzione persistente vertici e una grave ritardo nella preparazione delle forze per invadere Tai Wan
Questi sono incidenti di percorso dicono i tifosi dei rapporti di forza e degli imperi
L'America Contran permanga la Cina è riuscita a raggiungere la vetta della tecnologia
E la sua progressione mozzafiato continua la Russia smentito i pronostici di un fallimento e il suo esercito ora fa seriamente paura tutte le capitali europee
Gli imperi dicono i tifosi dei rapporti di forza sono il futuro del ventunesimo secolo ma in realtà sottolinea Eric lo Boucher la storia è lungi dall'essere scritta l'Europa ovviamente deve riformarsi per andare più veloce e più forte
Tutti i ritardi che accumula sono allarmanti non sappiamo ancora se possiamo essere ottimisti sul suo risveglio
Ma i tre interi che suscitano così tanta ammirazione nel lungo corteo degli anti europeisti dei nazionalisti dei sovrani istituirne o conservatori del Maciste i e di tutti quelli che preferiscono Marta vendere cioè i tre imperi tanto amati Stati Uniti Cina e Russia zoppicano
C'è qualcosa che non va nella forza il loro apparente successo nasconde un fallimento profondo iniziamo dalla Cina perché il suo successo negli ultimi cinquant'anni e abbagliante
E innegabile sottolinea l'opinione il popolo dei contadini poveri è diventato quello degli operai de la fabbrica del mondo e sotto ci Jinping degli ingegneri delle rivoluzioni tecnologiche
Il problema cinese però abbastanza banale umano ma terribile le cinesi non fanno più figli la fecondità esce
Sotto un figlio per donna Allan natalità è crollata del diciassette per cento e tutto questo ha ripercussioni sull'economia con i consumi che non partono l'immobiliare in crisi
Risultato se ci non troverà una soluzione
Il modello
Mostrerà sempre più segnali di cedimento
Poi c'è la Russia che ha registrato circa trecento mila morti e novecento mila feriti
Con la guerra in Ucraina l'economia non è crollata ma si regge su un equilibrio distruttivo la crescita è stata dell'uno per cento nel due mila e venticinque sta rallentando
Il bilancio in deficit l'economia civile afferma se verrà firmata la pace il Paese avrà grandi difficoltà a ricostruirsi gli europei guardano Mosca con una diffidenza armata
Puntine riuscito a rendere reale la sua ossessione di una Russia debole perché assediata dagli
Occidentali
Poi c'è il problema degli Stati Uniti
Il problema più difficile da definire il capitalismo si è rigenerato torno in gruppi della teca e della tecnologia
E all'intelligenza artificiale ma nel frattempo sono emersi i dazi di tram per i danni che provocano innovazione protezionismo insieme non vanno il rischio è consolidare i monopoli
E poi c'è l'incertezza creata da Trump affidabilità pari a zero
Risultato il modello rischia di crollare anche qui
Avrete notato nel mondo della finanza la parola d'ordine dell'ultima settimana se America insomma vendette americano investite in Europa
Ci Putin Trump gli imperi zoppicanti non schiaccia Ranno la Carrà Europa così riproduce però oggi ci fermiamo da David Carretta una buona giornata con Radio Radicale
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