Tra gli argomenti discussi: Democrazia, Elezioni, Esteri, Golfo Persico, Guerra, Iran, Israele, Orban, Rassegna Stampa, Trump, Ungheria, Unione Europea, Usa, Vance.
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 18 minuti.
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Buongiorno agli ascoltatori di radio radicale mercoledì otto aprile questo è l'appuntamento con la rassegna dalla stampa internazionale a cura di David Carretta anche quest'oggi ci occuperemo delle elezioni di domenica in Ungheria ieri
A Budapest c'è stata la visita del vicepresidente americano oggi di vacanza inviato da Trump per cercare di salvare Viktor Orban
In grossa difficoltà secondo i sondaggi indipendenti che danno il partito d'opposizione
Pizza in netto vantaggio va anch'esso come dire fatto alcune dichiarazioni abbastanza contraddittorie denunciando la più grande interferenza straniera mai vista nelle elezioni da parte dei virgolette burocrati di Brussel
Salvo poi ammettere pubblicamente che lui è andato a Budapest per aiutare Victor Orban
Sull'Ungheria leggeremo in particolare un commento pubblicato dal Financial Times è firmato da Silvi Kauffmann che ricorda
Come l'Unione europea ha reso forte Victor Orban il campione illiberale dell'Ungheria ha beneficiato di errori di giudizio e compiacenza da parte di altri leader poi ovviamente parleremo della guerra di Donald Trump in Iran lo faremo con una serie di editoriali Libération di ieri che parla di in pass
El Pais guerra tra estremisti da un lato la Repubblica islamica dall'altro Donal Trump e Benjamin Netanyahu e infine mio figlio secondo il quale Trump si trova da solo alle porte dell'inferno e raccoglie ciò che ha seminato allontanando fondamentalmente gli alleati degli Stati Uniti
Dall'America partiamo però dall'Ungheria e dal commento firmato Sylvie Kauffmann pubblicato sul farà Shawn Times di ieri come l'Unione Europea ha reso forte Victor Orban
Nella sua biografia ricordarlo Kauffmann l'ex cancelliere tedesca Angela Merkel ricorda l'eccitazione provata mentre prendeva posto a Rio de Janeiro nel due mila e quattordici
Per assistere alle finali dei Mondiali di calcio tra Germania e Argentina dittero Orban il primo ministro ungherese
Si trovava seduto davanti a lei grande appassionato di calcio Orban provocò Merkel dicendo una cosa è chiara qui non puoi essere sicura di vincere Germania vinse una zero ma per Merkel battere Orban al suo stesso gioco in Europa si sarebbe poi rivelato molto più difficile quello stesso anno Orban coniò l'espressione democrazia illiberale che poi avrebbe definito la sua battaglia contro l'ordine politico Colussi consolidato dell'Unione europea sismica umana spiega che Orban sta per affrontare la sfida elettorale più seria il dodici aprile da quando è tornato
Al potere nel due mila e dieci così seria che Donal Trump ha inviato il suo vice presidente Judi Vanzini suo soccorso a Brussel Parigi e Berlino
Qualcuno potrebbe trovare utile guardare indietro ai sedici anni turbolenti di potere di Orban e chiedersi
Come gli si è stato permesso di arrecare così tanti danni alla coesione europea
Fino all'ultimo momento il leader ungherese ha sfidato l'Unione europea o premendo il veto a un prestito di novanta miliardi di euro all'Ucraina vitale per Kiev
Il suo ministro degli Esteri Peter si già Artaud ammesso pubblicamente di aver coordinato con il suo omologo russo Sergei Lavrov va la posizione dell'Ungheria sulle sanzioni contro Mosca
La costruzione di una democrazia illiberale nel cuore dell'Europa ricorda Kauffmann è iniziata approfittando del generoso Bilancio dell'unione europea
Mentre Orban attaccava senza sosta quelle che venivano percepite come ingerenza di Brussel sulla sovranità ungherese
I fondi di coesione dell'Unione Europea hanno finanziato più della metà degli investimenti pubblici del Paese
In media oltre il tre per cento del PIL l'anno per più di un decennio ovviamente sono gli associati di Orban ad essersi aggiudicati quei contratti pubblici la Germania diventata rapidamente il partner dominante dell'Ungheria
Orban voleva industrializzare la sua economia Audi BMW Mercedes Opel erano felici di accontentarlo attratte dalla manodopera a basso costo dei sous ed ai sussidi statali
Di Budapest
Durante una visita nel due mila e quindici Merkel tentò di fare una lezione Orban sul ruolo
Di un'opposizione democratica Luís rispose esaltando sì per i trecento mila posti di lavoro creati dalle società tedesche e le esportazioni record verso il suo Paese tutto ciò che posso dire alla cancelliera è grazie Germania disse Orban in quell'occasione
Del resto ricorda Kaufman
La versione di Merkel per Vladimir Putin
Non impedì alla stessa Merkel di aumentare la dipendenza della Germania dal gas russo per il bene dell'industria tedesca allo stesso modo Merkel non ha potuto ignorare i benefici che l'Ungheria di Orban portava all'economia
Del suo Paese
I due leader prosegue Kaufman essi sono spesso trovati in contrasto nel due mila e quindici quando centinaia di migliaia di rifugiati siriani afgani cercarono di attraversare l'Ungheria per raggiungere la Germania Orban costui un recinzione al confine mentre Merkel li accolse a braccia aperte
Quell'episodio fu un punto di svolta nella crescita dei movimenti populisti in Europa
Un responsabile europeo che partecipò a uno dei vertici del settembre due mila e quindici racconta come il leader dell'Europa centrale e orientale e dono al tu Scarpa l'ora presidente del Consiglio
Europeo imploravano invano Merkel di non imporre quote di rifugiati agli Stati membri dall'ora quel tema è diventato un tema dominante per per i populisti
I leader dell'Europa occidentale fra intese ero completamente lo choc della crisi dei rifugiati sulle società post comuniste
La loro posizione intransigente ha contribuito alla vittoria del partito nazionalista e populista polacco plissé ha rafforzato lo status di Orban come leader del campo illiberale
Orban poi ha avuto un altro grande vantaggio abilmente sfruttato il gruppo del Partito popolare europeo quello di centrodestra nel Parlamento accolto sfide ex il partito di Orban
Lo ha protetto compresa l'asse di Udine perché le la sorella bavarese della sale su almeno fino a due mila diciannove quando finalmente fu decisa la sospensione di Fides
Ma senza espellerlo perché il PPI e aveva ancora bisogno dei voti di Orban per eleggere Ursula fondarla ieri il Presidente della Commissione con una maggioranza risicata
Il presidente francese mano al Macro credeva di poter convincere Ordona posizioni più ragionevoli di ha discusso con lui
Ditemi intellettuali nemmeno questo ha smosso il ribelle ungherese
Alla fine spiega che hanno bon è stato consigliere europeo di macro anche il ministro per gli Affari europei
Il grande errore dell'unione europea è stato credere che gli stati membri in particolare quelli dell'Europa centrale avrebbero inevitabilmente seguito la strada della democrazia liberale una soluzione oggi potrebbe essere di abbandonare la regola dell'unanimità nelle decisioni di politica estera ma aggiunge bon Francia e Germania si sono sempre opposte a quell'idea
Perché pensavano che l'unanimità li proteggesse in realtà ha protetto Viktor Orban così significa Hoffman
Racconta
Come in qualche modo l'Unione europea ha reso più forte il leader ungherese veniamo invece la guerra in Iran
Minacce anche lassù ieri di Donald Trump di distruggere la civilizzazioni Rainier Anna
Rivela siamo ieri
Commentava la conferenza stampa con la quale Trump ha lanciato il suo ultimo ultimatum alla alla repubblica islamiche al titolo in passo d'pensavamo di aver visto il peggio di Donald Trump ma ogni giorno che passa dimostra che il peggio non è ancora arrivato
L'Iran potrebbe essere distrutto interamente in una sola notte potrebbe essere domani è annunciato Trump lunedì durante una conferenza stampa allucinante e allucinata
Di autocelebrazione per il salvataggio di un pilota americano in Iran è una fuga in avanti vertiginosa
Che non tiene più in alcuna considerazione il popolo iraniano e che rischia di indurire ulteriormente il regime al potere eran al punto in cui siamo arrivati in questa guerra iniziata senza preparazione né obiettivi chiari
Nessuna delle due parti quella americane e israeliane quelle iraniane può infatti arretrare perché perché sarebbe visto come un'abdicazione da parte iraniana è una rinuncia da parte americano israeliana e allo stesso tempo la prosecuzione della guerra rischia di essere catastrofica per Donal Trump
Che sembra perdere sempre di più il controllo per la comunità internazionale che è minacciata da un grave shock petrolifero o addirittura da qualcosa di molto peggio
E dall'Iran che si troverebbe su immerso da una pioggia di bombole e di bombe e missili
Senza distinzione tra regime e popolazione civile
è in questo contesto che diversi Paesi mediatori Pakistan Turchia Egitto hanno disperatamente tentato di proporre un piano per porre fine ai combattimenti
Il piano è stato subito rifiutato dall'Iran che percepisce chiaramente che il vento non gira a favore di Trump e delle sue quotidiane raffiche di insulti
Il regime degli Ayatollah o almeno ciò che ne rimane può inoltre esprimere i suoi dubbi sulla reale efficacia di un cessate il fuoco
Che rischia di fare la fine del cessate il fuoco
Di Israele a casa che non è mai stato rispettato insomma la situazione e in un vicolo cieco totale con Donald Trump che continua a chiedere agli iraniani di ribellarsi
Mentre iraniani sono paralizzati dalle bombe israelo americane e dalla crudeltà di un regime che non ha più nulla da perdere il mondo ridotto ad assistere impotente a questa corsa
Verso l'abisso così tra l'altro Libération
Su El Pais di ieri
C'era un editoriale dal titolo guerra tra estremisti
Le minacce proferite domenica da Donald Trump contro l'Iran se non riaprirà lo stretto di Hormuz non corrispondono a ciò che ci si attende da un governante di uno Stato democratico
Affermare che gli Stati Uniti possono distruggere un intero paese in una notte e aggiungere che potrebbe accadere domani
Oltre a essere un'arroganza intollerabile nel campo delle relazioni internazionali non fa alcuna distinzione tra governo il popolo popolo che dal mille novecentosettantanove in Iran vive sotto messo a una teocrazia islamista inflessibile
Inoltre non offre il regime di Teheran alcuna via d'uscita che non passi da una resa
Resa che come ben sa Washington gli Ayatollah non accetteranno mai per giunta questa è anche una vaga minaccia qualsiasi altro paese del mondo
Che non voglio seguire i dettami del Presidente degli Stati Uniti per il Pais non è meno grave il rifiuto iraniano della bozza di accordo per un cessate il fuoco presentata dal Pakistan che rappresentava una finestra di pace per quanto minima ma almeno realistica
Teheran pretende la fine definitiva della guerra attraverso un accordo che includa garanzie di non subire ulteriori attacchi un protocollo per il traffico sul nello Stretto di Hormuz la revoca delle sanzioni
E compensazioni per i danni causati dai bombardamenti e qualcosa di impossibile dopo trentanove giorni di conflitto
In parallelo lo scambio violento di attacchi con Israele dimostra la volontà di entrambe le parti di causare il massimo danno possibile non solo ai troppi mi ci politici ma anche ai popoli che questi governa hanno gli ha
Tacchi contro infrastrutture civili
E contro quartieri residenziali in città israeliane violano il diritto internazionale
Qualcosa che sia Netanyahu sia a regime islamista hanno dimostrato di disprezzare ampiamente
Ciò che preoccupa degli ultimatum di Trump che Trump sembra non aver compreso che la realtà non è determinata dalle sue parole ma dalle conseguenze delle sue decisioni
Spesso prese con totale disprezzo per coloro che conoscono la situazione
E sanno valutare la gravità di una guerra nel frattempo il danno che Trump sta causando all'immagine del suo Paese
Impiegherà molto tempo essere riparato così tra l'altro El Pais
Che è un giornale progressista e dunque in qualche modo può difendere la la
La tesi di Pedro Sanchez
Ma andando su giornale
Ben più conservatore fidiamo
Be'si scopre che
Sono in molti a pensarla così in Europa Trump la abbia di fatto raccolto ciò che ha seminato con i suoi alleati e si trova questo il titolo dell'editoriale di le Figaro solo alle porte
Dell'inferno anche qui si raccontano le le ultime minacce di Trump
Li fidiamo spiega che all'alba della sesta settimana di guerra ci si rende conto che forse non abbiamo ancora visto nulla
Il seguito e tanto più difficile da prevedere per il fatto che Trump sui easy alleato israeliano detengono da soli
Le chiavi del nostro destino soli alle porte dell'inferno perché perché chiamati in soccorso con ritardo gli alleati dell'America non hanno ceduto né alle ingiunzioni né alle minacce di Trump non hanno deciso questo conflitto e dunque non vi si uniranno controvoglia
Vedere tutti gli europei della NATO rifiutare o condizionare l'accesso alle loro basi alle lo al loro spazio Elio dà la misura del fossato che si è creato negli ultimi quindici mesi
Trump raccoglie ciò che ha seminato i dazi unilaterali le minacce di annessione della Groenlandia rimesso in discussione della NATO le ingerenze politiche
Riesce Trump a unire come mai prima d'ora i leader europei contro Trump
Anche coloro che si ispiravano ai suoi successi elettorali oggi prendono le distanze tanto Trump sa di zolfo così
Lei figlia o ci fermiamo ricordando naturalmente il futuro di radio radicale da David Carretta una buona giornata all'ascolto di questa radio
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