Sono stati discussi i seguenti argomenti: Armi, Emirati Arabi Uniti, Esteri, Geopolitica, Golfo Persico, Guerra, Iran, Medio Oriente, Nucleare, Trump, Ucraina, Unione Europea, Usa.
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 19 minuti.
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docente di Giornalismo presso la Sapienza Università di Roma
senior Fellow presso Institute for European Policymaking della Università Bocconi
Buongiorno buongiorno a Thiene Roberta ben trovati da Francesco tenore, Piero Scaldaferri regia, buona giornata, alla professoressa, Lattari Tocci della John Hopkins, sai Europe University e siano Raffaello presso l'Institute for european policy making dell'università Bocconi, bentornata Radio Radicale, buongiorno buongiorno a tutti, questa è l'apertura del Financial Times di oggi. Stati Uniti e Iran si scambiano colpi, mentre si riaccende la crisi nello Stretto di Hormuz, il petrolio mantiene i guadagni, mentre Teheran prende di mira gli Emirati Arabi Uniti e le forze americane colpiscono motoscafi iraniani, come se ne esce
Se ne esce.
Quando in realtà gli Stati Uniti prendono atto di quello che credo sia in realtà sotto gli occhi di tutti, nel senso che è evidente che questa è una guerra che, prima che iniziasse l'unico vero punto, oramai sul tavolo negoziale, ossia la riapertura di Hormuz non esisteva.
E insistevano tutta una serie di altre questioni, dalla natura del regime aveva perché era il nucleare a quella missilistica alle milizie filo iraniane, che sono sostanzialmente fatta eccezione, il tema nucleare è sparita dall'agenda e questo ci racconta di un fallimento strategico colossale degli Stati Uniti, temo che se ne esca semplicemente quando, da un lato ci sarà inevitabilmente un compromesso su Hormuz e che, ripeto,
Prima dell'inizio della guerra non era un tema sul tavolo e che si ritorni a faticosamente negoziare sul nucleare, è molto difficile negoziare su tutto il resto, in realtà non diversamente da come si era fatto, quando appunto fu raggiunto l'accordo sul nucleare iraniano, poi violato dallo stesso Trump nella sua prima amministrazione lei appena rientrata da una missione in Ucraina, una recente analisi pubblicata dal Financial Times ha per titolo l'adesione dell'Ucraina all'Unione Europea. I funzionari non hanno ancora le idee chiare su come far entrare Kiev nell'Unione non vi sono grandi controversie sul valore strategico dell'integrazione dell'Ucraina nel bob nel blocco. Scrive
Ben oltre firma l'approfondimento, ma l'Unione europea non ha ancora le idee chiare su come realizzarla. Le procedure di adesione convenzionali sono del tutto inadeguati all'urgenza del compito. Secondo i funzionari della Commissione europea, l'Ucraina impiegherebbe 10 15 anni per soddisfare pienamente i requisiti di adesione, ma non vi è alcun accordo, né tantomeno una discussione approfondita su come accelerare il processo. La Svolta illiberale dell'Ungheria sotto Orbàn ha reso molte capitali dell'Unione europea diffidenti della mettere i nuovi membri, che fanno poi passi indietro in materia di democrazia e Stato di diritto. Allo stesso tempo, come riportato dal Financial Times questa settimana a Bruxelles, cresce la preoccupazione per l'astio anti UE nell'amministrazione del presidente Zelensky con gli ucraini, che secondo lui muoiono per la protezione dell'Europa. Qual è la sua idea
Che l'allargamento, a partire da quello all'Ucraina, è stato riavviato essenzialmente seguendo la logica strategica, se non ci fosse stata l'invasione della Russia, non soltanto non staremmo parlando oggi dell'aggressione dell'Ucraina, ma non perderemo neanche dell'adesione della Moldavia e probabilmente parleremo molto poco delle prospettive dei Balcani occidentali quindi è evidente che è una logica strategica.
Animata. Vogliamo da una guerra che ha ridato vita a un processo morente. Al tempo stesso, sappiamo che questo processo era un processo disegnato e attuato in e per tempi di pace, e che quindi è effettivamente inadeguato perché, se da un lato in tempi di pace effettivamente ci si possono mettere 10 15 anni per l'adesione di un Paese, è evidente che questo è tutto otto due, eh eh è completamente inadeguato in tempi di guerra. Al tempo stesso, se è un processo che comunque deve soddisfare determinati requisiti, è evidente che il tempo ci vuole e quindi quello che da un lato, gli Stati membri, la Commissione e i Paesi candidati cercano di fare è spingere in direzioni opposte. No, chi segue una logica strategica con il presidente ucraino e chi segue. Se vogliamo una logica più tecnocratica, come la Commissione, come gli Stati membri, trovare questo punto di equilibrio non è semplice, è quello che è evidente, è che o si arriva effettivamente una rivisitazione
Abbastanza radicale della metodologia dell'allargamento, di fatto riducendo il potere degli Stati membri di mettere veti e controveti e quindi si benissimo manteniamolo, come il processo tecnico, ma non politici diamolo dando manforte agli Stati membri oppure, effettivamente, queste frustrazioni da parte dei candidati a partire,
Ma da chi va aumenteranno?
Vogliono mettersi il titolo del suo documentario per uscito in collaborazione con la Columbia University, lo Iai di cui è stata direttrice sino a qualche giorno fa e che chi ci ascolta può vedere su YouTube, nella morsa della rivalità geopolitica, del nazionalismo in ascesa e delle crisi che si aggravano economiche, ambientali sociali, il dibattito sul futuro dell'Europa non è mai stato così urgente e questa è la premessa, è un film sulle minacce, ma più di questo è un film sull'azione, su ciò che l'Europa può ancora scegliere di essere di cosa parliamo. Parliamo da un lato effettivamente di quelle che sono le minacce all'Europa, minacce di sicurezza, minacce economiche, tecnologiche e minaccia la democrazia nei Paesi europei e quindi è sicuramente un documentario che dà una visione realistica, a volte anche cupa della situazione europea, però, al tempo stesso è un documentario che dà un messaggio di speranza perché in realtà, se si va a vedere qual è la nostra condizione come europei, è evidente che in realtà continuiamo ad essere uno dei continenti più ricchi, più sicuri, più tra ospiti e più democratici al mondo. Quindi è un è un se vogliamo un messaggio anche di speranza. E un messaggio che cerca di animare un senso di attivismo europeo nei cittadini, perché effettivamente questa è la nostra Europa e la nostra Europa, per la quale dobbiamo combattere,
Un attrito, c'è stato un grande piacere, buon proseguimento di giornata, grazie.
7 e 17 in diretta a Radio Radicale, con noi come sempre, Giampiero Croazia buongiorno Giampiero.
Buongiorno Francesco buongiorno che ci segue un tweet.
Ora ci che, come sapete, del ministro degli Esteri della Repubblica islamica d'Iran, gli eventi Hormuz chiariscono che non esiste una soluzione militare, una crisi politica, poiché i colloqui stanno facendo progressi grazie al cortese sforzo del Pakistan, gli Stati Uniti dovrebbero guardarsi dall'essere trascinati di nuovo in un pantano da parte male intenzionati, Teheran ha smentito di aver preso di mira il,
Paesi del Golfo, il, gli Emirati Arabi Uniti, project Freedom è un progetto morto, dice aranci riferendosi all'operazione americana per ripristinare la libertà di navigazione nello Stretto. Su questo cominciamo con il racconto dei giornali americani, Giampiero se proprio la battaglia dello stretto di Hormuz ola a mini guerra, come la definisce il presidente Donald Trump, che per una volta minimizza e non batte la grancassa e il titolo principale dei più importanti media USA questa mattina con in subordine, l'impatto economico e gli effetti politici interni del conflitto Emilia USA raccontano la prima giornata del piano militare USA Project Freedom, che si pone
L'obiettivo di riaprire alla navigazione nello Stretto di Hormuz, garantendo la protezione della US Navy alle navi mercantili che vogliano attraversarlo nonostante le mine e il rischio di attacchi iraniani, ieri due mercantili battenti bandiera statunitensi sono o sarebbero perché le versioni non sono?
Coincidenti passati per lo stretto, secondo il New York Times, gli attacchi nel golfo minacciano di riaccendere il conflitto, che è di fatto in sonno da circa un mese le unità americane hanno battuto missili e droni indirizzati contro navi mercantili che la US devi stava scortando attraverso lo stretto di Hormuz e gli Emirati Arabi Uniti hanno accusato l'Iran di un attacco con droni attacco smentito dall'Iran l'abbiamo appena sentito nelle parole del ministro degli Esteri iraniano.
Intanto, in un incontro alla casa Bianca siamo sempre sui titoli del New York Times in occasione della Small Business Week, il presidente ha cercato di minimizzare l'impatto economico della guerra in Iran, affermando che l'economia sta crescendo e che i prezzi dell'energia scenderanno presto però scrive il giornale le sue previsioni di un conflitto di breve durata con minime conseguenze sul,
Sul sull'economia stanno crollando intorno a lui e si apre anche sempre titola il Wall Street, il New York Times, un fronte con la Cina che Washington ha ammonito sulle violazioni delle sanzioni all'Iran dopo che Pechino ha detto alle sue raffinerie di non tenere conto delle misure statunitensi e di andare avanti con i loro acquisti di greggio iraniano.
Per il Washington Post, gli attacchi dello stretto di Hormuz mettono a repentaglio la fragile tregua tra USA e Iran, mentre i negoziati sono in stallo, unità della US Navy e navi commerciali hanno dovuto fronteggiare ieri attacchi iraniani con missili e droni, mentre anche gli Emirati e oltre gli Emirati Lohmann riferiscono di essere stati attaccati. Il controllo dell'Iran sullo Stretto appare un elemento chiave dei negoziati, che al momento sono sempre avvengono sempre attraverso la mediazione del Pakistan e non con contatti diretti. Sempre secondo il Washington Post, e qui veniamo a un effetto sulla politica interna degli Stati Uniti. La stata, la casa Bianca si sta preparando e sta preparando il proprio
Staff a dover dialogare con un Congresso a controllo demo ko dopo le elezioni di mid term, questo significa che la casa Bianca non è convinta, anzi.
Ah ah, è ormai assuefatta all'idea che i repubblicani perderanno le elezioni di midterm del 5 novembre, questo anche in conseguenza dei dati dei sondaggi, cattedra e fine settimana, secondo cui il soltanto il.
Siccome Dio, ebbene, il 62% degli americani disapprova l'operato di Trump come presidente e soltanto poco più del 30% lo approva, in particolare la disapprovazione che riguarda il costo della vita 76%, l'inflazione 72% e la guerra con l'Iraq 66%, il Wall Street Journal scrive che,
Gli attacchi nel nello stretto di Hormuz, la battaglia di Hormuz confligge con il desiderio di Trump di porre un termine rapidamente alla guerra e secondo il Wall Street Journal l'Iran sta usando tattiche già sperimentata nel 1980 con in più l'uso dei droni, che allora non c'erano per.
Colpire la navigazione globale e rendere globale la crisi energetica stessi titoli analoghi titoli troviamo sul Cnn, nella Cnn titola Stati Uniti e Iran compiono un'escalation di attacchi nello stretto di Hormuz, la Fox ricostruisce la battaglia dello Stretto con due.
Incrociatori americani che sarebbero stati oggetto di sostenuti attacchi iraniani mentre scortavano unità mercantili e, prima di passante, la linea cito ancora invece Politi co e Axios che entrambi guardano più alla politica interna. Secondo il politico, i repubblicani sono, come dire, preda della dell'ansia in vista delle elezioni. Per cose vanno male. I sondaggi e starebbero per passare a strategie negative, cioè al posto di vanificare i risultati della Amministrazione Trump, si apprestano a cercare di colpire e a mettere in cattiva luce i democratici. Secondo Axios invece anche all'interno dei Democratici, vi sono tensioni e polemiche per le primarie che sono in corso di svolgimento per scegliere i candidati alle elezioni di mid term, e con questo ti restituisco la linea. Grazie, Giampiero che ritroveremo, come sempre i due mattina dalle 7:10, vediamo l'altra stampa internazionale. Parto dal Financial Times come il tedesco immersa affossato il suo piano per tenere a bada Trump, la frecciatina al presidente degli Stati. Uniti sembra aver vanificato gli sforzi compiuti nell'arco di un anno per instaurare un rapporto. Il quotidiano britannico ricostruisce gli eventi. Qualche settimana fa il cancelliere tedesco Merz aveva avvertito che la guerra di Washington contro l'Iran non doveva diventare uno stress test per i legami transatlantici. Alcune osservazioni estemporanee rivolti a degli studenti delle scuole superiori potrebbero invece averla trasformata proprio in questo. Nel corso del suo primo anno, al potere emersa ha cercato di instaurare un rapporto di collaborazione con Donald Trump, recandosi due volte a Washington e tornando a casa a marzo con parole di grande elogio. La Germania è stata fantastica, aveva detto il presidente degli Stati Uniti,
è un leader eccellente. La strategia di contenimento prudenti è andata però il fumo. La scorsa settimana, quando Merz ha detto agli studenti della sua regione natale il Soren Alan
Che Teheran stava umiliando gli Stati Uniti Trump ha ribattuto che perse la totalmente inefficace che avrebbe dovuto concentrarsi sul risanare il suo Paese in crisi. Ha poi annunciato l'intenzione di ritirare i 5.000 soldati statunitensi dalla Germania. Quest'anno ha annullato il dispiegamento di missili a lungo raggio considerati fondamentali per la differenza della NATO contro la Russia, e infine ha minacciato di aumentare i dazi sulle auto nell'Unione Europea dal 15 al 25%, cioè la dei lì. Ci parla di un discorso del presidente Xi Jinping, tenuto a Shanghai in occasione di un simposio sul
Rafforzamento della ricerca di base o che
Ha sottolineato il discorso pronunciato giovedì, che occorre impegnarsi maggiormente ad adottare misure più concrete per rafforzare appunto la ricerca di base e potenziare la capacità della Cina di produrre innovazioni originali e consolidare ulteriormente le basi per lo sviluppo della forza scientifica e tecnologica. Del Paese. Times o Vindhya si occupa di un cessate il fuoco, questa volta tra Ucraina e Russia, che lo annunciano in maniera separata, con tempistiche separati, in vista della Giornata della vittoria a Mosca, in vista delle celebrazioni del Giorno della Vittoria a Mosca il 9 maggio, che va dichiarato che sospenderà le ostilità prima nel periodo di tregua indicato dal Cremlino
Gli enti ucraino Zelenskij ha affermato che l'Ucraina, dalla inizio cessate il fuoco a partire dalla mezzanotte tra il 5 e il 6 maggio, precisando però che Mosca non ha presentato alcuna richiesta formale sulle modalità con cui dovrebbe avvenire la cessazione delle ostilità. La tassa cita l'agenzia di stampa Tasnim negli Stati Uniti attaccano navi da carico nello stretto di Hormuz, causando la morte di cinque persone. Le navi che trasportavano merci civili stavano viaggiando dal porto umanità di casa verso le coste dell'Iran. Andiamo in Europa col Guardian Trump minaccia di spazzare via l'Iran dalla faccia della terra se dovesse attaccare navi statunitensi. Lunedì gli Stati Uniti hanno lanciato un'operazione nel Golfo riportando la Regione sull'orlo di una guerra su vasta scala le Monde in che modo gli Stati Uniti e l'Iran contribuiscono al doppio blocco dello stretto di Hormuz? L'operazione project freedom, decretata lunedì da Donald Trump, con l'obiettivo di ripristinare la circolazione, in questo passaggio strategico a per le Monde, provocato un'escalation delle tensioni con Teheran, vediamo il Paese, il re spagnolo, in occasione del cinquantesimo anniversario, appunto del quotidiano. Il giornalismo è fondamentale per le libertà e per la democrazia. Felipe sesto esalta a Barcellona il ruolo dei giornalisti della stampa nella difesa delle istituzioni.
Vediamo i quotidiani mediorientali Times of Israel l'Iran riprende gli attacchi contro gli Emirati Arabi Uniti, mentre gli USA si adoperano per ripristinare il traffico nello stretto di Hormuz, gli Emirati Arabi Uniti riferiscono che sono stati lanciati 15 missili e quattro droni, provocando un incendio in un impianto petrolifero nel primo grave attacco dopo il cessate il fuoco. Gli Stati Uniti dichiarano invece di aver affondato si piccole imbarcazioni iraniane, mentre le loro navi erano sotto il fuoco dei missili Jerusalem Post. Il progetto statunitense Freedom continua a insistere sulla riapertura dello Stretto, mentre la minaccia nucleare iraniana rimane sostanzialmente intatta. Il Fondo monetario internazionale avverte che si potrebbe arrivare a un esito ben peggiore se la guerra in Medioriente dovesse protrarsi Ares la Edf in stato di massima allerta, dopo che gli Emirati Arabi Uniti hanno segnalato attacchi missilistici iraniani Arab News, gli Emirati Arabi Uniti intercettano missili e droni provenienti dall'Iran e rivendicano il diritto di reagire. Infine,
Apertura del Press di prestiti che la tv all news iraniana in lingua inglese, l'incendio al porto di Fujairah è una conseguenza dell'avventurismo statunitense dello stretto di Hormuz. La marina iraniana conferma di aver lanciato missili e droni per mettere in guardia le navi da guerra statunitensi in avvicinamento allo Stretto di Hormuz, il Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche i pasdaran promette di fermare con la forza le navi che violano le norme relative allo stretto. Con questo abbiamo terminato. Io ringrazio, Piero Scaldaferri regia, torniamo domattina sempre alle 7:10, la linea in studio al Roberta Jannuzzi
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