Sono stati discussi i seguenti argomenti: Rassegna Stampa.
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Buongiorno questa e stampa a regime, la rassegna stampa di Radio Radicale, la.
Possibilità di tregua o di un accordo.
Tra Iran e Stati Uniti d'America è la questione.
Centrale naturalmente nella politica e nella politica internazionale, ma non è una questione definita, quindi andremo a vedere le reali prospettive da questo punto di vista, ma è anche una domenica elettorale, allora prendiamo.
Il il manifesto con un taglio più, diciamo così critico con un.
Lettura non neutra tour dei ministri nelle città per annunciare fondi, stazioni, strade, assunzioni in caso di vittoria alle amministrative di oggi di domani a Venezia ne sono arrivati sei dei ministri.
In una settimana, a Reggio Calabria, in un mese 4, più la responsabile della segreteria politica di Fratelli d'Italia, Adriano Meloni, e il responsabile dell'organizzazione, Giovanni Donzelli, ieri, alla vigilia del voto, il governo ha rispolverato il sistema a Berlusconi, la promessa di 1000000 di posti di lavoro difficile attribuirgli all'industria, così il ministro Zangrillo ha annunciato,
Nel 2026 e contiamo di assumere nella pubblica amministrazione tra le 200.250 mila persone.
1000000 nei prossimi sei o sette anni e rievocazione
Berlusconiana è in effetti immancabile, dopo la sconfitta al referendum comunali, sono un test da non fallire in vista delle politiche totalmente l'Italia è il Paese dove qualsiasi.
Elezione è un test con valenza politica nazionale.
Spesso a scapito di questioni che pure ci sono, sul piano locale, amministrativo, di scelte politiche a livello locale e.
Non farà questa tornata elettorale, non farà eccezione, ma.
Iniziamo, finiremo anche la rassegna stampa sulla giustizia internazionale, in particolare.
La finiremo con delle riflessioni, ma la iniziamo con una notizia.
L'Ungheria del nuovo premier Peter Magyar compie un altro passo di discontinuità rispetto all'era di Viktor Orbán in un post su X, il capo del governo ha annunciato l'intenzione di bloccare il ritiro dalla Corte penale internazionale, deciso lo scorso anno dal Parlamento su impulso del precedente esecutivo è una scelta dal Fo dal forte valore simbolico,
Riporta Budapest dentro il perimetro della legalità multilaterale europea, proprio in mente Magyar prova a ricucire i rapporti con Bruxelles dopo anni di scontri sullo Stato di diritto, i fondi congelati e la politica estera filo sovranista, il ritiro dalla Corte penale internazionale era stato annunciato da Orbán nell'aprile 2025, durante la visita a Budapest del premier israeliano Benjamin Netanyahu, destinatario di un mandato d'arresto della Corte penale internazionale per presunti crimini di guerra e crimini contro l'umanità nella Striscia di Gaza.
Siamo su pagina cinque della stampa, la svolta però, non cancella tutte le ambiguità della nuova linea ungherese nello stesso messaggio, Magyar ha annunciato anche l'intenzione di vietare l'importazione di prodotti agricoli dall'Ucraina.
Una misura destinata a parlare all'elettorato rurale e a proteggere gli agricoltori ungheresi dalla concorrenza ucraina è il segnale che il ritorno di Budapest nel campo europeo non sarà un allineamento automatico a Kiev.
Magyar punta a riaprire il dossier dei fondi dell'Unione europea e a normalizzare i rapporti con Bruxelles, ma continuerà a presidiare i temi più sensibili per l'opinione pubblica interna, dall'agricoltura alla sovranità economica, e la notizia è molto importante, non riguarda soltanto,
La.
Diciamo l'annullamento dell'uscita dell'Ungheria dalla Corte penale internazionale riguarda anche l'Europa perché lo ricordiamo qui non non ne scrivono i giornali, ma la Unione europea alla Commissione europea di Ursula von der Leyen non ha ancora attivato gli strumenti che pure sono in mano all'Unione europea.
Per per?
Bloccare le sanzioni contro la Corte penale internazionale, le sanzioni decise da Donald Trump.
C'è una campagna del movimento paneuropeo Human su questo lo ha chiesto il premier spagnolo Sanchez e chissà che questa svolta ungherese possa dare coraggio a von der Leyen per agire in difesa della Corte penale internazionale, ma.
Veniamo al alle ipotesi di tregua e lo facciamo.
Contestualizzando con Federico Rampini sul Corriere della Sera, fino all'annuncio di un accordo dato ieri sera da Donald Trump, il conflitto del Golfo stavo quasi diventando una guerra dimenticata,
Un po'perché dall'8 aprile e combattimenti hanno lasciato il posto a una tregua un po'perché gli effetti sull'economia mondiale e si sentono al rallentatore i rincari dei carburanti ci sono le tribù penuria di rifornimenti, no, o non ancora ora l'intesa andrà verificata nei dettagli con quale modalità riapre lo stretto di Hormuz quali sono esattamente i paletti sul nucleare, infine,
Quali garanzie e verifiche offre Teheran sull'applicazione?
La cautela deriva anche dalla nostra ignoranza su un dato essenziale scrive
È Rampini sul Corriere della Sera.
Su un tema che è un po'uscito dall'attenzione.
Dei dei media, cioè la situazione in Iran e e infatti Rampini cita l'ulteriore inasprimento della censura su internet in Iran, ha quasi azzerato la visibilità su ciò che accade dentro il regime di Teheran, dobbiamo.
Attenerci alle apparenze, il regime resiste, forse con una prevalenza delle frange più estremiste e feroce al suo interno sono riprese le esecuzioni degli oppositori e questo era un punto.
È un punto molto importante nel primissime fasi del conflitto, Trump inneggiava alla alla rivolta e quello che è accaduto in realtà è.
Esattamente l'opposto, la.
La prevalenza delle frange estremiste e la ripresa delle esecuzioni, che non sono in realtà, non si sono mai fermati, ma che hanno intensificato l'entità e il rito, ma continuiamo con Rampi.
Sul versante americano, la fretta di chiudere da parte di Trump era chiara da tempo ed è comprensibile, pur essendo un conflitto combattuto dal cielo e dal mare, con un numero davvero minimo di vittime, rimane straordinariamente popolare e questo è.
Il punto fondamentale in confronto a guerra ben più cruente tragiche.
Vietnam, Iraq, questa, ha visto una maggioranza degli americani, è contraria fin dalle prime ore Trump ha perso consensi a sinistra e a destra ne risente anche la qualità dell'informazione, visto che i due terzi dei media USA tifano dall'inizio per la sconfitta del proprio Paese, ciò non toglie che la sconfitta sarà reale se Trump non porta a casa i due risultati essenziali, primo,
Rinuncia o congelamento a lungo termine del piano nucleare iraniano in termini più solidi e affidabili rispetto al debole accordo negoziato da Barack Obama nel 2015 che Predeval, che prevedeva solo un rinvio.
E qui tanti non cita.
La smentita, di fatto, senza senza che ci sia una smentita ufficiale delle dichiarazioni di Trump alla all'esito della della bombardamenti di un anno fa è stata annunciata l'annullamento di fatto, del potenzialità nucleari iraniane e quindi,
Il primo risultato essenziale per Trump secondo Rampini è quello della rinuncia al piano nucleare italiano iraniano. Secondo la riapertura di Olmütz, deve essere gratuita, incondizionata un ritorno alla libertà di navigazione in vigore prima della guerra, qualsiasi pedaggio Nantes che fosse condiviso con Loman altra nazione rivierasca o mascherato come pagamento disservizi alle navi in transito darebbe un vantaggio geopolitico e al regime iraniano, oltre che una nuova fonte di entrate per il riarmo. Per quanto Trump voglia manipolare, la realtà non avrà vinto se l'esito su quei due fronti non è chiaro. Rimangono poi altri dossier da chiarire. Arsenali missilistici del pasdaran, sostegno al terrorismo
Dietro questa guerra osserva Federico Rampini sul quale si sono intraviste varie finalità.
Da un lato, a sancire la supremazia americana in Medio Oriente, rafforzando gli amici di Israele e le monarchie arabe del Golfo e indebolendo i nemici, dall'altro, rafforzare l'egemonia USA sui mercati energetici mondiali infine,
C'era il sogno di chiudere una guerra cominciata a 47 anni fa dall'Iran contro gli Stati Uniti, dalla presa degli ostaggi del 79 che distrusse l'autorità di Jimmy Carter.
Sul versante economico, poiché l'America è il primo produttore mondiale di gas e petrolio, ha già incassato un guadagno netto di 50 miliardi di dollari l'energia che non transitava più da Hormuz molti paesi.
L'hanno comprata negli USA, il settore energetico americano è un vincitore, ma la benzina alla pompa è rincarata anche qui in America.
Dunque la guerra ha alimentato il carovita che accentua l'impopolarità di Trump.
Il Medio Oriente, l'accordo significa che Netanyahu non riesce a prolungare l'offensiva militare USA, ma ha incassato un indebolimento del regime iraniano sul fronte arabo, le monarchie alleate con Washington, cercando di contribuire a un assetto futuro del Golfo in cui l'Iran sia meno pericoloso pur rassegnandosi alla sua influenza per ora quell'assetto.
Viene progettato sulle sabbie mobili.
Il popolo iraniano, che qui è il punto che.
E addirittura, paradossalmente, questione che è uscita di scena.
Rispetto a prima.
Dell'attacco gli iraniani israeliana, il popolo iraniano continua a soffrire, rimpiange l'attacco militare israelo americano, non sia che non sia avvenuto.
Prima del 28 febbraio, quando avrebbe forse aiutato la rivolta che il regime ha schiacciato con i massacri del lotto 9 gennaio, alla fine saranno gli iraniani ad avere l'ultima parola sulla sorte del regime ancora potente, malgrado le decapitazioni di leader, la distruzione dell'economia, la corruzione, i crimini dal precedente attacco israelo americano del giugno 2025 alle rivolte di massa di gennaio passarono quasi sette mesi. Non sappiamo cosa si agita dentro la società sfida iraniana e se la paura per la repressione soffocherà a lungo le proteste.
Osserva Rampini.
Ed è quello che sta accadendo nel resto del mondo, spuntano due pù in potenziali vincitori a sorpresa.
E qui è un aspetto che allarga il tiro rispetto alla al conflitto con l'Iran, ci sono questi.
Due potenziali vincitori a sorpresa, secondo Rampini, l'Ucraina.
Eh.
Taiwan
L'Ucraina è diventata indispensabile per tutti quelli che hanno bisogno di difese contro i droni, dagli Emirati fino agli Stati Uniti che perfino il Pentagono compri da Kiev, professionalità, tecnologia, capacità industriale e, soprattutto, padronanza dell'intelligenza artificiale sul campo di battaglia è una delle novità di questa guerra.
Mentre a casa propria le forze armate ucraine hanno segnalato nuovi successi contro l'Urss, il vantaggio geopolitico è perfino più sostanziale.
E poi il secondo beneficiario inatteso.
Del conflitto.
Potrebbe essere Taiwan.
Che studia la guerra del Golfo mettendosi dalla parte dell'Iran, il combattente più piccolo può compensare un soverchiante squilibrio nei rapporti di forza usando tecnologie a simmetriche e low cost, il mondo intero continuerà a studiare questa strana guerra per estrarne nuove dottrine, aggiornare le strategie e scenari geopolitici,
Questo Rampini sul.
Sul Corriere, che?
C'è un forte cogliamo subito.
La questione Taiwan, Cina.
Con due segnalazioni, una e sul domani.
Michelangelo Cocco, secondo il quale ci Jinping costruisce la sua fortezza Asia, esprimendo così il nuovo ruolo globale della Cina da Taiwan al Medioriente cinese, passando per la Corea del Nord, il leader di Pechino lavora alla sicurezza tra virgolette del continente.
Le debolezze parallele di Trump e di Putin, la pandemia, che le guerre commerciali e Nordisk definito le priorità del Partito comunista cinese e l'obiettivo di Pechino è indebolire la fiducia nel sostegno degli Stati Uniti d'America a Taiwan.
E quindi il domani.
Si concentra su questo paradossale effetto, diciamo così positivo per Taiwan nella dimostrazione
Iraniana che 1?
Diciamo una debolezza militare, non sia.
Necessariamente rabbia necessariamente come esito, quello della sconfitta sul piano bellico e il domani invece, con questo articolo di Michelangelo Cocco, conferma.
Gli effetti di rafforzamento della potenza cinese.
Anche nei confronti di Taiwan, quindi, sono due analisi nel segno di segno diverso.
Anche Federico Fubini si occupa del tema sempre sul Corriere.
Scrivendo pagina 8 nella guerra tra Iran e Stati Uniti inizia proprio infilarsi, il vincitore si trova a Pechino, tre mesi di crisi nel Golfo hanno elevato il profilo diplomatico e rafforzato gli strumenti di pressione della capitale, dalla quale molti dei protagonisti delle crisi aperte stanno passando in questi giorni.
Non è solo Teheran a prestare ascolto alla Cina, anche perché quest'ultima è il cliente quasi esclusivo del su petrolio e fornisce all'Iran tutte le tecnologie essenziali.
La rete di contatti ora più vasta e soprattutto visibile la scorsa settimana Trump era in Cina.
Questa settimana è stato un momento di Putin
Ieri ha iniziato una visita di tre giorni negli stessi palazzi su piazza Tienanmen, il premier del Pakistan.
Shehbaz Sharif, anche per parlare della crisi.
Iraniana e i risultati per la Cina stanno diventando
Tangibili.
E poi?
Per gli Stati Uniti, la rinuncia.
La democrazia su ballad scusate, la rinuncia alla deterrenza su Taiwan non sarebbe solo una svolta, sarebbe un rischio sistemico.
L'isola produce materialmente circa il 90% dei SIC semiconduttori avanzati per l'intelligenza artificiale.
Si parla delle elezioni del 2028 se vincessero il nazionalisti.
Del Kuomintang, favorevoli a un riavvicinamento con Pechino, la presa di controllo di fatto potrebbe avvenire senza una guerra.
Hong Kong in questo è un modello, due sistemi, un solo potere politico, intanto ci Jinping può fare leva sulla debolezza della Fratelli di Trump, che ha bisogno del suo aiuto sull'Ucraina tanto quanto sull'Iran e, quindi,
L'analisi di Rubini.
Sullo stesso.
Sullo stesso giornale sul Corriere è molto diversa da quella di Rampini, perché, in realtà?
Affrontano il tema.
In modo anche complementare, se è vero che, da un punto di vista strettamente militare, come osserva Rampini la?
Il fatto che l'Iran si è riuscito a non soccombere.
Mostra come e anche come l'Ucraina si è riuscita a non soccombere dimostra come.
Ci siano appunto anche diciamo sul piano militare, possibilità per Taiwan, però Fubini spiega che c'è un modo diverso, c'è una strategia, una strada diversa per una lenta sottomissione dell'isola di Taiwan e che non è.
Militare, ma il Model Longo ponga.
E su questi, su questi aspetti.
Sì, sì, giocherà, si giocheranno, LEP le partite, come si dice in questi casi.
Geopolitiche, ma politiche e militari degli anni a venire.
Apprendiamo anche
L'intervista su Repubblica, a pagina 3, A livrea ex.
Analista di cose iraniane, così viene definito del crisis group, già negoziatore all'epoca.
Di Obama,
Se l'Occidente continua a insistere nella sua politica di contenimento, consegnerà l'Iran a Russia e Cina, anche qui torna il tema.
Il Presidente USA continua a non escludere l'opzione militare, potrebbe davvero bombardare per la terza volta l'Iran domanda, Gabriella Colarusso, pagina della Repubblica, la risposta dell'analista della Price, il gruppo è questa.
Il bombardamento è un'opzione, è un modo per alzare la pressione.
Ma è anche indicativo della trappola in cui Trump si trova tra due opzioni molto sgradevoli, una guerra impossibile da vincere o un accordo inaccettabile, se lanciassero un terzo attacco contro l'Iran, non renderebbe gli italiani, gli iraniani più propensi al compromesso, anzi,
Ogni volta che lo ha fatto, Teheran ha irrigidito le sue posizioni se accettasse le condizioni che l'Iran ha in mente, che in sostanza danno priorità all'apertura dello stretto di Hormuz rispetto alla risoluzione della questione nucleare.
Ammetterebbe di fatto la sconfitta strategica, ma è quindi che accordo sta negoziando Trump è più che altro una lettera d'intenti per rimuovere il doppio blocco sullo stretto di Hormuz, che rimanda ai negoziati sostanziali sul nucleare, le sulle sulle estensioni a fasi successive.
Per molti versi simile all'accordo di Gaza, che non è mai arrivato alla seconda fase,
E
L'Iran accetterà la domanda, continuerà a mantenere il controllo sul traffico almeno a breve termine.
Che futuro attende gli iraniani, un'autocrazia militare e risponde l'analista del crisis group?
In questo, in questo modo il futuro è già qui.
Un comandante delle Guardie rivoluzionarie e contemporaneamente il presidente del Parlamento, capo negoziatore, e inviato speciale in Cina, tutte le posizioni pubbliche su Hormuz, sulle richieste iraniane non vengono prese dalla nuova Guida suprema, ma da Ghali basta e da una ristretta cerchia di persone con un passato nelle Guardie rivoluzionarie,
E quindi e qui c'è la forma, l'affermazione netta.
D.
A lei va Else, l'Iran non è più una teocrazia, è già un sistema militarizzato.
Secondo Bach, questo è l'effetto.
Della della guerra.
L'Amministrazione Trump sarà costretta a revocare le sanzioni.
Senza agevolazioni economiche, l'Iran non accetterà un memorandum d'intesa, anche se è molto limitato.
Gli iraniani avranno bisogno di molti soldi per riprendersi da questa guerra e dopo potrebbe decidere di spingersi molto oltre rispetto al passato, nel tentativo di assorbire investimenti cinesi nella propria economia e torna a cui.
La Cina con un'affermazione anche qui molto netta.
Se l'Occidente continua a insistere nella sua politica di contenimento nei confronti dell'Iran, sennò non offrirà al Paese serio e opportunità economiche di riprendersi, consegnerà all'Iran, alla Russia e alla Cina.
E questo potrebbe essere.
L'effetto.
Non voluto, ma mi verrebbe quasi da farsi domande.
Della guerra lanciata da Trump.
Prendiamo anche Fabbrini su Sole 24 ore 1, teoria universalmente accettata nelle scienze sociali, è quella delle conseguenze inattese, ogni azione umana è destinata a produrre conseguenze, alcune prevedibili, altre imprevedibili.
Tra queste ultime, a cui sono negati gli altri, è positiva, non era necessario conoscere il lavoro del filosofo Merton per pensare che l'intervento militare americano israeliano contro l'Iran avrebbe prodotto conseguenze inattese negative.
Quell'intervento è stato realizzato senza una conoscenza del contesto e senza un piano d'azione, coloro che avevano quella a conoscenza gli alti funzionari dei dipartimenti del difeso di Stato erano stati precedentemente licenziati dai loro capi.
In quanto rappresentanti del Deep State, che Trump è impegnato a smantellare il loro posto è stato preso non solamente da dilettanti, ma soprattutto da fanatici,
È l'ultimo caso, è quello della direttrice della Cia, che se n'è andata per motivi personali, ma dopo.
Mesi di frizioni e comunque nelle ultime settimane di iscrizioni è sempre più poveri, più forti, contrarietà proprio sui conflitti internazionali sul piano delle relazioni internazionali quella guerra ha condotto un incremento a un incremento del prezzo del petrolio, al rallentamento delle forniture, è dovuto al blocco dello stretto di Hormuz all'indebolimento della crescita economica globale e quali sono le conclusioni di
Fabbrini sul Sole 24 ore
Se è in generale difficile prevede.
Tra gli effetti indesiderati di un intervento militare, è impossibile per vederli, se quell'intervento è guidato dal fanatismo religioso cristiano scrive Fabbrini.
La conseguenza è che la guerra in Iran ha portato ad una caduta di popolarità di Trump all'interno dell'America, oltre all'isolamento di quest'ultima sul piano internazionale, tant'è che ha un solo alleato, Israele, un alleato impresentabile viste le politiche suicidarie che ha condotto a Gaza e continua a condurre in Cisgiordania nello stesso tempo quella guerra ha scritto,
Ci tirano witz su Foreign Affairs ha salvato il regime iraniano.
Un regime dittatoriale, quest'ultimo guidato da un altro fanatismo religioso sciita, esso va contrastato, ma con i mezzi della legalità internazionale, come è stato fatto nel 2015, ma la forza della legge per Trump non esiste, per lui esiste solamente la legge della forza, con le drammatiche conseguenze inattese che abbiamo visto.
Scrive, scrive tra l'altro.
Fabbrini sul Sole 24 ore si potrebbe approfondire e discutere quanto la legalità internazionale sia stata usata contro il regime iraniano negli scorsi negli scorsi anni e decenni in realtà.
È la risposta, dovrebbe essere molto poco, la comunità internazionale poco si è occupata.
Della sistematica violazione del diritto internazionale del regime iraniano contro il proprio popolo.
Questo però non non cambia questo questo giudizio ripreso dal Foreign Affairs da parte di Fabbrini sul Sole 24 ore che questa guerra abbia salvato il regime iraniano e all'inizio del conflitto avevo.
In particolare, ricordo citato, ho letto l'editoriale di Ernesto Galli, della Loggia sul Corriere, che sottolineiamo come se le cose fossero andate come Trump auspicava.
C'è la sollevazione popolare, magari un cambio di regime, il regime e quindi, di conseguenza in Iran.
Si sarebbe potuto mettere sul piatto della bilancia.
Un cambiamento politico atteso da decenni con le.
Gli effetti che ogni conflitto porta con sé in termini di distruzioni, innanzitutto di vite umane e le distruzioni di vite umane.
Ci sono state il non solo il cambio di regime non c'è stato, ma un effetto di fatto di rafforzamento del.
Regime iraniano iraniano torniamo.
Sulle braccia.
Corriere da questo punto di vista.
Perché?
Anche nell'articolo di Greta Privitera, il regime ricompatta, i ranghi.
Stati Uniti e Israele hanno sottovalutato gli ayatollah, hanno pensato che l'uso della forza fosse la soluzione, così si allontana la possibilità di un nuovo attacco.
Dice anche qui citrino Vezza, analista dei quali una fresche e ripreso anche su questo articolo del Corriere chiamerei Galibier Arash, che hanno resistito anche perché hanno un privilegio che le democrazie non possono permettersi, non rispondono a nessuno, non devono spiegare i morti nel guardare in faccia una popolazione possono sacrificare il proprio popolo.
E chiamare il sacrificio, patriottismo.
E questo però si sapeva.
Prima dell'attacco resiste la dittatura, ma anche la gente, nonostante sia allo stremo, è questo il paradosso iraniano prima di alzarsi.
Ormai Zatara conta gli enti del edifici rimasti e questa è la storia che il.
Il Corriere racconta che le tappe Privitera in questo, in questo articolo, dal 28 febbraio all'Iran e ovunque si parla di Hormuz d'intesa di crisi petrolifera, ma appunto, si parla poco dei più di 3.000 civili uccisi dall'inizio del conflitto è diventato il numero inghiottito dalla geopolitica.
E questo aspetto.
È fondamentale, è quello che succede in Iran, oggi, a questo inferno si aggiunge il silenzio e di internet.
è il blackout di internet più lungo mai documentato, costa al Paese 250 milioni di ton di dollari al giorno, il governo ha ammesso di aver fornito concessioni speciali a utenti selezionati, e anche qui queste cose si possono fare quando non ci si deve misurare con il consenso di un popolo ma è esattamente quello.
Che
Si sa e si sapeva.
Essere possibile per il regime iraniano.
Fatta Fabbrini sul suo esito editoriale.
Ha avuto parole molto dure nei confronti di Israele e qui il tema è quello della.
Della flottiglia.
Dove anche qui proviamo andare con oltre la cronaca, ha dura analisi due editoriali da prospettive completamente diverse, Ezio, Mauro, su Repubblica.
E Mario Sechi su Libero, in questi anni di continua discesa agli inferi, abbiamo visto subito e patito immagini drammatiche che credevamo di non dover più condividere nella modernità.
Il ritorno del pogrom del pogrom antiebraico con l'assalto terroristico di Hamas il 7 ottobre 2023 scrive Mauro su Repubblica Gaza, imprigionati in un mattatoio dall'esercito israeliano per sradicare la popolazione palestinese con la fame e con la forza ma come se mancasse ancora un sigillo morale nell'abiezione la cronaca ci ha trasmesso il filmato dal porto di Ashdod, dove gli attivisti della flottiglia fermati da Israele sono inginocchiati in massa come un trofeo di guerra la testa a terra.
Le braccia ammanettate e costrette dietro la schiena, derisi e umiliati dal ministro della Sicurezza nazionale Bank vivere non è la fotografia più violenta che ci arriva dalla tragedia del Medio Oriente.
Ma attenzione, stiamo assistendo allo stravolgimento di una procedura fuori da ogni regola di civile, al sopruso dell'autorità nei confronti dell'inner, dignità assoluta dei suoi nemici, alla deformazione del diritto alla sicurezza nel dominio pieno e incontrollato sui prigionieri.
E infine, al degrado di una democrazia che disonora a se stessa, mentre avvilisce i suoi critici, mortifica i loro ideali, irride i loro progetti dopo aver incatenato i loro corpi.
Scrive Mauro, su Repubblica, Prendiamo un altro passaggio.
Una delle conseguenze impreviste con cui oggi stiamo facendo i conti nel porto di Ashdod è l'intolleranza per il dissenso non avevamo capito che il rifiuto, il rifiuto dell'obiezione, la ripulsa della critica sono semplicemente l'altra faccia delle pulsioni neo autoritarie che stiamo fronteggiando, quanto più il governo tende a diventare il potere,
E questa potestà si eleva a comando, mentre ambisce al dominio tanto più espellere dal suo cammino tutto ciò che rappresenta il principio di contraddizione in questo senso, la tecnologia e l'ideologia, procedere uniti verso l'obiettivo di un mondo, infine risolto senza nodi privo di di angoli dove non c'è spazio per il dubbio perché tutta la verità è già stata discussa e classificata basta riscuotere le risposte e senza nemmeno più bisogno di fare le domande, siamo giunti alla sommità dell'incrocio, tra sapere e potere e nel
Settimane nel decennale della morte di Marco Pannella, il tema dell'incrocio tra sapere e potere evocato da Ezio Mauro non può che farci richiamare il tema della campagna, che è stato il filo conduttore,
Degli ultimi.
Diciamo.
10 15 anni dell'azione politica della lotta di Marco Pannella, il tema del diritto alla alla conoscenza dicevamo però Mario Sechi su Gulliver, intanto è l'apertura di prima pagina la Spagna mela la flottiglia.
E allora?
Non l'abbiamo trovata valorizzata questa notizie da nessuna parte e quindi.
Proviamo, proviamo a vedere fermi tutti.
La polizia spagnola, all'aeroporto di Bilbao a manganellato, i membri dell'intrepida flottiglia che ostacolavano le operazioni di sbarco mentre scrivo sono le ore 21 sulle agenzie di stampa, non c'è un refolo di reazioni politiche e in effetti non abbiamo trovato.
Da altre parti zero niente nulla, mi correggo, c'è un generale il commento del ministero degli Esteri di Israele che su X per Kula Pedro Sanchez, chiedendo al governo spagnolo di fornire spiegazioni sul trattamento riservato agli anarchici della flottiglia, il boomerang della politica è perfido.
Soprattutto con chi ha la faccia di bronzo, ripeto, a beneficio della polizia morale della sinistra, proporle il ministro israeliano Ben Gvir, è un hooligan politico, un tricheco istituzionale.
Ma vogliamo parlare dei flottiglia anti parliamone, cosa 17 che siano gli utili idioti di Hamas, l'ho già detto e scritto infinite volte, va aggiunto che sono dei teppisti, dei manipolatori, dei bugiardi, degli ignoranti, dei fanatici, specialisti, della messa in scena, siccome su Israele il cretinetti europeo con la K per,
Per Sechi,
Sorvolando sulla realtà del 3 del terrorismo jihadista, ha aperto una vergognosa caccia all'ebreo ora mi aspetto qualche parola sul pestaggio di Bilbao, attendo con trepidazione la convocazione dell'ambasciatore spagnolo alla Farnesina che l'ombra della Castiglia dia immediate spiegazioni sul trattamento inumano.
Non ci sono italiani, quindi non si può fare dettagli diplomatici.
Scrive?
Se che questa storia è una perla, insomma.
Se chi verrebbe da dire che trattiene a fatica l'entusiasmo, questa storia è una perla, la politica è già spiaggiata con l'indice sul menu che punta al l'impepata di cozze.
Il vuoto mediatico è totale, con un bagliore arriva il contrappasso del manganello spagnolo, si dissolve la retorica e appare il doppio standard, se lo fai Israel e tortura e scatta la vibrante protesta contro lo Stato criminale, se lo fa la Spagna del compagno Sanchez e ordine pubblico e cala il silenzio,
Ci sono anche le foto da Bilbao, non ho.
Alcuna conoscenza diretta o approfondimento dei fatti di Baldi Bilbao, quindi possiamo tranquillamente.
Affidarci alla versione.
Che riporta secchi.
Eh.
Ma?
Che ci sia la possibilità di condannare violenze e maltrattamenti da qualunque parte vengano.
Mi pare che si possa fare senza essere gli utili idioti di nessuno, tantomeno di tantomeno di Hamas, e c'è un.
A proposito di Ben Gvir.
C'è una ricaduta diplomatica e significativa perché è un ministro, non è un.
Così un agitatore dei social e basta, il governo francese chiude i confini al Ministro israeliano, Itamar Ben Gvir, lo ha annunciato il ministro degli Esteri giallo, è il baco, dopo i suoi comportamenti inqualificabili nei confronti dei passeggeri della flottiglia Global Zhou mood,
Ha dichiarato il ministero.
Degli esteri francese, intanto, un convoglio di terra accampato in Libia denuncia di essere stato respinto dalle autorità di Haftar nell'est.
Quindi in tema.
Del.
Bottiglie che rimane è libero, proprio unisce anche un aspetto di politica interna, andiamo a vedere AWS contro Di Battista.
Interessante a sinistra è caccia aperta ai voti della flottiglia.
E albanese, flirta col Movimento 5 Stelle, secondo Tommaso Montesano.
Frantoiani annuncia una manifestazione a Roma a sostegno della missione e l'obiettivo è una mobilitazione permanente sfruttando l'eco mediatica c'è la concorrenza dell'ex idolo grillino che vuole anche.
Montanari e queste sono le vicende e gli scenari della politica italiana dalla quale, forse.
La questione centrale che possiamo prendere è quella.
Intervista.
Che possiamo prendere per il, diciamo così?
Dal dalla parte del governo e della maggioranza è quella a Tommaso Foti, ministro per gli Affari europei, e qui siamo più al tema delle accise e dell'energia perché, Lorenzo De Cicco chiede l'Italia ha le mani legate dalla Unione europea sulle finanze per far fronte alla crisi in Iran.
Come sostiene Meloni e Foti risponde?
Dico una cosa.
Era auspicabile che, a fronte di una situazione eccezionale, vi fosse a livello europeo, una risposta tempestiva.
Allo stato così non è stato,
Eh va be'diventa quasi poi stucchevole sottolineare e se si ha una impostazione, come si dice, nazionalista e sovranista.
Poi però.
E se l'Unione europea?
Non reagisce in modo, diciamo così, all'altezza della situazione eccezionale, bisogna anche domandarsi
Quali sono le premesse politiche e istituzionali che portano l'Unione europea, non riuscire a reagire a queste condizioni di emergenza, però ritorniamo al ragionamento di Foti bene ha fatto allora il presidente Meloni, il presidente nella sua lettera von der Leyen a evidenziare la necessità di estendere la flessibilità già concessa per le spese di sicurezza e difesa anche agli investimenti per la crisi energetica legata al Medioriente non vedo chi possa negare che l'energia si è sicurezza, come lo è l'economia e porti non vedo chi possa negarlo, ma la proposta per il momento,
è lasciata cadere.
E 15 De Cicco chiede, ma che soluzione vede davvero all'orizzonte, i negoziati europei hanno una loro complessità e anche un po'di ritualità, tuttavia non vedo una sola ragione per non accoglie la richiesta di Meloni atteso che non mette a rischio nel medio termine la sostenibilità della finanza.
Pubblica e quindi la linea del governo rimane.
Rimane quella.
Sulla flottiglia, perché la linea del governo è cambiata radicalmente, anche se secondo l'opposizione siete sempre timidi e infatti risponde, la linea del governo è sempre stata chiara sia con gli USA che con Israele, alleati sempre subalterni, mai l'opposizione sistematicamente impegnata a denigrare il governo Meloni anche laddove è il caso della politica internazionale.
Esso ancor di più eccelle.
E quanto sia centrale dell'Italia oggi in ambito internazionale e quanto sia apprezzata e stimata Meloni lo attesta anche la stampa internazionale, ma a sinistra hanno deciso di non leggere sulle ipotesi di voto anticipato evocati da Salvini, abbiamo davanti diversi mesi di governo, occorre utilizzarli al meglio per realizzare appieno il programma elettorale e poi nel 2027 andremo a vincere.
Sulla legge elettorale, il centrodestra accelera primo voto alla Camera entro l'estate
Non mi occupo di tempi di approvazione, la decisione spetta al Parlamento, una nuova legge elettorale è indispensabile per evitare scenari di incertezza con un Parlamento senza maggioranza e con una maggioranza debole come tale, prigioniera degli umori dei suoi sostenitori, la stabilità politica ne prova l'esperienza del governo Meloni è fondamentale per l'Italia ed è una stabilità che la nuova legge elettorale,
Può contribuire a garantire alla coalizione più votata.
Dagli elettori.
Qui però sporchi, ecco, bisognerebbe approfondire l'inciso la decisione spetta al Parlamento, perché in realtà il Parlamento avrebbe un ruolo un pochino più ampio, non solo la decisione, ovviamente una legge, la deve fare il Parlamento, diciamo così i.
I decreti in materia elettorale sono ancora più.
Abbiamo, diciamo così, sul piano costituzionale impresentabili.
Ma al Parlamento in democrazia non spetta solo la decisione, spetterebbe anche la discussione, che invece si continua a fare da mesi
Eh.
In modo totalmente
Diciamo così.
Il team di Corri.
Nei corridoi, tanto che ogni ipotesi attualmente in discussione è frutto di indiscrezioni.
Il Parlamento.
È sistematicamente.
By, il passato da questo punto di vista.
L'intervista a Foti evoca alcune cose che vale la pena approfondire, la prima è il ruolo della Lega.
E di Salvini, allora prendiamo.
Pagina 12 del Corriere, che descrive, con Marco Cremonesi il gelo dei governatori leghisti sul ritiro voluto da Salvini.
Questo ritiro voluto a Vigevano qual è la notizia?
Che il primo forfait è quello di Zaia, ma il segretario punta a una campagna centrata sui territori.
E retroscena di Cremonesi, lo revochiamo soltanto, ma.
Così, per dare l'idea che anche all'interno della Lega la situazione non è scontata, rimaniamo sulla maggioranza Forza Italia.
La stampa.
A pagina 13, Marina Berlusconi e il rebus della leadership, e qui c'è un sondaggio che è quello di Alessandra Ghisleri, secondo il quale uno su tre la vuole alla guida di Forza Italia.
Tra gli elettori di centrodestra, il gradimento è oltre il 50% è percepita come figura più competente che carismatica.
Nel centrosinistra, uno su due, comunque, lei riconosce anche capacità politiche tiepidi i sostenitori dei Fratelli d'Italia, che temono possa drenare consensi a minori questo.
Verrebbe.
La tentazione di definirlo un sondaggio per il lancio in politica diretto, cioè nella versione della discesa in campo.
Di Marina Berlusconi, gradimento tra gli elettori di centrodestra, oltre il 50% sono i dati che riporta.
Ghisleri sulla stampa.
Forza Italia.
Eh.
È al centro anche del dell'intervento di Giacomo Salvini, giornalista del Fatto Quotidiano che oltre.
E cioè che invece di evocare.
Le.
Potenzialità le possibilità di discesa in campo di Marina Berlusconi.
Approfondisce la linea politica di Marina stessa.
Mentre Fratelli d'Italia italiani aprono a Vannacci secondo Giacomo Salvini, la linea di Marina Berlusconi e Forza Italia è che staremo in coalizione, ma solo senza Vannacci colui non possiamo andare se sta fuori libera il centrodestra da pericolosi estremismi, ecco quindi un punto e può diventare il punto di scontro nella cosa che poi truffa, discutere ed è al centro dell'attenzione nel dibattito politico italiano c'è chi si allea con chi,
Con il Fatto Quotidiano.
Il ragionamento, la linea di Marina Berlusconi è.
Se ciò Ramacci non ci siamo noi.
Eh.
La questione può avere evidenti ricadute particolarmente significative abbiamo anche a proposito di centrodestra, l'intervista o di Fratelli d'Italia, in questo caso l'intervista a Ignazio a Ignazio la Russa Virginia Piccolillo sul Corriere, Giorgia Meloni, ricorda Giorgio Giorgio Almirante, che continua a vivere nel percorso della destra presidente la Russa ripescate perché ti mette Vannacci ricordo Almirante ogni anno risponde la Russa.
Nessuno pesca mento, quindi lo ammiravo politicamente e l'ho conosciuto, apprezzando neanche l'ironia Vannacci non lo conosco personalmente, non l'ho mai visto negli anni in cui l'amicizia la militanza a destra era difficile, forse perché era militare, ma comunque non c'era quindi Miss, mi sembra un'accusa talmente meschina che,
Con tutto il rispetto per Vannacci, mi vien da ridere così.
La Russa.
Diciamo così, che chiude la questione Almirante nell'intervista, ovviamente.
È molto più ampia e si trova sul Corriere della Sera, pagina 15, il dibattito a sinistra,
Lo troviamo in termini di vicende dei partiti, soprattutto.
Sul caso Vendola.
Partiamo le parole di Vendola stesso ieri, intervistato su Repubblica.
Sono arrabbiato perché si chiude una vicenda che non avrebbe mai dovuto aprirsi un orribile macchina del fango, trasformata in un'accusa sgangherata e grottesca.
Il.
Da condanne in primo grado, annullamento del processo e contestuale, trasferimento Potenza e ora la prescrizione e stende un velo non pietoso sul tuo passato questo commento.
Al veleno del Fatto Quotidiano, un vero non pietoso.
È il tema.
Poi a discutere politicamente e Repubblica, approfondire a pagina 12, con Concita De Gregorio, il processo Ilva a carico di Vendola è durato 16 anni.
è cambiato la storia, la sua personale latu, naturalmente quella della Regione che amministrava e dell'Italia intera, perché Vendola, dopo aver costruito un progetto politico che ha fatto della Puglia, una regione all'avanguardia nel paese d'aver cambiato, il destino di generazioni di suoi giovani conterranei avrebbe certo avuto una prospettiva lunga nazionale alla guida del centrosinistra e forse del governo, insomma coincidono De Gregorio,
Esprime un attestato di stima politica enorme nei confronti di Vendola.
E, con rammarico osserva, non è andata così e nella bellissima intervista che ha dato ieri a Giuliano Foschini ne spiega le ragioni intime e politiche, il lunghissimo processo si è chiuso con la prescrizione delle accuse presunte pressioni sull'allora direttore dell'Arpa e Vendola non è affatto felice, anzi sono arrabbiato e qui,
La citazione che abbiamo.
Abbiamo già fatto e che prosegue.
Negli anni in cui è stato sotto processo Vendola, si è allontanato dalla vita politica, trovando per sua fortuna la pienezza di quella personale, l'Italia ha però perso un leader e un futuro possibile e non è stato un caso e con non è stato un caso.
De Gregorio, seppure indirettamente.
E senza una menzione esplicita.
Da, diciamo, una valutazione politica delle motivazioni, cioè.
E che fossero motivazioni politiche quelle che hanno portato alle accuse.
Avendola un uso politico della magistratura, in altri termini.
Buzzi e Strippoli sul Corriere
Descrivono il caso che scoppia il caso Vendola, non dovrebbe essere più candidato.
La questione.
Che è al cuore sia degli attivisti sia dei politici va a innescare un dibattito più ampio, che riguarda anche le prossime elezioni politiche Marco Travaglio chiede agli alleati del campo, largo in primis proprio i verdi, di esprimere un giudizio sulla prescrizione di Vendola, e qui c'è la la citazione,
Di Travaglio Vendola di rimando al Corriere sottolinea i risvolti personali della questione giudiziaria.
Eh.
L'altro, volto di AWS, quello dei Verdi, che si erano costituiti anche parte civile nel processo ostenta sicurezza, e qui c'è l'accettazione di Bonelli.
Non stiamo ragionando di candidature.
In ogni famiglia politica ci sono contraddizioni che vanno gestite, vanno governate, io non ho cambiato idea su ciò che è successo a Taranto.
E gli scontri con l'ex governatore risponde Bonelli, non corrisponde al vero che un mio esposto fece partire Ambiente svenduto la vicenda che ha inizio nel 2008, il mio esposto del 2011.
Ah Vf è un progetto nato insieme a Fratoianni ed è una scommessa.
Perché si è trasformata in una realtà vincente.
È la risposta di Bonelli che cerca di disinnescare la polemica.
Cosa troviamo ancora qui andiamo veramente per per sommi capi e per titoli?
Le questioni economiche e qui il quotidiano di riferimento oggi a la Stampa e parla di una trappola d'estate sui conti pubblici con Alessandro Barbera gasolio, 2 euro al litro, aumento dei tassi della Banca centrale europea, spaventano il Tesoro e il piano è quello di risorse per l'emergenza dai fondi di coesione.
La stampa parla anche di beffa degli aiuti imprese artigiane, il taglio delle accise non può bastare dai rincari alla pompa una stangata da 4 miliardi l'anno secondo Lucrezia Reichlin sull'energia, l'Europa è impreparata ed è l'ora di un accordo con la Cina.
Ne abbiamo parlato all'inizio il rafforzamento della Cina sul piano.
Geopolitico.
E poi c'è il tema della legge elettorale, anche qui partiamo con una definizione, vuol dire non non neutra e ci serviamo.
Del Manifesto legge elettorale, il governo accelera, gli alleati frenano.
Secondo il ministro Ciriani, sì alla Camera sarà a giugno, ma il testo non quadra, il proporzionale più listone nazionale è ispirato al Bhutan osserva il manifesto con evidente intento.
Diciamo non elogiativo, l'iter della norma si intreccerà con le intese non LEP I.
I livelli essenziali delle prestazioni e quindi la Lega pronta ad andare all'incasso l'incrocio tra legge elettorale e le richieste della Lega al Giorno Nazione, Resto del Carlino anche approfondiscono il tema della legge elettorale.
Forza Italia, noi ci siamo, è giusto, il premio al 42% è l'intervista l'azzurro Benigni.
Che ha una linea diversa da quella che il Fatto quotidiano accredita come linea di Marina Berlusconi, cioè se c'è Vannacci non c'è Forza Italia, l'azzurro Benigni.
Che amministro no, scusa perché all'interno del ministro, ma è vicesegretario di Forza Italia, dice Vannacci nel centrodestra firmi il programma comune che è un po'diverso, e dire se c'è lui non ci siamo, noi, vedremo quale sarà.
Effettivamente la linea.
Guerra di aggressione della Russia all'Ucraina è un po'che.
Il l'editoriale di Travaglio non è dedicato a questo tema ed è perché?
Dal fronte diciamo, dal punto di vista militare.
In realtà le cose vanno.
Meglio o comunque meno peggio, di coloro che, come il direttore del Fatto Quotidiano, attestavano una uno scenario di ineluttabile.
Sconfitta,
L'Ucraina contrattacca chief colpisce fabbrica russa Zelenskij rivendica Rai da 1.700 chilometri, ma avverte useranno il missile balistico o Reznik, andate tutti nei rifugi questo.
L'articolo di Enrico Franceschini su Repubblica, mentre c'è.
Sulla situazione interna alla Russia, un articolo molto interessante di.
Ah
Sulla stampa, a pagina.
Quattro di Monica Perosino.
Su Zelenskij, che rifiuta l'Europa a metà.
C'è la proposta di Merz di una adesione che non sia una completa adesione all'Unione Europea e riprende l'iniziativa sul fronte.
Mentre l'approfondimento sulla Russia in realtà era forse sul domani, ma non mi sono segnato.
La pagina e quindi sappiamo mignon.
Riuscire a riprenderlo il rischio Ebola.
Rimane l'OMS alza il livello di allerta e gli USA bloccano i voli dall'Africa, il grado del rischio diventa molto elevato in Congo, alcuni centri di Medici Senza Frontiere bruciati mancano test e laboratori.
E
Discenda Ebola, se ne parla poco, finché è confinata all'Africa e i morti sono africani, Kusociński, Souleymane enorme.
Sembrava si fossero.
Placate le manifestazioni in Serbia.
Contro.
Contro Vucinic, ieri decine di migliaia di persone hanno partecipato alla manifestazione indetta dagli studenti universitari serbi in protesta contro il presidente autoritario Aleksandar Vučić, così definito.
E questo è un tema da guardare con attenzione per le conseguenze politiche, anche sul sull'Europa andiamo a finire con gli approfondimenti relativi.
Al?
Al diritto internazionale, però, prima intelligenza artificiale, Palantir la una delle grandi aziende dell'intelligenza artificiale e in particolare i rapporti con il Pentagono, con l'amministrazione Trump, ma non solo, anche in Gran Bretagna, la sanità nel Regno Unito e la cattura dello Stato,
Wall Street King, ex ministro della Salute, prima di dimettersi per sfidare Starmer, ha preso la decisione che può trasformare le cartelle cliniche in strumento di sorveglianza, affidando appunto a Palantir la gestione di dati.
Tra sensibili come quelli del.
Come quelli della sanità, però, andiamo al Festival dell'Economia di Trento.
Con l'articolo di Roberta Miraglia, sul Sole 24 ore abbiamo assistito al rapimento di un presidente da casa sua, al bombardamento indiscriminato di popolazioni civili, al blocco di uno stretto vitale per la navigazione, eppure osserva Giuseppe Nesi, professore all'Università di Trento, componente della Commissione e del diritto internazionale dell'Onu.
Contrariamente a quanto potrebbe sembrare, lo stato di salute del diritto internazionale non potrebbe essere migliore e sono dichiarazioni che sorprendono e quindi.
Proviamo a capire cosa le argomentazioni di questo professore all'Università di Trento Giuseppe Nesi, ciò che preoccupa e colpisce è la mancanza di reazione alle gravi violazioni commenta, nel corso del del padre, colpisce anche il disprezzo di alcuni governi per il rispetto delle regole.
Nel corso della storia ci sono sempre state violazioni dei trattati, delle convenzioni della Carta Onu, ricorda Marina Castellaneta dell'Università di Bari, ma quello che caratterizza l'attuale fase dell'ostentazione, della violazione con Trump che dice di avere come limite la sua morale personale nonostante i comportamenti della prima potenza al mondo tuttavia, la giustizia penale internazionale continua a Castellaneta.
Sta vivendo una fase importante, due capi di Stato e di.
Governo Vladimir Putin e Benjamin Netanyahu sono stati destinatari di mandati di arresto della Corte penale internazionale.
Anche se non sono stati eseguiti
Fa notare mesi, i due leader non hanno più la stessa libertà di movimento, una restrizione che fa capire come le regole siano efficaci e un'analisi in controtendenza, questa, dei due accademici intervenuti al Festival dell'Economia di Trento, ripresa valorizzata dall'inserto del Sole 24 ore, che mette al centro un,
Un elemento, si diceva, il primo segmento di giustizia penale internazionale,
Per il quale proprio il proprio, il Partito radicale di Marco Pannella con non c'è pace senza giustizia ha condotto.
1.
L'opera l'iniziativa politica, tanto da fare proprio davanti alla Fao di Roma.
E nel 1998, in occasione della istituzione della Corte penale internazionale, una manifestazione alla quale, insieme ai radicali prese parte anche il segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, e con questa è così in memoria.
Possiamo chiudere la puntata di oggi di stampa e regime.
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