Tra gli argomenti discussi: Rassegna Stampa.
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Rubrica
Dibattito
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17:30, Roma
9:31 - CAMERA
9:00 - Camera dei Deputati
12:30 - Parlamento
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Buongiorno, eccoci all'appuntamento con stampa e regime, la rassegna stampa di Radio Radicale e.
Andiamo direttamente agli aggiornamenti sulla questione.
E della guerra e faremmo un grande accordo e ciò che dichiara Trump sui quotidiani, leggiamo una storia diversa e la andiamo a leggere direttamente, con un'intervista a mio avviso esemplificativa di quelli che sono i rischi e di quella che è la situazione.
Salam Vacchi il direttrice del Medio Oriente per chatta mouse intervistata da Repubblica.
Che ha da Antonello Guerrera, che le chiede. Stiamo di nuovo un punto morto tra Iran e Stati Uniti nei negoziati e ora che succede la risposta non sono ottimista. Siamo in una terra di mezzo in cui potremmo non avere un accordo a lungo. Se qualcuno dice che ci sono stati progressi, di certo non sono sostanziali o solo per calmare i mercati o sostenere la propria narrativa in patria, ma non ci sarà pace fino a una vera svolta che sinora non vedo, ma quale svolta potrebbe realisticamente arrivare difficile dirlo? Al momento non ne vedo una per tre motivi. Primo, ognuno pensa di poter vince. Secondo, c'è una enorme sfiducia tra i due Paesi. Terzo, un accordo potrebbe risultare politicamente tossico a livello politico interno, negli Stati Uniti e in Iran. Quindi, per superare questo stallo in questi termini negoziati, ci vuole un serio compromesso tra le 2 parti, oppure ci sarà un ribilanciamento dei poteri nell'area, magari attraverso nuove offensive militari e poi
Alla domanda diretta. Lei non è ottimista riguardo a un accordo. La risposta di questa analista internazionale, intervistata da Repubblica, è no. Non sono ottimista. Credo che il risultato più realistico, ossia un memorandum d'intesa provvisorio che impegni le parti a negoziare a lungo termine su temi come il nucleare iraniano, ma anche su questo non ho molta fiducia, perché serve pazienza volontà su entrambi i fronti, dettagli tecnici credo che Trump sia l'unico ad avere il capitale politico per raggiungere un patto. Continueranno a questo punto, ma allo stesso tempo, non capisce che trattare con l'Iran. È complicato e forse è stato informato male dai suoi consiglieri, perché gli americani non sembrano avere mentalità. Approccio giusti, con la psicologia e mentalità del regime di Teheran, che resta ancora intatto, e non prendere decisioni basate sul prodotto interno lordo o sulle sanzioni inflittegli, alle quali resiste da 47 anni. La potenza militare statunitense non basta per l'Iran, è una questione esistenziale
Euro a cosa accadrà color Moose, certo, una leva notevole per l'Iran, una sorta di nuova crisi degli ostaggi, anche perché l'Europa ha deciso di restare fuori da questo conflitto, rendendosi così irrilevante nei negoziati Matera non può forzare troppo la mano, altrimenti rischia di rovinare anche le relazioni con altri.
Paesi del dell'area
In maniera permanente, gli Stati del Golfo a lungo termine diversificherà, hanno le loro rotte, questa è.
La situazione secondo l'analista di Chatham House intervistata.
Intervistata da Repubblica e
Vogliamo e cerchiamo di dare spazio anche al tema di ciò che accade.
In Iran e Shirin Ebadi, premio Nobel spesso presa come figura di riferimento nell'opposizione al regime e in più assi, è esposta molto all'inizio.
All'inizio di questa, diciamo nuova fase di crisi, invocando insieme altri dissidenti l'intervento militare americano è e quindi è interessante andare a vedere ora che l'intervento.
Diciamo, è arrivato e c'è anche stato il tempo per iniziare a valutarne la portata, qual è il parere di Shirin Ebadi, con questa guerra i Guardiani della rivoluzione hanno aumentato la repressione interna, mostrano il loro voto molto più feroce, ma non fatevi ingannare il regime è indebolito l'Iran è come un vulcano pronto a esplodere riprenderanno le manifestazioni, sarà il popolo iraniano a riprendersi la libertà è quantomeno Shirin Ebadi rimette
Come dire all'ordine del giorno, rimette in circolazione.
L'idea che.
Che questo regime si possa abbattere, Shirin Ebadi si fa sentire da Londra per smontare la narrazione di un regime che uscirebbe rafforzato dalla sfida militare con gli Stati Uniti e validi, dice nessun governo può resistere a lungo quando ha contro l'80% della popolazione come avviene nel nostro Paese ovviamente adesso la priorità è fermare la guerra, poi saranno gli iraniani, non le bombe americane, a dare il colpo di grazia al regime.
Inevitabile chiederle ora i suoi campo combattere oggi si sentono traditi da un'Amministrazione americana che invece tratta alla fine della guerra, ignorando le promesse che fece Trump col famoso patrioti iraniani continuate.
A protestare.
E e la lettera a Trump che Shirin Ebadi scrisse a gennaio, assieme ad altri sei dissidenti proprio per imboccare il sostegno americano, la lettera Trump era basata sul diritto internazionale. Nel 2005, dopo il genocidio in Ruanda, le Nazioni Unite approvarono la dottrina responsabili easy to Protect, e quindi abbiamo fatto appello a quel principio giuridico. In pochi giorni, infatti, i Guardiani della Rivoluzione uccisero circa 40.000 persone, sparando sui dimostranti, c'erano tutte le basi legali per un intervento della comunità internazionale e a quel punto, Marco Varvello, osserva l'attacco militare americano. Ci fu invece a fine febbraio, sospinta israeliana
E ora nessuno più parla di cambio di regime a Teheran, solo di nucleare e di ripristino del traffico navale nello stretto di Hormuz, dunque vi sentite traditi un'altra volta no.
Risponde Ebadi, per il semplice motivo che non avevamo nessuna speranza di un interesse genuino e, da parte di Trump l'America non è dalla parte del popolo iraniano, la nostra gente sta combattendo adesso una guerra su due fronti, contro gli attacchi israelo americani e contro il regime sono lo stesso nemico questa guerra, infatti, è diretta conseguenza della politica estera degli al gli ATO, la fin dal 79 è,
Shirin Ebadi.
Diciamo così, si si pone in continuità con la lettera con la quale?
Invocava il sostegno americano, però, e poi, se si dice che?
America è popolo iraniano.
Il regime.
Iraniano sono lo stesso nemico
Il cambio.
Come si dice in questi casi, almeno di narrazione, ma chiamiamola pure di impostazione politica.
Pare evidente.
Su RAI Zampa Levi fa notare batik è stato l'unico a farsi avanti come leader per il post.
Repubblica islamica.
Il governo italiano dovrebbe espellere l'ambasciatore iraniano e chiudere la rappresentanza di Roma sarebbe un messaggio importante, secondo Shirin Ebadi, tra i commentatori.
Molto critico, Rampoldi sul domani e anche Negri sul Manifesto.
Prendiamo un passaggio.
Di questo suo editoriale.
Trump è finito impantanato nello stretto di Hormuz, scatenando la più pesante è la più pesante crisi energetica mondiale dagli anni 70, la guerra lanciata da lui e Netanyahu.
È stata per ora un disastro strategico che ha rivelato la sua arroganza e quella di una dirigenza incapace, come se nessuno a Washington fosse capace di prevedere le mosse iraniana Teheran è stata abile a sfruttare il suo maggior asset, che non è l'atomica che non possiede ma il controllo di Hormuz.
E tutto questo ha un significato in un recente articolo del Wall Street Journal ricordava che, dopo questa guerra, l'era dei mari liberi, quella assicurata per decenni dagli Stati Uniti, sta andando in frantumi e ora ognuno deve pagare per attraversarli commenta Negri una figuraccia per Trump e i suoi generali. Dopo l'Afghanistan l'Iraq, la Libia, gli USA hanno aggiunto un altro flop flop che non rassicura gli alleati storici di Washington e in qualche modo lancia un segnale incoraggiante a Cina e Russia e poi
E gli europei si domanda Negri la Unione europea e la NATO con i tagli.
Ai militari americani relax di Ucraina appaiono come entità etere spaventate che subiscono le decisioni altrui e non sono neppure in grado di imporre sanzioni credibili a Israele, che viola qualunque principio del diritto internazionale, cosa sono oggi gli europei sonnambuli in attesa di un risveglio amaro, questo il,
Commento.
Questo è il commento di negri e prendiamo anche sull'altro fronte dei principali, almeno quelli che vanno alla attenzione.
Della stampa internazionale, perché poi i conflitti nel mondo sono?
Non sono molti, ma prendiamo la guerra di aggressione.
Della Russia all'Ucraina.
Da una parte sul Fatto quotidiano, ma abbiamo provato a cercare velocemente riscontro anche sui siti internazionali e.
In realtà.
La versione del Fatto Quotidiano di una.
Della provenienza non russa o del Sud, dopo riprendere la.
Questione, ma, insomma, della
Di una responsabilità ucraina nella deviazione.
Del drone russo prendiamo più precisamente dal Fatto Quotidiano Bucarest ricostruisce la vera dinamica dello schianto del velivolo, che ha provocato due feriti e che gran parte dei governi in media europei spacciavano per un'aggressione deliberata am.
Dispone deviato dagli ucraini, questo troviamo sul Fatto Quotidiano.
Non ho trovato però
Riscontro a questa.
Notizia?
Mentre?
Andiamo subito.
Il vicepremier rom rumeno mi Ruta.
I cittadini si chiedono perché un'area così esposta non abbia ancora un sistema anti drone, cosa risponde alla realtà tecnica e complessa la distanza dal confine di sui 10 chilometri, una restrizione della NATO e ci impedisce di fare fuoco dai territori alleati se non vi è la certezza che le munizioni non cadano in Ucraina non possiamo sparare alla cieca lungo la linea di frontiera durante l'ultimo sconfinamento l'abbiamo fatto, abbiamo fatto alzare,
Vorrei caccia, ma hanno avuto una finestra all'interno tento di appena quattro minuti, i velivoli russi volavano a bassissima quota, insomma, dà le motivazioni dell'accaduto Alessandra Muglia, che lo intervista il vicepremier romeno minuta questo incidente ha esposto le fragilità della difesa aerea sul fianco Est della NATO e risponde il vicepremier rumeno quello che serve urgentemente in quella zona è una rete di soluzione anti droni posizionate a terra,
Ne abbiamo già, ma vista la frequenza con cui la Russa viola lo spazio aereo della NATO, è evidente che ne servano molte di più.
E ieri avete stilato i primi contratti del programma set, di cosa si tratta è il primo pacchetto di contratti per acquistare sistemi anti drone e sul tema.
Dell'utilizzo del programma self e dei fondi europei.
E questo ci porta alla alla politica italiana e e ci arriviamo intanto.
Attraverso l'intervista.
A Guido Crosetto, che parla anche del tema dell'adesione dell'Ucraina alla Unione europea che.
Il Crosetto di definisce come prospettiva difficile.
Allora?
Intanto ha discusso litigato, secondo alcuni boatos con Giorgia Meloni sul tema dell'utilizzo dei fondi europei, non c'è mai stata una lite in anni su questi temi importanti per l'Italia, mai abbiamo parlato normalmente liberamente, come sempre facciamo con tutti gli alleati, abbiamo definito una posizione,
Che io rispetto e comprendo poi a me tocca continuare a dire ciò che serve per garantire la sicurezza degli italiani in un quadro completamente diverso da quello che c'era un tempo, tutti sono consapevoli quelli che avevano preso impegni pluriennali e può essere che ci siano tappe diversificati, ma quello che dovremmo fare lo faremo.
Tutto cambia ormai nel giro di ore, 2 giorni fa, l'attacco di un drone in Romania, ieri ancora missili e contromisure tra USA e Iran resta aperto il fronte mediorientale, come si reagisce e come si resiste chiede Paola Di Caro a Crosetto, insistendo sulla necessità di trovare testardamente spazi di diplomazia dialogo, pace su USA e Iran sembra ci si avvicini a una riapertura di ormoni.
Dopo un accordo a cui manca solo la firma di Trump e noi italiani siamo pronti subito dopo i passaggi parlamentari, le navi sono già nel Golfo per un'opera di sminamento che sarà utile nell'immediato a liberare un tratto di mare è vitale per il commercio, i traffici internazionali ma lo sarà anche perché chi va direttamente a svolgere certe operazioni poi gode del ritorno di gratitudine di chi riceve aiuto e quindi Crosetto già.
E già a quando l'accordo?
Sarà sarà affatto.
E poi Ucraina nell'Unione europea o no, tutti sanno, compresi i tedeschi, che è molto difficile e così cosiddetto risponde più, con una previsione che no, con una opinione è in realtà.
Si potrebbe dire che nasconde l'opinione Dietro la previsione, è molto difficile, e quindi meglio di no, non solo politicamente, ma perché se l'Ucraina entrasse in Europa con la sua grandezza e il suo sistema economico, ci sarebbe immediatamente una crisi nel settore agricolo gravissima per molti Paesi dell'Unione europea che nessuno, neppure i tedeschi può permettersi.
In realtà Zelenskij.
Che ha chiuso alla proposta di Merz di una adesione senza diritto di voto c'è.
Di una adesione di secondo livello ave ha invece aperto, nei giorni scorsi ha una adesione che non vada a impattare sui fondi europei e quindi di.
Puntando
Saggiamente all'elemento.
Politico e non ai benefici economici dell'adesione, almeno almeno in parte, qui però Croset Francia trancianti, se l'Ucraina entrasse in Europa, ci sarebbe immediatamente una crisi nel settore agricolo.
L'alternativa per progetto è organizzare un grande sistema di difesa comune europeo che vada oltre gli attuali confini dell'Unione europea a 27, che comprenda Gran Bretagna, Norvegia, Balcani e anche ucraina.
D'altra parte, oggi loro hanno nettamente l'esercito più importante e forte, non credo che un sistema così di qualcuno si potrebbe opporre perché garantirebbe tutti, ovviamente, a tregua e pace raggiunta.
E questo ovviamente.
Molto di impatto sulla sulla situazione, sulla reale praticabilità di questo percorso, però questa sì che sarebbe davvero deterrenza.
Efficace secondo?
Secondo Crosetto, la battaglia di Meloni per oggi in Europa non sembra essere quella sulla sicurezza, ma quella per ottenere flessibilità non solo sulle spese di difesa, ma anche sull'energia i Paesi frugali però si oppongono Meloni ha assolutamente ragione, risponde Crosetto e penso che i cosiddetti frugali parlano d'altro.
No, parlano dall'alto delle loro riserve di energia, di petrolio e di enormi fondi sovrani e di un approccio ideologico al bilancio.
Io credo che all'Europa si debba chiede ancora di più delle risorse, bisogna togliere le regole, lacci che ci rendono lenti, inefficienti, elefantiaci, c'è troppa burocrazia e troppo poco pragmatismo.
E quindi, Crosetto, si unisce all'attacco.
All'Unione europea che?
Giorgia Meloni ha sferrato nei giorni scorsi e che è oggetto.
Dell'editoriale di Monti, sullo stesso Corriere della Sera.
L'assemblea degli industriali all'assemblea degli industriali.
La Premier Giorgia Meloni e il presidente di Confindustria Emanuele Orsini hanno fatto ogni sforzo per incoraggiare gli imprenditori, i lavoratori e i cittadini in generale a tenere duro e a cogliere i piccoli segnali positivi che si intravedono qua e là, pur in una situazione economica e sociale preoccupante era loro compito, hanno cercato di svolgerlo al meglio. Hanno anche affrontato il tema chiave, perché l'economia italiana non è laddove dovrebbe essere con il potenziale che ha. Dopo quattro anni di stabilità politica, spesso considerata ingrediente per la crescita, si domanda
Monti, l'analisi dei due leader non è stata convincente, non perché abbia messo in luce ostacoli ardui che ci sono, ma perché ha messo a nudo la tendenza a non assumersi le proprie responsabilità, additando invece il capro espiatorio.
Anzi, date le grandi difficoltà causate dalla crisi energetica, sarebbe più appropriato parlare di scarica barile.
Scrive Monti e l'attacco è deciso. È triste vedere il capo del governo e il capo degli industriali di un grande Paese come l'Italia addossare le colpe essenzialmente all'Europa ci gonfiano il petto, chiamandoci nazione, ci proclamiamo spesso protagonisti, ma quando si tratta di capire che cosa non ha funzionato, la colpa è sempre di qualcun altro. Certo, sarebbe altrettanto infantile e sostenere che l'Europa sia sempre immune da responsabilità, a volte anche gravi, ma in questa fase in Italia, che ponga a carico dell'Europa i propri insuccessi, come la mancata crescita, è davvero poco credibile. Il tutto l'Europa è venuta incontro al nostro Paese, i soldi l'Italia ha avuto più fondi di tutti gli altri Paesi per il proprio PNR e con gli ultimi tre governi si è affrettata a chiedere anche quelli a debito, non solo quelli a fondo perduto, convinti come siamo che più fondi, più debiti, più crescita
I benefici per la crescita sono stati scarsi, scrive Monti, anche per la riluttanza a fecondare i fondi con le riforme strutturali necessarie per la crescita, ma non gradite alle clientele elettorali, e poi le idee grazie a personalità come Draghi e Letta, che pure hanno formulato i loro rapporti in chiave europea il pensiero italiano ha potuto avere particolare voce in capitolo nel plasmare le politiche europee su mercato unico, competività e poi peso politico. La premier Meloni ha,
Anche grazie a un ampio sostegno cross sparsi dell'Italia a Bruxelles, ottenuto che Raffaele Fitto diventasse il vicepresidente esecutivo della Commissione, con un ruolo particolare per i fondi per la coesione e su questo sfondo, ossia il Governo Confindustria, vogliono muovere critiche all'Europa, ben vengano, ma non con superficialità demagogica,
Cost Confindustria deve avere anche avuto un ruolo nel convincere Meloni, nel febbraio scorso, a fare fronte comune con la Germania, presentando un documento sul mercato unico e competività, purtroppo in esso si dava il sostegno dei due Paesi ad alcune misure comunitarie che, come nel caso di una maggiore flessibilità agli aiuti di Stato a livello nazionale danneggiano il mercato unico avvantaggiano le imprese tedesche.
E penalizzano quelle italiane, dato che l'Italia non dispone dello stesso spazio fiscale della Germania, è qui.
In Mario Monti troviamo la stessa osservazione e, in qualche modo di di Crosetto, però Monti fa notare, è però le l ita, Alia a si è unita.
Alla Germania, e proprio su quella linea che beneficia la Germania, che ha possibilità di intervento di spazio fiscale, quindi intervento.
Economico anche a debito e danneggia invece l'Italia.
E
Sul piano globale, e non solo quello europeo, la capacità di Meloni di attrarre attenzione rispetto in quanto il Dieter dinamica non trova pieno riscontro in una logica capacità di individuare il posizionamento strategico utile per l'Italia e di perseguirlo con coerenza. Il capitale politico, certamente costruito all'inizio dalla sua vicinanza al presidente Trump, sia trasformato nel tempo in un boomerang, soprattutto perché si ha l'impressione non deve avere neanche provato a d'esercitare su di lui le doti di tenacia, di capacità, di argomentazione, a volte di persuasione e di cui dà prova in altri contesti, ha preferito fino a poco tempo fa, restare nella sua luce, senza disturbarlo e come esempio me
Monti.
Ah, quello della vicenda del Board of Peace.
è di questi giorni, infatti, la notizia che questo board of Peace, negazione stessa dello Stato di diritto e del multilateralismo è fermo ai blocchi di partenza, non ha ancora ricevuto alcun finanziamento.
Oggi ci lamentiamo con l'Europa perché non ci aiuta a rendere più tollerabili le conseguenze pesantissime sulle imprese e i cittadini italiani della guerra, scatena scatenata dagli Stati Uniti e da Israele, ma non dovevamo essere noi, l'Italia, il ponte con gli Stati Uniti, invece abbiamo lasciato il presidente Trump scatenare la guerra e poi andare a Pechino per un accordo storico un accordo con il quale, a fronte di un eventuale aiuto cinese alla riapertura dell'asta dello stretto di Hormuz,
Il problema creato da Trump e che tre mesi fa non esisteva gli Stati Uniti, buttano alle ortiche, la dottrina su Taiwan che regge va da 80 anni, la loro strategia indo-pacifica, comunque, va alla conclusione Monti e sacrosanto chiedere, all'Europa di attrezzarsi per non essere una nullità in politica estera e in politica energetica purtroppo,
Un po'perché cessi di esserlo è essenziale, tra le altre cose, superare quel diritto di veto in tali materie, che Giorgia Meloni ha più volte perentoriamente negato di essere disposta a superare.
E allora, infine, Monti, richiama un proprio precedente editoriale di un paio di settimane.
Fa, nel quale suggeriva al Governo e alle posizioni di chiarire meglio come l'Italia ha voglia far evolvere l'Europa Europa che sarebbe molto più nostra se ne facessi muso, responsabile, irrispettoso, sfruttando la per migliorare il futuro degli italiani, non facendone strame per guadagnarne qualche voto.
E sul Sole 24 ore Sergio Fabbrini.
Svolge analisi critiche, non troppo dissimili, bisogna dire che sul quotidiano di di Confindustria.
Fabbrini, al contrario dei Monti, mette nel mirino solo Meloni, e non anche Orsini, però.
Le critiche sono in buona parte analoghe a quelle di molti.
A Brindisi insiste su una scarsa conoscenza o rappresentazione?
Ho accuratezza di rappresentazione dell'Unione europea da parte di Meloni, l'esempio è il classico, l'Unione europea troppo burocratica, beh, il Comune di Roma impiega tra dipendenti diretti e partecipate.
Un numero impressionante.
Di persone, 62.000.
La Commissione europea ne impiega 32.000.
Un dato spesso evocato, ma.
Sicuramente.
Efficace.
È la nostra premier, sembra misconoscere l'Unione europea a quest'ultima andrebbe certamente riformata, ma non a casaccio è possibile alleggerire le norme che regolano i mercati interni, nello stesso tempo è però necessario rafforzare la capacità degli organismi sovranazionali nelle politiche che vanno oltre i governi nazionali.
Il tema sul quale insiste.
Fabbrini se andiamo.
Al?
Invece, alle interviste alle voci che arrivano dalla maggioranza, beh, intanto possiamo prendere.
Salvini intervistato Matteo Salvini, intervistato sul.
Sul giornale che se la prende esattamente con i burocrati di Bruxelles, intervistato da Gabriele Barberis.
Bollette rincari, crisi internazionali il ministro Salvini oggi che cosa pesa di più sulle tasche degli italiani risponde a Matteo Salvini, il costo della vita quotidiana dalla spesa alle bollette alla benzina, in buona parte già causato dalle 2 guerre in corso come governo siamo stati tra i primi in Europa a muoverci dal taglio delle accise sul carburante al blocco degli altri aumenti paghiamo però,
Con il governo e come cittadini.
Lo ottusità e la lentezza di Bruxelles, che ancora oggi ci impedisce di investire tutti i miliardi che vorremmo per sostenere famiglie e imprese in difficoltà, se non ora, quando.
I burocrati europei qui in realtà le decisioni, ovviamente in questo caso sono prese ai massimi livelli, da politici che sono eletti negli loro Stati nazionali almeno tanto quanto Matteo Salvini, ma non importa, i burocrati europei sono già in ritardo, saremo costretti ad agire da soli pur di aiutare chi ne ha bisogno adesso non possono dirci comprate più armi e nello stesso tempo non spendete altri soldi per bloccare gli aumenti di bollette benzina è assurdo.
Risponde.
Salvini in questa intervista sul giornale e comprate più armi, lo dice
Dice innanzitutto Trump, per la verità la guerra in Ucraina non si chiude mai per i continui raid di Mosca, c'è qualcosa che il governo non può fare di più a volere la pace, devono essere in due, mi pare che non solo Putin ma anche Zelenskij non stia lavorando per la pace,
Insomma Zelenskij non sta lavorando per la pace e poi sulla sicurezza rivendica Salvini l'approvazione delle norme.
Sulla sicurezza, punendo chi gira con la lama in tasca, il ministro Valditara sta lavorando per l'installazione dei metal detector.
Nelle scuole a rischio e, purtroppo, qual è un problema per certo a sinistra il tema sicurezza ancora tabù, penso che molti sindaci che non vogliono dare la pistola a impulsi elettrici, il Tiger agli agenti.
Della polizia.
Comunale, terrorismo islamico.
Cavallo di battaglia de il Giornale nella direzione Cerno e su questo.
Salvini. Cosa dice è soprattutto una questione culturale. Per troppi anni la Lega è stata l'unica a denunciare i rischi dell'estremismo islamico e dell'immigrazione incontrollata a sinistra, hanno sempre negato o minimizzato, perfino per l'attentato di Modena, hanno attaccato il sottoscritto Salvini anziché il criminale che ha falciato la folla, come visto in troppi attentati islamici per me, per la Lega e per i patrioti d'Europa. Il terrorismo e il fanatismo islamico sono il pericolo pubblico numero uno per il nostro futuro e per i nostri figli. L'Islam politico non è in Italia e in Europa per integrarsi, ma per occupare e conquistare sottomettere servono leggi adatte e, oltre a quelle già attivate, la Lega sta lavorando ad altro
Ma anche una chiara consapevolezza, chi tace è complice?
Poi le vicende della politica dei partiti.
Dove si colloca, dove si collocherà e dove finirà il generale Vannacci, con il suo movimento Futuro nazionale, domanda, Gabriele Barberis, sul giornale e Salvini.
Risponde, non parlo di persone, ma di idee, di valori e programmi comuni.
Spero che nessuno aiuti la sinistra a vincere a attaccando continuamente e governo e maggioranza, così si fa il gioco di Schlein e di Conte.
Questo questo Salvini sul giornale c'è anche.
E qui siamo.
Sulla stampa.
Per quanto riguarda la posizione del governo, l'intervista al ministro.
Scotti.
Che sul PNR rivendica i progetti sono tutti in essere.
Stiamo verificando se esistono margini per riprogrammare parte delle risorse, ma.
Parliamo di briciole,
E sulla richiesta di flessibilità?
Inviata da Meloni a von der Leyen sulle spese per la difesa.
All'energia e che cosa vi aspettate, ci aspettiamo che l'Europa riconosca la gravità della situazione.
Ma la Commissione sembra orientata a dire di no, osserva Luca Monticelli, credo si debba evitare un errore di sottovalutazione.
Il Commissario Fitto ha proposto la rimodulazione dei fondi di coesione, noi una riprogrammazione l'abbiamo già fatta, ma parliamo di 7 2 miliardi di euro, uno degli interventi più rilevanti a livello europeo, siamo già intervenuti su competitività, energia, politiche sociali, oggi eventuali ulteriori modifiche richiedono tempi adeguati e soprattutto un accordo con le Regioni e le regioni sono evidentemente contrarie. Si possono usare questi fondi per ridurre le accise sui carburanti, ma lo vedo molto difficile.
Risponde saggiamente Foti il 6 giugno, scade lo sconto sui carburanti, sarà pro broccato, stiamo valutando.
Quindi la via maestra è il deficit attraverso la flessibilità europea, sì, la vera strada è quella indicata nella lettera del Presidente Meloni per affrontare un'emergenza di questa portata serve una risposta europea.
Questa la risposta di Foti.
Repubblica valorizza molto un.
Parere.
Nettamente negativo.
Perché lo spara in prima pagina?
È quella della presidente del Comitato europeo delle Regioni.
Che si chiama Hakata tutto ungherese.
Meloni, si opponga un disastro, usare quei soldi per contrastare i rincari.
La presidente del Comitato europeo delle Regioni quindi attacca.
La proposta di Fitto la definisce una trappola per i governi nazionali, quindi quella strada evidentemente ha degli elementi di difficoltà di complessità anche per la presidente del comitato.
Del Comitato delle Regioni andiamo, siamo entrati.
Con Salvini anche più direttamente nella A nella politica.
Dei partiti e allora?
C'è un'intervista, purtroppo non riesco a da cedere in integrale.
Ah Schlein sul Fatto Quotidiano e il Fatto Quotidiano né parole, né valorizza però un aspetto, quello del no alle larghe intese perché Schlein assicura che con il Pd a guida Schlein questo questa possibilità delle larghe intese è esclusa.
C'è l'intervista a Nicola Zingaretti sul Corriere, e poi quella a Zanda e quella Zanda, ovviamente Zanda si può permettere.
Con meno responsabilità interne di partito di a fare da, diciamo così, da battitore libero Zingaretti è più.
è fedele alla linea.
Critica all'attacco di Meloni all'Europa, usando in realtà l'Est la stessa espressione usata nell'editoriale da Mario Monti c'è quello della ricerca di un capro espiatorio, L Italia è il paese europeo che più ha beneficiato della liquidità del PNRR.
Eccetera, eccetera il fallimento non è dell'Europa.
Che ha fatto di tutto per dare una mano, ma di chi per quattro lunghi anni ha governato questo Paese e?
Sbaglia Meloni a chiedere all'Unione europea più libertà di spesa, e quest'Zingaretti non è che risponde.
In modo netto sul punto, la risposta è la novità è la scarsa credibilità delle richieste di questo Governo quando si avanzano delle richieste erano l'opposizione così debole e peraltro chiedendo solo un nuovo debito per le emergenze prevale lo scetticismo.
Anche qui un.
Una previsione?
Un'opinione, diciamo, il prossimo dissimulata in una previsione, come giudica la scelta della premier di rinunciare a Dio?
Sui miliardi dei fondi Safe, perché la missione è quella di usarne solo cinque, paghiamo la miopia dei governi dei Paesi europei, l'errore di aver pensato solo al Ream nazionale, senza mettere in campo un credibile progetto per finanziare la messa in comune dei comandi militari e tutte le possibili sinergie per avviare il processo verso la difesa comune anche qui Zingaretti non dice,
Andavano usati tutti
Bisognava usarne di meno.
Attacca la miopia dei governi europei, perché non si è fatto un, non si sta andando verso.
La difesa comune
Conte contro l'adesione dell'Ucraina all'Unione europea come Salvini non è un problema enorme per il Pd, farà un accordo di governo con un partito che guarda a Mosca.
Chi ha il dovere di offrire una politica estera e un paese è chi governa e ha quindi giurato sulla Costituzione, ma è chiaro che per l'Alleanza progressista è il tempo del programma Tempo di muoversi dalle posizioni di ciascun partito per arrivare alla posizione comune dell'alleanza dopo i ballottaggi sarà questa la priorità assoluta, quindi la risposta,
È rinviata.
Ah dopo.
I ballottaggi.
Monica Guerzoni, però, insiste su Ucraina e Russia, il Pd è spaccato, così su Gaza è divisa anche l'ipotetica coalizione progressista troverete mai un accordo sulla politica estera.
Oggi la politica estera si divide.
Tra l'immobilismo del presente, il sovranismo che spacca l'Europa, il cambiamento verso l'Europa federale, se su questa.
Terza opzione, quindi né immobilismo né sovranismo, ma il cambiamento verso l'Europa federale, su questa terza opzione le forze progressiste sono unite.
E qui?
Zingaretti trova il punto.
Mentre sul tema del premier primari e leadership oggi non è un punto all'ordine del giorno, bisogna definire perimetro contenuti e obiettivi della alleanza, ma state a carissimo amico, tanti elettori del centrosinistra sono sconfortati, è un timore che spingerà a risolvere i problemi, non a ingigantirsi la volontà politica c'è,
Rassicura.
Rassicura Zingaretti.
Rassicura Zingaretti in questa sua intervista sul Corriere c'è anche.
Cerchiamo di recuperarlo, c'è anche.
Conte sul Messaggero, il Messaggero apre su
Tra le spese per la difesa.
Trattativa finale quindi in questione ancora aperta, se tornerò il governo, un piano per i giovani assicura Conte l'Ucraina nell'Unione europea, prima ci sono altri paesi.
E poi ancora pensiamo a forti incentivi fiscali per far rientrare i ragazzi, andate all'estero, stop al gli stage gratuiti e sull'Europa bisogna rivedere il funzionamento della Unione europea, se l'Ucraina entra nell'Unione, si rischia di creare un sentimento anti europeista nelle nazioni che attendono l'ingresso.
E sul programma della coalizione Conte non ha fretta nessuno sprint per il programma deve essere solido e condiviso.
E quindi se qualcuno avesse in mente il programma non solido e non condiviso, no, questo non.
Non è certo la la linea di Conte e allora.
Prendiamo Zanda, intervistato sulla stampa, l'ex senatore dem.
I partiti del campo largo continuano a ignorare le loro enormi differenze.
È una coalizione pronta a governare e offre Fabio Martini e Zanda non si fa pregare la risposta, è no, fino ad oggi il campo largo è stato soprattutto un cartello elettorale, senza una visione strategica comune, senza un programma comune, senza un leader comune a questi vuoti, per ora si sopperisce con gli slogan ma se il campo largo vuole vincere e poi governare bene deve dotarsi di una visione, di una cultura politica, di progetti decisi, di riforme, di progetti precisi, di riforma e quindi vuole governare bene deve dotarsi di una visione e di una cultura politica verrebbe da chiedere a Zanda,
Come si fa a dotarsi?
Se non la si ha.
Di una visione, ma ancora di più, di una cultura politica.
E magari in pochi mesi, però la domanda invece che Martini fa un'altra per conquistare i voti. 5 Stelle stanno tornando a fare il 5 Stelle, mentre il Pd continua a giocare di riversa anche qui Zanda non si fa pregare, per prima cosa il Pd dovrebbe tornare a definirsi un partito di sinistra. Lasciarsi etichettare proprio come progressisti è un errore e sarebbe ora di liberarsi da una definizione che risente della preferenza dei 5 Stelle e per la verità il termine progressisti era stato chiamato in campo
Anche
Un paio di decenni fa, quando ancora i 5 stelle non c'erano, quindi ecco non addossare, ai proprio ai calci Cinque Stelle la responsabilità di questo tipo di semantica, comunque, anche chi è di destra osserva Zanda può dirsi progressista, ma chiede di sinistra, deve definirsi di sinistra liberandosi da una ambiguità dannosa le parole con cui ti definisci sono importanti perché dicono chi 6 le parole sono importanti.
Ci aveva avvisato anche.
Nanni Moretti ci ha.
Da tempo, in queste ore un sondaggio assegna al Pd un calo di più di due punti non credo che la flessione sia dovuta al voto di maestre, le cause sono profonde, eh eh va be'qui Zanda a un'interpretazione che è simile a quella di Sallusti che ha preso la direzione di Libero dopo l'allontanamento di Sechi.
Anche Sallusti come Zanda non accoglie la lettura, che era stata innanzitutto del Corriere della Sera, di basso galleggiamo direttamente Sallusti. Il Corriere della Sera ha pubblicato ieri un sondaggio di Pagnoncelli che certifica l'ottima salute dei partiti di governo e la pessima di quelli dell'opposizione, dice il titolo del Corriere effetto comunali, quasi a voler trovare una benevola giustificazione tecnica a un risultato che non corrisponde a nal alla narrazione prevalente nei giornali e talk show. Probabilmente pago dazio alla mia ignoranza, ma occhio è esattamente l'inverso. Le comunali sono andate in modo favorevole al centrodestra, che questo è il sentire generale dell'elettorato difficile sostenere che uno di Bologna interpellato da Pagnoncelli abbia fatto un ragionamento di tipo, siccome a Venezia e Reggio Calabria hanno vinto le destre, allora anche io mollo, la sinistra e il voto destra non sta in piedi le letture, più probabilmente da sintomi di voler abbandonare la sinistra perché non ha capito cosa è e cosa vuole
E quindi non è.
I diciamo così, i il, il sondaggio che ne negativo per le opposizioni è positivo per i partiti di governo, non è effetto delle comunali, ma semmai sono le comunali effetto di.
Del, la situazione reale del dare e dell'opinione pubblica, come si dice, può essere, può essere che però un minimo di.
Per dirla con un'espressione brutta della piacere del salire sul carro del vincitore, anche se stiamo parlando comunque di elezioni amministrative in una parte molto limitata dei comune, può essere che però anche quello provochi un effetto dell'elettorato, andiamo a vedere Angelo Panebianco sul tema del pareggio.
Perché?
è un po'che si.
Kiku, che questo tema è l'elemento di discussione.
In particolare relativo alla legge elettorale, ci sono quelli in sintesi che tifano per il pareggio, perché se c'è un pareggio o un pareggio si significa un risultato non chiaro dalle urne, a quel punto è più facile che si crei un governo di coalizione al centro oppure un governo tecnico e,
E cosa scrive Panebianco, in realtà, nell'ipotesi del pareggio, l'esito più probabile sarebbe quello della formazione di governicchi di breve, durata e di cortissimo respiro, a tutto vantaggio delle ali estreme, che potrebbero sfruttare l'insoddisfazione e il Discus discusso di una fascia ampia di elettori per l'inconcludenza della politica, da questo punto di vista il pareggio potrebbe rivelarsi un danno grave. Ecco quindi che un analista politico come Panebianco certamente,
Lontano o apertamente ostile a.
Le posizioni politiche più estreme, nell'uno e nell'altro schieramento in realtà.
Non ha alcuna, non guarda con alcun favore o simpatia i pozzi del pareggio, perché il ragionamento, appunto da pareggio governicchio e da governicchio e da governicchio.
Vantaggio.
Per le ali estreme, in particolare alle elezioni successive, che potrebbero arrivare molto presto, nonostante in tanti problemi e le tante insufficienze delle due coalizioni contrapposte, ci sono almeno altri due buoni argomenti contro il pareggio e a favore della vittoria netta e l'1 e l'altra coalizione. Il primo argomento è che, se una coalizione governa è costretta dalla forza delle cose, a spostare al centro il suo asse politico a tenere a bada gli estremisti di casa propria. Il secondo argomento è che la stabilità di governo, è vero di per sé non basta quando si tratta di politica interna
Un governo stabile può anche essere immobili e inefficiente, però la stabilità di governo in quanto tale è un valore, una carta fondamentale da giocare da parte del primo ministro nei rapporti internazionali, se il tuo governo è stabile e gli interlocutori esterni sono costretti a prenderti sul serio e non hanno nessuna ragione di farlo se ti sanno debole e dimissionario da un momento all'altro e adesso assai più che in tempi passati l'arena internazionale è quella decisiva per tutti, Italia compresa. Questo ragionamento porta a ritenere indispensabile la riforma elettorale.
Poiché ciò che davvero conta nelle leggi elettorali sono i dettagli, occorre sospendere il giudizio fino a quando la nuova legge non verrà varata, se lo sarà, però, la legge elettorale cambia o meno l'attuale, non è tutto se lo fosse paesi con buone leggi elettorali, Gran Bretagna, Francia, Germania non sarebbero ora ridotti come sono,
È qui che viene la parte veramente difficile per Broh per bloccarne le dinamiche centrifughe, cioè le fughe verso l'estremismo, servono nuove idee su come arrestare il declino del Paese e capacità di persuadere il pubblico della loro validità resta però un dubbio, in certi casi non si sa mai con certezza se l'offerta politica a mancare,
O se la domanda del Paese a latitare è Panebianco, aveva scritto in passato.
A parte appunto il l'analisi su ciò che offre uno dei partiti è ciò che vogliono gli elettori.
Il la questione, si potrebbe dire.
Da un certo punto di vista il problema.
Spesso in Italia, sul versante economico 2.
Due cose da sottolineare, intanto.
Libero da enorme.
Visibilità sparandole in prima pagina
Ah, un'intervista.
Al viceministro.
Leo giù le tasse al ceto medio, ecco, il piano è quando si legge un titolo del genere.
Non si può che essere sospettosi, che già è un piano c'è il piano, è un piano che sarà intervistarmi al viceministro Leo il sommario è altrettanto netto, la riforma fiscale è quasi fatta ora aliquota al 33% fino a 60.000 euro è un virgolettato, quindi ora c'è scritto ora aliquota al 33% fino a 60.000 euro.
Andiamo all'intervista sul punto e Leo dice Sti il mio desiderio AIAPP.
Da Piano e dal piano del titolo è diventato un desiderio sì, il mio desiderio.
È quello di portare la fascia di reddito dai 50.000 ai 60.000 euro al al 33% anziché al 43%, soggetta ad Irpef, quindi non è più un piano per ora, ma è un desiderio.
Ma proseguendo la speranza si affievolisce ancora, perché Leo cosa dice, questo significa venire ulteriormente incontro al CED al ceto medio e si significherebbe questo intervento dovrà essere compatibile con i conti pubblici e.
Eh sì.
Anche perché stiamo ancora pagando i danni del Superbonus, eccetera, eccetera, quindi da un piano per ora un desiderio se sarà compatibile con i conti pubblici a ciascuno, valutare il grado.
Di probabilità?
Di realizzazione di questo.
Di questo piano.
E da un punto di vista sociale, è molto interessante il tema con il quale apre il Sole 24 ore il divario generazionale, l'allarme di Bankitalia, che si interroga sull'impatto dell'invecchiamento della popolazione, secondo la relazione presentata il 29 maggio tra il 1991 e il 2022, quindi in 30 anni la quota della ricchezza in mano alle famiglie più anziane,
Ha raggiunto il 32%, quella delle famiglie più giovani è scesa al 4%.
E secondo Bankitalia, ciò produrrà un significativo trasferimento intergenerazionale con If, con effetti sui comportamenti economici e sulla distribuzione della ricchezza.
Il passaggio generazionale concentrerà un valore maggiore rispetto al passato su un numero minore di persona.
E questo?
Un un elemento molto sottovalutato, cioè di come le proiezioni anche demografiche e l'invecchiamento della popolazione porteranno sempre di più.
Ad aumentare appunto il gap tra generazioni e la concentrazione
Della ricchezza.
Sulla legge.
Elettorali con no, una cosa importante, un fatto di cronaca che però.
Qualcosa dice anche sullo Stato.
Così.
Del del delle nostre istituzioni o della nostra difesa so insomma la parata del 2 giugno, la parata del 2 giugno non è andata bene.
Abbiamo visto il Fatto Quotidiano, ci fa il titolo, ci siamo giocati pure il 2 giugno.
La vicenda dei cavalli scappati con incidenti pesanti danni.
Molto significativi.
Potremmo dire che si commenta da sola, forse però andrà meglio approfondito e accertato il quadro di responsabilità di una cosa del genere che espone francamente alla.
Al ridicolo ci sono già le razioni, il comandante dei vigili, una cosa barbara, non farò sconti, ma insomma, è qualcosa del quale si è destinati a continuare a parlare, mentre altre cose che volevamo citare un sondaggio sul nucleare, sulla stampa, però i sondaggi,
Bisogna anche stare attenti alle domande, a volte tradisco sono.
Un po'se ci sono delle delle delle intenzioni, perché va bene tutto, ma andiamo a prendere dov'era il sondaggio dell'asta pa.
Allora?
Assegnato alla pagina.
Perché si dà conto di un?
Mini reattori nucleari, sì, da un italiano su due.
Posto che gli italiani abbiano.
Ben presente.
Le implicazioni del cosiddetto.
Nucleare di nuova generazione
Ma, ecco, andiamo a prendere la domanda, perché?
La domanda è questa.
Sarebbe favorevole o contrario all'utilizzo del nucleare di nuova generazione come fonte di approvvigionamento di energia alternativa e?
Fosse finita qui la domanda, uno va a guardare alla risposta del 54% favorevole e il 30% contrario, ma la domanda è sarebbe favorevole all'utilizzo o contrario all'utilizzo del nucleare di nuova generazione nella prospettiva di ridurre il costo delle bollette e allora,
Se si inserisce nella stessa domanda qui, posto che il tema è importantissimo, va aperto, sicuramente bisogna discuterne laicamente, mettendo in confronto costi rischi di una fonte energetica dell'altra perché, per carità,
Le implicazioni sono molte, ma è chiaro che se nella stessa domanda si mette se uno è favorevole o contrario nella prospettiva di ridurre il costo delle bollette, quindi in una prospettiva alla quale?
E il 100% delle persone almeno sane di mente non può che essere favorevole.
E così si tradisce un po'un'intenzione in un sondaggio del genere curato da Ghisleri sulla stampa, c'è un tema localismo, da una parte, ma con implicazioni.
Il diritto costituzionale, che riguardano tutti dall'altra ed è quello del passo carraio antifascista.
Ovviamente.
Incuriosisce la questione a Verona per chiedergli il permesso per un passo carraio per altre concessioni di occupazione suolo pubblico, occorre sottoscrivere la clausola antifascista prevista dal regolamento comunale, dichiarare di riconoscersi nei principi e nei valori fondamentali della Repubblica e di ripudiare il fascismo e ogni forma di totalitarismo e di condannare l'uso di ogni forma di violenza e Nicolò Zanon interpretato da Fausto Carioti sul libro dice,
È una clausola incostituzionale, anzitutto per assurdità, quale regalo può essere tra l'ottenimento di una concessione di occupazione del suolo pubblico e l'adesione a questa clausola anti fascista?
Esso poi l'intervista in più ampia, la smonta la smonta del tutto.
Il costituzionalista, Niccolò Zanon.
Su Libero.
C'è una?
Un confronto intervengono sul tema degli attacchi che si stanno muovendo, soprattutto, diciamo, da da da da sinistra, sono da un certo tipo di elettorato di sinistra sia a.
Erri De Luca, lo scrittore sia a Francesco De Gregori per le posizioni nel caso di De Luca o più non posizioni nel caso di De Gregori sul tema Israele, Gaza, genocidio.
E in difesa.
Di De Luca e De Gregori, Antonio Polito sul Corriere, Luigi Manconi, su Repubblica forse meno scontato, nonché.
Gli argomenti di politica Manconi siano scontati, pa scontato il fatto che meno scontato il fatto che da parte di.
Da parte di Marco Travaglio.
Venga una difesa.
Andiamo a prenderlo ora.
D.
Erri De Luca e Francesco De Gregori stiamo andando a cercare.
L'editoriale.
Perché?
Ecco, scusate, messe stiamo.
Mettendoci più tempo del del previsto perché Travaglio nel merito, dedica parte dell'editoriale a.
Anche lui criticare.
Le argomentazioni e i contenuti.
Offerti.
Da De Luca e De Gregori qua.
Ne fa una questione di metodo, ho letto.
Ecco, apriti cielo, si citano qui le dichiarazioni di De Gregori, De Luca, apriti cielo, anatemi, insulti, appelli a boicottare le loro opere, come se uno scrittore non fosse libero di usare le parole che preferisce, è un cantautore di non schierarsi su tutto sono i governi che hanno l'obbligo di farlo è come se il talento di chi scrive libri o musica dipendesse dalle sue idee.
Possiamo preferire chi la pensa come noi e lo dice ad alta voce, ma non allestire gogne roghi sulla piazza social per chi non lo fa.
E questo Travaglio sul Fatto Quotidiano e chiudiamo ricordando Edgar Mora, l'umanista globale così definito sul Corriere è morto a 104 anni, una figura.
Di immensa rilevanza per la cultura a livello globale non è certo ora che possiamo.
Approfondire appunto il contenuto e la portata della sua figura, possiamo solo dare notizia del della sua morte e segnalare approfondimenti e ritratti su le pagine dei principali quotidiani, con questa segnalazione chiede, chiudiamo qui la puntata di oggi di stampa e regime.
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