La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 1 ora e 29 minuti.
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Rubrica
Dibattito
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Buongiorno agli ascoltatori è così anche oggi, all'appuntamento con stampa e regime la rassegna stampa di Radio Radicale. Grazie, a Piero Scaldaferri, in regia Federico Punzi, in redazione, Michele Lembo in studi, oggi è il 2 giugno 2 giugno, 2026, ottant'anni di Repubblica italiana, tema che trovate citato praticamente su tutti i quotidiani. Alcuni scelgono proprio anche una veste grafica particolare con il tricolore, la bandiera italiana e massima evidenza, con un paginone che avvolge poi la Edizione consueta del quotidiano. A fare questa scelta sono il giornale e la stampa, la nostra festa, gli ottant'anni della Repubblica, questo è il titolo che trovate su il giornale, la Stampa, 80 anni di libertà, ma poi appunto la notizie su tutti gli altri quotidiani, con la
Bella bellissima fotografia di Anna Iberti, la giovane donna che è diventata un po'il simbolo.
Di questa giornata del 2 giugno 1946 si racconta ancora una volta anche sui quotidiani, anche la storia della fotografia scatto storico del reporter Federico Patellani, simbolo del referendum il cui esito arrivò poi il 6 giugno 1946. Questo è quello che leggete sul Corriere della Sera in basso, in didascalia appunto della foto di cui vi sto dicendo, e naturalmente le considerazioni sono di tipo diverso. Ci sono anche le istruzioni, diciamo così, per chi fosse nella Capitale volesse in qualche modo partecipare alle diverse manifestazioni che oggi saranno
Speciali, diciamo così, saranno diverse da I soliti festeggiamenti degli ultimi anni, appunto, in particolare per la cifra tonda, gli 80 anni di Repubblica vedremo, cercheremo di darvi qualche elemento, ma poi naturalmente meglio approfondire, leggendo i quotidiani in prendendoli in edicola oppure on line come è possibile fare fare oggi vi diremo qualcosa su sugli argomenti che i quotidiani di suggeriscono per riflettere su questo importante appuntamento una repubblica,
Ancora da costruire una repubblica ancora bambina, per esempio, dice Giordano Bruno Guerri ancora sul giornale o una Repubblica mancata, secondo secondo altri, secondo Marcello, venerdì, veneziani le grandi idee della Repubblica sono fuggite, come i cavalli, riprendendo ancora la suggestione di questa notizie di cui pure si continua a discutere la fuga dei cavalli proprio in occasione della manifestazione di oggi i fuochi d'artificio si è saputo appunto che hanno causato la fuga dei cavalli fuochi d'artificio, che in realtà sono un'usanza molto diffusa nella capitale e anche oggi leggiamo per quello che riguarda le manifestazioni del 2 giugno ci sono,
Appunto, interventi di storici, Umberto Gentiloni dell'una, che ci raccontano nei particolari quello che è successo il 2 giugno 1946, i nemici della Repubblica, un'intervista di Mirella Serri ad Aldo Giannuli, uno storico o uno studioso molto.
In particolare, che ha fatto diverse ricerche sui cosiddetti misteri d'Italia, cioè la strategia della tensione, il golpismo, i servizi cosiddetti deviati, ma appunto il ruolo dei servizi d'informazione in una certa fase della iniziale vicenda repubblicana, anche conti sul domani sceglie questa,
Questa traiettoria e poi la Repubblica.
Ah, con le sue contraddizioni Biloslavo parla della mancanza di affezione, come dire della, allergia rispetto il Trigo, altri colore al patriottismo che c'è stata effettivamente nella prima fase della storia repubblicana, con anche l'abolizione della festa del 2 giugno per un lungo periodo voluta poi,
Ripristinata da Carlo Azelio Ciampi, anche articoli che, con i se e con i, ma che naturalmente non fanno parte della storia, ma certamente nelle opinioni degli editoriali si possono utilizzare per proporre un ragionamento al lettore, si parla anche dell'esito del referendum ricorderete che negli anni passati ci sono anche stati tentativi di,
Ipotizzare un episodio di brogli nel voto del 1946 oggi è ancora una volta vengono citati gli studi seri degli storici che hanno smentito del tutto queste ipotesi complottistiche, diciamo, ma ci sono anche dei ragionamenti su cosa sarebbe stato il nostro Paese se invece se invece avesse vinto la monarchia vedremo qualcosa anche su questo c'è poi un divertente sondaggio nostalgico su Libero proposito, appunto, di rievocazioni, ma qui torniamo
Non immediatamente al al 1946, che partito della Prima Repubblica voterebbero oggi gli italiani, un esperimento di You Trend il Partito Comunista italiano sarebbe al primo posto secondo questo studio.
Con il 25 4%, un confronto anche con la consultazione del 1987, che sostanzialmente dovrebbe essere l'ultima con i partiti in questa consi configurazione, la Dc al secondo posto Movimento sociale al terzo, il terzo partito con il 14 e 3% Partito Socialista dietro e il Movimento sociale italiano all'11:09 e dopo il Partito Liberale il Partito Radicale Partito radicale al 6 e 6%, addirittura il Partito radicale della Rosa nel Pugno.
Secondo questo esperimento di You Trend oggi sarebbe al 6,6%, vedremo anche più da vicino questo sondaggio nostalgico, così viene chiamato su Libero e che da questo risultato.
Non del tutto sorprendente, su alcune esperienze politiche della cosiddetta Prima Repubblica, ma poi, per aprire il ragionamento sul 2 giugno, noi ci serviremo invece di un editoriale che trovate sul dubbio a pagina 3 Di Francesco Damato, perché ci consente ancora una volta di tornare su una prospettiva che da questi microfoni da Radio Radicale e in particolare dagli interventi del segretario del Partito radicale, Maurizio Turco, avete sentito di appunto cercare di interpretare quella che è stata la vicenda della nascita della Repubblica, la Costituzione rispetto al passato fascista, carriera unica e leggi fasciste, il compleanno amaro della Costituzione. Vedrete questo ragionamento di Francesco d'Amato, che ci riporta in questa lettura delle continuità, che sono molte sono state diverse, appunto sottolineate più volte da
Queste frequenze partiremo da quel ragionamento perché ci consentirà poi, ancora una volta, di legare l'argomento della giustizia, che è un argomento strutturale, diciamo così, del ragionamento anche sulla salute della nostra Repubblica e legarlo al passato, alle scorie del regime dittatoriale che ha inquinato la storia di questo Paese nella prima metà del 900 arriveremo così alla questione della giustizia, perché riecco le scrive il dubbio le correnti in guerra per le nomine e abbiamo alle spalle il referendum sulla giustizia, sta succedendo qualcosa di nuovo nelle correnti tra raccolta firme plenum infuocati e già iniziata la campagna per il controllo politico del nuovo Csm. Si voterà appunto
Per il Csm, poi, vi diremo bene i particolari, tra poco ne parla il dubbio, ma poi ci sono in arrivo le nuove regole che riguardano la informazione e per i pm ne parla il quotidiano, la Repubblica e questi temi agitano una realtà.
Della giustizia in Italia e che è rimasta quella che era con le contraddizioni che abbiamo conosciuto in questi decenni, che ci legano in parte anche a quel passato di cui parlavamo prima, che non passa anche proprio nelle strutture, nei gangli della nostra,
Impalcatura della impalcatura della giustizia questo è il tema, diciamo che trova larghissimo spazio, appunto noi lo affronteremo da questa specifica angolazione sui quotidiani di oggi, ottant'anni di Repubblica, ma poi c'è lo scenario internazionale e siamo in una fase interlocutoria, ormai costantemente stop and go continui in Iran Trump ha chiama Netanyahu tregua in Libano i due scenari che l'Iran sta cercando.
Di legare insieme e c'è questa notizie appunto Trump ferma Netanyahu è il titolo di apertura del quotidiano la Repubblica e diversi quotidiani parlano anche di quello che sta accadendo nel conflitto politico che c'è nella maggioranza di governo in Israele vi daremo qualche conto di questo? Un conflitto tra Ben Gvir, ministro israeliano, e il premier Netanyahu parla la Repubblica, ma sullo scenario, diciamo così, di guerra e che coinvolge poi anche nelle nostre tasche con la questione degli aumenti dei carburanti e tutto quello che abbiamo vissuto che stiamo vivendo in queste settimane.
Ci sono diversi approfondimenti sulla funzione che hanno gli stretti, alcuni stretti, la conformazione appunto geografica, del nostro pianeta, attraverso cui passano i principali traffici che portano nel resto del mondo il petrolio e altre materie.
Importanti e su questo vi diremo qualcosa e ci serviremo poi per capire un po', per orientarci in uno scenario internazionale di un approfondimento, a cura di Ettore Sequi, un un punto, diciamo così, per capire quello che sta succedendo sulla situazione in generale dal punto di vista internazionale vale la pena anche di prendere il foglio con Petruzzi che ci parla.
Della Guerra e come si vince oggi, perché c'è in atto una profonda trasformazione.
Di quelli che sono gli strumenti con cui oggi si esercitano le guerre, davvero implica riflessioni che sarà importante fare, che si faranno probabilmente nei prossimi mesi e nei prossimi anni, con l'ampio utilizzo di tecnologie che non richiedono la presenza umana ma che poi hanno,
Una funzione letale, davvero impressionante se vedete sui social video davvero terrificanti.
E che ci riportano quanto avviene nel fronte ucraino, dove i droni ucraini hanno avuto un'evoluzione davvero importante anche con l'utilizzo, sembrerebbe di strumenti di intelligenza artificiale per il comando e il controllo, oggi si usano delle reti per resistere, diciamo a questo tipo di attacchi ma è davvero difficile anche perché è un confronto, diciamo sbilanciato, perché il drone come perdita non vale naturalmente quella di una vita umana di un soldato, queste considerazioni, che trovate su diversi quotidiani per la trasformazione che sta avvenendo proprio nella pratica, nella prassi della guerra, in questi giorni, in questi anni, per quello che riguarda appunto lo scenario israeliano, appunto, vi abbiamo già detto che alcuni quotidiani riportano di quella che è la dinamica parlamentare
E la dinamica politica all'interno delle forze che compongono la maggioranza in Israele c'è un'intervista che trovate sull'Unità
Ah Gad Lerner, sulla questione dell'interpretazione della parola sionismo, sionista, sionismo, non è fascismo, dice Gad Lerner, fermiamo il sonno della ragione, qui spiega anche le differenze della sua lettura della sua interpretazione Gad Lerner, rispetto a quanto fa Anna Foa sono sionista, dice anche Gad Lerner Ribor rientrando di un dibattito di queste settimane,
Resisto perché i miei nonni erano profughi, trovate questa intervista sull'Unità.
E per quello che riguarda, invece.
L'Ucraina trovate alcuni approfondimenti oggi.
Sulla sulla situazione in Russia, una situazione sempre forse paradossale che richiama ad alcune scene che abbiamo visto nei decenni passati oggi sul Corriere della Sera, ritrovate un fact-checking come si dice, come si dice oggi, cioè un una pro.
Condimento un'inchiesta giornalistica esercitata su alcune fotografie, dove si vede che alcuni incontri pubblici organizzati dal presidente Vladimir Putin hanno sempre gli stessi sfondi di persone, sono persone che vengono portate in giro appunto per simulare la folla, e si tratta probabilmente di un elemento che riguarda la questione della sicurezza tema,
Molto molto importante per Vladimir Putin, che teme sempre per la sua vita, Zafer Sova sulla stampa ci spiega quali potranno essere gli sviluppi, forse si intravede uno scenario in qualche modo.
Nel prossimo inverno, chi lo sa, se ci sarà, se arriveremo a una fase conclusiva dell'aggressione della Russia, l'Ucraina?
Un'intervista con il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che parte dai temi che riguardano l'Ucraina, ma che poi ci porterà a quanto avviene nel nostro Paese. Le discussioni che ci sono Tajani riflette sulla situazione internazionale, su il suo ruolo di ministro degli Esteri, ma anche sul dibattito politico interno, e parleremo del dibattito politico interno. Ancora, si discute molto sul ruolo di Vannacci. Anche ieri ve l'abbiamo segnalato solo velocemente, un'intervista, Stefania Craxi, in cui capogruppo di
Forza Italia al Senato aveva specificato appunto che il rapporto con Vannacci deve essere sottoposto a ad analisi, perché c'è una differenza profonda con Vannacci, oggi diversi quotidiani ritornano sulle parole di Stefania Craxi, sottolineando, diciamo, la distanza con questa esperienza politica che va delineandosi sembrerebbe anche rafforzandosi quotidiani come Repubblica sottolineano le differenze,
Altri interventi, appunto, per esempio in un'intervista a Piantedosi che interviene anche sul sul 2 giugno.
Parla della prospettiva dalla maggioranza di governo, un conservatorismo liberale, se Vannacci condivide queste idee, può partecipare al progetto del centrodestra, questa è la posizione di Piantedosi, ma poi vedrete anche gli altri temi se faremo in tempo, perché davvero è molta.
Carne al fuoco, come si suol dire oggi un'altra notizia triste è morto Gianni Mattioli, un protagonista della vicenda di cui da queste frequenze ascoltatori, storici, diciamo così hanno sentito più volte parlare un protagonista dell'ecologismo, dell'esperienza dei Verdi, che è nata anche proprio nell'alveo.
Radicale naturalmente con contributi poi di tipo diverso di origini diverse oggi Mattioli viene ricordato su diversi quotidiani, il Sole 24 ore, il Corriere della Sera, la Repubblica noi vi leggeremo qualcosa del commosse parole.
Che trovate a pagina 10 del Manifesto di Massimo Serafini Dio, Gianni Mattioli, il sapere, il movimento e, appunto.
La avversione alle applicazioni del nucleare civile e l'esperienza a Montalto di Castro manifestazioni.
Della fine degli anni 80 e poi il referendum del 1987 commosse parole di Massimo Serafini che ricorda quella esperienza e noi questa sera, da Radio Radicale, vi riproporremo alcuni documenti per ricordare questa importante figura protagonista di una stagione ormai ormai lontana e con questioni che, come vedete, come saprete ci sono segnalazioni anche nella già di oggi oggi sul nucleare, l'opinione è opposta largamente opposta a quella di quegli anni per chiudere due notizie ci saranno di carattere, diciamo più generale, più tra virgolette, culturale
L'Archivio della Biennale, una importante iniziativa è stato aperto e quindi gli archivi consentono di conoscere le vicende con le carte, con i documenti segnalazioni su diversi quotidiani, noi vi leggeremo qualcosa dal giornale, ma poi una importante divertente.
Segnalazione dal Foglio Gran Tour Parioli Viaggio sentimentale nel quartiere di Roma che sognava un impossibile borghesia, è una segnalazione in realtà di un romanzo, di un libro che si chiama proprio Parioli di Filippo la Porta e che parla di questo di questo quartiere ci aiuta anche a.
Diciamo se è possibile uscire dai pregiudizi che ci sono ma naturalmente di tipo diverso, ma conoscere da vicino, anche attraverso un romanzo, la vicenda di un pezzo della capitale che ha attraversato il 900, assumendo diversi significati, questi gli argomenti di oggi ma appunto cominciamo dal 2 giugno poi faremo un passaggio rapido sullo scenario internazionale vediamo di,
Per cercare di segnalarvi tutto quello che abbiamo segnato e che, naturalmente, non è tutto quello che trovate sui quotidiani per quello che riguarda il 2 giugno partiamo da questo editoriale di Francesco Damato che trovate sul dubbio, a pagina 3, la carta incompiuta e naturalmente, il tema della carta.
Viene insieme in questa giornata con il 2 giugno 1946 carriera unica e leggi fasciste, il compleanno amaro, dice Francesco d'Amato della Costituzione, non per guastare la festa degli 80 anni della Repubblica.
E dei 78 già compiuti a gennaio della sua costituzione, considerata ancora da molti a sinistra come la più bella del mondo, ma vorrei sommessamente ricordare che quest'ultima è ancora allo stato transitorio o incompiuto. Mi riferisco in particolare all'Esa alla settima delle 18 Disposizioni transitorie. Appunto è finali essa dice testualmente fino a quando non sia emanata la nuova legge sull'ordinamento giudiziario. In conformità con la Costituzione, continuano ad osservarsi le norme sull'ordinamento dell'ordinamento vigente, che risalivano
78 anni fa e continuano a risalire al Regio Decreto per favore con la minuscola imposta per rispetto dello spirito repubblicano dice anche con sarcasmo, credo d'Amato 30 gennaio, 1941 numero 12 Grazia quel regio decreto, ma anche alla maggioranza referendaria che ha bocciato a marzo la riforma costituzionale della mogi magistratura voluta dal centrodestra e condivisa.
Da dissidenti, anche autorevoli del Pd e di altre forze dell'opposizione. Le toghe godono, per pur nella distinzione dei ruoli di giudice e pubblico ministero o di una carriera unica rigorosamente fascisti. Chiamenti dice Francesco d'Amato unica, direi, considerando il regime del 1941 disinvoltamente dimenticato dai vincitori del referendum di marzo. Viviamo insomma nel campo non marginalmente giudiziario, essendo ormai chiamata dalla nostra, anche da costituzionalisti di un certo peso, la a Repubblica delle Procure, e non solo del lavoro esaltato dal primo dei 139 articoli della Costituzione. Viviamo in un paradosso alto, è grande come un grattacielo, il più grande di quelli di cemento, acciaio e vetro che svettano nel mondo. Non è un bel vivere, francamente dice, anche se molti sembrano trovarvi sibbene ed esultare ogni volta che fallisce, un tentativo per vivere meglio a dir poco è bello certamente festeggiare la Repubblica, la sua costituzione un po'più giovane, meno anziana, magari partecipando alla raccolta dei messaggi promossa dal Quirinale, ma
Anche ricordando nella perdurante transitorietà o incompiutezza, ripeto, viva Alitalia verrebbe da cantare con Francesco De Gregori, pur rimasto senza ispirazione da qualche tempo a questa parte, un riferimento a fatti d'attualità.
Ah, ma la prospettiva di d'Amato ci porta appunto anche a ragionare criticamente e su su questo, su questo anniversario.
Prendiamo un altro argomento di cui avete sentito tante volte parlare Marco Pannella da queste frequenze.
Cominciamo dalla, diciamo, dagli aspetti più difficili, più complessi, e poi arriveremo anche a quelli importanti positivi che sono davvero molti in questa giornata però sulla stampa trovate a pagina 11.
Un'analisi di Fabrizio Goria che ha questo titolo, il paese del debito, la parabola dell'indebitamento dalle spese in più per tamponare lo shock petrolifero del 1900 CED 73 al boom dell'inflazione degli anni 80 fino all'incubo dello spread nel 2011, ora la nuova emergenza energia è davvero utile, a mio giudizio la grafica che trovate in,
Questa pagina del quotidiano la Stampa che, a parte appunto, dagli anni 40, in particolare il primo picco del 1946.
Debito che sfora il 100%, avvicinandosi al 120% del 1946, la nascita della Repubblica e alla ricostruzione e la ripresa postbellica, gli aiuti internazionali, poi il grafico rappresenta una linea, una curva in forte discesa.
Gli anni 50 60, il miracolo economico, lo sviluppo industriale poi, appunto il primo picco, il 73, la crisi petrolifera, ma siamo sotto il 60%
Il divorzio tra Tesoro e Banca d'Italia nell'81 qui saliamo 90 92, il Trattato di Maastricht e la crisi della lira, il rapporto debito Pil, oltre il 100% il governo Amato vara il prelievo forzoso dai conti correnti, siamo sopra il 120%.
E poi, appunto le varie fasi, il 2020, la pandemia del Covid, 19, il lockdown, il crollo del PIL recovery found del PNRR e qui siamo oltre il 120% e al 2022, il picco più altro 100 hs quasi al 160%, lo shock energetico e il rialzo dell'inflazione e poi la linea che tende di nuovo verso il basso comunque siamo su livelli sempre molto molto alti. 135%,
Questo rapporto, l'andamento del rapporto tra debito pubblico e Pil in Italia è una curva che ci racconta la storia della Repubblica, da questo punto di vista, nell'articolo, nell'analisi di Fabrizio Gorin, trovate poi tutte le considerazioni, un tema attuale dice a un certo punto l'autore nell'epoca del protezionismo dell'auto Orchidea regionale ragionare diciamo su i progetti possibili,
Per tamponare questo fenomeno, l'articolo l'analisi a cui vi rimandiamo e abbiamo detto qualcosa solo di questa grafica, a pagina 11.
Della della stampa, ecco, abbiamo iniziato con queste due coordinate che sono un po'delle.
Carte d'identità, come dire di una certa prospettiva, adesso prendiamo altri articoli per entrare un po'più nel merito, anche storico, in questa giornata ci può stare.
Di questo importante appuntamento DeLuna sul paginone della stampa che avvolge il quotidiano, qui trovate tanti interventi Vito Mancuso, l'era della responsabilità Chiara, Saraceno, spetta a noi fortunati eredi della Costituzione e colmare le disuguaglianze che un accenno in chiave opposta a quella di d'Amato con la quale abbiamo aperto.
Giovanni De Luna, scrive quel voto chiuse un'epoca e riuscì a unire un Paese, unire il Paese e la differenza con il 25 aprile scrive Giovanni De Luna storico, molto noto nella storia della nostra Repubblica alla festa del 2 giugno è stata meno divisiva di quella del 25 aprile, quindi si dà per accettato,
Questo questo fatto,
Non all'inizio, però, i morti, i monarchici fecero molta fatica ad accettare i risultati di un referendum, ecco, qui passiamo un attimo questo argomento,
Che li vide soccombere con un margine inferiore alle previsioni 12 milioni 717.923 voti per la repubblica, 10 milioni 719.284 per la monarchia, con una percentuale rispettivamente 54 e 3 e 45 e sette i tentennamenti del re Umberto secondo, in,
Alzarono la tensione a livelli altissimi, sta di fatto che contro la Repubblica appena nata ci furono tentativi eversivi di varia natura, l'accusa gravissima ricorda De Luna, è stata reiterata negli anni l'accusa gravissima di brogli elettorali, manifestazioni di piazza con grida di viva il re.
Assalti alle sezioni del Partito Comunista italiano, altri covi tra virgolette nemici sparatorie, alla fine, oltre ai vari arresti, si contarono un centinaio di feriti e nove morti, tra i quali una studentessa napoletana Ida Cavalieri, che avvolta nel tricolore con lo stemma sabaudo fu ammazzata investita un'autoblinda delle forze dell'ordine skill, schierate dal ministero dell'Interno Luigi Romita a difesa dei comunisti asserragliati nel palazzo di via Medina a Napoli 11 giugno 1946 fu uno dei paradossi
Di quei tempi Napoli proprio, l'ex capitale del regno dei Borboni, spodestati da Garibaldi dai Savoia, con l'80% dei voti a favore della monarchia e quelle giornate del giugno del 46, si rivelò la città più fedele alla dinastia regnante a riprova che il Regno del Sud di Badoglio e Vittorio Emanuele terzo nell'arco di poco più di 20 mesi era riuscito a creare un bacino elevato di consensi in cui non c'era posto per nessuna nostalgia filo borbonica, comunque scrive più avanti,
De Luna, la vittoria della democrazia fu decisiva, la situazione e pian piano si normalizzò i vari partiti monarchici, quello di Alfredo Covelli è quello di Achille Lauro Sina bissarono per sempre, a differenza dei fascisti, che proprio da quell'elettorato dice De Luna riuscirono a drenare nelle loro file consensi dirigenti e gregari questa ancora,
Oggi rimane la principale differenza dal 2 giugno, il 25 aprile, nella autobiografia della nazione, i fascisti ci sono sempre dice, De Luna, i monarchici non ci sono più, il retroscena ideologico era identico.
Un insieme di conservatorismo spinto di pulsioni reazionarie e in più il fascismo aggiungeva il disprezzo per i più deboli e l'uso della violenza come strategia politica, un'altra non decisiva a causa di tale differenza si riferisce all'inserimento dell'Italia nel sistema politico internazionale, la scelta dei governi democristiani di aderire alla NATO nel 1949 fu operata infatti nell'ambito di uno sfrenato dice De Luna.
Atlantismo che portò gradualmente la nostra Repubblica, indossare i panni dell'anticomunismo più che quelli dell'antifascismo qui poi le considerazioni diventano di questo tipo, ma ce ne sono anche altre su, per esempio, i toni, i dati alla festa della Repubblica dalla seconda metà degli anni 60 fu Giuseppe Saragat, Presidente che cominciò a parlare di Repubblica nata dalla Resistenza da allora in poi la festa del 2 giugno, segui Altan anti sorti.
Di un antifascismo non sempre presente nel comportamento.
Delle forze politiche fu ancora un uomo della Resistenza Carlo Azeglio Ciampi a imporre il ripristino della festa, che fu sospesa dal 1977 al 2001, molti fra i più giovani forse questo.
Non lo ricorderanno consigliere, reazioni anche politiche di DeLuna, le trovate sul paginone di.
Della stampa ecco, su questa questione del del voto ci fermiamo un attimo perché alcuni quotidiani ancora.
Riflettono su quello scenario, sulla questione, sull'ipotesi smentita dagli studi storici di brogli.
A scriverne libero.
A pagina 4, I segreti del voto ecco, quando si vuole, diciamo creare un po'di pathos, si aggiunge segreti, misteri, e il il gioco è fatto e un po'anche uno scherzo.
Questo per dire che poi le cose in realtà sono sono chiare e il ragionamento di Marco Patricelli è questo forzature, elettori esclusi, disimpegno dell'alleanza perché vinse alla Repubblica e una lettura in negativo.
Dice a un certo punto l'autore di questo articolo, se fossero intervenute alcune variabili, è rimosse alcune anomalie queste elencate il 2 e 3 giugno, circa 2000000 di italiani non votarono affatto, quindi il conto, insomma, è fatto perché non poterono esercitare il loro diritto una parte lo sapeva chiaramente già.
Che con la legge elettorale dell'aprile del 46, che aveva suddiviso l'Italia in 32 collegi per eleggere 573 depurati, escludendo la Provincia di Bolzano, circoscrizioni di Trieste e Venezia Giulia Zara, in quanto sottoposte alla giurisdizione del governo militare alleato e della Jugoslavia di Tito, pertanto non sotto sovranità,
El italiana, un'altra parte riguardava poi centinaia di migliaia di prigionieri di guerra ancora.
Non rimpatriati e poi sbandati profughi, sfollati, senzatetto, chiunque non avesse ricevuto il certificato elettorale o lo aveva smarrito o questo cade sempre o risultava sconosciuto all'anagrafe o addirittura nel caos, naturalmente, di quelle fasi.
Certamente, o addirittura ne aveva ricevuto più di uno, come paradossalmente è caduto a Vittorio Emanuele terzo e della regina Elena, che erano già in esilio in Egitto e non risiedevano più al Quirinale, Vittorio Emanuele, terzo, il suo testardo, rifiuto di passare la mano e abdicare, come fece solo il 9 aprile 46 tolse ogni concreta possibilità al figlio Umberto e diluire le responsabilità storiche e recuperare consenso. Insomma, qui si fanno queste ipotesi. Avrebbe potuto riguadagnare consenso la monarchia, se Vittorio Emanuele avesse abdicato prima. Insomma, trovate
Trovate queste considerazioni a pagina 4 della Repubblica, Marco Patricelli, anche ci tiene a dire che nulla comprova che il risultato del 46 potesse essere opposto a quello di cui vi abbiamo detto, ma niente ne sancisce, li nun ni Lenù, stabilità insomma.
Questo è questo. Trovate anche questo tipo di considerazione sul paginone del giornale, un ragionamento di tipo diverso che questo può essere utile nella complessità dei temi di questa giornata. Gli eroi del Tricolore, dagli esuli ai militari. Ecco chi ha resistito alle bandiere rosse. Fausto Biloslavo, l'autore di questo articolo, il cui sottotitolo ci dice che solo il Movimento sociale e i liberali ostentavano. Nella Prima Repubblica i colori nazionali, nel simbolo dei moti del 53 a Trieste, divenne un'arma di sfida e questo è importante ricordarlo. Gli esuli istriani caduti per il ritorno di Trieste all'Italia, i missili e i militari sono sempre stati orgogliosi del tricolore in anni, quando andavano di moda altri simboli, come le bandiere rosse. La parata del 2 giugno era stata cancellata o ridotta ai minimi termini. Gli esuli istriani, fiumani e dalmati
Sono stati costretti ad abbandonare le loro case dal terrore delle foibe di Tito nelle valigie di cartone, sui carri trainati dai contadini.
Portavano via le masserie che riuscivano a raccogliere in fretta e furia, non mancava un pugno della loro terra e quando potevano uno sfilacciato tricolore e la bandiera italiana, sopravvissuta alla guerra, è sempre rimasta nei loro cuori, e ancora oggi, assieme agli stendardi delle terre perdute, la sventolano con commozione alle cerimonie.
Che ricordano il dramma dell'esodo della tragedia delle foibe, i moti di Trieste, nel 1953 per il ritorno della città all'Italia scoppiano dopo che il sindaco Gianni Bartoli espone il tricolore sul Palazzo del Municipio, gli ufficiali inglesi del governo militare alleato che occupava la città dal 45 fanno ammainare.
La bandiera italiana dal 4 novembre 53 la popolazione italiana armata di tricolori scende in piazza, a cominciare dagli studenti, fronteggiando le violente cariche della polizia civile, le gradinate della chiesa di Sant'Antonio sono sporche di sangue, gli inglesi danno ordine di sparare sulla folla, in due giorni cadono sei civili, compreso Pietro addobbati che aveva appena 15 anni, e poi, insomma, ricorda queste queste vicende che non sono immediatamente connesse al 2 giugno, ma che ci raccontano anche un'altra fase della storia iniziale della giovane. Per fortuna, dice è ancora bambina, per fortuna la Repubblica e questo è anche un augurio nel senso che
Si possono?
Dobbiamo, possiamo vedere la prospettiva in.
In funzione della realizzazione di questioni a partire dalla questione della giustizia, come abbiamo detto in apertura, sono da realizzi di da realizzare vediamo un attimo il sondaggio nostalgico di cui vi abbiamo detto già in realtà i dati principali.
I comunisti sono tra noi scherza Pietro Senaldi, il sondaggio sui simboli secondo You Trend il Pci oggi otterrebbe il 25 core, cioè per 100 crollare rispetto al 1987. La Dc i suoi voti andrebbero verso Movimento sociale italiano e liberali su i radicali, ecco questo è,
Appunto la considerazione i radicali dice Pietro Sanabria, con scherzando, che nessuno ha mai capito se fossero di sinistra o libertari, essendo comunque contro tutti galleggiavano tra il 2 e il 3%, oggi, dopo lo sdoganamento fatto da Berlusconi, Gianfranco Fini, e quattro anni di governo,
Meloni, l'MSI sarebbe acqua o 14% e con l'unica considerazione sui radicali che nessuno ha mai capito che cosa fossero, proprio perché forse è partito radicale è sempre stato fuori dalla impostazione ideologica, pur avendo un patrimonio di idee e di riferimenti di cui avete sentito tante volte parlare Marco Pannella ma da declinare.
Volta per volta anche con protagonisti di storie di tipo opposto e questo sondaggio lo trovate su libero, che cos'altro dirvi sul voto prendete Cazzullo.
A pagina 39, perché anche Cazzullo ci tiene a fare chiarezza nella sua rubrica.
Su questa questione del voto, infatti, scrive un lettore.
Sono certo che in Italia i gravi errori di casa Savoia rendono impossibile il ritorno della monarchia ancora qualcuno forse se lo augura, ma le chiedo come mai nel referendum i voti della monarchia in vantaggio spuntarono circa 2000000 di voti per la repubblica provenienti dal Nord, specie dell'Emilia Romagna ora mi pare che,
Cazzullo, non lo dica, ma la diciamo da ipotesi che è stata Acer, che si è cercato di accreditare, specialmente negli ambienti appunto, monarchici di quei momenti di cui vi abbiamo detto era appunto un ruolo di Togliatti che ebbe un ruolo principale adesso non entrare troppo nei particolari avrebbe fatto aggiungere delle schede. Ecco, questo è stato smentito dagli storici, dice Cazzullo a rileggere i risultati del referendum del 2 giugno. C'è un dato che impressiona il Paese, si spaccò a metà, sia nel senso che la monarchia prese più di 10000000 di voti. La vittoria della Repubblica più risicata
Al punto, da generale, false voci di brogli spiega in sintesi Cazzullo sia nel senso che è il Sud scelse Masci massicciamente la monarchia a Napoli votò, come già detto, quasi l'80% a favore della Repubblica conferma del fatto che il mito neoborbonico,
è un'invenzione recente, la dinastia che napoletani stanno difendendo, non era quella borbonica, ma quella dei Savoia che ora vengono raccontati come e spietati conquistatori dai neoborbonici, se non con i colonizzatori, mentre nel 46 godevano del consenso di gran parte della popolazione, tanto che nel 52 divenne sindaco il monarchico Achille Lauro insomma,
Anche qui un po'di chiarezza per capire quelle fasi, se volete approfondire sul significato di questo 2 giugno, prendete anche l'articolo di Umberto Gentiloni, storico importante, che ha fatto importanti studi proprio su 2 giugno, è il titolo di un suo libro recente, la Repubblica, un'eredità dell'antifascismo dice Umberto Gentiloni trovate il suo articolo a pagina 35,
Di.
Repubblica sul Corriere della Sera c'è un'intervista a Luciano Violante che negli anni scorsi è stato il primo poi a parlare e cercare di aprire il discorso sulla cosiddetta memoria condivisa, che appunto non ha avuto tanto tanto successo intervista.
O da Roberto Grossi Luciano Violante dice, tra l'altro abbiamo retto superato tutto, 2 le riforme per fare meglio e appunto.
E qual è lo stato di salute dell'Italia e il mondo vive un cambiamento, la pervasività dell'intelligenza artificiale, ma la Repubblica è stata attraversata da sette stragi, due tentativi di colpo di Stato e qui naturalmente il conto poi è diverso rispetto alle analisi che vengono fatte oggi va molto di moda a smentire.
Il cosiddetto Piano solo che pure presentava degli aspetti inquietanti, ma naturalmente non ci fu il colpo di Stato come non ci sono stati tentati colpi di Stati più o meno concreti dice.
Dice Violante, due sono i tentativi di colpo di Stato, 22 magistrati e 11 giornalisti uccisi, un uomo di stato sequestrato e ucciso, Aldo Moro, 500 persone assassinate dai diversi terrorismi e siamo in piedi, però dice Luciano Violante, rispetto e orgoglio per questa Repubblica è retto, superato tutto che ha mostrato solidarietà anche nei nubifragi nei terremoti.
Ci sono state le istituzioni, ma soprattutto la forza degli uomini, dei milioni di persone che non si sono mai rese c'è la Costituzione
E poi del 96 dice appunto Roberto Grossi, in tema di cui vi dicevamo il suo discorso alla Camera sulla resistenza al fascismo, i giovani di Salò sono passati invano 30 anni, risposta non credo, l'asprezza riemerge, ma il riconoscimento dell'altro.
Deve esserci, c'è e deve esserci nelle istituzioni, si sta per parlare con chi la pensa diversamente da noi nel Parlamento, sono tutti, ugualmente, le deleghe sono tutti ugualmente legittimati, altrimenti la democrazia muore per suicidio, decidere insieme anche sui temi ideologicamente divisivi si può la legge sull'esodo,
Degli extra degli istriani, appunto, di cui abbiamo detto e sulle foibe né.
Un esempio, e poi qui si parla dell'allarmismo sul ritorno del fascismo, poi sulle considerazioni su Salò naturalmente il tema è stato sviluppato tante volte e non ci non ci torniamo così Luciano Violante sul Corriere della Sera, gli abbiamo detto di questa intervista, vedi leggiamo qualche passaggio di Mirella Serri anche la una storica molto nota.
E che trovate a pagina 25 con Aldo Giannuli.
Uno studioso uno storico, con sue interpretazioni molto molto specifiche, ma che ha contribuito a alcune importanti scoperte negli archivi.
Della Repubblica è aiutato a chiarire, almeno in parte alcuni cosiddetti misteri scrive Mirella Serri le scoperte, non finiscono mai fatto il referendum del 2 giugno fatta la Repubblica, ecco apparire fin dall'estate del 46 tentativi di destabilizzazione, trame oscure cunicoli segreti, per dirla con una metafora da cui potevano spuntare armati gli agenti della eversione.
Tale attività occulte mai rivelate dietro la verità e la verità più note ora ci sono appunto gli studi di Giannuli, politologo, storico noto per i suoi studi sulla strategia della tensione, e l'intelligence nel nuovo libro Ombre sulla Repubblica Ponte alle grazie e dedicato proprio agli anni cruciali tra il 1945 1944 48 Giannuli spiega che ha ritrovato documenti inediti di e di archivio che tracciano la storia dell'Italia.
Come un viavai, inquietante e pericoloso di diversi soggetti stranieri, poi parla di una circostanza che naturalmente ne.
Sottintende molte altre in un clima denso di cospirazioni c'erano anche insoliti accordi e trattative quali risponde Giannuli Giorgio Almirante ebbe un'interessante abboccamento con Palmiro Togliatti, gli ex fascisti o neofascisti che dir si voglia, il Movimento sociale fu fondato di lì a poco, il 26 dicembre del 46 da ex esponenti della Repubblica sociale italiana come Almirante Romualdi.
Diedero il loro voto alla Repubblica, dice Giannuli, in cambio ottennero l'amnistia del guar dal Guardasigilli, il provvedimento di clemenza entrò in vigore proprio dopo le votazioni del 22 giugno del 46, ora i motivi che portarono alla amnistia di Togliatti non furono solo dettati dall'incontro con Almirante naturalmente ma Giannuli ci dà conto.
E di questo incontro interessante, anche di questa questione del voto alla Repubblica, una nota informativa, poi, del 6 ottobre del 46 con contrassegnata da una dicitura formazioni clandestine armate, parla di diversi gruppi, il gruppo messe Guzzoni Sorice il generale Giovanni Messe era un pezzo da 90 che era stato in Tunisia sotto il comando di Rommel sarà al Capo dello Stato Maggiore sino al 45 il ruolo di questi personaggi.
Nella storia, la prima parte della storia, repubblica importante da chiarire consesso clandestino di clandestini armati, era costituito da ufficiali che potevano contare su una rete, i solidissimi rapporti con gli altri gradi dell'esercito, qui la questione delle continuità nelle burocrazie dello Stato, anche nelle aristocrazie delle forze armate degli eserciti un tema che gli storici stanno affrontando e stanno chiarendo quello che è stato diciamo un uno scenario ammantato di misteri di golpismo, ecco queste.
Colpi di coda, si direbbe.
Generale voleva esercitare dice Giannuli quella che in spagnolo viene chiamata intentò una o avvertimento minaccioso ad Alcide De Gasperi, si rimproverare al tradimento repubblicano e i nostalgici del re volevano essere presi in considerazione nel 53 messe fu eletto senatore della Repubblica come indipendente qui varie considerazioni alle quali vi rimandiamo forse ci stiamo perdendo un po'troppo nei particolari di questa storia iniziale ma sono davvero occasioni.
Particolari queste, in cui
Si può conoscere anche grazie ai quotidiani, la storia, la storia del del nostro Paese, anche conti sul domani, ci riporta su questa questione, i troppi nemici del frutto migliore del nostro Paese, il suo articolo, la politica delle stragi, qui si parla per esempio del 64,
Il governo guidato da Aldo Moro fu costretto nel 64 audire il tintinnar di sciabole, e qui veniamo all'antica polemica rumor di sciabole, tintinnar di sciabole, eccetera, eccetera non si sono mai trovati questi.
Queste parole sono tratte dal Diario di Nenni, eccetera.
Del Piano solo approntato dal generale De Lorenzo concorde il capo dello Stato Antonio Segni qui Davide Conti semplifica molto lo scenario, perché segni probabilmente sulla posizione di disegni. Non si può mandare così rapidamente una operazione che, se non portò al previsto rastrellamento in tutta Italia di 731 dirigenti di Pc Cgil Psi, la loro carcere carcerazione nel campo Gladio del campo Gladio a Capo Marrargiu e in questi testi si dice sempre Marrargiu, ma se poi è andato a vedere sulla cartina dovrebbe essere con una sola erre soffocò sul nascere le troppo avanzate riforme previste per scuola, energia elettrica, urbanistica, lavoro. L'anno seguente
Si danno appuntamento a Roma i teorici della guerra rivoluzionaria, in un convegno finanziato dal ministero della Difesa e a cui prendono parte, tra gli altri, Pino Rauti g. Guido Giannettini. Renato Mieli Pio Filippani, Ronconi Vittorio De Biase, responsabile della lotta al Pci di Confindustria. Li vengono poste le basi della politica delle stragi. Qui dice Conti che qui, sintetizzando una scia di sangue che risponde colpo su colpo all'applicazione della Costituzione, vediamo qui il ragionamento di conti Piazza Fontana, il giorno dopo la prima approvazione al Senato dello Statuto dei lavoratori. E questo era stato detto più volte, anche da queste frequenze il treno a Gioia Tauro un mese dopo il varo delle Regioni nella Calabria del boia, chi molla di Reggio l'attentato alla questura di Milano contro Mariano Rumor reo, di non aver prorogato lo stato di emergenza, la notte di piazza Fontana, alla strage di Brescia del 28 maggio 74 a tamponare, scrive
Pier Paolo Pasolini, il disastro del referendum, il referendum sul divorzio conti non lo scrive ancora House, che è più avanti di due settimane prima, conferma il divorzio, la prima strage firmata dalla Loggia P2 con la bomba sul treno Italicus del 4 agosto 74. Insomma, poi, la via piduista qui prosegue dopo la caduta di Nixon, il crollo dei regimi fascisti in Grecia, Portogallo e Spagna e blocco eversivo accantona il sogno del golpe, promuove una contro Costituzione. Qui è la lettura di Davide Conti, ma appunto questi binari, diciamo così paralleli dell'evoluzione
Della della nostra Italia, della nostra Repubblica.
Cita conti meritoriamente i referendum sul divorzio in altre sedi avete sentito ricostruzioni in cui, per esempio, Geppi Rippa di Quaderni radicali o lo ha fatto in più occasioni, sì, si è parlato di di di quella che è stata la fase, appunto della trasformazione della società Eagle Leo italiana protagonista è stato Marco Pannella e il partito radicale insomma, qualcosa di queste questioni trovate,
Sui giornali di oggi, sulla verità.
Marcello Veneziani dice che le grandi idee della Repubblica sono fuggite come cavalli e cita che qui una definizione alla definizione del bipartitismo imperfetto di Giorgio Galli, il suo giudizio negativo, diciamo lo trovate a pagina 2.
Sulla verità, Michele, Marchi sul Messaggero ci ricorda che questo anniversario non deve rendere scontato il declino europeo, è la frontiera successiva, diciamo così, da percorrere a pagina 20 del Messaggero.
Credo che a questo punto, ecco, ecco solo come segnalazione sul Corriere della Sera a pagina 38, una interessante iniziativa che vi segnaliamo solamente nel titolo, anche perché si tratta di un articolo a doppia firma, proprio perché si tratta di un articolo a doppia firma, una Repubblica femminile, non abbiamo ancora detto questa questione, che è stata più volte citata, che fu anche la seconda occasione in cui le donne votarono. In Italia, ottant'anni fa, l'Italia faceva la scelta più importante per il futuro grazie alle donne che votarono per la prima volta il più folle amministrative. Ma questo fu un voto. Primo, voto nazionale. Letizia Moratti e Pina Michel Picerno sono le autrici di questo articolo Letizia Moratti, presidente della Consulta nazionale di Forza Italia, europarlamentare del Ppe, e Pina Picierno e il vicepresidente del Parlamento europeo europarlamentare del Pd, e quindi a doppia firma. Questo articolo su una Repubblica al femminile lo trovate a pagina 38 del Corriere della Sera. Andiamo
Direttamente sulla questione giustizia, poi passiamo allo scenario internazionale perché rimaniamo in Italia e poi ci spostiamo.
Sul.
Sullo scenario internazionale, che cosa sta succedendo nella giustizia italiana? Prendiamo la repubblica che ci dice che domani il plenum del Csm discutere nuove linee guida per la comunicazione delle procure cinque emendamenti depositati, l'allarme della Federazione nazionale della stampa italiana per la trasparenza a rischio qui le posizioni sono diverse stretta sulle notizie dei pm. Il Csm si spacca sul bavaglio viene definito così, poi c'è un'intervista a Giuseppe Borrelli, 66 anni capo della Procura di Reggio Calabria l'anno scorso,
Non è così che si cancellerà l'effetto Galla Garlasco, tema di cui abbiamo parlato, ma prendiamo il dubbio che ci porta più al di dentro di alcune questioni, riecco le le correnti in guerra per le romene tra raccolta firme plenum infuocati è già iniziata la campagna per il controllo politico del nuovo Csm.
Appunto il rinnovo del Csm è appena agli inizi, scrive Simona Fusco, ma la sintonia ritrovata dalle correnti durante la battaglia referendaria è già un ricordo, il correntismo, che aveva giurato di agire solo come nobile espressione del pluralismo culturale, si scrive con amara ironia getta la maschera e torna a mostrarsi per quello che è una lotta senza quartiere pagina 2. Prosegue l'articolo
Appunto.
Che cosa possiamo dirvi di questo vi leggiamo una intervista,
Ad Andrea Mirenda, che giudice e consigliere del Csm e il rinnovo del Csm una intervista a cura ancora di Simona Musco, il rinnovo del Csm si avvicina, come accade alla vigilia di ogni tornata elettorale, la competizione tra le correnti si fa intensa archiviata vittoriosamente la partita della separazione delle carriere, il confronto si è spostato all'interno della magistratura, dove da settimane, area e Magistratura Indipendente si fronteggiano a colpi di comunicati prese di posizione, raccolta firme, accusandosi reciprocamente di voler presidiare i principali centri di influenza all'autogoverno dalla scuola superiore.
Della magistratura, di cui abbiamo parlato da Radio Radicale, alle nomine degli uffici più rilevanti, ogni occasione sembra alimentare nuove tensioni dentro e fuori il plenum, uno scenario che Andrea mi renda consigliere, togato, indipendente del Consiglio superiore della magistratura, osserva da una deposizione estranea alle correnti e che da sostenitore del sì al referendum della giustizia,
Considera tutt'altro che sorprendente la sua sintesi è netta, afferma accantonata l'ipocrisia referendaria, il sistema si rivela per quello che è il correntismo è vivo e vegeto domanda, nelle ultime settimane la correnti si sono scontrate duramente sulle nomine, comunicazione sulla Scuola superiore della magistratura come interpreta questo fermento risposta come prova evidente di quanto tutti sanno il correntismo è vivo e vegeto e il sistema si sta rivelando per quello che,
Domanda, alcuni magistrati hanno promosso una raccolta firme contro la proposta della quinta Commissione per la nomina del procuratore aggiunto di Bologna, lamentando le strutture del Testo Unico, la vittoria del no al referendum non ha finito per rafforzare legittimare proprio quel modello di gestione delle nomine e delle carriere che oggi viene contestato risposta esattamente piaccia o meno chi ha votato no ha detto sia tutto questo,
Si rallegrino dunque con quale coerenza si può oggi criticare una decisione del Csm considerata espressione delle correnti, dopo aver contribuito a mantenerlo quel quel sistema.
Chiedo scusa opponendosi a una riforma che ne avrebbe azzerato l'influenza e perché questa mobilitazione emerge solo ora, mentre altri magistrati altrettanto meritevoli sono stati penalizzati o scoraggiati da un sistema percepito. Come già orientato. Non sfugge tuttavia la politicità della scelta bolognese che, al netto del sicuro valore di ambo gli aspiranti privilegi dei soliti esperienze fuori ruolo, fuori ruolo alle dirette dipendenze della politica, il luogo di quelle vissute in seno alla giurisdizione e meno male che i contestatori della riforma non volevano giudici sottoposti alla politica. Si vuole davvero questo cambiamento di ricerca, si invoca a gran voce il ritorno all'anzianità senza demerito e ad una vera temporaneità con successivo ritorna sulla scrivania per un bel bagno di giurisdizione, due misure che a saldi invariati infliggerebbe un colpo mortale al correntismo sulla Scuola Superiore della Magistratura. Si assiste a uno scontro, dice l'intervistatrice sul controllo della formazione, sull'egemonia culturale. Il problema è chi esercita questa egemonia o l'esistenza stessa di un'egemonia culturale nella formazione delle DOC, delle toghe risposte, e il problema è l'idea di egemonia in sé, indipendentemente dai chili, e la pratica. Le feroci lotte correntizie che da sempre caratterizzano la formazione della scuola superiore sono la migliore prova di come essa sia vista come strumento di avvicinamento dei giovani magistrati e di formazione di un pensiero dominante sui temi giudiziari più delicati, con buona pace dell'indipendenza del singolo magistrato che sempre minacciata, prima di tutto dall'interno, poi qui si parla,
Anche di altre questioni, ma mi pare che abbiamo colto il merito di questa questione e, naturalmente, Paci torneremo.
Su queste questioni, nei prossimi giorni da Radio Radicale, ancora per quello che riguarda la situazione italiana, prima di passare allo scenario internazionale, prendiamo un'intervista e qui, appunto, c'è il link con lo scenario internazionale.
Un'intervista al ministro degli Esteri Tajani che trovate sul Corriere della Sera di Paola, Di Caro su Kiev Russia, dice il ministro Antonio Tajani, non si può tenere l'Italia fuori dal gruppo che condurrà le trattative di pace che sarà deciso dall'Europa e sull'opposizione che rilancia la patrimoniale tema che ritorna oggi.
Mai finché ci sarà Forza Italia sarebbe un esproprio su beni su cui già si paga e questo è stato già ricordato e lo fa anche Antonio Tajani tre teatri di conflitto stanno cambiando volto al mondo, l'Italia è impegnata fin dal primo giorno, spiega il ministro,
Domanda a un certo punto Paola Di Caro per l'Ucraina Zelensky ha indicato Germania, Francia, Regno Unito come negoziatore ideale in future trattative di pace con l'aggiunta dei Paesi nordici o della Turchia, non ha citato l'Italia, a cosa succede c'è un lavoro, dice,
Tajani, un lavoro.
Politico ancora in corso. Zaleski ha fatto esempi, poi non saranno le parti in causa a decidere da sole i negoziatori. Fra l'altro, noi europei siamo schierati con le sanzioni alla Russia e gli aiuti all'Ucraina. Dobbiamo essere necessariamente parte del negoziato, ma la mediazione può essere qualcosa di diverso. In ogni caso, l'Europa che dovrà avere un ruolo al tavolo sceglierà essa stessa chi dovrà negoziare e un'altra domanda che saltiamo sì, arriva direttamente a un punto è stato oggetto di polemiche nei giorni scorsi. Voi però non sembrate così favorevoli all'ingresso dell'Ucraina nell'Unione Europea. Risposta di Tajani. Siamo favorevoli, purché, naturalmente, siano rispettate le regole che ci siamo
Anche offerti di inviare esperti della nostra Guardia di finanza a Kiev per strutturare al meglio la lotta alla corruzione, uno dei requisiti necessari per entrare nell'Unione Europea non abbiamo nulla in contrario a un allargamento nel rispetto di tutti i parametri, ma chiediamo che prima la Unione europea si apra ai Paesi già pronti che aspettano da tempo e strategici per noi primo primi fra tutti quelli dei Balcani occidentali, Lab, la Albania e il Montenegro e poi altre questioni che riguardano,
La politica italiana, per esempio, la questione della flessibilità.
Crede che l'Europa accetti la nostra richiesta di flessibilità per le spese energetiche risposta agli italiani la richiesta è sacrosanta, io non credo che l'Unione europea non darà risposte positive, infatti oggi i quotidiani fanno sapere che forse.
E si potrà discutere su questo sono fiducioso, dice Tajani, si parla della possibilità di uno scostamento per il periodo in cui la crisi energetica morderà finché non si tornerà alla normalità o Arbus, così come pence.
Pensiamo ai cittadini permettendo spesa fuori bilancio per la sicurezza, dobbiamo farlo per aiutare loro e le imprese a combattere il carovita attuale il commissario Raffaele Fitto ha parlato dell'utilizzo dei fondi di coesione, immagino che dall'Unione Europea potranno arrivare anche altre proposte più avanti.
Per quello che riguarda le proposte dal campo largo dice l'intervistatrice, ma insomma, è così scandaloso far pagare di più ai ricchissimi, con patrimoniali o tasse di successione, spiega Tajani eh, sì, perché è un principio sbagliato e andrebbe a coprire a colpire anche il ceto medio noi difendiamo più deboli, respingo l'idea che ci occupiamo dei ricchi, la casa è il bene, è centrale nella vita di tutte le famiglie.
Su questi beni già si pagano le tasse, farle pagare due volte sarebbe un esproprio e poi chi decide la soglia dei ricchissimi, dei ricchi medi, dei ricchi a metà, una volta violato il principio, tutto tutto è lecito, dice Tajani sul dibattito.
Intorno a la struttura, diciamo così, del centrodestra, li abbiamo già detto in apertura di questa rassegna stampa di Radio Radicale di oggi trovate qualcosa.
Su Repubblica mette molto l'accento, naturalmente sulle contraddizioni A pagina 18, il vetro e il veto, chiedo scusa su Vannacci, Stefania Craxi, presidente dei senatori berlusconiani.
Dice nessuna convergenza con lui si riprendono alcuni passaggi di questa intervista
Di ieri, per mesi e Giovanna Vitale, scrive, è stato trattato come una scheggia impazzita oggi, invece Roberto Vannacci è diventato un problema politico strutturale per la maggioranza, una spina nel fianco non solo della Lega da cui è uscito a inizio anno dopo una lunga guerra interna ma anche di Giorgia Meloni che vede affacciarsi il primo competitor a destra capace di contendere a Fratelli d'Italia il monopolio della rappresentanza sovranista identitaria anti establishment più avanti.
Così si spiega l'altolà lanciato ieri dagli azzurri il centrodestra non è un'accozzaglia come il campo largo sancisce Stefania Craxi, la capogruppo al Senato.
Voluta da Marina Berlusconi, il punto è esistono convergenze tra noi e Vannacci, penso alle coordinate internazionali dell'Italia.
Euro atlantismo senza tentennamenti né subalternità, sostegno all'Ucraina allo Stato io convergenze non ne vedo per Repubblica, è chiaro il messaggio va bene tutto, ma non ci si può vendere l'anima per qualche percentuale in più. E questo approfondimento poi prosegue sul ruolo di Vannacci, altre segnalazioni che trovate. Prendiamo una intervista a Matteo Piantedosi che trovate sulla stampa, ma tante dosi qui parla del 2 giugno si parla della sicurezza che garantisce la libertà, il referendum fu una svolta dopo il fascismo Piantedosi, più volte ha espresso questa sua lettura, che è poi quella maggioritaria sul generale Vannacci. Dice è una risorsa, chiede l'intervistatore Francesco, Malfitano una risorsa Vannacci per il centrodestra, un elemento di stabilità dice Piantedosi, la maggioranza di governo si muove nel solco del conservatorismo liberale. Abbiamo una posizione rigorosa e pragmatica sui temi della sicurezza, del contrasto all'immigrazione irregolare e, mi sembra, siano argomenti particolarmente cari anche a Vannacci. Se si collocherà in questo nostro orizzonte, si potrà dialogare, altrimenti ci sarà una sana competizione elettorale tra proposte politiche diverse. Comunque vada, il centrodestra rimarrà stabile e competitivo nella sua ormai consolidata capacità di offrire una sperimentata proposta di governo al Paese. Così
Piante dosi quindi il dibattito, come vedete, è.
In corso e vedremo come si svilupperà, mi pare che, sostanzialmente, le questioni che riguardano il nostro Paese le abbiamo esaurite, salvo qualche brevissima segnalazione su questa questione della flessibilità, di cui parlava anche il ministro Tajani l'intervista che vi abbiamo segnalato poco fa l'Unione europea scrive infatti il Corriere della Sera,
Nella pagina accanto a quella in cui trovate intervista ad Antonio Tajani, pagina 12.000 euro è europea apre alle richieste sui conti, e cioè l'intesa sui rimpatri su i migranti dopo il taglio delle accise possibili aiuti ai più deboli, un voucher da 100 euro per chi ha la social card è il titolo del retroscena di Enrico Marro, appunto che parla di questa prospettiva che si svilupperà naturalmente nei
Nei prossimi giorni trovate un'intervista anche al ministro Zangrillo, che tocca vari temi.
Sulla stampa, a pagina 15, mentre per quello che riguarda le proposte sulle pensioni, di cui si comincia a discutere di un eventuale nuovo intervento su questo tema scenari economici noto dei conti pubblici, la Lega riapre il cantiere della riforma alla base, una revisione del calcolo della spesa allo studio l'uscita,
Ah 64 64 anni vedremo se sarà così, passiamo allo scenario internazionale, prendiamo il Corriere della Sera a pagina 2 e 3.
Trump ha affermato Netanyahu da Hezbollah o Hezbollah, sì alla tregua.
Stefano Stefano Montefiori, autore dell'articolo quando situazione è libero, sembrava ormai compromessa bombardamenti incrociati tra Israele e Hezbollah destinati ad aumentare intensità, l'operazione di terra israeliana è pronta ad andare ancora più in profondità in territorio libanese, il presidente americano Donald Trump ha annunciato,
Di avere avuto una telefonata molto produttiva con il Presidente israeliano Bibi Netanyahu, non ci saranno truppe che vanno a Beirut e quelle che stavano andando stanno già tornando indietro, Trump racconta anche di un'ottima telefonata coi sbollita, specificando però che è avvenuta attraverso i rappresentanti di alto livello e che la milizia sciita,
Ha accettato di cessare ogni tipo di scontro a fuoco, secondo il portavoce del parlamento libanese, Hezbollah sarebbe in effetti pronto a rispettare un immediato cessate. Il fuoco svolta annunciata in serata da Trump è arrivata dopo che l'aggravarsi degli scontri in Libano sembrava portare con sé anche la ripresa di ostilità nel Golfo. Insomma, questa è la situazione, un reportage di Marta Serafini al confine con il Libano, la vita sotto gli occhi dei droni invisibili. Qui il problema dei droni e i giornali parlano poco degli attacchi che vengono anche
Dal Libano verso.
Ciò Israele, ma c'è anche c'è anche c'è anche questo.
Pagina 3, pagina 3 del Corriere, a pagina 4.
Una notizia che serve a capire le preoccupazioni di Donald Trump di queste ore ruspe e bulldozer. Così l'Iran ha riaperto i siti missilistici, quindi l'Iran è in grado anche di riattivare lancio di missili a lungo raggio le foto della CNN 50 entrate su 69 in 18 in via impianti per settimane, i raid di USA e Israele hanno limitato l'accesso dell'Iran dai suoi siti missilistici sotterranei, distruggendo strade, seppellendo gli ingressi del tunnel, ma dei tunnel materana, approfittò il periodo di tregua per riguadagnare l'ingresso. Gran parte dei suoi arsenali sepolti sotto le macerie, sarebbe ora in grado di lanciare missili a lungo raggio contro Israele e altre nazioni Meriden medio orientali a confermare questo scenario. Dopo le informazioni dell'intelligence americana, rivelate tre settimane fa dal New York Times, sono arrivati anche i immagini satellitari. Ieri, esaminate dalla Cnn nelle foto dall'alto, mostrano, sono anche riprodotte, anche se è molto piccola sul Corriere della Sera mostrano come l'Iran abbia utilizzato apparecchiature semplici come bulldozer e camion ribaltabili per azzerare l'effetto dei costosi raid di Teheran. Si di di
Di USA e Israele su questi siti e questa è la situazione a pagina 5 del Corriere della Sera, Federico Rampini, con una grafica, presenta lo scenario generale, le 2 potenze del Golfo, la piccola Sparta arabo e combattente in più qui si parla degli Emirati.
Arabi Abu Dhabi avrebbe partecipato in modo assai più attivo di quanto è emerso finora, secondo Federico Rampini gli Emirati e in passato furono spesso descritti come una Sparta araba, hanno compiuto decine di attacchi aerei contro obiettivi iraniani, hanno contribuito direttamente alla campagna militare e per quello che accade a Teheran in basso ancora nella stessa pagina la notizia,
Che sono stati impiccati altri due manifestanti a Teheran, c'è timore anche per un loro complice.
Pagina, uno di Repubblica interamente dedicata a questa notizia, Trump ferma Netanyahu, il presidente Trump chiede al premier israeliano di fermare i raid, il Libano telefonata arriva dopo la minaccia di Teheran e far saltare tutto gli ayatollah, hanno annunciato la fine dei colloqui di pace, infatti, l'estensione del blocco navale nel Golfo, in altre in altre zone, e vediamo un attimo su Repubblica lo scontro tra
Netanyahu è Ben Gvir, ne parla Anna Lombardi, ha inviato a Tel Aviv, basata la telefonata di Donald Trump per fermare il premier israeliano Netanyahu, che sperava di riprendersi la scena in corner forzando la mano sul Libano, con la minaccia di colpire direttamente roccaforte di Hezbollah.
Proprio nella Beirut, eppure solo una settimana fa il presidente USA gli ha detto di non toccare e ora i suoi ministri sono furiosi, quello della sicurezza interna, Bang verità, Marvel gavit dell'ultra destra, messianica in testa, aveva scritto chiaro su X, signor primo ministro lei ha detto che un premier forte,
Dice al presidente USA, si quando è possibile no, quando necessario, e questo è un momento del no.
Deve fare ciò che è doveroso per colpire Hezbollah, liberare le mani dei nostri soldati, restituire la sicurezza al Nord, ma ai critici Netanyahu ha opposto un muro di gomma.
La posizione di Israele è immutata, se Hezbollah smetterà di attaccare le nostre città ai nostri cittadini, colpiremo se non smetterà, colpiremo obiettivi terroristici a Beirut, l'IDF continuano ad operare come previsto nel Libano meridionale, questa la situazione Netanyahu, parlare degli attacchi appunto che vengono da Hezbollah per quanto riguarda la questione degli stretti di cui vi abbiamo detto.
Prendete ancora Repubblica.
Perché, Raffaele Ricciardi?
Traccia uno scenario di quelli che chiama colli di bottiglia, cioè gli stretti più importanti per il commercio del petrolio, sono lo Stretto di Hormuz, il Canale di Suez e l'ingresso nel Golfo di Aden, Balleello Mandeb, e questo scenario di questi Gop colli di bottiglia sta divenne diventando sempre più importante lo scenario peggiore, dice, Ricciardi, si è manifestato ieri quando l'agenzia iraniana ha evocato, oltre alla chiusura di Hormuz, ulteriori iniziative sullo stretto di Ballen Manes braccio di mare che corregga
Mar Rosso al Golfo di Aden ed è a tiro delle milizie Huthi alleate di Teheran una chiusura di questo stretto.
Minaccerebbe il 30% del traffico dei container globale e poi anche doppio shock sarebbe anche su Suez che lo stretto successivo attraversato tutto il Mar Rosso.
E questa è la cosiddetta questione geopolitica, ma per orientarsi, vi prendete Ettore Sequi.
Che
Ci aiuta.
A capire questi intrecci infernali che minano il Golfo, mentre USA e Iran Ettore Sequi sulla sulla stampa, mentre USA e Iran continuano a negoziare una possibile intesa a pagina 3, Israele ampia le operazioni nel Libano, più avanti scrive, non sono crisi parallele, sono diversi fronti dello stesso,
Scenario della stessa trattativa regionale, le 2 crisi per mesi, il centro della crisi è stato il confronto tra Washington e Teheran, oggi il problema non è più aggiungere un int. Raggiungere un'intesa tra loro, ma capire se il Libano permetterà a quell'intesa di sopravvivere, paradossalmente i dossier più vicino alla style stabilizzazione è quello che ha prodotto.
La guerra all'Iran, quello più vicino all'esplosione, è quello che dovrebbe consolidarne la fine, il Libano, ed è proprio il secondo che rischia di compromettere il primo per tre ragioni, primo, la guerra ha raggiunto il punto in cui i costi crescono più rapidamente dei vantaggi, qui poi prosegue in analisi.
Gli altri punti, il secondo l'intesa in discussione, non ha ancora un accordo, ma una procedura.
Per continuare a negoziare i precedenti terzo punto, il vero motore della crisi non è stato il nucleare, ma Hormuz per mesi il dibattito si è concentrato sull'arricchimento dell'uranio, in realtà dice segui, è stato il rischio energetico a determinare il ritmo delle decisioni, i punti principali, poi le analisi di Ettore Sequi prosegue la trovate a pagina 3,
Della stampa dell'interista a Lerner che abbiamo già detto, c c
Non ci possiamo soffermare perché il tempo sta finendo, torniamo a questo punto al nostro Paese che abbiamo no prima di tornare nel nostro Paese, chiedo scusa una segnalazione dagli Stati Uniti, perché altrimenti la perdo.
Chiedo scusa e torniamo un attimo ah agli Stati Uniti, perché c'è una notizia anche divertente c'era stato questo annuncio ci sono appassionati di ufologia, specialmente sui social.
Che aspettavano pubblicazione annunciata dalla casa Bianca la casa Bianca stiamo leggendo a pagina 16 del Corriere della Sera, alla casa Bianca inaugura il sito Aliens, ma è tutto dedicato agli immigrati,
Nessun mistero spaziale, ma il contatore e la mappa degli arresti Aisi, la possibilità della dilazione.
E questo è successo.
Insomma, qui poi Delia al Vic spiega la creazione di questo dominio, aveva stuzzicato la curiosità di molti, la stessa casa Bianca aveva voluto giocare sulla polisemia del parole in un sito dal punto di vista grafico, per faceva pensare appunto agli Ufo, Donald Trump lo aveva detto.
Ma poi, appunto si scopre la realtà, cioè della battaglia dell'amministrazione Trump contro l'immigrazione cult clandestino, una lotta portata avanti dalle Migration, Custom Enforcement Lizzy, agenzia federale di cui si è parlato, molto, camminano fra noi si apre così la pagina web, la scritta in verde, il colore degli alieni della fantascienza che quello di Twin Peaks non lo dice l'articolo ma lo aggiungo io vivono nei nostri quartieri, interagiscono con noi nella nostra vita quotidiana, sono come un film degli anni 60 sugli extraterrestri, ma si parla invece di persone
Segue questo contatore diretta in diretta agli arresti, da quando è cominciata la seconda presidenza, Trump e poi appunto.
La possibilità di denunce di delle azioni e questa è questo sito.
Che non ci parla, non ci parla di alieni, o almeno per come li si intende abitualmente, per quello che riguarda il nostro Paese, solo una segnalazione sul dibattito interno sulla patrimoniale, ipotesi fatta nei giorni scorsi da Schlein, trovate.
Un'intervista a.
Filippo Sensi sul corriere o Repubblica, credo Repubblica.
E in cui dice no, noi non siamo d'accordo, non ne abbiamo parlato quindi su questa questione non.
Non è stato deciso nulla, riassumo, andate a vedere l'intervista a pagina 14 del Corriere della Sera a Filippo Sensi noi chiudiamo con le 2 notizie di cui avevamo detto in apertura giornale a pagina 23.
Un attimo solo.
Che ci arrivo?
La memoria di Venezia Biennale, il nuovo archivio storico, una moderna fabbrica della ricerca non sarà solo un deposito per il prezioso patrimonio dell'ente, ma un luogo aperto alla città tra studio, mostre e laboratori inaugurati all'Arsenale, i monumentali spazi dove si collocheranno migliaia di documenti originali, si conclude cos'è un cantiere lungo più di vent'anni e appunto, il nuovo archivio storico della Biennale alla memoria di Venezia, un po'su tutti i giornali trovate questa notizia, il ricordo di
Gianni Mattioli Massimo Serafini se n'è andato Gianni Mattioli.
Sapeva comunicarci un pensiero scientifico raffinato?
Il ricordo di quello che accadeva alla fine degli anni 80, a metà degli anni 80, ammonta altro Di Castro, una dimensione collettiva risiedeva la tua forza, una lettera proprio di Serafini.
L'ultima indignazione con il Governo Meloni sulla energia nucleare, Gianni Minoli.
Non ci sarà una camera ardente perché non l'ha voluta, si terrà una commemorazione senza le spoglie nella sala della Chiesa Valdese Piazza Cavour a Roma, martedì 9 giugno alle 17 lo ricorderemo anche qui, da radio radicale, l'ultima segnalazione, Gran Tour Parioli, adesso che comincia l'ossessiva domanda tu dove vai in vacanza può essere utile per chi volesse per chi non potesse partire anche per i prossimi ponti.
Dedicare un tour da fermi ai Parioli, l'epicentro delle borghesie romani che con il caldo diventa particolarmente esotico e fascinoso, e la per la guida di Filippo la Porta per questo libro, questo romanzo terrazzo di Michele Masneri, all'articolo che è molto interessante anche un sogno architettonico civile, quello dei Parioli di una borghesia illuminata possibile a Roma, in Italia,
Topografia di un sogno parte, l'idea di un super quartiere per una specie di razza eletta con villini e giardini, un'idea, il piano regolatore del 1909, ideato dall'ingegner Edmondo Sanjust, di Teulada, aristocratico tecnico, cambiato da uno dei rari i sindaci illuminati di questa disgraziata città, Ernesto Nathan, sogno subito spezzato dal cemento e dal generone questa segnalazione ci fermiamo anche per oggi con stampa e regime vi diamo appuntamento a domani.
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