Quando questa centralità partitica è crollata alla fine degli anni '70, è emersa la fragilità delle istituzioni e la loro incapacità di governare, dando il via a una stagione di tentativi di riforma falliti e culminati con lo shock di Tangentopoli; la transizione verso la Seconda Repubblica si è così compiuta sotto la spinta dell'antipolitica e del giustizialismo, … inaugurando un bipolarismo conflittuale e privo di legittimazione reciproca che non è mai riuscito a superare il bicameralismo paritario o a riformare organicamente la forma di governo a livello nazionale.
La persistente incapacità di rinnovare la Carta ha portato all'implosione di questo schema bipolare con la crisi del 2010 e all'avvento della stagione populista e tripolare, lasciando irrisolto il bisogno di stabilità istituzionale e trasformando il "patriottismo costituzionale" in un conservatorismo rigido che blocca qualsiasi modifica.
I tre referendum costituzionali del 2006, 2016 e 2026 (rispettivamente sulle riforme Berlusconi, Renzi e Meloni) testimoniano come i tentativi di riscrittura a maggioranza siano sistematicamente falliti a causa della forte polarizzazione ideologica e della propaganda, ignorando il monito dei padri costituenti che concepivano la Costituzione come un corpo vivo da correggere nel tempo per rimediare a limiti ed errori.
A ricostruire questa lunga transizione incompiuta interviene una ricca documentazione di retroscena e aneddoti storici, come la proposta di legge presentata a titolo personale da Sergio Mattarella nel 1998, che prevedeva un premio di maggioranza al 55% con ballottaggio e l'indicazione del candidato premier senza intaccare le prerogative presidenziali.
Tra le curiosità emerge anche il singolare accordo del 1993 in cui Marco Pannella convinse l'allora relatore Mattarella a modificare una sfumatura lessicale nel testo del Mattarellum; una minima variazione tecnica sul voto che permise in seguito di promuovere il referendum del 1999 per l'abolizione della quota proporzionale, poi fallito per un soffio in quella che fu l'ennesima occasione mancata per la democrazia maggioritaria.
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