Tra gli argomenti discussi: Rassegna Stampa.
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Buongiorno agli ascoltatori, Grazia Roberta Jannuzzi in redazione, Alessandro Teodori in regia, che oggi Stampa e regime in questa parte della programmazione di Radio Radicale la nostra rassegna stampa della mattina mercoledì 1 luglio, che cosa troviamo sui quotidiani in questa giornata notizie dagli Stati Uniti di cui si è parlato anche nei giornali di ieri?
Una sentenza della Corte suprema che è stata pubblicata nelle scorse ore insieme a diverse altre, oggi sui quotidiani, vedremo proprio anche alcune interpretazioni del quadro che emerge da queste decisioni della Corte suprema statunitense. Oggi il tema in evidenza è quello relativo allo Ius soli schiaffo a Trump, questo, per esempio il titolo del quotidiano la Repubblica. La Corte suprema boccia il decreto del presidente Trump che negava la cittadinanza ai figli di immigranti illegali o temporanei. Vi stiamo leggendo il titolo di Repubblica, l'ira di Trump. Questa decisione è un male. Il Congresso ora ponga rimedio, varando nuove norme. Anche il Corriere della Sera sceglie questo argomento per il suo titolo di apertura migranti, la sconfitta di Trump, il presidente, appunto, che replica con le sue parole, tema che trovate
Su anche gli altri quotidiani, la Stampa ius soli, la sconfitta di Trump alla stampa che poi oggi nell'editoriale di riferimento del quotidiano, quello che trovate, guardando la prima pagina dei quotidiani sulla sinistra, Andrea Malaguti, che saluta i lettori del quotidiano che ha avuto diverse trasformazioni degli ultimi tempi e Malaguti oggi annuncia,
Che abbandona la direzione, il tema di cui stiamo dicendo appunto, la sentenza.
Negli Stati Uniti è tema trattato anche da altri quotidiani la Corte dà una lezione ai Maga Trump sconfitto sullo ius soli, ma su alcuni quotidiani, per esempio sul giornale, anche se nelle pagine interne si parla del complesso di queste decisioni passa la linea sugli atleti anti trans che ricorderete,
L'estate scorsa è stato un argomento molto cavalcato.
Da tutto il mondo conservatore e all'interno appunto del giornale a pagina 17,
Sì, scrive lo fa Lucio Martino, la vera vittoria perdona al dei il potere sulle agenzie scacco matto al Deep State quindi il quadro come sempre è complesso e cioè questo aspetto che è uno dei cardini della propaganda dei programmi del mondo, cosiddetto Maga negli Stati Uniti, ma non solo, cioè colpire il cosiddetto deep State, questo è il tema che trovate in apertura dei quotidiani più diffusi, altra questione e altre questioni che invece ci portano in casa nostra. Da una parte, la questione Covid che sui giornali come Libero il Tempo il giornale, ma anche la verità ancora
Occupa moltissimo spazio, l'ora della verità, per Conte, per esempio, il titolo del giornale Conte, Pinocchio, libero e Conte nella tempesta il tempo la verità poi entra più nei particolari. La procura di Roma ha salvato, tra virgolette, Arcuri e arricchito, i mediatori e il direttore, tra l'altro Belpietro, spiega che il tema non è solo una questione, diciamo, di carattere penale, anche se la questione poi rimane sul tavolo. Se ho capito bene l'editoriale di Maurizio Belpietro, il tema è anche un giudizio politico sulle scelte che furono fatte nei giorni dell'emergenza
Pandemica.
Se non mi sbaglio, è il giornale, poi apporre.
La questione di nuovo che dovrebbe essere stata invece chiarita negli anni scorsi.
La sperimentazione Sputnik tra le domande che vengono poste in queste ore, appunto, in cui c'è questa offensiva contro Giuseppe Conte, che poi sarà ascoltato nella Commissione Covid, si chiede che fine ha fatto la sperimentazione ko Sputnik che era il vaccino preparato.
Dalla dalla Russia di Vladimir Putin e all'epoca si disse che appunto l'efficacia di questo washi vaccino era molto bassa e quindi si fecero scelte, è diversa, e adesso si torna su questo interrogativo e vedremo quali saranno le risposte. Questo argomento molto Arato ancora sul Fatto quotidiano nella giornata di oggi si alludeva con non chiara precisione, almeno dal mio punto di vista, al fatto che alcuni quotidiani e l'editore Angelucci insistessero su alcune questioni che riguardano le scelte di quei difficili momenti che tutti abbiamo vissuto e in particolare,
La situazione in alcune zone del nostro Paese anche oggi c'è un accenno su queste questioni, ma non si approfondisce, vedremo se nello scontro che sembra prepararsi.
Nei prossimi giorni, con le audizioni che sono state annunciate, si chiarirà qualcosa da questo punto di vista, altro tema molto molto arato, come dire sui quotidiani di oggi è quello.
Per la corsa al Quirinale, che si è aperta, va detto, sembrerebbe essersi aperta, perché oggi ci sono anche i Quire inabili.
Ci sono c'è un totonomi con larghissimo larghissimo anticipo e anche su questo c'è qualche interrogativo da parte di alcuni analisti, per esempio Verderami sul Corriere della Sera, che vi leggeremo perché, appunto, il mandato di.
Sergio Mattarella scadrà nel 2029, quindi siamo davvero davvero con molto anticipo, ma naturalmente le valutazioni sono legate da questo punto di vista ancora sui quotidiani di oggi, anche la discussione che c'è sulla legge elettorale è un vertice andato male sembrerebbe, tra gli sherpa delle forze della coalizione che guida il nostro Paese il dibattito sulla legge elettorale, che poi naturalmente configurerà il Parlamento che voterà il prossimo presidente della della Repubblica, salvo imprevisti che oggi non possiamo naturalmente considerare. Allora c'è qualche interrogativo, appunto, su il tempismo e sul significato
Di questa discussione che è nata lo ricordiamo da dichiarazioni fatte in un'intervista televisiva dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il tema è anche quello di sdoganare un presidente.
Futuro della Repubblica, che venga dall'area culturale e politica della destra di questo Paese, le porte girevoli della democrazia, il portone del Quirinale è aperto al nuovo, dice, per esempio.
Aldo Turchiaro sul Riformista, ma poi ci sono anche altre analisi che riguardano la storia di questo Paese, per esempio Sorgi sulla stampa ricorda appunto, come era stato fatto anche ieri in maniera più implicita su alcuni quotidiani il fatto che nella elezione dei presidenti della Repubblica, nella cosiddetta Prima Repubblica appunto, c'erano stati presidenti di estrazione culturale sicuramente diciamo così oggi diremmo conservatrice, ecco,
Ma appunto, eletti con i voti decisivi del Movimento sociale italiano, naturalmente parlare del Movimento sociale italiano non significa oggi parlare della destra attuale, perché ci sono state tante.
Le trasformazioni, tanti passaggi a partire dal 1995 Fiuggi e tante altre.
Diciamo tanti altri aggiornamenti, diciamo così, della destra italiana, quindi il significato nel fare questi parallelismi è sempre da diciamo esprimere con attenzione il tema, appunto è anche legato.
Ah alla problema, all'incognita Vannacci che rimane sul tavolo e vedremo anche oggi.
Renzi viene intervistato sul foglio ancora vi si chiede in questa intervista di una sua eventuale regia e Renzi non risponde, diciamo esplicitamente da questo punto di vista, ma fa capire che adesso, con la presenza di Renzi, c'è una frattura evidente.
Nell'area della dell'elettorato di destra di questo Paese, ma anche nella classe dirigente, perché ci sono state appunto?
Fenomeni di, diciamo, di emigrazione nell'area del l'ex generale della della Folgore, vedremo alcune valutazioni e la partita, appunto, che si è aperta nella discussione è nata poi da dichiarazioni dello stesso Vannacci, che si era detto disponibile con uno scoop, diciamo della verità si era detto disponibile eventualmente a convergere con la,
Con l'area del centrodestra attuale, con l'area di destra attuale, per un eventuale voto al Quirinale vedremo appunto queste questioni Meloni sembrerebbe in alcuni editoriali retroscena tirarsi fuori da un'eventuale corsa per il Quirinale, ma naturalmente siamo siamo alle ipotesi, siamo anche alle schermaglie diciamo che portano anche,
All'interno diciamo i timori per la crescita della della formazione guidata da Vannacci, c'è un'intervista sul Fatto Quotidiano di cui vi leggeremo, al al ko, quello che viene definito l'ideologo della della formazione di Vannacci Gasperini.
35 anni, un insegnante di filosofia al liceo che avete potuto ascoltare integralmente da Radio radicale nelle settimane scorse, quando c'è stato il momento fondativo congressuale di futuro nazionale, un lungo intervento molto molto animato in questa intervista Gasperini.
Fa alcune affermazioni e ribadisce il fatto che bisogna riaprire i canali con la Russia e la Russia, diciamo, come vedete si ripresenta in diverse questioni.
E in diverse in diversi scenari, come dire presente nel dibattito politico del nostro Paese, non c'è niente da fare, tra le altre cose, Gasperini dice Mussolini, è stato uno statista, ha fatto delle cose buone e tre, ricorda appunto alcune alcuni passaggi per esempio uguali tra le cose buone i Patti Lateranensi Patti Lateranensi ci portano all'altro tema di oggi è un tema che
Trova molto spazio e che è importante al di là diciamo, delle passioni che ci possono essere rispetto ad alcune questioni ricorderete Marco Pannella, molto molto attento a tutto quello che avveniva nel campo della religiosità.
C'è questa discussione in questa giornata decisiva, perché oggi oggi la Chiesa di Roma rischia uno scisma scisma.
Lo strappo dei lefebvriani e qui diciamo lo scisma, le febbre e una costante della storia, non solo nel nostro Paese, ma anche della città di Roma, con presenze anche, diciamo curiose, che poi sarebbe interessante raccontare da vicino, ma non trovate questo sui quotidiani di oggi trovate però delle letture più o meno approfondite.
Di quello che ha rappresentato questa questo, questa organizzazione all'interno della chiesa cattolica, una organizzazione che guarda sostanzialmente al tradizionalismo, a un certo fondamentalismo cattolico, questa è una definizione, naturalmente, che sto dando io, ma con gli articoli che trovate oggi.
Sui quotidiani vedrete
Che c'è qualcosa che ci può riportare in questa questione e naturalmente, quando si parla di fondamentalismo, si parla di un tema che affligge il nostro mondo, è che affligge diverse realtà di religiosi, da quella musulmana che attraversa il nostro Paese e non solo che attraversa l'Europa ma anche appunto questi fenomeni che tendono a negare alcune.
Acquisizioni del mondo moderno, della modernità, come la laicità è la libertà religiosa e attraversano anche altre realtà, vedremo qualcosa da questo punto di vista.
Che cosa succede invece nello scenario politico italiano, tema quirinale e legge elettorale, appunto, attraversano il dibattito delle forze di maggioranza, ma anche il campo, il campo largo che parla.
Chiedo scusa, ma che il campo largo che parla della possibilità di darsi un altro nome, un evento nella giornata di ieri, nella città di Roma, con l'afa e il caldo.
Si è parlato di Alleanza per la costituzione e ma appunto poi ci sono le incognite che cosa fare?
Dei rapporti con l'area riformista, con quello che accade, diciamo attorno a tutto il cosiddetto campo largo, vi leggeremo su questo un passaggio dell'articolo di Daniela Preziosi che trovate sul domani, a pagina 7,
Ranucci, c'è una novità, naturalmente ci saranno poi altri.
Altri.
Approfondimenti perché ci sono stati quattro arresti per l'attentato, ricorderete del nei mesi scorsi
C'era un mandante, quindi oggi ci sono diversi approfondimenti su questa notizia che ha scosso il mondo dell'informazione perché Ranucci è un protagonista dell'informazione nel nostro Paese con naturalmente sostenitori e critici molto forti al suo modo di interpretare il giornalismo, l'informazione oggi Ranucci interpreti intervistato su Corriere Repubblica, la Stampa racconta appunto questa sua esperienza e vedremo poi quali saranno gli sviluppi.
Per chiudere una segnalazione, perché oggi con un nuovo libro, si parla della questione del cosiddetto ruolo degli intellettuali, che periodo era anche un argomento, diciamo che si affrontava nei programmi scolastici, naturalmente con tutte, con tutte le contraddizioni che ci sono quando si parla.
Di intellettuali che cosa si intende per intellettuali quando ci si autodefinisce intellettuali e quando si crede di esserlo il caso Piovene o Piovene, come si dice oggi, ma una volta si diceva Piovene?
E la vicenda delle personalità, dei protagonisti, appunto della cultura, dell'informazione e del giornalismo italiano, che attraversarono la bufera dalla Seconda guerra mondiale e scavallare o no, come dire dal fascismo al alla democrazia Piovene su tutti. È stato un protagonista di questa vicenda, tra l'altro anche con suoi iscritti, molto molto, molto interessante anche il confronto con la vicenda di tutt'altro segno tragica di Eugenio Colorni, che non mi pare compaia almeno nella recensione che vi segnaleremo in chiusura, ma che è davvero significativa anche per quei protagonisti. Quei quegli intellettuali che fecero invece la scelta di
Tenere fede alle proprie convinzioni, come appunto Colorni, ucciso ucciso dalla banda Koch. Questi i temi, questi temi di questa giornata, iniziamo rapidamente con uno sguardo a alla questione degli Stati Uniti, poi ci dedicheremo ampiamente al nostro paese, così vi diamo conto un po'più nei particolari di quello che è successo. Ancora uno schiaffo dalla Corte Suprema si legge sul Corriere della Sera al presidente americano, Donald Trump. I giudici dicono no alla cancellazione del diritto alla cittadinanza. Per nascita, lo Ius Sciò soli, aperte, virgolette. La cittadinanza era allora come oggi il diritto ad avere diritti. Ha motivato la decisione, così il presidente della Corte, John Roberts oggi ha detto, manteniamo questa promessa. La casa Bianca ha replicato questa decisione è un male per il nostro paese e invoca appunto una iniziativa affinché si modifichi la legge
Intanto però confermare poi tutti gli altri.
Gli altri provvedimenti, i licenziamenti federali, la Federal Reserve, che fa eccezione, eccetera.
Gli approfondimenti li trovate a pagina 4 e 5, noi vi leggiamo.
Però, appunto, sulle sullo scenario che si è delineato, al di là di questa decisione importante, un passaggio dell'articolo che trovate a pagina 17 del giornale la vera vittoria perdona del potere sulle agenzie, appunto è Scaccomatto al Deep State.
Per Donald Trump, per il movimento, MAGA la giornata di sentenze della Corte Suprema rappresenta un insieme di decisioni profondamente disomogenee. Ecco, forse questo è il punto e che forse creano qualche squilibrio nella nella realtà statunitense. Aggiungo io, in cui si Trezzi intrecciano vittoria di grande portata istituzionale, sconfitte più circoscritte sul piano politico giuridico. Qui stiamo parlando anche della specifica traiettoria del giornale nel bilancio comprensivo. La sentenza sulle agenzie federali appare infinitamente più importante delle altre decisioni dal punto di vista della Rive d'evoluzione politica promessa agli elettori. Questa vittoria non è solo un successo giuridico, ma la vera chiave di volta dell'intera presidenza Trump potrà ora realizzare uno dei pilastri della sua narrazione politica, sintetizzato nello slogan Drain dà Want
Il prosciugamento della palude burocratica Washington Diana, fin dalla prima campagna, aveva sostenuto la necessità di smantellare quello che definisce il Deep State l'insieme dei burocrati non eletti che ostacolano l'attuazione del programma scelto dagli elettori prima della sentenza, i direttori delle agenzie federali indipendente di regolamentazione potevano essere rimossi solo in presenza di gravi violazioni.
O irregolarità, restando spesso incarichi anche durante amministrazioni di segno politico opposto, con la decisione della Corte Suprema, invece, il presidente ottiene la facoltà di sostituire rapidamente i vertici di numerosi e potenti autorità indipendenti riducendo gli ostacoli posti dai funzionari in grado di rallentare o contrastare l'attuazione del programma questo è,
Il tema per capire quello che potrà accadere.
Prendiamo di nuovo il Corriere della Sera che intervista a pagina 4, Yasha Bunch, che è un docente di practice, ove International Affairs, alla John Hopkins Hopkins University editorialista di The atlantiche.
Tocca diverse questioni che a cui vi rimandiamo, ma a un certo punto l'intervistatore che è Giuseppe Sarcina dice, ma quali saranno le conseguenze politiche di queste sentenze e in particolare, di quella sullo Ius Soli di cui vi abbiamo letto rapidamente poco fa, la politica sull'immigrazione di Trump è molto impopolare dice dice questo studioso,
Certo, gran parte dell'opinione pubblica, compresa quella di origine latino-americana, era molto contenta della gestione di Joe Biden aveva l'impressione che avesse aperto le frontiere creando un caos totale nel Paese, ma alla maggioranza degli americani non piace neanche che gli agenti dell'Aisi entrino nei quartieri di tutte le città a caccia di persone senza documenti.
Inoltre, gran parte degli americani prova molta simpatia per gli stranieri che vivono nel Paese da 2030 o 40 anni senza aver mai commesso un crimine. Sono considerati parte integrante della comunità. Infine, quasi tutti pensano che se tu sei nato negli Stati Uniti sei un americano era quello che diceva, anche non a Reagan. Ricorderete senza ombra di due di dubbio. Quindi, se Trump avesse vinto e avesse cominciato a togliere la cittadinanza ad alcune persone nate negli Stati Uniti, la sua popoli popolarità sarebbe diminuita ulteriormente. In un certo senso, quindi, questa sentenza della Corte lo ha salvato politicamente. Questo forse è un ragionamento che può apparire paradossale, ma appunto il nocciolo di questa intervista è che questa decisione potrebbe in realtà aiutarlo
Chiede a un certo punto, infatti, Sarcina dice come l'ha presa, però non sembra averla presa bene da un'altra, sicuramente e intensificherà dice Yascha Mounk gli attacchi contro la Corte, questo accentuerà una situazione già molto polarizzata. I giudici sono sotto attacco da due lati. Molti a sinistra vogliono allargarne la composizione per assicurarsi una maggioranza dei progressisti la prossima volta che saranno al potere dall'altra parte in tanti
All'interno del movimento, MAGA sostengono che la Corte abbia legittimità perché impedisce a Trump il presidente eletto, non abbia legittimità, chiedo scusa perché impedisce a Trump il presidente eletto di governare anche questo fronte, preme per riformare la Corte suprema, insomma.
E questo è il punto, ma la valutazione sembra interessante e vediamo quello che.
E che succederà perché, appunto?
Sicuramente appunto non succederà quello che qualcuno ieri sui quotidiani temeva, cioè appunto, questa, questo ritorno poi a operazioni in quali quelli, quelle fatte dall'Aisi di cui abbiamo.
Ha sentito parlare.
Nei nei mesi scorsi, anche su Repubblica, diversi approfondimenti sulla questione ius soli.
Qui c'è anche un'intervista a un altro Espace esperto del show Whiz Dershowitz che è Alan Dershowitz, docente avvocato.
E ha difeso tra gli altri OJ Simpson, appunto un avvocato molto noto, è una brutta sconfitta, dice, ma se vince il voto di Mitterrand ci riproverà.
E questo è quanto leggete in questa intervista, a pagina 2 di Repubblica, sul tempo, anche qualche approfondimento su queste questioni, ma più in generale qui trovate.
Un articolo di Alessio Buzzelli, che parla appunto dell'appuntamento del Mit term, e qui si torna all'attacco di George Soros, diciamo una costante su questi giornali come il tempo.
In vista delle Mitterrand, il filantropo infrange il proprio record di donazioni, oltre 100 milioni di dollari alla sinistra radicale, qui viene definita così statunitense la mossa di Soros sta finanziando i politici dem più estremisti.
L'obiettivo è il solito portare avanti l'agenda Walk da dietro le quinte, quindi l'agenda woke è il burattinaio dell'agenda work.
È George Soros e suo figlio Alex nelle varie fondazioni approfondimento, appunto qui qui si fanno anche i nomi.
I Nano Mar deputata del Minnesota a favore delle frontiere aperte, che vuole abolire, Lizzy, Grant Panther, Ro Khanna e altri John of, che forse uno dei più.
Efficaci, diciamo, nel contrastare la narrativa di Donald Trump, questa notizie appunto per completare questo quadro sugli Stati Uniti di questa mattina in in evoluzione e naturalmente in attesa dell'appuntamento delle elezioni di medio termine attese che ci portano al nostro Paese, e dicevamo appunto di questa corsa aperta in larghissimo anticipo sul Quirinale qualcuno comincia anche a farsi qualche domanda,
Sui temi anche diciamo.
Sull'atteggiamento nei confronti del presidente Sergio Mattarella B leggiamo qualcosa.
Del.
Dell'editoriale, del retroscena di Francesco Verderami che trovate a pagina 11 del Corriere della Sera, la mossa senza precedenti che alza il sipario sulla grande corsa, l'obiettivo storico di Meloni.
Scrive Verderami.
Come se Giorgia Meloni avesse aperto le quinte teatrali prima dell'inizio dello spettacolo, mostrando anzitempo i protagonisti intenti a ripassare il copione bella. Questa questa immagine, così, ha reso noto il silenzioso tramestio dei candidati al Colle del e dei loro supporter, che si preparano alla grande corsa già da quattro anni, perché tutti sanno che la sfida è iniziata subito dopo la rielezione di Sergio Mattarella al Quirinale. Come tradizione vuole e la premier ha detto in pubblico ciò che alleati e avversari sussurrano in privato, cioè che il vero obiettivo delle prossime elezioni non sarà la guida del governo, ma la Presidenza della Repubblica se Meloni ha politicizzato il tema è perché lo ritiene la questione dirimente, che sta influenzando ogni mossa della legislatura, comprese le alleanze e alla sfida per il Colle. Ha allegato anche la sua volontà
Di modificare il sistema di voto qui è anche il nesso con la discussione sulla legge elettorale, come abbiamo detto in apertura, naturalmente il tema.
E di facile.
Comprensione appunto potrà vincere o perdere, ma non intende consegnare la scelta del prossimo capo dello Stato ai pareggi.
Pisti, perché qualche settimana fa già si facevano punto delle ipotesi su questo scenario che, a suo giudizio, a giudizio di Meloni, sono gli interpreti in Parlamento di quell'establishment citato l'altro ieri in tv e usato giorni fa anche da Elly Schlein qui usiamo un'altra parola, ma andiamo avanti. Non è casuale il riferimento, il comune riferimento a quei pezzi di potere che siedono nei gangli vitali delle istituzioni, così come è chiaro l'interesse
Reciproco a cambiare il Rosatellum al di là delle appartenenze, l'ex ministro Cesare Salvi ne ha avuto la prova parlandone con un compagno del PD, mi ha detto che la linea dell'opposizione sulla legge elettorale, il Chianni e forti, insomma scrive Verderami Verderami la Premier e la segretaria dem vogliono ballare da sole,
E Meloni confida di vedere al Colle un rappresentante non di centrosinistra, non lei diceva Verderami.
Almeno così ha risposto quando, in un colloquio riservato, si è sentita chiedere se mirasse alla Presidenza della Repubblica a 50 anni, mi volete imbalsamare, avrebbe detto se fosse sincero, se, se celando i suoi desideri, si vedrà.
Di certo conosce le asperità, non è mai successo che un presidente del Consiglio sia diventato capo dello Stato, ma non c'è dubbio che la leader di Fratelli d'Italia voglia si voglia intestare un altro obiettivo storico.
Dell'Avvento, cioè del bipolarismo. Infatti, il centrosinistra ha detenuto il monopolio del Quirinale. Questo dato non è figlio della casualità, lo sanno tutti nel palazzo nel 2001 e qui è importante questo passaggio, diciamo così storico, del retroscena, retroscena di Francesco Verderami. Nel 2001 l'allora premier Giuliano Amato, arrivò a scegliere la data delle urne facendo in modo che la corsa al Colle non ben non avvenisse durante la legislatura che sarebbe stata guidata di lì a poco da Silvio Berlusconi, l'ex leader dello Sdi, Enrico Boselli, ricorda chiamato se ne compiacque con Carlo Azeglio Ciampi che allora sedeva al Quirinale
è per questo spiega Verderami, non regge l'accusa che una parte delle opposizioni rivolge al centrodestra di voler occupare le istituzioni, su questo ve lo diciamo subito che ci sono diversi articoli oggi che parlano di questo scenario, ma noi appunto vi stiamo leggendo questo ragionamento di Verderami così come cade l'accusa sollevata da Massimo d'Alema un mese fa durante un convegno un convegno Meloni vuole pieni poteri, frase che ha fatto ricordare ad alcuni vecchi riformisti del Pd il suo tentativo di salire al Colle nel 2006 pur di riuscirci di riuscirci qui tra virgolette,
Costrinse, addirittura, Piero Fassino, che era allora segretario dei Ds a scrivere una lettera al Foglio con la quale anticipava quale sarebbe stato il programma il programma presidenziale di d'Alema, se fosse stato eletto chiuse le virgolette fatto senza precedenti adesso.
A meno che io non abbia capito male, qui non capisco.
A chi è riferito questo virgolettato, naturalmente non si tratta di una svista,
Credo Verderami, poi prosegue come senza precedenti è la mossa della Premier.
Che alzando il sipario sul Quirinale punta a polarizzare il voto in vista del 2027 e questo è un obiettivo più vicino. L'operazione Ina vi ha inevitabilmente acceso. I riflettori mediatici sui Quirin abili nel centrodestra è già partito il casting, mentre si sono aperte le scommesse su Meloni si candida Meloni non si candida, sono apparsi sui quotidiani i primi nomi dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano al ministro degli Esteri Antonio Tajani fino al titolare dell'Economia Giorgetti nel centrosinistra c'è una lista
Lunga così tra quanti sono potenziali candidati e quanti si sentono candidati in pectore è un elenco di nomi che di nomi e di ambizioni che va dalla A alla W tra post missini, i post comunisti e i post democristiani post laici, scherza, mi sembra Verderami sarà una lotteria tutto è ovviamente prematuro tutto è ovviamente prematuro.
E qui è importante, a mio giudizio, quanto scrive Verderami queste ultime righe.
E non solo perché bisognerà vedere come andranno le elezioni del 2027, ma soprattutto perché nessuno può calcolare oggi la variabile Mattarella, cioè quando il presidente della Repubblica deciderà di terminare il suo mandato, quindi Verderami.
Fa.
Questa ipotesi della sua lettura dello scenario politico e vedremo se questa affermazione di Verderami poi avrà dei collegamenti, ci spostiamo per un attimo sulla questione della legge elettorale evocata da Verderami, per poi tornare a a questa questione Daiquiri Nabi, punto di quello che scherzando Verderami ha chiamato il casting.
E prendiamo Repubblica a pagina 9 perché Tommaso Ciriaco con un altro retroscena, ci racconta di quello che sta succedendo tra le forze di maggioranza.
Della discussione e che ha già, diciamo, il suo percorso istituzionale muro di Forza Italia e Lega sulle preferenze, che fa fallire il vertice, nulla di fatto, dopo due ore di riunione tra gli sherpa della maggioranza, l'idea di far slittare l'approdo in Aula al 13 luglio a Palazzo Chigi scrive, Ciriaco, sostengono che Vannacci abbia scelto le parole sbagliate ieri mattina almeno sulle preferenze. La premier tiri fuori gli attributi e ora io non so se è una scelta, così è un errore, oppure è una cosa proprio voluta una provocazione, questa
La lettura Ciriaco un altro fossato scavato tra potenziali alleati di certo Giorgia Meloni non ha per nulla gradito questi toni e giustamente aggiungo io, rafforzando i suoi dubbi rispetto a un'intesa con l'ex generale, sono gli stessi di alcuni tra i massimi dirigenti del partito di maggioranza relativa che nelle ultime ore hanno avvertito la leader dello scenario più probabile nel caso di un accordo con il contenitore Vannacci Ciano una fuga degli scontenti di Fratelli d'Italia sui territori attirati dalla prospettiva di governo. E questo poi sempre il punto un e un'autorizzazione al voto utile per il futuro nazionale coalizzata. Ne vanno sottovalutarle le resistenze espresse in privato dal sottosegretario alla presidenza Giovanbattista Fazzolari, che sembra considerarsi incompatibile con il fondatore
Di Fn, innanzitutto per la sua vicinanza ideale con Mosca, un patto con lui avrebbe detto Fazzolari, perdiamo le elezioni, piuttosto, ecco, io vorrei aggiungere un'osservazione su questo, però il tema riguardo a Vannacci già sui quotidiani di ieri ricorderete è anche questo cioè della vicinanza,
Rivendicata anche lo vedremo tra poco dall'ideologo, con la Russia, di Vladimir Putin, del della formazione futuro nazionale e.
Diciamo e non so se c'è appunto siccome il dibattito sul Quirinale si è aperto con una dichiarazione di Vannacci, chissà se c'è stata un'intenzione poi di aprire appunto il dibattito.
Sul Quirinale proprio da da questo punto di vista, è una suggestione, chissà, forse è solo una interpretazione dietrologica, ma andiamo avanti, eh eh eh questa questione è stata, è stata appunto ribadita da Fazzolari, la tattica suggerita è quella.
Di additare Vannacci come quinta colonna della sinistra a giocarsi la sfida all'ultimo voto, per puntare al bersaglio grosso la conquista del Colle per l'attuale presidente del Consiglio scrive invece Ciriaco appunto in questo editoriale, eppure.
A indebolire questa tesi ci sono i numeri, per adesso non sorridono alla coalizione di governo futuro nazionale, cresce la strategia, cambia, ricambia si plasma sull'onda dell'emozione a rischiare in questo clima e quindi la riforma elettorale, presidente leghista di Montecitorio Lorenzo Fontana è pronto ad accettare, nonostante il parere dei meloniani l'opzione di far slittare al 13 luglio l'inizio delle votazioni in aula è un segnale,
Che conferma quanto sembra ormai assai probabile, l'eventuale via libera del Senato non arriverà prima di settembre o addirittura a ottobre, ma la situazione è ben guardare, ancora più delicata. Nella riunione serale degli sherpa la resistenza leghista si è concentrata sulla proposta di Giovanni Donzelli per introdurre le preferenze. Non se ne parla, è stata la risposta del Carroccio. Non esiste anche Forza. Italia si è associata con una coda di veleno, 6 milioni anni insistono su questa strada. Gli azzurri presenteranno davvero i minacciati emendamenti che aboliscono il recupero del miglior perdente
Uno sgarbo diretto a Noi Moderati, che fa parte della maggioranza una tattica elaborata da Tajani per far ballare la legge, la guerriglia rischia di complicare il percorso della riforma, insomma e alimenta il dilemma di Meloni, andare comunque dritta sulle preferenze, anche a costo di far saltare tutto o forse insistere.
Proprio per far saltare tutto le mire quirinalizia ormai lo ammettono. Anche i meloniani di rango dietro anonimato sconsiglierebbero di insistere davvero sullo stabili, come qui lo si chiama così tenendosi il Rosatellum in un quadro tanto frammentato, Fratelli d'Italia, vorrebbe spostare a dopo le elezioni la decisione su un eventuale patto di governo e per il Colle con Vannacci. Insomma, riflessioni dilemmi e ancora più passano le ore più la partita si complica, ad esempio, va registrata quella che sembra una crescente indisponibilità di Forza Italia a ragionare di un patto politico con l'ex regionale. Raccontano da Palazzo Chigi che si che si sia mossa direttamente Marina Berlusconi per frenare tentazioni di questo tipo, poi retroscena di Tommaso Ciriaco prosieguo, ma forse
Ci ha aiutato, naturalmente, come sapete, questi articoli questi retroscena.
A volte poi vengono vengono smentiti, ma ci può aiutare appunto a a capire qual è la situazione e a complicare lo scenario in qualche modo, ma anche forse a leggerlo con la tradizionale.
Diciamo acutezza, come dire, oltre agitazione acume forse si dice.
E con spregiudicatezza c'è Matteo Renzi.
Che viene intervistato sul foglio. Vi leggiamo qualche passaggio di questa intervista Renzi impedire a Meloni il Colle se, appunto a sinistra non prevale Tafazzi, la fermeremo, si ritorna a Tafazzi, personaggio televisivo di parecchi anni fa, non so se viene ancora se c'è ancora in televisione Meloni dice dice Matteo Renzi, vuole prendersi tutto, ha scoperto le sue carte Meloni, punta al Colle, ma chi troppo vuole nulla stringe e il troppo stroppia. Se a sinistra non prevale la corrente Tafazzi, impediremo a Meloni di prendersi anche la Presidenza della Repubblica. Allora l'intervistatore chiede che Caruso dice al, ma voi siete da Fazi
Esiste dice dice Matteo Renzi, esiste in effetti una corrente Tafazzi.
E dietro ogni profezia ultima c'è sempre Renzi, dice, scherzando l'intervistatore.
è lei il consigliere di Vannacci, chiede a un certo punto risponde Matteo Renzi, sgomberiamo subito il campo, io mi sono limitato a leggere la realtà, c'è una domanda di destra radicale, senso generico in Italia come c'è in Europa e Vannacci la semplicemente interpretata, io ho solo letto i fatti per primo lo ripeto,
Le ripeto, dice invece Caruso, è lei il consigliere di Vannacci, risposta le ripeto anch'io vedo che equipara la risposta. Non ci non c'è un sì o un no, faccio solo politica, quindi fa politica. Matteo Renzi, metto insieme i fatti e non ci vuole molto a capire. Meloni cerca di compattare i suoi, non sa cosa fare con Vannacci. In questi quattro anni Meloni ha sempre tirato calci di rigore, ma adesso con Vannacci la partita non è più nelle sue mani. Questa è la risposta di Matteo Renzi e Silvio. Capisco bene, appunto,
La lettura della situazione e poi l'esito è stato questo domanda, è vero che la sinistra usa Vannacci per colpire Meloni, è vero che state gonfiando i suoi sondaggi per dimenticare che non avete ancora una coalizione, che una parte della sinistra non la invita al tavolo. Risposta Vannacci ai sondaggi che crescono non mi meglio meraviglie Ray, se raggiungesse il 10%, può scegliere può accontentarsi di fare il vice di Meloni oggi o fare il leader della destra fra cinque anni guardiamo alla Gran Bretagna Meloni e come su una che Vannacci è come fare AIG, dopodiché alla sinistra servirebbe uno Starmer, ma che sia capace di durare cinque anni
Parliamo con Renzi, dice l'intervistatore sotto la canicola di Roma, gli chiedo quale sarebbe lo scandalo, se Meloni andasse al Colle, sarebbe eversivo, ecco, qui torniamo su questo.
Eh, ma di cui non vi abbiamo letto articoli, ma appunto è tema che viene in parte agitato, vuole modificare l'impianto, la costituite, la consuetudine costituzionale, immagina un Presidente della Repubblica che governa la verità, è che non le basta Palazzo Chigi i poteri del presidente, come scrivono i manuali di diritto costituzionale sono a fisarmonica, si allargano, restringono a secondo della contingenza, la mia opinione dice Renzi, e che è meglio avere un arbitro, un garante delle istituzioni, piuttosto per il suo disegno, dovrebbe avere il coraggio di proporre l'elezione diretta del capo dello Stato anche su questo ha cambiato idea
La sfiderei, dice Renzi, ma sappiamo bene che non lo farà perché è l'unica riforma che è stata capace di fare in quattro anni, è quella della legge elettorale, Meloni, non concepisce le istituzioni come strumento per cambiare il Paese, ma solo per cambiare la propria carriera personale, insomma, è quanto leggete tra l'altro poi l'intervista prosegue, ma
È utile forse questo questo intervento di Renzi per capire quello che sta avvenendo, quelle che sono le schermaglie, ma poi anche per valutare quali e quante sono le variabili in campo, quindi, come si fa a parlare del 2029 oggi e forse invece questo?
Dibattito
Nelle sue pieghe offre alcune questioni che servono più alla cabotaggio, diciamo così, di di questi di questi di questi giorni, una intervista invece da un altro fronte.
Gaetano Quagliariello la trovate su libero a pagina 4 le parole di Meloni sono giuste e puntano al voto utile a sinistra, scatta un riflesso pericoloso, ma così la premier tiene fuori Vannacci, vedete che il tema è la variabile Vannacci.
Qui, insomma, l'intervistatore che Fausto Carioti dice la sinistra.
E a sinistra è diffuso il sentimento che il Quirinale è roba loro, ecco poi B leggeremo qualcosa che ci dice, invece quello che è avvenuto nella storia della Repubblica risponde Quagliariello, a me le parole di Giorgia Meloni son sembrate del tutto legittime nei sistemi democratici la conflittualità e l'alternanza sono cose normali.
Il sistema italiano troverà una sua stabilità alla sua Martu Rita fisiologica, quando quest'ultimo tabù verrà sfatato anche da un punto di vista tattico. Le frasi della presidente del presidente del Consiglio sono state assolutamente comprensibili. Meloni spiega meglio, poi Quagliariello le ha accompagnate con dichiarazioni di chiusura assoluta nei confronti di Vannacci. Questo è il punto forse più importante. Mi aspettavo che a sinistra qualcuno le valorizzasse, ma nessuno lo ha fatto, però è evidente che se Meloni chiude in realtà a Vannacci, deve offrire agli elettori di destra elementi di voto utile, domanda, un messaggio tipo, chi vota Vannacci consegna il Colle a un'altra volta la sinistra e forse va letta così l'accusa che viene fatta a Vannacci di votare con la sinistra risposta di Quagliariello quantomeno Meloni deve poter dire agli elettori di destra che il loro voto, se non lo sprecano, potrà determinare quello che finora non è mai accaduto, cioè che non si subirà per l'ennesima volta l'elezione del Presidente della Repubblica e magari si metterà la destra in condizione di dare le carte. Riconoscere la legittimità di questa ambizione sarebbe anche
Nell'interesse della sinistra perché mai dice l'intervistatore risposta di Quagliariello tenere fuori Vannacci con le sue posizioni filorusse, filorusse e antieuropeiste è un grande contributo alla stabilità del sistema, e questa stabilità ha fatto guadagnare all'Italia molto credito a livello internazionale nell'attuale legislatura.
Anche il richiamo di Meloni alla necessità di costruire il pilastro europeo della NATO va in questa direzione, ma se questo contributo c'è ed è giusto che sia riconosciuto, bisogna riconoscere anche la legittimità di aspirare a qualsiasi obiettivo, insomma, che.
Al di là del ragionamento della legittimità di questa discussione, naturalmente il fatto che ci sia il tema del.
Dell'altro, elemento ingombrante dei cosiddetti filorussi è tema e tema interessante, ma vediamo sulla stampa un po', diciamo di storia, per capire anche ai precedenti, naturalmente sempre tenendo presente le debite distanze e differenze trovate a pagina 12, il taccuino di Marcello Sorgi e molte incognite di questa partita che si è aperta.
È un tentativo di agganciare, dice Sorgi Vannacci per il dopo l'accenno di Meloni, al candidato di centrodestra per il Quirinale, dietro al quale si può cogliere la consapevolezza della Premier che la nuova legge elettorale, per come si stanno mettendo le cose con il generale che nei sondaggi riservati viaggia verso la quotazione a due cifre potrebbe aiutare il centrosinistra è dunque lungo vertice del centrodestra ieri sull'opportunità o meno di approvare il testo in Parlamento prima della pausa estiva, proroga o meno,
Il pareggio, cioè la vittoria di misura legata al mantenimento del Rosatellum con i suoi collegi uninominali e con forti difficoltà, di formare un governo stabile come l'attuale, risulterebbe perfino preferibile prevedibile.
All'affermazione del campo largo con premio di maggioranza, dovuta alla impossibilità del centrodestra di allearsi con Vannacci per le sue posizioni estremiste e per lo squilibrio dell'alleanza con il ridimensionerebbe diving ridimensionamento, che scontrerebbero Forza Italia e Lega, ma.
E successivamente nella partita del Colle, i voti di estrema destra potrebbero essere scongelati e contribuire all'elezione del primo inquilini o di centrodestra del Quirinale questo è il quadro, primo, per intendersi dice poi Sorgi dell'epoca della Seconda Repubblica, perché se guardiamo alla prima è difficile non qualificare di centrodestra presidenti come Antonio Segni 1962 64, Giovanni Leone 71 78 per le elezioni dei quali ricorda giustamente Sorgi
Nel segreto dell'urna ci fu anche il contributo dell'MSI, il partito post fascista ha guidato a lungo da Almirante il punto è proprio questo. Nelle elezioni del presidente tradizionalmente si rompono gli schieramenti, si formano le alleanze più imprevedibili. Questo contribuisce a risultati a sorpresa, quando le alleanze non sono ampie a meno di non costruire una legge elettorale che produca con il premio con i delegati regionali, con i voti del Trentino Alto Adige e Val d'Aosta una maggioranza preconfezionata oltre il 60%, sebbene vedi Prodi occorre tenere sempre in conto i franchi tiratori così assodato che Napolitano, primo presidente post con look comunista, ricevette un aiutino da Casini
E nel caso di Mattarella, che è la sua prima elezione, segnò la rottura del patto del Nazareno Berlusconi, che avrebbe preferito Amato alla fine cercò a modo suo di non restare fuori da i giochi.
Insomma, gli scenari sono questi, vediamo un'altra intervista che trovate su Repubblica a pagina 8.
Solo una segnalazione, questa, il Quirinale non è un trofeo, vogliono le istituzioni al loro servizio e Francesco Boccia, capogruppo del Pd al Senato, la destra manca di rispetto, non solo a Mattarella, ma anche ai suoi predecessori e qui appunto si
Si spiega che boh Boccia dice il presidente della Repubblica, non è il rappresentante della maggioranza che vince le elezioni, né il trofeo di una parte politica, ma il garante della Costituzione.
E poi appunto anche il passaggio sulla mancanza di rispetto di per Sergio Mattarella, insomma, queste le questioni ultima segnalazione, la prendiamo dal riformista, in apertura trovate l'articolo di Aldo, Turchiaro che vi abbiamo citato già nel sommario la scoperta dell'acqua calda, se il centrodestra vincerà sceglierà il capo dello Stato Gabriele Elia, con questo titolo ci fa capire che appunto, è chiaro che è così, ma ecco, ve lo citiamo solo per il titolo perché appunto poi
È quello che si discute e quello che poi sta avvenendo potrà avvenire nella stagione più vicina a noi.
Qualche riferimento alla legge elettorale, perché questo argomento lo possiamo per il momento, però oggi direi,
Abbandonare e poi magari ci torneremo.
Ancora domani e dopodomani sul Corriere della Sera, trovate.
Qualcosa che riguarda il dibattito su sulla gli aspetti più concreti in rebus preferenze non si scioglie, c'è l'ipotesi del rinvio, le tappe dell'iter della riforma, con riassunto, diciamo il Corriere della Sera che le ricorda il via dell'iter della riforma, il 26 febbraio il centrodestra,
Ha presentato in Parlamento la proposta detta stabili cum riforma della legge elettorale il 24 giugno, con il via libera della commissione Affari costituzionali, il testo è arrivato alla Camera, è iniziata la discussione in aula. Il sistema proposto è di tipo proporzionale. Con l'assegnazione di un premio di maggioranza alla coalizione che raggiunge almeno il 40%, l'obiettivo sarebbe quello di avere più governabilità. Proprio per questo la riforma è stata ribattezzata questo nodo. Il in questo modo il nodo delle preferenze nella proposta alla le coalizioni indicano nel programma e il candidato premier, il cui nome non sarà sulla scheda elettorale si voterà il simbolo della coalizione o del partito senza spremere
Senza esprimere da preferenza diretta, la proposta ha causato tensioni nel centrodestra, ma Fratelli d'Italia spinge per il c, per il sì, la bocciatura delle opposizioni, il centrosinistra e contro la riforma, la segretaria del PD Schlein definisce la legge irricevibile, Giuseppe Conte e il Movimento 5 Stelle non esclude il ricorso alla Corte costituzionale mentre a Vs chiama all'unità di tutte le opposizioni, Riccardo Magi, di più Europa parla di un rischio democratico. Ecco queste
Queste le linee generali grazie a questo schematico riassunto del Corriere della Sera.
Forse avremmo dovuto leggervelo in apertura di questo di questa parte della rassegna stampa di Radio Radicale di oggi, a pagina 14 e 15, i nodi da sciogliere.
C'è una intervista a Roberto d'Alimonte politologo della Luiss, che dice,
Sulla riforma del voto Meloni sta sbagliando e dipenderà dall'alleanza con Vannacci se la legge elettorale.
Voluta dal centrodestra, per garantire questa idea di bipolarismo, realizzasse l'effetto opposto, ovvero lo stallo e il ricatto dei partiti minori Roberto d'Alimonte, politologo della Luiss, e uno dei massimi esperti di sistemi elettorali lo sospetta l'errore più grosso dice fatto da Meloni nella trattativa coi suoi alleati è stato quello di rinunciare al ballottaggio ovvero un secondo turno per attribuire il premio alle 2 coalizioni.
Insomma.
Vedremo, vedremo che cosa che cosa accadrà, spostiamoci a questo punto.
Su un altro tema di forte conflitto che riguarda la politica italiana, e cioè la cosiddetta questione Covid delle accuse al premier del passaggio del 2020 alle decisioni sull'acquisto delle mascherine a caro prezzo e alle decisioni sui.
Lockdown appunto già vi abbiamo detto in apertura di questa rassegna stampa di oggi, di radio radicale, domande che trovate, presidente risponda scrive il giornale a pagina 2 dagli appalti alla zona rossa, le 5 domande pronte per Conte 5, poi il libro ne fa altre 10 i punti chiave allora vediamo,
Nei particolari quali sono queste cinque domande del giornale
Sui lockdown, chi decise quando il lockdown, perché non si fece la zona rossa nella Barga, nella Bergamasca, su quali basi scientifiche e questi sono temi di cui ricorderete si discusse moltissimo allora.
Mascherine e altri strumenti perché Arcuri, compra 800 milioni di mascherine, farlocche ed ambiente fantasma e non da produttori affidabili.
Terapia domiciliare, perché il governo si è ostinato a difendere il dannoso protocollo, paracetamolo e vigile, attesa fino al Consiglio di Stato, le monoclonale.
Ali, ricorderete che si erano trovate gli esperti, naturalmente, sui social che dicevano che con le Monde monoclonali si risolveva tutto, perché l'Aifa e Speranza dissero no a 10.000 dosi gratis di Eli Lilly, che potevano scongiurare il secondo lockdown, e questi dà per certo appunto l'efficacia di questi di questi trattamenti io ricordo ma appunto non sono
Un esperto, vedremo quali saranno le le risposte, io ricordo che vennero giudicate come poco efficaci vaccini e cure, ultima domanda perché speranza fece finanziare da Cassa depositi e prestiti, prestiti e mise aziende vicino al Pd e che fine ha fatto la sperimentazione Sputnik qui e vi ciccia come dice come si dice a Roma Sputnik che vedremo appunto quali saranno le risposte,
Su Libero le 10 domande a Conte
Qui più o meno sono gli stessi i temi perché tolse i poteri di controllo della Corte dei Conti.
Perché il suo ex collega, l'avvocato Luca Di Donna, si presentava come suo braccio destro per ottenere lucrose consulenze, ha mai chiesto conto al professor Guido Alpa delle abnormi provvigioni applicate dal suo studio le operazioni legate alla pandemia, come si spiega che gli imprenditori che rifiutavano le rose consulenze dei legali a lei
Non Nothing subissero ri ritorsioni e questi sono temi importanti, vedremo, ci sarà questa audizione.
Le carte scrive libero, sbugiardato, Conte grillini come piazzisti nel segnalare le mascherine da far comprare a ad Arcore il leader Movimento 5 del Movimento 5 Stelle si è irritato in televisione negando che il movimento si sia mai attivato in relazione agli acquisti del Commissario alla pandemia, ma gli atti compaiono ai negli atti compaiono consiglieri regionali, parlamentari e anche una viceministra tutti i grillini che inviavano segnalazioni tra virgolette.
Ah, alle aziende qui c'è una fotografia che ritrae ritrae Laura Castelli, ricorderete, viceministro delle gondole dell'Economia, all'epoca del Covid a destra, Domenico Arcuri, e poi c'è anche una foto di Giuseppe Conte, insomma.
Sulla sul tempo, Capezzone.
Protezioni finite per Giuseppi ancora Daniele Capezzone direttore torna
Su questa cosa è sempre più nervoso e il leader grillino sarà trascinato davanti alla Commissione Covid, ha detto, ha ha detto che ci ci andrà a Sydney, certamente era irritato in quella trasmissione televisiva, ma poi ho anche chiesto di rimanere nella Commissione e questo è un altro tema di cui oggi discutono i quotidiani sul fatto a pagina 5,
I cinesi, Arcuri, è Di Donna, fact checking, Alessandro Mantovani, la Commissione di Fratelli d'Italia, di Fratelli d'Italia, alla Commissione.
Va beh, qui si scrive così la Commissione di Fratelli d'Italia vuole la graticola per Conte sui dispositivi farlocchi, Core comprati quando il virus travolse l'Italia Alessandro Mantovani, autore di questo fact-checking.
Insomma, qui si entra a.
Nel merito di queste questioni.
Un passaggio di questo lungo articolo che vi segnaliamo appunto riguarda la questione del comportamento dei quotidiani in questi giorni.
Sul giornale parlano di patteggiamento definitivo per una vicenda, ma campagna contro Conte, dice, ha fatto quotidiana che difende, Giuseppe Conte, la fanno i giornali del gruppo Angelucci, ma non la verità, giornale di destra in prima linea contro i vaccini Covid, insomma, è contro i vaccini Covid appunto, ma in generale su questa questione la verità, appunto anche oggi,
Apre il caso delle mascherine miliardaria farlocche strane coincidenze l'ex ad di Invitalia, dove i nostri scoop di fine 2020 si offrì ai pm mentre era indagato per corruzione ma dopo nove giorni fu archiviato le toghe capitoline, hanno chiesto con due anni di ritardo la poi perizia su i dispositivi anti-Covid già scaduti miliardi sprecati dice Maurizio Belpietro e tasche piene, serve serve chiarezza. L'articolo prosegue a pagina 3 della verità. Ammettiamo pure che tutti gli acquisti siano stati fatti in buona fede, ovvero che chi aveva il compito di fronteggiare la pandemia per paura di restare senza mascherine, appunto da me
Per quanto vale, appunto, va tenuta presente questa questa variante, con tutte le contraddizioni che la presidenza di Giuseppe Conte poi manifestò in quella vicenda ricordiamo una su tutte, non viene ricordato l'episodio.
Della visita Dalla Russia con amore, la visita del bus, la necessità, la richiesta di visitare le basi della NATO nel nostro Paese, una questione davvero molto molto grave di cui non si parla più molto ma scrive appunto Belpietro, mettiamo pure che sia stato fatto tutto in buonafede, ovvero che chi aveva il compito di fronteggiare la pandemia per paura di restare senza mascherina ne abbia comprato anche troppe, ma non è forse il caso di fare qualche valutazione? Questa diciamo politica, aggiungo, per evitare che in futuro non accada più nulla di simile. Non si deve per rispetto verso i soldi degli italiani, capire perché si sbagliarono le stime
Io penso che qualsiasi buon amministratore, rendendosi conto di aver speso male i quattrini della società, si farebbe sì farebbe un esame di coscienza invece, nel caso in questione, nessuno tra coloro che, in questo che in quel periodo avevano compiti di responsabilità, pare aver voglia di rivangare il passato preferendo metterci mettere una pietra sopra alla faccenda insomma, ha domande appunto relative alla buona amministrazione, e questo sì è un tema importante da tenere presente. Abbiamo forse esaurito che questo tema veniamo all'altro tema di cui abbiamo detto in apertura.
La questione è scisma, è un tema interessante, appunto perché.
E non è solamente una questione, diciamo, di carattere religioso.
Sul Corriere della Sera, a pagina 2 3, pagine importanti, i ribelli tradizionalisti che si sentono traditi dal Concilio Vaticano, secondo un articolo di Ester Palma.
Ma per un riassunto, anche forse?
Troppo sintetico, ma che ci aiuta a capire di che cosa stiamo parlando, cioè chi sono questi le Flaviani.
Prendiamo Repubblica a pagina 19.
Che ci aiuta a capire il Papa che ha chiesto ai lefebvriani di fermarsi.
A questa iniziativa adagiati oggi ci sarà anche Forza Nuova Iacopo, Scaramuzzi, scrive.
Il non detto, di una storia che è religiosa, sì, ma non solo.
Perché tra l'arcipelago, le Flavianum e l'estrema destra c'è un legame carsico che riappare in superficie nei tornanti stretti della storia.
Come quando l'arcivescovo Marcel Lefebvre, in rotta con Roma per le aperture del Concilio Vaticano e siamo a metà degli anni 60, attribuirò parole di apprezzamento per la Spagna di Francisco Franco, il Portogallo di Salazar, il regime di Videla e Pinochet in Argentina o Cile qui siamo agli anni successivi o quando nel 2013 furono i lefebvriani ad Albano Laziale,
Ad offrire ad offrirsi di ospitare i funerali del gerarca nazista nazista Erich Priebke, il boia delle Fosse Ardeatine, poi scoppiarono tafferugli e un gruppetto di neonazisti attaccò con cinghie e catene ai manifestanti che protestavano e le esequie vennero sospese o come oggi,
Quando a e con la Fraternità sacerdotale di San Pio dodicesimo, questo è il nome ufficiale.
Di questo raggruppamento, diciamo così, consumerà un nuovo scisma, ordinando quattro vescovi senza l'autorizzazione papale e a festeggiare il lieto evento ironizza, Scaramuzzi, arriveranno Mario Borghezio, ex leghista, oggi confluito nel partito di Roberto Vannacci, poi Roberto Fiore, una delegazione di Forza Nuova che spiegano i militanti a fianco di chi non ha mai a me ne ha ammainato la bandiera della tradizione con la T maiuscola.
Pur mantenendo un granitico rispetto per Roma, il Santo Padre rispetto che, di granitico, dice Scaramuzzi in realtà solo il tono accorato, ma poi, appunto la polemica è questa.
Pombeni sul.
Sul Messaggero ci spiega.
Qualcosa del significato di questo atto, che molto probabilmente si consumerà, non sarà ascoltato, non sarà ascoltato.
Papà Prevost.
Papà prevosto, non ha risposto con la scomunica, scrive a un certo punto Paolo Pombeni, un nodo storico in questo editoriale che trovate a pagina in prima pagina, poi prosegue a pagina 23 del Messaggero.
Agli annunci della sfida primato pontificio, ma ha invitato a considerare la gravità dell'atto, non sta ottenendo nulla, ma questo è un segno, se vogliamo terribile, della post modernità in cui viviamo questo ragionamento di Pombeni ci aiuta a capire anche il significato di questa questione siamo infatti di fronte a un modo di pensare in cui ogni minoranza,
Ritiene di essere legge a se stessa e di dovere innanzitutto esibire la propria separatezza e magistra Alita che altro significato avrebbe voler consacrare altri quattro vescovi se non affermare la propria parità con la Chiesa di Roma. Coi tempi che corrono ai seguaci della Fraternità sacerdotale di San Pio decimo, non era certo non erano certo preclusi i loro rituali, l'euro vesti talari, persino oli, insegnare ai propri membri che il Concilio Vaticano secondo aveva abbracciato tesi errate, inaccettabili, perché è questo quello che dicono tutto era sostanzialmente tollerato, anche se era ovviamente condannato laddove andava a toccare una teologia riconosciuto da tutta la Chiesa. Le si può dire che il movimento lefebvriano muova oggi significative masse di seguaci
Ma proprio per questo esso sente di nuovo il bisogno di conquistare un modesto quarto d'ora di presenza pubblica, come appunto ormai comportamento tipico di tutte le minoranze settarie dice Pombeni, questo, che deve preoccupare l'osservatore, al di là delle questioni di ortodossia, Theodore teologica, anche all'interno di uno degli ultimi grandi corpi sociali che si danno carico di essere come disse una volta Papa Roncalli per questo mondo lacerato insegnanti di umanità,
E dice Pombeni e l'enciclica di Leone sulle intelligenze artificiali si colloca in questo contesto, si manifesta il seme velenoso.
Del settarismo che vuole metterla in discussione.
E certo, anche nella chiesa abbiamo visto altri casi con diversi orientamenti ideologici che non vanno sottovalutati.
Ma lo scisma le Flaviano, con la sua sfida alla capacità della Chiesa cattolica di rimanere grande, terreno d'incontro coi problemi del nostro tempo, anche quelli più spirituali e profondi di com'è l'insegnamento del Vaticano secondo, è un caso particolarmente rilevante perché ci riporta tutte le debolezze intellettuali e sociali del nostro travagliato presente qui,
Pombeni parla delle minoranze e del settarismo, quindi il suo ragionamento ha un'angolazione ben precisa, ma si può prendere questo ragionamento anche per quello che riguarda il tema più largo e che, naturalmente, rappresenta un'altra prospettiva rispetto a quello di a quella di Pombeni del rischio del fondamentalismo anche anche dalle nostre dalle nostre parti a farci comprendere,
Queste questioni con la solita diciamo accuratezza, c'è.
Massimo Introvigne, che uno studioso di altissimo livello di religiosità e temi ad essa connessi, intervistato dalla stampa da Giacomo Galeazzi, non accettano il pluralismo religioso, ecco ci racconta.
Di chi si tratta, per chi non conoscesse appunto, la storia della Fraternità sacerdotale di San Pio decimo?
La questione decisiva è la libertà religiosa per loro e il rapporto tra Chiesa, Stato e modernità stiamo parlando di questo e cioè questa organizzazione non accetta l'insegnamento del Concilio Vaticano secondo su questi punti, e non lo accetterebbe neppure se la trilogia tornasse a a quella precedente negano la libertà religiosa chiede l'intervistatore sì, e ciò riguarda la visione politica e teologica,
La società sostengono che lo Stato debba riconoscere la Chiesa cattolica e impedire il culto pubblico delle false religioni, questo sostengono e che, come afferma e lungo scritto dei lefebvriani che hanno inviato al Leone le altre Regione, false religioni, sono opera del demonio e caccia al all'Infedele, appunto è una posizione che la Chiesa cattolica di centro vigne ha superato da decenni e qui andrebbe da dire solo,
Ma riconoscendo la libertà che la libertà religiosa è un diritto umano fondamentale, dunque non si discute di una sfumatura, ma del rapporto tra Chiesa e modernità, tra fede e pluralismo, dissenso dottrinale, ma non una questione disciplinare.
Appunto la Chiesa si è mossa invece in un'altra direzione, ha sviluppato la propria traiettoria nel contesto della modernità e degli Stati moderni, dice Introvigne, è un conflitto di identità, non di rubriche liturgiche, gli stadi moderni non si occupano di teologia e che l'oggetto del contendere è questo e quindi,
Vedete che non è una questione di poco conto, naturalmente va tenuto presente quello che diceva poi Pombeni, cioè che si tratta di realtà, diciamo circoscritti dal punto di vista numerico, ma appunto questo poi bisogna anche misurarlo alla prova dei fatti, che succede invece nella politica nella politica italiana ecco per quello che riguarda, diciamo il nuovo che avanza e appunto con le sue incognite.
Il dibattito nella Lega di cui si è parlato in questi giorni.
Con anche l'area del Nord che si è fatta sentire, Matteo Salvini, che ha ribadito la sua leadership per la guida della Lega, oggi il Fatto Quotidiano, Alberto Marzocchi, in particolare intervista.
Lorenzo Gasperini, il teorico di Vannacci.
Gasperini 35 anni di Cecina, 11 anni nella Lega.
C'è sempre quando conta negli appuntamenti importanti, per esempio.
C'era era presente alla scena con Gianni Alemanno, condita da Brindisi nostalgico, cui è seguita la formula a noi Gasperini, professore di filosofia in un liceo e responsabile del programma di Fn.
Quali sono i punti? L'area immigrazione in primis, poi ribadisce, in secundis riapriamo i canali con la Russia. Investiamo a lungo termine nel nucleare, il fotovoltaico e l'eolico, invece, sono rivedere perché si è speso troppo e senza risultati. Domanda. Marzocchi dice un'estate torrida alla nuova normalità. La vostra posizione sui cambiamenti climatici esistono, dice Gasperini esistono, è un dato di fatto, la causa principale dell'attività antropica. Su questo non sono d'accordo, anche perché il dibattito scientifico è aperto. Qui si mette il dito nella piaga, noi saltiamo all'assemblea si è rivolto alla platea come camerati avete sentito da Radio Radicale, dice dice Gasperini, ho detto, cari moderati, anzi no, cari camerati, ho voluto giocare sulla contrapposizione rispetto a una politica che ci vuole fiacchi, invece io rivendico un atteggiamento culturalmente militante. La sinistra cita delle etichette e noi ridiamo loro in faccia e vediamo che si e rispondiamo che si siamo camerati al grido di a noi
Apparteneva questo grida, gli Arditi ricorda.
Ricorda Gasperini, gli arditi, ma al fascismo e antifascismo non esistono più, poi di quale fascismo parliamo, ecco, dicevo, c'è il fascismo, il fascismo, dice dice Gasperini, parliamo di Ebola.
Quello di Gentile e diciamo Marzocchi mette il dito nella piaga Mussolini che è stato risposta è stato un presidente del Consiglio italiano, certi aspetti del fascismo sono lontani da me, come lo statalismo centralista, contrario al principio della sussidiarietà, di cui parlava Pio undicesimo.
Nel mussolinismo vedo errori, però ha fatto ottime cose, come i Patti Lateranensi, i Patti Lateranensi sono un'ottima cosa e qui forse c'è, diciamo un filo, non so, forse è meglio non dare idee, ma c'è un filo di connessione,
Con il tema di cui abbiamo parlato, primo Mussolini è stato uno statista, dice dice Gasperini, uno statista che cosa poi si voglia intendere prestati, sta naturalmente altra questione non ha mai usato.
La parola dittatore dice Marzocchi, certo, è stato un dittatore precisa, Gasperini, anche se non si trattò di un totalitarismo compiuto, lo scriveva Renzo De Felice e lo scriveva Renzo De Felice, infatti grande storico e uomo di sinistra.
Più avanti, domanda ed è vero questo quello che dice chi dice Gasperini a dire questa cosa sono stati Renzo De Felice e altri che hanno appunto dato lettura del del fascismo Mussolini, rivendicava il fascismo, il fascismo, come totalitarismo, questo va be'ma, poi ne parleremo altrove.
E filosofi e intellettuali di riferimento chiede Marzocchi Augusto Del Noce, è quello del partito radicale di massa e Pierpaolo Pasolini, il primo conservatore, il secondo comunista, Pier Paolo Pasolini.
Nel mio Pantheon ci sono Platone e Aristotele, Tommaso d'Aquino, col quale abbiamo toccato il punto più alto della filosofia Kierkegaard debba insomma anche altri, se volete questo è il riferimento, diciamo l'intellettuale che ispira la formazione di Vannacci.
E per quello che riguarda.
La Lega più in generale ancora oggi su Repubblica trovate qualcosa che riguarda.
El i movimenti interni poi si parla del sindaco di Milano, oggi si fa l'ipotesi di.
Di Di Pietro Santanchè, ha parlato della possibilità di candidare Di Pietro a Milano, Sindaco di Milano indietro famoso a Milano.
Ai tempi di Mani Pulite è cambiato idea, si dice quindi si candiderebbe col centrodestra, però ecco, Repubblica, oggi presenta un uno scoop, se non mi sbaglio.
Leggiamo.
Una Lega della macroregione del Nord, con un suo consiglio direttivo, scrive, Gabriella Cerami a pagina 16, un suo simbolo da presentare alle elezioni regionali e amministrative, la facoltà di scegliere i candidati e poi una Lega nazionale con un suo segretario che però verrebbe affiancato dal presidente del Consiglio direttivo della Lega nel Nord ecco come sarebbe dovuto essere il nuovo Carroccio, quello immaginato dal fronte del Nord insieme a Roberto Calderoli, ma la proposta di modifica dello statuto di cui Repubblica è in possesso c'è anche uno screenshot, se non mi sbaglio,
E non è mai arrivata al Consiglio federale del 10 giugno perché è stata bocciata da Matteo Salvini prima del suo approdo e pur da settimane il leader leghista ripete come un ritornello nel partito non sta accadendo nulla, ma appunto sta accadendo.
Qualcosa che cosa accade invece dall'altra parte, purtroppo il tempo è scaduto preziosi sul domani, a pagina 7 ci dice un fottuto, ecco l'ipotesi di cambiare nome, naturalmente vedremo.
Alleanza con Renzi sì o no tormentone estivo che lascerà il campo largo dell'alleanza di centrosinistra e si può anche non parlare scrive nella kermesse sulla legge elettorale, è organizzata da Cuperlo alla Fondazione demo su un teatro di Roma. Tutti si sono ben guardati a parlarne, tranne poche parole sottovoce fra Schlein e Conte prima del punto stampa, però, un tema c'è, anzi Riesch rischia di essere il tormentone politico dell'estate. Il tema ha un titolo Matteo Renzi, appunto, che abbiamo letto l'intervista prima. C'è da scommettere che dopo le 2 date di piazza del blocco, eccetera, l'ex premier si doterà per l'assenza, come Nanni Moretti in Ecce Bombo e in teoria lo stesso vale per gli altri centristi. Si fa l'elenco
Tutti assenti uguali, ma uno è più uguale di tutti lui e poi la considerazione prosegue, vedremo.
E naturalmente il dibattito anche qui è aperto, siamo in chiusura.
Sul caldo, oggi ancora interventi di esperti che ci parlano delle serie storiche del mare, che ha un ruolo importante in questi squilibri sulle temperature trovate sul Corriere della Sera, a pagina 19, un importante approfondimento, noi chiudiamo con una citazione che ci parla del nostro Paese e del ruolo dei cosiddetti intellettuali intellettuali voltagabbana con la coda di paglia un,
Libro Caterina maniaci, autrice di questa diciamo presentazione di questo libro leggiamo.
Piero Martinetti, filosofo antifascista, l'aveva messo in guardia aperte virgolette, cerchi di non essere un porco chiuse le virgolette, ossia faccia in modo di non cedere alle lusinghe del regime. L'avvertimento era rivolto a un giovane e brillante. Guido Piovene. Mo monito rispettato non molto, ma quel che è successo nel dopoguerra è ancora più paradigmatico. Mario Isnenghi decano della storiografia italiana nel suo provocatorio pamphlet, presentato appunto in questo articolo dal titolo non essere un porco parte da questo retroscena della biografia di Piovene, sviluppando una riflessione spietata sul conformismo degli intellettuali e sull'ambiguità della memoria storica. Ora l'editore Ronzani pubblica appunto questo libro, non essere un porco. La coda di paglia di Isnenghi voltagabbana Nismo nostrano è notorio. Il caso Piovene non è né è un capitolo diverso. In questo saggio viene indagato il trasformismo come categoria dello spirito, interrogandosi sul confine tra colpa individuale, conformismo di un'intera classe dirigente. Viene ricordato anche il testo interessantissimo di Guido Piovene,
Che parlò che che ci riporterebbe su questo caso e non c'è tempo per parlarne la coda di paglia, lista di insospettabili voltagabbana, diciamo naturalmente con tutto rispetto, diciamo così.
Una scorsa all'elenco degli intellettuali che hanno collaborato, per esempio, a primato la rivista diretta dal 40 1940 al 25 luglio del 43 dal ministro Giuseppe Bottai e di altri organi del Guf, la gioventù universitaria fascista.
Nicola Abbagnano Corrado Alvaro, Giulio Carlo Argan, Walter Binni, Vitaliano Brancati, Dino Buzzati, Gianfranco Contini, Carlo Emilio Gadda, Alfonso Gatto, Mario Luzi, Eugenio Montale, poi pittori e scultori, come Renato Guttuso Mino Maccari, Mario Mafai, Aligi Sassu, Orfeo, Tamburi, ancora Norberto, Bobbio, Giorgio Bocca, Indro Montanelli, Enzo Biagi, Dario Fo, Vittorio Gorresio, Eugenio Scalfari, insomma, cambiare opinione è lecito e poi bisogna anche campare, dice maniaci, insomma, non essere un porco. Non è poi così facile scherza maniaci, ma questo lavoro forse può essere interessante per comprendere anche
Più da vicino quella che è una parte del nostro Paese, ci fermiamo qui per stampa e regime di oggi, ci sentiamo domani.
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