Sono stati discussi i seguenti argomenti: Rassegna Stampa.
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E buongiorno, agli ascoltatori, eccoci anche oggi all'appuntamento con stampa e regime, la rassegna stampa di Radio Radicale, grazie ad Antonello di fortuna e Sonia Martina in redazione, Piero Scaldaferri, in regia, allora i giornali di oggi, di questo 2 luglio, 2026 presentano aperture e si concentrano su temi diversi e una di quelle giornate forse più.
Interessanti dal punto di vista della carta stampata, perché appunto non c'è un tema che monopolizza.
L'informazione della carta stampata, ma ci sono diversi diversi argomenti che vengono approfonditi e sviluppati in in diverso modo e come sempre, da punti di vista diversi, anche opposti, che cercheremo in qualche modo di rappresentarli di segnalarvi, poi vale sempre la indicazione di leggere gli articoli che vi segnaliamo ma,
Continua la discussione e per quello che riguarda il nostro Paese, per quello che riguarda l'Italia continua la discussione sulla legge elettorale è stata la notizie di cui avete sentito dello slittamento del lavoro parlamentare sulla legge elettorale, naturalmente i quotidiani.
Si concentrano sulle interlocuzioni, gli incontri che ci sono stati e sullo scenario politico che si prospetta alle spalle di questo esito del rinvio parlamentare sulla legge elettorale nelle scorse giornate per chi avesse ascoltato questa trasmissione, si era parlato anche della questione del Quirinale. Era l'apertura, diciamo, del dibattito, sulla sullo scenario che però diciamo, non è immediato rispetto alla questione della legge elettorale, del dei nuovi equilibri che potrebbero esserci nel Parlamento a partire dal 2027, oggi i temi si intrecciano, quindi li tratteremo insieme. Naturalmente ci sono idee diverse, ipotesi e anche strategie in qualche modo suggerite. Anche diciamo
Per sparigliare un po'la discussione su questo su tutto diciamo che l'incognita Vannacci sembra essere.
La questione che ha un peso sia per quello che riguarda l'appuntamento per il Quirinale sia, naturalmente, per lo scenario relativo alle elezioni politiche, ma il tema riguarda anche l'assetto del centrosinistra del campo largo, che parla di nuovi nomi e vi diremo qualcosa anche su questo c'è un interessante e vivace come sempre l'articolo di Filippo Ceccarelli sulla Repubblica che ci aiuta anche a riflettere con uno sguardo al passato.
Sulla lunga e complicata storia dei nomi che i partiti e le coalizioni di sinistra di centrosinistra si sono dati negli ultimi negli ultimi anni, il dibattito a destra anche prosegue, si è parlato dell'ipotesi di Pietro per Milano, oggi Sallusti sul su Libero,
Il giornale che dirige esclude questa cosa, c'è anche un'intervista, un intervista a Di Pietro sullo stesso quotidiano che sembrerebbe diciamo in qualche modo declinare l'invito anche sulla questione di Milano, con Banco importantissimo di prova per il centrodestra, non non ci sono, diciamo risposte sui quotidiani di oggi ma,
La questione è aperta ed è anche, diciamo, un un argomento che ci dice qualcosa su quelli che sono appunto i temi su cui la coalizione di centrodestra e di destra sta discutendo per quello che riguarda il nostro Paese, invece è le questioni internazionali e poi, appunto ci porteranno allo scenario internazionale. Si parla del vertice NATO dei prossimi giorni, si avvicina la scadenza e si avvicina anche la scadenza del 4 luglio, e ci sono diverse ipotesi su chi parteciperà. A chi ci sarà chi non ci sarà, vedrete qualcosa sui quotidiani su questo e naturalmente, anche questa questione è un tema che poi sarà approfondita nei prossimi giorni per quello che riguarda invece gli Stati Uniti
E il la situazione politica negli Stati Uniti, il ruolo di Donald Trump si parla ancora oggi delle decisioni della Corte Suprema perché, appunto ha letto i giornali di ieri, c'è stata questa decisione della Corte Suprema sullo ius soli punto c'è stato lo stop alla richiesta di Donald Trump oggi sono quelli quotidiani trovate degli approfondimenti che però ci fanno capire che comunque,
è lo scenario istituzionale, in qualche modo è terremotato dall'azione di Donald Trump e anche i poteri del presidente, anche sulla questione immigrazione, non non sono poi così limitati anche con questa decisione, ma il tema che fa discutere molto oggi è la dichiarazione dei redditi di Donald Trump Trump si arricchisce con le cripto,
Valute, gli USA di diventano, gli USA diventano una cleptocrazia scrive per esempio il domani e la parola, a mio giudizio, non è scelta a caso, perché tante volte si è parlato di cleptocrazia per parlare della della Russia, ma il tema dei grandi dei grandi guadagni,
Di Donald Trump, tema affrontato su quasi tutti i quotidiani sul Corriere della Sera, i guadagni record di Trump, dichiarazione di redditi da 2 miliardi e le rassicurazioni di Donald Trump che è un'intervista che in un'intervista ha detto ma io non non intervengo personalmente c'è chi gestisce i miei soldi, è un tema che riguarda poi il rapporto fiduciario tema, diciamo basilare nella democrazia americana, seppure il comportamento di Donald Trump a volte ha messo in crisi questo aspetto decisivo delle istituzioni statunitensi criptovalute. Gli affari record di Trump, per esempio, è quello che trovate
Su Repubblica per questa questione, poi anche sugli altri quotidiani approfondimenti su su questo tema, per quello che riguarda invece altre questioni.
Vi leggeremo un editoriale di Francesco Giavazzi, un nome che molti ricorderanno, un economista molto molto noto,
Che è autore di un editoriale editoriale di riferimento al Corriere della Sera di oggi, che parla del PNRR, che più o meno diciamo si conclude in questi giorni, anche se le valutazioni poi saranno fatte nelle prossime settimane, nei prossimi mesi il fondo di Francesco Giavazzi,
Ci dice, con il titolo più luci che ombre anche il metodo del PNRR.
Per Giavazzi è un argomento da approfondire, da prendere come riferimento altro argomento di cui si parla molto sui quotidiani di oggi si è consumato.
Lo scisma Lefevre, la nomina dei vescovi è stata, è stata fatta come come ci si aspettava ferita la Chiesa titola alla l'avvenire, la tu la tunica lacerata sono le parole scelte dal Pontefice per avvertire ai giorni scorsi,
Ah, i protagonisti di questa vicenda di tono, andare oltre oggi gli esperti di queste questioni, i vaticanisti ci spiegano che la scomunica, per questo.
Atto è automatica e quindi automaticamente, diciamo, per quello che riguarda naturalmente la realtà vaticana.
Questi protagonisti dello scisma sono fuori dalla Chiesa di Roma, naturalmente questi sono temi poi complicati da da rappresentare, da capire e da interpretare quello che conta, tra l'altro, è anche il significato politico che assume questa questa vicenda e sui quotidiani trovate alcuni approfondimenti la presenza di alcuni esponenti della destra Vannacci Ana e,
C'è una vignetta sulla stampa che scherza su questo vescovo Bacci per appunto parlare anche di un possibile riferimento, diciamo a una cultura, un pensiero molto conservatore, diciamo espresso in questa.
In questa vicenda, analisi su queste questioni le trovate su diversi quotidiani, noi B leggeremo qualcosa dal Corriere, dalla stampa e specialmente un ritratto dei protagonisti, questi vescovi sono tutti giovani e questo avrà anche un suo valore, seppure il discorso sulle generazioni è sempre scivolosissimo ma appunto il conservatorismo e giovani sarà un argomento forse da da analizzare anche da altri punti di vista.
Si parla ancora della questione Covid e delle questioni che emergono nella Commissione parlamentare, il tempo di Daniele Capezzone ancora diciamo insiste molto anche sul ruolo, più in generale, politico di Giuseppe Conte oggi una nuova puntata della vicenda.
Di cui fu protagonista, Giuseppe Conte, come presidente del Consiglio e il suo ruolo e le relazioni col Donald Trump e una critica politica quella che viene fatta Conte nel suo modo di rapportarsi al presidente degli Stati Uniti e, appunto, anche una questione che riguarda il ruolo dei servizi segreti insomma una questione molto ingarbugliata forse anche questa difficile da capire chi lo sa?
Se, se si capirà mai bene, se ci sono gli strumenti per capirla, di, leggeremo qualche passaggio di questo articolo.
Di Daniele Capezzone e oggi c'è anche qualcosa che ci riporta.
Sulla questione che era stata affrontata nei giorni scorsi dal Fatto quotidiano con
Un sibillino riferimento ai quotidiani di proprietà della famiglia Angelucci, oggi si parla di una causa sul giornale e su una causa che c'è una causa di risarcimento da parte dei parenti delle vittime della zona della Lombardia, che fu chiusa con grande ritardo e forse,
Qualcosa do dovrà essere tenuta presente anche da questo punto di vista, ma appunto, come tutte le questioni che riguardano la giustizia, bisognerà aspettare che il percorso sia sia compiuto per quello che riguarda la giustizia, oggi c'è una notizia.
Di cui vi diamo subito conto che è una buona notizia, né scrive il dubbio, almeno da un certo punto di vista, perché poi, per esempio, sull'idea del carcere oggi c'è un'intervista sul dubbio ancora sul dubbio.
Ah ah Ravetto,
Che dice
Che affronta tante questioni dirigente del partito di Vannacci, che dice la bisognare migrare e le pene debbono essere certe ed anche l'espressione della lettura della giustizia da parte di questa formazione PEEP però il titolo di apertura, il dubbio è questo, chi si sposa in carcere ha diritto all'intimità, è una svolta della Cassazione, i giudici di Locri avevano negato a un recluso di mafia i colloqui con la moglie e la Corte ha annullato questa questa decisione. Questa è
Può essere appunto letta come una buona buona notizia, il diritto all'intimità anche per le persone recluse, naturalmente scontando la pena che è stata con combinata, questo per quello che riguarda.
La giustizia e poi vi segnalo un articolo di Fiamma Nirenstein e sentite da Radio Radicale sulla questione dell'antisemitismo ha affrontato questo tema con la precisa traiettoria di Nirenstein che conoscete sul giornale a pagina 17, poi chiuderemo con due segnalazioni, sempre di carattere invece un po'più largo, una recensione di Mirella Serri che trovate sulla stampa sull'ultimo libro di Antonio Polito, la costituzione non è di sinistra, la Costituzione non è un manganello. Insomma, questo è il titolo dell'articolo di Mirella Serri, che ci spiega appunto, come
è importante interpretare la Costituzione in questo modo, tra l'altro da Radio Radicale, potete riascoltare alcune delle presentazioni del libro di Polito, che sono state occasione di un interessante e importante dibattito su queste questioni, su questo tema poi apriremo la rassegna stampa di oggi è l'ultima segnalazione sarà invece una intervista a Federico Faggin che non dirà molto a molti forse,
E il suo nome, ma si tratta di un protagonista davvero importante della rivoluzione,
Digitale degli ultimi decenni, un italiano che è stato al centro delle più importanti conquiste tecnologiche sui microchip e oggi Faggin torna in Italia a 84 anni e ha tra le sue affermazioni in questa intervista che trovate sul Corriere della Sera a pagina 27. Il fatto che oggi la Silicon Valley si sta muovendo in una direzione che Faggin non condivide e Fagin parla della necessità di valutare il libero arbitrio. È tema che forse sembrerebbe lontano dalla questione digitale, ma
Invece probabilmente non lo è, perché ci sono le neuroscienze che pongono del di degli interrogativi sul libero arbitrio, qui stiamo davvero
Riassumendo, in maniera molto molto sommaria queste questioni, ma l'intervista a Faggin può essere interessante perché fa gente invece rivendica la necessità di salvaguardare e appunto essere convinti che l'essere umano esercita il libero arbitrio e al di là di alcune semplificazioni di alcune interpretazioni delle neuroscienze, se così dovesse essere la questione davvero, ma dicevamo,
Legge elettorale e dibattito discussione sul Quirinale partiamo da qui in questa rassegna stampa di Radio Radicale di quest'oggi, qual è lo scenario nel quale questa discussione si è aperta, prendiamo il giornale e prendiamo.
Il retroscena, ma diciamo l'editoriale di Augusto Minzolini che ci aiuta.
A capire un po'diciamo questo quadro come come come dei codificarlo, aprire in anticipo il capitolo Quirinale, quella mossa per compattare la coalizione, questa è la lettura di Augusto Minzolini, l'analisi appunto la strategia di Palazzo Chigi, il destinatario del messaggio è Vannacci secondo Minzolini che divide il centrodestra,
E poi scrive appunto nella sortita di Giorgia Meloni sull'obiettivo di portare una personalità del centrodestra al Quirinale. I nomi sono l'ultimo problema spiega Minzolini. La mossa della Premier, infatti, è soprattutto un tassello della strategia per vincere le prossime elezioni politiche. Il tentativo è quello di polarizzare il voto, sensibilizzando gli elettori su un traguardo che in 80 anni di Repubblica è apparso sempre irraggiungibile. La Meloni alza la posta con costringendo chi si tira indietro, chi si dissocia ad assumersi le sue responsabilità, e questo è importante. Primo, Des destinatario del messaggio. È il generale Vannacci che nella mente dell'inner, Sayre col di Palazzo Chigi, sta dividendo l'elettorato di centrodestra, per la prima volta nella storia, osserva per esempio, Francesco Filini, testa d'uovo di Palazzo Chigi dice, Minzolini, abbiamo un'occasione storica, in realtà tutti non solo Vannacci ne debbono essere coscienti. La polarizzazione c'è nei fatti, la nuova legge elettorale l'amplificherà, la sinistra già sta facendo la campagna contro i pieni poteri della Meloni, io giuro però che Giorgia ha Kol al Colle non pensa proprio chiusa la citazione aggiungo un'osservazione
E forse appunto parlare di pieni poteri e fare forse è un po'anche il gioco di questa questione, ma questo poi vedremo sulle scelte e le strategie del cosiddetto campo largo, qual è la questione, prosegue, Minzolini, quella della Meloni, quindi è una sorta di chiamata a raccolta che nel centrodestra trova tutti d'accordo.
è un approccio alle elezioni, spiega ad esempio il forzista Enrico Costa, all'insegna della trasparenza, ci sarà il candidato a premier e l'ambizione ad avere anche un esponente di centrodestra al Quirinale senza veli.
Prosegue Minzolini. È anche un modo per compattare la coalizione, per tenere stretti i ranghi in vista del voto, una spinta a trovare un filo comune, anche se c'è ancora lavoro da fare, ad esempio sul 3, sul tema delle preferenze nella legge elettorale. Di questo parleremo tra poco. L'altra sera, in videoconferenza con gli altri leader della maggioranza, la premier è tornata alla carica aperte Vico virgolette. Voglio vedere se voterete contro i miei emendamenti chiuse. Le virgolette ha sfidato così i suoi interlocutori, un ulteriore pressione per individuare un compromesso, come è tornata a girare, la voce di un avvicendamento che porterebbe a sempre Salvini al Viminale e Piantedosi a Europol, aggiustamenti in vista della campagna elettorale. Naturalmente ogni strategia alle sue incognite e polarizzare il voto parlare di Quirinale finisce per compattare anche l'altro fronte dice Minzolini, appunto il referendum, giustizia docet, appunto,
Tirare in ballo. Il Colle, infatti, alimenta la classica campagna della sinistra contro la svolta autoritaria e loro si prenderanno Vannacci ironizza l'ex ministro della Difesa del Pd, Guerini, e noi ci toccherà a Di Battista e il suo movimento sono i rischi della polarizzazione. Appunto, il punto è che gira che rigira anche a sinistra si seguono con attenzione alle mosse del generale e questa è la questione. Tutte le strategie cercano di tenere conto della variabile di un Vannacci fuori o dentro il centrodestra. Se entrerà in coalizione, è la previsione del piddino Orfini, Forza Italia rischia di perdere ai suoi elettori più moderati. Se nel centrodestra entra un movimento che in Europa sta con AfD pondera Richetti di azione, noi dovremmo rivedere la nostra collocazione leader di AWS. Fra tre anni, invece, si lascia andare ad altre congetture. La Meloni può polarizzare ragiona, ma senza Vannacci perde lui. Se va con il centrodestra fa la figura del quaquaraquà avrà del 4% e comunque non è poco e finisce là se resta fuori prende il 10% dice anche Fratoianni oggi, come aveva detto ieri Renzi, e in due anni diventa il leader della destra e l'interessato che dice chiede Minzolini, spiega il luogotenente del generale, appunto di cui non fa il nome
Non possiamo essere noi a dire di no all'alleanza con la Meloni, dobbiamo dimostrare che lei a tradire i valori della destra alla fine vedrete che andremo da soli sul piano dei consensi, ci conviene e in questa dichiarazione tra virgolette riportavano da Minzolini, poi c'è anche quanto paventato da dalla destra e i giorni scorsi cioè comunque è una politica che mira ad erodere proprio la destra da parte di Vannacci e questo è un punto.
Importante e credo che l'editoriale, l'analisi di Minzolini, può aiutarci a capire di che cosa stiamo parlando e di una figura appunto che viene dal mondo della destra, diversi punti di vista si parla da giorni potete prendere i giornali dei giorni scorsi con gli strumenti a disposizione la disposizione on line, si parla con diversi gradi di approfondimento, come sempre e con diversa originalità, come sempre, ma appunto l'argomento
L'argomento viene trattato.
Anche l'allarme, diciamo alla questione del fascismo antifascismo viene ancora una volta evocata come una questione ormai che stancamente ritorna nel dibattito politico italiano, interessante come sempre, il ragionamento di Giuliano Ferrara, antifascisti per Meloni Hopps, ma quale scandalo, un vero antifascista che abbia a cuore l'efficacia storica della Costituzione appunto ci legavano ci leghiamo così a quanto dicevamo prima dovrebbe rallegrarsi della possibilità di avere una destra così lontana dagli anni bui da essere pronta per il Quirinale questo il punto,
Scrive Ferrara milioni al Quirinale per ora è solo un gioco di allusioni, rimandi alimentato dalla Presidente del Consiglio, ma destinato ad avere influenza sugli sviluppi della politica italiana, Ferrara poi.
Prosegue.
E dicendo?
Ovviamente non è istituzionalmente scandalosa come eventualità, forse un'imprudenza politica averla evocata da parte della Premier a questa prospettiva, assunta come obiettivo, anche elettorale, può portare a un'ennesima battaglia di tipo culturale o ideologico, fuori tempo fuori di ogni senso politico, ragionieri e ragionieri. Tutto c'è bisogno, tranne che di elezioni politiche intese come una nuova sacra rappresentazione di una lotta contro un imminente deriva fascista al vertice dello Stato sarebbe una truffa o un atto stupidamente regressivo. Questa è la lettura che ne fa Giuliano Ferrara. Gli elettori, comunque, sono informati, decideranno loro e il Parlamento che vorranno eleggere la responsabilità di Stato. Meloni, le responsabilità di Stato Meloni il ricoperte per quattro anni e nessuno può mettere in discussione un elemento Pistoia o di correttezza e perfino di understatement. Comunque si voglia giudicare anche molto male. L'operato del suo governo Meloni non ha fatto come Veltroni
Che ha detto di non essere mai stato comunista, nemmeno come d'Alema che ha sempre giocato il ruolo appena dissimulato dell'ultimo comunista, ma legittimato da un'ostentata pratica democratico liberale, ha detto sul fascismo e sulla storia repubblicana le cose che era lecito aspettarsi da una giovanissima leader post post post missina.
Che era una adolescente, all'epoca della svolta di Fiuggi e dell'abbandono della casa del padre, tra virgolette.
Alcune cose buone o per fasi o persuasive, senza enfatiche, abiure o contorcimenti, non ha neanche proposto una presidenza della destra come leva per una svolta politica, ciò che d'Alema fece abbastanza apertamente quando lo candida Ammo su queste pagine il Quirinale per produrre un avanzamento di riconciliazione e nuova sintesi dopo Ciampi e negli anni infuocati di Berlusconi e dell'antiberlusconismo e stette al gioco ricorda ricorda Ferrara di rete o diranno che questo è un giudizio sottodimensionato minimalista che la Costituzione di cui il presidente è custode nasce,
Dall'esperienza antifascista e resistenziale della liberazione, dunque, c'è un problema simbolico e politico nell'idea che la custodia possa essere affidato a chi proviene da una storia di partito che la Costituzione aveva legittimato, è compreso nella sua leghe legalità giuridica ma che l'arco delle forte delle forze costituzionali, dalla Dc al Pci ai laici aveva salvo rare eccezioni consegnato a un ruolo di marginalità e di minoranze. Invece questo mini minimalismo non esiste, dice Ferrara, rileggeremo anche un'opinione diversa da questo, naturalmente, al contrario, la caduta di un ostracismo non detto e non formalizzato contro una presidenza della repubblica di destra, un rilievo storico Massimo, dice
Ferrara anche chi non vota Meloni e non voterà mai per il suo partito, anche chi milita nell'opposizione democratica e si prepara a candidare altre personalità con altre storie, con altre idee, anche chi ha accettato e rivestito
Riverito democristiani di destra come segni Scalfaro liberali monarchici come De Nicola inquilino del Quirinale, eletti con i voti determinanti ma nascosti del Movimento sociale italiano, come Leone dovrebbe riflettere su quanto ha prodotto la democrazia italiana questo è il nodo del ragionamento di Ferrara, secondo me, quando con ordinari e legittimi mezzi elettorali e parlamentari ha rotto il GURS, il guscio di marginalità e di minoranza in cui era relegata alla destra e creato con il centrodestra berlusconiano post berlusconiano un nuovo soggetto politico della democrazia italiana, questo lo scenario che abbiamo davanti.
E spiega Ferrara possono non piacere, ci mancherebbe, ma quelle che governano sotto la guida della destra sono formazioni politiche nate e cresciute dopo la crisi dei partiti tradizionali e l'avventurosa parabola del cosiddetto maggioritario all'italiana magistrati d'assalto misero in galera i vecchi partiti, la reazione berlusconiana generò un nuovo sistema legittimi o nelle urne populismi e destre riformate con il solito o provvidenzialismo trasformista dopo l'eccezionalismo berlusconiano qui entriamo più, diciamo, nel linguaggio di Ferrara,
I grandi equivoci costituzionali che esso produsse, come si vede dall'esperienza così radicalmente diversa, del tarantismo e dei veri conflitti d'interessi, crollo l'arco costituzionale, il perimetro dei buoni e puri, contrapposto alla sporca dozzina dei reduci e si affermò qualcosa di molto vicini a un felice superamento del lascito della guerra civile. Questo è quanto è avvenuto in Italia, secondo questa lettura di Giuliano Ferrara, un vero antifascista, uno che abbia a cuore l'efficacia storica della Costituzione italiana e del sistema democratico di tutto questo dovrebbe rallegrarsi. L'aggressione ai partiti rischiava sul serio di mettere la Repubblica in mano ai poteri delle procure e di altri attori della rivoluzione, partita come la marcia su Roma da Milano, riferimento a Mani Pulite. Naturalmente non è successo, non è successo per vie acrobatiche, il sistema ha tenuto e si è rigenerato altro che fare di nuovo stanche barricate, ci scuserà Giuliano Ferrara, abbiamo letto tutto il suo editoriale molto
Significativo interessante, con la sua lettura dello scenario attuale e dell'eventuale, appunto, Ipotesi di una personalità proveniente dal mondo di questa destra, torneremo sul foglio tra un attimo perché c'è un'idea di Adriano Sofri, che ha una provocazione, diciamo così.
Ah, molto, molto interessante da certi punti di vista e, come sempre, molto.
Originale come dire, ecco, ma la leggeremo tra un attimo perché diciamo, da un punto di vista un po'diverso, anche se poi.
E il discorso può essere relativo, potete prendere la risposta che Aldo Cazzullo?
Indirizza a un lettore nella sua rubrica del Corriere della Sera, a pagina 29, su queste questioni saltiamo la parte iniziale.
Sulla questione della storia dei presidenti della Repubblica, sono giorni che sui quotidiani, appunto, leggete diversi approfondimenti e non è vero che non c'è mai stato un presidente di storia, diciamo così, di destra, ma appunto il ragionamento poi è quello che ha fatto Ferrara quindi non ci troviamo però ecco Cazzullo spiega,
Non è che sia mai stato eletto al Quirinale Che Guevara, o Mao Tse, Tung o mazze Tong, come sembra si dica si dica oggi Oscar Luigi Scalfaro era un democristiano di destra che non era entusiasta, eufemismo del berlusconismo rifilò di nominare ministro della Giustizia Cesare Previti possiamo dargli torto dice dal suo punto di vista Cazzullo, Carlo Azeglio Ciampi era l'ex governatore della Banca d'Italia, insomma non un guerrigliero,
Rivoluzionario sceso dalla Sierra Maestra, scherza, scherza Cazzullo. È vero che Giorgio Napolitano era stato comunista, ma era comunque un esponente della destra del partito, l'Asia, l'ala migliorista filo socialista, l'opposizione di su Hamas, maestà termine coniato quando, da ex presidente della Camera fece un discorso di apertura Berlusconi, il quale su su suggerimento di Giuliano Ferrara e appunto che abbiamo letto poco fa, si alzò in aula e andò a stringergli la mano, Sergio Mattarella è un democristiano, insomma, da Ciampi in poi. Si tratta di uomini, culturalmente di centro sinistra, ma con storie e culture diverse, ma non certo estremisti. Ora vedremo chi sceglierà la destra, se rivincerà le elezioni. Non è scontato che Fratelli d'Italia possa esprimere sia presidente del Consiglio. Si è presidente della Repubblica, certo, per un capo dello Stato, le ha corro bazzica i verbali e le omissioni cui abbiamo assistito in questi anni. Questa vicenda e il giudizio sulle affermazioni, diciamo così
Sulla storia del fascismo e il riferimento credo, se ho capito bene, l'articolo che, Giuliano Ferrara, alle parole di Giorgia Meloni nelle diverse occasioni di questi anni, il 25 aprile e altre questioni le acrobazie verbali, le omissioni cui abbiamo assistito secondo Cazzullo questi anni saranno più difficili. Il presidente della Repubblica deve essere antifascista secondo Cazzullo, o almeno sarebbe fortemente auspicabile. È questa la sua, la sua lettura per ancora il quadro generale su questa questione Quirinale, ma tra poco arriveremo anche alla legge elettorale. Rileggiamo prima
Massimo Franco ancora sul Corriere della fredda della sera, perché forse oggi ci aiutano queste analisi, questi retroscena a capire.
È un po'che cosa sta su succedendo.
No, ma forse conviene prima leggere Sofri, poi Massimo Franco, che perché, con Massimo Franco, arriviamo al.
Al tema della legge elettorale e torniamo al al Foglio ecco, vi dicevamo dell'idea di.
Di Adriano Sofri, perché no un Mattarella 3 variante fantastica sul Quirinale con Guida pratica per ottenerla, scrive, scrive nella sua piccola proposta Adriano Sofri I Sofri invidioso come sono di Paolo Sorrentino font, frustrato dalla mancanza di una grossa produzione che mi dia che mi dia fiducia oggi o la occasione di rifarmi né alla Grande Mela offre l'andirivieni scatenato da Giorgia Meloni attorno al vivo e vegeto, benché allarmato, direi titolare del Quirinale, come quello di ingordi pretendenti, rivali all'eredità di un avo di cui, peraltro,
E stabilito che debba passare a miglior vita la pensione solo nel febbraio del 2029,
Dunque questo andirivieni dovrebbe durare poco meno di tre anni e mettere a dura prova i nervi del presidente del pubblico, noi tutti e tutte a meno che, come hanno capito anche i muri, si dice ancora così, ma i muri hanno orecchie inquilini, non sempre ed è come parlare al muro,
Il disegno lungimirante di Meloni e della sua, con la coalizione di varare in fretta e furia un'ennesima legge elettorale cui premio produca una maggioranza autosufficiente bastante cioè aveva leggere da sola il nuovo, o magari la nuova presidente della Repubblica, non è detto che ci riescano se si si andrà alle elezioni politiche più o meno anticipate fra un anno circa. Qui interviene la variante fantastica Mattarella, cioè Sorrentino, cioè io dice Adriano Sofri, la Costituzione italiana. Fin dai da dibattiti sulla sua elaborazione si pose il problema della non rieleggibilità del Presidente della Repubblica, immediata cioè di un secondo mandato, disguido o no, con un intervallo fra il primo e il secondo, nonostante molti autorevoli pareri favorevoli, il settennato sembrava lungo abbastanza da garantire continuità e stabilità dell'istituto e indipendenza relativa dagli accidenti parlamentari. O non se ne fece niente e la Costituzione è semplicemente non si pronunciò dunque, tacendo sulla rielezione, li autorizzava e questo è quello che abbiamo visto, ma negli anni, quindi
Poi prosegue.
L'analisi su quello che ha veduto avvenuto con le elezioni, ma qui appunto la idea di di di Adriano Sofri Mattarella si dimette questo, appunto è la provocazione.
Che sta facendo in questo articolo Adriano Sofri questo si può fare, è successo quattro volte nella storia repubblicana prima delle prossime elezioni politiche, costringendo dunque il Parlamento, nella composizione attuale, a eleggere il suo successore. Ciò che potrà fare solo trovando un accordo fra maggioranza e opposizione offra una parte della maggioranza e una parte dell'opposizione è questo che finora ha fatto sì che il Presidente della Repubblica siano stati non,
Tutti di centrosinistra, come esagera Meloni, ma tutti più o meno fedeli alla Costituzione repubblicana e antifascista con qualche tintinnar di sciabole citazione ormai notissima. A quel punto, il mondo politico italiano, già assegnato da uno stato di fibrillazione non distante dal tasso ufficiale di ubriachezza molesta, sarebbe nel caos fino a che una voce tipicamente responsabile c'è sempre un saggio di turno, una riserva della Repubblica per il pronto soccorso. Qui l'allusione mi pare abbastanza esplicita suggerisce l'uovo di Colombo, torniamo da Mattarella, scongiuriamo allo, non si può disertare. Detto fatto Mattarella, rieletto nel 2027, resterebbe in carica fino al 2034, avrebbe 85 anni alla rielezione alla terza e appena 92 allo scadere del mandato. Quando le posizioni reciproche del mondo politico si fosse chiarirsi, fossero chiarite più nettamente, il gioco si presentasse in alternative o in consensi in consensi limiti, a meno che la Costituzione non vieti una quarta rielezione Paolo Sorrentino voglia riconoscermi un piccolo passo, sia pure striminzito con questo nero su bianco. Oltre la grazia è gratis scherza
Adriano Sofri, questo scenario, diciamo così fanta politico, disegnato da Adriano Sofri, appunto, però può essere utile per capire quanto sia difficile prevedere quello che può avvenire di qui.
Al
Al 2027, forse lì la questione più semplice, ma anche al 2029, davvero più completato, abbiamo letto la parte finale di questo articolo di Sofri, ma vediamo invece più concretamente qual è la la questione, prendiamo.
Ciriaco prima e poi Massimo Franco dopo e cercheremo poi di chiudere questo argomento.
Senza dilungarci ancora.
Ciriaco, pagina 19 di Repubblica.
Ci porta appunto nell'argomento nell'argomento della legge elettorale connesso a questa questione. Come avete visto, battaglia alle preferenze sfida di Tajani a Meloni esagera un virgolettato da sola, perde l'asse tra il segretario forzista, il Carroccio. La tentazione di mantenere l'attuale sistema per evitare la sconfitta, e questa è un'altra ipotesi. Come vedete, il voto sugli emendamenti in Aula scrive a un certo punto Ciriaco è slittato di un'altra settimana. I tre big di maggioranza sono stati costretti a sentirsi, anche se la circostanza non è stata comunicata pubblicamente prima al volo martedì sera, poi in modo più strutturale, ieri mattina, infine, nel pomeriggio, a margine della riunione di governo in vista del vertice NATO, di cui dovremmo parlare anche tra poco. Il più duro è stato appunto. Matteo Salvini. Per lui perdere anche la battaglia sulle preferenza equivale a una resa incondizionata, in un quadro già devastante sul suo piano interno.
Sebbene il colpo inflitto alla sua se sarebbe il colpo inflitto definitivo alla sua leadership già traballante, ma a preoccupare che spinge davvero per la riforma, dunque soprattutto a Palazzo Chigi sono una volta di più le notizie che arrivano da Forza Italia. Questo è il punto sollevato da Ciriaco martedì mattina, prima dell'incontro serale degli esperti del centrodestra. I vertici azzurri si sono incontrati e hanno fatto una cosa semplice, ma assai densa di significati, hanno preso il Rosatellum è lo stabile, come hanno provato a proiettare gli effetti delle due leggi nei diversi scenari di alleanze. Partendo da una domanda banale ma essenziale, conviene davvero cambiare la legge elettorale e soprattutto a Forza Italia, conviene
Il più pragmatico spiega Ciriaco, è stato l'ex capogruppo Paolo Barelli riferiscono ha guardato i presenti e ha detto c'è una sola strada per vincere, turarsi il naso e allearsi con Vannacci. Certo, se invece si considera è impraticabile l'intesa con l'ex generale. Il quadro cambia drasticamente, lo stabilì cum porta un probabile probabilissima sconfitta, mentre il sistema di voto attuale rischia di colpire il centrodestra sul fronte dei collegi uninominali, ma di non affossarlo definitivamente, soprattutto se davvero Alessandro Di Battista lanciasse qualcosa di antipolitico competitivo per far concorrenza a Giuseppe Conte. Questa è stata la riflessione di alcuni presenti. Allora il Rosatellum potrebbe convenire nessun vincitore o centrosinistra maggioranza con una maggioranza di strettissima misura e Forza Italia, comunque al centro dei giochi per gli equilibri dell'esecutivo per il capo dello Stato nel 2029. Qui appunto anche questo è uno scenario ipotetico, ma eh
Qui è stata fatta, almeno secondo quanto ci riferisce, Ciriaco una simulazione, un'analisi appunto a un confronto con i due diversi sistemi elettorali esercizi, spiega l'autore del retroscena, teorici ma fondati su numeri e che tengono conto di una posizione che va affinandosi nelle ultime ore è destinata a cambiare il corso di questa partita e qual è questa questione? Quella di Marina Berlusconi, fonti dice Ciriaco riferiscono quanto sarebbe stato confidato dalla primogenita del Cavaliere,
Questo ragionamento, sintetizzandolo al massimo, è aperte virgolette, non sono a favore di un accordo con Vannacci. Non vedo su quali basi di costruire un patto. Non sono d'accordo su uno scenario del genere. Prima e dopo le elezioni chiuse, le virgolette di questa contrarietà, stando alle stesse fonti, avrebbe informato anche Meloni. Io non so se ricordo male, ma mi pare che ci sono state proprio delle affermazioni pubbliche qualche settimana fa di Marina Berlusconi su queste questioni, ma comunque atteniamoci a questo virgolettato riportato da Ciriaco. Andiamo avanti, ecco la Premier continua per adesso a mantenere il punto sulle preferenze, eppure prende atto di una dinamica inedita e per certi versi soap, sorprendente per la prima volta in quattro anni, Tajani e Salvini fanno muro su un'idea di Palazzo, Chigi su un'opzione cara a Meloni, probabilmente con interessi obiettivi divergenti. Resta però la novità
Registrata con un certo grado di apprensione a Palazzo Chigi questo
Editoriale di Ciriaco davvero può aiutarci a capire anche il significato di questo stop, magari poi non se ne farà niente e si arriverà alla nuova legge elettorale, vedremo.
Su questo dobbiamo solo aspettare e vedere cosa accadrà nelle prossime ore, nei prossimi giorni ne prendiamo ancora per leggere il quadro politico Massimo Franco sul Corriere della Sera, una riforma, quella elettorale, appesantita da tanti problemi irrisolti sta diventando chiaro scrive che l'esito della riforma elettorale non dipende tanto dalla resistenza delle opposizioni ma dalla da quella presente all'interno della maggioranza, il rinvio della discussione al 14 luglio avviene sullo sfondo dominato dalla confusione e dai veti incrociati. Si tratta di ostacoli così
I denti da mettere in ombra i contrasti che pure esistono nelle file della sinistra, la sensazione è che a renderli per ora quasi insormontabile, sia all'incrocio delle questioni valutate in modo diverso dagli alleati dal Quirinale alle candidature, nelle città esiste una complicazione in più che si chiama Roberto Vannacci col suo futuro nazionale filo russo e di estrema destra sta scompigliando carte e strategie dell'esecutivo e rende accidentato un percorso che sembrava portare a una vittoria.
Relativa a una vittoria.
Relativamente facile nelle elezioni del 2027, a patto di cambiare sistema elettorale, magari con avallo di fatto, del Pd di Schlein e dunque a un'ipoteca corposa sull'elezione del prossimo capo dello Stato. Lo scontro tra Fratelli d'Italia, favorevole alla preferenza, e Lega Forza Italia, entrambe contrarie, va inquadrata in questo contesto tarda a risolversi perché nasconde i problemi irrisolti, e la domanda ora è se lo saranno a breve termine. Colpisce assistere a riunioni dei vertici della coalizione per trovare un accordo sulla riforma che si concludono con un nulla di fatto. Ancora più vistoso è il disinteresse, almeno apparente, col quale il vicepremier Matteo Salvini, leader, contestato della Lega, liquida, allargamento, alle sue affermazioni della legge elettorale. Non ho tempo di occuparmene e non mi appassiona. Ha detto ieri, aggiungendo di considerare prematuri i progetti quirinalizie, Giorgia Meloni. Il timore è che la campagna sia dominata dal tema della Presidenza della Repubblica, anche se mancano due anni e mezzo alla scadenza del settennato di Mattarella, significherebbe estremizzare che schiera gli schieramenti rispetto alle istituzioni di garanzia. Rendere evidente che lo scopo della riforma non è solo la stabilità, peraltro con un governo che dura da quattro anni, emergerebbe che a spingere il Governo ad approvarla
Anche da solo, e il tentativo di assicurarsi numeri auto sufficienti per portare al Colle un proprio candidato.
La volontà della sinistra e di ricorrere alla Consulta se passa la proposta di riforma voluta da Palazzo, Chigi far capire il claim, il clima che si sta creando.
L'idea di chiamare il cosiddetto campo largo Alleanza per la costituzione, come sostiene il leader dei 5 Stelle Giuseppe Conte, sembra fatta apposta per evocare fantasmi eversivi nello schieramento di governo, la sindrome Vannacci non rischia di piegare e far regredire solo l'agenda della maggioranza ma anche quella delle opposizioni questo diciamo sostanzialmente il quadro, poi su le altre questioni, se volete approfondire, potete
Per esempio, leggere l'analisi.
Di Ceccanti di Stefano Ceccanti, che trovate sul quotidiano nazionale a pagina 5, dice Ceccanti, un bipolarismo maturo contro il pare Gismondi e alternative per il Quirinale hanno storicamente oscillato tra due estremi un ex Presidente del Consiglio Conte rischia di non apparire un vero garante.
E poi il suo ragionamento prosegue, noi ve lo segnaliamo questo approfondimento di
Ceccanti anche un'intervista che trovate sul giornale a pagina 7 di.
Del ministro Luca Ceriani, che tocca diversi argomenti, ma anche questo dice la sinistra antidemocratica al Colle, non è il loro feudo e poi, appunto, altre altre altre questioni.
Che che il ministro tocca dicendo, tra l'altro, la destra non è figlia di un dio minore.
E questo è quanto
Su Libero.
È interessante una nota che viene riportata a pagina 7, con la quale chiudiamo.
è il tema,
Legge elettorale Quirinale ero scenario politico che abbiamo davanti, ritornando al fatto che questa questione si è aperta sì, con le dichiarazioni di Giorgia Meloni in tv in una intervista, ma era nata da affermazioni riportate qualche giorno fa, ma uno scoop dalla verità di Vannacci appunto con il suo profilo che va ricordato sempre con tutte le implicazioni più volte ricordate,
Ravetto è tornata ieri su questa questione perché ha detto se la domanda è Meloni al Colle, perché no, appunto Ravetto, oggi è una esponente di massimo rilievo del movimento guidato da Vannacci, poi certo non è facile votare un presidente che oggi è stato contro di noi, che non mette le preferenze come promesso e continua a inviare aiuti all'Ucraina, per esempio, e questo argomento è stato riportato in auge come di fatto che di fatto continua con la con l'agenda Draghi ma qui dal 2022, dove c'è molto tempo ricorda Ravetto, magari la Meloni si metterà sulla strada giusta e rientrerà nel perimetro delle nostre linee rosse.
Dice Ravetto affermazioni fatte durante una trasmissione
E televisiva dice appunto al Colle, comunque.
Secondo noi la Meloni dovrebbe tirare fuori gli attributi ancora idee, chicano che deve tirare fuori gli attributi Giorgia Giorgia Meloni, è bello, questo glielo dice Ravetto.
Mettere le preferenze in questa legge elettorale è lei, dovrebbe prendere provvedimenti in aula, basta deputati nominati, eccetera, eccetera.
Insomma, questa questa è, diciamo, riparte, viene ribadita l'offerta in qualche modo di disponibilità a votare insieme per il Presidente della Repubblica, vedremo, vedremo, vogliamo parlare un attimo nella seconda parte di questa rassegna stampa di Radio radicale di questa mattina di alcune questioni che riguardano la Russia la questione ucraina perché appunto poi le altre questioni in qualche modo già ve l'abbiamo rappresentato e forse oggi ci dobbiamo andare spediti su altre questioni e prendiamo una notizia che molto,
Marginale in realtà, ma che forse potrebbe essere approfondita, la prendiamo dalla Cronaca di Roma di Repubblica perché avvengono delle cose sicura, forse si tratta solo di provocazioni, di di giochi, di giochi, di ragazzi o di.
Sfregi i fatti sui muri, ma forse forse?
Forse no?
Però ecco un attimo che devo ritrovare la Cronaca di Roma su Repubblica, che dovrebbe essere nella fogliazione.
Più avanti.
Ma pagina a pagina 5, eccoci qua che cosa è successo a Roma, vandalizzato il murale dedicato a Pasolini, che cosa è stato fatto, c'è anche una fotografia, potete prendere on line e, naturalmente, per chi non è a Roma questo articolo di Marco Carta adescava i ragazzini di borgata ucciso da un diciassettenne minorenne che non soddisfava,
Le sue voglie sessuali non sono sicuro che il verbo sia corretto.
E chiuse le virgolette e questa è la scritta comparsa ieri mattina sopra sopra il murale dedicato a Pierpaolo Pasolini, nei pressi della fermata B della metro B di Santa Maria del Soccorso a Roma, rivendicare la vandalizzazione è stata la sigla, il Popolo di Roma come si legge accanto alle offese rivolte a Pasolini frocio schifoso una imprecazione scritta in lingua russa con caratteri cirillici attagliano ogni tanto almeno nella capitale queste scritte in lingua russa.
Il Campidoglio ha già fatto sapere che l'opera realizzata nel 2022 dall'artista Leonardo Crudi per celebrare i 100 anni da una c'è poi sarà presto ripristinata alle forze dell'ordine, stanno cercando le telecamere di zona e magari scoprirà, invece che si tratta di dei ragazzini niente di serio come speriamo la sigla il popolo di Roma.
Scrive Marco Carta, in passato era stata utilizzata da un gruppo di estrema destra, capeggiato dall'ex leader di Forza Nuova Giuliano Castellino, attualmente detenuto l'ipotesi di chi indaga, però, è che non ci siano al momento collegamenti con la formazione estremista inattiva da anni.
L'utilizzo della lingua russa, per insultare il poeta rappresenta rappresenta comunque un dettaglio importante per individuare i responsabili, la frase traslitterata non ben aleggiamo è un'espressione volgare utilizzata nella lingua Collu colloquiale russa, equivalente a vaffa Anna eccetera eccetera che gli investigatori non escludono che possa e gli investigatori non escludono che possa trattarsi di un elemento.
Depistante raramente utilizzato nelle scritte sui muri di Roma, inserito volutamente per confondere le indagini, e sarà così, oppure potrebbe trattarsi di una traccia autentica che potrebbe che porterebbe a persone con una reale conoscenza della lingua vedremo magari sarà da seguire questa notizia, perché, tra l'altro segnalo io personalmente che,
Sul muro della ultima abitazione di
Di Pier Paolo Pasolini, che fu all'Eur, c'è una, diciamo un insulto dello stesso tipo, però in italiano e appunto, di cui appunto Pasolini fu oggetto costante in tutta la, nella sua vita e lo è anche in morte.
E questo per dire cosa succede, ma per per cioè, diciamo eventuali, speriamo non.
Confermate presenze, diciamo russe nel nostro Paese, prendiamo il Riformista perché c'è un'intervista a un personaggio di cui si è discusso tantissimo negli anni scorsi Marco Mancini, lo intervista al dottor chiaro sul Riformista.
A pagina 4, qui Mancini, che già a capo del controspionaggio italiano rivela riformista, un retroscena che contribuisce a fare luce sul mistero dell'attentato a Montecarlo ai danni di un imprenditore ucraino, e qui si approfondisce la la questione della pista russa appunto che per parlare di questo se volete leggere, questi sono particolari che appunto, secondo Mancini ci potrebbe essere la mano del Cremlino, ma poi si è parlato anche dei dissidi su questa questione, di questo attentato a Montecarlo. Che ruolo ha nel partito di Vannacci, dice a un certo punto
Chiede a un certo punto.
Aldo Turchiaro, ah, ah, ah Mancini.
Insomma, qui la questione viene affrontata solo solo in termini molto, molto generali.
Ma appunto ed approfondire ed approfondire questa questione, ve lo segnalo però, appunto perché la domanda?
Alla domanda poi, magari ci saranno delle risposte.
Questo per segnalarvi qualcosa su questo argomento
Però per approfondire e quello che sta avvenendo invece in Russia,
Prendete il giornale a pagina 14 Putin blinda i confini, per evitare la fu, la fuga dall'arruolamento, c'è il caos benzina, la situazione sta diventando veramente difficile in Russia, chiuse le frontiere con la Finlandia, Estonia e Lettonia, carburante, razionato crisi economica scrive Matteo Basile, non è un bel momento per la Russia di Putin, che arriva a chi è arrivato al quinto anno di guerra in Ucraina, vede le sue certezze sgretolarsi una dopo l'altra ora alle prese con una difficoltà sempre più grossa per la coscrizione i nuovi soldati ad andare per andarli mandarli a fronte sceglie di chiudere
Le frontiere, appunto, con questi Paesi. Una decisione ratificata con un ordine esecutivo già da ieri è stata presa per evitare una nuova fuga di uomini in età di leva dal Paese, ma non solo, nasconde nemmeno troppo il quadro complessivo del dei problemi della Russia, tra l'altro, tra le altre cose, sempre più alle prese con la carenza di carburante. Il governo di Mosca ha annunciato la sospensione a tempo indeterminato della circoscrizione. Circolazione di persone e veicoli, beni e spedizioni commerciali due lungo la frontiera con l'Unione europea, bloccando di fatto sette punti di accesso. Un reingresso
E con e tra l'altro tre paesi più preoccupati di un possibile espansionismo russo nel dettaglio, i valichi chiusi sono due punti di frontiera qui speriamo che appunto questa non sia la premessa, proprio altre idee, ma appunto per il momento è questa la è questa la questione vi abbiamo segnalato un po'tutto quello che riguarda questo aspetto sui quotidiani.
La questione dell'attentato di Monaco avviene ancora trattata in diversi punti e vi Ryland rimandiamo ai quotidiani, su questo sono aperte le le indagini su quello che è avvenuto, per quello che adesso direi che forse possiamo spostarci sulla questione Scisma dunque per quello che riguarda,
Lo scisma il suo significato, senza dilungarci troppo,
Sulle questioni più diciamo, religiose liturgiche, che poi hanno la massima importanza, ma naturalmente qui cerchiamo poi in questa rassegna stampa di
Radio radicale di rappresentare le questioni che riguardano più la politica sul Corriere della Sera, la cronaca della giornata.
E qui si spiega appunto, come abbiamo detto in apertura della rassegna stampa di oggi, non c'è bisogno di un nuovo pronunciamento pontificio scrive Giampiero, Rossi e pagina 2 del Corriere della Sera, la scomunica annunciata dal dal Papa avviene latae sententiae, cioè è una pena canonica legata alla commissione del fatto i vertici della fratellanza lo sanno bene ma ostentano serenità, siamo fedeli alla Chiesa di Roma e al papa hanno ripetuto in ogni occasione, anche nella premessa ufficiale alla cerimonia,
Viene scandito che i vescovi consacrati escludono categoricamente qualsiasi tentativo di usurpazione della giurisdizione del Sommo Pontefice, il punto per loro è dare vescovi a una comunità che ne ha bisogno, perché occorre un ricambio, questi son tutti i giovani.
Come ha detto monsignor Pagliani, sono pronti a pagare qualsiasi prezzo per salvare la Chiesa, sa, stanno salvando loro, insomma, a insistere e a sentire loro. Non c'è alcuna guerra, ma chissà quali sono stati i pensieri di circa 15.000 fedeli assiepati tra le collinette che sovrastano la tensostruttura, che ha ospitato uno schieramento imponente, centinaia tra preti, suore Chierici, quando verso metà della lunghissima mattinata il cielo sembra rivoltarsi su se stesso, al sole bollente su Brain subentra un nubifragio violentissimo e qui forse non si sarà parlato dei cambiamenti climatici. Qualcuno avrà interpretato questo fatto da un altro punto di vista, che è costretto molti alla fuga in cerca di un riparo, ma poi
Sono tornati tutti il loro vestiti che richiamano tempi passati, velette, capelli, cappelli di paglia, molti sono rimasti lì immobili fino alla fine alla folla.
In silenzio e ha cantato, eccetera, eccetera, insomma.
E poi quasi tutti pronti a lasciarsi cadere sulle ginocchia un momento decisivo della del rito del rito della Comunione, rispondere decine di volte ora pro nobis e altre e altre cose la tradizione è rassicurante, dice, per esempio, Jennifer infermiera elvetica venticinquenne con genitori marchigiani in un mondo che continua a fluttuare un ancoraggio sicuro.
Interessante questa risposta e tra molti italiani presenti due ragazzi, ragazzi milanesi, entrambi appena ventenni aggiungono avvicina a Dio, altri lidi sono dispersivi, ma anche loro rassicurano non noi siamo noi, non siamo contro nessuno, siamo cattolici fedeli al papa, in mezzo a una folla che parla tante lingue sventola bandiere di ogni latitudine ci sono i politici della destra estrema di fronte alla zona,
Riservate ai giornalisti. Mario Borghezio, ex leghista ultrà di frittura nazionale,
Si piazza immobile, anzi in posa, dice giornalista, con la bandiera bianca, con il sacro cuore rosso, simbolo del culto, le Flaviano è una questione metapolitica, dice è la nuova resistenza della tradizione allo sfascio della modernità, c'è anche Roberto Fiore, leader di Forza Nuova le questioni poste dal tradizionalismo sono tuttora irrisolte la Fraternità San Pio decimo nella sua coerenza.
Rischia di essere discriminata, ma la storia e le darà ragione si viaggia ormai verso le 3 del pomeriggio caldissimo che torna, si susseguono i riti pastorale anelli Mitre guanti, inni e cori poi arrivano i canti d'uscita qualcuno accenna a rompere le righe ma non nell'area dove preti, suore e Chierici appaiono ignoranti e cantanti da oltre 330 minuti una prova per il corpo oltre che per l'anima chi sono questi nuovi vescovi lefebvriani scismatici a questo punto, ma poi appunto, ecco la finezza di queste definizioni vi rimandiamo anche ad altre trasmissioni di Radio Radicale,
Sono tutti i giovani Sheinberg giovane relativamente, naturalmente 54 anni
Che viene da Brough.
Poi un americano Golden Gate, 45 anni da una numerosa famiglia cattolica del Nord Dakota, cresciuto in Kansas,
Un francese, un altro dei de dei vescovi neo Vescovi 42 anni, sacerdote dal 2008 e infine il più giovane Anna Pierre 36 anni francese ha Napier, allora sarà sacerdote da quando aveva 23 anni il, i quattro per ceti hanno ricevuto la benedizione di don Davide Pagliarani ecco poi vi diremo qualcosa anche di questo don Davide Pagliarani 55 anni,
Primo superiore generale della Fraternità e per un ritratto c'è anche qui qualche passaggio sul Corriere della Sera, ma forse è più
L'utile per il ragionamento che stiamo facendo.
La stampa.
A pagina 7
Chi è don Davide Pagliarani?
Vi segnaliamo la Miglietta Vesco vacci con questi quattro vescovi ritratti nella vignetta di Stefano Rolli, con la faccia di Vannacci la sintesi diciamo che potrebbe essere politicamente questa, naturalmente anche uno scherzo.
Pagliarani superiore della fraternità, smantellato il dialogo avviato con razzi. Questo è il punto generale degli ultrà nazionalisti, il ritratto di Giacomo Galeazzi, generale di nome, e di fatto grande eretico, che in Vaticano ha riportato indietro le lancette di quattro decenni fino allo scisma dell'88 romagnolo, cinquantacinquenne originario di Santa Giustina frazione riminese lungo la via Emilia è uscito dalla West Point degli urta tradizionalisti seminario francese Santo Curato d'Ars, don Davide Pagliarani, il servizio militare lo ha fatto davvero e poi ha fatto il noviziato prima, però la vocazione era sbocciata alla fine degli anni 80 proprio nella parrocchia di casa, con l'idea di rendere giustizia alla tradizione tradita dal Concilio modernista, e queste vene che alcuni pensavano nel mondo cosiddetto laico, che fossero relegate ormai alla marginalità.
Del dibattito politico non è, non è così.
Troppo disponibile al mea culpa, il concilio succube della contemporaneità alla Chiesa di Giovanni Paolo secondo, che pure aveva appunto all'epoca, non veniva visto come un progressista riformatore della Chiesa per placare l'ansia revanscista che spinge il futuro capo mondiale dei lefebvriani a svolgere il mio ministero prima a Singapore e poi in Argentina la provincia italiana e,
Sei anni fa è diventato il primo successore italiano dell'arcivescovo Marcel Febbre da superiore generale, ha trasformato la Fraternità sacerdotale di San Pio decimo in una caserma ottocentesca, aperte virgolette in Vaticano, ha fatto terra bruciata, con modi rudi fino alla maleducazione, racconta il canonista don Filippo Di Giacomo,
Ha distrutto il dialogo, intrecciato da Benedetto sedicesimo con il premier predecessore svizzero, suo, qualificandoli entrambi come teologicamente incompetenti. Ora il fatto si è sempre detto che Benedetto sedicesimo sia stato un campione della teologia, invece Davide Pagliarani oggi ci dice che anche Benedetto sec sedicesimo è un incompetente.
Ideologicamente, dichiarandosi disponibile però a confrontarsi solo con chi avesse la competenza dottrinale che dice di avere, quindi deciderà lui con chi confrontarsi probabilmente forse con nessuno non Pagliara li accusa la Chiesa di protestanti Zazzi scomunicato per aver interrotto la successione apostolica proprio come Lutero e Calvino aggiunge ancora Di Giacomo ha alzato un muro di silenzio per tacitare accuse di abusi interne alla fraternità, la danneggiata, sanzionando chiunque si esprima fuori dal suo controllo per indole autoritaria più che di Rimini sembra,
Originario di Predappio, scherza, ma non sappiamo fino a che punto appunto e canonista, don Filippo Di Giacomo, naturalmente l'origine di Pëtr Appio per dire qualcosa non è che tutti quelli che vengono da previa Predappio hanno certe idee, ricordiamo uno fra tutti i Vittorio Emiliani che forse ci ascolterà chi lo sa,
Poi il ritratto ordinato sacerdote nel 96, eccetera, eccetera, già prima di scalare la fraternità scrive a un certo punto Galeazzi.
Aveva duramente criticato l'esortazione apostolica Amoris laetitia per l'apertura fatta alle unioni di fatto in pieno Sinodo dell'Amazzonia, poi organizzò una giornata di preghiera in segno di riparazione per la Pasha, Mama, simbolo indigeno, incluso i riti celebrati nella basilica vaticana da lui bollati come demoniaci.
Un blasfemo, cedimento alla spiritualità, Pavel pagana dei popoli amazzonici, questa è la traiettoria di don Davide Pagliarani, no al pluralismo, pareggio religioso, no alle libertà di coscienza, no alla riduzione della santità cristiana, all'ambientalismo e lacune Emi alle comunismo.
Come nell'enciclica Laudato, sì, no al documento di Fratellanza umana di Abu Dhabi, a Fratelli tutti di ancora Di Francesco, perché in contrasto con i principi della fede cattolica, ogni contatto tra Roma e lefebvriani, insomma sistematicamente boicottato fino al punto di rottura che appunto è quello che,
Che che vediamo,
Ancora Pagliarani, per esempio, demo lì dal suo punto di vista, l'ermeneutica della continuità, ossia della soluzione coraggiosamente adottata da Benedetto sedicesimo per consiliare il pensiero cattolico pre e post conciliare, così da concedere piena libertà a tutti i sacerdoti di celebrare, secondo il vecchio rito persino il Pontefice teologo che aveva revocato nel 2009 la scomunica ai lefebvriani era in errore per Pagliarani lo abbiamo già detto.
Riducendo la messa tridentina un privilegio di pochi invece che riconoscerà come l'unica attuazione, attualizzazione possibile della redenzione di Cristo da concedersi a tutti e senza condizioni e insomma prova clamorosa che l'ideologica e intransigente e gestione di Pagliarani guidava la barca lefebvriana verso la collisione irreparabile con Roma questo è il quadro, ma anche, appunto,
Dal punto di vista, le coordinate culturali politiche vedete che questa è la questione, qualche cosa su questo ancora su Libero.
A pagina 14
Ma che qui un ritratto di Andrea Morigi, l'attacco, saremo trattati come ribelli, ma le pene e le censure canoniche con cui ci colpiranno per noi sono da considerare senza valore e, appunto.
E poi qui si spiega che in Vaticano si preparano nuove regole la risposta airone quattordicesimo, che ha dimostrato di essere appunto di fibra notevole, verrà, ma sicuramente probabilmente verrà con i tempi d'Oltretevere, quindi probabile che non sarà immediata, ma staremo staremo a vedere questo per quello che riguarda un certo mondo che appunto,
Magmatico che c'è nel nostro Paese che appunto è sempre più, diciamo in qualche modo incisivo anche dal punto di vista elettorale.
Passiamo rapidamente alla questione Covid,
Perché?
Ecco solo due due brevissime segnalazioni, perché si attende con ansia al punto che l'ex premier Giuseppe Conte si faccia audire in in Commissione Covid, Capezzone con una citazione esplicita dice, come faceva Conte a non sapere, ecco però appunto, questa è una situazione che ricorda appunto
Qualche decennio fa, a fatti che poi abbiamo vissuto come spiegava Craxi si Craxi, chiedo scusa appunto.
E come spiegava Giuliano Ferrara sul Foglio?
Che abbiamo letto in apertura di questa rassegna stampa di oggi, che abbiamo vissuto come scossoni no e la democrazia ha risposto.
Con le sue strutture a quegli scossoni, come faceva Conte a non sapere è il titolo dell'editoriale di Capezzone, oggi che vi segnaliamo solo in un breve passaggio perché ecco, queste ricostruzioni che trovate le potete recuperare con gli strumenti online facilmente sono molto molto ricche di particolari che in una trasmissione radiofonica davvero sarebbero disorientanti oltre appunto alla Ca'incapacità
Di leggere poi questi particolari in maniera
Significativa a un certo punto, scrive Capezzone Conte, creo in Trump e qui, appunto parliamo di un giudizio generale politico su su su Giuseppe Conte, non sulle responsabilità specifiche relative al Covid delle mascherine e le chiusure
Conte creò in Trump un'attesa di collaborazione, ma poi non poté o non volle garantirla fino in fondo. Così si ritenne a Washington almeno ci dice ci dice Capezzone dall'altro, senza tanti giri di parole, comunicò a due stakeholders della sua maggioranza che stava indagando su come si erano comportati i governi del Pd se avessero chiuso o no gli occhi, mentre qualche manina italiana fabbricava prove farlocche. Questa era l'ipotesi di William bar, poi rivelatasi priva di riscontri contro la campagna di Trump punto
E poi prosieguo. È tutta quest'
La ricostruzione. Non manca qui di notare Capezzone che quella ipotesi fu priva di riscontri, ma il tema, appunto è un giudizio sulle scelte politiche e di Giuseppe Conte sulla sua interruzione politica, sull'aiuto che Trump si aspettava dall'Italia di Giuseppi, appunto nella campagna elettorale c'era stata una ipotesi, anche quella poi smentita in tutti i modi di fatto che l'Italia di Matteo Renzi avesse in qualche modo collaborato a un complotto che poi fu totalmente smontato. Non so se poi in queste ricostruzioni, nei prossimi giorni ci arriverà, il tempo sarà sarà da vedere e vedremo quale sarà la lettura e la verifica, appunto, dei fatti che viene fatta
E nella fase attuale vedremo, prendiamo il giornale a pagina 9 anche qui solo un passaggio che ci porta forse finalmente un po'più da vicino a a quello che forse.
Diciamo anche è elemento di scontro politico e non solo a livello
Tra le forze politiche e non solo, diciamo per quello che riguarda la memoria storica sul Covid, che sul periodo del Covid che comincia a costruirsi, per questo si può prendere un dossier che trovate a pagina 9 sul giornale Felice Manti la domanda che imbarazza l'ex premier negò la zona rossa per motivi economici, Palazzo Chigi era contrario a chiudere, Alzano e Nembro ricorderete questi nomi, come chiedeva la Lombardia, invece il contagio è così contagio Fuchū sfuggì di mano. Forse è questa l'accusa, cioè,
Il contagio sfuggì di mano perché non si presero queste decisioni, è stato detto tante volte, bisognava chiudere subito la cosiddetta zona rossa, poi appunto siamo tutti virologi si sarebbe si sarebbe contenuta così la la pandemia in Italia.
Dai dati diciamo che abbiamo conosciuto giornalisticamente, sembrerebbe di no, ma qui l'accusa appunto in questa niente zona gialla in Lombardia, zona rossa, tra Alzano e Nembro per motivi economici e lo dice un documento esclusivo in mano alla Commissione Covid, che sarà cruciale nella domanda sul lockdown decise una riunione carbonara di cui non esistono verbali come è emerso in Commissione Covid a cui Giuseppe Conte dovrà rispondere sappiamo lo dicono le audizioni degli ex membri del Cts della task force.
Che la scienza era per chiudere i piccoli focolai per rivoltare l'esplodere del contagio, come poi avvenne a fine febbraio 2020 tra i più turisti c'era, Regione Lombardia e la Lega. Tra gli aperturisti c'era, il Corriere della sera, PD e Movimento 5 Stelle, secondo i verbali del Moi del 23 febbraio, 2020 del Comitato tecnico operativo della Protezione civile, altro organismo rispetto al Cts, e di cui neppure la procura di Bergamo era a conoscenza una grave mancanza per le indagini sull'epidemia colposa in forma omissiva, finita nel nulla. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, aveva portato le doglianze del governatore lombardo. Attilio Fontana, oltre alle zone rosse, voleva un'unica zona gialla in Lombardia, con divieto di manifestazioni, scuole, teatri, musei e cinema chiusi con negozi aperti fino alle 18 centri commerciali chiusi sabato e domenica. Ma si legge in questi verbali inediti
Il presidente evidenzia l'importanza di individuare il focolaio e avanza dei dubbi sull'estensione della zona gialla, tutta la Lombardia, esclusa la zona rossa, per motivi economici, questo rigore avrebbe potuto scongiurare molti dei morti della bergamasca, non lo sappiamo dice Manti. Peraltro, la causa dei parenti delle vittime si è arenata, molti degli aderenti contestano la strategia difensiva dei legali e al giornale è giunta voce di tre esposti all'Ordine dei giornalisti. Se si ricostruiscono quei giorni, è facile ricordare l'ex sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, invitare i bergamaschi a Milano per la partita di Champions League, Atalanta, Valencia, una bomba epidemica, perché, secondo un report della testata locale
Il giorno e poi il punto ricorderete adesso non ci ritorniamo, ricorderete l'ex leader del Pd Zingaretti, che da con da governatore del Lazio aveva bruciato 11 milioni di mascherine mai arrivate, lo stesso sindaco di Bergamo, che fanno l'endorsement Milano non si ferma Bergamo non si ferma provocando l'afflusso di migliaia di persone della Provincia e le valli in cui vi era almeno un focolaio il 5 marzo Palazzo Chigi si valuta se chiudere Alzano e Nembro, ma poi le altre decisioni che qui c'è una causa eh,
Appunto, e la Regione Lombardia, insomma, ecco questo questo, questo dossier forse ci introduce in alcuni degli aspetti che poi hanno dei delle altre, delle altre complicazioni, tempo è quasi finito anche oggi, quindi.
E che cosa succede nel campo largo vogliamo, vogliamo capire qualcosa di questo, prendiamo Ceccarelli sulla Repubblica, che è sempre una lettura anche.
Un ristoro, diciamo così, la lettura degli articoli di di Ceccarelli.
Che per diciamo per la, per la lingua, per la, per la penna da Ulivo alleanza alla sinistra, la smania di cambiare nome. Questo è quanto si dice, se è vero che i nomi sono conseguenza delle cose, la coalizione di centrosinistra o l'ineffabile entità che con disperata pigrizia si continua a identificare. In tal modo è messa maluccio, o almeno la nuova forma formula battesimale proposta martedì da Conte Alleanza per la Ghost per la costituzione e la democrazia non sono suona lunga, non decolla, ma nella giornata di ieri ha suscitato una piena e sintomatica indifferenza nel breve spazio che ha preceduto la rivelazione del flop senza grande entusiasmo, appuntando sicuri sulla mancanza di originalità che grava in ambito progressista
Aveva cercato nel recente passato che avesse già prospettato e quanto quella non irresistibile e quando quella non Hirsi irresistibile, denominazione per cui sì, il primo a lanciare l'alleanza nel tumulto della cronaca fu Bersani nell'estate 2010 con l'obiettivo di far fronte comune, liberarsi una buona volta di Berlusconi,
In quei giorni auto recluso nel castello di Tor Crescenza solo a Rosi Bindi, piacque l'idea, il mese dopo ci arrivò Fioroni, l'anno dopo salvi, ma nel 2012 e qui già cadono le braccia per conto del centrodestra berlusconiano, Margherita, Boniver Boniver fece sua l'intenzione di una identica Alleanza per la Costituzione per battere tutti insieme la crisi economica il resto,
Per palati fini, scherza, Ceccarelli e, più probabilmente per maniaci così, nel 2013 il medesimo appellativo ritorna per bocca di Fassina nel congresso di Sinistra italiana qualche mese dopo, ma anche qui un diverse intendimento da parte di un gruppo di intellettuali ed esponenti della sinistra Rodotà Zagrebelsky, don Ciotti Landini, Sandra Bonsanti, che si opponevano al flebile vago progetto di riforme costituzionali ventilato dai saggi vicini al governo Letta, quale proprio in quei giorni per dirne il vigore, ricevette in dono da un amico una boccetta di acqua di Lourdes e questo è un insomma, c'erano già stati poi
Era già da quel dì che a colpi di ulivo Gad Fed, Unione Italia ebbene comuni e con titoli simili l'opinione pubblica di sinistra veniva periodiche probabilmente sfiancata da un incessante vorticare di smania ha avuto qualificativi sigle ideuzza paturnie di varia e prolungabile persistenza, insomma, articolo di Ceccarelli è davvero interessante e diciamo ci aiuta a capire che il problema, probabilmente nel nome, sarà sì certo importante, ma forse poi le proposte per i cittadini debbono essere
E conosciute sulla storia dei nomi prendete anche il Corriere della Sera, a pagina 11 c'è un articolo egualmente interessante, sul dubbio trovate un'intervista Pina Picierno, il Pd e consegnato all'ANM daremo, daremo una scossa a questo punto, dato che il tempo,
Sta davvero finendo, possiamo solo segnalarvi l'articolo che volevamo leggervi di.
Di Giavazzi, in particolare, Giavazzi ci spiega che il PNR R è stato utile per la giustizia, l'obiettivo era abbreviare i tempi di attesa, scrive alla fine dell'anno scorso, nel penale il tempo medio di definizione della casa è sceso a 958 giorni, una riduzione che è stata del 21% del 24% per le Corti d'appello nel civile il numero delle cause pendenti al 90%, il target è stato sfiorato fino ad ora il calo è stato dell'85%. Tre interventi spiegano questi risultati, poi l'analisi di Giavazzi prosegue, ma appunto è servito il PNRR
E anche a fare qualcosa di valutabile con, diciamo, spirito positivo in questo senso. Poi, all'interno
Giavazzi spiega che l'eredità forse più importante che ci lascia il PNRR prima delle singole misure va rintracciata nel metodo, i soldi vanno misurati in funzione del raggiungimento degli obiettivi, una novità epocale per il nostro Paese, i fondi vengono erogati per tranche non arrivano quindi più.
E se gli obiettivi non saranno stati man mano raggiunti o eventualmente, rinegoziati
Quei soldi non arrivano più a pioggia alle Regioni, enti spesso diciamo, problematici più delle volte arrivano direttamente ai Comuni e mi permetto di segnalare su questo anche il lavoro di Openpolis, che ha Moni monitorato punto per punto tutta la vicenda del PNRR.
è trovate sul sito di Open Polis tutti i dati che ci raccontano questa vicenda, chiudiamo anche oggi con una sola delle segnalazioni e l'altra ve l'abbiamo già indicata e l'editor la.
La ricezione di Mirella Serri sulla stampa, a pagina 9, sul libro di Antonio Polito, vi leggiamo però qualcosa.
Vi segnaliamo a questo punto solo qualcosa di questa intervista di Massimo Sideri a questo personaggio Federico Faggin, inventore fisico che torna in Italia dopo 57 anni.
Hanno parlato e scritto in molti, si tratta di uno studioso italiano che ha avuto un ruolo decisivo nei microchip, oggi software servono, dice in questa intervista fregare la gente, io mi dedicherò di qui in avanti al libero arbitrio, bella, interessante, intervista a pagina 27 del Corriere della Sera che ci parla appunto di una delle tante eccellenze italiane davvero un protagonista importante con questo ci fermiamo anche per oggi.
Con stampa e regime vi diamo appuntamento a domani.
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