Sono intervenuti: Mariano Giustino (corrispondente di Radio Radicale … dalla Turchia).
La registrazione audio ha una durata di 10 minuti.
leggi tutto
riduci
10:00
10:00
10:00
10:00 - SENATO
8:30 - Camera dei Deputati
9:00 - Camera dei Deputati
9:00 - Camera dei Deputati
11:00 - Parlamento
14:00 - Camera dei Deputati
9:30 - Roma
10:00 - Roma
10:30 - Roma
leggi tutto
riduci
corrispondente di Radio Radicale dalla Turchia
Buongiorno a voi, il presidente del Parlamento iraniano e il capo negoziatore, Mohammad Bagher Qalibaf, ha dichiarato che l'Iran non avvierà ulteriori negoziati finché non saranno soddisfatte le condizioni stabilite nel memorandum di intesa, aggiungendo che gli incontri in corso mirano a creare le condizioni per il rispetto degli impegni assunti. L'Iran non ha in programma colloqui con gli Stati Uniti nei prossimi giorni. Ha dichiarato il portavoce del ministero degli esteri, Ismail Bakay, aggiungendo che la delegazione inviata a Doha incontra i funzionari del Qatar per solo per discutere dei fondi iraniani congelati e del cessate il fuoco in Libano. Il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar ha dichiarato ieri, martedì che sei miliardi di dollari di fondi iraniani congelati non sono ancora stati trasferiti all'Iran, aggiungendo che il denaro rimane soggetto a un accordo del 2023 ed è destinata da qui sì ad acquisti umanitari. Lunedì solo 40 navi hanno attraversato lo stretto di Hormuz di cui 16, utilizzando
La rotta iraniana. Secondo, quando riportato martedì dalla Cnn, che cita dati della società di intelligence marittima player, il Consiglio supremo per la sicurezza nazionale ordina di dare poca importanza alla copertura dei colloqui sul memorandum di intesa con gli Stati Uniti prima del funerale di Kamei previsto per venerdì prossimo. Intanto alla Repubblica islamica sfida gli Stati Uniti su Hormuz e sostiene che, se lo ma non sarà disposto a partecipare alla gestione dello Stretto Teheran lo farà da sola. I negoziati, dunque, restano in una fase di stallo e continua. Il balletto di messaggi contrastanti di Stati Uniti e Iran resta la certezza che l'Iran rimane fermo con le sue linee rosse
Ovvero il controllo dello stretto di Hormuz, lo sviluppo del nucleare,
La fine della guerra di Israele a Hezbollah, creazione di una cintura di sicurezza così parla Ghali BAFF della sul della Resistenza, che si estenderebbe dallo Stretto di Hormuz a Bab el Mandeb e dal Golfo Persico al Mar Rosso. L'Iran non considera infatti il Libano, lo Yemen, l'Iraq o il Golfo come arene separate. I pasdaran descrivono queste regioni sempre più spesso come componenti di un unico campo di battaglia strategico. Teheran ha bisogno di un nemico, ha bisogno anche di un accordo, ma non a tutti i costi. Invece terra Trump si ha bisogno di qualsiasi cosa che possa farlo apparire non sconfitto. Lo scontro tra Iran e Israele ha assegnato l'emergere di una nuova realtà regionale in cui gli attacchi contro proxy iraniani, in particolare quelli in Libano, possono innescare a Teheran un'azione militare iraniana diretta Hezbollah. Ricordiamo che non è solo il tentacolo più potente della Repubblica islamica in Medio Oriente ed in diverse parti del mondo come in, America Latina, ma è parte del sistema delle forze Cuzzi, dei guardiani della rivoluzione, dai comandanti militari di alto livello ai giornali, alle emittenti televisive dei Pasdaran. Le dichiarazioni che si leggono convergono tutte su un unico tema. C'è una nuova equazione nella sicurezza regionale, un'equazione che collega direttamente la strategia di deterrenza dell'Iran alla sicurezza del cosiddetto asse della resistenza e il presidente del Parlamento, Mohammed Bagher Qalibaf, ad averlo dichiarato in maniera esplicita con la definizione di una nuova via di deterrenza. Teheran, dunque, è riuscita a imporre una nuova linea rossa. Gli attacchi contro le aree del Libano controllate da Hezbollah non possono più essere considerati un teatro di guerra separato e isolato dal coinvolgimento diretto dell'Iran. La sicurezza del fronte cosiddetto fronte della Resistenza è in sostanza inseparabile dalla sicurezza nazionale iraniana. Secondo la visione di la Repubblica islamica, in altre parole, Teheran sta segnalando che attacchi contro alleati chiave potrebbero provocare una rappresaglia diretta da parte dell'Ira, anche quando quest'ultimo non è l'obiettivo primario. Tale posizione rappresenta un'importante evoluzione nella comunicazione strategica della Repubblica islamica. Per anni l'Iran si è affidato per promuovere l'agenda della rivoluzione comunista anti americana antisraeliana anti occidentale e per proiettare la propria influenza nel mondo in larga misura a una rete, come sappiamo, di partner regionali, tra cui Hezbollah in Libano, gruppi armati in Iraq, gli utili lo Yemen e a fazioni palestinesi, evitando un coinvolgimento diretto nei conflitti. Sebbene Teheran avesse fornito supporto e coordinamento a queste organizzazioni terroristiche, aveva sempre cercato di evitare una risposta in prima persona. Ma appunto adesso le cose stanno cambiando, ma ora la Repubblica islamica intende proiettare un'immagine di ripresa e di fiducia dopo mesi di conflitto, e lo fa per seguendo con gli USA un negoziato apparente a cui stiamo assistendo col tipico stile negoziale iraniano, noto nel mondo come stile bazar. C'è una contrattazione continua, instancabile, soprattutto per guadagnare tempo e riorganizzarsi e il ministro degli Esteri iraniano abbassa la che ci a dirlo nelle esplicitamente nelle sue memorie diplomatiche del 2000, ad averlo detto nelle sue memorie diplomatiche del 2025, quando ha descritto questo metodo come un processo di interazione che richiede grande pazienza e tempo e e quindi di chi si stanca e si annoia facilmente perderà ora anche lo stretto di Bab el Mandeb rischia di diventare un'altra Hormuz resteranno. Vuole che l'opinione pubblica nazionale che sta lottando letteralmente
E per il pane quotidiano, quella regionale e internazionale, credano che la Repubblica islamica abbia riconquistato l'iniziativa strategica, ma intanto potrebbe aprirsi un fronte nuovo di guerra all'interno dell'Iran, con i combattenti curdi iraniani che hanno attaccato in questi giorni le forze dei guardiani della rivoluzione, sono stati uccisi quattro membri delle forze di sicurezza generale e molti altri feriti in due distinti attacchi portati dal Pesach.
Il partito curdo, il maggior partito curdo iraniano, a Pape, città di confine, nella provincia di Ken Mascia in Iran. Gli scontri si sarebbero poi estesi a pavé, da Pavese, a Al Amari Vanna ha Mahabad ondata di attacchi contro i pasdaran iraniani dei curdi del PE, giacca all'opposizione curda. Avverte che qualsiasi accordo con l'Iran rafforzerebbe il regime e inasprirebbe la repressione contro le minoranze. L'attacco di Pavel in Iran è stato rivendicato da un gruppo armato poco conosciuto, chiamato Auxerre, Eva, cioè il sole della speranza che ha affermato di averlo compiuto per rappresaglia contro la repressione iraniana delle proteste scatenate
Nel 2022, dopo la, l'uccisione della da della ragazza curda, ma Savini e le proteste del gennaio scorso. I curdi sono uno dei più grandi gruppi etnici apolidi del Medio Oriente, con comunità sparse in Iran, Iraq, Siria e Turchia, e vivono anche, quindi, nelle regioni montuose occidentali, il nord occidentali del paese dove i gruppi di opposizione curda, a cui sono da tempo l'Iran di repressione politica, esecuzione, assimilazione forzata e repressioni militari. Il Pesach si scontra con il corpo dei guardiani della rivoluzione lungo il confine occidentale di Milano. È questa volta, sembrano non solo semplici schermaglie e molti osservatori sostengono, ma sembra appunto una ripresa della insurrezione, la lotta insurrezionale.
Del componente curda in Iran, che è questo lo seguiremo questa evoluzione, questa, che alcuni media definiscono l'escalation nel Kurdistan iraniano con attenzione come cuculo è quella che sta avvenendo anche né in altre parti delle minoranze abitata dalla minoranza iraniane, come quella del beluci. Infine, il
Il Wagyu Rosel, per quanto riguarda l'atto, quello Laval, quello che accade in Turchia, che il presidente, deposto del maggior partito di opposizione, il Partito repubblicano del popolo, ha annunciato che presto sarà fondato un nuovo partito nel caso in cui la Corte Suprema pronuncerà annuncerà allo scioglimento del partito repubblicano del popolo la l'impossibilità del Partito repubblicano del popolo di presentarsi alle elezioni perché, come ricordate,
La magistratura turca ha annullato il congresso del 2023 e siccome l'ultimo congresso del Partito repubblicano del popolo fiera era stato ottenuto nel 2020,
Il 24 e 25 luglio prossimo scadono i sei anni previsti dalla legge che impone che entro sei anni al massimo il, un partito politico per potersi presentare alle elezioni deve tenere il suo congresso, anche questa questione seguiremo con attenzione, perché c'è grande fermento all'interno dell'opposizione e il nome del del partito di nuovo partito che sarà fondato probabilmente includerà la parola libertà.
Verrà scelto appunto nelle prossimi nei prossimi giorni e di questo vedere vi terremo conto, per il momento è tutto la linea a Roma,
Salvo dove diversamente specificato i file pubblicati su questo sito
sono rilasciati con licenza Creative Commons: Attribuzione BY-NC-SA 4.0