Sono stati discussi i seguenti argomenti: Barbano, Pubblicita', Rassegna Stampa.
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 1 ora e 18 minuti.
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giornalista e saggista
Cari amici di Radio radicale, benvenuti a stampa e regime, vi parla Alessandro Barbano e questa puntata rappresenta l'inizio di una nuova avventura. Ho accolto l'invito dell'editore di Radio radicale Maurizio Turco e della direttrice responsabile Giovanna Reanda, e ho accettato di condurre questa rassegna non per una settimana, come mi è accaduto di fare saltuariamente in questi ultimi cinque anni ma ogni giorno dal lunedì al venerdì, quindi, ci ritroveremo ogni mattina dalle 7:30 alle 8:50 su queste frequenze per raccontare e interpretare il Paese attraverso la lettura dei principali quotidiani. Devo dirvi che
Questa mattina il mio pensiero, iniziando questa sfida, corre alla a Maurizio a Massimo Bordin, scusate all'indimenticabile e inarrivabile Massimo Bordin, che ha condotto per trent'anni questa rubrica, la sua sagacia e la sua ironia sono per tutti una lezione di giornalismo, ecco, mi impegno a onorare la sua memoria.
Con un racconto indipendente, indipendente tanto dalle pressioni dei poteri quanto dai pregiudizi e il conformismo del senso comune di questo tempo troppo facilmente scambiato per buonsenso, viviamo, credo, il tempo di una polarizzazione estrema, il popolo, il populismo non è più l'eccesso di alcuni ma la cifra dell'intero quadro politico e del dibattito pubblico. Ecco, per proteggersi da questa pericolosa malattia, bisogna far leva sull'amore per la libertà, sul senso del limite, sul dovere della solidarietà e su una quota irriducibile di cosmopolitismo che,
Mi piace professare in uno dei luoghi simboli dell'universalismo Radio Radicale, appunto, e di fronte a un mondo che rischia di chiudersi, ecco da ultimo desidero ringraziare i colleghi bravissimi da cui ricevo questo prezioso testimone e cioè Flavia fratello, Roberta Jannuzzi, Michele Lembo e Carlo Romeo e allora non ci resta che partire con il sommario delle principali notizie presenti sui quotidiani.
L'Islanda gela l'Europa nel referendum vince il no all'adesione si fermano i negoziati, questa la notizia con cui aprono la maggior parte dei quotidiani italiani si fermano, i negoziati ha votato l'80%, dei 400.000 islandesi e il 52,8 e il risultato contrario a riaprire le trattative con Bruxelles. La premier socialdemocratica incassa la sconfitta capitolo chiuso, dice decisivi, i timori dei pescatori esultano i sovranisti in Europa e in Italia Lega e Vannacci cauti Fratelli d'Italia,
Bruxelles prende atto e annuncia che in ogni caso si rafforzeranno i rapporti commerciali, ma, come comprenderete il risultato del referendum è un segnale che agita le élite europeiste, questa è la prima notizia e si collega a questa quella che annunciano alcuni quotidiani l'Italia sarebbe pronta a confermare il blocco di Schengen con la Spagna che scade il 7 settembre.
Nelle prossime ore la decisione in un vertice in video collegamento della Premier con i Ministri Piantedosi e Tajani, la Spagna pronta a misure ritorsive, i medici italiani a Cuba per curare, Alessandro Di Battista alla telefonata con Meloni, le mosse per il trasferimento in Italia con un volo di Stato, ma il conduttore e attivista non è trasferibile per il momento e in ogni caso fa sapere di non accettare corsie preferenziali al telefono con il ministro degli Esteri italiani Tajani, dice ce la metterò tutta e il mondo politico e i suoi fan sono in apprensione per la sua salute, un'altra ondata di tro droni su Kiev, il Cremlino annuncia l'escalation. Questa è un'altra delle notizie che troveremo sulle pagine dei quotidiani. Putin risponde con un no alla proposta del capo della Cia
Di un incontro trilaterale con Zelensky e Trump lo zar dice il Cremlino firma solo gli accordi già conclusi e l'America torna a bombardare l'Iran colpì nello stretto ancora di Hormuz. La risposta di Teheran sono missili su basi USA in Giordania
Washington sostiene di aver agito per impedire una nuova posa di mine appena completato. Lo sminamento dello Stretto, ma è il primo attacco americano dalla fine di luglio e poi in Israele il ministro ben Gere sbeffeggia le detenute palestinesi. La violenza verbale irrompe in un clima pre-elettorale, alla vigilia del voto in ottobre e in un raid a Gaza ucciso un bambino di tre anni, vedremo anche la pagina politica sulle pagine dei quotidiani. Cresce l'idea del ballottaggio nel centrodestra, caldeggiata da Marcello Pera e da Ignazio la Russa. L'opposizione prepara una battaglia in Parlamento dove tra 10 giorni il testo della legge arriva in Aula, il dibattito dentro Forza Italia rincorrere Vannacci sarebbe un errore, dice il governatore. Roberto Occhiuto, ora il partito ritrovi la sua carica liberale, lo dice in un'intervista al Corriere della Sera, invece Matteo Renzi, accolto con applausi alla Festa dell'Unità di Bologna, invoca l'unità del campo largo e dice Calenda alla fine verrà con noi poi il caso Ranucci.
Ultima mediazione del direttore dell'approfondimento Rai Corsini, con inviati e conduttore di Report. Intanto, i legali di Lanucci preparano il ricorso cautelare d'urgenza per sospendere la rimozione del conduttore che continua a lanciare veleni e accuse contro i due nuovi conduttori indicati dalla Rai Giulia, Presutti e Daniele Piervincenzi e in redazione e dibattito e anche veleni. Il Veneto, domani vota sul fine vita, la Lega spinge per il sì Fratelli d'Italia e cattolici, contrari Zaia, promuove la legge in gioco, dice è la libertà della persona. Poi vi segnalo tre notizie di cronaca presenti sui quotidiani, una molto importante con la quale addirittura aprono alcuni giornali come il Corriere della Sera. Fucilati fussi, fugge, scusate colpi di fucile sui ragazzi del rave, uccisa una giovane abruzzese di 22 anni ha darà in Svizzera cinque feriti, caccia al commando di tre forse quattro, sparatori mistero sulle cause, il cordoglio di Giorgia Meloni si indaga su una possibile pista jihadista, anche se la dinamica dell'attentato sembra disegno diverso e poi ancora un traghetto affonda Cipro, 8 morti e decine di dispersi, il capitano arrestato dopo la fuga, la nave era diretta in Turchia con 267 persone a bordo e si continua a scavare in Nepal per estrarre i lavoratori intrappolati. Una bimba estratta viva e ora c'è allarme per eventuali epidemie a causa dei molti corpi non ancora sepolti. Queste le principali notizie nel sommario di giornata, adesso vediamo come aprono i quotidiani. Il Corriere della Sera apre con l'Islanda, ma è una piccola apertura nella prima colonna Islanda gela. L'Europa vince il no all'adesione e c'è una editoriale di Paolo Lepri, lezione per la UE, lo spallone, per così dire, della prima pagina del Corriere. È invece sugli spari, sul rave uccise italiana Maria Spinelli, il nome della ragazza aveva 22 anni in azione un commando e poi a un'intervista a centro pagina a Dario Franceschini, una lunga intervista di Fabrizio, Roncone, convivo con il Parkinson, dice e agli altri malati dico combattete non isolati, anche la Repubblica apre con l'Islanda, vince il no
E la UE non attrae più bocciato il referendum sulla ripresa delle trattative per l'adesione all'Unione, così il quotidiano di Stefano Cappellini, che ha nel sovra testata un'inchiesta in Sassonia, dove i neri di Afd possono ribaltare la Germania e poi la Stampa, la Stampa apre anche con il voto il voto in Islanda. No all'Europa il voto dell'Islanda spiazza Bruxelles, i sovranisti esultano le penne decidono i popoli così pure il Messaggero Islanda, il no alla UE, che si lega anche alla seconda notizia verso Italia verso la proroga dello stop a Schengen, e poi ancora tà in taglio centrale, c'è la notizia annega in mare, il nuovo compagno di Francesca Neri, tragica fine a Montalto di Silvano, Loya manager della RAI, il Mattino, caro-carburanti, bonus in arrivo. Il governo lavora gli interventi mirati
Aiuti anche i redditi sopra i 50.000 euro, questa l'apertura del quotidiano napoletano e poi ci sono i quotidiani che invece hanno aperture, diciamo dissonanti per così dire, dalla da quella che la scelta dei principali quotidiani e cioè libero apre con la lettera di Ranucci contro i suoi colleghi Sigfrido paragonava con giurati romani quanti volevano un suo passo di lato, ora i fedelissimi pensano a un report fuori dalla Rai come suggeriva la Vitola e poi c'è
È una notizia a centro, pagina giallo, moschea di Mestre, fondi esteri, sito inesistente, ancora il legale della famiglia del bosco, intervistato dal quotidiano di Alessandro Sallusti, case, scuola, tutto risolto, i bambini tornino con i genitori, ancora un appello, il caso Ranucci è su tutti i giornali della destra, l'ultima raffica di Sigfrido è l'apertura del tempo, la Presutti nel mirino dei compagni e anche il giornale presenta una notizia sulla vicenda Ranucci Ranucci agli 007 le carte segrete pubblichiamo, scrive il giornale, i documenti che riscrivono il caso dell'Autogrill e che rilanciano i sospetti di connivenze tra i servizi segreti
E la trasmissione di Sigfrido, spunta una foto inedita, i controlli all'auto di Mancini, poi vedremo questa vicenda è una vicenda molto antica, inquietante, richiamata dal giornale, e leggeremo qual è il contenuto di queste rivelazioni, la verità, la verità, un'apertura, diciamo nel solco della tradizione del quotidiano di Belpietro, così gli immigrati sfregiano, l'Europa nei nosocomi tedeschi, reparti isolati se arrivano bande di stranieri è un florilegio dei presunti privilegi che ci sono in Italia e in Europa nei confronti degli immigrati, ovviamente con una chiave che è quella, come vi dicevo, del quotidiano di Maurizio Belpietro e poi a centro pagina sparatoria al rave italiana uccisa in Svizzera,
Il Fatto Quotidiano Di Battista ce la metto tutta e vi preparo un bel reportage attende la seconda TAC posta sui social e chiama gli amici così il quotidiano di Marco Travaglio e poi c'è il foglio c'è un'inchiesta maledetta egemonia, c'è, non c'è, c'è solo nei regimi, ribalteranno l'egemonia culturale della sinistra, era la promessa della destra attorno al governo che si avvia al record di longevità non male all'inizio poi sono arrivati i casini, la Rai dove serve più Cencelli e meno Gramsci, il nostro What nel patentino antifascista. Indagine su un'ossessione italiana di Andrea Minutes
E questo è l'ultimo quotidiano che vi segnalavo
E ancora c'è no, mi sbagliavo, il ko il, il suo, il Sole 24 ore con il carrello della spesa in cinque anni, i rincari del 30%, olio e caffè record, e con questo quotidiano ho completato la lettura delle prime pagine eccoci qui agli approfondimenti come vi dicevo la prima notizia,
Con cui avvieremo questa seconda parte della nostra rassegna stampa e il voto islandese, il voto che con il 52,8% ferma le trattative per l'ingresso dell'Islanda in Europa ne parlano tutti i quotidiani noi leggiamo i dettagli di questa scelta degli elettori isolani islandesi nel.
Racconto che ne fa. Marco Bresolin sulla stampa. Il timore di dover sottostare alle regole sulla pesca decisa a Bruxelles è prevalso sulle minacce alla propria sicurezza, alimentate dalle ambizioni artiche di Donald Trump, il rischio di dover rinunciare a una parte della propria autonomia in campo economico monetario scrive Bresolin si è rivelato più importante dei potenziali benefici di un'eventuale adesione all'euro, che avrebbe contribuito a tenere a bada un'inflazione galoppante. La maggioranza dei cittadini islandesi e ha deciso che non c'è alcun bisogno di riprendere i negoziati di adesione all'Unione Europea per la gioia dei partiti sovranisti e l'amarezza delle istituzioni di Bruxelles e l'enorme delusione dei Paesi candidati, in primis quelli dei Balcani, che intravedevano grandi opportunità anche per il loro futuro. Il risultato scrive la stampa è rimasto sul filo fino all'ultimo e l'esito delle urne restituisce un Paese nettamente spaccato. Il 47,2% si è espresso a favore della riapertura delle trattative con Bruxelles, abbandonate nel 2013, mentre il 52,8 ha detto chiaramente no, considerato che l'affluenza è stata dell'82,5 per
100 e hanno votato circa 225.000 elettori, il conto finale dice che la differenza è di soli 12.600 voti, meno di 13.000 islandesi scrive la stampa hanno determinato gli umori politici dell'intera Unione, che ha 10 già anni dal referendum sulla Brexit si trova a dover nuovamente fare i conti con una crisi da tre attività il tutto a una settimana da un test elettorale estremamente significativo come quello che si terrà domenica 6 settembre in Sassonia, dove il partito tedesco di estrema destra Alternative für Deutschland potrebbe salire per la prima volta al potere.
La premier islandese Christum Frost Adopter si è detta soddisfatta della partecipazione, ma ovviamente ha preso atto del risultato. Sono contenta dell'attuale rapporto con l'UE ha detto e continueremo a rafforzare le relazioni con lo spazio economico europeo. Come vi dicevo, le ragioni dei pescatori che temevano, ovviamente, e un regime di concorrenza avrebbe potuto intaccare il loro primato. Commerciare e allo hanno prevalso sulla sulle ragioni di un'adesione all'Europa e queste e questo no islandese scrive la Stampa indebolisce anche le ragioni di chi in Norvegia sogna un futuro nell'UE, nell'Unione a sorridere. Ovviamente sono
I fronti sovranisti, a partire dal britannico Farage e fino a Marine Le Pen, tra i primi leader a reagire, rifiutando con un referendum la ripresa dei negoziati per l'adesione all'UE, ha sottolineato la candidata all'Eliseo, il popolo islandese ha ricordato un'evidenza, l'adesione all'Unione europea non è l'orizzonte naturale di ogni democrazia europea.
I popoli debbono decidere da soli del loro futuro. Questa la posizione, come sappiamo, del fronte sovranista, anche in Italia, ci racconta la stampa, Matteo Salvini, dice, il popolo ha scelto, questa si chiama democrazia e questa UE, dice Vannacci, viene rifiutata anche da chi probabilmente avrebbe ogni interesse ad aderire. È più prudente, invece, Carlo Fidanza, deputato eurodeputato di Fratelli d'Italia, dice l'Islanda, già un grado elevato di integrazione e naturalmente, sul fronte opposto, Filippo Sensi sceglie un tono apertamente polemico contro gli anti europeisti, quelli che definisce i poveretti che esultano per il risultato del referendum islandese. Il Regno Unito ricorda Sensi ancora piange, l'uscita dall'Unione è il fan
Club anti europeista italiano fa l'unica cosa che sa e può fare l'eco mi fanno pena. Come vedete, questo è il confronto politico seguito al risultato delle elezioni. Le stesse analisi fa anche il Corriere della Sera, a pagina 4 e 5, e la Commissione UE dice il Corriere prende atto dell'esito del referendum in Islanda e, rispetto alla scelta del popolo islandese, ha ricordato un portavoce, certamente scrive Francesca Basso, corrispondente da Bruxelles, c'è delusione e c'era la consapevolezza che la testa, la pesca pilastro dell'economia di Reykjavik è stato ed è uno dei principali ostacoli per l'adesione dell'Islanda. Lo è come lo era stato nel 2013 e la Repubblica. I introduce un elemento, diciamo di inquietudine rispetto all'esito di questo voto, anche alla luce degli allarmi che circolano nelle cancellerie europee sulla, diciamo, sull'interferenza ibrida della Russia nei risultati elettorali, il timore diffuso a Bruxelles scrive il corrispondente da Bruxelles, Claudio Tito, e che la Russia abbia manipolato la campagna referendaria per assestare un altro colpo all'immagine della UE e per indebolire le chiavi che, come primo controllore delle nuove rotte artiche che si stanno aprendo grazie allo scioglimento dei ghiacci. Ed in effetti scrive ancora Tito, se si ascoltano le reazioni dei sovranisti più vicini a Mosca a casa Bianca, il sospetto cresce, ma poi anche Tito riconosce che, più che l'indipendenza è stata la paura di perdere le quote di pesca nell'Atlantico e di ridurre il proprio tenore di vita, a far invertire la rotta, senza però tener conto dei possibili rischi futuri. L'Islanda continua a far parte dello Spazio economico europeo insieme alla Norvegia e quindi applica le regole dell'Unione. Ad eccezione di pesca e agricoltura. C'è una chiara interdipendenza con l'UE. Basti pensare scrive Tito che esporta nell'Unione il 66,5% dei suoi prodotti e il 45,1 dell'importo è Made in Europa per avere un po'una una lettura,
Interna alla cultura islandese, possiamo rifarci a questa intervista che il Corriere della Sera ha fatto a uno scrittore e ambientalista, Andris, Nair Magna son, che dice quando l'Islanda aderirà al cristianesimo, nell'anno 1.000 ci fu fu quasi una guerra civile il giudice supremo che cioè un un un nome di di difficile lettura provo l'Ocse Guma Our, che era Pagano, scrive, dice Magna son decise per la conversione per due circostanze la prima volevamo commerciare con la Norvegia cristiana e rigida la seconda. I cristiani garantirono eccezioni, le divinità
Norreni potevano essere adorate in privato, l'usanza di abbandonare i bambini indesiderati crudele metodo di controllo delle nascite, fu mantenuta e si poté continuare a mangiare cavallo, in barba un divieto papale, ecco, siamo gente legata alle tradizioni, dice Magna somma tutte le cose islandesi la scrittura delle nostre leggi, delle nostre leggende la nostra stessa lingua sono nate dai monasteri cristiani, quindi,
Cristiani, ma non troppo europei, ma non troppo, ci teniamo la nostra indipendenza, ma commerciamo con l'Europa, questo atteggiamento ha prevalso di fronte alla paura di una concorrenza che avrebbe messo in pericolo il mercato ittico fiorente e che fa dell'Islanda un paese ricco, questo il l'analisi che viene,
Dai quotidiani ci sono altre interviste, più o meno segnalano la stessa lettura e il punto è qual è invece per l'Europa il segnale che giunge da queste elezioni e qui ci sono alcuni quo, alcuni quotidiani che si occupano di questo c'è Angelo De Mattia sul Messaggero, c'è Paolo Lepri sul Corriere della Sera,
La lezione islandese dice Paolo Lepri, all'indomani del no, alla ripresa dei negoziati di adesione all'UE espresso dagli elettori in un referendum dai molti risvolti importanti e che l'allargamento europeo non è una passeggiata, anzi, non è un pranzo di gala, come disse Mao Tze Tung poco meno di un secolo fa, parlando della rivoluzione. Costruire un'Europa ancora più grande di celebri richiede in primo luogo ricerca del consenso, come qualsiasi operazione politica, poi visione strategica, senso di responsabilità e spirito di collaborazione basato sull'interesse generale. E un processo necessario nel disordine mondiale di oggi, ma non per questo scontato dice lepri, che poi continua all'interno con il suo editoriale e aggiunge, è riprendere il percorso per entrare nella UE e accogliere l'Islanda nel club europeo era in realtà uno scenario win win sia per le chiavi che sia per Bruxelles. L'Europa avrebbe accolto un paese ricco e moderno. L'Islanda avrebbe potuto stabilizzare la sua economia, non è andata così, nonostante l'impegno della premier socialdemocratica, il paradosso acquistiamo attualmente assistendo non solo in Islanda è che spesso i lettori in cerchio indecisi scelgono alla fine un no definitivo piuttosto che un sì condizionato.
Certo, c'è la questione della pesca, argomento fondamentale nel Paese nel quale il 40% delle esportazioni viene dal settore ittico e che teme, una volta entrato nella UE, l'arrivo delle imbarcazioni europee nelle sue acque. Ma il fallimento del referendum deve portare di celebri a una riflessione su date, modi e scadenze di un progetto che non può navigare nella palude dei rinvii, nelle lentezze e addirittura nei veti Ucraina Moldavia. I Paesi balcanici non possono aspettare all'infinito, ferma restando naturalmente la necessari, la necessità di adeguare le legislazioni nazionali ai criteri europei, pretendere il rispetto dei valori comuni, modificare i meccanismi decisionali quindi più velocità nelle decisioni forse anche più Concordia
Nel nelle relazioni fra i.
Le lì, le leadership.
I premier e quindi chi è peso può aver avuto, anche rispetto alla decisione dell'Islanda, la polemica che insorta in queste settimane tra le cancellerie, per esempio, fra Italia e Spagna, sul tema dei migranti, probabilmente poca vista, visto, diciamo, la distanza e l'isolamento,
Del geografico del Paese isolano, però resta il fatto che l'Europa non garantisce ancora un'attrattività piena di fronte a passaggi così decisivi.
E questo è anche il la lettura che ne dà la Repubblica, quando titola in prima pagina la UE non attrae più e come vi dicevo il il, la notizie a chi si collega.
A questo voto è è quella che vede l'Italia pronta a confermare.
È la il blocco di Schengen deciso nei giorni scorsi dal Governo italiano dopo i fatti di Ceuta. Il blocco di Schengen imposto dall'Italia perché arriva oggi dalla Spagna, scade oggi e il governo di Giorgia Meloni e il seriamente tentato di approvare una una proroga, così almeno scrivono Tommaso Ciriaco e Alessandra Ziniti sulla Repubblica ha lasciato intendere nelle ultime ore Matteo Piantedosi, spiegando che la situazione di Ceuta non è tranquilla, anzi è tutt'altro che migliorata, sostenendo che tra i 5 e i 10.000 migranti sono ancora presenti nell'enclave spagnola, nell'exclave, per meglio dire spagnola, l'insieme di queste valutazioni farebbe dunque propendere per la conferma della misura. Per un altro mese, quindi, fino al termine di settembre, sostiene il Governo italiano, sarebbero stati gli stessi 007 di Madrid a far sapere di recente che il buio sull'identità di molti dei migranti presenti a Ceuta e rappresenta una potenziale minaccia terroristica, la decisione finale sarà assunta oggi in video collegamento scrive la Repubblica tra Meloni Piantedosi e il ministro degli Esteri Tajani con un effetto non irrilevanti, perché è ulteriori controlli rafforzati ai viaggiatori italiani che atterrano negli aeroporti spagnoli. Questo filtro che scadeva il 7 settembre, probabilmente dice la Repubblica
Sarà prorogato da Sanchez, tant'è vero che ci sono le dichiarazioni del ministro degli Esteri Manuel Alvarez che dice
Definisce la mossa dell'esecutivo Meloni dopo i fatti di e lo scorso Ferragosto, un affronto, ingiustificato e ingiustificabile alla dignità delle degli spagnoli, motivato solo da ragioni elettorali, quindi a schiaffo, si risponderà con un nuovo schiaffo, dice la Repubblica e così la pagina, diciamo europea, che però,
Si collega anch'essa direttamente a quello che accade nella zona est dell'Europa, cioè in quel teatro di guerra.
Tragico che da quattro anni segnala lutti bombe e trattative inesistenti, anzi, in questo momento e gli ultimi, le ultime notizie che giungono dal fronte ucraino parlano di una nuova escalation, l'ennesima che Putin starebbe preparando per ribaltare le sorti della guerra e lo dice la Repubblica nel
La corrispondenza di Paolo Mastrolilli da New York, gli Stati Uniti dice Mastrolilli prova hanno proposto un vertice a tre fra i presidenti Trump, Putin e Zelensky, ma la Russia risponde che sarebbe possibile solo allo scopo di formalizzare gli accordi, cioè no. La risposta è no. E il tentativo americano di far ripartire comunque la trattativa sullo sfondo dei timori di una nuova offensiva su Kiev, con migliaia di soldati in bombardamenti contro le infrastrutture energetiche ucraine e gli attacchi ibridi, già in corso da diverso tempo contro diversi Paesi della NATO. La risposta di Dimitri Peskov citato da Ria Novosti è da tempo si propone un vertice tra Putin Trump Zelenskij. Voi conoscete bene la posizione del nostro capo di Stato. Un simile incontro è possibile solo allo scopo di formalizzare gli accordi, cioè di mettere la firma su una trattativa già chiusa, che però deve essere ancora aperta. Da questo si potrebbe ricavare scrive Mastrolilli che il Cremino pensa ancora di poter vincere sul campo di battaglia Pavlo Palisa, vice capo di gabinetto di Zen,
Per chi ha denunciato che la Russia prepara una nuova offensiva nel nord che prenderebbe di mira Kiev e Chernihiv, il Daily Star Star ha aggiunto che potrebbe mobilitare fino a 300.000 soldati, nonostante le difficoltà di reclutamento, le perdite superiori al milione e mezzo.
Di uomini e il Cremlino infatti, spiega Gianluca Di Feo, nello scenario che fa del conflitto nella stessa pagina, ha un bersaglio prioritario le centrali elettriche e le reti di distribuzione, perché vuole mettere l'intera popolazione davanti alla prospettiva di un altro inverno senza corrente e senza riscaldamento rendendo infernale la sopravvivenza nelle città.
Putin tra 20 giorni ricorda
Di Feo deve affrontare le elezioni parlamentari con un consenso sbriciolato dai raid dei droni ucraini contro le raffinerie, anche ieri ne hanno incendiati due che lasciano a secco le stazioni di servizio. Lo zar non vuole apparire debole ed è ancora convinto di poter schiacciare la resistenza ucraina d'altra parte ricorda Di Feo, le difese contraeree sono a corto di missili, hanno esaurito in quattro giorni i pochi Patriot concessi dagli USA la scorsa settimana le bombe volanti hanno campo libero alle autorità. Non è rimasto altro che
In via, invitare i residenti ad andare via dalle città e quanto sta accadendo racconta Di Feo a Kherson, città sotto assedio da settimane da parte dei russi, una lettura dello stato dell'arte, della guerra e delle trattative.
La da un diciamo una voce molto autorevole, quella dell'ambasciatore, Giampiero Massolo, che viene intervistato dalla verità e che racconta qual è lo stato dell'arte della guerra, come sempre con la sua capacità di analisi che non manca di stupire per efficacia e dettaglio.
Giampiero, Massolo e direttore dell'Osservatorio geopolitica geopolitico della Louis, le difese antimissilistiche ucraine dice, ma solo e la prima analisi che fa stanno incominciando a indebolirsi a causa della mancata fornitura di missili Patriot e di altri sistemi analoghi. Gli americani danno priorità allo scenario iraniano e gli europei sono a corto di rifornimenti. Questo spiega l'urgenza degli appelli da parte degli ucraini e, in secondo luogo, motiva il tentativo russo di colpire i centri di rifornimento e quelli logistici con gli attacchi alle città. Invece, Putin vuole colpire anche il morale degli ucraini che tornano a udire le sirene e a doversi nascondere nei bunker, cittadini. La stagione invernale che sta per arrivare sarà difficile, dice, ma solo è ancora la minaccia russa e come una scommessa
Il tentativo di fiaccare la volontà ucraina di restare in guerra. Nonostante i missili a medio e lungo raggio, i droni ucraini continuino a rendere più complicata l'offensiva dei russi, perché tendono a creare un distacco tra la linea del fronte. È quella di approvvigionamento, siamo lontani. Questo è un altro elemento che era stato paventato nei giorni scorsi, ma solo lo scongiurano il il rischio nucleare. Siamo lontani dall'uso dell'arma atomica e nucleare, viceversa provocherebbe nei confronti della Russia un'ostilità generata non soltanto dall'Occidente, ma anche dalla Cina. La Russia si troverebbe isolata contro questi Paesi. La situazione non mi sembra tale da motivare una scelta simile. Non si tratta di indurre Putin a non farlo, ma si tratta di capire come riattivare tra USA e Russia un canale di negoziazione ora ai minimi storici. Non credo che Ratcliff, il capo della Cia, giunto nei giorni scorsi, ve lo ricordate a Mosca per un colloquio riservatissimo con i vertici del Cremlino, non credo dice, ma solo che Ratcliff sia stato portatore del messaggio. Smettetela di provocare la NATO, così come è stato scritto un po'da tutti i quotidiani
E quanto piuttosto dice l'ambasciatore, un riattivato ore di contatti prima che la soluzione si complichi ulteriormente e poi ancora noi europei non siamo una priorità per gli USA. Siamo una seconda precedenza, uno scenario da ridimensionare. Gli americani hanno intenzioni di ridurre la propria presenza in Europa. L'idea e noi siamo stati uniti, ci ridimensioniamo voi Europa, garantite la vostra sicurezza e, mentre vi riorganizzate, diminuirà la nostra partecipazione. Pensiamo davvero che gli USA si preoccupino di un drone in Romania dice, ma solo Trump sta facendo due cose molto significative. Per Zelenskij, primo, non ha mai fatto mancare all'Ucraina la copertura dell'intelligence insieme alla Gran Bretagna, contrariamente a Baden, che invece lo aveva negato Trump non ha mai vietato esplicitamente a Zelensky di attaccare nello Stato russo, cioè lascia fare, non lo dice non lo nega. E questo perché
Non è nell'interesse americano che i russi vincano questa guerra, certo, sempre evitando che Putin abbia reazioni inconsulte, e quindi le sorti della guerra dice, ma solo sono nelle mani di Putin prima che lo mettiamo in mente, meglio è l'Ucraina, può resistere, può avvantaggiarsi, ma non può vincere il conflitto, viceversa la Russia può fare molto male, ma non è in grado di sovvertire la situazione nel breve periodo. A Putin interessa non perdere la faccia. Siamo fermi a questo punto e lo resteremo ancora per molto
Le perdite umane in Russia sono ingentissime, le file negli eserciti sono rigenerate, ma presto dice, ma solo sarà necessario chiamare una mobilitazione per rimpolpare le adeguatamente confessare questa verità a quella parte di borghesia media alta russa. Non sarà facile nemmeno per Putin e poi l'Italia, l'Italia, che ha preso le distanze dall'esercitazione al fianco dell'Ucraina. Cosa ne pensa, gli chiede Anna Lisa Corti che lo intervista sulla verità e ma solo risponde, si tratta di un atto di coerenza con quello che noi italiani abbiamo sempre detto no, boots on the ground, intanto perché la situazione è incerta, non sappiamo se alla fine ci troveremo in un contesto contrapposto alla Russia, o magari in un ambito garantito dall'ONU ancora in un conflitto congelato, e presto per parlare di truppe, poi dice anche la Germania ha avuto la stessa prudenza, quindi condivide la titubanza italiana e quindi l'atteggiamento del governo italiano, l'ambasciatore Giampiero Massolo, intervistato dalla Repubblica come vi dicevo un'altra notizia dal fronte della politica estera, e che ieri è la l'America è tornata a Bombur a bombardare l'Iran su un altro fronte di guerra che si riaccende e
La scelta americana e di pesa secondo quanto spiegano.
E gli stessi americani dal dal fatto che l'Iran stava tornando a minare lo stretto di Hormuz e quindi appena sminato, peraltro, e quindi ciò ha richiesto un intervento militare, ma l'isola di l'Arac.
è la scheggia di terra, scrive Greta Privitera, inviata del Corriere della Sera a Tel Aviv, che ci dà questa corrispondenza, di cui parliamo, è una scheggia di terra davanti a Hormuz e ieri sera è tornata a riaccendere la guerra fra Stati Uniti e Repubblica Islamica, funzionari americani riferiscono che Washington ha colpito con un drone due rampe di lancio delle Guardie della rivoluzione secondo le stesse fonti pasdaran stavano preparando razzi destinati a disseminare mine navali nello stretto,
E questa è la motivazione degli americani, però è il primo attacco ci ricorda Greta, Privitera dalla fine di luglio, quando il presidente aveva sospeso una campagna militare di due settimane nello stretto e i raid arrivano proprio nel giorno in cui il Washington Post racconta l'inquietudini dei vertici militari americani alti ufficiali dice la Privitera avrebbero avvertito il capo del Pentagono Pete ex 7 che,
Una guerra prolungata contro l'Iran non è sostenibile perché consuma uomini, mezzi e attenzione, riducendo la capacità di Washington di affrontare altre crisi a Teheran ieri, prima delle bombe, si è letto e riletto il messaggio di Mojtaba Khamenei per la settimana del unità islamica, gli Stati Uniti e Israele sono il vero nemico e insomma le solite le solite cose che scrive la Guida suprema e incitando i musulmani,
E alla Resistenza è questa la corrispondenza di Greta Privitera sul Corriere della Sera e invece in Israele che diciamo il fronte collegato all'Iran più vicino all'Iran e dove, come sappiamo, la situazione resta tesa anche perché.
Siamo alla vigilia delle elezioni.
E il ministro Ben Gere non manca di dare sfoggio delle sue performance oscene, sbeffeggiando le detenute palestinesi in una visita nel carcere racconta, sul Fatto quotidiano, Marco Franchi, nella feroce escalation che ci accompagna le elezioni israeliane del 27 ottobre, scrive Franchi e ieri si è preso la scena Itamar Ben Gere il ministro estremista della sicurezza nazionale in un video che fa ribollire di rabbia l'intero mondo arabo, ben ghiri si mostra durante una visita nell'ala femminile del carcere di Damour, dove sono detenute donne appartenenti alla Jad islamica. Il ministro parla con alcuni di loro che hanno i volti oscurati, chiede loro come siano le condizioni di detenzione molto difficili, risponde una, ci fanno irruzione anche di notte. Non abbiamo i nostri diritti. Il ministro tipo
E la detenuta le cose basiche come la doccia come si deve, non abbiamo l'acqua in cella, non ci sono cure adeguate e ben Gere risponde, vi dico una cosa, sono finiti i tempi dei campi estivi in carcere, pensate un po'tutti quelli che hanno colpito i miei fratelli non riceveranno condizioni da hotel la vicenda segue Spi spiega,
Anzi conclude con una frase ancora più forti e sono contento che vi abbiano degradato al minimo le condizioni, insomma, fa veramente raccapriccio, ma non stupisce perché ben Gere è stato già protagonista di performance verbali di questo tipo la vicenda ricorda il quotidiano il Fatto Quotidiano segue l'ennesimo attacco dei coloni ai palestinesi in Cisgiordania Dania,
E poi fa un'analisi di quello che è il clima pre-elettorale del del Paese, mentre i sondaggi danno il Likud di Netanyahu sotto di almeno un seggio rispetto all'opposizione guidata dal nuovo partito dell'ex capo di stato maggiore Gadi e easing côté. Così il capo del governo in carica rivolge continui appelli, a ben dire, perché si allea con il ministro delle Finanze, Smotrich, leader di Sionismo religioso, che rischia di non superare lo sbarramento e restare fuori dalla Knesset mentre è il Potere Ebraico e il partito di Ben Gere si è accreditato di 9 10 seggi e il suo leader ribadisce di voler correre da solo, accusando Netanyahu di puntare a un governo di coalizione con l'opposizione. Come vedete, è il fronte e l'esito delle elezioni è molto incerto. Per fortuna, osiamo dire proseguono. Gli attacchi aerei nella Striscia di Gaza e i media palestinesi riferiscono che anche un bambino di tre anni è morto per le ferite riportate in un attacco condotto nella mattinata di ieri dall'esercito israeliano.
Così il fronte
Mediorientale,
Vi avevo segnalato che c'è apprensione nel mondo politico per le sorti di Alessandro Di Battista, ricoverato a Cuba dopo un ictus che lo ha colpito mentre si trovava nell'isola, per svolgere un reportage per conto del Fatto Quotidiano per cui collabora.
Di Battista e adesso, in condizioni,
Diciamo dista stabilizzazione, parla anche, ma non è trasferibile secondo i medici cubani e aveva attivato il governo italiano una procedura per portarlo con un volo di Stato, ma non ci sono le possibilità e Rico resta perciò ricoverato all'Avana secondo i medici cubani le condizioni di salute scrive, Niccolò Carratelli,
E sulla stampa dell'ex deputato del Movimento 5 Stelle non consentono di trasferirlo. In Italia gli esami a cui è stato sottoposto a partire dall'Atac, con il mezzo di contrasto, avrebbero evidenziato un quadro clinico serio, incompatibile con un lungo viaggio in aereo. Lui, a scanso di equivoci a familiari e amici, ha già fatto sapere di non voler approfittare del volo sanitario messo a disposizione dal governo chi lo conosce sa che non accetterebbe mai un trattamento di favore. Viene spiegato, però,
Ci ha parlato il ministro Tajani, che ha voluto parlare con lui direttamente e fanno sapere dalla Farnesina lo ha trovato combattivo nel tono non indebolito nel morale, nonostante la complicata situazione anche Giorgia Meloni in contatto con i sanitari cubani sulle sorti del.
Del ex deputato pentastellato
E c'è grande apprensione nel mondo politico, ieri i messaggi di attenzione e di solidarietà sono giunti da tutti i leader e così la vicenda di Alessandro Di Battista, presente sulle pagine dei quotidiani, questo ci consente di passare alla pagina politica che vede la ripresa del dibattito sulla legge elettorale anche alla luce di quelli che sono i risultati o i segnali che vengono dai più recenti sondaggi che come,
Immagino saprete danno in crescita ancora e il Fronte nazionale di del generale Vannacci, stimato secondo alcuni, addirittura all'8%, e quindi questo risultato induce la maggioranza a riflettere sull'ipotesi di un ballottaggio che.
Vede, come sostenitori scrive la Repubblica nell'articolo di Concetto Vecchio a pagina 12, il senatore Marcello Pera e il presidente del Senato, Ignazio la Russa, ma non solo.
Questa ipotesi, però, viene vista con molta preoccupazione dall'opposizione e il senatore Dario Parrini del Pd dice, visto che i sondaggi sono diversi da quelli di sei mesi fa e il crollo della Lega, l'ascesa di Vannacci, si sono accentuati, il centrodestra ventila l'introduzione di un cambiamento di fondo il ballottaggio nazionale per assegnare il premio di maggioranza lo fa per paura di perderle.
è il centrosinistra, pensa a un'opposizione dura, senza escludere la piazza, e ieri gli sherpa dei partiti di maggioranza ricorda Concetto Vecchio, si sono sentiti per una Colle, è stato confermato che ci saranno alcuni emendamenti alla legge elettorale, uno riguarderà le preferenze col capolista bloccato ma c'è da risolvere il nodo del mancato rispetto della rappresentanza di genere questo emendamento ricordo e sostenuto da Giorgia Meloni,
Si valuta la presentazione di una seconda modifica, che scrive Concetto Vecchio, abolisce l'articolo cosiddetto ruba voti su cui pesano dubbi di costituzionalità, prevede che i voti espressi per le liste collegate all'interno di una coalizione che non raggiungano la soglia di sbarramento del 3% non concorrono al calcolo della cifra elettorale nazionale di coalizione con la sola eccezione del miglior perdente, infine, c'è la norma sul ballottaggio al vaglio di Giorgia Meloni. È probabile che le vere decisioni arriveranno tra 10 giorni, quando il testo sarà in Aula, ma la partita è aperta e dice la Repubblica. Gli sherpa potrebbero risentirsi anche oggi. Lo stesso racconta la stampa con qualche dettaglio in più lo fa a pagina 9,
Dove dice, se rispunta lì l'ipotesi del ballottaggio?
è possibile che azione possa fare una scelta di andare col centrosinistra, così l'articolo di Niccolò Carratelli, il ballottaggio ha suscitato una certa ansia dentro il partito di Carlo Calenda, scrive la stampa, perché vedrebbe evaporare il sogno di fare da ago della bilancia alcuni dirigenti del partito di Carlo Calenda hanno avvisato il loro leader e allo stesso tempo i colleghi di Fratelli d'Italia, se c'è il ballottaggio allora a noi conviene allearci con il centrosinistra nel partito della Premier e questo dovrebbe scoraggiare il centrodestra da e
Introdurre il ballottaggio. Ovviamente, come vedete nelle trattative e ognuno mette in campo quello che può, evidentemente
E per portare a una ri a un risultato della legge elettorale più conveniente alla situazione che riguarda le singole forze in campo e nel partito della premier c'è chi le consiglia di sfatare il tabù del ballottaggio per congelare lo scenario più temuto, cioè quello di un centrodestra non competitivo. Per raggiungere la soglia del 42% e il 42% che, vi ricordo, consente l'ottenimento del premio di maggioranza e quindi la possibilità di una stabilità, di una governabilità. I sondaggi oggi accreditano il partito della premier poco sotto il 26 Forza Italia intorno al lotto, e la Lega però sotto il 5 26 e 8 fa 34 5 fa 39, poi c'è il, i centri e le lì, i centristi moderati che hanno l'1 e siamo un po'sotto la soglia del 42, c'è la preoccupazione che
E questo porti poi a un risultato di sfrangiamento e quindi a un esito proporzionalista, perché la legge elettorale, così come concepita, dice che se nessuno raggiunge il risultato del 42% e il i seggi vengono divisi su base proporzionale e questo ovviamente determina condizioni di ingovernabilità? Da qui l'idea del ballottaggio, che consentirebbe quindi di rinunciare all'alleanza con Vannacci e soprattutto di isolarlo e quindi di sterilizzare
Questa forza politica nascente competitiva la Lega in caduta libera e futuro nazionale di Roberto Vannacci, in costante crescita, senza l'alleanza con il generale scrive ancora la stampa, il rischio di fallire, l'obiettivo, come vedete è alto la premier sta valutando costi e benefici per vedere due turni garantirebbe un esito certo delle elezioni Combat compattando l'elettorato di destra al ballottaggio e sottraendosi ai ricatti del generale ma allo stesso tempo,
Favorirebbe Vannacci al primo turno, perché verrebbe meno il richiamo al voto utile, usato finora da Palazzo Chigi contro futuro nazionale non è una decisione semplice e renderla più complicata sono le differenze dentro il suo partito e dentro la maggioranza con Forza Italia più che aperta la proposta la proposta convinta che il ballottaggio garantirebbe l'esclusione di futuro nazionale dalla coalizione mentre la Lega è contraria perché teme di venire ancora di più spolpata da Vannacci al primo turno, così la stampa,
è il dibattito, poi sulla legge elettorale, si intreccia con quello sul futuro dei partiti, tanto a destra quanto a sinistra e delle alleanze a destra, soprattutto Forza Italia, fibrilla, perché perché c'è l'iniziativa di alcuni
Esponenti del partito di contendere la leadership a al ministro e segretario Tajani e questo è visibile, soprattutto scrive la stampa, per esempio dall'attivismo del ministro Zangrillo, che adesso sarà in Calabria, e a sostenere il suo alleato Occhiuto, governatore presidente della Calabria, l'asse per prendersi Forza Italia è il retroscena.
Che la stampa fa con la firma di Ilario Lombardo a pagina 9 a domanda secca, se si candiderà alla segreteria nazionale Zangrillo, non smentisce, scrive lombardo, lascia che questa possibilità qui cominciano a credere in tanti inizia a prendere forma, molto dipenderà da cosa farà occhiuto e se scenderà in campo. Lui contro Tajani Zangrillo ha costruito un'alleanza politica con il governatore calabrese, è stato tante volte in Calabria nelle vesti di ministro, e adesso lo ha fatto anche per rifiatare un po'e affinare le proprie mosse occhiute. Zangrillo si muovono in quell'area di Forza Italia che è pronta a contendere. Il partito a Tajani dice Ilario Lombardi, il segretario avrebbe voluto un congresso nazionale a inizio 2027 per blindarsi, ma di fatto gli è stato impedito. Nel frattempo Marina gli ha fatto arrivare la rassicurazione che non c'è in corso, alcun casting tra i dirigenti azzurri per scegliere chi tra alcuni profili lo sostituirà. L'idea è di rimandare la resa dei conti e rinnovamento del partito dopo le elezioni. Non escluso che a giorni la presidente di Fininvest, primogenita Berlusconi, che ha in mano la leva economica dei finanziamenti di Forza Italia e il vicepremier si vedano un incontro che potrebbe servire a chiarire come sarà gestita la composizione delle liste elettorali e chi ne avrà l'incarico. Alcuni fedelissimi di Marina chiedono che il Segretario sì
Limiti a indicare solo un terzo dei candidati, i restanti due terzi finirebbero sotto il controllo di Berlusconi e dei parlamentari di fiducia, con la supervisione di Fabio Roscioli, avvocato della famiglia Berlusconi e tesoriere di Forza Italia, la scelta di candidare Roscioli alle elezioni suppletive in Calabria e che si svolgono,
Fra pochi giorni, a fine settembre, per il posto alla Camera lasciato vacante da Francesco Cannizzaro, nel frattempo diventato sindaco e funzionale anche al ruolo che avrà sulle liste Roscioli con disappunto di Tajani, un seggio che sembrava a portata del centrodestra, finché Roberto Vannacci non lo ha trasformato in un campo di contesa e in un laboratorio di quello che potrebbe accadere alle elezioni politiche l'ex generale ha presentato una lista di futuro nazionale contro il centrodestra.
E ha candidato Domenico Giannetta, ex capogruppo di Forza Italia in Regione, quindi Giannetta contro Roscioli Roscioli imposto dalla diciamo segreteria.
Del partito e probabilmente dalla famiglia Berlusconi e Giannetta, che era ca ex capogruppo di Forza Italia, confluito nelle liste di Vannacci imposto dal generale. Una sfida fratricida chiarisca di fare il gioco della sinistra a Reggio Calabria, una mossa che ha spiazzato gli azzurri e la coalizione di governo e che trasforma la città in un test anche per la tenuta di Forza Italia. Insomma, è una è una sfida che avrà un significato anche, come dire, un valore sintomatico. Ha scritto nei giorni scorsi Paolo Mieli in un editoriale sul Corriere della Sera, perché dimostrerà qual è la forza, la capacità di Vannacci di destrutturare il quadro politico
è chiaro che, se Vannacci dovesse risultare vincente, il rischio di uno smottamento di molti più candidati nelle file di Forza Italia, della Lega e forse anche di Fratelli d'Italia, verso il partito del generale, diventerebbe un allarme rosso, se invece è il partito di Forza Italia, tenesse la,
Roccaforte di Reggio Calabria e probabilmente Vannacci potrebbe sgonfiarsi e quindi quella cre pullman crescente nei sondaggi, avere un punto di volta della parabola e iniziare una curva discendente. Ecco perché sulle elezioni calabresi del 27 settembre spero di aver dato una data giusta, credo che sia proprio il 27, ma lo verifichiamo subito e sulle elezioni calabresi del 27 settembre ha scritto mieli si gioca molto di più che un risultato locale.
E vedremo come andrà a finire, naturalmente.
C'è l'intervista anche del governatore Occhiuto sul Corriere della Sera, che sparge tranquillità su questo voto, sostenendo che Forza Italia riuscirà certamente a difendere la piazza di Reggio Calabria e, soprattutto, continua a dire.
Che l'alleanza con Vannacci, ventilata e sostenuta non tanto nel suo partito, ma nella maggioranza da parte di alcuni, è assolutamente da evitare, così come peraltro ha fatto intendere Giorgia Meloni rincorrere Vannacci. Sarebbe un errore se ci alle Asimo con lui i voti non si sommerebbero dice Occhiuto uno sbilanciamento a destra, inseguendo i temi populisti, ci farebbe perdere il voto moderato e riformista che, al contrario, dobbiamo intercettare. Così dice ad Adriana Logroscino che lo intervista sul Corriere della Sera noto una tentazione diffusa di rincorrere Vannacci, ma lo reputo un errore strategico. Lui prova a costruire un partito simile Afd tedesco. Il centrodestra non ha bisogno dei voti di Vannacci, ha una risorsa fondamentale per vincere Giorgia Meloni in campagna elettorale e formidabile e poi sulle sue ambizioni, dice sono probabilmente uno dei dirigenti che parla di meno con Marina Berlusconi. La considero un riferimento culturale importante, la custode dello spirito liberale innovatori di suo padre. Per questo guardo con un certo fastidio a chi la tira per la giacca come se toccasse a lei costruire il futuro di Forza Italia. Quello è un compito nostro della politica, è il modo migliore di esaltare il nome di Berlusconi e attualizzare la lezione, non scaricando addosso ai figli responsabilità che non hanno chiesto e poi, a proposito del voto calabrese, dice competition is competition. Non ho nessuna paura di chi mi sfida, ma l'incursore ha sbagliato il campo in cui lanciarsi. Il sindaco Cannizzaro ha fatto e sta facendo cose straordinarie per la città. I Regini ci apprezzano molto Vannacci. Se ne accorgerà così Occhiuto. Roberto Occhiuto sul Corriere della Sera, intervistato da Adriana Logroscino stessa incertezza c'è a sinistra sul su questa alleanza del campo largo in assenza di un programma e anche in assenza di una leadership con le schermaglie tra Elly Schlein e Giuseppe Conte. È in una in un clima di ritardo che preoccupa non poco
O chi ieri Matteo Renzi ha colto con ovazione alla Festa dell'Unità, segno di un cambiamento nel suo rapporto con il Partito Democratico, vi dicevo accolto con l'innovazione ha fatto ancora appello a non dividersi.
Convinto che questa sia l'occasione per scalzare Giorgia Meloni, la sua maggioranza da Palazzo Chigi applauso per Renzi alla festa dem, titola il Corriere nell'articolo di Francesco Rosano, a pagina 18 Matteo Matteo, la Sala Francesco Guccini della Festa dell'Unità di Bologna è gremite acclama Matteo Renzi come se non fosse passato un giorno dal settembre 2014 quando l'allora premier salì sul palco della kermesse dem al Parco Nord di fronte oltre a 10.000 persone,
Di primarie, dice Renzi ne ho fatte tante qualcuna, l'ho vinta qualcuna, l'ho persa, il Pd sa come si organizzano le primarie, una soluzione si trova, smettiamola di parlarci addosso, il problema è se siamo consapevoli che questa è una sfida enorme che non possiamo perdere scommetto che alla fine, quando capirà che vinciamo Carlo Calenda verrà con noi, come vedete, Carlo Calenda verrà con noi, molto dipenderà anche effettivamente dall'esito.
Della legge elettorale, perché il ballottaggio impone ah ah ah ai partiti come Calenda, una scelta e quindi si tratterà di capire, la matrice diciamo originaria della del partito di Calenda è nasce a sinistra e c'è chi pensa che di fronte al ballottaggio potrebbe essere indotto ovviamente a spostarsi a sinistra anche questa è una considerazione.
Che Giorgia Meloni dovrà fare nel valutare la scelta o meno del ballottaggio e staremo a vedere come va a finire questa questa partita, per intanto ci sono alcuni editoriali che vi segnalo, c'è quella c'è quello di Concita De Gregorio sulla Repubblica che invita a non trascurare la valenza pericolosa della presenza di Vannacci,
Sul campo, dice, non so dire scrive Concita De Gregorio De Gregorio. Scusate se e i sondaggi che lo danno in crescita vertiginosa siano fondati, se davvero abbia un consenso proporzionale alla tribuna che trova sui giornali in tv in rete. Certo, l'eventuale rimedio non è sicuramente ignorarlo, come qualcuno propone. Non è rompendo il termometro che sparisce la febbre. Non è voltando la testa che ciò che non ti piace svanisce. Non è colpa di chi parla di Vannacci, se Vannacci esiste e non è nemmeno ridicolizzando allo
Che si smaschera si disinnesca. Il pericolo merita di essere esaminata con grandissima attenzione, dice Concita, De Gregorio, l'incredibile sequela di spropositi contenuti nel suo programma elettorale e contestarlo punto per punto così Concita. De Gregorio e poi c'è Giuliano Ferrara, che invece sul foglio interviene sulla polemica sollevata da Giorgia Meloni dopo le dichiarazioni di Bonaccini
Secondo cui l'elettore di destra e ignorante.
Ferrara se la prende in questo caso con Bonaccini e si chiede se è più ignorante l'elettore di destra o chi si imbeve di pregiudizi ideologici, chi crede a tutte le sciocchezze semi colte che girano sul web nella tv perbenista.
E insomma il la, il prototipo di un certo elettori di sinistra, le fortune della destra dovuta all'ignoranza si chiede l'ex direttore del Foglio e oggi editorialista Bonaccini in una Sme non ha messo in conto l'Italia e nemmeno di chi si imbeve di pregiudizi chi crede alle sciocchezze semi colte che girano sul web e nella tv perbenista chi mangia pane e Costituzione senza sapere di che si tratti.
Così Giuliano Ferrara, sul Foglio
La partita di Ranucci chiude la pagina politica qui ci sono
Ovviamente i racconti del giorno che, o meglio della settimana che si apre e che vedono il direttore degli approfondimenti Rai Corsini, in una missione difficile, quella di ritrovare una unità con la redazione e gli inviati di Report dopo la designazione dei due nuovi conduttori e cioè Giulia Presutti e Daniele per Piervincenzi,
Corsini avvierà questo, questo contatto con i giornalisti di Report è più prevedibile, dice sul core dicono sul Corriere della Sera Antonella Baccaro, Ilaria, Sacchettoni che fanno scrivono questo retroscena che tenti un dialogo sul peso specifico dei nuovi capi autori della trasmissione da nominare tra gli inviati, spingendo sulla loro autonomia sulla possibilità che siano loro a fare il programma, cioè i due conduttori non vengono messi in discussione, ma vengono affiancati nella.
Fattura nella scelta dei servizi da due inviati, quindi si bilancia il peso dei dei designati con il peso interno alla redazione. Intanto scrivono ancora Baccaro e Sacchettoni. Oggi la lettera di contestazione fatta dai legali di Ranucci sarà esaminata dalla Direzione Legale guidata da Francesco Spadafora, e celebra Nuccia, aveva contestato. Vi ricordo all'azienda di non avergli contestato alcunché nella scelta di sostituirlo. C'è una rimozione senza contestazione.
Ma la Rai sembrerebbe muoversi su questa linea. Dice
Dicono le 2 retroscenisti del Corriere della Sera e cioè la Rai ha diritto di avvicendare il conduttore di un programma in base alla propria linea editoriale, perché rientra nelle prerogative dell'editore. Dunque, la decisione presa si baserebbe su una scelta di questo tipo e non avrebbe nulla a che vedere con un procedere con un provvedimento disciplinare nel quale devono essere fatte delle contestazioni. Quindi si tratterebbe di una scelta editoriale e non di una scelta disciplinare. Questo dovrebbe sottrarla a un sindacato del giudice cautelare che potrebbe censurarne la,
Validità la correttezza e staremo a vedere come va a finire questa vicenda. Intanto in redazione e tutti contro tutti, il retroscena di Simone Canettieri e
Tutti contro tutti e Ranucci, soprattutto in campo, come vedremo, Giulia Presutti, viene indicata come nuova conduttrice di Report, dopo nemmeno 48 ore spunta sul sito del quotidiano il Domani scrive Canettieri.
E davanti a un sontuoso plateau di ostriche crudité, varie con calice bianco, ghiacciato, proprio lì da Cefalù, il ristorante di Valter Lavitola, lei dice agli amici di aver frequentato il bistrot solo una volta nel 2024 portata da Laura Ciamponi, amica dell'ormai ex conduttore ma Ranucci di prima mattina,
La smentisce la smentisce in maniera molto molto netta, molto forte, e lo fa anche nel racconto che dà alla Repubblica, dove ci sono delle frasi
Riportate
Da da Conchita Sannino che e dall'inviata Brunella Giovara, che sono andate a Florinas dove Ranucci tiene lo spettacolo Diario di un trapezista accolto da 3.000, forse 4.000 persone pensate un po'.
Che che che che che il consenso che credito a questo giornalista tribuno che ha conquistato
Un suo, un popolo dei suoi fan, il suo popolo come Abu avuto a dire nei giorni scorsi e a chi gli domanda se intende candidarsi alle politiche, e questa è una novità che ci dà la Repubblica assoluta per la prima volta risponde in qualunque forma. Non voglio escludere nulla per portare avanti le mie battaglie, ma chi vuole che mi chiami con una frase sibillina, ecco, sentiamoci questa frase, perché vedremo poi da qui al voto come va a finire, però, intanto
Ranucci getta, diciamo
Fango su sulla Presutti accusa la Presutti di fare il doppiogioco, sapeva di essere conduttrice, mentre fingeva di promuovere comunicati di solidarietà. Per me è una menti trice, dice e così castiga la giornalista, ma soprattutto dice non li ho mai detto di andare da lui, cioè dalla Vitola per motivi di lavoro. Ho saputo solo in seguito che è andata anche altre volte da sola, per dei progetti di cui non sono stato mai messo a conoscenza, fatto verificabile anche attraverso le chat sequestrate sul telefono di Lavitola. Quindi c'è da giurare che su questa vicenda
Ci saranno ulteriori sviluppi e poi ha bollato i suoi successori come mediocri Ranucci e quindi.
Diciamo è in campo anche lui per guidare l'esito di questa partita che si è aperta sul destino della trasmissione d'inchiesta di RAI tre ci sono molti retroscena, ma c'è soprattutto un giornale che fa
Alcune rivelazioni parlo proprio del Giornale di.
Eccolo qui di Tommaso Cerno, il quale collega la vicenda Ranucci a alla vicenda dell'autogrill dell'autogrill di Matteo Renzi, è l'ex vicecapo vice capo dei servizi segreti Mancini, non la ricordate, ma la ricorda lui nel l'editoriale Tommaso Cerno, quindi vale la pena di leggere la parte iniziale di questo editoriale perché ci riporta ai fatti da cui si parte,
In principio fu l'autogrill era il 23 dicembre, 2022 persone attirarono l'attenzione di una terza.
Curiosa passante sono l'ex premier Matteo Renzi e l'ex capo del controspionaggio Marco Mancini. Restano lì in piedi l'1 di fronte all'altro sembrano parlarsi, sarà l'inizio di un giallo nazionale, ancora non svelato perché qualcuno scatta una loro fotografia. La stessa che il 3 maggio 2021, Sigfrido Ranucci trasformerà da immagine sgranata a opera definitiva. L'incontro di Matteo Renzi con Mancini avviene durante i giorni dell'inchiesta che coinvolgeva la famiglia, Renzi l'inchiesta giudiziaria e, ovviamente, si ipotizza che il premier potesse aver avuto delle notizie su questa vicenda. La foto anima una puntata di Report, una delle più viste e discussa e della sua storia, quello scatto fa saltare. Infatti tutti i giochi dei palazzi più segreti d'Italia scrive, Cerno e mette un cono d'ombra sui rapporti fra politica. Servizi segreti
E e giornalismo, lasciando aperti dubbi che oggi noi cerchiamo, con un contributo testimoniale di provare a fugare. Quando il click avvenne a Palazzo Chigi sedeva, Giuseppe Conte, aveva lui in quanto premier la delega ai servizi segreti, eppure il capo dell'apparato che monitora il Paese giura di non aver saputo nulla di quello scatto fino a quando non ha lasciato il Governo a Mario Draghi, una svista di Stato attorno a questo mistero girano nomi pesanti come Elisabetta Belloni, la donna che il Movimento 5 Stelle voleva al Colle prima che il Parlamento confermasse Sergio Mattarella, la donna che fu stoppata proprio da Matteo Renzi dopo sei anni il giornale è in grado di pubblicare le carte finora segrete e aggiungere così un tassello, forse decisivo, per riaprire quella vicenda. Poi pubblichiamo una fotografia inedita due anni prima. Già qualcuno spiava, Mancini, questa immagine farà discutere dice
Dice Cerno, poiché, come la Pop Art mostra una cosa che si conosceva già, ma con sembianze diverse, identificando chi spiava Mancini, allora forse capiremo se all'autogrill ci fosse davvero una passante, la famosa professoressa che disse di aver scattato quella foto così casualmente o se quel click fosse la firma autentica inquietante dei servizi deviati, cioè se
Secondo
Il giornale servizi deviati in contatto con la trasmissione, che poi il Pubblico quella foto avessero, diciamo cospirato, per spiare un esponente dei servizi segreti ufficiali che era all'epoca Marco Mancini, dopo l'attentato dell'amico fraterno gli arresti e il terremoto sulle Porto scrive Francesco Bozzi, sul giornale c'è ancora un capitolo non superato, quello dei rapporti tra Sigfrido, Ranucci e i servizi segreti sono relazioni finite nero su bianco, su un verbale alla procura di Ravenna, ne hanno chiesto conto Elisabetta Belloni, allora direttrice del dissi nell'ambito delle indagini difensive sul caso dell'Autogrill. Lei esclude le chiesero i magistrati che potessero esserci all'epoca all'opera servizi stranieri dietro al report ed ha verificato se il dottor Mancini avesse compiuto operazioni di controspionaggio nei confronti dei servizi stranieri, ad esempio russi, e qui la Belloni ricorda il giornale
Opposto il segreto di Stato su molti di questi quesiti, qualora la Belloni dovesse essere sentita di nuovo a Ravenna, emergerebbero oggi dice i rapporti tra Ranucci ai servizi e qui poi ci sono due nomi che il giornale fa di uomini dei,
Vizi che avrebbero avuto rapporti con Report e che potrebbero essere l'elemento di collegamento secondo le ipotesi del giornale, insomma, giochi di spie che sarebbero andati avanti per anni avrebbero coinvolto spezzoni dei servizi segreti contro altre ispezioni dei servizi segreti, alcuni alleati con Palazzo Chigi all'epoca,
Mancini era Renzi, era a Palazzo Chigi altri alleati, ovviamente con Report, insomma una guerra di spie fra media e politica, staremo a vedere anche questo retroscena che esiti, avrà
E, come vi ho detto, questa era l'ultima notizia di politica, però ce n'è ancora un'altra, perché domani voglio segnalarmelo questo si vota nel Consiglio regionale veneto, il primo a maggioranza di centrodestra, la legge sul fine vita, la legge promossa dal,
Dall'ex governatore Zaia e che sarà sottoposta al vaglio dei consiglieri regionali
Ne parla libero a pagina 7 ci sono anche le dichiarazioni di Zaia, la Lega spinge per il sì e Fratelli d'Italia e cattolici non ci stanno l'ex governatore dice non voteremo sulla morte, ma sulla libertà della persona ha scritto una lettera aperta alla vigilia dell'appuntamento, ciò che accadrà riguarda il rapporto tra libertà individuale e responsabilità delle istituzioni tra progresso della medicina e il limite delle cure tra diritto e coscienza, dignità e sofferenza.
Ci sono momenti nei quali la politica deve avere la forza di rinunciare alla politica per assumersi la responsabilità di organizzare procedure chiare e il il fronte politico della maggioranza è diviso perché anche il governatore Stefano Stefani, che successore di Zaia?
Ha seguito di persona il pacchetto di modifiche degli emendamenti che dovrebbero convincere i dubbiosi della maggioranza, dato che, sì, è vero, il fronte mica è granitico e compatto al 100%,
E la Lega soprattutto, spinge per il sì, ma Fratelli e cattolici, Fratelli d'Italia e cattolici non ci stanno vedremo domani quale sarà l'esito di questa legge.
Liberi subito promossa dall'associazione Luca Coscioni.
E che domani giunge all'approvazione
Chiudo la rassegna stampa con questa notizia e vi saluto domani però alla stessa ora, ricordate le 7:30 non le 7:35
E alla stessa ora ci risentiamo per un'altra puntata di stampa e regime da Alessandro Barbano, una buona giornata a tutti,
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