29 GEN 2002

Antimafia: Seguito del dibattito sulle comunicazioni rese dal presidente nella seduta del 15 gennaio 2002

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 2 ore 16 min

Questa registrazione non è ancora stata digitalizzata.
Per le risposte alle domande frequenti puoi leggere le FAQ.

Seguito del dibattito sulle comunicazioni rese dal presidente nella seduta del 15 gennaio 2002.

Registrazione di "Antimafia: Seguito del dibattito sulle comunicazioni rese dal presidente nella seduta del 15 gennaio 2002", registrato martedì 29 gennaio 2002 alle 00:00.

La registrazione ha una durata di 2 ore e 16 minuti.
  • Presidente

    Il Presidente comunica che sono giunti documenti, il cui elenco è in distribuzione, e che sono acquisiti agli atti dell'inchiesta.<br>Rende poi noto che l'Ufficio di presidenza allargato ai rappresentanti dei Gruppi ha deliberato, nella riunione di martedì 22 gennaio, di effettuare un sopralluogo a Caltanissetta e Gela nella giornata di mercoledì 30 gennaio.<br>Il Presidente, ricordato l'ordine del giorno, dà la parola al primo degli iscritti. <br>Indice degli interventi<br>La seduta comincia alle 10h40<br>Presidenza del Presidente <strong>Roberto Centaro</strong><br>
    0:00 Durata: 2 min 2 sec
  • Luigi Peruzzotti (LNP)

    Il senatore Peruzzotti condivide la relazione del Presidente ed in particolare sottolinea la necessità di una indagine approfondita nelle aree non tradizionalmente interessate dal fenomeno mafioso, specie con riferimento alle case da gioco, che sono potenzialmente esposte alle attività di riciclaggio. <br>
    0:02 Durata: 6 min 45 sec
  • Luigi Bobbio (AN)

    Il senatore Bobbio, a nome del Gruppo di Alleanza Nazionale, esprime apprezzamento per la esauriente ed approfondita illustrazione, da parte del Presidente, delle linee di attività della Commissione. Nel ribadire la priorità del contrasto al potere mafioso, osserva che quel parallelismo, spesso richiamato, fra l'associazione criminosa e problemi occupazionali nel Meridione, non si verifica in tutte le realtà, poiché accade attualmente che l'adesione all'attività criminale costituisce una vera e propria scelta di vita, che non è sempre dettata dal bisogno. A tale proposito sottolinea la necessità di educare le nuove generazioni alla cultura della legalità e di rafforzare i mezzi istituzionali di contrasto per recuperare quei territori nei quali la criminalità organizzata impedisce la presenza dello Stato. Occorre poi verificare molti settori della legislazione penale e processuale, al fine di proporre modifiche migliorative. In considerazione della evoluzione di carattere internazionale oltre che tecnologico del fenomeno mafioso, sottolinea la particolare attenzione che la propria parte politica intende dedicare al problema dei mezzi, delle risorse finanziarie e degli organici sia delle forze dell'ordine che della magistratura, impegnati con professionalità nella lotta alla criminalità organizzata. <br>
    0:08 Durata: 31 min 8 sec
  • Giuseppe Maria Ayala (DS-U)

    Il senatore Ayala dichiara di aver apprezzato sia il taglio che il contenuto della relazione del Presidente, soprattutto per l'apertura ai suggerimenti provenienti da tutte le forze politiche. Auspica che la linea di convergenza fin qui emersa nel corso del dibattito, possa realizzarsi in modo che la Commissione diventi una sede di incontro, di soluzioni e proposte, anziché di scontro politico. Richiama poi l'attenzione sul fatto che questo organismo, non incontrando i limiti processuali propri dell'attività giudiziaria, può ipotizzare con anticipo misure ed iniziative di contrasto. Anche l'attuale consapevolezza della gravità del fenomeno mafioso – fatto nuovo rispetto al passato – aumenta le potenzialità della lotta al crimine organizzato. Osserva, a tale proposito, che la compartecipazione alle attività criminali spesso oggi non significa adesione ideologica, ma costituisce strumento per la realizzazione di traffici ed interessi economici, arrivando anche a condizionare le scelte della pubblica amministrazione. A tal fine occorre una attenta indagine dei rapporti fra mafia, politica, amministrazione ed economia, utilizzando una analisi che registri il cambio di strategia della mafia che, abbandonata la tecnica stragista, preferisce ora rapporti invisibili, ma proprio per questa caratteristica più difficili da perseguire. Di qui anche la necessità di ricostruire le stragi del 1992–1993 alla luce del contesto politico, economico e giudiziario di quegli anni. Nel condividere le osservazioni sui riflessi negativi della dissociazione e sulla necessità di revisionare il regime carcerario ex articolo 41-bis, per espungere le misure inutilmente afflittive, richiama anche l'attenzione sul fenomeno della internazionalizzazione dei traffici mafiosi e sull'incidenza del trattato di Schengen. Sottolinea infine la necessità di rafforzare la cooperazione giudiziaria specie per aggredire i paradisi valutari e finanziari, nonché di recuperare quel controllo del territorio da più parti auspicato, anche con riferimento alle problematiche degli appalti. <br>
    0:39 Durata: 32 min 52 sec
  • Nicola Cristaldi (AN)

    Il deputato Cristaldi sottolinea l'esigenza di effettuare un attento monitoraggio della legislazione nei vari settori amministrativo, economico e urbanistico, al fine di individuare soluzioni normative che velocizzino i procedimenti amministrativi, liberandoli dal rischio che l'eccessiva burocrazia venga utilizzata per fini illegali, ciò che alimenta l'abusivismo, spesso protetto dalle stesse organizzazioni criminali. Ribadisce a sua volta una serie di priorità e cioè che lo Stato riprenda il controllo del territorio, lì dove le organizzazioni criminali lo impediscono, che la tematica del riciclaggio e del contrabbando sia sottoposta ad un'attenta analisi anche sotto il profilo delle complicità che consentono il radicamento del fenomeno, che siano velocizzati i procedimenti di confisca dei beni delle organizzazioni mafiose, e di assegnazione agli enti locali per la destinazione immediata a fini sociali. <br>
    1:12 Durata: 27 min 32 sec
  • Lorenzo Diana (DS)

    Il deputato Diana osserva che nonostante il fenomeno mafioso si sia notevolmente evoluto, tuttavia permangono elementi tradizionali che impongono misure di riappropriazione del controllo del territorio da parte dello Stato e ciò può avvenire soprattutto colpendo il versante delle estorsioni che trasforma profondamente gli assetti economico-sociali delle comunità. Occorre inoltre monitorare i flussi di risorse destinate allo sviluppo del Meridione, poiché è in questo ambito che le organizzazioni criminali tentato di insinuarsi. <br>
    1:40 Durata: 22 min 55 sec
  • Alessandro Maran (DS-U)

    Il deputato Maran, richiamata l'attenzione sulle indagini nei territori non tradizionalmente interessati dal fenomeno mafioso, con particolare riferimento alle nuove mafie che, in modo invisibile, si sono affermate nel Nord Italia, rileva che l'immigrazione clandestina costituisce un facile terreno per lo sviluppo della criminalità organizzata. Pertanto, una adeguata normativa per la regolarizzazione dei lavoratori stranieri consentirebbe di prevenire l'infiltrazione di organizzazioni criminali dedite a tutti i tipi di traffici illeciti. Osserva quindi che nelle regioni settentrionali non sussiste un problema di controllo del territorio da parte dello Stato, ma occorre analizzare l'infiltrazione criminale nel tessuto economico–sociale che avviene in modo sotterraneo, senza particolare allarme sociale, e per queste stesse caratteristiche si presenta di più difficile contrasto.<br>Il Presidente rinvia il prosieguo del dibattito alla prossima seduta che sarà convocata martedì 5 febbraio, alle 10h30. La seduta termina alle ore 13. <br>
    2:03 Durata: 12 min 53 sec