21 OTT 2004

CSM - Plenum del 21 ottobre 2004, seduta pomeridiana

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 3 ore 5 min

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All'ordine del giorno: 1) Nomina del Segretario Generale del CSM 2) Destinazione di un Magistrato alla segreteria del CSM 3) Destinazione di un Magistrato addetto all'Ufficio Studi e Documentazione del CSM 4) Nota in data 2 settembre 2004 del Ministero della Giustizia con la quale si trasmette per il parere copia del testo del DL approvato dal Consiglio dei Ministri il 3 settembre 2004 concernente: disposizioni urgenti in materia di immigrazione 5) Pratiche urgenti 6) Il CSM nelle agenzie di stampa.

Registrazione audio di "CSM - Plenum del 21 ottobre 2004, seduta pomeridiana", registrato
giovedì 21 ottobre 2004 alle 00:00.

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  • Presidente e poi Marini, Aghina e Buccico, quindi Salvi, interrotto a metà intervento, brevemente, dal Presidente sul tema della rosa di candidati

    <strong>Indice</strong><br>La seduta ha inizio <strong>alle 15.38</strong><br>Presidenza del vicepresidente <strong>Virginio Rognoni</strong><br>Pratica del Comitato di Presidenza <strong>Nomina del Segretario Generale del CSM</strong> Seguito della discussione dalla seduta antimeridiana
    0:00 Durata: 30 min 41 sec
  • Donatella Ferranti (D.ssa), Segretario Generale del CSM

    <em>Approvata la d.ssa Ferranti</em> Dichiarazioni di voto
    0:30 Durata: 13 min 26 sec
  • Presidente e poi Lo Voi su altre 2 proposte di Comitato di Presidenza

    <em>Nominata la d.ssa Falaschi</em> <strong>Destinazione di un Magistrato alla segreteria del CSM</strong>
    0:44 Durata: 2 min 9 sec
  • Presidente

    <em>Approvato il dr. Celentano</em> <strong>Destinazione di un Magistrato addetto all'Ufficio Studi e Documentazione del CSM</strong>
    0:46 Durata: 1 min 22 sec
  • Presidente e poi Buccico per una pregiudiziale, poi sulla pregiudiziale Ventura Sarno e Salmè, quindi il Presidente e Berlinguer

    <br>Pratica urgente di Sesta Commissione <strong>Nota in data 2 settembre 2004 del Ministero della Giustizia con la quale si trasmette per il parere copia del testo del DL approvato dal Consiglio dei Ministri il 3 settembre 2004 concernente: disposizioni urgenti in materia di immigrazione</strong>
    0:47 Durata: 14 min 24 sec
  • Mammone, Marini, Spangher, Schietroma e Ventura Sarno

    Parere dei relatori sulla pregiudiziale di Buccico
    1:02 Durata: 37 min 57 sec
  • De Nunzio per un emendamento, poi Tenaglia, Aghina, Buccico

    1:39 Durata: 20 min 31 sec
  • Presidente riassume gli emendamenti, quindi Salmè, poi i relatori Mammone e Marini in replica

    2:00 Durata: 21 min 47 sec
  • Presidente, poi Schietroma sul ritiro del suo emendamento, poi Aghina e Berlinguer per dichiarazione di voto sul parere

    Voto sul primo emendamento Buccico: <em>respinto</em><br>Voto sul secondo emendamento Buccico: <em>respinto</em><br>Voto sul parere come rettificato ed emendato( Mammone- De Nunzio): <em>accolta</em> Procedura di voto
    2:22 Durata: 10 min 57 sec
  • Presidente, poi Arbasino, quindi Meliadò, relatore, poi Lo Voi, Buccico e ancora il relatore

    <em>Approvata</em> <br>Pratica di Nona Commissione dell'aggiunto <strong>Incontri di studio: etica e pratiche professionali</strong>
    2:33 Durata: 3 min 26 sec
  • Meliadò, relatore, poi Lo Voi: il relatore replica, Buccico chiede una spiegazione

    <em>Approvata</em> <strong>Progetto di scambio a livello europeo</strong>
    2:36 Durata: 5 min 50 sec
  • Presidente e poi Buccico e Ventura Sarno; interviene Aghina, relatore, il Presidente, Buccico che chiede che vada all'ordinario e discute di ciò col Presidente; Salmè si esprime, quindi Lo Voi, Marotta e Fici. Il Presidente riporta il parere degli uffici, quindi Salmè, Buccico e Stabile

    Voto sulla delibera n. 1: <em>approvata</em> <br>Pratiche urgenti di Ottava Commissione <strong>Programmazione ad un incontro di formazione</strong> Un emendamento
    2:42 Durata: 12 min 43 sec
  • Presidente e poi Marotta, relatore, fuori microfono

    <em>Approvata</em> <strong>Ricorsi</strong> Avv. Bracciante
    2:55 Durata: 26 sec
  • Presidente e poi Arbasino per un emendamento e Riello, relatore: ancora Arbasino, quindi Marini

    Voto sulla delibera come emendata: approvata <br>Pratiche di Settima Commissione <strong>Applicazione extradistrettuale</strong> Dr. Casarella a S.M.C. Vetere
    2:55 Durata: 5 min 16 sec
  • Presidente e poi Arbasino, relatore

    <em>Approvata</em> <strong>Applicazione extradistrettuale</strong> Dr. Ruberto
    3:00 Durata: 1 min 39 sec
  • Menditto, poi De Nunzio e Mammone, relatori

    <em>Approvate le costituzioni in giudizio</em> <br>Pratiche di Quinta Commissione <strong>3 ricorsi</strong> Dr. Rossi e dr. Virga, 2 volte
    3:02 Durata: 1 min 40 sec
  • Presidente e poi Meliadò, relatore

    <em>Approvate</em><br>La seduta termina <strong>alle 18.45</strong> <strong>Il CSM nelle agenzie di stampa</strong> CSM:PLENUM SI SPACCA SU NUOVO SEGRETARIO, ROGNONI CONTESTATO <br>NOMINATA FERRANTI, MA PER 12 CONSIGLIERI VIOLATA LA PROCEDURA (ANSA) - ROMA, 21 OTT - Spaccatura e polemiche al Csm sulla nomina del nuovo segretario generale. Alla fine e' passata Donatella Ferranti, attualmente vice segretario a Palazzo dei marescialli, ma ha avuto soltanto 13 voti a favore. Dodici consiglieri si sono invece astenuti, contestando apertamente il Comitato di presidenza, cioe' il vertice del Consiglio - costituito dal vice presidente Virginio Rognoni e dal primo presidente e procuratore generale della Cassazione - che aveva proposto Ferranti, e che e' stato accusato di aver compiuto ''rilevanti violazioni'' nella procedura di nomina. A mettere sotto accusa l'operato del Comitato di presidenza sono stati soprattutto i togati di Unita' per la Costituzione, appoggiati da quelli di Magistratura Indipendente e dai laici della Cdl. La corrente di centro aveva chiesto il ritorno della pratica al Comitato di presidenza perche' si procedesse al rinnovo della procedura di nomina, lamentando la violazione di alcune norme stabilite dallo stesso Consiglio con una delibera dell'anno scorso e che dunque fosse stato cosi' ''mortificato il ruolo dei consiglieri elettivi laici e togati''. E imputando in particolare al vertice del Consiglio di non aver proposto una rosa di nomi ne' conseguentemente di aver raccolto l'opinione al riguardo dei consiglieri. Ma la richiesta - in cui tra l'altro si sottolineava che il segretario generale deve essere legato da un rapporto fiduciario con l'intero Consiglio e che il Comitato di presidenza ''non ha poteri per modificare le procedure consiliari oltre i limiti consentiti - e' stata respinta con 12 si' e 13 no e dunque con il voto determinante dei componenti del Comitato di presidenza, che erano stati invitati dai laici della Cdl ad astenersi. Con gli stessi numeri ribaltati e dunque con un solo voto di scarto e' poi passata la nomina di Ferranti, che ha avuto i voti dei togati di Magistratura democratica e del Movimento per la Giustizia, dei laici del centro-sinistra ed ovviamente del Comitato di presidenza. IMMIGRAZIONE: CSM BOCCIA DL, NO A COMPETENZA GIUDICE PACE <br>PLENUM CONTRO NUOVI COMPITI VIMINALE,A RISCHIO IMPARZIALITA' ANSA) - ROMA, 21 OTT - Va lasciata alla ''magistratura professionale'' e cioe' ai tribunali la competenza sui ricorsi contro i provvedimenti di espulsione amministrativa e sulle convalide dell' accompagnamento alla frontiera degli immigrati. E soprattutto va ''radicalmente riscritta'' la norma del decreto legge sull'immigrazione che ha affidato ''impropriamente'' ad organi dell' amministrazione dell'Interno, e non al Guardasigilli, i compiti di organizzazione dei servizi della giustizia perche' mette a rischio la stessa imparzialita' dei giudici. All'indomani dell'approvazione da parte del Senato, il plenum del Csm ha bocciato con queste motivazioni il dl governativo. Lo ha fatto con un parere approvato a larga maggioranza, con soli tre voti contrari dei laici della Cdl.Si sono, invece, astenuti il vice presidente del Csm, Virginio Rognoni, e il primo presidente della Cassazione, Nicola Marvulli. Il documento di sette pagine, indirizzato al ministro della Giustizia che lo aveva chiesto, riserva i toni piu' allarmati alla decisione di affidare agli Interni l'organizzazione dei servizi della giustizia;una previsione che suscita ''viva preoccupazione perche' appare idonea a condizionare l'esercizio della giurisdizione, pregiudicandone anche l'immagine di imparzialita' ''. Ma l'attenzione del Consiglio e' concentrata soprattutto sulle nuove competenze del giudice di pace, che a Palazzo dei marescialli non piacciono: ''Il Consiglio ritiene che la natura stessa dei diritti di liberta' oggetto di provvedimenti giudiziari richieda un intervento di garanzia adeguato sul piano ordinamentale, processuale e organizzativo,che assicuri loro una tutela insieme giusta ed efficace; risultato questo che puo' essere meglio soddisfatto - avverte il plenum - mediante il ricorso alla magistratura professionale opportunamente sostenuta nello sforzo attuativo richiestole''. Polemici i laici della Cdl, che accusano i colleghi di condurre ''una battaglia di retroguardia'' e di volere colpire il governo proprio mentre procede l'iter della riforma dell' ordinamento giudiziario: ''Il parere negativo espresso dalla maggioranza del CSM sulle competenze dei giudici di pace in applicazione della Bossi-Fini - sostengono Nicola Buccico, Nino Marotta, Giorgio Spangher e Mariella Ventura Sarno - e' esempio macroscopico di contraddittorieta' rispetto alle attribuzioni che le leggi gia' riconoscono ai giudici di pace e, in genere, ai magistrati onorari in tema di restrizione della liberta' personale. Una battaglia di retroguardia, che trascura i livelli di garanzia riconosciuti agli stranieri dalla procedura e dall' eventuale impugnazione ed allunga (incomprensibilmente) i tempi di intervento della Giustizia: insomma, mortaretti contro il governo nel momento in cui va avanti la riforma ordinamentale''. Il testo approvato e' stato messo a punto dalla Sesta Commissione ed e' il risultato di un compromesso tra due diverse posizioni, di cui il parere da' conto. Per la prima, il decreto sul nodo dei giudici di pace, non e' in contrasto con i principi affermati dalla Corte Costituzionale; tuttavia, essendo in gioco ''diritti fondamentali di liberta' '' ed essendo gli immigrati per la loro condizione personale ''soggetti deboli'', c'e' ''la necessita' che al giudice chiamato ad occuparsi di questi procedimenti siano assicurati lo status e la professionalita' adeguati e un' organizzazione dell' ufficio in grado di assicurare certezza e omogeneita' degli indirizzi giurisprudenziali ed efficienza e celerita' nella risposta giudiziaria; profili che possono essere meglio assicurati dalla magistratura professionale''. Piu' drastica la seconda posizione, che in sostanza ritiene la scelta dei giudici di pace non in linea con la Costituzione. ''Nell' architettura costituzionale esiste un collegamento tra la riserva di giurisdizione stabilita in tema di tutela della liberta' personale e le garanzie di indipendenza e autonomia dell' ordine giudiziario'' fanno notare i consiglieri. Garanzie che ''trovano la piu' completa attuazione nello status ordinamentale del magistrato professionale; uno status che a differenza di quello del giudice di pace ''e' caratterizzato dalla non temporaneita' e dalla esclusivita' dell' appartenenza all' ordine giudiziario''. Per questo ''a livello di normativa primaria'', cioe' quando si mette mano a una legge, ''l' attribuzione di determinate competenze al giudice di pace ovvero al giudice professionale, dev'essere orientata dalla valutazione della natura del bene affidato alla tutela giurisdizionale''. Oltretutto, con la decisione del governo si pone anche un problema di ''diversita' di trattamento'' degli immigrati rispetto alle altre categorie di individui: ''La liberta' personale costituisce un diritto che spetta ai singoli in quanto esseri umani e non in quanto appartenenti a una determinata' comunita' ''; invece, ''la nuova competenza dei giudici di pace si fonda essenzialmente sulle condizioni soggettive piu' che sulla obiettivita' delle condotte usate''. Non e' nemmeno sufficiente l'argomento usato dal governo, secondo cui la scelta dei giudici di pace e' stata imposta dalla necessita' di evitare un ulteriore aggravio di lavoro sui tribunali: ''La relazione che accompagna il provvedimento legislativo - fa notare il Csm - quantifica in oltre un milione e 700 mila euro la somma che annualmente si stima di dover destinare ai giudici di pace, quale compenso per le udienze tenute e i provvedimenti assunti a seguito della nuova competenza''; ebbene, proprio quella somma ''avrebbe potuto essere destinata a sostenere le esigenze di supporto dei tribunali derivanti dall' accresciuta quantita' di lavoro che secondo la relazione dovrebbe essere prodotta dalla nuova disciplina''. <br>Pratiche di Nona Commissione <strong>2 ricorsi</strong>
    3:04 Durata: 1 min 4 sec