26 MAR 2006

Intervista settimanale a Daniele Capezzone, segretario di R.I.

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 22 min 12 sec
Organizzatori: 

Questa registrazione non è ancora stata digitalizzata.
Per le risposte alle domande frequenti puoi leggere le FAQ.

Palermo, 26 marzo 2006 - Documento sonoro completo dell'intervista a Daniele Capezzone, segretario di Radicali Italiani, realizzata da Sergio Scandura.

Registrazione audio di "Intervista settimanale a Daniele Capezzone, segretario di R.I.", registrato domenica 26 marzo 2006 alle 00:00.

L'evento è stato organizzato da Area radicale.

La registrazione audio ha una durata di 22 minuti.
  • Scandura inizia l'intervista interpellando Capezzone circa le sanzioni dell'Authority e la campagna elettorale che sta portando avanti Marco Pannella insieme a tutti i radicali

    Lo slogan di questa campagna elettorale, inizia Capezzone, è «vedere cammello, pagare moneta». Ricorda quindi lo svolgimento della campagna per le regionali del 2000, in cui «ottenemmo ragione dall'Authority, ma poi non accadde nulla». In questo caso, invece, le decisioni sono state prese e bisognerà vedere cosa avverrà. Intanto è stato chiesto dalla Rosa nel Pugno un incontro con i vertici della Rai e con quelli di Mediaset, ora si deve solo attendere le decisioni che scaturiranno da questi incontri. <br><strong>Indice degli argomenti</strong>
    0:00 Durata: 1 min 50 sec
  • Scandura osserva che si possono anche in parte tralasciare le presenze della Rosa nel Pugno sui giornali perché ribadisce che questa è una campagna elettorale che si gioca tutta in televisione.

    Capezzone, di rimando, esplicita alcune sue convinzioni: in primis dice che, nonostante tutto questo, la Rosa nel Pugno può avere un risultato elettorale sorprendente; in secudis trova che è un'autentica democrazia in pericolo quella nella quale si priva non solo un soggetto politico della capacità di esprimersi, ma, ancora peggio, si privano gli elettori della possibilità di conoscerlo.. Dopo aver ricordato ciò che accadde nel 1999, Capezzone spiega che «noi cerchiamo di seminare semi di legalità in una campagna illegale». Trova altresì scorretto il comportamento del centrosinistra affermando che «buona parte di questi spazi erano dell'Unione» e quindi ribadisce che «l'Unione è stata complice e correa nella marginalizzazione di questa forza politica». Conclude fidando che ci sarà un buon risultato elettorale, però, conclude, «il danno c'è tutto».
    0:01 Durata: 3 min 2 sec
  • Scandura sposta l'attenzione sugli avvenimenti esteri e sul rapporto dell'OSCE, indicando la drammatica situazione della Bielorussia e l'atteggiamento dell'Europa, che è totalmente assente.

    Capezzone definisce un "Radical pride" il fatto che il Partito Radicale Transnazionale ed i radicali in genere siano i soli ad interessarsi ed a rendere pubbliche la maggior parte delle situazioni internazionali gravi e di quelle in cui esistono regimi dittatoriali e violenti. Dopo aver esplicato il lavoro e le difficoltà incontrate da parte di alcuni esponenti radicali, trova che «una domanda sul ruolo di Putin vada fatta». Parla poi della giovane democrazia dell'Ucraina, che pare stia implodendo e che Putin la stia minando, con il silenzio dell'Europa.
    0:04 Durata: 1 min 43 sec
  • L'intervistatore ritorna sui problemi interni, sulla costituzione di un grande centro e sull'ammiccamento di Rutelli a questo, accennando anche ai rapporti con la Germania.

    Il segretario di R.I. risponde citando la rimonta elettorale di Schroeder, avvenuta escludendo i Bertinotti tedeschi e facendo una campagna riformatrice e quasi blairiana. Spiega quindi le parole di Monti, citandole ed esaminandole. Il problema è - afferma - che qui in Italia mancano piani elettorali che parlano di riforme. Spiega poi i rapporti di Rutelli con Casini e con la sinistra.
    0:06 Durata: 2 min 47 sec
  • Scandura tocca l'atteggiamento di Diliberto e Bertinotti, che non fanno appello alle forze laiche di sinistra, come la Rosa nel Pugno.

    Il segretario di Radicali Italiani si diffonde sulla politica attuata da Bertinotti. Parla quindi dell'atteggiamento dei DS nei confronti della Rosa nel Pugno. C'è infatti una svolta incompiuta da parte dei Democratici di Sinistra. I DS sono ora spaventati dal fatto - osserva Capezzone - che loro stessi non hanno un profilo. Di diffonde poi ampiamente sull'attuale politica e sul ruolo - non ruolo - di questo partito al momento e dà una spiegazione sulla difficoltà dei rapporti DS/Rosa nel Pugno.
    0:09 Durata: 3 min 11 sec
  • La domanda seguente riguarda un commento sulla politica del premier spagnolo Zapatero.

    Capezzone rileva, tra l'altro che «Zapatero è sì diritti civili, ma è anche un avveduto governante in termini di politica economica, che si è tenuto tutta la roba di Aznar». Quindi il segretario fa alcuni cenni ulteriori sull'operato di Zapatero, citando in particolare ciò che questi ha fatto sull'alta velocità, specie in Andalusia, paragonandola a tutti i problemi del sud Italia sulla circolazione.
    0:12 Durata: 1 min 58 sec
  • Si passa ad analizzare i rapporto del Vaticano con il regime cinese: Ratzinger tenta un po' di fare in negativo ciò che ha fatto Giovanni Paolo II. Ratzinger cerca di avvicinare, secondo Scandura, le zone più totalitarie del mondo e non quelle più liberali.

    Il leader radicale, valutando la gravità della cosa, trova che «un'intesa tra integralismo cattolico e fondamentalismo islamico non creerebbe problemi», mentre riguardo alla Cina paventa un «cuius regio eius religio», quindi una specie di patto col totalitarismo cinese molto negativo per la Chiesa.
    0:14 Durata: 1 min 32 sec
  • Si affronta quindi il problema dell'eutanasia, soprattutto facendo riferimento alle parole di Giovanardi e dei rapporti con l'Olanda. Scandura chiede anche lumi sulla trasmissione di Giuliano Ferrara e lo scontro lì avvenuto con Capezzone.

    Riguardo a Giovanardi, Capezzone si chiede «ma come poteva pensare che le sue parole sarebbero state senza esito!». Passando a Ferrara, il segretario di R.I. fa una battuta: «lui organizza le trappole e poi ci casca». Diversa è la reazione di Christian Rocca, che ha scritto una cosa molto gentile, alla quale però risponde il Riformista ieri. Capezzone continua quindi ad analizzare tutti i vari riverberi politici sulla questione ed avverte «oggi noi però passiamo all'offensiva e vogliamo che si istituisca una commissione in merito all'eutanasia, sia dei bambini che degli adulti». Infine descrive la proposta della Rosa nel Pugno elaborata dall'Associazione Luca Coscioni, definendola come perfino troppo garantista (ma è stato giusto farla così - trova). Descrive quindi nei dettagli la proposta.<p><em>Tra breve sarà disponibile l'indicizzazione della parte restante dell'intervista.</em>
    0:16 Durata: 6 min 9 sec