30 LUG 2026
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Postsovietika. Intervista ad Anna Zafesova

RUBRICA | di Ada Pagliarulo - RADIO - 07:30 Durata: 5 min 44 sec
A cura di Silvio Farina
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Si incrina il sostegno alla Russia nella galassia postsovietica.

In un incontro con Putin il presidente del Kazakhstan Tokaev dichiara pubblicamente che è tempo di congelare la guerra in Ucraina, un conflitto 'le cui radici non sono del tutto comprensibili'.

Pochi giorni prima il presidente dell'Azerbaijan Aliyev aveva detto che la Russia non potrà sconfiggere l'Ucraina perché quel popolo è determinato a difendere la propria libertà.

Le parole di Tokaev rappresentano un'umiliazione pubblica di Putin ed hanno avuto grande eco sulla blogosfera russa: se il presidente russo non ha reagito è
perché ha bisogno della benzina del Kazakhstan, dopo i bombardamenti ucraini delle raffinerie.

Entrambi i Paesi hanno attraversato momenti di tensione con la Russia ma hanno tentato di tenere in equilibrio l'alleanza: l'Azerbaijan si è visto abbattere un aereo di linea da parte di Mosca, il Kazakhstan è stato spesso oggetto di minacce da parte dei nazionalisti russi che ne rivendicano parte dei territori del Nord.

Tensioni anche con l'Armenia, dove il premier Pashinian è stato platealmente osteggiato da Putin per la sua svolta pro-Europa, ma ha vinto la sfida elettorale malgrado questa ostilità.

L'Armenia resta un Paese cruciale perché, dopo l'invasione ucraina, ha accolto una delle maggiori comunità russe.

Significativo il recente aumento del circa il 30 per cento dei prezzi degli affitti brevi a Erevan: segno che il Paese si prepara ad accogliere una nuova ondata di profughi russi, in fuga dalla nuova mobilitazione che con ogni probabilità verrà annunciata dopo le elezioni della Duma di settembre.

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