Seduta pomeridiana All'ordine del giorno: 1) Sospensione di applicazione extradistrettuale
2) Proroga di applicazione extradistrettuale
3) Formazione europea: creazione di una rete di formazione europea
4) Incontri di studio
5) Ricorso
6) Collocamento fuori ruolo
7) Formazione decentrata
8) Criteri per l'inquadramento in ruolo del personale del CSM
9) Collocamento fuori ruolo
10) Formazione delle tabelle di organizzazione per il biennio 2000/2001 del Tribunale per i minorenni di Trieste
11) Programma organizzativo per il biennio 2000/2001 della Procura presso il Tribunale di Pordenone
12) … Compenso ai coordinatori interni dell'incontro con i Presidenti delle Corti d'Appello, Tribunali, ecc.
dei giorni 14 e 15 luglio 2001 13) Integrazione alla formazione delle tabelle di organizzazione per il biennio 2000/2001 del Tribunale di Teramo 14) Idoneità alle funzioni direttive superiori 15) Infermità per cause di servizio Il CSM nelle agenzie di stampa ROGATORIE: PATRONO A CSM, SPIA? MI DIFENDERO' CON OGNI MEZZOULTIMA AUDIZIONE, INGIUSTO E OFFENSIVO IL PROVVEDIMENTO DI RIMOZIONE Roma, 11 ott.
(Adnkronos) - Ripete che e' ''ingiusto'' quel provvedimento di rimozione deciso dal ministro Castelli e confida di sentirsi ''offeso personalmente'' dall'accusa di essere una delle ''spie'' che ha fatto circolare il documento riservato contenente critiche alla nuove norme sulle rogatorie.
Un'accusa dalla quale ritiene ''doveroso'' difendersi ''in tutte le sedi, con tutti i mezzi previsti'', perche' rappresenta ''un vulnus'' alla sua ''onorabilita'''.
''Sono estraneo ai fatti'', si difende Antonio Patrono, il vicecapo dell'ufficio legislativo di via Arenula 'licenziato' dal Guardasigilli una settimana fa assieme ad altri quattro colleghi.
Una testimonianza che Patrono affida alla terza commissione del Csm, che stamattina ha concluso il giro di audizioni iniziato due giorni fa.
Gia' martedi' scorso i suoi colleghi avevano definito la decisione del ministro ''ingiustificata'' e ''mortificante''.
E di ''ingiustizia'' avevano parlato anche gli altri quattro colleghi che subito dopo quel licenziamento si erano dimessi dall'incarico ministeriale per ''solidarieta''', chiedendo spontaneamente di tornare ad indossare la toga.
Oggi, le parole di Patrono confermano quella versione dei fatti: nessuna responsabilita' nella fuga di notizie che ha fatto finire sui banchi dei senatori dell'opposizione il documento sulle nuove norme che disciplinano le rogatorie.
All'unisono, a sostegno della loro tesi secondo cui si tratta di un provvedimento ''ingiusto e punitivo'', i nove magistrati del legislativo hanno riferito di aver appreso che la decisione del ministro e' stata dettata proprio dalla presunta fuga di notizie sul documento.
Tanto che inizialmente avrebbe dovuto riguardare l'intero ufficio di via Arenula.
Una tesi che smentisce la versione fornita dallo stesso Castelli, il quale proprio in una lettera al Csm aveva spiegato che si trattava di un normale avvicendamento: per la riorganizzazione del ministero c'e' bisogno di ''nuove professionalita''', aveva scritto il Guardasigilli.
Ora, quindi, il quadro e' completo.
Tocchera' alla commissione di palazzo dei Marescialli, tra lunedi' e martedi' prossimo, non solo assegnare ai nove magistrati le nuove sedi dopo il rientro in magistratura, ma anche decidere come approfondire il 'caso'.
Sicuramente se ne parlera' con il capo di gabinetto del ministro, Settembrino Nebbioso, lunedi' pomeriggio.
Un incontro gia' fissato a meta' settembre, prima quindi che esplodesse la polemica, per discutere proprio come regolamentare i rientri in magistratura delle toghe distaccate in via Arenula.
Sono ancora tante rispetto al 'tetto' fissato dalla recente riforma, molte dovranno essere ricollocate in ruolo.
L'obiettivo dei consiglieri di palazzo dei Marescialli diventa quindi quello di fissare regole e criteri, sia per il collocamento fuori ruolo dei magistrati che per il loro rientro, come hanno sollecitato i togati di Mi Margherita Cassano e Sergio Visconti.
Non solo di quelli 'prestati' al ministero della Giustizia.
Regole anche per tutelare l'autonomia e la dignita' professionale delle toghe fuori ruolo, che non esercitano quindi funzioni giudiziarie.
Un argomento del quale la commissione del Csm iniziera' a discutere la prossima settimana.
GIUSTIZIA: EX VICE PRESIDENTE GROSSO BOCCIA RIFORMA CSMPRIMO PASSO PER SEPARARE CARRIERE GIUDICI-PM (ANSA) - ROMA, 11 OTT - RISCHIA DI SOFFOCARE IL PLURALISMO E RAPPRESENTA IL PRIMO PASSO VERSO LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE LA RIFORMA ELETTORALE DEL CSM PROPOSTA DAL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA ROBERTO CASTELLI.
LA ''BOCCIATURA'' VIENE DALL'EX VICE PRESIDENTE DEL CSM CARLO FEDERICO GROSSO, PROFESSORE DI DIRITTO PENALE A TORINO.
NEL ''MIRINO'' INNANZITUTTO LE QUOTE DIFFERENZIATE DI RAPPRESENTANZA PER GIUDICI E PM, CHE PORTEREBBERO QUESTI ULTIMI AD ESSERE UN TERZO DEI COLLEGHI GIUDICANTI:''DI PER SE' LA NOVITA' POTREBBE APPARIRE DI POCO CONTO , VISTO CHE IL RAPPORTO GIUDICI- PM ALL'INTERNO DEL CSM E' DI FATTO ALL'INCIRCA DEL TIPO PROSPETTATO.
IL PROBLEMA E' CHE - SPIEGA GROSSO - RISERVARE DELLE QUOTE DIFFERENZIATE NON PUO' NON ESSERE LETTO COME IL PRIMO GRADINO DI UNA SCALA CHE DOVREBBE PORTARE ALLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE DI GIUDICI E PUBBLICI MINISTERI.
PER QUESTO NON POSSA CHE ESSERE CONTRARIO''.
MA A PREOCCUPARE SONO ANCHE GLI EFFETTI COMPLESSIVI DEL NUOVO SISTEMA ELETTORALE: ''IN ASTRATTO SEMBREREBBE DIRETTO A ROMPERE UNA PRASSI CLIENTELARE DELLE CORRENTI CHE CARATTERIZZA DA TEMPO LE ELEZIONI DEI COMPONENTI TOGATI DEL CSM.
IN CONCRETO HO PERO' L'IMPRESSIONE CHE IL NUOVO MECCANSMO CREI UNA SITUAZIONE IN CUI SOLTANTO I GRUPPI PIU' ORGANIZZATI DELLA MAGISTRATURA SARANNO IN GRADO DI PREPARARE 'LISTE DI FATTO' IDONEE A VINCERE LE ELEZIONI.IL RISCHIO QUINDI - SOTTOLINEA ANCORA GROSSO - E' IN PRIMO LUOGO UN ULTERIORE POTENZIAMENTO DELLE CLIENTELE PIU' AGGUERRITE IN SENO ALLA MAGISTRATURA.
MA NON SOLO: IL PERICOLO PIU' GRAVE POTREBBE ESSERE CHE, ATTRAVERSO ALLEANZE, UNA PARTE DELLA MAGISTRATURA RIESCA A OTTENERE TUTTI I SEGGI A SCAPITO DELLE ALTRE.
E SE MALAUGURATAMENTE DOVESSE VERIFICARSI QUESTA IPOTESI, RISCHIEREMMO DI TROVARCI DI FRONTE A UNA COMPONENTE TOGATA DEL CSM NELLA QUALE SONO RAPPRESENTATE SOLO ALCUNE VOCI DELLA MAGISTRATURA A SCAPITO DI QUEL PLURALISMO CHE, SIA PURE CON ALCUNI PROFILI NEGATIVI, COSTITUISCE COMUNQUE UN VALORE NEL FUNZIONAMENTO DELL'ORGANO DI AUTOGOVERNO DELLA MAGISTRATURA STESSA''.
GIUSTIZIA: DA CONSIGLIERI CSM CRITICHE A RIFORMA ELETTORALE: NORME INCOSTITUZIONALI E CONTRADDITTORIE (ANSA) - ROMA, 11 OTT - UNA RIFORMA ''CONTRADDITTORIA'' E CON NORME SOSPETTABILI DI INCOSTITUZIONALITA''.
DAL CSM ARRIVANO LE PRIME CRITICHE ALLA RIFORMA ELETTORALE DELL'ORGANO DI AUTOGOVERNO DELLA MAGISTRATURA PROPOSTA DAL MINISTRO CASTELLI.
LA COMMISSIONE RIFORMA DI PALAZZO DEI MARESCIALLI, CHIAMATA A DARE UN PARERE DAL GUARDASIGILLI, HA COMINCIATO OGGI A DISCUTERE DEL TESTO E CONTA DI ESAURIRE LA DISCUSSIONE GIA' NELLA PROSSIMA SETTIMANA.
TRA GLI ASPETTI PIU' CONTROVERSI CI SONO LE QUOTE DI RAPPRESENTANZA DIFFERENZIATE PER GIUDICI E PM.
''SE SI VUOLE PORRE IL PROBLEMA DELLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE, VA FATTO DIRETTAMENTE E NON ATTRAVERSO UN MECCANISMO IN ODORE DI INCOSTITUZIONALITA' - DICE A PROPOSITO DI QUESTA NOVITA' IL LAICO DEI VERDI ELIGIO RESTA - LA COSTITUZIONE STABILISCE INFATTI CHE I MAGISTRATI SI DISTINGUONO SOLO PER FUNZIONI PER QUESTO LA FUNZIONE NON PUO' COSTITUIRE UN CRITERIO PER NON ESSERE ELETTO''.
A FAR DISCUTERE E' ANCHE LA QUOTA RISERVATA ALLE ''TOGHE'' DELLA CASSAZIONE, CHE PASSERANNO DAGLI ATTUALI DUE A QUATTRO SEGGI.
''LA CASSAZIONE HA 500 MAGISTRATI E DUNQUE CON QUESTA RIFORMA QUESTO FINISCE CON L'ESSERE SOVRARAPPRESENTATA'', SOTTOLINEA ANCORA RESTA, PREOCCUPATO ANCHE PER IL FATTO CHE NON CI SIA ''NESSUNA PREVISIONE DI UN CRITERIO SELETTIVO PER LE CANDIDATURE: IL RISCHIO E' CHE VENGANO RAPPRESENTATI SOLO I GRUPPI PIU' FORTI DELLA MAGISTRATURA E I MAGISTRATI DELLE GRANDI CITTA' METROPOLITANE.
E' CRITICO ANCHE IL LAICO DEI DS GIANNI DI CAGNO, CHE DEFINISCE ''INTIMAMENTE CONTRADDITTORIO'' LO SCHEMA DI DDL PRESENTATO DAL MINISTRO :''PER UN VERSO - SPIEGA - PROPONE MECCANISMI PERCENTUALI DI RAPPRESENTANZA TRA PM E GIUDICI, MA PER ALTRO VERSO CANCELLA TOTALMENTE OGNI REQUISITO DI PROPORZIONALITA' TRA MAGISTRATI DI CASSAZIONE E MAGISTRATI DI MERITO.
AVER PREVISTO INFINE L'ABOLIZIONE DEL VOTO DI LISTA E CONTEMPORANEMENTE DEI COLLEGI ELETTORALI DISTRETTUALI RISCHIA DI PRODURRE UNA MISCELA ESPLOSIVA: SARANNO IN POLE POSITION PER L'ELEZIONE I MAGISTRATI MEDIATICAMENTE PIU' NOTI COSI' DA INCENTIVARE QUEL CORTO CIRCUITO MEDIATICO GIUDIZIARIO A PAROLE DA TUTTI DEPRECATO''.
dei giorni 14 e 15 luglio 2001 13) Integrazione alla formazione delle tabelle di organizzazione per il biennio 2000/2001 del Tribunale di Teramo 14) Idoneità alle funzioni direttive superiori 15) Infermità per cause di servizio Il CSM nelle agenzie di stampa ROGATORIE: PATRONO A CSM, SPIA? MI DIFENDERO' CON OGNI MEZZOULTIMA AUDIZIONE, INGIUSTO E OFFENSIVO IL PROVVEDIMENTO DI RIMOZIONE Roma, 11 ott.
(Adnkronos) - Ripete che e' ''ingiusto'' quel provvedimento di rimozione deciso dal ministro Castelli e confida di sentirsi ''offeso personalmente'' dall'accusa di essere una delle ''spie'' che ha fatto circolare il documento riservato contenente critiche alla nuove norme sulle rogatorie.
Un'accusa dalla quale ritiene ''doveroso'' difendersi ''in tutte le sedi, con tutti i mezzi previsti'', perche' rappresenta ''un vulnus'' alla sua ''onorabilita'''.
''Sono estraneo ai fatti'', si difende Antonio Patrono, il vicecapo dell'ufficio legislativo di via Arenula 'licenziato' dal Guardasigilli una settimana fa assieme ad altri quattro colleghi.
Una testimonianza che Patrono affida alla terza commissione del Csm, che stamattina ha concluso il giro di audizioni iniziato due giorni fa.
Gia' martedi' scorso i suoi colleghi avevano definito la decisione del ministro ''ingiustificata'' e ''mortificante''.
E di ''ingiustizia'' avevano parlato anche gli altri quattro colleghi che subito dopo quel licenziamento si erano dimessi dall'incarico ministeriale per ''solidarieta''', chiedendo spontaneamente di tornare ad indossare la toga.
Oggi, le parole di Patrono confermano quella versione dei fatti: nessuna responsabilita' nella fuga di notizie che ha fatto finire sui banchi dei senatori dell'opposizione il documento sulle nuove norme che disciplinano le rogatorie.
All'unisono, a sostegno della loro tesi secondo cui si tratta di un provvedimento ''ingiusto e punitivo'', i nove magistrati del legislativo hanno riferito di aver appreso che la decisione del ministro e' stata dettata proprio dalla presunta fuga di notizie sul documento.
Tanto che inizialmente avrebbe dovuto riguardare l'intero ufficio di via Arenula.
Una tesi che smentisce la versione fornita dallo stesso Castelli, il quale proprio in una lettera al Csm aveva spiegato che si trattava di un normale avvicendamento: per la riorganizzazione del ministero c'e' bisogno di ''nuove professionalita''', aveva scritto il Guardasigilli.
Ora, quindi, il quadro e' completo.
Tocchera' alla commissione di palazzo dei Marescialli, tra lunedi' e martedi' prossimo, non solo assegnare ai nove magistrati le nuove sedi dopo il rientro in magistratura, ma anche decidere come approfondire il 'caso'.
Sicuramente se ne parlera' con il capo di gabinetto del ministro, Settembrino Nebbioso, lunedi' pomeriggio.
Un incontro gia' fissato a meta' settembre, prima quindi che esplodesse la polemica, per discutere proprio come regolamentare i rientri in magistratura delle toghe distaccate in via Arenula.
Sono ancora tante rispetto al 'tetto' fissato dalla recente riforma, molte dovranno essere ricollocate in ruolo.
L'obiettivo dei consiglieri di palazzo dei Marescialli diventa quindi quello di fissare regole e criteri, sia per il collocamento fuori ruolo dei magistrati che per il loro rientro, come hanno sollecitato i togati di Mi Margherita Cassano e Sergio Visconti.
Non solo di quelli 'prestati' al ministero della Giustizia.
Regole anche per tutelare l'autonomia e la dignita' professionale delle toghe fuori ruolo, che non esercitano quindi funzioni giudiziarie.
Un argomento del quale la commissione del Csm iniziera' a discutere la prossima settimana.
GIUSTIZIA: EX VICE PRESIDENTE GROSSO BOCCIA RIFORMA CSMPRIMO PASSO PER SEPARARE CARRIERE GIUDICI-PM (ANSA) - ROMA, 11 OTT - RISCHIA DI SOFFOCARE IL PLURALISMO E RAPPRESENTA IL PRIMO PASSO VERSO LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE LA RIFORMA ELETTORALE DEL CSM PROPOSTA DAL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA ROBERTO CASTELLI.
LA ''BOCCIATURA'' VIENE DALL'EX VICE PRESIDENTE DEL CSM CARLO FEDERICO GROSSO, PROFESSORE DI DIRITTO PENALE A TORINO.
NEL ''MIRINO'' INNANZITUTTO LE QUOTE DIFFERENZIATE DI RAPPRESENTANZA PER GIUDICI E PM, CHE PORTEREBBERO QUESTI ULTIMI AD ESSERE UN TERZO DEI COLLEGHI GIUDICANTI:''DI PER SE' LA NOVITA' POTREBBE APPARIRE DI POCO CONTO , VISTO CHE IL RAPPORTO GIUDICI- PM ALL'INTERNO DEL CSM E' DI FATTO ALL'INCIRCA DEL TIPO PROSPETTATO.
IL PROBLEMA E' CHE - SPIEGA GROSSO - RISERVARE DELLE QUOTE DIFFERENZIATE NON PUO' NON ESSERE LETTO COME IL PRIMO GRADINO DI UNA SCALA CHE DOVREBBE PORTARE ALLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE DI GIUDICI E PUBBLICI MINISTERI.
PER QUESTO NON POSSA CHE ESSERE CONTRARIO''.
MA A PREOCCUPARE SONO ANCHE GLI EFFETTI COMPLESSIVI DEL NUOVO SISTEMA ELETTORALE: ''IN ASTRATTO SEMBREREBBE DIRETTO A ROMPERE UNA PRASSI CLIENTELARE DELLE CORRENTI CHE CARATTERIZZA DA TEMPO LE ELEZIONI DEI COMPONENTI TOGATI DEL CSM.
IN CONCRETO HO PERO' L'IMPRESSIONE CHE IL NUOVO MECCANSMO CREI UNA SITUAZIONE IN CUI SOLTANTO I GRUPPI PIU' ORGANIZZATI DELLA MAGISTRATURA SARANNO IN GRADO DI PREPARARE 'LISTE DI FATTO' IDONEE A VINCERE LE ELEZIONI.IL RISCHIO QUINDI - SOTTOLINEA ANCORA GROSSO - E' IN PRIMO LUOGO UN ULTERIORE POTENZIAMENTO DELLE CLIENTELE PIU' AGGUERRITE IN SENO ALLA MAGISTRATURA.
MA NON SOLO: IL PERICOLO PIU' GRAVE POTREBBE ESSERE CHE, ATTRAVERSO ALLEANZE, UNA PARTE DELLA MAGISTRATURA RIESCA A OTTENERE TUTTI I SEGGI A SCAPITO DELLE ALTRE.
E SE MALAUGURATAMENTE DOVESSE VERIFICARSI QUESTA IPOTESI, RISCHIEREMMO DI TROVARCI DI FRONTE A UNA COMPONENTE TOGATA DEL CSM NELLA QUALE SONO RAPPRESENTATE SOLO ALCUNE VOCI DELLA MAGISTRATURA A SCAPITO DI QUEL PLURALISMO CHE, SIA PURE CON ALCUNI PROFILI NEGATIVI, COSTITUISCE COMUNQUE UN VALORE NEL FUNZIONAMENTO DELL'ORGANO DI AUTOGOVERNO DELLA MAGISTRATURA STESSA''.
GIUSTIZIA: DA CONSIGLIERI CSM CRITICHE A RIFORMA ELETTORALE: NORME INCOSTITUZIONALI E CONTRADDITTORIE (ANSA) - ROMA, 11 OTT - UNA RIFORMA ''CONTRADDITTORIA'' E CON NORME SOSPETTABILI DI INCOSTITUZIONALITA''.
DAL CSM ARRIVANO LE PRIME CRITICHE ALLA RIFORMA ELETTORALE DELL'ORGANO DI AUTOGOVERNO DELLA MAGISTRATURA PROPOSTA DAL MINISTRO CASTELLI.
LA COMMISSIONE RIFORMA DI PALAZZO DEI MARESCIALLI, CHIAMATA A DARE UN PARERE DAL GUARDASIGILLI, HA COMINCIATO OGGI A DISCUTERE DEL TESTO E CONTA DI ESAURIRE LA DISCUSSIONE GIA' NELLA PROSSIMA SETTIMANA.
TRA GLI ASPETTI PIU' CONTROVERSI CI SONO LE QUOTE DI RAPPRESENTANZA DIFFERENZIATE PER GIUDICI E PM.
''SE SI VUOLE PORRE IL PROBLEMA DELLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE, VA FATTO DIRETTAMENTE E NON ATTRAVERSO UN MECCANISMO IN ODORE DI INCOSTITUZIONALITA' - DICE A PROPOSITO DI QUESTA NOVITA' IL LAICO DEI VERDI ELIGIO RESTA - LA COSTITUZIONE STABILISCE INFATTI CHE I MAGISTRATI SI DISTINGUONO SOLO PER FUNZIONI PER QUESTO LA FUNZIONE NON PUO' COSTITUIRE UN CRITERIO PER NON ESSERE ELETTO''.
A FAR DISCUTERE E' ANCHE LA QUOTA RISERVATA ALLE ''TOGHE'' DELLA CASSAZIONE, CHE PASSERANNO DAGLI ATTUALI DUE A QUATTRO SEGGI.
''LA CASSAZIONE HA 500 MAGISTRATI E DUNQUE CON QUESTA RIFORMA QUESTO FINISCE CON L'ESSERE SOVRARAPPRESENTATA'', SOTTOLINEA ANCORA RESTA, PREOCCUPATO ANCHE PER IL FATTO CHE NON CI SIA ''NESSUNA PREVISIONE DI UN CRITERIO SELETTIVO PER LE CANDIDATURE: IL RISCHIO E' CHE VENGANO RAPPRESENTATI SOLO I GRUPPI PIU' FORTI DELLA MAGISTRATURA E I MAGISTRATI DELLE GRANDI CITTA' METROPOLITANE.
E' CRITICO ANCHE IL LAICO DEI DS GIANNI DI CAGNO, CHE DEFINISCE ''INTIMAMENTE CONTRADDITTORIO'' LO SCHEMA DI DDL PRESENTATO DAL MINISTRO :''PER UN VERSO - SPIEGA - PROPONE MECCANISMI PERCENTUALI DI RAPPRESENTANZA TRA PM E GIUDICI, MA PER ALTRO VERSO CANCELLA TOTALMENTE OGNI REQUISITO DI PROPORZIONALITA' TRA MAGISTRATI DI CASSAZIONE E MAGISTRATI DI MERITO.
AVER PREVISTO INFINE L'ABOLIZIONE DEL VOTO DI LISTA E CONTEMPORANEMENTE DEI COLLEGI ELETTORALI DISTRETTUALI RISCHIA DI PRODURRE UNA MISCELA ESPLOSIVA: SARANNO IN POLE POSITION PER L'ELEZIONE I MAGISTRATI MEDIATICAMENTE PIU' NOTI COSI' DA INCENTIVARE QUEL CORTO CIRCUITO MEDIATICO GIUDIZIARIO A PAROLE DA TUTTI DEPRECATO''.
leggi tutto
riduci



































