All'ordine del giorno: 1) Un quesito sulla parità di trattamento dei genitori che accudiscono minori
2) Collocamento fuori ruolo
3) Copertura di 2 posti di Consigliere della Corte di Cassazione ai sensi della circolare n.
34 del 19 febbraio 1999 4) Progressioni in carriera 5) Richiesta dati statistici ai fini della progressione in carriera 6) Proposta di nomina di un componente della Commissione mista per lo studio dei problemi della Magistratura di sorveglianza 7) Applicazioni extradistrettuali 8) Una pratica di Prima Commissione Il CSM nelle agenzie di stampa SCORTE: DI CAGNO (CSM), LO … STATO NON VUOLE PROTEGGERE SERVITORI''MAFIA HA MEMORIA LUNGA, ASSASSINATO ANCHE CHI MAI MINACCIATO PRIMA'' Roma, 18 ott.
(Adnkronos) - La decisione di tagliare le scorte ai magistrati di Palermo corrisponde ad un ''messaggio chiarissimo'' che ''si sta inviando alla criminalita'': cioe', che ''lo Stato non vuole proteggere i propri servitori piu' esposti''.
''E' un giorno nero per la Repubblica''.
Cosi' il presidente della commissione sulla criminalita' organizzata del Csm, il laico Gianni Di Cagno, reagisce alla ''incredibile'' notizia che giunge dal capoluogo siciliano.
''E' -aggiunge- la logica conseguenza delle nuove direttive impartite dal ministro dell'Interno, secondo le quali la scorta va assicurata non ai magistrati oggettivamente esposti a rischio in conseguenza delle funzioni esercitate, ma solo a chi sia stato materialmente e recentemente minacciato''.
''Eppure -nota il consigliere di palazzo dei Marescialli- dovrebbe essere noto a tutti che Cosa nostra ha la memoria lunga e comunque ha assassinato anche magistrati che mai avevano ricevuto minacce preventive''.
In ogni caso, assicura Di Cagno, ''i magistrati di Palermo, come quelli di Reggio Calabria e Milano, continueranno a fare fino in fondo il proprio dovere''.
CSM: COMMISSIONE SI APPRESTA A BOCCIARE RIFORMA ELETTORALEIL TESTO DOVREBBE ESSERE LICENZIATO MARTEDI' (ANSA) - ROMA, 18 OTT - LA SESTA COMMISSIONE DEL CSM SI APPRESTA A BOCCIARE LA RIFORMA DEL SISTEMA ELETTORALE DELL' ORGANO DI AUTOGOVERNO DELLA MAGISTRATURA.
I TOGATI E I LAICI DI SINISTRA STAREBBERO INFATTI CONVERGENDO SU UN TESTO MOLTO CRITICO NEI CONFRONTI DELLO SCHEMA DI DDL PRESENTATO DAL MINISTRO CASTELLI, CHE DOVREBBE ESSERE LICENZIATO MARTEDI'.
NON PIACE SOPRATTUTTO LA DIVISIONE DELLA RAPPRESENTANZA DELLA MAGISTRATURA IN QUOTE DISTINTE PER GIUDICI E PM, NE' IL NUMERO DEI SEGGI DESTINATO AI GIUDICI DELLA CASSAZIONE, CHE SI TROVEREBBE AD ESSERE SOVRARAPPRESENATA.
''SE C'E' LA VOLONTA' POLITICA DI AFFRONTARE IL TEMA DELLA SEPARAZIONE DELLE FUNZIONI TRA GIUDICI E PM- LAMENTA CON RIFERIMENTO AL PRIMO ASPETTO UNO DEI COMPONENTI DELLA COMMISSIONE IL LAICO DEI VERDI ELIGIO RESTA - BISOGNA INTRODURRE MECCANISMI CHIARI DAL PUNTO DI VISTA ORDINAMENTALE, NON AFFIDARE TUTTO QUESTO A UNA RIFORMA ELETTORALE''.
DEL TESTO VERREBBE SALVATO POCO: IL NUMERO COMPLESSIVO DEI TOGATI E IL FATTO CHE OGNI MAGISTRATO POTRA' VOTARE PER TUTTE LE CATEGORIE.
IL PARERE DELLA COMMISSIONE NON AVRA' QUASI CERTAMENTE IL SI' DEI CONSIGLIERI DEL POLO: ''DA PARTE NOSTRA - SPIEGA IL LAICO DI FORZA ITALIA MARIO SERIO - C'E' UN'ADESIONE AI PRINCIPI GENERALI DELLA RIFORMA, ANCHE SE IL MECCANISMO DEL VOTO TRASFERIBILE NON E' DEL TUTTO ADEGUATO ALLO SCOPO E C'E' IL RISCHIO CHE PROVOCHI EFFETTI INDESIDERATI, COME PER ESEMPIO CHE VENGA ELETTO UN CANDIDATO RISPETTO AL QUALE NON C'E' STATA UNA SCELTA IMMEDIATA E DIRETTA DA PARTE DELL'ELETTORE''.
TERRORISMO: DUBBI DAL CSM SU NUOVO REATO, NO A CODICE EMERGENZARESTA, E' INCONGRUO SE POI SI BLOCCANO ROGATORIE INTERNAZIONALI Roma, 19 ott.
(Adnkronos) - Dubbi dal Csm su alcune delle nuove norme contenute nel decreto legge contro il terrorismo approvato ieri.
In particolare, sulla scelta di introdurre nel codice il nuovo reato di terrorismo internazionale.
Una strada 'bocciata' dal laico dei Verdi Eligio Resta.
''Sono contro tutti i diritti penali dell'emergenza.
Contesto -afferma- la scelta di produrre un diritto penale fuori dal codice e, in funzione dell'emergenza, approvare forme nuove di controllo del terrorismo che sono gia' previste dai nostri codici''.
Ma non solo.
Resta considera anche ''incongruo e irrazionale'' introdurre un ''reato di associazione per delinquere con finalita' di terrorismo internazionale, che per le sue caratteristiche ha bisogno soprattutto di cooperazione internazionale, ma poi bloccare le rogatorie''.
C'e' poi un altro aspetto dell'insieme di norme urgenti varate ieri che Resta critica.
''Non condivido l'applicazione alle indagini sul terrorismo di alcuni modelli antimafia, soprattutto in un momento in cui mi pare che la lotta alla mafia si stia un po' decomponendo...''.
Piu' cauto e' il giudizio del togato Claudio Viazzi (Md), che pero' non nasconde di nutrire ''perplessita' di fondo'' sulla scelta di ''moltiplicare le figure criminose, ricorrendo subito all'introduzione di nuovi reati''.
Una tecnica che ''non e' mai stata molto efficace'', avverte.
''Certo -aggiunge subito- bisogna approfondire le situazioni concrete nelle quali si trovano ad operare le nostre procure per capire se le norme attualmente in vigore siano sufficienti o se la nuova dimensione internazionale che ha assunto il fenomeno ne richieda di nuove.
Ci vuole grande cautela''.
''D'accordo sull'introduzione del nuovo reato e sull'estensione di norme antimafia alle indagini contro il terrorismo'' e' invece il laico dei Ds Gianni Di Cagno.
''Resto fortemente critico invece -afferma- sull'ipotesi ministeriale di istituire una nuova autorita' centrale di coordinamento per la lotta al terrorismo: le esigenze di coordinamento -sostiene Di Cagno- possono essere risolte affidandone ogni competenza alla direzione nazionale antimafia''.
SCORTE: CSM PREOCCUPATO DA 'TAGLI', ASCOLTERA' PG PALERMOINTERVENTO D'URGENZA, SI MUOVA CASTELLI PER RIPRISTINARE PROTEZIONE Roma, 19 ott.
- (Adnkronos) - Il Csm interverra' con urgenza sui tagli alle scorte dei magistrati di Palermo.
Gia' nei primi giorni della prossima settimana ascoltera' il procuratore generale Salvatore Celesti, in modo da avere elementi a sufficienza per poter discutere il caso gia' durante il plenum di mercoledi' o giovedi', in un unico documento che affronti sia il caso di Palermo che quello simile di Reggio Calabria.
Una convocazione che il presidente della commissione sulla Criminalita' organizzata, il laico Gianni Di Cagno, formalizzera' lunedi'.
Ma gli spazi di intervento sono abbastanza ridotti, si fa notare a palazzo dei Marescialli.
E' quindi probabile che non si potra' far altro che auspicare che vengano ''ripristinati'' i livelli di protezione precedenti alla direttiva del ministro dell'Interno e chiedere al ministro della Giustizia di intervenire perche' questo avvenga.
Ma la ''preoccupazione'' per la decisione del Comitato per l'ordine e la sicurezza e' forte.
''Il taglio delle scorte ai magistrati di Palermo piu' impegnati sul fronte dei processi di mafia -denuncia il consigliere Nello Rossi, togato di Md- e' una scelta di eccezionale gravita' che puo' assumere una dirompente valenza simbolica.
Le organizzazioni criminali -avverte- vedranno in questa decisione un segnale di attenuazione dell'impegno dello Stato contro la mafia e le sue molteplici attivita' criminali''.
Rossi richiama le parole del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, che ''nella sua ultima intervista'' evidenzio' ''quanto fossero importanti in Sicilia e per la mafia i comportamenti reali ed i gesti simbolici delle istituzioni''.
''Il Csm si occupera' di questa vicenda con carattere di urgenza e con assoluta priorita' -assicura- al fine di garantire che il lavoro dei magistrati impegnati in processi di mafia possa svolgersi in condizioni accettabili di sicurezza''.
Un allarme che si ritrova nelle parole di Armando Spataro, togato del Movimento per la giustizia.
E' un fatto ''di inaudita gravita' -avverte- foriero di ripercussioni a catena sull'amministrazione della giustizia, oltre che di gravi rischi individuali''.
''Mentre Bush cita il pericolo mafia quale termine di paragone per quello derivante dal terrorismo, in Italia si pensa evidentemente il contrario.
Il Csm -sostiene Spataro- dovra' intervenire con urgenza, gia' dal prossimo plenum, rientra nelle sue dirette competenze.
Mentre il ministro dell'Interno dovrebbe, sia pure in forma riservata, far conoscere gli specifici criteri cui si conforma''.
34 del 19 febbraio 1999 4) Progressioni in carriera 5) Richiesta dati statistici ai fini della progressione in carriera 6) Proposta di nomina di un componente della Commissione mista per lo studio dei problemi della Magistratura di sorveglianza 7) Applicazioni extradistrettuali 8) Una pratica di Prima Commissione Il CSM nelle agenzie di stampa SCORTE: DI CAGNO (CSM), LO … STATO NON VUOLE PROTEGGERE SERVITORI''MAFIA HA MEMORIA LUNGA, ASSASSINATO ANCHE CHI MAI MINACCIATO PRIMA'' Roma, 18 ott.
(Adnkronos) - La decisione di tagliare le scorte ai magistrati di Palermo corrisponde ad un ''messaggio chiarissimo'' che ''si sta inviando alla criminalita'': cioe', che ''lo Stato non vuole proteggere i propri servitori piu' esposti''.
''E' un giorno nero per la Repubblica''.
Cosi' il presidente della commissione sulla criminalita' organizzata del Csm, il laico Gianni Di Cagno, reagisce alla ''incredibile'' notizia che giunge dal capoluogo siciliano.
''E' -aggiunge- la logica conseguenza delle nuove direttive impartite dal ministro dell'Interno, secondo le quali la scorta va assicurata non ai magistrati oggettivamente esposti a rischio in conseguenza delle funzioni esercitate, ma solo a chi sia stato materialmente e recentemente minacciato''.
''Eppure -nota il consigliere di palazzo dei Marescialli- dovrebbe essere noto a tutti che Cosa nostra ha la memoria lunga e comunque ha assassinato anche magistrati che mai avevano ricevuto minacce preventive''.
In ogni caso, assicura Di Cagno, ''i magistrati di Palermo, come quelli di Reggio Calabria e Milano, continueranno a fare fino in fondo il proprio dovere''.
CSM: COMMISSIONE SI APPRESTA A BOCCIARE RIFORMA ELETTORALEIL TESTO DOVREBBE ESSERE LICENZIATO MARTEDI' (ANSA) - ROMA, 18 OTT - LA SESTA COMMISSIONE DEL CSM SI APPRESTA A BOCCIARE LA RIFORMA DEL SISTEMA ELETTORALE DELL' ORGANO DI AUTOGOVERNO DELLA MAGISTRATURA.
I TOGATI E I LAICI DI SINISTRA STAREBBERO INFATTI CONVERGENDO SU UN TESTO MOLTO CRITICO NEI CONFRONTI DELLO SCHEMA DI DDL PRESENTATO DAL MINISTRO CASTELLI, CHE DOVREBBE ESSERE LICENZIATO MARTEDI'.
NON PIACE SOPRATTUTTO LA DIVISIONE DELLA RAPPRESENTANZA DELLA MAGISTRATURA IN QUOTE DISTINTE PER GIUDICI E PM, NE' IL NUMERO DEI SEGGI DESTINATO AI GIUDICI DELLA CASSAZIONE, CHE SI TROVEREBBE AD ESSERE SOVRARAPPRESENATA.
''SE C'E' LA VOLONTA' POLITICA DI AFFRONTARE IL TEMA DELLA SEPARAZIONE DELLE FUNZIONI TRA GIUDICI E PM- LAMENTA CON RIFERIMENTO AL PRIMO ASPETTO UNO DEI COMPONENTI DELLA COMMISSIONE IL LAICO DEI VERDI ELIGIO RESTA - BISOGNA INTRODURRE MECCANISMI CHIARI DAL PUNTO DI VISTA ORDINAMENTALE, NON AFFIDARE TUTTO QUESTO A UNA RIFORMA ELETTORALE''.
DEL TESTO VERREBBE SALVATO POCO: IL NUMERO COMPLESSIVO DEI TOGATI E IL FATTO CHE OGNI MAGISTRATO POTRA' VOTARE PER TUTTE LE CATEGORIE.
IL PARERE DELLA COMMISSIONE NON AVRA' QUASI CERTAMENTE IL SI' DEI CONSIGLIERI DEL POLO: ''DA PARTE NOSTRA - SPIEGA IL LAICO DI FORZA ITALIA MARIO SERIO - C'E' UN'ADESIONE AI PRINCIPI GENERALI DELLA RIFORMA, ANCHE SE IL MECCANISMO DEL VOTO TRASFERIBILE NON E' DEL TUTTO ADEGUATO ALLO SCOPO E C'E' IL RISCHIO CHE PROVOCHI EFFETTI INDESIDERATI, COME PER ESEMPIO CHE VENGA ELETTO UN CANDIDATO RISPETTO AL QUALE NON C'E' STATA UNA SCELTA IMMEDIATA E DIRETTA DA PARTE DELL'ELETTORE''.
TERRORISMO: DUBBI DAL CSM SU NUOVO REATO, NO A CODICE EMERGENZARESTA, E' INCONGRUO SE POI SI BLOCCANO ROGATORIE INTERNAZIONALI Roma, 19 ott.
(Adnkronos) - Dubbi dal Csm su alcune delle nuove norme contenute nel decreto legge contro il terrorismo approvato ieri.
In particolare, sulla scelta di introdurre nel codice il nuovo reato di terrorismo internazionale.
Una strada 'bocciata' dal laico dei Verdi Eligio Resta.
''Sono contro tutti i diritti penali dell'emergenza.
Contesto -afferma- la scelta di produrre un diritto penale fuori dal codice e, in funzione dell'emergenza, approvare forme nuove di controllo del terrorismo che sono gia' previste dai nostri codici''.
Ma non solo.
Resta considera anche ''incongruo e irrazionale'' introdurre un ''reato di associazione per delinquere con finalita' di terrorismo internazionale, che per le sue caratteristiche ha bisogno soprattutto di cooperazione internazionale, ma poi bloccare le rogatorie''.
C'e' poi un altro aspetto dell'insieme di norme urgenti varate ieri che Resta critica.
''Non condivido l'applicazione alle indagini sul terrorismo di alcuni modelli antimafia, soprattutto in un momento in cui mi pare che la lotta alla mafia si stia un po' decomponendo...''.
Piu' cauto e' il giudizio del togato Claudio Viazzi (Md), che pero' non nasconde di nutrire ''perplessita' di fondo'' sulla scelta di ''moltiplicare le figure criminose, ricorrendo subito all'introduzione di nuovi reati''.
Una tecnica che ''non e' mai stata molto efficace'', avverte.
''Certo -aggiunge subito- bisogna approfondire le situazioni concrete nelle quali si trovano ad operare le nostre procure per capire se le norme attualmente in vigore siano sufficienti o se la nuova dimensione internazionale che ha assunto il fenomeno ne richieda di nuove.
Ci vuole grande cautela''.
''D'accordo sull'introduzione del nuovo reato e sull'estensione di norme antimafia alle indagini contro il terrorismo'' e' invece il laico dei Ds Gianni Di Cagno.
''Resto fortemente critico invece -afferma- sull'ipotesi ministeriale di istituire una nuova autorita' centrale di coordinamento per la lotta al terrorismo: le esigenze di coordinamento -sostiene Di Cagno- possono essere risolte affidandone ogni competenza alla direzione nazionale antimafia''.
SCORTE: CSM PREOCCUPATO DA 'TAGLI', ASCOLTERA' PG PALERMOINTERVENTO D'URGENZA, SI MUOVA CASTELLI PER RIPRISTINARE PROTEZIONE Roma, 19 ott.
- (Adnkronos) - Il Csm interverra' con urgenza sui tagli alle scorte dei magistrati di Palermo.
Gia' nei primi giorni della prossima settimana ascoltera' il procuratore generale Salvatore Celesti, in modo da avere elementi a sufficienza per poter discutere il caso gia' durante il plenum di mercoledi' o giovedi', in un unico documento che affronti sia il caso di Palermo che quello simile di Reggio Calabria.
Una convocazione che il presidente della commissione sulla Criminalita' organizzata, il laico Gianni Di Cagno, formalizzera' lunedi'.
Ma gli spazi di intervento sono abbastanza ridotti, si fa notare a palazzo dei Marescialli.
E' quindi probabile che non si potra' far altro che auspicare che vengano ''ripristinati'' i livelli di protezione precedenti alla direttiva del ministro dell'Interno e chiedere al ministro della Giustizia di intervenire perche' questo avvenga.
Ma la ''preoccupazione'' per la decisione del Comitato per l'ordine e la sicurezza e' forte.
''Il taglio delle scorte ai magistrati di Palermo piu' impegnati sul fronte dei processi di mafia -denuncia il consigliere Nello Rossi, togato di Md- e' una scelta di eccezionale gravita' che puo' assumere una dirompente valenza simbolica.
Le organizzazioni criminali -avverte- vedranno in questa decisione un segnale di attenuazione dell'impegno dello Stato contro la mafia e le sue molteplici attivita' criminali''.
Rossi richiama le parole del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, che ''nella sua ultima intervista'' evidenzio' ''quanto fossero importanti in Sicilia e per la mafia i comportamenti reali ed i gesti simbolici delle istituzioni''.
''Il Csm si occupera' di questa vicenda con carattere di urgenza e con assoluta priorita' -assicura- al fine di garantire che il lavoro dei magistrati impegnati in processi di mafia possa svolgersi in condizioni accettabili di sicurezza''.
Un allarme che si ritrova nelle parole di Armando Spataro, togato del Movimento per la giustizia.
E' un fatto ''di inaudita gravita' -avverte- foriero di ripercussioni a catena sull'amministrazione della giustizia, oltre che di gravi rischi individuali''.
''Mentre Bush cita il pericolo mafia quale termine di paragone per quello derivante dal terrorismo, in Italia si pensa evidentemente il contrario.
Il Csm -sostiene Spataro- dovra' intervenire con urgenza, gia' dal prossimo plenum, rientra nelle sue dirette competenze.
Mentre il ministro dell'Interno dovrebbe, sia pure in forma riservata, far conoscere gli specifici criteri cui si conforma''.
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