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Riforma della Farnesina, crisi in Medioriente, lotta al terrorismo, Italia in Europa e nel Mediterraneo, questi i temi al centro dell'audizione di BerlusconiRoma, 5 febbraio 2002 - Il Presidente del Consiglio e ministro degli Esteri ad interim Silvio Berlusconi ha svolto un'audizione di fronte alle Commissioni Esteri di Camera e Senato.
Berlusconi ha focalizzato il suo discorso sulle trasformazioni che intende portare alle politiche del Ministero degli Esteri, sulla crisi in Medioriente, sul terrorismo internazionale, sulle politiche europee.La riforma della FarnesinaSecondo il premier, il … nuovo Ministero degli Esteri dovrà impegnarsi, come accade già in altri paesi, soprattutto in quelli anglosassoni, nella cura degli interessi delle aziende italiane all'estero, nel coordinamento delle Camere di commercio, nella promozione del 'sistema Italia' nel suo complesso, sostenendo investimenti e turismo nel nostro paese.Il Presidente ha rivelato che il suo interim agli Esteri durerà "fino a quando non sarà partita l'operazione di riorientamento della Farnesina, che prenderà il via da qui a sei mesi".
Comunque la riforma della Farnesina verrà presentata in Parlamento.Contro il terrorismo preparati e vigiliRiguardo la minaccia del terrorismo internazionale, Berlusconi ha assicurato che "l'Italia e gli altri alleati degli Stati Uniti guardano preoccupati e vigili ad eventuali novità sull'estensione del conflitto al di là dell'Afghanistan, dopo le dichiarazioni fatte da Bush sull'asse del male"."Eventuali novità - ha aggiunto - non potranno coglierci impreparati; ci dovrà essere una nostra completa informazione nell'eventualità che l'azione militare debba andare oltre l'Afghanistan"."Non c'è nessuna previsione - ha poi puntualizzato - di attacco alla Somalia.
Non risulta che in questo Paese ci siano insediamenti terroristici".La ferita in MO può infettare tutto il mondo araboIl Presidente del Consiglio si è espresso con preoccupazione circa la crisi israelo-palestinese: "Siamo in una situazione gravissima poiché quella del Medioriente è una ferita che può infettare tutto il mondo arabo e islamico"."Arafat - ha ricordato Berlusconi - è il Presidente dell'Anp eletto dai palestinesi e ad oggi non si conoscono altri legittimi interlocutori".Il premier ha quindi ribadito che la sua idea di un piano Marshall per aiutare la popolazione palestinese va avanti: "Stiamo lavorando sia con esponenti israeliani che con esponenti di Arafat".A questo proposito, il leader della CdL si è detto sempre più convinto che "il terrorismo si potrà sconfiggere solo quando si sarà vinta la guerra alla povertà".Sostenere l'Euro, ma siamo contrari alle politiche dei governi socialdemocraticiParlando dell'euro, Berlusconi ha spiegato le critiche espresse dai ministri Martino e Tremonti: "Le voci critiche sono sul modo di gestire l'economia: la nostra è una visione contraria a quella di altri governi europei, socialdemocratici, che vogliono più intervento dello Stato e dunque più tasse.
L'euro è la moneta di tutti noi europei: per questo va sostenuta, ma questo va fatto solo sostenendo l'economia e liberandola dai vincoli che la frenano".Partecipazione di alto livello in EuropaBerlusconi ha poi tracciato le linee della politica europea del governo, ha sottolineato come in Europa, in particolare nella Convenzione, l'Italia possa avvalersi di "una rappresentanza e una partecipazione di alto livello e di convinta fede europeista", e ha espresso l'intenzione di impegnarsi nei rapporti con i paesi del Mediterraneo e quelli dell'est europeo: ha annunciato visite ufficiali in Ungheria, in Romania e Bulgaria, "Paesi particolarmente vicini all'Italia".Leadership dell'Italia nel MediterraneoPer il Mediterraneo, il Presidente del Consiglio pensa a "un ruolo di leadership politica, economica e culturale, che può essere svolto dall'Italia nei confronti dei Paesi della sponda sud del Mediterraneo" e ha ricordato gli ottimi rapporti che legano il nostro Paese a partner come l'Egitto, il Marocco e la Libia, nonché ad altri Paesi dell'area.
Berlusconi ha focalizzato il suo discorso sulle trasformazioni che intende portare alle politiche del Ministero degli Esteri, sulla crisi in Medioriente, sul terrorismo internazionale, sulle politiche europee.La riforma della FarnesinaSecondo il premier, il … nuovo Ministero degli Esteri dovrà impegnarsi, come accade già in altri paesi, soprattutto in quelli anglosassoni, nella cura degli interessi delle aziende italiane all'estero, nel coordinamento delle Camere di commercio, nella promozione del 'sistema Italia' nel suo complesso, sostenendo investimenti e turismo nel nostro paese.Il Presidente ha rivelato che il suo interim agli Esteri durerà "fino a quando non sarà partita l'operazione di riorientamento della Farnesina, che prenderà il via da qui a sei mesi".
Comunque la riforma della Farnesina verrà presentata in Parlamento.Contro il terrorismo preparati e vigiliRiguardo la minaccia del terrorismo internazionale, Berlusconi ha assicurato che "l'Italia e gli altri alleati degli Stati Uniti guardano preoccupati e vigili ad eventuali novità sull'estensione del conflitto al di là dell'Afghanistan, dopo le dichiarazioni fatte da Bush sull'asse del male"."Eventuali novità - ha aggiunto - non potranno coglierci impreparati; ci dovrà essere una nostra completa informazione nell'eventualità che l'azione militare debba andare oltre l'Afghanistan"."Non c'è nessuna previsione - ha poi puntualizzato - di attacco alla Somalia.
Non risulta che in questo Paese ci siano insediamenti terroristici".La ferita in MO può infettare tutto il mondo araboIl Presidente del Consiglio si è espresso con preoccupazione circa la crisi israelo-palestinese: "Siamo in una situazione gravissima poiché quella del Medioriente è una ferita che può infettare tutto il mondo arabo e islamico"."Arafat - ha ricordato Berlusconi - è il Presidente dell'Anp eletto dai palestinesi e ad oggi non si conoscono altri legittimi interlocutori".Il premier ha quindi ribadito che la sua idea di un piano Marshall per aiutare la popolazione palestinese va avanti: "Stiamo lavorando sia con esponenti israeliani che con esponenti di Arafat".A questo proposito, il leader della CdL si è detto sempre più convinto che "il terrorismo si potrà sconfiggere solo quando si sarà vinta la guerra alla povertà".Sostenere l'Euro, ma siamo contrari alle politiche dei governi socialdemocraticiParlando dell'euro, Berlusconi ha spiegato le critiche espresse dai ministri Martino e Tremonti: "Le voci critiche sono sul modo di gestire l'economia: la nostra è una visione contraria a quella di altri governi europei, socialdemocratici, che vogliono più intervento dello Stato e dunque più tasse.
L'euro è la moneta di tutti noi europei: per questo va sostenuta, ma questo va fatto solo sostenendo l'economia e liberandola dai vincoli che la frenano".Partecipazione di alto livello in EuropaBerlusconi ha poi tracciato le linee della politica europea del governo, ha sottolineato come in Europa, in particolare nella Convenzione, l'Italia possa avvalersi di "una rappresentanza e una partecipazione di alto livello e di convinta fede europeista", e ha espresso l'intenzione di impegnarsi nei rapporti con i paesi del Mediterraneo e quelli dell'est europeo: ha annunciato visite ufficiali in Ungheria, in Romania e Bulgaria, "Paesi particolarmente vicini all'Italia".Leadership dell'Italia nel MediterraneoPer il Mediterraneo, il Presidente del Consiglio pensa a "un ruolo di leadership politica, economica e culturale, che può essere svolto dall'Italia nei confronti dei Paesi della sponda sud del Mediterraneo" e ha ricordato gli ottimi rapporti che legano il nostro Paese a partner come l'Egitto, il Marocco e la Libia, nonché ad altri Paesi dell'area.
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