Tra gli argomenti discussi: Democrazia, Diritti Umani, Elezioni, Esteri, Polemiche, Presidenziale, Rassegna Stampa, Trump, Usa, Voto.
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 19 minuti.
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Quel giorno gli scrutatori di Radio Radicale sabato dodici novembre questo l'appuntamento con la rassegna dalla stampa internazionale a cura di David Carretta anche
Dedizione di oggi sarà integralmente dedicata l'elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti riproporremo il principale editoriale dell'Economist settimanale
Britannico uscito ieri nelle edicole europee
Leva Trump titolo anche in copertina
La sua vittoria minaccia vecchie certezze sull'America e sul suo ruolo nel mondo e la domanda che si pone
L'Economist cosa ci sarà al posto di queste certezze la risposta si trova nelle conclusioni lungo e difficile lavoro di
Convincere sulla bontà dell'internazionalismo liberale inizia di nuovo leggeremo poi editoriale del Washington post secondo cui
L'elezione di Trump minacce diritti umani in tutto il mondo il Guardian sottolinea che se il presidente eletto manterrà le sue promesse
Il mondo fondato sulle regole sarà scosso alle sue fondamenta come rispondere come reagire
Cerchiamo di capirlo con il Times un editoriale di ieri dal titolo esercito lumaca l'Europa deve smettere di trattare l'America come una mucca da mungere
E concentrarsi sul rafforzamento della NATO la relazione transatlantica dipende da tutto questo ma l'esercito lumaca sarebbe
L'esercito europeo in concorrenza in qualche modo con l'alleanza atlantica per il quotidiano conservatore di Londra
Cominciamo però dall'Economist
Dalla principale
Editoriale di questa settimana evidentemente dedicato all'elezione di Donald Trump leva Tramper il titolo
La
Sua vittoria minaccia vecchie certezze sull'America e sul suo ruolo nel mondo la domanda è cosa ci sarà l'alloro posto scrive il settimanale britannico
La caduta del muro di Berlino il nove novembre mille novecentottantanove doveva essere la fine della storia la battaglia tra comunismo e capitalismo era finita
Dopo uno scontro ideologico titanico durato decenni quegli seguite alla seconda guerra mondiale i mercati aperti la democrazia liberale occidentale
Regnava no sovrani la mattina del nove novembre due mila e sedici quando Trump ha superato la soglia
Dei duecentosettanta grandi elettori necessaria diventare il prossimo Presidente degli Stati Uniti quelli Lusi oneri quella
La fine la storia è andata in frantumi la storia di ritorno esista vendicando
Il fatto stesso della vittoria di Trump del modo in cui è arrivata per l'economista sono due colpi durissimi alle norme che sono state alla base della politica degli Stati Uniti
E del ruolo dell'America
Come potenza predominante al mondo negli Stati Uniti una campagna apparentemente dilettante scacco ottica umiliato un'industria di consulenti media sondaggisti sperimentati politici
Se il presidente Trump come ha minacciato di fare metterà alla prova le istituzioni che regolano la vita politica americana nessuno può dire se queste istituzioni alla fine leggeranno all'estero Trump a preso di mira come bersaglio il principio sostenuto tutti i Presidenti
Del dopoguerra che l'America abbia un interesse maggiore nel compito spesso faticoso di essere la potenza egemone a livello globale
Se Trump sì disimpegno era del mondo nessuno sa cosa accadrà il senso che le vecchie la sensazione che le vecchie certezze stiano crollando
Paralizza gli alleati d'America la vittoria di Trump insomma ha demolito un consensus la questione ora ecco cosa prenderà il suo posto
Secondo l'Economist per capire la vittoria di Trump occorre partire da un'osservazione cioè che l'America non ha votato per un cambio di partito ma per un cambio di regime
Tanto è stato eletto s'sull'onda della rabbia popolare alimentate in parte dal fatto che gli americani medi
Non hanno beneficiato della prosperità del loro Paese in termini reali redditi mediani degli uomini americani sono
Oggi ancora più bassi di quelli degli anni Settanta
Negli ultimi cinquant'anni a parte l'espansione degli anni Novanta le famiglie della classe media hanno perso reddito in ogni recessione
La mobilità sociale troppo lenta per mantenere la promessa di arrivare a qualcosa di meglio la rabbia prosegue l'economista anche seminato odio in America
Sentendosi vittime di un sentendosi vittime di un sistema economico ingiusto gli americani ordinari danno la colpa all'élite di Washington che ritengono
Senza coraggio troppo stupido e per resistere agli stranieri alle multinazionali o peggio di americani credono che le stesse ditte siano parte di una cospirazione
Per i cani medi ripudia uno a i giornali incluso incluso questo perché vi considerano partigiani lontani dalla realtà élite visti come i politici
Molti lettori Bianchi dalla classe media si sentono minacciati dal declino economico e demografico alcuni di loro pensano che le minoranze razziali siano
State fatte entrare in America dalla macchina democratica gli americani che vivono in zone rurali odiano i valori di chi vive in città
E Tramper ricito sfruttare in modo brillante tutta questa rabbia popolare detto questo non c'è ragione per concludere che tutti gli elettori di Trump approvino le supposizioni nel suo comportamento per una parte consistente di loro
I difetti di Trump sono insignificanti rispetto una grande verità e cioè che l'America ha bisogno di essere riparata aggiustata
Per altri la sua volontà di violare dei tabù dimostra che tramite un outsider
Come hanno sottolineato diversi commentatori gli elettori di Trump lo hanno preso seriamente ma non letteralmente mentre i suoi critici lo hanno preso letteralmente ma non seriamente
L'economista una speranza e che queste elezioni si dimostrino Qatar etiche arrivato alla Casa Bianca forse Trump si trasformerà in un pragmatico Presidente Magnani me
Come è stato in parte nel suo discorso di eccitazione forse sarà una sorta di King Donald un Keith Haring Schiffer
Che presiede un consiglio di amministrazione politico doveva prendere le decisioni sono persone ragionevoli come il Vicepresidente o altri uomini dalla sua squadra che alla fine
Non costruiranno muro contro il Messico e concluderanno che una guerra commerciale con la Cina non è
Un'idea tanto saggia i suoi lettori infondo potrebbero anche accettarlo perché l'unica cosa che si aspettano da lui e che li faccia sentire orgogliosi di nuovo
E che metta di giudici conservatori alla Corte suprema e così si può anche immaginare con un po'di fantasia
Un futuro in cui la spesa extra in infrastrutture la deregulation le tasse più basse un dollaro più forte il rimpatrio dei profitti delle multinazionali rilanci l'economia americana
Pacifica Ando la rabbia del Paese questo Trump più e mogli ente potrebbe modellarsi sul Ronald Reagan
Un errore conservatore che all'inizio del suo mandato fu preso in giro è sottovalutato enormemente niente ci renderebbe più felici di vedere Trump indossare i panni di Reagan scrive l'Economist ma
Laddove Reagan era un ottimista Trump esprime sullo rabbia e siamo profondamente scettici che alla fine possa diventare un
Buon Presidente questo a causa delle sue proposte politiche del sud temperamento e da quel che comporta l'incarico di Presidente degli Stati Uniti
L'economista Nannizzi innanzitutto le le le proposte politiche populiste che secondo il settimanale alla fine crolleranno sotto le loro stesse contraddizioni
Trump ha promosso di cancellare l'odiato Obama che erra ma questa minaccia prima la venti milioni di americani in difficoltà dell'assicurazione sanitaria
I sui tagli alle tasse beneficeranno dei ricchi che saranno finanziati dei deficit portando il debito entro nel due mila ventisei fino al
Venticinque per cento di PIL in più
Anche se alla fine
Deciderà di non deportare immigrati illegali Trump commenterà politiche razziali che dividono Tampa chiesto concessioni commerciali a Cina Messico e Canada minacciando lì di alzare le tariffe di cancellare l'accordo nafta
Il suo protezionismo però alla fine impoverire ha ulteriormente i poveri americani che oggi beneficiano di prezzi più bassi
Grazie alle importazioni e alla concorrenza se lancerà una guerra commerciale la fragile economia globale potrebbe andare in recessione con i tassi di interessi vicino a zero
I responsabili politici monetari farebbero fatica a rispondere a una nuova grande crisi
All'estero poi Trump dice di voler cancellare l'accordo sul programma nucleare con l'Iran ma si troverebbe di fronte a una scelta molto difficile attaccare le installazioni nucleari iraniane oppure vedere il Medioriente lanciarsi in una corsa alla proliferazione
Tanto vuole cancellare gli accordi di Parigi sul cambiamento climatico
Cosa che però oltre a danneggiare il pianeta minerebbe la credibilità dell'America come partner negoziale soprattutto Trump
Vorrebbe smantellare le alleanze dell'America e il problema è che queste alleanze sono la più grande forza dall'America Trump ha chiesto che altri Paesi perché gli altri Paesi paghino di più per la loro sicurezza altrimenti facciano da soli
La sua posizione indebolire la NATO lasciando i Paesi dell'Est europeo vulnerabili alla Russia incoraggia all'espansione cinese nel mare del sud della Cina e spinge Giappone e Corea del Sud ad armarsi di armi
Nucleari
La seconda ragione per preoccuparsi secondo l'economista il temperamento di Trump durante la campagna si è dimostrato narcisista indisciplinato avventato
L'incarico più importante del mondo richiede in realtà di far fronte ogni giorno a due miglia sia in patria e all'estero se Trump non riusciva a controllare i suoi di sentimenti la sua Presidenza presto diventerà un conflitto permanente
La terza ragione per preoccuparsi e ciò che richiede incarico di Presidente entrante non ha mostrato alcuna capacità di saper controllare
Dettagli delle questioni complesse o di rimanere concentrato certo potrebbe delegare come faceva Reagan ma
La sua squadra di campagna elettorale era composta soprattutto da membri dalla famiglia e da pochi altri
Lui
Si è fatto promozione politica come imprenditori in grado di fare business
A livello internazionale ma una cosa è se fallisce un accordo economico campo sempre costruire un un grattacielo un campo da golf altrove
Se per controlli c'è un accordo con Putin non ci sono seconde possibilità
Le conclusioni l'Economist ricorda però che
La Costituzione americana mette un limite in qualche modo a Trump e questa la cosa geniale limita i danni che un Presidente può fare
Ci auguriamo che Trump dimostrati che i nostri dubbi siano infondati o che
Nel caso di fallimento per la sua Presidenza tra quattro anni arriva arrivi un presidente migliore il pericolo con la rabbia popolare che la disillusione sul Trump non faccia altro che aumentare lo scontento che lui stesso alimentato
Se così e sarebbe grave il suo fallimento potrebbe aprire la strada qualcuno ancor più determinato distruggere il sistema
L'elezione di Trump però a prescindere da tutto questo
è
Un rigetto di
Tutti illiberali incluso questo giornale
I mercati aperti la democrazia classicamente liberale che difendiamo e che sembravano essere essersi affermati nel mille novecentottantanove con la con la caduta del muro
Sono stati rigettati prima dagli elettori del Regno Unito poi da quelli in America Francia l'Italia altri Paesi europei potrebbero seguire la stessa strada
è chiaro che il sostegno popolare a favore dell'ordine occidentale dipendeva in passato più dalla rapida crescita economica e dagli effetti galvanizzante dalla minaccia sovietica
Che da una vera e propria convinzione intellettuale nel momento in cui Trump si prepara ad entrare la Casa Bianca il lungo e difficile lavoro di convincere
Sulle buone ragioni dell'internazionalismo liberale inizia di nuovo così
Così l'Economist in questa conclusione che
Deve far pensare
Anche
Forse soprattutto
Chi crede nella nella democrazia
Liberale occidentale gli accetti di Donal Trump all'estero viene ieri venivano analizzati da due
Giornali il il Washington post in un editoriale dal titolo l'elezione di Trump minacce diritti umani in tutto il mondo scrive il il quotidiano americano
Se tranci sarà quel che ha promesso durante la campagna presidenziale ci sarà una corsa alla repressione in diversi Paesi in giro per il mondo da quando il Presidente cui insomma fissò i suoi quattordici punti la Conferenza diversa e del mille novecento
Diciannove gli Stati Uniti sono stati più importanti difensori e promotori dei diritti umani e la democrazia al mondo
Ma Trump oggi sembra pronto ad abbandonare quel ruolo durante la campagna Trump ha minimizzato
Le brutalità le repressioni di gente come Vladimir Putin Bashar al-Assad o Recep Tayyip Erdogan
Non sorprende se questi tre regimi abbiamo salutato in modo entusiasta la sua vittoria è vero che il bilancio degli Stati Uniti in termini di diritti umani lungi dall'essere perfetto alcuni Presidenti hanno predicato bene e razzolato male
Ma la pressione americana ha sempre giocato un ruolo decisivo per spingere decimi di decine di Paesi verso
La democrazia e libertà per costringere alcuni regimi a liberare prigionieri politici o per lui menta limitare abusi di autocrati come l'egiziana Sissi
Perfino i nemici più forti come Putin o il cinese ci gin Pinga sono stati costretti ad ascoltare le critiche americane o hanno subito delle sanzioni da parte degli Stati Uniti
Il Presidente Obama è stato un sostenitore molto moderato di questa politica ma molti regimi anche colui hanno continuato attenere la censura americana
La moratoria in termini di promozione dei diritti umani della democrazia promossa da tramite potrebbe avere presto un impatto tangibile dal CUR lungo alle Filippine passando per d'Egitto così
Il Washington post in questo editoriale e l'altro giornale che approfondiva in un editoriale ieri le
Conseguenze globali di del dell'arrivo di Trump alla Casa Bianca
Era del Guardian se il Presidente eletto manterrà le sue promesse del mondo fondato sulle regole trascorso alle sue fondamenta
Anche qui leggiamo
Un paio di passaggi l'elezione di un'altra ante è stata salutata da autocratica demagoghi in tutto il mondo da Mosca le Filippine
La reazione dei leader democratici in particolare in Europa invece stata contraddistinta da una paura e cioè che questo evento possa
Minacciare un ordine mondiale fondato sulle regole Trump ha definito la NATO soletta vuole porre fine al libero commercio con l'andare a braccetto con gli autocrati e perfino suggerito che il Giappone e Corea del Sud
Sviluppino armi nucleari ha criticato l'accordo nucleare con l'Iran vuole un muro alla frontiera con il Messico crede che la lotta al terrorismo debba includere la tortura e non gli importa nulla del cambiamento climatico
Questo il programma di politica estera di Trump un programma che mette in discussione la sopravvivenza dell'ordine internazionale in cui gli Stati Uniti hanno giocato un ruolo chiave
Per Donal Trump la politica come il business significa fare accordi pensa con faccia a faccia con un dittatore possa risolvere tutti i problemi
Il suo approccio la politica estera un gioco a somma zero in cui per fare l'America grande di nuovo è necessario tradire gli amici tradizionali
La sua elezione conclude tra l'altro il Guardian prende il mondo un luogo più pericoloso e più
Incerto così
Il quotidiano britannico è un altro quotidiano britannico il Times di Londra ieri
Proponeva di reagire rafforzando in qualche modo la le capacità di autonomia di difesa degli
Europei ma non dell'unione
Europea esercito lumaca il titolo dell'editoriale del Times l'Europa deve smettere di trattare l'America come una mucca da mungere
E concentrarsi sul rafforzamento della NATO l'elezione di Donald Trump scrive il Times dovrebbe agire come un tonico per tutti quegli Stati europei che hanno contato per troppi decenni sugli Stati Uniti
Per garantire la loro sicurezza Trump rare quando
Dice che i membri europei della NATO devono fare di più per
Prendersi carico della difesa dei loro paesi non non esprime una posizione folle
Tutti i presidenti americani dagli anni sessanta in poi hanno espresso questa queste stesse valutazioni eppure la stragrande maggioranza degli europei continua a essere lontano dall'obiettivo modesto del due per cento di PIL per le loro forze armate
Gli europei secondo il Times devono essere pronti a compiere sacrifici finanziari per proteggersi dalla Russia dallo Stato islamico da altre possibili minacce esterne
Abbi care questa responsabilità significa minare la credibilità delle alleanze spingere gli avversari a lanciare altre sfide
C'è un ma secondo il Times ciò che l'Unione europea non deve fare e lanciarsi in un progetto federale come un esercito europeo su carta
Questa è stata la prima risposta del Presidente della Commissione tronco di un carro la vittoria di Trump ma si tratta di un piano distruttivo
Che non permetterebbe di aumentare la sicurezza dell'Europa e perché perché tra quartier generali europei concorrenti alla NATO unità europea e frenate da regole di ingaggio nazionale
Questo esercito diventerebbe un esercito lumaca così il Times
Che non ha tutti i torti
Ma d'altra parte bisognerebbe anche ricordare che se l'Europa oggi non sa cosa fare e perché non ha mai saputo prepararsi
Pur rivendicando molto mondo multipolare la propria potenza come soft power o altro non ha mai saputo prepararsi a un mondo
Senza l'America o
Ci fermiamo per oggi per questa settimana da David Carretta una buona giornata con Radio Radicale
Salvo dove diversamente specificato i file pubblicati su questo sito
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