#Agricoltura? Parliamone
Buongiorno ben ritrovato io non ho puntata di agricoltura parliamone la trasmissione che radio radicale parla di agricoltura mai in un mondo interconnesso dove il settore dell'agroalimentare e
Il mondo che vive nelle aree rurali sta giocando un ruolo sempre più importante anche in termini di proposizione di nuovi diritti e delle nuove politiche internazionali in questi giorni si parla molto ti sviluppo di futuro dello sviluppo sostenibile e contemporaneamente abbiamo in Italia un dibattito sull'apertura rispetto mercati internazionali e soprattutto l'esempio del mercato cinese che come sappiamo non è soltanto ormai un mercato ma è una politica internazionale di relazioni che sta cambiando gli orientamenti anche dei Paesi europei
Rispetto alle prospettive che finora erano prevalentemente atlantiche ora la scelta
Nel mercato
Dell'agroalimentare rispetto a una proiezione europea verso l'Atlantico un bilanciamento invece verso i Paesi dell'est dovrebbe vedere una riflessione approfondita rispetto al ruolo dell'Europa
L'Italia si presenta a questo dibattito con la sottoscrizione di un memorandum con la Cina ma in assenza di decise politiche europee
Diano forza alle posizioni del del
Del dell'Europa
E che quindi anche dei suoi Paesi membri aderenti
Mentre questi grandi scenari che influiranno sempre più sul commercio l'agroalimentare sulle stesse scelte politiche internazionali in Italia avvengono abbiamo le manifestazioni sul clima che sempre più diventano manifestazioni che parlano è si domandano vorrebbero intervenire positivamente sui modelli di sviluppo
Il quindici marzo come sappiamo c'è stato un grande sciopero per il clima che ha visto molto attivo anche il nostro Paese l'Italia
E le manifestazioni continuano il ventitré e di marzo si è tenuta una grande manifestazione a Roma con oltre cento mila partecipanti numeri che hanno sorpreso persino gli organizzatori perché temo di menti anche spontanei
E
Partita questa iniziativa che sicuramente avrà una durata nel tempo la manifestazione Varenne infestazione
Sul clima per salvare la salvaguardia del clima e contro le grandi opere inutili ma visto la partecipazione di tanti comitati anche quelli che parlano di uno sviluppo agricolo sostenibile
E che si battono per la diminuzione in Italia dell'uso dei pesticidi
Contemporaneamente dicevamo in Italia si discuteva della possibilità di esporta e import per esempio degli agrumi ora il quadro generale mondiale e quello che e in aumento dal due mila nove
La e i le la esportazione e la importazione di prodotti agroalimentari in Europa cioè l'Europa diventa un un dura Federazione sempre più orientata verso i mercati internazionali
Ma in Italia in Italia sappiamo che in dieci anni e quadruplicata la presenza dei prodotti agroalimentari
Italiani che vanno in Cina
In realtà parliamo ormai di nome entro i dieci anni del Trecento settantasei per cento ossia quattrocentoquarantotto miliardi di euro
Qui corrispondono queste esportazioni
Riguardo agli agrumi quello di cui si è parlato della possibilità che l'Italia se n'è parlato anche in toni trionfalistici possa esportare anche col mezzo aereo
I suoi le sue arance questo avviene e grazie a un accordo che partito dal diciotto gennaio
Del del di di quest'anno
E che vede la possibilità di trasportare anche via aereo gli agrumi che finora in Cina potevano essere portati soltanto attraverso il viaggio in mare ma le quali sono le dimensioni della produzione beh verrebbe da dire che
L'idea di esportare agrumi in Cina come quasi voler vendere ai Cigarini eschimesi il ghiaccio
Infatti la Cina il principale produttore di di di agrumi con trentotto milioni di tonnellate andamento l'Italia produce
Dai due milioni e mezzo ai due milioni e nove
Di tonnellate hanno la sua produzione
Si estende per per per soprattutto in Sicilia e in Calabria è ormai oltre il venticinque per cento da superficie italiane coltivato ad agrumi e coltivata col metodo biologico
Lei importazioni alimentari dalla Cina in realtà vedono uno sbilancio
Della della del importazione rispetto alle esportazione cioè anche nell'agroalimentare per un Paese come l'Italia
A un uno sbilanciamento in questo caso del ventinove per cento tra esportazioni importazioni
Di agrumi in Italia avvengono pre che si consuma l'Italia sono prevalentemente prodotti in Italia
Soltanto una piccola parte viene importata allo stesso tempo anche una piccola parte l'otto per cento oggi viene esportata ma il problema grosso che Ranci italiane
Sono pagate anche otto dieci centesimi al chilogrammo c'è un prezzo irrisorio per la sua alta qualità alta qualità che
E universalmente riconosciuta tanto che la Cina un grande paese produttore ed anche esportatori di agrumi
Interessata al suo acquisto nel problema grosso sarà sempre più capire
Delle nostre importazioni quanto entrano realmente legalmente e quanto di quel prodotto venduto come chilometro zero prodotto italiano lo sia veramente in un sistema di legalità
Fortemente tarato da scarsità di controlli negli elenchi degli importo
E un'illegalità diffusa che difficilmente contenibile nell'agroalimentare riguardo alle importazioni
Il problema appare grande se consideriamo che
La nostra relazione con la Cina oggi
Vive della contesto politico internazionale un contesto politico che guarda agli affari e ai commerci
Ma se contemporaneamente non sa porsi la questione dei diritti umani vedrà gravemente falsato e le relazioni il prevalere di politiche che sempre più saranno fuori controllo una relazione italiana compresi dove
C'è un grave deficit democratico e dei diritti umani
Vetera in futuro probabilmente un indebolimento le nostre stesse posizioni pur avendo guadagnato nel limitato periodo del del della la possibilità
Esportazione e quindi di maggiori introiti per il nostro Paese ma in questo senso
Per avere un quadro della della della complessità della questione
Nel piano agroalimentare noi dobbiamo necessariamente parlar la prospettiva di Unione europea e dalla prospettiva delle politiche agricole comuni in Unione Europea
E abbiamo detto più volte che è in corso la revisione della PAC cioè la politica agricola e comune
Inumane
E che questa decisione saranno le decisioni principali saranno prese da qui a maggio cioè le elezioni europee e che questo
Queste decisioni saranno un punto di svolta non soltanto per l'europea ma internazionale sicuramente incideranno sul futuro agroalimentare tanto degli italiani tanto dei tutti i cittadini del mondo perché l'Unione europea svolge un ruolo
Fondamentali in questo senso a questo proposito
E vorrei leggere una parte del rapporto Atlante della PAC
Quello del due mila diciannove e il rapporto che la fondazione Heinrich dove di Berlino Germania
Pubblica ogni anno che pubblica in Italia in collaborazione con la Fondazione Cariplo pubblicata dal Google Fitalia parla coalizione cambiamo che di cultura
A pagina quarantasei di questo interessante studio si parla delle interconnessioni e penso che rispetto al dibattito in realtà un po'povero che abbiamo avuto in Italia
In questo evento del del del della della sottoscrizione di un memorandum con la Cina penso che questo lettura possa essere illuminante
Il rapporto dice a pagina quarantasei fin dagli anni ottanta la PAC
è stata spesso oggetto di critiche
Per aver sovvenzionato l'esportazione di prodotti agricoli verso altre aree del mondo grazie all'uso del denaro dei suoi contribuenti
Ha generato un calo dei prezzi del mercato mondiale e ha determinato l'uscita degli agricoltori
Dei paesi in via di sviluppo dai loro mercati locali i pagamenti diretti sono stati il principale strumento per la produzione agricola della PAC fin dagli anni novanta i sussidi all'esportazione sono progressivamente diminuiti e poi sono stati vietati definitivamente in tutto il mondo nel due mila quindici dopo la risoluzione dell'Organizzazione mondiale del commercio via vietati rabbie e disaccordo sul patto sul fatto che i pagamenti diretti abbiano un effetto negativo sui Paesi in via di sviluppo molti economisti agrari ritengono che essi incidono poco sulla produzione e che abbia un impatto internazionale limitato
Tuttavia altri modelli mostrano che sia la produzione sia le esportazioni si modificherebbero se non vi fossero più
Uno studio del due mila dodici del Norvegia agricoltura Economics Rosa cioè istituto
Ha concluso che le esportazioni nette di grano dall'UE diminuirebbero del venti per cento la carne di maiale del sedici per cento e il pollame del settantacinque per cento a causa dell'amento del costo dei cereali e quindi dei mangimi
Secondo gli autori dello studio gli effettivi dell'Internazionale sarebbero finalità minoritari mentre per le ONG le conseguenze sarebbero significative se due riducesse in misura tale le sue esportazioni
Dati commerciali attuali mostrano che l'UE registra al momento un surplus sulla bilancia del settore agricolo grazie alle esportazioni di commodity
L'Unione Europea guadagna più di quanto spende per le importazioni equivalenti al contrario di quanto avveniva quando vi erano le sovvenzioni all'esportazione ecco
Questo paradosso che ci racconta
Il rapporto Atlante la PAC due mila diciannove ci dice che l'Europa ha trovato il sistema di bilanciare la perdita che avrebbe venendo a calare
L'ex l'Effetto
Prodotto dal dal sostegno alle esportazioni per aver sottoscritto nel due mila quindici un accordo della organizzazioni mondiali dal mondiale del commercio ma riesce appunto a frenare questa aperte anzi farne un guadagno
Investendo succosa sui mercati più poveri e dove ci sono carenze gravi di organizzazione di mentale per esempio
I mercati più poveri dell'Africa e continua il rapporto l'Africa è un mercato importante per molti prodotti di base
Nel due mila diciassette il Nordafrica nonostante il suo limitato potenziale di crescita alimentare assorbito il trentacinque per cento delle esportazioni di grano dell'Unione Europea
E l'Africa subsahariana assorbito tra un quarto e i due terzi delle esportazioni di farine dell'UE
Certo il grado può essere coltivato solo in pochi luoghi a sud del Sahara ma le importazioni competono con culture adattate localmente come il miglior la manioca e gli indiani
Nel due mila diciassette circa il quarantatré per cento delle esportazioni di pollame dell'unione europea è stato destinato all'Africa subsahariana e principalmente all'Africa occidentale
Laddove l'abolizione i pagamenti diretti
Secondo il modello ridurrebbe le esportazioni ed aumenterebbe i prezzi della carne nei Paesi importatori stimolando gli investimenti della produzione locale a migliorare l'attuale bassa produttività in questo settore
La maggior parte degli scienziati e delle ora in C concordano sul fatto che il successo delle esportazioni dell'Unione Europea non dipende solo dalle sovvenzioni
L'UE persegue da tempo l'obiettivo esplicito di aumentare la produttività agricola e poiché le vendite interne sono stagnanti la produzione può essere un'intatta solo in relazione alle esportazioni
La costruzione di stalle sempre più grandi oltre a controlli meno rigorosi dei parametri ambientali del benessere degli animali ha portato ma un aumento della produzione e apprezzi
Più bassi per i produttori ora in questo quadro ex io credo sia molto evidente
Quello che accade che non è sotto gli occhi di tutti
Innanzitutto
Rispetto ai Paesi più poveri quelli quelli del sottosviluppo i paesi africani l'Unione europea è un grande esportatori di merce apprezzi tenuti bassi
Attraverso gli stanziamenti asse delle sovvenzioni che gli agricoltori europei ricevono dalla PAC e
L'invasione parti importanti di centrali prodotti verso i Paesi più poveri dell'Africa e un dato che non viene spesso raccontato malgrado il mandato interessante se vogliamo comprendere anche quello che sta succedendo del continente
Nel continente africano ma questo a questa azione verso esportazione di commodity cioè di prodotti italiani abbasso valore
Non arricchisce certo gli agricoltori italiani non va a vantaggio del settore
Agricolo direttamente ma semmai a vantaggio di una politica del commercio che si avvantaggia sempre di più del disordine internazionale
Il caso
Eclatante e quello del mercato dell'arte di cui pure parla il rapporto di Atlante PAC due mila diciannove il mercato dell'arte
Dice il rapporto mostra fino a che punto le cose possano degenerare la politica lattiero-casearia del nome
è stata
Liberalizzato nel due mila quindici sappiamo
Che esistevano le quote latte c'è una limitazione per legge alla quantità di produzioni che ciascun Paese poteva realizzare in termini di latte bovino
E i limiti di produzione
Che furono introdotti allora contratto negli anni ottanta sono stati aboliti
Questo ha permesso certamente una crescita dell'esportazione che però ha innescato un crollo dei prezzi sul mercato mondiale
Le grandi Latteri europee hanno semplicemente trasferito i prezzi più bassi sui contadini costringendo molti a cessare l'attività o a richiedere un sostegno statale sotto forma di prestiti di emergenza
Eliminando le sovvenzioni alle esportazioni l'Unione europea ha di certo eliminati un elemento particolarmente dannoso per i Paesi in via di sviluppo
Tuttavia questo non rende la PAC irreprensibile anche le importazioni agricole in Europa sollevano particolari preoccupazioni essendo costituite ancora da materie prime tradizionali
E da tutti quei prodotti ex coloniali olio di palma soglia cacao caffè banane cotone
I conflitti sull'uso e la distribuzione delle terre produttive insieme alla deforestazione all'uso dell'acqua e l'impiego i pesticidi esercitano effetti negativi sull'alimentazione sulla salute
Sui diritti umani e sulla sostenibilità globale
La soglia la soia utilizzata per l'alimentazione animale è un esempio la PAC promuove la produzione di carne suina e di pollo stimolando la domanda di soglia
Che viene coltivata in grandi tenute dell'America Latina su terreni
Un tempo coperti da foresta e da prateria
La sfida è enorme
Ma l'obiettivo è chiaro l'Unione europea deve ristrutturare radicalmente i suoi sistemi agroalimentari rendendoli sia ecologici sia e quindi a livello globale solo allora darà un contributo reale
Agli obiettivi globali di sviluppo sostenibile
L'Atlante della PAC due mila diciannove ci spiega il fondo che c'è un rilevante mercato di prodotti a basso prezzo
Di di di
Venduti come come commodity
Interessa l'Unione europea e che di questo fanno le spese gli agricoltori sia quelli
Dell'Europa sia quelli del paese dei paesi più poveri Anco in questa chiave
Va visto quanto avviene nel mondo di reazione rispetto alle colture industriali delle grandi commodity quelle che interessano prevalentemente le colture per esempio oggi M
E che vedono una flessione in diversi Paesi è dovuta alla constatazione che gli arricchimenti di questi metodi produttivi vanno tutti quanti alle grandi organizzazioni internazionali del commercio a un'economia di carattere virtuale
Ma rendono sempre più poveri gli agricoltori si tratta di un modello agricolo che va cambiato a partire dalla dalla dalla dalle scelte che farà l'Europa in questo senso
Davanti a questo abbiamo come dicevamo all'inizio le scelte da fare rispetto alla relazioni con con una racconta la Cina
Con il rapporti commerciali che potremmo avere eccetto
L'esempio delle arance cioè di un prodotto di alta qualità
Venduto proprio perché è di alta qualità in un Paese che di per sé a una grande produzione di agrumi di base come la Cina dimostra che possiamo puntare come sistema paese a una
Produzione di alta qualità e che questa dovrebbe interessare i Paesi che
Richiedono sempre di più un prodotto agroalimentare di qualità lasciando ai Paesi più poveri lo sviluppo che possano far fronte alle loro esigenze agroalimentari anche attraverso la produzione di prodotti tipici in modo che essi siano regolati sulle vere potenzialità del loro territorio e non attraverso grandi forzature produttive su cui quei Paesi evidentemente sono sono perdenti non potendo contare su grandi input energetici
Finanziari come nel nostro caso
Dunque la produzione di alta qualità
E il focalizzarsi verso esportazioni di alta qualità in realtà in un quadro più generale aiuterebbe anche i Paesi del sud del mondo a un'emancipazione e a svincolarsi dalla grande mercato internazionale delle commodity che lega tanto gli agricoltori dei Paesi ricchi
Tanto quei pare quei produttori dei Paesi poveri ma in questo senso la prospettiva cinese di un grande mercato come quello della Bri ma anche di una finanza
Dovrà essere dovrà essere veramente guardato con grande attenzione
Tutte le tutta l'area del del della della Bri legata al punto sempre più sarà legata alla finanza cinese è in questo in questo da Cina giocherà sempre più un ruolo chiave quando riuscirà appunto a creare sempre più infrastrutture servizi che saranno centrali da da quel punto di vista il fatto di avere degli accordi in un Paese come l'Italia che una una una un ponte gettato nel Mediterraneo ovviamente questo sarà la l'approccio tipico verso il basso cinese
Nei secondo cui appunto da un lato la grande potenza promuove i suoi valori
Anche all'idea Linda nei paesi dei Paesi esteri allo stesso tempo riesce a realizzare Grandi Progetti infrastrutture in modo tale che la Bri sia sempre più concepita con un sistema di grande orientamento verso la sicurezza e la stabilità economica del mercato i mercati mondiali
In questo senso ovviamente investimenti all'estero da parte della Cina l'agroalimentare dovrebbero cioè indurre come dire in tutti i paesi che aderiscono a questa visione partecipare sempre di più al mercato cinese
E e contemporaneamente
Cercare di dare uno sviluppo anche finanziario tutti i paesi della Bri
Questo questo è una è una visione che
Cambierà le relazioni mondiali e sempre più sarà combinato sviluppo alla sicurezza
E con i contenimenti dei rischi ci sarà sempre più un legame tra l'economia reale dei paesi membri e il potere finanziario cinese
E l'agroalimentare italiano mostra di avere un potenziale rispetto agli equilibri economici e politici ma mondiali molto grande e sicuramente questo non è entrato nella consapevolezza del dibattito
Come come evidente la Bri cinese ha come obiettivo quello di cambiare totalmente la geografia economica oggi consolidata ed esistente
E c'è una
Oggi noi una posizione centrale delle di chi del Mediterraneo su questo sono cambiati gli orientamenti come sappiamo il mercato cinese anche la produzione agroalimentare
Si è spostato sul Mediterraneo questo questo
Pone grandi sfide al nostro Paese e cambia l'orientamento delle politiche rispetto alla prevalenza centroeuropea ha un potenziale enorme
Se soltanto ci fosse una Europa qualitativamente più strutturata
Tanto da comprendere che la centralità dell'agroalimentare italiano e la sua proiezione mi terraneo potrebbe realmente influenzare questa politica e poter dire la sua anziché subirla passivamente
Sicuramente ci sono grandissime opportunità ma bisogna avere uno spessore bisogna avere una capacità dare carattere individualità riuscire a influenzare realmente
Tutto questo certo l'Italia da sola non riesce a farlo ma se manca una qualità europea che sappia individuare ruoli e potenzialità di tutti i Paesi membri in questo caso dell'Italia l'Italia finisce
Per indebolirsi andando un po'per conto suo rischiando di pagare un prezzo carissimo da questo punto di vista le moltiplicità le le le le le le molteplici opportunità
Di sviluppo ci sono ma sicuramente serve una visione a di grande spessore e anche di lungo periodo del dell'agroalimentare italiano
E non bisogna sottovalutare per Toni trionfalistici tutti i pericoli che sono sottesi a questa grande trasformazione e al fatto che l'Italia
Si è messa in una relazione così importante complessa come quella sulla grande disegno
Cinesi c'è una sfida che deve essere in realtà strategica del dell'Europa e degli Stati Uniti d'Europa
Qui non si tratta del del della Cina come grande Paese la grande economia del del del pianeta vi si tratta di una prospettiva più ampia che
Scelga quale tipo di governance globale
Si creerà negli anni futuri rispetto a quella occidentale spostata in direzione atlantica
Riuscire a portare in paesi verso regole chiare e condivise
Verso i diritti umani è una visione generale di stabilità legata ai valori e alla qualità della vita alla resilienza rispetto alle tematiche ambientali sarà la grande la grande sfida
Certo le trasformazioni a cui stiamo assistendo in questo periodo non soltanto in Europa anche in altri Paesi come gli Stati Uniti
Comunque saranno determinanti rispetto a quello che la proposta cinese la Bri e
Decideranno se l'Unione europea e l'Europa come continenti generale saprà informare di sei le direzioni dei cambiamenti attraverso il mercato agroalimentare anche dei cambiamenti divisione politici e di valori
Che ci stanno interessando oppure la nuova globalizzazione anche quella alimentare sarà sempre più ispirata dal modello cinese di sviluppo e di relazioni internazionali ecco ogni scelta che sarà giocata in termini di politica agricola comune in questi mesi influenzerà non soltanto il clima dei prossimi anni proprio probabilmente gli assetti
Economici giuridici di valori sistema culturale che interesserà le nuove generazioni
Dei prossimi decenni su questo occorre avere consapevolezza e sicuramente i giovani che hanno manifestato i conti continuano a manifestare per il clima contro le grandi opere inutili contro il depauperamento e la distruzione del suolo
Per salvare la salute per esempio l'uso smodato di pesticidi per una produzione di basso valore che poi come abbiamo visto e viene riversata sui Paesi dall'Italia dall'Europa sui Paesi più poveri del mondo influenzando per a sua volta drammaticamente le economie invece potrebbe posizionarsi su una produzione di alta qualità di alto reddito riuscire l'interessato era i mercati maggiori ma per questo bisogna avere una grande consapevolezza dei valori
Anche democratici dei diritti civili perché le merci non sono una un un oggetto astratto contengono Consei ideali valori tutto uno spessore
Di carattere non materiale che pure le appartiene anche nell'apprezzamento del loro dello del loro valore sul mercato
Diciamo che l'Occidente Adornato al mondo
Intero con la concezione dell'importanza del soggetto avuto con uscente della libertà individuale e che questo valore queste riscontrato anche le scelte agroalimentari
Coscienti le libertà civili sono legate alla capacità ed autonomia
Est saggia dell'assaggiare prodotti alimentari di poter determinare la qualità e di orientare sempre più mercati verso l'alta qualità la connessione tra la terra e il prodotto agricolo
In una globalizzazione di quella che messa gravemente a rischio ma che dovremmo difendere non soltanto per la vita della nostra stessa agricoltura se parliamo dell'Italia
Ma si gioca la vita e l'agricoltura mondiale
E dei diritti umani e civili che ad essa sono collegati bene da agricoltura parliamone per oggi tutto un saluto da Carlo Triarico che ricorda troverete approfondimenti
Anche per questa puntata sul mio blog Carlo Triarico punto it i a risentirci
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