Una politica che si rifiuta di leggere la storia e riflettere sull’oggi facendo tesoro delle esperienze del passato senza ripetere gli errori.
Una politica (e non solo) che dovrebbe leggere un libro come "I diari di Phoenix House" di Mauro Croce.
Rubrica
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Buon giorno da Roberto Spagnoli ha così nuovamente l'appuntamento con la nota antiproibizionista torniamo in onda dopo qualche settimana di pausa per continuare a parlare di politiche delle droghe e di una politica troppo spesso irrazionale
E inadeguata incapace di governare il fenomeno
Una politica che resta sorda e cieca di fronte all'evidenza e continuando a produrre danni più gravi di quelli causati dalle sostanze in quanto tali
Una politica che si rifiuta di leggere la storia di fare tesoro delle esperienze e proprio di questo vorrei parlare nella nota di questa settimana
Negli ultimi anni periodicamente si è parlato del ritorno dell'eroina in realtà non se n'è mai andata negli ultimi anni il narcotraffico ha puntato su altre sostanze prima di tutto la cocaina che ormai si trova a prezzi stracciati
Le pasticche offerte ormai varianti sempre nuove ma l'eroina è rimasta anche se è difficile avere un quadro preciso dalla situazione
L'impressione di chi lavora sul campo è che dopo il picco di trenta o quaranta anni fa il numero dei consumatori sia rimasto pressoché stabile alternando flessioni e rialzi sono po'ciclicamente
Glie eroi in arrivo in Italia verso la metà degli anni settanta il decennio successivo quello che conosciamo quelli negli anni del riflusso gli anni Ottanta ritorno al privato il benessere
Fu anche furono anche gli anni della della morte per overdose che colpì un'intera generazione le periferie delle grandi città ma anche i piccoli centri di provincia furono messi alla prova da un fenomeno che la società non sapeva come affrontare
Chi finiva nelle nella dipendenza aveva davanti poche alternative il carcere la strada ho qualche servizio che alcuni professionisti cercano di mettere in piedi non senza difficoltà
I servizi sociali e sanitari per le dipendenze erano ancora tutti da costruire e le prime comunità di recupero nacquero più per necessità che sulla base di una progettazione consapevole
Fra quelle più note c'era la Phoenix Savoldi Londra aveva fama di essere capaci di risolvere il problema dell'eroina
Era ispirata al modello americano era molto più di una comunità terapeutica era un sistema un mondo chiuso con regole ferree ruoli e linguaggi propri basato su un controllo psicologico quotidiano e reciproco senza mezzi termini
La logica non era quella del supporto individualizzato ma della ricostruzione collettiva dell'identità bisognava annullare la persona dipendente farla rinascere come parte integrante della comunità
La Phoenix House era governata da una struttura rigidamente gerarchica per esempio i nuovi arrivati facevano parte della botta un credo cioè la la la ciurma più bassa con il tempo si poteva salire di rango salire di livello
Ma bastava una minima infrazione o anche nessuna infrazione per essere retrocessi senza appello
Insomma un'attenzione costante tra appartenenza ed esclusione e le dinamiche di gruppo diventavano totalizzanti ogni gesto doveva essere una prova di lealtà alla regola anche andando contro chi aveva il potere di quella regola
E le dinamiche erano spesso costruite come provocazioni educative magari una palese ingiustizia per insegnare a sopportarla Lidia era il mondo è pieno di giustizia e quindi o impari ad adattarti cresce come uomo oppure te ne puoi andare insomma torna a farti le pere
Del resto fissa USA non era una prigione chiunque poteva andarsene di propria iniziativa però portandosi via il peso di avere fallito di un avercela fatta
Quarant'anni fa un giovane psicologo italiano si interessò ha fissato se voleva capire che cos'era capire cosa succedeva al suo interno
Decise allora di entrarvi come osservatore partecipante di vivere dentro il sistema
Di vivere le dinamiche della comunità con la sua disciplina incessante la pressione del gruppo condividendo con i tossicodipendenti ospiti regole rituali che non lasciavano spazio l'individualità
E in in quel periodo tenne un diario che ora è diventato un libro i diari di Phoenix causa pubblicato da Durango edizioni l'autore Mauro Croce psicologo psicoterapeuta criminologo ha lavorato nei servizi pubblici per le dipendenze ha fatto anche parte della consulta degli esperti e gli operatori delle Tosi tossicodipendenze
Del ministero della solidarietà sociale è stato formatore per conto del Consiglio d'Europa insegna Psicologia della dizione e ha pubblicato numerose opere sia in Italia che all'estero
Ecco questo suo libro non è un testo per specialisti una testimonianza unica proprio per rileggere quel periodo attraverso le parole e lo sguardo di allora ma con la consapevolezza e l'esperienza di oggi insomma è un'occasione preziosa
Per riflettere sull'oggi sull'importanza di fare esperienza sul campo di applicare in pratica quello che si studia in teoria dunque un un libro per i professionisti
Ma anche per chi si semplicemente si interessa di droga dei dei problemi connessi per coloro che fanno informazione magari anche per chi fa le leggi e troppo spesso appare lontano dalla realtà quando non dichiaratamente ostile
Di di Phoenix auto di cui di questo libro I diari di Phoenix Hausa Di Mauro Croce parleremo oggi alle hanno Tiziana t. previste rissa ci risentiamo in onda alle tredici un saluto da Roberto Spagnoli
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