08 GEN 2026
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Postsovietika - Intervista ad Anna Zafesova

RUBRICA | di Ada Pagliarulo - RADIO - 07:43 Durata: 5 min 42 sec
A cura di Guido Mesiti
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L'imbarazzo di Mosca per la cattura del presidente venezuelano Maduro da parte Usa.

La Russia denuncia l'imperialismo Usa, ma non minaccia bellicose ritorsioni per l'estromissione di uno dei suoi principali alleati.

Il filosofo nazionalista teorico del Neo-Euroasianesimo Dugin incita ad emulare Trump e a rapire Zelensky.

Altri commentatori ed ex dei servizi segreti minimizzano l'operazione, sottolinenandone la semplicità.

Uno smacco per l'intelligence russa, da anni presente sul suolo venezuelano, così come per i dirigenti delle aziende petrolifere russe come Rosneft che puntavano ad investire
a Caracas.

Il ruolo esercitato dai mercenari della Wagner in questi anni a sostegno del regime venezuelano, garantendo la sopravvivenza di Maduro durante le proteste.

Un esilio a Mosca sfumato per Maduro e ora ipotizzato per la Guida Suprema dell'Iran Khameney.

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