26 FEB 2026
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Postsovietika. Intervista ad Anna Zafesova

RUBRICA | di Ada Pagliarulo - RADIO - 07:43 Durata: 5 min 25 sec
A cura di Guido Mesiti
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Quattro anni di guerra russa.

L'Ucraina ha una rassegnazione quasi serena: sa che la guerra continuerà, la speranza che finisca è fragile.

Migliaia di morti, deportati, mutilati, profughi.

Sono più di 200mila i crimini di guerra dei soldati russi registrati in questi quattro anni.

Ma la vittoria per l'Ucraina è esistere, aver conservato l'indipendenza.

Ed esser diventata parte ormai parte della strategia di difesa dell'Europa.

La Russia in questi quattro anni si è trasformata in una dittatura militare.

Non è più possibile protestare contro la guerra, al punto che sono stati fermati i
pochissimi che hanno semplicemente portato dei fiori ai monumenti dei poeti ucraini presenti nelle città russe.

In questi quattro anni si sono definitivamente allontanate Russia e Ucraina: una guerra che Putin ha iniziato perché convinto che fossero un unico popolo, un unico Paese.

Il 24 febbraio in Ucraina è l'unico giorno in cui ci si concede il diritto al dolore e al ricordo dell'inizio dell'invasione.

Ma i tanti visitatori e sostenitori che l'hanno visitata quel giorno hanno potuto constatare come il Paese continui a funzionare: tra le bombe, senza luce e senza elettricità, i treni e i tram funzionano, i teatri e i ristoranti si riempiono.

Anche questo è parte della resistenza quotidiana, che per gli ucraini ha lo stesso valore di quella sul fronte.

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