26 MAR 2026
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Postsovietika. Intervista ad Anna Zafesova

RUBRICA | di Ada Pagliarulo - RADIO - 07:42 Durata: 4 min 33 sec
A cura di Guido Mesiti
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Il Museo del Gulag di Mosca è ora diventato Museo della Memoria delle 'vittime del genocidio nazista del popolo sovietico'.

E la Duma ha approvato una legge che definisce il concetto di 'genocidio del popolo sovietico', stabilendo che è un crimine la sua negazione e punendolo con il carcere.

Si vieta così ogni possibile dibattito scientifico sul ruolo dell'Urss nella Seconda Guerra Mondiale.

Da questa lettura unica Putin fa discendere le sue pretese su altri Paesi dello spazio postsovietico.

Ma il 'popolo sovietico' è più un costrutto ideologico che un'entità politica.

E poiché l'Unione
sovietica non esiste più, ha poco senso parlare di qualcosa che non esiste più.

E' una nuova, ennesima legge sui reati d'opinione.

E' l'affermazione della versione della storia imposta da Putin, già annunciata nella revisione costituzionale del 2020 che prevedeva il divieto di ridiscutere il ruolo dell'Unione Sovietica nella Seconda Guerra Mondiale.

In questi stessi giorni la Duma ha approvato una legge che attribuisce al Presidente russo il diritto di dispiegare l'esercito a difesa di concittadini che vengano arrestati o perseguitati in altri Paesi.

Una legge puramente dichiarativa, visto che la Russia non è riuscita neanche a riconquistare il Donbass.

Politologi russi in esilio come Vladimir Pastukhov ritengono che possa essere propedeutica ad operazioni ibride in Paesi come Moldova, Georgia o nei Baltici.

Eppure è in Paesi occidentali come la Germania o gli Usa che i cittadini russi stanno subendo un sopruso, visto che vengono deportati malgrado abbiano chiesto asilo dopo aver lasciato la madrepatria perché contrari alla guerra all'Ucraina.

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