Sono stati discussi i seguenti argomenti: Rassegna Stampa.
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 1 ora e 28 minuti.
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giornalista
Allora, buongiorno agli ascoltatori di stampa e regime la rassegna stampa di Radio Radicale, questa mattina praticamente non c'è quotidiano che non abbia dedicato il proprio titolo di apertura a questa.
La nuova serie di, diciamo così, di operazioni che questa mattina peraltro vedranno sicuramente, diciamo, delle delle novità perché sono state annunciate, diciamo così.
Prima che riaprano le Borse, quindi, visto che aprono alle 9 siamo, siamo qui.
Mi riferisco a questa questa offerta che è stata fatta da Bpm e il Banco Bpm.
E per
Con fare una una fusione alla pari su Monte dei Paschi di Siena.
E
Praticamente nello stesso momento, poi, poco dopo è arrivata l'offerta anche di Intesa, Intesa San Paolo non è, diciamo.
Fulmine a ciel sereno perché si si sapeva ma che ci fossero dei dei movimenti in atto, però ecco la la cosa ovviamente, insomma ieri è scoppiata e quindi, siccome come poi, insomma spiegano, devo dire abbastanza bene, due o tre editoriali perché ovviamente queste non sono fra l'altro vicende.
E facilissime da capire, però, insomma, le spiegano bene, ecco Enpa, è interessante e importante per quello che potrebbe potrebbe succedere
C'è, diciamo così, una una curiosa, a volte inversione di tempistica in alcuni titoli.
Che forse qualcuno noterà, ma che credo sia legata semplicemente al fatto che appunto.
Si parlava di queste possibili operazioni di fusioni in realtà già da tempo, anzi, addirittura qualcuno ci aveva già provato due anni fa, poi le cose erano andate, erano andate in maniera in maniera un po'diversa, parto dal dal titolo del Messaggero il titolo del Messaggero è l'offerta di Intesa su Mps bloccata la mossa di Bpm Queen punto, anche se ripeto temporalmente ufficialmente prima c'è stata l'annuncio, intorno all'ora di pranzo di ieri di questo funzione di Ban Bpm con Monte dei Paschi, e poi c'è stato
Invece la il consiglio d'amministrazione di Intesa e che ha fatto poi questa, insomma, se, se se?
Ha annunciato questa offerta che dovrebbe arrivare questa mattina a questo punto.
Perché il cd A scrive ancora il Messaggero nella notte, appunto, ha definito l'operazione che sbarra la strada alla proposta di aggregazione fatta dal banco a Siena, ora perché dico che è un po'complicato, perché se non si hanno proprio ben ben chiari quali sono i vari?
Partecipanti a questa gara e che cosa c'è alle loro spalle e forse non è facilissimo?
Si rischia di di di confondersi, però Squares, qualsiasi giornale voi comprate questa mattina anche, insomma, on line, trovate schemi e Scherini che che vi riescono a ad aiutare ad orientarli, non vi ho letto il Sole 24 ore e che sarebbe stata, diciamo così, la la, la scelta più più logica.
Semplicemente perché, come sapete, il il lunedì il numero del lunedì è un numero, diciamo così sostanzialmente pre preparato, prima preconfezionato, e quindi di questo non non parla, anche se in realtà ieri nel numero di domenica c'era un articolo di Tamburini che appunto già anticipava tutta una serie di di movimenti e quindi,
Insomma, non è che ovviamente la cosa fosse sfuggita, ci mancherebbe, è il titolo di apertura di questa mattina del Sole 24 ore, riguarda invece le famiglie, gli aiuti per i figli che non fermano il calo delle nascite, e cioè il fatto che anche un assegno unico più generoso come quello che c'è adesso,
No, non funziona, perché diminuiscono comunque i beneficiari.
Crescono i congedi parentali e bonus nido alt alla detrazione per gli over 30 però, insomma, purtroppo la la la, la denatalità continua a crescere, forse perché in realtà non è solo una questione di soldi e servizi, ma è proprio una questione di.
Prospettive diverse di vita non è oggi il momento di parlarne, come vi dicevo, invece, concentriamoci sulle questioni bancarie, che possono anche risultare appunto no, non facilissima, ma cerchiamo di renderli più semplici possibili.
Riassume anche perché c'è c'è, ovviamente non è solo risiko bancario e la parte insomma, se volete più più interessante per questa rassegna stampa, sicuramente il risvolto politico di tutta questa vicenda dalla prima pagina del Corriere della Sera leggo Daniele Manca il riassetto finale tra poteri che l'equilibrio fosse instabile era chiaro il grande risiko bancario intorno a Mps, cioè Monte dei Paschi di Siena, io cercherò di usare meno acronimi possibili perché soffre, ma non è, non è anche questo non rende le cose facili
Il grande risiko bancario intorno a Monte dei Paschi di Siena Mediobanca e soprattutto Generali, sembrava un'incompiuta.
E anche qui forse non tutti hanno ben presente che Monte dei Paschi di Siena l'anno scorso si era praticamente comprata a Mediobanca l'85 86% di Mediobanca all'operazione ancora non è completata, ma insomma ci siamo quasi dentro Mediobanca, c'è un 13% di azioni di Generali, quindi Mps sostanzialmente ha messo le mani su Generali e quindi scrive manca che l'equilibrio fosse instabile. Era chiaro il grande risiko bancario intorno a Monte dei Paschi Mediobanca, soprattutto Generali, sembrava un'incompiuta
Che ancora non è racchiusa, la non è ancora chiusa la vicenda ieri in rapida successione, prima un'offerta di nozze appunto da parte di Banco Bpm a Monte dei Paschi, poi la notizia di una contro offerta di Intesa, San Paolo con Unipol e Bper quindi sono due gruppi bancari Intesa Sanpaolo e Unipol Bper insieme da una parte e dall'altra Banco Bpm okay,
È scattato, scrive ancora, manco questa questa offerta in una domenica di giugno, il riassetto di potere e poteri.
Ancora meglio.
Quindi, comunque, stiamo parlando di di di al, alla fine di questo di potere e ancora meglio lo spiega, secondo me Rossi su Salvatore Rossi, sulla stampa anche la stampa ha questo titolo Intesa Unipol su Monte dei Paschi, oggi l'offerta con Bper dopo la proposta di fusione di Bpm a Siena e sullo sfondo gli equilibri in generale come vedete è quello appunto alla fine egli che si va a finire, dicevo,
Salvatore Rossi, forse perché aveva un passato in Banca d'Italia e quindi sa bene di quello che non solo di che cosa sto parlando, ma lo riesce anche appunto, a spiegare bene così scrive, le acque del sistema bancario e assicurativo italiano tornano agitatissima. Ieri Bpm ha lanciato al Monte dei Paschi di Siena la proposta di una fusione fra uguali. Ne parliamo fra un attimo, ma, come anticipato ieri dal Financial Times, altre due banche del calibro di Intesa, Sanpaolo e Bper, si apprestano stamane a lanciare un'offerta congiunta sul combinato disposto Monte dei Paschi di Siena Mediobanca, con un occhio alla partecipazione che quest'ultima detiene nel gruppo Assicurazioni Generali. Quest'ultimo
È da tempo il convitato di pietra di ogni banchetto finanziario italiano, cioè il pacchetto di Generali, la governance di Generali riposava da anni sulla guida di Mediobanca proprietaria di un 13% circa l'acquisizione di Mediobanca da parte di Monte dei Paschi di Siena aveva gettato lo scompiglio nel mercato questa cosa era venuta l'anno scorso no,
Soprattutto quando pareva che essa fosse stato voluta dal gruppo Caltagirone e da Delfin di Del Vecchio proprio per mettere le mani su Generali, poi è sopraggiunto l'ulteriore scompiglio di Monte dei Paschi, con ritorno dell'amministratore delegato Lovaglio contro la volontà dell'azionista Caltagirone, che ha riportato provvisoriamente una quiete relativa intorno a Generali ma torniamo a Bpm che ci ha riprovato stavolta in modo esplicito,
Perché dice ancora Rossi e l'altra volta in realtà, nel 2024 si diffusero voci insistenti di un interesse reciproco di Bpm e Monte dei Paschi di Siena, a un'operazione che mettesse insieme le 2 banche, creando così il cosiddetto terzo polo bancario dopo un Intesa Sanpaolo e UniCredit non ci fu nessun comunicato ufficiale da parte di nessuno ma che le 2 banche si parlassero e che il governo italiano,
Guardasse la potenziale operazione con occhio benevolo. Non era certo un mistero. Monte dei Paschi era stata risanata ri privatizzata dopo la sciagurata stagione della crisi e del salvataggio pubblico, e Bpm ne aveva da ultimo comprata una quota piccola ma significativa. Arrivò come un fulmine a ciel sereno. L'offerta pubblica di scambio di UniCredit volta ad acquisire Bpm tutti la interpretarono come un tentativo preventivo di bloccare la fusione, che avrebbe creato un temibile concorrente per UniCredit. Il Governo intervenne pesantemente esercitando quel potere attribuitogli dalla legge e che va sotto il nome di Golden Power e assoggettando lo PS. Per lui questa è l'operazione, diciamo così finanziaria, a condizioni in pratica impossibili da osservare UniCredit, e fece tutti i ricorsi amministrativi possibili e immaginabili certa di avere ragione, ma come scrissi io stesso su questo giornale nel luglio dello scorso anno, la ragione e il torto in punta di diritto non erano rilevanti. Contava che il Governo affermasse UniCredit che infatti rinuncio e Intesa San Paolo non fosse Paglia. Ora, dopo quasi un anno dalla decisione di UniCredit di ritirarsi e dopo che nel frattempo Monte dei Paschi ha conquistato Mediobanca Bpm chiede, a Monte dei Paschi, di accettare un dialogo sul tema fusione. Non è un'offerta formale, perché manca ogni dettaglio tecnico, ma è comunque un'uscita pubblica che impegna le parti a negoziare.
Poi continua Rossi, ma intanto noi ci fermiamo qui, perché secondo me così insomma, ne facciamo un pezzetto alla volta che ci aiuta a capire.
Su Repubblica.
Già come dire, se si mettono abbastanza in evidenza questi aspetti legati all'interesse politico, allora.
Anche anche Repubblica Repubblica, in realtà, il titolo più importante titolo d'apertura lo lo dedica all'Iran e ai missili su Israele, però di spalla annuncia appunto questo risiko bancario, sfida per Monte dei Paschi fraintesa e Bpm, così la definisce una sfida fra le 2 fraintesa e Bpm Messina muove sulla banca senese Messina è l'amministratore delegato di Intesa,
Castagna Bpm corre in aiuto di Lovaglio, Lovaglio è l'amministratore delegato di Monte dei Paschi di Siena, ricordiamoci questi nomi sennò detti così uno si può, si può perdere, allora vi dicevo, la Repubblica comincia a definire anche i contorni politici di questa vicenda lo fa Giuseppe Colombo,
Richiama in prima e l'articolo prosieguo a pagina 9 scrive Colombo è stata tutto tranne che una mossa inaspettata, Giorgia Meloni era a conoscenza delle intenzioni di Carlo Messina, cioè Carlo Messina, l'amministratore delegato di.
Scusate e Pisa.
Che d'intesa che fa questa questa, questa successiva offerta?
Su Montepaschi sapeva appunto che l'amministratore delegato di Intesa avrebbe riunito il consiglio di amministrazione per lanciare l'offerta su Montepaschi.
In ambienti di golf.
Erno, scrive Colombo, si parla anche di una telefonata fra i due, non è solo una questione di cortesia, la dinamica va oltre i buoni rapporti, l'aria che si respirava ieri sera a Palazzo Chigi era quella della non ostilità, quindi,
Da Repubblica veniamo a sapere che, tutto sommato a Giorgia Meloni a Fratelli d'Italia, l'ipotesi del, la controproposta, diciamo d'intesa, non dispiace.
Scrive ancora Colombo.
In pubblico. In beh, insomma, questa era la l'aria che girava ieri dice in pubblico, però bocche cucite, niente comunicati o dichiarazioni perché è la linea. L'esecutivo è estranea al risiko bancario e anche è anche, fra l'altro, una necessità, il perché è presto detto sul tavolo. C'è appunto anche la richiesta, invece di aggregazione di Banco Bpm al Monte dei Paschi, un'operazione sostenuta dalla Lega, così sostiene Colombo su Repubblica. Matteo Salvini. L'ha detto ai suoi fedelissimi, i due istituti devono convolare a nozze, quindi no all'offerta di Intesa. Il leader del Carroccio, tra l'altro, può contare anche su uno sponsor di peso, cioè Giancarlo Giorgetti. Il ministro dell'Economia ha sempre visto di buon occhio la fusione fra piazza Meda e Siena, Piazza Meda. Ovviamente
La sede di Bpm
E Siena, invece, la sede del Monte dei Paschi di Siena, ovviamente immagine plastica di quel terzo polo bancario da tempo auspicato, anche come segnale di integrazione e rafforzamento del sistema bancario italiano, la posizione di Meloni però non combacia con quella dei leghisti, tutt'altro.
A chi ha avuto modo di parlarle nelle ultime ore, la premier avrebbe sottolineato una necessità, la tutela dell'italianità delle banche, un risultato che non è pregiudicato dall'offerta di Intesa. Al contrario, i dubbi sono concentrati sull'offerta di Banco Bpm e riguardano generali il bottino più succulento della nuova puntata del risiko, tra il grande forziere del risparmio italiano, uno dei più grandi investitori del debito pubblico del Paese. Il timore è che i francesi di Crédit Agricole primi azionisti di Bpm di piazza Meda possano, finché hanno circa 22%, possano finire per esercitare un controllo diretto sul 13% della compagnia assicurativa, cioè dei generali
E più in generale che la stessa diventi contendibile a player ritenuti ostili, cioè UniCredit, leggere, UniCredit, anche qui io vi invito, se non è materia, come dire, che trattate tutti i giorni a prendervi uno dei tanti schemini che per fortuna ci offrono i quotidiani debbo dire da questo punto di vista forse il Corriere è il più è il più preciso e il più è il più completo.
Però anche sul giornale.
È ben è ben spiegata questa questa vicenda.
Per quello che riguarda appunto ancora le diciamo così, le sfumature politiche di questa storia non accontentiamoci di quello che abbiamo letto su Repubblica, cioè di Meloni, a favore di un accordo con Intesa e la Lega.
O meglio Salvini a favore di un accordo invece con Bpm, perché anche qui ci sono in realtà altre sfumature ce le raccontano Paolo Baroni Francesco, Malfitano sulla stampa.
E così scrivono i due colleghi che.
In realtà, dice la Lega, scrivono a un certo punto siamo a pagina 2, la Lega finora ha difeso a spada tratta Bpm, considerata oggi la banca di riferimento del Nord, ma non è detto che tutto il partito di Salvini sia ancora di quest'idea, mentre invece appunto Fratelli d'Italia e Forza Italia sono più cauti.
La discesa in campo del numero uno di Intesa Carlo Messina, del resto, non può lasciare indifferente Giorgia Meloni, che certamente non vedrebbe di buon occhio il fatto che i francesi di Crédit Agricole possano in futuro avere voce in capitolo sulle Assicurazioni Generali. Tutte queste attenzioni verso Monte dei Paschi commenta il responsabile economico di Forza Italia, Maurizio Casasco dimostrano che il Governo ha fatto bene a valorizzare questi investimenti, a salvare la banca e confermano la vitalità del sistema creditizio italiano. Dopodiché,
L'altro aspetto da tenere invece, è presente oltre, diciamo così, a quello politico, e a questo proposito ecco.
Va be'facciamo, così chiudiamolo questo capitolo, così poi vediamo anche il resto.
La se voi andate a prendere, ecco il giornale, per esempio il titolo a centro pagina, c'è un notizie di là, ci sono le notizie di sport, Antonelli Cobolli.
Ma il titolo il taglio centrale, questo prove di superbanca, la rivoluzione del risparmio italiano e, come vi dicevo e ne scrivono storie, Camilla Conti anche qui con schemi molto importanti per per leggere la composizione dell'azionariato di questi di queste banche di Intesa Sanpaolo Banco Bpm e Montepaschi e per l'appunto Generali.
Ma quello che mi ha colpito è l'editoriale di Osvaldo De Paolini, il risiko bancario, all'ultima curva, perché sostanzialmente quello che scrive di Paolini è molto, molto simile, diciamo anche nei toni a quello che abbiamo appena letto su Repubblica.
Scrive infatti.
Chiude il suo, il suo editoriale, che inizia prima pagina e poi continua a pagina 3 dei Paolini.
Alla fine dice il punto non riguarda tanto i destini di questa o quella banca, riguarda la struttura complessiva del capitalismo finanziario italiano, tutta questa vicenda no, mentre Bruxelles infatti continua a predicare l'integrazione senza riuscire a costruire un vero mercato unico bancario, l'Italia si prepara a questo appuntamento con istituti più solidi più redditizie è meglio capitalizzati.
Di quanto fossero 10 anni fa, per questo il consolidamento non deve essere guardato con timore se il punto di approdo sarà un'intesa San Paolo ulteriormente rafforzata, una Bper cresciuta attraverso le dismissioni e un assetto stabile attorno ai grandi snodi della finanza nazionale. Non assisteremo alla fine della concorrenza. Assisteremo alla conclusione di un lungo processo di Madhu maturazione e forse scopriremo che dietro le tante smentite dei banchieri il mercato aveva visto giusto fin dall'inizio
Resta però una domanda che il mercato farebbe bene a non sottovalutare.
Se la banca guidata da Carlo Messina, cioè intesa, dovesse uscire ulteriormente rafforzata da questa nuova puntata del Risiko, è davvero pensabile che UniCredit resti a guardare UniCredit in cui ancora appunto, non abbiamo molto parlato perché non c'entra direttamente, cioè ieri non s'è fatta vedere UniCredit, però si sa che diciamo aveva approvata anche UniCredit a entrare, diciamo in questo in questo risiko bancario, infatti, scrive di Paolini.
Se la banca guidata dicevamo
è davvero pensabile che UniCredit resti a guardare Andrea Orcel, che è l'amministratore delegato di UniCredit, si è costruito nei mesi una posizione importante, attorno a Generali, poco meno del 9%.
E sa bene che il Leone di Trieste rappresenta uno degli snodi strategici della finanza italiana, l'ipotesi di una sorta di consorzio di grandi istituzioni capace di garantirne l'italianità, perché, con Intesa a cui farebbe parte oggi il 13% di meno ma di Mediobanca appare oggi ragionevole.
Chiedo scusa, ma chi conosce URCEL sa anche che non appartiene alla categoria dei banchieri, disposti ad assistere da spettatori alle mosse degli altri, insomma quello che ci stanno dicendo tutti e che si aspettano che in questa partita rientri anche UniCredit.
Ritorno un attimo su Repubblica a questo proposito, perché?
A pagina 10, quindi dopo dopo l'articolo di Colombo diciamo sulla questa indiscrezione sulla telefonata di Meloni ci vengono spiegate e forse anche un po'meglio alcuni aspetti, intanto ecco generali, perché perché questo boccone così?
Ricercato perché spiega in questo articolo invece Giovanni Pons su su Repubblica, a pagina 10 genera Ali, gestisce 900 miliardi di risparmio degli italiani e quindi è un importante acquirente di titoli di Stato del nostro Paese e, come abbiamo visto, Mediobanca ne possiede il 13 e 2%.
Anche anche nell'articolo di Pons si tira in ballo or ciel, cioè UniCredit, perché dopo aver riassunto appunto quello che le Leoni.
Le varie.
Configurazione, azione arie e adesso vedremo quale offerta, insomma, verrà.
Scelta sempre che se arriveranno e comunque scrive anche anche Giovanni Pons per questo dicevo, di questa uni uniformità di vedute con De Paolini, il giornale c'è solo una persona che potrebbe mettersi di traverso al disegno di Messina.
E si chiama Andrea Orcel, il numero uno di UniCredit respinto in Italia per l'assalto al Banco Bpm ha era era successo, appunto a quasi conquistato la tedesca Commerzbank, nonostante le barricate del governo Merz e ora con Intesa in campo. Potrebbe anche ritornare all'attacco Orselli, infatti potrebbe chiedere a Caltagirone di vendergli il suo 13 e 5% di Monte dei Paschi invece che consegnarlo con l'Opa di Intesa. L'imprenditore romano torna così al centro dell'attenzione in virtù dei suoi pacchetti azionari strategici Monte dei Paschi generali che fanno gola ai colossi bancari che devono crescere. Inoltre, URCEL potrebbe tornare a corteggiare Dolphin che per ottenne che la la finanziaria di Del Vecchio per ottenere il pacchetto più consistente di Monte dei Paschi, il 17 5%,
In un momento in cui la holding dei Del Vecchio è alla vigilia di un costosissimo riassetto societario che potrebbe richiedere la dismissione del portafoglio partecipazioni accumulate nel tempo, la mossa di Intesa sposta dunque il risiko su un altro livello in palio c'è la leadership bancaria e assicurativa europea e la protezione di Generali.
Oltre a due soluzioni diverse per il terzo polo bancario nazionale il governo è già diviso, sia su quale disegno sostenere sia sull'atteggiamento da prendere nei confronti dell'avanzata dei francesi, sempre pronti a infilarsi nei litigi italiani, allora questa è, è quello che ci viene, che ci viene raccontato anche su Libero c'è diciamo così una una intervento interessante.
Che firmato da Sandro Giacometti, il cui titolo, anche qui abbastanza esplicito, un altro polo per il risparmio vince l'Italia e a un certo punto infatti gli ha come ti scrive in fondo qui appunto ancora non sappiamo a chi andrà cosa però dice come ti in fondo alcuni vincitori ci sono già,
Uno è di sicuro l'ormai ex azionista di controllo del Monte dei Paschi di Siena, piaccia o no, il ministero dell'Economia, sotto la guida di Giancarlo Giorgetti, è riuscita a trasformare una banca decotta, distrutta da anni di malagestione e di cattive commistioni con le amministrazioni rosse della Toscana nella reginetta del ballo con cui tutti ora vogliono fare due passi di danza, anche chi ha la memoria corta non può essersi dimenticato il salasso dei soldi dei contribuenti per tenerla in vita nel 2016 e l'incapacità dei precedenti governi di rianimare la banca e devo dire che, insomma, sicuramente ricorderete anche la la la sorpresa per chi, appunto, non si occupa stabilmente di questi temi l'anno scorso, quando appunto proprio il Monte dei Paschi di Siena
Disse adesso ci compriamo Mediobanca, insomma, era.
Veramente rispetto a come era messa a Monte dei Paschi di Siena solo 10 anni prima una notizia incredibile e poi, quest'estate o in tutto questo e con, diciamo, chiudiamo.
L'ultima lettura che vi consiglio è quella di Federico Fubini di nuovo sul Corriere della Sera, perché Federico fulmini prova anche a spiegare per quale motivo, proprio ad AN.
Esso diciamo ci sia stata questa questa mossa.
Che cosa, insomma, abbia spinto?
A intervenire adesso e scrive quindi a pagina 9 del Corriere, dietro la nuova fiammata di piani di fusioni e acquisizioni in Italia, si fanno sentire anche due fattori di poche settimane fa, il 14 maggio, il principale indice di Borsa di Milano, il ftse mib,
è tornato a toccare per la prima volta dall'inizio del secolo i 50.000 punti più 23 e 5% in un anno, ma sotto la superficie.
Se tutto appare, è tornato com'era tutto nella sostanza è diverso nota Bryson Capital, che nel 2000 i titoli delle telecomunicazioni e del tech pesavano il 40% dell'indice e oggi l'1:04, invece le banche erano marginali, ma oggi le banche contano il 37% del valore di un mercato azionario italiano risalito vicino ai massimi storici. C'è poi un secondo elemento che alza la febbre in un settore da sempre frammentato. 10 giorni fa la Banca centrale europea ha detto ai principali istituti dell'area euro che devono investire molto di più sulla cyber security Claude Mythos. L'intelligenza artificiale in grado di indicare Fallen nascoste nelle difese digitali delle banche è solo il sintomo più evidente delle nuove minacce per farvi fronte con i relativi costi, il settore del credito ha sempre più bisogno di economie di scala e sofisticazione
Si aprirà uno scarto crescente fra banche locali e gruppi almeno nazionali e gli andamenti di Borsa danno sicurezza, l'intero settore per accelerare il processo non è dunque solo una machiavellica partita di potere fra capitani della finanza, certo, conta il risultato confuso dell'intera raffinata operazione è partita con l'incompleta uscita del governo dal Monte dei Paschi perché anche qui,
Dentro il Monte dei Paschi il governo ha ancora una quota del 4 9% delle azioni, anche questo va ricordato,
E però dice ancora Fubini, venuta meno una regia visibile nel sistema, tutto torna in gioco molto più di recente conta anche che l'amministratore delegato del Banco Bpm Giuseppe Castagna abbia avuto la netta sensazione che Intesa San Paolo con Bper stessero preparando un'offerta pubblica d'acquisto su Mps e di qui quindi la lettera approvata ieri all'unanimità dal Consiglio di Banco Bpm e quindi ovviamente anche dai rappresentanti del Crédit Agricole, che sono i primi social, il 20%, che propone una fusione fra pari a Siena
Sembrava la prima mossa era in realtà la reazione, appunto, alla mossa imminente da parte di Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa, San Paolo e dell'amministratore delegato di Unipol, Carlo Cimbri, perché il gruppo assicurativo è il primo azionista di Bper e quindi è dice ancora Fubini, è altamente probabile che il manager d'intesa non abbia lanciato la fase operativa senza un passaggio, appunto anche solo formale a Palazzo Chigi, quindi anche qui ci viene detto, viene confermata questo questa notizie, vedremo, vedremo che cosa che cosa succede,
Appunto, direi che forse, mentre io sto parlando, già qualche qualche novità è stata è stata espressa intanto giusto a.
Per parlare di di diffusioni di e di questioni.
Allora?
C'è una una lunga intervista, veramente molto, molto lunga.
Oggi, sul Foglio di Salvatore Merlo, ah, l'amministratore delegato della Rai Giampaolo Rossi.
Questo perché il Foglio ha fatto la sua festa a Venezia l'altro giorno, e quindi oggi trovate sul foglio una lunga intervista a Nordio, il Ministro della Giustizia, una lunga intervista al ministro della Salute Schillaci, la lunga intervista al amministratore delegato della Rai Rossi e,
An e ovviamente si parla di Tele Meloni, si parla di.
Ma possibile.
Nuovi amministratori delegati, eccetera, eccetera e c'era.
Ecco, qua, si parla del possibile di mercato più competitivo, va be'insomma, questo per dire però che.
Ecco, ecco qua quando, per un rapporto di fusione.
Salvatore Merlo chiede a Rossi a Giampaolo Rossi di commentare questa questa notizia dice in un'intervista che gli ho fatto di recente Giovanni Minoli suggeriva che, mancando poco alla fine di questa amministrazione, un anno circa, si potrebbe dare un grandissimo segnale di movimenti di idee trasformando RAI due in una rete all news.
È una cosa possibile e lui qui risponde però che sono almeno 15 anni che si parla di condensare tutti i telegiornali e di farli diventare un'unica testata, non solo per risparmiare, ma anche per fare un servizio, un servizio migliore, io dice ascolto sempre con grande attenzione i grandi maestri come Minoli e Freccero perché ho lavorato con loro eccetera.
Dice però noi non possiamo non tener conto che la televisione è cambiata tantissimo e non dobbiamo correre il rischio di applicare al segmento dell'informazione i modelli anni 90 o inizi anni 2000 che non hanno più attinenza con la realtà, la Rai, che era di Minoli di Freccero era una Rai innanzitutto molto più ricca di queste e,
E, insomma, dice noi oggi dobbiamo applicare un processo di innovazione tecnologica, dobbiamo fare una gara pubblica europea, però.
Appunto dice che noi ce l'abbiamo già un canale all news, si chiama Rai News 24 è un canale lineare, così come a un portale puro di informazione libera che era José quindi, insomma, no, nessuna nessuna possibilità.
Mentre invece poi appunto si parla di lui dice che no, non c'è Tele Meloni, sostanzialmente questo è la cosa interessante, si fa accenno anche alle.
Da quello che aveva detto Mentana qualche giorno fa.
Dice fa fa notare, fa notare.
L'intervistatore Salvatore Merlo, che il direttore Mentana ha descritto il passaggio da una sorta di teorica RAI tre, ha una teorica, la 7 come un passaggio divisione culturale oggettivamente oggi la 7 è una rete che è cresciuta tantissimo negli ultimi anni con un forte, molto abile e posizionamento con un forte taglio culturale. Diciamo così è il ragionamento che ha fatto Mentana. Penso di averlo interpretato così un tempo. Questo ruolo, lo copriva RAI tre, adesso lettere, è diventata un'altra cosa, e quindi quel pubblico
Che ha una forte caratterizzazione, potremmo dire ideologico culturale, si è trasferito sulla 7 da amministratore delegato della Rai lo rivendico come un grande successo mio, perché perché RAI tre, negli ultimi 15 anni, era un'anomalia del servizio pubblico.
Al di là del valore di molti prodotti, al di là del valore professionale di molte persone che ci lavoravano, era quella che voi giornalisti chiamavate Telekabul, un canale diverso rispetto alla rete di Angelo Guglielmi, che do che doveva raccontare il sociale, quindi, insomma, tutto sommato a riuscita espellere,
Sostanzialmente.
Il bubbone, ecco.
Al di là di questa valutazione.
Mentre sua personale però, visto che appunto stiamo parlando di fusioni e aggregazioni,
La una nuova CNN, diciamo una una, una rete all'news dice Rossi c'è già e quindi è inutile che ne stiamo di nuovo a ridiscutere in Rai e però evidentemente qualcuno ci sta ragionando, lo ce lo racconta il domani.
Domani che a pagina 9 dà corpo a una serie di voci che erano girate in questi giorni tentazione Mentana, il sogno di crea Q per la Cnn italiana ora crea Q, come sapete, l'editore.
Che si è preso tutto il Gruppo Gedi, quindi Repubblica e le radio, eccetera, eccetera.
E quindi che cosa che cosa succede, scrive scrive Stefano Iannaccone su domani lo sbarco dell'editore Greco Théo crea Q sta per rivoluzionare il settore dell'informazione anche televisiva, non c'è infatti solo l'acquisizione del gruppo Gedi Radio comprese, ma anche il progetto, come anticipato dal Sole 24 ore di una Cnn italiana insomma un investimento a tutto tondo nel mondo dell'informazione attraverso la branca italiana di Antenna Group già pronta a cooperare con Dazn.
Il nuovo telegiornale nell'ambito della rete all news potrebbe essere curato sul digitale per conto di 9, che oggi è di proprietà del gruppo Warner Bros, il nome preferito per il ruolo di direttore è quello di Enrico Mentana, attualmente al timone del TG di la 7 che ha plasmato a propria immagine e somiglianza sarebbe il segnale di Criaco per irrompere con un colpo ad effetto nel mercato dell'informazione audiovisiva italiana.
Nei mesi scorsi non sono mancate le voci di un possibile addio di Mentana, la rete di Urbano Cairo, proprio per un approdo al 9 in caso di potenziamento del settore informativo frasi sibilline retroscena su trattative, ma poi è tornato il sereno, comunque c'è stata una tregua fatto sta che il giornalista,
È rimasto al proprio posto e però dice ancora Iannaccone. Non sono passate inosservate le recenti parole al Festival di Dogliani, molto critiche nei confronti della linea editoriale. Tutti i programmi della 7 hanno la stessa impostazione. Hanno gli stessi ospiti, hanno lo stesso orientamento, una televisione che sicuramente ha ospitato, penso almeno un centinaio di volte nell'ultimo anno solo ora solare, Schlein e Conte è solo due volte Crosetto ha detto Mentana. Pur ammettendo comunque che la strategia funziona da un punto di vista di mercato, vedremo appunto fusioni o non fusioni. Torniamo a parlare invece di, ahimè, di guerra che se non ci fosse stata questa questa notizia sarebbe, come abbiamo visto, è stata la notizia di apertura ancora dei dei giornali. Infatti, ecco, per esempio, lo stesso domani ha come primo titolo la grande sfida fraintese Bpm
Ma l'altro titolo di taglio basso è Libano, BB, scarica, Trump e attacca.
Che più o meno Falla comme il paio con quello della stampa, anche la stampa a questo tipo, diciamo così, taglio alto anche se poi quello centrale è dedicato a a Montepaschi, Netanyahu attacca a Beirut la vendetta iraniana.
E poi con una riflessione molto interessante, di Giordano Stabile, se il Libano diventa lo scalpo di BB che.
Insomma, c'è.
Quest'questo aspetto sicuramente molto interessante, eccolo qua, lo andiamo.
A vedere a pagina 4 della stampa.
Perché la vittoria si decide in Libano, scrive stabile e che così racconta il, i raid israeliano sulla strada per na Mattia, che ha ucciso il generale bissando Sabra comandante della settima brigata dell'esercito libanese, è arrivato poche ore dopo il duro discorso del presidente José Faun contro l'Iran e la richiesta di smetterla di interferire con il destino del Libano.
Aoun aveva appena strappato un cessate il fuoco per quanto fittizio che almeno salvava a Beirut è durato poco il ministro degli Esteri iraniano, Arash C gli aveva replicato e ha chiesto di occuparsi del vero nemico, cioè Israele, ma il punto è un altro dice stabile il fronte libanese è diventato centrale nella guerra.
A questo punto dei 100 giorni tra lo Stato ebraico e la Repubblica Islamica quanto, e forse più del Golfo, Donald Trump ha cercato di disinnescarlo nella telefonata io Şafak inglesi, sei pazzo con Benjamin Netanyahu, ma il premier israeliano è andata avanti e ha colpito Beirut non per follia ma per calcolo, il fronte del Golfo è finito in uno stallo, un pareggio, i pasdaran hanno bloccato il traffico plaid petrolifero e hanno visto a loro volta i propri porti bloccati, hanno inflitto gravi danni a 17 basi americane nella regione, ma non hanno ottenuto il ritiro delle truppe americane. I negoziati servono a certificare questo pareggio. Fine delle sanzioni, ritorno del traffico marittimo. Il pareggio, però, crea una nuova equazione, e cioè che Teheran ha ora più voce in capitolo negli affari in Regione
Ali assuma un ruolo non stato paria che può usare sul terrorismo, ma che si siede a un tavolo con la prima potenza mondiale, non usa più le milizie alleate come deterrente, le protegge di più, si erge protettore di un intero Paese, il Libano,
L'insistenza nel legare la tregua dei paesi del del Paese, dei cedri con i negoziati, la linea rossa posta a Beirut, che lo stesso Trump ha cercato di far rispettare, significa questo, ma per il governo israeliano accettarlo al valore di un passo indietro, perdere la libertà di manovra nei confronti dei paesi vicini rimette in discussione la cultura di prima forza militare in Medio Oriente conquistata nel 67 ribadita nella campagna dell'82 83 e consolidata con i cambi di regime e la balcanizzazione di Siria e Libano.
Quindi questo c'è questo questo aspetto, questo aspetto sicuramente.
Mentre un altrettanto interessante, diciamo così per quello che riguarda il Libano, è un vero e proprio dossier, eccolo qua, così lo chiama Marta Serafini, che troviamo già fa subito, a pagina 2 del Corriere della Sera, il dossier Libano e i beni congelati, i due ostacoli a un vero accordo quindi quello che scriveva stabile più diciamo così l'interpretazione.
Che
Gli elementi che mette insieme Marta Serafini anche lei scrive così 60 giorni di cessate il fuoco, poi la matassa negoziale si è ulteriormente ingarbugliata, intorno appunto al destino del Libano e allo sblocco dei 24 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati.
A riaccendere la miccia è stato l'ultimo raid israeliano sulla capitale libanese, insieme nuovi ordini di evacuazione per tiro.
Che ha provocato la reazione di Teheran più che una risposta decisa e dolorosa come aveva minacciato Ebrahim Rezai, portavoce della Commissione Parlamentare iraniana per gli affari esteri e la sicurezza nazionale, quella andata in scena finora appare come un'escalation contenuta per il momento colpisce il Nord di Israele, non Tel Aviv o Gerusalemme.
Fonti vicine al governo libanese osservano che, se l'Iran disponesse davvero di leve capaci di costringere Israele a ritirarsi dal Libano o di obbligare gli Stati Uniti a cambiare posizione, le avrebbe già usate.
Il Libano ci ricorda scusate ancora al Corriere della Sera, è entrato.
In conflitto il 2 marzo, quando a Small ha lanciato razzi contro Israele in rappresaglia.
Per un attacco israeliano che aveva ucciso la Guida suprema dell'Iran.
Israele ha risposto con una campagna aerea su tutto il Paese.
E con un'invasione di terra nel Sud intensificatasi nelle ultime settimane.
Dal 17 aprile è formalmente in vigore un cessate il fuoco, ma la tregua abbiamo visto appunto è stata violata a più riprese da entrambe le parti e.
E questo, insomma, quello che scrive intanto Marta Marta Serafini, il la questione libanese, il, i nuovi venti di guerra, come li chiama il Corriere della Sera, nel suo titolo di taglio centrale fra Israele e Iran.
Che appunto però vedono come punto di caduta di nuovo.
Il Libano sono sicuramente un tema, l'altro tema che avrebbe trovato verosimilmente altrettanto spazio probabilmente, sulle prime pagine.
Sarebbe stato quello invece della della guerra in Ucraina e, in particolare, dell'incontro.
Che c'è stato a Londra, se non altro più che diciamo per?
L'interesse vero o il peso, ovvero di questi, di questo tipo di incontri per le polemiche politiche che lo avevano anticipato.
Sul fatto che Meloni non fosse andata al l'altro vertice del Montenegro e, insomma, ecco.
E oggi la stampa, questa questo vertice dei volenterosi con Zelenskij lo racconta a pagina 8.
E con l'Inter del l'articolo di Marco Varvello e avanza, diciamo così, propone anche.
La stampa dice che sì, si è fa, insomma, gira la voce di una proposta di mediazione invece di Roman Abramovich.
Allora avevamo visto Schroeder, adesso si parla di Roman Abramovich, oligarca russo, molto influente vicino al Cremlino, però a lungo ha vissuto a Londra, dove, tra l'altro, è stato presidente della squadra di calcio del Chelsea, e già nel 22 Abramovic, sicuramente qualcuno se lo ricorderà aveva assunto il ruolo di mediatore nei negoziati di pace fra Mosca e Kiev poi falliti quelli in in Turchia.
Scrive Varvello che appunto.
E il vertice di Lon rilancia questo questo accordo tram commerce e Starmer quindi.
Francia, Germania e Regno Unito, subito tregua, Mosca risarcisca Kiev piano di aiuti e cooperazione nell'industria militare e poi annuncia anche che oggi Zelenskij incontrerà di nuovo re Carlo.
Gli il senso, diciamo così, di questo, di questo vertice a tre lo spiega Stefano Stefanini, nella pagina accanto, un messaggio diretto allo zar deve trattare, l'Europa non si sfila e con una grafica, abbastanza, insomma, di di facile lettura.
La stampa ci spiega anche che la Russia perde terreno in Ucraina per la prima volta, quindi.
Fa fa vedere insomma le aree di chilometro quadrato controllate dall'esercito russo e nel febbraio del 22 e poi la variazione mensile nell'ultimo nell'ultimo anno, questa questo aspetto viene poi sostanzialmente confermato, insomma, lo vediamo anche negli altri negli altri quotidiani, anche se se, se prendo per esempio la cronaca,
Di Repubblica, anche qui siamo a pagina 6, quindi è abbastanza vicini, insomma, avanti nella.
Le prime pagine della foliazione, fra l'altro, con con la fotografia appunto dei di Merz Zelenskij starmene Macron davanti al numero 10 di Downing Street con le bandiere.
Ecco perché ve lo segnalo Repubblica, perché in realtà c'è un articolo di Lorenzo De Cicco, diciamo così, nel taglio basso della pagina in cui si parla di questo vertice, in cui si racconta che Palazzo Chigi sfrutta l'esclusione per rilanciare il patto con gli Stati Uniti perché in realtà noi non è che dovevamo essere invitati, c'è questo questo formato A3 che c'è già stato, però dà la tesi esposta da De Cicco e che, tutto sommato, per Palazzo Chigi in realtà non è stato,
Un problema non andare ufficialmente, scrive le fonti di Palazzo Chigi, minimizzano l'assenza o meglio l'esclusione dicendo che quello di Londra è il solito raduno delle tre, che da sempre si coordina sull'Ucraina, Discorso diverso per il governo italiano è pensare di trasformare questo formato ristretto nell'interlocutore europeo al tavolo di trattativa fra Mosca e Kiev quando ci si arriverà,
Mentre invece dice per l'esecutivo di Roma l'opzione minima è che a trattare sia un format più largo, le 5, che appunto è quello che conclude l'Italia e la Polonia, e ovviamente la Commissione europea non può essere tagliata fuori, però appunto ci sono anche,
Tutta una serie di di di vantaggi, perché in questo modo.
Essere fuori da questa iniziativa nel momento in cui non è chiaro bene l'orientamento della casa Bianca, può evitare di compromettere ulteriormente i rapporti con Donald Trump, già burrascosi da un paio di mesi e quindi, fra l'altro manca una settimana al vertice del G7 Evian nell'Alta Savoia e lì si vedrà ma ci sono anche ragioni di politica interna la Lega infatti teme la concorrenza a destra della nuova creatura politica di Vannacci futuro nazionale che spinge smaccatamente
Per riaprire il dialogo con Putin, l'esecutivo sin qui ha sempre continuato a garantire pubblicamente il sostegno a Kiev, ma lontano dai riflettori gli aiuti all'Ucraina stanno via via diminuendo, così ci in forma Repubblica a proposito dei nostri dei nostri aiuti e,
Dopodiché, per esempio, ecco se io prendo il quotidiano nazionale sul quotidiano nazionale viene intervistato l'ambasciatore, Michele Valensise, che il presidente anche dell'istituto degli affari internazionali, lo Iaia e lui è stato anche segretario generale della Farnesina e Valensise dice che in realtà insomma il nostro governo non è affatto isolato perché appunto poi al vertice del 14 luglio il vertice europeo ci saremo, non c'è alcuna ragione per disegnare disertare e,
Dice, insomma, a volte semplicemente si creano dinamiche, negative, anche personali, che dovremmo evitare, però, tutto sommato, insomma, parla di una Meloni che non è anzi assolutamente assolutamente isolata, Detto questo.
Invece è interessante, diciamo così, la il racconto che aggiungiamo, diciamo l'altro tassello che possiamo aggiungere a questo racconto che troviamo sul giornale, perché sul giornale?
Nelle due pagine dedicate appunto questo vertice, pagina 4, a pagina 5, c'è un articolo di Gian Micalessin che così è titolato deficit alle stelle e i sondaggi in calo, ma Putin non cede la via, è il petrolio, quindi.
Sì, perderà terreno alla Russia.
Però scrive Micalessin, un 3 più 1 scavalcato dai fatti e dal niet di Mosca.
Difficile interpretare diversamente l'incontro di ieri sera a Londra, tra il predone di casa chiesta armare il cancelliere tedesco Merkel e il presidente francese, ma con un incontro al termine del quale i tre leader autonominatosi, autonominatisi, avanguardia dell'Europa dell'Europa avrebbero dovuto sottoporre al presidente ucraino Zelenskij arrivate in serata da Wall Street le loro idee per una presunta trattativa con la Russia di Putin. Un'idea che con me, capita ormai dal febbraio del 22, non tiene conto delle reazioni del presidente russo, un presidente che, parlando al Foro economico di San Pio di Pietroburgo, ha liquidato come carta straccia la missiva con cui Zelenskij proponeva un incontro faccia a faccia e così siamo alle solite. Il terzetto europeo continua a cullarsi in proposte inconcludenti, il cui unico risultato è l'ennesima stretta di mano con un presidente ucraino, ma l'incontro di Londra è forse ancora più surreale. Dimentichi delle delusioni incassate fra il 22 e il 23, quando una Russia data ormai per quasi sconfitta, riprese a mangiarsi i territori del Donbass fino a controllare oggi tutto Lugansk e l'85% del Donnez che i tre leader sembrano illudersi che qualche decina di droni arrivati a destinazione tra San Pietroburgo, la ri, la Crimea e i territori occupati stiano mettendo in ginocchio la Russia.
Di certo quei colpi rendono più difficile gestire i costi di una guerra che, stando a un rapporto del ministro delle Finanze russo Anton Silvano, spinge la Federazione verso un deficit di fine anno superiore ai 5.000 miliardi di lupi, che sono circa 59 miliardi di euro. È sicuramente quei colpi scuotono sia i vertici militari del Cremlino sia l'opinione pubblica, ma non nel modo in cui l'interpretiamo. Noi europei, certo, il consenso di Putin è per la prima volta in calo dopo tre anni, ma la maggior parte dei russi, pronti a rimproverargli qualcosa, non vuole la fine della guerra, bensì una risposta più decisa e determinata agli attacchi di Zelenskij. Dunque, in questa situazione è assai difficile che le proposte di dialogo tregua
Avanzate da un'Europa convinta di poter semplicemente congelare la linea del fronte possano portare da qualche parte, ora questa, diciamo così impostazione, è interessante che la si trovi appunto sul giornale.
Chiude, diciamo così, con una riflessione interessante anche.
Maurizio Molinari su Repubblica.
Che però da, diciamo così, un'impostazione decisamente diversa perché, secondo Molinari, il summit di Londra segna una duplice svolta nella reazione dell'Europa, l'aggregazione all'aggressione russa dell'Ucraina per la prima volta, infatti, Mosca è in evidente difficoltà sul fronte militare e dunque il club dei volenterosi può prendere.
L'iniziativa, puntando a sostituirsi agli Stati Uniti nelle vesti di mediatori, facendo leva sul rafforzamento sul campo delle forze di Zelenskij il cambiamento nasce da quanto sta avvenendo nelle trincee gli ucraini hanno strappato all'avversario più territorio di quanto ne hanno perso, quindi questa diciamo così impostazione che avevamo già visto anche sulla stampa viene riproposta anche anche qui.
E appunto dice qui in questa sì continua ancora Molinari, scrivendo che la scuola la situazione rovesciata con Zelenskij, che per la prima volta appare in vantaggio sulla strategia e quindi arriva a Londra non solo per chiederei aiuti, ma soprattutto per proporre soluzioni ai tre Paesi Gran Bretagna, Francia e Germania che guidano il fronte dei volenterosi.
La proposta di Zelenskij è di vedere i tre partner europei sostituire gli Stati Uniti nel ruolo di mediatori con la Russia per arrivare alla fine del conflitto, da quando Trump è stato rieletto alla casa Bianca, sono stati gli Stati Uniti e tentare di negoziare una fine del conflitto arrivando ad avanzare le proposte più filorusse mai immaginate ma scontrandosi sempre con il niet a raffica gli Putin tali e tanti i fallimenti della diplomazia di Washington spiegano perché Trump fa sapere, ho tentato di tutto con Putin e Zen Eski ora provino da soli a mettersi d'accordo.
E insomma, per cui questo questo è ora, vedremo però perché in realtà l'Europa è.
Parte in causa di questa di questa guerra difficile, che possa anche davvero avere un ruolo di mediatore, che non significa che non si deve sedere al tavolo per Hotman, vedremo intanto visto che abbiamo parlato di Vannacci strepitosa, vignetta, oggi è lunedì e quindi Makkox incarta il foglio con una sua vignetta in cui c'è un deputato che dice mi fa una diretta col telefonino,
Puntata in faccia e parlano parlando appunto al telefonino, dice voglio spiegare ai miei follower che fuoriescono dal futuro nazionale perché non è più il partito delle origini, al quale sembra solo ieri che aderì con entusiasmo, era ieri sul serio, ieri alle 11:32 sembrano secoli.
Questo perché diciamo che c'è un certo andirivieni, soprattutto Andy il rivieni, non c'è ancora tanto, ma comunque sono tanti quelli che stanno tanti, insomma, sì, va be'per futuro nazionale, tanti quelli che stanno andando in questo partito.
Eh eh eh, però.
Insomma, bisogna anche capire poi che che fine farà e se ci sarà una possibilità di aggregarlo oppure nostre, resterà fuori oppure no.
Vi segnalo intanto.
Abbiamo visto.
Eh no.
Esponenti di partito dire, per carità, mai più in questo caso in questo caso.
Dalla verità ci viene proposta un'intervista a Riccardo Molinari, che è il capogruppo della della Lega alla Camera dei intervistato da Federico Novella, e dice con Vannacci un'intesa è impossibile, siamo incompatibili con uno che inneggia alla Decima Mas, dobbiamo rappresentare il Nord.
E poi parla ovviamente anche dell'Unione europea, che dice parla solo di armi e ci condanna la dipendenza energetica da altri Paesi, quindi forse su questo cioè, diciamo così, una comunione.
Visione comune, ma per quello che riguarda, appunto, invece.
I Vannacci, se non no c'è, c'è proprio questa questa preclusione, vi segnalo anche che a fianco nella pagina a fianco c'è un'altra intervista, invece, in questo caso a Vladimiro Crisafulli, che è il nuovo sindaco di Enna.
E che è stato è stato rieletto con il 64% dei voti, insomma.
E che si autodefinisce cacicco cacicchi, sostanzialmente per cui dice.
E se non si mette mano al Pd perderemo ancora le elezioni, noi cacicchi siamo quelli che la gente riconosce, De Luca e io abbiamo vinto senza simbolo, ci sarà un motivo e cui e poi dice basta con la manfrina delle primarie romperò i Cogliani pure alla Schlein ma si deve rassegnare,
I 5 Stelle non la voteranno mai, bisogna allargare la coalizione a Forza Italia.
Insomma, questo è quello che dice Crisafulli, fra l'altro andando contro una una, diciamo così.
Una non è una voce, insomma, un'imposta che vuole Schlein, eletta segretaria del Partito democratico, soprattutto grazie ai voti dei grillini, ma detto questo, o comunque?
Teniamolo presente, c'è il tema, appunto della di questo Partito democratico dal quale, a proposito di
Vai e vieni,
Al contrario di Vannacci stanno uscendo persone.
E in particolare, ovviamente, ha fatto molto molto scalpore l'uscita di Picierno,
Perché Etna un elemento pesante e importante di quel partito è stata pesante, importante tra l'altro, vicepresidente del Parlamento europeo, e
E allora
Ah, insomma, a favore del movimento che lei ha lanciato, per esempio si ESP che si chiama spazio pubblico, ieri se ne parlava in compagnia di un paio di interviste.
Ecco, oggi, su un quotidiano nazionale, viene per esempio sentita Paola Concia, Paola Concia che viene dal Partito Democratico, in realtà addirittura dal Pci, così.
Ci spiega il quotidiano nazionale.
Viene dal Pci e poi di partito democrat dal Pds, poi Ds, poi Pd.
è stata anche deputata, adesso s'è allontanata dal partito democratico e ieri ha uffici aderito pubblicamente e ufficialmente a spazio pubblico questo movimento.
Fondato per ora da da Pina Picierno e viene intervistata da Cosimo Rossi e quindi dice.
Che sostanzialmente ed è interessante perché, insomma, a un certo punto risponde ah, ah, lei, lei dice che ha aderito, perché non non è un partito, non è una corrente appunto a un movimento che vuole mettere insieme persone che oggi non si riconoscono più nel fatto che questa politica selvaggia senza dialogo sempre un destino ineluttabile tanta gente o non va a votare oppure diventa integralista.
Noi siamo persone europeiste e democratiche liberali che però non si riconoscono in questi estremismi e vogliono ragionare sul futuro
E poi però ce ne ha anche per, diciamo così, l'area liberaldemocratica.
Perché che appunto finora, come smettere proprio molto parcellizzata e lei dice in quest'area liberaldemocratica, riformista europeista, c'è un tasso eccessivo di testosterone, personalismo e volontà di chiudersi nei recinti? La proposta di Picerno vuole rompere questo schema. Ho deciso di aderire alla sua richiesta per farlo, mi auguro appunto osserva come riflessione anche per quel bullismo. Testosterone dico che allontana le persone, vogliamo un luogo più attrattiva e accogliente tra polarizzazione e bullismo. Testosterone dico ripeto tre volte tante volte non si fosse capito
O forse, insomma, è solo l'intervistatore che gliel'ha fatto ripeto comunque gnam gnam mi aveva fatto un po'ridere questa cosa che però era evidentemente, insomma, un messaggio abbastanza chiaro del della de de dei vari.
Siamo leader e che possiamo trovare in quell'ambiente in quell'ambito e che, insomma, proprio tanto accomodanti non sono e qualcuno però è contento, insomma sembra sembra aver recepito.
Se non altro almeno a parole, dice che è come come idea questa del movimento gli piace sto facendo riferimento, per esempio, a Carlo Calenda che viene nominato nell'articolo siglato da Maria Teresa Meli sul Corriere della Sera a pagina 15, che lo definisce un passo importante.
è stato uno dei primi ad aderire e dice azione lavorerà con spazio pubblico che rappresenta un passo importante per costruire un'offerta politica liberale, europeista e distante dal be populismo c'è anche in questa stessa pagina, un'intervista a Stefano Bonaccini, invece, il quale Stefano Bonaccini, che avrebbero potuto essere il segretario al posto di Elly Schlein se appunto non avesse perso dice non sottovaluto gli addii ma difendo anche la dignità del Pd è appena dico noi siamo europeisti, chi se ne va non faccia la caricatura di questa comunità.
E anche questo è anche in questa intervista siglata da Maria Teresa Meli e dice però insomma, appunto lui dice mi dispiace perché Api e del del fatto che se ne sia andata a me perché a Pina voglio bene e quando qualcuno se ne va non è mai una buona notizia anche se non condivido le ragioni perché il Pd è fortemente europeista e perché a Bruxelles in questi due anni abbiamo votato nello stesso modo nel gruppo dei Socialisti e democratici la quasi totalità dei provvedimenti.
E però che questa domanda non gli è stata fatta a caso, gli è stata fatta perché fa notare teli Meli sui social, comunque si era scatenata una canea contro Pina Picierno, già da tempo, ma dall'attuale dirigenza del Partito democratico non è mai arrivata una parola di solidarietà e lui dice noi Bonaccini noi della delegazione europea di cui faccio parte appena abbiamo sempre espresso solidarietà, è vero che nella base c'è anche chi la pensa diversamente su queste uscite, ma io,
Ho sempre difeso e rivendicato il valore del pluralismo e la stessa segretaria Elly Schlein ha usato parole che condivido, mi permetta però di aggiungere un elemento di metodo accade spesso che per motivare le ragioni della propria uscita si finisca per fare la caricatura della comunità di cui hai fatto parte fino al giorno prima quella che ti ha sostenuto e magari valorizzato in ruoli di primo livello politico e istituzionale io rispetto tutte le scelte, mi rammarico quando le strade si dividono,
Ma difendo anche la dignità dei nostri elettori e militanti, che nella gran parte dei casi fanno politica, impiegano il proprio tempo senza mai aver chiesto nulla in cambio, insomma, restare rinfacciando un po'il posto che lei occupava, però, detto questo, va bene.
Detto questo, va be'ho, però ancora no. Insomma, non è molto ben chiaro come come funzionerà e che cosa succederà, intanto però, appunto manifestazioni di interesse ci sono per esempio sulla Stampa, vi segnalo, quella di Marianna Madia come sapete anche Marianna Madia è una di quelle che a un certo punto se n'è andata dal Partito Democratico questa volta intervistata sulla stampa da Francesca Schianchi e anche lei dice il lavoro per i riformisti serve una forza che bilanci il peso del Movimento 5 Stelle
E quindi?
Parla insomma del di di Picerno e dice.
Che un altro campo largo è possibile dipende ripete, Marianna Madia, dopo 18 anni nel Pd, un mese fa ha lasciato il partito ed è approdata da indipendente nel gruppo di Italia Viva che quindi comunque sta, diciamo così, in quella
In quella collocazione prima di lei se ne erano andati Annamaria Furlan ed Elisabetta Gualmini, ora anche un altro esponente della prima ora, l'eurodeputata Pina Picierno, e quando le viene chiesto che segnale è lei dice io parlo per me, ma penso semplicemente di essere più utile per la mia storia, a provare a costruire una forza riformista dentro al centrosinistra, ma fuori dal Pd. Qual è il problema del Pd? Il Pd dice oscilla da tempo intorno alla stessa percentuale, anche se è più alta di com'era. Quando Schlein è diventata segretaria, anche i 5 Stelle sono più o meno stabili. Non basta per battere la destra, per costruire un buon centrosinistra dal punto di vista qualitativo e competitivo. Serve una nuova forza riformista e non è polemica nei confronti di Schlein, però, insomma, dice
Sostanzialmente questa.
Prevalenza, diciamo del del Movimento 5 Stelle, non è quella che lei che lei auspica
E ecco, a proposito di di di persone che se ne vanno sul tempo, sul tempo si dà per pronto a all'addio anche Giorgio Gori,
Index, il sindaco di Bergamo, l'ex dirigente Mediaset no, forse alla Fininvest quando c'era lui, mi ricordo, va be'insomma, comunque uno che la televisione, l'ha fatta tanto è anche abbastanza bene.
E quindi scrive Edoardo Sirignano non solo Picierno, Gori verso l'addio e.
Gori, è un insomma, non sarebbe, diciamo così, una sorpresona, ecco?
Perché fa parte di quel gruppo di?
Deputati che hanno mostrato più di una volta insofferenza verso certe certe uscite del del Partito democratico in tutto questo.
Cosa succede nel frattempo, succede che?
Ma
Meloni viene elogiata dal Times per la sua permanenza al governo e ce ne dà notizia il giornale sul Giornale il quale giornale rilancia invece, a proposito, così di cose di cui non si occupano magari molto gli altri, ho trovato giusto un colonnino sul Corriere della Sera, ma poco altro invece il giornale,
Oggi ritorna con molta evidenza sulla storia di Modena, perché che è successo a Modena e l'ha raccontato l'altro giorno il giornale, c'è stato una una manifestazione che ha visto riunite alcune alunni di scuole elementari.
Con una celebrazione islamica a Modena con migliaia di fedeli, è avvenuta due settimane fa alla presenza del sindaco del Partito Democratico Massimo Mezzetti, e poi c'è stata anche, diciamo così, questo intervento, come dicevo, che ho visto alcuni bambini bambini di diverse classi elementari coinvolte addirittura a cui alla fine è stato anche fatto cantare questo Free free pale Stein il problema è che tutto questo è al di là.
Già forse uno potrebbe storcere il naso diciamo, ma è avvenuto alla presenza di una persona indagata, sapete, nell'ambito di quell'inchiesta, partita da Genova sui finanziamenti, proprio ad Hamas.
Questo e gli azeri.
Che secondo il sindaco era lì come interprete e oggi Giulia Sorrentino, ci racconta che insomma, adesso quest'uomo indagato appunto dalla Procura di Genova in quanto storico braccio destro di Mohammad Hannoun, ha parlato ai microfoni dell'Ansa e ha accusato il giornale di voler macchiare i palestinesi perché appunto se la sono hanno denunciato il suo intervento in realtà a Modena ma la cosa ha fatto un certo scalpore e però lui definisce questa polemica assurda creata sul nulla.
Dice stanno cercando e stanno riuscendo ad allontanare le persone da me eh però, insomma, era quello che scriveva dei post sul sul 7 ottobre benedicendo.
Inneggiando al 7 ottobre, va be'ma, insomma, detto questo.
E ci sono due due pagine che il giornale dedica ripeto a questa vicenda, mentre invece non non se ne parla praticamente per niente, negli altri giornali invece si parla moltissimo a e poi a proposito, visto che abbiamo detto del tempo è col tempo, ripropone Tanzi propone questa inchiesta che che era poi anche quella,
E da cui era partita l'inchiesta di Genova è coi soldi dall'Italia a Hamas.
I file contabili dell'operazione domino un reticolo di legami solidi e storici, documenti, prove, intrecci e il giro di Ann, cioè quello appunto di dell'inchiesta di cui parlavamo se volete leggere i dettagli, invece, vi dicevo, tutti ritornano in un modo o nell'altro sulla storia di Nicole Minetti perché,
Chi, riprendendo la notizia che era stata pubblicata ieri dal Corriere dalla Repubblica, chi andando avanti
La teste principale.
In questa massaggiatrice Graziella, come sapete, è andata da un notaio e ha ritrattato tutto la verità, ne fa titolo di apertura la Minetti fa il Festino alla sinistra antiberlusconismo boomerang, questo il titolo della verità cade un'altra tegola sulla campagna di Travaglio contro l'ex consigliera lombarda graziata dal Colle la super testimone dal notaio dice di non sapere nulla delle cene eleganti al ranch,
E quindi dice la verità, la maxi causa di Cipriani al fatto avviata negli Stati Uniti si fa pesante, ma non è che la vicenda è chiusa, anzi il Fatto Quotidiano oggi bruciandosi, immagino, tutte le fonti possibili e immaginabili da qui in avanti.
Perché ore?
Mi chiedo chi mai si fiderà più pubblica Tooth una gran parte degli audio e de de dei testi degli sms e dei whatsapp che si sono scambiati il cronista del del Fatto Quotidiano Thomas Mac, insomma, e questa signora Graziella.
Che appunto è una cosa che di solito non si fa fra fra l'altro era una di quelle che lei rimproverava il fatto di averla di averla alla fine esposta, insomma, di non aver tutelato so anonimato sul Journal sul fatto trovate fra pagina 2, pagina 3, fitto fitto tutto questo questo scambio di messaggi, le chat e gli audio audio Tutti i racconti di grassi Elah prima del dietrofront e la diciamo così motivazione,
Che da il Fatto Quotidiano alla ritrattazione della donna e che in realtà la testimone spaventata e lasciata sola ritratta dinnanzi a un notaio.
Questa, ripeto, è l'interpretazione del fatto potrebbe anche esserci una una lettura diversa, e cioè che fosse una mitomane o una persona.
In semplicemente molto arrabbiata con Cipriani, perché aveva lavorato per qualche mese per lui poi basta e forse aveva delle indicazioni, diciamo così, di tipo economico.
E questo noi nel punto in realtà ancora non lo possiamo sapere, però, insomma, ripeto, ci possono essere diverse spiegazioni al fatto che lei poi abbia abbia deciso di di abbia prima, ha detto delle cose e poi abbia deciso di ritrattare comunque questo è e sul sul Fatto quotidiano ne trovate trovate tutte le.
Le le cose che peraltro avevamo già letto, cioè non è che ci sono cose nuove
Semplicemente di questo di questo si parla per giusto affinità, si continua a discutere, anche se continua a scrivere anche della violenza che un senatore di Forza Italia avrebbe.
Inflitto a una imprenditrice che era andato a trovarlo per proporgli evidentemente di comprare del vino così così sembra, in questo caso è Repubblica che dà più risalto a questa storia, essendo peraltro il giornale che ha l'aveva tirata fuori e B quello che oggi anche l'intervista a questa imprenditrice che rimane giustamente anonima e dice io ero bloccata dallo shock.
Adesso oppure insultata, ma ho detto solo la verità perché insultata, perché la risposta di questo, senatore Francesco Silvestro.
Oltre a dire che no, per carità, lui non era stato che va bene, gente normale che uno tenti di difendersi è stata particolarmente sgradevole quando ha detto che comunque sicuramente non poteva essere successo, perché lui è un bel ragazzo e le e la signora invece una signora normale riprende.
Eh eh, diciamo così fa una bella reprimenda sul giornale la collega.
Del giornale perché, insomma, anche se uno può essere vicino politicamente a certe idee, però certe frasi sono del tutto inaccettabili, quindi.
Ripeto, sul sul giornale.
Lo lo riprende, Valeria Braghieri.
Quel ragazzo che offende il buon gusto, però.
Appunto lei la mette sul piano del buongusto o meglio?
La mette a sul piano del fatto che ragazzo dice le sta stretto almeno di un paio di misure, perché diciamo che è un signore su 54 anni, quindi il ragazzo proprio non è di, c'è poi l'altra l'altra.
L'altra questione, insomma, dice l'opportunità della frase in sé
Dice è talmente tanto sbagliata da talmente tanti punti di vista da pensare che parlare con lei e con chiunque, come lei sa, come parlare con il MUR senza neanche la soddisfazione di poterci attaccare un quadro al centro tacere, sarebbe stato un successone invece ha optato per l'ineleganza gratuita così la signora è una signora e lei non è nemmeno un ragazzo scrive Braghieri ma,
Tralasciando, diciamo così, quello che invece è che non viene molto molto rilevato, devo dire da altri.
Anche da altri commenti ed è che, se davvero si pensa che la violenza sessuale sia legata a l'avvenenza o meno della persona aggredita.
Si sta proprio andando completamente fuori strada.
Perché non è che sono le donne solo le donne belle, che vengono violentate e soprattutto, ripeto, perché non c'entra niente perché lo stupro non ha niente a che vedere né con l'erotismo né con l'avvenenza, lo stupro ha a che vedere col potere, con la riaffermazione del proprio potere ecco perché, oltre che essere, diciamo così poco elegante questa frase,
È abbastanza imbecille, è veramente una frase che non ha, non ha nessun senso, però va be'.
Io dovevo chiudere perché ormai è decisamente oltre, diciamo sì, abbiamo fatto tardino, volevo proprio a chiudere con una cosa divertente che ogni tanto ci sono anche cose divertenti sui giornali, l'ho trovata sulla cronaca di Roma del Messaggero.
Visto che abbiamo parlato anche un po'così di Vannacci stranieri va be'~speaker_laugh, allora a Ciampino, è stata fotografata l'insegna di un negozio.
E che scrive Pietro Piovani a Ciampino, c'è un negozio che sulla facciata non a una semplice insegna, ma un vero manifesto in favore dell'integrazione, oltre che un piccolo capolavoro di comunicazione e marketing. Il cartello dar cinese, con appena due parole riesce a far capire molte cose, ci dice innanzitutto che quello è un preciso tipo di negozio, perché si sa che cinese non è più solo l'aggettivo riferito alla provenienza geografica del proprietario, ma è anche un sostantivo per indicare un'attività commerciale dalle caratteristiche ben definite, cioè un esercizio dove si vendono a basso prezzo un'enorme varietà di prodotti, eccetera, eccetera. Ma quell'insegna ci dice qualcosa anche dei titolari che l'hanno esposta due giovani cinesi con accento romano gentili simpatici e lo confermano tutti i clienti dotati di apprezzabile. Ironia, perché dice voi leggete dar cinese, ma noi cinesi lo leggiamo giusto, non leggono la erre pelle, quindi per loro, dal cinese
E quindi, insomma, è un brand che evidentemente funziona a pochi chilometri di distanza, a Tor Vergata, ha aperto già un altro negozio con l'insegna dar cinese, due alcuni però si sono lamentati perché questi mercatini sono cambiati, ora sono tutti ordinati e ben illuminati e i prezzi non sono più stracciati sono prezzi normali non ci sono più i cinesi di una volta e va be'.
Ci sentiamo domani buona giornata.
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