La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 18 minuti.
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9:30 - Santa Maria Capua Vetere (CE)
9:30 - Palermo
10:00 - Caltanissetta
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Buongiorno agli ascoltatori di Radio Radicale. Sabato 27 giugno questo è l'appuntamento con la rassegna della stampa internazionale a cura di David Carretta, in apertura come ieri, l'incontro che c'è stato questa settimana a Bruxelles tra la Commissione europea, diversi Stati membri, 15 per la precisione e cinque rappresentanti dei talebani incontro organizzato per favorire il rimpatrio di migranti afgani nel loro Paese. Nonostante la natura del regime talebano, oggi leggeremo un editoriale uscito sul Guardian, i colloqui dell'Unione europea con i talebani, svendere i diritti delle bambine, delle donne e di altri afgani. Cinque anni dopo la caduta di Kabul, i paesi europei sono ansiosi di rinviare i migranti in Afghanistan, a prescindere da ciò che questo significhi e da ciò che li aspetta. Leggeremo poi un editoriale dal Washington Post su l'accordo concluso da Trump con l'Iran e le concessioni che il presidente americano ha dovuto fare. Il post sottolinea nel titolo che la Repubblica islamica non ha dovuto fare alcuna concessione sui diritti umani e l'interrogativo è se gli Stati Uniti, che abbiano almeno provato la risposta, probabilmente no. Infine, l'Economist di questa settimana vi proporremo un editoriale a proposito della questione Cina e più in particolare, come l'Europa dovrebbe rispondere alla minaccia.
Economica cinese, Snedi, battuto la scorsa settimana in un Consiglio europeo, l'Economist ri ricorda che la Cina è solo l'ultima delle tante scuse dell'Europa, gli squilibri globali hanno poco a che fare con i problemi industriali europei, sottolinea tra l'altro il settimanale britannico, partiamo però da le trattative tra,
L'Unione europea, anche se non sono tutti i suoi Stati membri
E i talebani per mandare i migranti afgani in Afghanistan, per rimpatriarli editoriale di ieri del Guardian, i colloqui dell'Unione europea con i talebani, svendere i diritti delle bambine e delle donne e di altri afgani scrive il settimanale britannico.
Pochi giorni dopo la caduta di Kabul in mano ai talebani, nell'agosto 2021, il più importante diplomatico dell'Unione europea, Josep Borrell, aveva sottolineato la necessità di proteggere donne e ragazze, la cooperazione con qualsiasi futuro governo afgano sarà condizionata al rispetto dei diritti fondamentali di tutti gli afgani aveva promesso,
Borrell, l'attacco del regime e i diritti delle donne è iniziato immediatamente dopo e non ha fatto che intensificarsi. Da allora i talebani hanno vietato alle ragazze di frequentare la scuola secondaria, l'università hanno legalizzato il matrimonio infantile, hanno impedito alle donne di viaggiare senza un tutore uomo e
Hanno escluso le donne da lavori, parchi i bagni pubblici, le donne sono state letteralmente ridotte al silenzio, le loro voci sono vietate in pubblico e perfino all'interno delle loro case. Un nuovo codice penale introdotto lo scorso anno ricorda il Guardian, permette agli uomini di picchiare le mogli, anche se le donne riescono a dimostrare l'uso di forza oscena. Un marito può essere condannato al massimo 15 giorni di prigione,
Al contrario, maltrattare un animale può significare cinque mesi di carcere e le restrizioni sul lavoro, sugli spostamenti, sui contatti, non sono semplicemente oppressive. Spesso sono letali in un Paese in preda a una crisi umanitaria. Gli esperti dell'Onu hanno affermato che questo attacco diffuso, sistematico e onnicomprensivo e i diritti delle donne potrebbe
Configurarsi come apartheid di genere. Eppure scrive il Guardian. Questa settimana l'Unione europea ha ospitato dei rappresentanti dei talebani a Bruxelles per la prima volta dal loro ritorno al potere.
I funzionari
Europei hanno dichiarato che non si trattava di un riconoscimento.
Ma questo incontro rischia di portare a una normalizzazione e legittimi. Zazione implicita
Come hanno sottolineato in una lettera congiunta, più di 80 organizzazioni afgane per i diritti umani Zakir gialla. Lì un alto funzionario del ministero degli Esteri talebano ha definito la visita come una tappa storica nelle relazioni. Un portavoce della Commissione ha dichiarato che l'incontro si è concentrato sul rimpatrio dei migranti irregolari che hanno commesso gravi reati o rappresentano una minaccia per la sicurezza. Tuttavia,
L'invito indirizzato ai talebani. La lettera di invito menzionava solo il rimpatrio di cittadini afgani senza il diritto di soggiornare nell'Unione europea che una definizione molto più ampia. I governi europei prosegue, il Guardian stanno intensificando gli sforzi per deportare migranti in risposta alle pressioni politiche interne, la scorsa settimana al Parlamento europeo ha approvato piani per accelerare i rimpatri dei migranti. Senza documenti. Queste misure potrebbero aprire la strada a una applicazione,
Simile a quella dell'Ice. L'Immigration and Customs Enforcement negli Stati Uniti,
E queste misure permetterebbero di detenere le persone fino a due anni o di inviarle in centri off-shore, cioè fuori dall'Unione europea.
Come ha sottolineato il capo dei diritti umani dell'Onu Volker Türk, criticando questi piani, il diritto internazionale vieta di rimpatriare individui i luoghi dove rischierebbero gravi violazioni dei diritti umani o altri danni irreparabili a livello internazionale. Ricorda il Guardian dall'Iran. Lo scorso anno sono stati deportati più di 1,5 milioni di afgani. Il Pakistan ha rimpatriato forzatamente un gran numero di persone, i rimpatriati forzati dicono di aver ricevuto minacce e di aver subito detenzioni arbitrarie, torture lo hanno fatto in interviste con funzionari
Dell'Onu realizzate lo scorso anno. Le conclusioni del Guardian, le preoccupazioni europee su come il governo talebano,
In influenza i flussi migratori e non solo la vita degli afgani erano emerse sin da subito, ma mentre la crisi dei diritti umani e la crisi umanitaria in Afghanistan si sono aggravate, ciò che ha iniziato a dominare in Europa il sentimento anti migranti, gli afgani, in particolare le donne
Ora lottano sia contro la persecuzione dei talebani sia contro l'indifferenza internazionale. I governi che dicono di preoccuparsi per loro dovrebbero spingere affinché l'apartheid di genere venga riconosciuto come crimine ai sensi del diritto internazionale. Dovrebbero finanziare gli sforzi di soccorso essenziali in Afghanistan e dovrebbero sostenere chi è fuggito per crearsi una vita sicura altrove, ciò che non dovrebbero fare collaborare con i talebani per rimandare indietro altri afgani potenzialmente verso la morte, così tra l'altro il Guardian in questo editoriale uscito ieri
Veniamo a Trump e all'Iran, il suo accordo, che viene contestato un po'da tutti, compreso il Washington Post, in un editoriale sempre di ieri dal titolo l'Iran non ha fatto alcuna concessione sui diritti umani e la domanda è gli Stati Uniti ci hanno almeno provato il presidente Donald Trump mercoledì ha dichiarato che gli iraniani il regime si stanno comportando molto bene e accettano tutto ciò che voglio io.
Se così fosse il presidente,
Potrebbe chiedere loro di smettere di giustiziare civili innocenti. I negoziatori di Trump, comprensibilmente, sono concentrati sullo smantellamento del programma nucleare iraniano e sul far ripartire il traffico navale nello stretto di Hormuz. La pace, però, si sta rivelando molto fragile. Giovedì il corpo dei guardiani della rivoluzione islamica ha attaccato una nave mercantile che batteva bandiera di Singapore nello stretto. Contemporaneamente, il regime sta reprimendo il dissenso politico ed eseguendo condanne a morte decine di condanne a morte. Secondo le organizzazioni per i diritti umani, almeno 45 persone sono state giustiziate quest'anno con l'accusa di reati politici. La maggior parte delle esecuzioni è avvenuta negli ultimi tre mesi. La leadership sembra voler trasmettere con questa nuova ondata di brutalità.
Un messaggio la Repubblica islamica non ha alcuna intenzione di andarsene.
Dimenticarsi di difendere il popolo iraniano da tempo presso sembra cosa particolarmente indegna, soprattutto dopo che Trump a gennaio aveva esortato i manifestanti iraniani a ribellarsi contro il loro regime e aveva promesso che l'aiuto in arrivo
Quando lo hanno fatto quando gli iraniani hanno mai manifestato la repressione iraniana delle proteste antigovernative, ha causato, secondo alcune stime, più di 6.800 morti
La conclusione del del Washington Post la squadra negoziale di Trump dice che l'eliminazione di alcuni leader iraniani di alto livello ha reso il regime più malleabile, il vicepresidente Gidi Vance ha detto che l'Iran vuole voltare pagina.
Ma la storia sembra suggerire il contrario, gli iraniani, il regime sempre hanno una lunga storia durante la quale hanno dimostrato di prendere in giro gli interlocutori americani, in cambio hanno ottenuto concessioni e guadagnato tempo
Non cedendo quasi nulla in cambio, ci sono riusciti sotto le presidenze di Barack Obama, Joe Biden, e ci stanno riuscendo di nuovo dopo i negoziati in Svizzera dello scorso fine settimana, Vance ha annunciato che gli ispettori nucleari dovrebbero entrare in Iran, ma poi,
L'Iran ha negato di aver accettato questa richiesta,
Teheran si è mostrata altrettanto ostinata riguardo all'uso dei miliardi di fondi congelati che verranno sbloccati dopo la firma sul memorandum d'intesa. Trump ha dichiarato che erano userà quei soldi per acquistare prodotti agricoli americani,
Ma il governatore della Banca centrale iraniana ha affermato che il regime non ha alcun obbligo di acquistare prodotti agricoli dagli Stati Uniti, un problema importante, non affrontato di questo Memorandum. E questo ci sono almeno sei i cittadini americani detenuti nelle prigioni iraniane se l'Iran e serio nel volere iniziare un nuovo capitolo beh, i negoziatori hanno molte opzioni per chiedere al regime dimostrare la sua buona volontà. Portare a casa gli americani detenuti sarebbe un buon inizio, così, tra l'altro, il Washington Post sullo stesso tema,
C'è un editoriale anche sull'Economist uscito questa settimana.
Con l'Iran rafforzato, rafforzato da questo protocollo, questo accordo con Trump, i suoi vicini devono mettere vecchie divisioni da parte perché perché ora c'è un nemico comune molto più pericoloso rispetto a prima dell'inizio della guerra e dunque i Paesi del Golfo e più in generale della Regione non possono permettersi degli scontri.
Inutili dall'Economist, però vogliamo leggere almeno in parte un altro editoriale dedicato alla Cina, tema di dibattito tra i leader dell'Unione europea una settimana fa, con questo nome, il dibattito squilibri macroeconomici globali
E l'Economist usa questa definizione per spiegare che gli squilibri globali hanno poco a che fare con i problemi strutturali dell'Europa.
Ovunque si guardi ovunque ci si volti, i leader europei danno la colpa delle squilli, Pé de per i loro problemi, agli squilibri dell'economia globale.
Emmanuel Macron usa la presidenza francese del G 7 per lanciare l'allarme Frederick Merz, il cancelliere tedesco si lamenta di dover competere con Paesi che fatturano in valute sottovalutate alcuni Paesi producono troppe, non consumano abbastanza e viceversa si dispera la presidente della Commissione Ursula von der Leyen
Dietro questa espressione in realtà
Contenzioso con la Cina, i cui formidabili produttori stanno superando quelli europei in molti mercati.
E in parte a causa della concorrenza cinese. L'Europa sta subendo una deindustrializzazione graduale, la quota di valore aggiunto nel settore manifatturiero è di un punto percentuale inferiore rispetto al 2018, dato che i posti di lavoro persi si trovano in diversi settori che attirano un'attenzione particolare da parte dei politici come le automobili. La paura dello shock cinese 2.0 è diventata politicamente esplosiva, ma dando la colpa alla Cina per i loro problemi, i leader europei rischiano di perdere di vista i loro fallimenti interni europei. Hanno ragione quando dicono che l'economia mondiale squilibrata, che la Cina, né in parte responsabile il Paese, registra un surplus delle partite correnti significativo, quasi abnorme, ma la realtà è che anche l'Unione europea, nel 2025, registrato un surplus delle partite correnti
In Germania, che è il Paese con il più grande problema di deindustrializzazione. La cifra più che doppia, in altre parole, correggere gli squilibri non significa meno importazioni in Europa, potrebbe significare il contrario. Aumentare i consumi e gli investimenti, in modo da rafforzare l'euro e danneggiare le esportazioni. I produttori europei potrebbero non trarne beneficio nemmeno se Stati Uniti e Cina portassero,
I loro, i loro saldi commerciali verso un equilibrio.
L'errore dell'Europa deriva da un malinteso mercantilista, credere che un surplus delle partite correnti e la forza industriale siano la stessa cosa, in realtà le partite correnti riflettono l'equilibrio tra risparmio, investimenti, un surplus può coesistere con una situazione di malessere industriale.
E, secondo l'Economist, all'interno dell'Unione europea, non c'è alcuna correlazione tra la partita corrente, la quota del manifatturiero sul prodotto interno.
E allora, qual è il problema da risolvere?
è quello della innovazione e della competitività, rendere i mercati del lavoro più flessibile e ridurre i costi energetici, integrare i mercati capitali, eliminare regolamentazione poco saggia, l'Europa farebbe bene a riconoscere che erigere barriere commerciali con la Cina non farà altro che aumentare la necessità di riforme interne.
è un'economia delle dimensioni della Cina, avrà sempre esportazioni significative se gli europei vogliono che le loro industrie prosperano, dovrebbero concentrarsi non sull'esclusione dei concorrenti, ma sul mettere ordine, sistemare casa propria ci fermiamo da David Carretta, una buona giornata con Radio Radicale.
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