Sono stati discussi i seguenti argomenti: Accordi Internazionali, Esteri, Evian, G7, Guerra, Iran, Pace, Rassegna Stampa, Rivoluzione, Totalitarismo, Trump, Usa.
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Rubrica
Dibattito
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Buongiorno agli ascoltatori di Radio Radicale venerdì 19 giugno, questo è l'appuntamento con la rassegna della stampa internazionale a cura di David Carretta in apertura quest'oggi torneremo sull'accordo concluso da Donald Trump con l'Iran per porre fine alla guerra lanciata il 28 febbraio con Israele il regime iraniano in posizione di forza il titolo,
Dell'editoriale pubblicato oggi da le Monde, vedremo anche un commento da Libération sull'equazione di questo accordo e poi vi proporremo un editoriale dal Wall Street Journal, sempre più critico nei confronti di Trump, l'Iran è davvero un Paese normale.
L'accordo di Trump funzionerà solo se il regime abbandonerà la rivoluzione. Non lo ha fatto in 47 anni, ricorda, tra l'altro, il quotidiano economico americano e poi torneremo sul vertice del G7 a e vi ho il bilancio. Secondo il País e questo gli europei sono riusciti a calmare Trump con le lusinghe e hanno ottenuto un maggiore sostegno per l'Ucraina. Non è un risultato da poco. Secondo il quotidiano spagnolo, partiamo però dall'Iran l'editoriale di oggi di le Monde per commentare l'accordo raggiunto e firmato l'altro giorno da Trump. Il regime iraniano, in posizione di forza, scrive le Monde la firma, il 17 giugno, del cessate il fuoco tra il presidente americano, Donald Trump, e il regime iraniano apre una fase particolarmente delicata dei negoziati su quello che è il principale contenzioso. Il programma nucleare di Teheran è solamente alla fine di queste discussioni e a condizione che arrivino a un successo che questo accordo potrà essere paragonato a quello del 2015, quello strappato da Trump nel 2018 durante il suo primo mandato, perché lo aveva definito il peggior accordo di sempre.
Firmato dagli Stati Uniti, tuttavia, sottolinea le Monde il contenuto lapidario del memorandum succitate fuoco attuale
Mostra che il punto di partenza di queste nuove trattative, quelle sul programma nucleare iraniano, è nettamente favorevole all'Iran negoziato tra Washington e Teheran senza che il terzo protagonista di questa guerra Israele abbia potuto dire la sua, l'accordo traduce innanzitutto la volontà del regime iraniano di includere il Libano un Paese menzionato tre volte nel primo dei 14 punti del testo la capacità del regime iraniano di controllare Hezbollah sarà messa alla prova, ma anche quella del presidente americano di farsi obbedire dal suo alleato israeliano Benyamin Netanyahu. Israele prosegue
Le Monde
Non può che dispiacersi amaramente del fatto che la questione del sostegno dell'Iran alle milizie regionali non venga evocata, questo dossier era diventato prioritario oltre.
Al programma nucleare nelle esigenze poste dagli occidentali alla Repubblica islamica vale lo stesso per le capacità balistiche di Teheran, che sono assenti dall'accordo di cessate il fuoco,
In realtà, secondo le Monde, questo accordo si concentra su un obiettivo che alla fine ha manifestamente soppiantato tutti gli altri per Trump, la riapertura dello stretto di Hormuz, l'accordo resta molto vago sulla questione nucleare, se non per relativizzare l'importanza dello stock di uranio altamente arricchito
Questo era stato presentato come uno, se non il principale obiettivo della guerra. Il mercanteggiamento tra Washington e Teheran si riassume dunque a una scommessa, la rinuncia all'arma nucleare in cambio della prosperità che sarà resa possibile dalla fine di tutte le sanzioni internazionali.
Certo non ci si può felicitare, non ci si può che felicitare del fatto che questo testo tenti di rendere perenne la fine dei combattimenti, compresi quelli in Libano, quasi quattro mesi dopo l'inizio delle ostilità, l'accordo di cessate il fuoco, tuttavia, dimostra la vanità e la vacuità dell'uso della forza. Detto questo, l'accordo non è garanzia di un successo diplomatico. Il calendario è estremamente stretto per risolvere
Questioni complesse che, tra l'altro, gli iraniani controllano perfettamente le scadenze politiche di Trump, cioè le elezioni di midterm negli Stati Uniti a novembre,
Lo privano, in questo periodo di un'arma, quella di della minaccia di riprendere i bombardamenti, bombardamenti che del resto hanno mostrato tutti i loro limiti morale, il bilancio di questa guerra è ancor più devastatore, ha delegittimato il ricorso alla forza complicando il ritorno alla diplomazia, è una buona illustrazione di ciò che si definisce un disastro conclude, tra l'altro le Monde,
Equazione invece il titolo dell'editoriale pubblicato ieri da Libération, che accompagnava tutto un dossier su questo memorandum, firmato mercoledì da Trump che comincia così se non si concluderà nulla entro 60 giorni, non è un problema, ricominceremo a bombardare, ha detto,
Mercoledì durante il G 7
Donald Trump, ostentando il suo orgoglio per aver raggiunto un accordo con l'Iran
E questo?
Lo ha detto, lo ha detto Trump, anche se ha aggiunto di essere pronto a disfare tutto.
Il protocollo è composto da 14 punti che lasciano intravedere l'idea di una vittoria totale dei dirigenti iraniani, ne usciranno con molto denaro contante in cambio di promesse tutte da mantenere se l'accordo prenderà davvero questa forma, garantendo la revoca delle sanzioni all'Iran, nonché risarcimenti finanziari in cambio della fine del programma nucleare.
Beh, assegnerà un'assicurazione sulla vita per Teheran,
Nemmeno nei suoi sogni più folli. Il DEF, la defunta Guida suprema Ali Khamenei, uccisa il primo giorno della guerra, avrebbe potuto immaginare un simile epilogo, scrive Libération in modo postumo, camminai, ottiene ciò che ha sempre voluto assicurare la perennità della Repubblica islamica, i leader iraniani
Saranno riusciti a isolare il loro popolo dal mondo.
E rimarranno totalmente impuniti per i massacri dell'8 e del 9 gennaio, ora hanno il controllo dello stretto di Hormuz, potranno usarlo come strumento di ricatto, in futuro
Potrebbero ottenere la revoca delle sanzioni che gravano sul regime da 47 anni e lo sblocco di tutti i fondi e gli averi congelati.
Acquisendo così una manna finanziaria immensa per garantire la sopravvivenza del regime
Ciò che Trump sta concedendo la Repubblica islamica semplicemente è la normalizzazione del regime, scrive Libération resta da definire se questo accordo possa superare lo stadio del pio desiderio, i 60 giorni di negoziati lasciano poco tempo per esplorare tutte le sfumature delle divergenze che permangono tra i due nemici storici se Trump rimarrà su questa linea di capitolazione, allora,
L'accordo definitivo potrà effettivamente essere negoziato in modo rapido in questa equazione. Tutti perderebbero il popolo iraniano e civili libanesi, Trump, Netanyahu e una certa idea della giustizia internazionale.
C'è un vincitore se è vivo il figlio della Guida Suprema che gli è succeduta dopo la sua morte, potrà sfoggiare un intenso sorriso di soddisfazione così Libération nel suo.
L'editoriale di ieri che ci porta al Wall Street Journal
Beh, è un quotidiano progressista francese, il Wall Street Journal, potremmo definirlo mio con Uilm, almeno nei toni e americano, e alla fine il punto è sempre lo stesso, il titolo dell'editoriale di ieri. L'Iran è davvero un Paese normale. L'accordo di Trump funzionerà solo se il regime a Bonn abbandonerà la rivoluzione, e il problema è che non lo ha fatto. In 47 anni scrive il Journal citando Henry Kissinger. L'Iran deve decidere se vuole essere una nazione o una causa, ma da me, da 47 anni il regime iraniano risponde causa e la causa è la rivoluzione islamica,
Ora l'Amministrazione Trump sta pagando per il privilegio di porre di nuovo questa domanda, il vicepresidente americano Joe di Vence lo ha detto alla Cnn quello che l'accordo fa fondamentalmente stabilire una struttura in base alla quale, se gli iraniani si comporteranno come un Paese normale, allora noi li tratteremo come un Paese normale accogliendoli nell'economia mondiale.
Vance.
Ha usato questo termine Paese normale per cercare di vendere l'accordo concluso da Trump
Ma in 47 anni il regime in Iran non ha mai dimostrato di voler costruire un Paese normale o unirsi alla comunità internazionale ogni volta incassato le concessioni degli Stati Uniti e le ha usate per promuovere il terrorismo e diffondere la sua rivoluzione sciita, ogni presidente americano dal 1979 ha avuto lo stesso desiderio salvo poi scoprire
Che il regime iraniano aveva altri piani dopo la caduta dello Scià, Jimmy Carter voleva aprire un canale diplomatico con l'ayatollah Khomeini, abbracciarlo come la vera voce del popolo non solo fu respinto Carter, ma la sua Presidenza affondò con la presa dell'ambasciata americana da parte dell'Iran e 52 diplomatici statunitensi tenuti in ostaggio per 444 giorni. Anche Reagan ci provò. Lo scandalo Iran-Contra nacque dalle speranze mal riposte di Reagan di ottenere dal regime la liberazione di altri ostaggi americani,
E da lì
Porre fine all'ostilità, l'Iran aveva preso gli ostaggi attraverso gruppi terroristici che aveva creato il Libano per diffondere la sua rivoluzione, questi proxy hanno ucciso centinaia di americani in in attentati suicidi, sono diventati anche il modello per le milizie filo-iraniane che seminano guerra in tutta la regione.
George
Bush padre cercò di tendere la mano a Teheran fin dal suo discorso di insediamento, offrendo buona volontà per generare buona volontà. Il regime però non non cercava la buona volontà
L'Iran fu responsabile di attacchi terroristici in tutta la regione, compreso l'attentato alla alle Kobe Towers, che uccise 19 americani nel 1996.
Bill Clinton ricorda ancora il Journal, inseguì il presidente riformista Mohammed Khatami con gesti e concessione alle, alla fine degli anni 90, per scoprire che il vero potere era nelle mani degli ayatollah, che il presidente Khatami non aveva alcun interesse, poi George Bush figlio incluso l'Iran e il suo asse del male ma evitò di scontrarsi con l'Iran. Poi toccò a Barack Obama la firma dell'accordo del 2015, la revoca delle sanzioni, salvo poi il regime che redditi
Sa salvo il fatto che poi il regime intensificò i suoi interventi in Siria, il suo programma missilistico e il suo sostegno ai proxy. Infine, Joe Biden è entrato in carica promettendo di tornare all'accordo nucleare dopo che Trump se n'era ri ritirato, ma scoprendo che l'Iran non era disponibile.
A farlo. Insomma, cambierà tutto questo dopo le campagne di bombardamenti di Israele, Stati Uniti, Vance, insiste che il regime iraniano e un gruppo di persone molto diverso, per il quale qualcosa è cambiato in modo fondamentale, ma questa è una scommessa e le prove a sostegno sono decisamente scarse. Certo a volte accadono. Miracoli
Annuari Sadat diede vita diede la sua vita per portare l'Egitto alla pace con Israele, Mikhail Gorbaciov, costrinse l'Unione Sovietica, riformarsi
C'è un leader comparabile in Iran, Vance e Trump sembrano credere che.
L'idea di avere hotel scintillanti e 300
Miliardi di dollari di investimenti possa essere sufficiente affinché il regime abbandoni la sua causa rivoluzionaria, l'Iran avrebbe potuto avere quegli hotel e quella prosperità molti decenni fa, ma ha sempre scelto la rivoluzione, il terrorismo, se l'Iran e davvero impegnato in una nuova direzione,
Non dovrebbero servire a 60 giorni per scoprirlo, se il regime non abbandonerà il suo programma nucleare, significa che preferisce la rivoluzione, così tra l'altro il Wall Street Journal infine, anche se non abbiamo molto tempo, vi segnaliamo l'editoriale di ieri di El Pais, un bilancio del G 7 di avviò un G 7 per Trump gli europei sono riusciti a calmare Trump con un po'di lusinghe e hanno ottenuto un maggior sostegno,
Per l'Ucraina e il che è positivo al di là diciamo dell'estetica poco gradevole di vedere di vedere,
Certi atteggiamenti nei confronti di Trump aereo.
Leader europei sono riusciti a limitare i danni molto meglio rispetto a precedenti occasioni per l'Europa, il vero progresso è l'impegno di Trump a favore dell'Ucraina, il sostegno di Washington per inasprire le sanzioni contro la Russia, in un momento decisivo di un conflitto che dura già più della prima guerra mondiale.
Probabilmente non ci si poteva attendere molto di più dal G7, ma
Quello che ne è uscito non è poco,
La differenza è l'appeasement, tuttavia non possono continuare a essere una strategia così El Pais non ci fermiamo da David Carretta una buona giornata con Radio Radicale.
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