Ormai negli Usa viaggia verso il 4 per cento.
Quella di Warsh è una scelta chiara, che potrebbe portarlo in rotta di collisione con il Presidente Trump, cui deve la sua nomina e che ha sempre chiesto una riduzione dei tassi, scontrandosi con il predecessore alla Fed Jerome Powell.
Riuscirà Warsh a conservare la propria indipendenza? Deciderà davvero un rialzo dei tassi? Per il momento il suo … intervento ha rassicurato i mercati.
Si avvicinano le elezioni di Midterm e Trump non gradirebbe affrontarle con tassi più alti.
Trump e il suo Segretario al Tesoro Bessent si muovono in una direzione opposta: è stato appena deciso il riacquisto di parte dei titoli di Stato a lunga scadenza.
Secondo molti analisti Bessent lo ha fatto per abbassare i rendimenti dei titoli di Stato a lungo termine per limitare il costo dei mutui e del credito in vista delle elezioni di Midterm.
Ma i rendimenti sono in aumento da anni per via dell'alto livello di inflazione, per gli enormi bisogni di capitale legati agli investimenti nell'Intelligenza artificiale e per l'alto livello del debito Usa.
Trump ha deciso di continuare a spendere ed aumentare il disavanzo.
Se davvero si volesse intervenire sui tassi a lunga scadenza sarebbe necessaria una seria politica fiscale e un aumento delle tasse in modo che aumentino le entrate e diminuiscano le uscite.
Si volgiono tassi più bassi ma si rifiutano le politiche che sarebbero necessarie.
Servirebbe una politica coerente, anziché il contrasto che potrebbe prodursi tra politiche monetarie e politiche fiscali.
Quel che accade negli Usa ha riflessi anche nel resto dell'economia mondiale, poiché i Treasury sono punti di rifermento sui rendimenti in altri mercati e questo può avere effetti su imprese e famiglie.
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