30 AGO 2002

Pr: Pannella lancia un appello alle autorità italiane per il 7 settembre

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Marco Pannella lancia un appello alle forze politiche italiane affinchè manifestino con il Partito Radicale il 7 settembre, contro le violazioni dei diritti civili e politici in Vietnam.

Roma, 30 agosto 2002 - Marco Pannella, intervenuto oggi in diretta a Radio Radicale, ha fatto il punto sulla preparazione di una mobilitazione del Partito Radicale Transnazionale per la democrazia in Vietnam.

Una iniziativa programmata per il 7 settembre sotto lo slogan "Giornata Mondiale di Lotta Gandhiana - Nonviolenta, Per la libertà e la democrazia anche in Vietnam".

L'appello di Pannella "Vorrei rivolgere
come Coordinatore dei Presidenti del Partito Radicale un invito formale, ufficiale e fiducioso, a tutte le forze politiche italiane - dico bene, tutte le forze politiche italiane - perché partecipino concretamente, fisicamente, materialmente, promuovendo altro impegno, incoraggiando altre energie, alla Manifestazione gandhiana e nonviolenta per la libertà e la democrazia anche in Vietnam, che abbiamo convocato per sabato 7 settembre".

E' questo l'ultimo week end di preparazione della iniziativa, e Pannella ha fornito i primi numeri: "mi sembra che la cosa stia decollando.

Siamo finora a cinquecento partecipanti, persone che da 38 paesi del mondo, dall'Albania alla Repubblica Democratica del Congo, dall'Italia al Laos al Messico, dalla Russia alla Tunisia, dagli Usa alla Yugoslavia, hanno annunciato la loro partecipazione via Internet.

Siamo partiti da 48 ore, e riteniamo che il 'caso Vietnam' deve essere imposto all'attenzione del mondo".

Pannella ha ricordato che sui siti radicali è presente il testo completo dell'appello, rivolto ai Governi e ai Paesi di tutto il mondo.

"Alle autorità del mondo e a quelle del Vietnam - ha detto - noi avanziamo delle richieste puntualissime, riguardanti per esempio la sorte delle massime autorità religiose della Chiesa Unificata buddista del Vietnam, sacerdoti cattolici, pastori protestanti, persone che in certi casi sono scomparse da 30 anni".

Il 7 settembre L'organizzazione della giornata del 7 settembre riguarderà sicuramente un buon drappello di capitali: "Bruxelles, Buenos Aires, Pretoria, Istanbul, Parigi, Roma, Taipei, Vienna, Vladivostok, Washington, Mosca ci saranno di sicuro - ha detto Pannella - Ma dovremmo pensare anche ad organizzare iniziative davanti alle non poche sedi italiane delle cosiddette Associazioni di Amicizia Italia Vietnam, associazioni nate qualche decennio fa che svolgono di fatto una azione a supporto di quel regime".

"E dovremo aggiungere a questi 500 partecipanti almeno 500 Montagnard vietnamiti residenti negli Stati Uniti che faranno anche otto ore di pullman per arrivare a Washington.

E almeno 80 di questi montagnard sono iscritti al Partito Radicale Transnazionale".

I montagnard I montagnard - popolo delle montagne dell'Indocina - costituiscono una minoranza costretta a subire il costante tentativo di "vietnamizzazione" del regime del regime vietnamita.

"La loro realtà - ha detto Pannella - la realtà di questi montanari - come sono montanari i curdi - è quella di popolo oppresso su tre paesi di quell'area dell'estremo oriente, dispersi ed oppressi, sottoposti ad una pressione che la ha visti passare da 3 milioni e mezzo che erano ad un milione e mezzo".

Si tratta di rispetto della legalità internazionale Pannella ha concluso ricordando le "richieste puntuali che avanzeremo fin dalle prossime ore al Parlamento Europeo, e che cercheremo di far condividere in diversi Parlamenti nazionali.

Si tratta anche della liberazione - a mo' di esempio - di alcune personalità, rappresentative della libertà di religione e di coscienza in quel paese.

E si tratta del rispetto della legalità internazionale".

Per questo l'appello "alle forze politiche italiane perché aderiscano a questa giornata, perché facciano proprie queste richieste.

E' un appello fiducioso, che faccio a tutti i parlamentari, ai consiglieri regionali, agli esponenti politici, perché questa grande manifestazione - fatta per un volta non alla maniera "pacifista", quando le guerre sono in corso, quando i guai sono scoppiati - sia una grande manifestazione.

Per dire basta alla guerra in Vietnam che continua ad essere condotta contro i diritti dei cittadini.

Spero che tutti i rappresentanti delle istituzioni, dai consiglieri comunali ai parlamentari nazionali, vogliano dire basta con la guerra del Vietnam contro le libertà, contro il diritto, contro i propri cittadini.

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