02 MAG 2002

Medio Oriente: Arafat lascia l'assedio di Ramallah

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Finito il lungo assedio di Ramallah, il leader dell'Anp parla di ripresa del dialogo ma non risparmia accuse pesantissime contro Sharon, definito "nazista e razzista"Aggiornamento 2 maggio 2002 Il leader palestinese Yasser Arafat è uscito stamani per la prima volta dal suo quartier generale di Ramallah, dove era confinato dal 3 dicembre scorso.

Davanti al suo bunker, gruppi di militanti palestinesi lo hanno salutato alzando le armi in segno di vittoria.

Ripartire da Rabin Tra le prime dichiarazioni alla stampa internazionale, Arafat ha rivolto un messaggio a Israele, con il quale si è detto
pronto a riprendere il dialogo politico.

"Se c'è la volontà ci sarà la pace", ha detto, precisando che da parte palestinese c'è "la volontà di continuare ad attuare quanto è stato sottoscritto con il partner di pace Isac Rabin".

Morire per la Palestina Arafat appena uscito dall'isolamento forzoso chiama a raccolta il popolo palestinese.

Un popolo "pronto a difendere ogni luogo sacro cristiano, musulmano o ebraico".

E dopo aver chiesto di voler visitare la Chiesa della Natività, ai giovanissimi che gli urlavano intorno di essere pronti a dare la vita per lui, rispondeva: "dovete far ciò per la Palestina".

Il problema dei palestinesi, per il leader dell'Anp, è che "i soldati israeliani bloccano tutte le strade e continuano a circondare tutte le città", anche quella che ha definito "Jeningrade", e cioè Jenin.

E con questo paragone tra i bombardamenti a Stalingrado durante la seconda guerra mondiale e quel che e' accaduto a Jenin, Arafat riprende a pieno titolo possesso del suo posto nella scena politica in Medio Oriente.

Accuse contro Sharon Riprendono quindi le critiche al Primo Ministro israeliano Ariel Sharon.

"Il Premier israeliano è un terrorista, un razzista e un nazista - esclama Arafat - e come possiamo restare in silenzio di fronte a quello che sta succedendo alla Chiesa della Natività a Betlemme?" Proprio su questa questione nella giornata di oggi è intervenuto il colonnello Marcel Aviv, comandante delle operazioni militari a Betlemme, il quale ha reso noto che Israele è pronta a riprendere i negoziati per por fine all'assedio della Natività.

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